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In primo piano

Anna di Clèves alla corte dei Tudor, di Lara Zavatteri


Anna di Clèves, la quarta moglie di Enrico VIII, ripudiata per la sua bruttezza. Una rivoluzionaria indipendente d'altri tempi.

Anna di Clèves è stata la quarta moglie di re Enrico VIII, delle sei forse quella che si conosce meno e una delle più fortunate.
Anna di Clèves proveniva per l'appunto dal ducato tedesco di Clèves e fu scelta in moglie da Enrico VIII per rafforzare la sua posizione contro l'imperatore Carlo V con cui anche il ducato era in rotta. Basandosi su alcuni ritratti, Enrico la giudicò favorevolmente, ma poi la ripudiò nei giro di pochi mesi perché definita troppo brutta (ma senti da che pulpito! All'epoca Enrico era un tronfio monarca, grasso fuor di misura e quasi zoppo da una gamba, per cui…).
Ma era davvero tanto brutta? A giudicare dai ritratti che sono giunti fino a noi, non parrebbe. Bisogna pur dire che molte volte i ritrattisti abbellivano le loro opere, però se si osservano anche quelli delle mogli precedenti, tipo la prima, Caterina d'Aragona, certo non si poteva dire che eccellessero in bellezza. La stessa Anna Bolena non era la tipica bellezza d'Inghilterra, anzi: scura di pelle, i capelli e gli occhi neri e per giunta con un accenno di sesto dito su una mano.



Joss Stone
nei panni di Anne di Cleves
"The Tudors", serie TV 2007

Una donna nella cerchia dei Tudor
Anna di Clèves, lontana da casa, già divorziata, per l'epoca avrebbe potuto subire due sorti. La prima, tipica delle moglie di Enrico, quella di finire davanti al boia, la seconda di essere chiusa in un convento. Invece, Anna fu rivoluzionaria. Mantenne la testa (cosa non da poco per un ex-marito del genere) e pur essendo stata ripudiata godette di una libertà fuori dal comune per l'epoca.
Non tornò in Germania per il resto della sua vita e dal re ottenne un reddito e dei castelli, tra cui quello di Hever, che era stato dei Bolena. Condusse una vita lontana da corte, dove venne comunque invitata spesso, essendo diventata una “sorella” per re Enrico che, nel frattempo, aveva già impalmato Caterina Howard, la cui testa cadrà sul ceppo come quella della cugina Anna Bolena.
Anna di Clèves fu quindi fortunata per molti motivi. Migliorò il suo inglese, ampliò la sua cultura, seppe restare amica del sovrano anche se sapeva benissimo che la considerava una specie di mostro, e cercò di essere amica anche della prole di Enrico (Maria, Elisabetta ed Edoardo) come farà, in seguito, Caterina Parr, ultima (per fortuna) moglie di Enrico.
Anna di Clèves fu quindi una donna che pur avendo ricevuto delle umiliazioni, seppe conquistarsi una sua indipendenza, lontana dalle mire matrimoniali del fratello duca e dalla corte dei Tudor. Sopravvisse per dieci anni ad Enrico, che morì nel 1547, e fu sepolta nell'Abbazia di Westminster.
Una regina della quale si sa poco, che magari meriterebbe di essere riscoperta, com'è accaduto ad Elisabetta Woodville, regina d'Inghilterra e nonna materna di Enrico VIII, grazie ai libri di Philippa Gregory e alla serie a lei dedicata “The White Queen” (Quando un libro diventa fiction, “The White Queen” di Philippa Gregory e "The White Princess" di Philippa Gregory arriverà in Italia nel 2017?).



Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
Guardando le stelle, Un cane di nome Giuliano, Risparmia Subito!Amici per sempreCuor di Corteccia, Sopravvissuti, Youcanprint.
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