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"Call center" di Benoît Duteurtre, recensione di Andrea Pistoia


"Call center" di Benoît Duteurtre, Garzanti, 2005, un saggio comico di critica al capitalismo moderno.

Mi è capitato per caso tra le mani questo libro e mi ha incuriosito la sua sinossi, ovvero il racconto di un uomo qualunque malauguratamente precipitato tra gli ingranaggi della vita moderna, fatta di cellulari dalle mille funzioni misteriose, connessioni internet che fanno le bizze, compagnie telefoniche succhia-soldi, addetti al call center indisponenti, messaggi automatici incomprensibili e direttori devoti al Dio Denaro.
Da una piccola richiesta, infatti, scoppia una reazione a catena in cui il protagonista non può che essere una pedina alla mercé di forze più grandi di lui, la tipica storia tanto comica quanto realistica che va a narrare situazioni in cui, sfortunatamente, ognuno di noi è incappato almeno una volta nella vita.
Il libro si legge molto velocemente, sia perché è un concentrato di episodi in rapida successione sia perché sono centosei pagine di pura leggerezza intellettuale.
Questo però non significa che sia scritto con un linguaggio povero. Anzi, lo scrittore Benoît Duteurtre ha un lessico forbito e raffinato, ma non al punto da rallentarne la lettura, permettendole così di scorrere via liscia e senza rallentamenti, né di gergo né di trama.
Un libro che non ha bisogno di ulteriore pagine e narrazione per dipingere quanto la modernità, a volte, sia complessa e preclusa ai più. Senza contare che dà più importanza ai fatti in sé che non ai dialoghi dei personaggi (eccetto un botta e risposta sul senso di una società fondata ormai sulla tecnologia a basso costo e sul profitto ad ogni costo).
L’autore costruisce una storia che, pur scorrendo lineare, nasconde qualche mistero e qualche colpo di scena inaspettato che mantiene vigile l’interesse del lettore.
Forse c’è chi storcerà il naso pensando di sborsare dieci euro (solo 4,50€ per l'acquisto su Amazon) per cento pagine. Ma ricordiamo che la qualità non la fa certo il numero di pagine ma le emozioni e le riflessioni che trasmette al lettore.
In conclusione, un libro leggero, senza troppe pretese, veloce tanto da leggere quanto d’apprezzare, consigliato a tutti coloro che vogliono passare qualche ora di piacevole e disimpegnata lettura ma con un messaggio di fondo diretto, potente e ironicamente realistico.
Probabilmente non entrerà nella vostra top ten di libri preferiti ma resterà comunque una lettura ideale da portarsi in spiaggia quest’estate.



«Un viaggio attraverso la nostra civiltà occidentale, ossessionata dal tempo, dal profitto e dalla velocità. In meno di 100 pagine, c'è dentro tutto.»
(«Le Figaro»)

«Una satira graffiante e divertente contro la dittatura della comunicazione e dei mercati finanziari.»
(«Le Monde»)

La vita moderna può essere terrificante, come sanno benissimo i grandi scrittori. Al protagonista di Call Center, quarantenne giornalista free-lance, basta perdere il suo telefono cellulare – dono degli anziani genitori a un figlio in carriera – per sprofondare in un incubo.
Pieno di fiducia nella modernità e nelle sue regole, il nostro eroe inizia la trafila necessaria a superare l'inconveniente. Ma si perde subito in un labirinto di risponditori automatici, lavoratori precari e sottopagati con qualche rudimento nelle pubbliche relazioni, di offerte speciali irrevocabili, di tariffe ridotte... Insomma, tutte le procedure che una efficiente organizzazione del lavoro e dei rapporti con la clientela mette al servizio dei consumatori. O meglio, tutte le strategie che la burocrazia aziendale riesce a inventare per intrappolare i clienti.
Fulminante e lucido come un fumetto, vero come gli incubi che affrontiamo nella vita quotidiana, illuminante come un romanzo di Voltaire, arrabbiato come un corteo no-global, Call Center è un saggio comico di critica al capitalismo moderno di straordinaria efficacia. Raccontandoci il mondo in cui siamo immersi, riesce a mostrarci la sua vera realtà facendoci ridere fino alle lacrime.

di Benoît Duteurtre | Garzanti   | Umoristico
ISBN 881166574-4  | cartaceo 4,50  Acquista

Andrea Pistoia
Nasco in una solare giornata di luglio a Vigevano. A dodici anni scoppia l’amore per la letteratura. Affronto la scuola come un condannato a morte. In compenso la mia cultura extra-scolastica cresce esponenzialmente. Dopo due anni vissuti a Londra, torno in Italia come blogger, giornalista, recensore di fumetti e sceneggiatore di un fumetto online per una nota casa editrice. Chitarrista dei ‘Panama Road’, direttore editoriale di una fanzine online.
Ancora e mai più (nelle mutande),

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