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In primo piano

"Il mago" di Maria Rosaria Fonso, illustrazioni di Roberta Bonvicini

IL MAGO

di Maria Rosaria Fonso
Illustrazioni di Roberta Bonvicini
Gieffe
Racconti
ISBN 978-8890679032
cartaceo 10,00€ | Presto disponbile online

Acquista  Mondadori Bookstore, Centro commerciale La fattoria, Rovigo
Associazione Danilo Ruzza >> daniloruzza.adoces@email.it
Associazione ADMOR-ADOCES >> dmoric.tv@libero.it

I proventi vanno tutti all'Associazione "Danilo Ruzza" Adoces.

"Il mago" è un florilegio (quindi una raccolta di racconti) di Maria Rosaria Fonso con disegni di Roberta Bonvicini, docente di Arte e Immagine.
La Scrittrice ha fornito 23 racconti brevi molti dei quali hanno partecipato e vinto concorsi nazionali, mentre il racconto "Il mago", che dà il titolo alla raccolta, è stato scritto appositamente per i vent'anni dell’Associazione donatori di midollo osseo e cellule staminali "Danilo Ruzza" di Rovigo, ed è l'unico racconto che rispecchia l'associazione stessa e la donazione del midollo osseo.
I racconti trattano temi diversi (per lo più quelli dettati dai concorsi ai quali la scrittrice ha partecipato) perciò si parla di guerre passate e presenti, di migranti passati e presenti, racconti di famiglie, madri, figli...
Nonostante i temi siano molto diversi fra di loro un filo comune li unisce: tutti dimostrano una grande sensibilità verso l'aiuto al prossimo, l'attenzione a valori come la famiglia, la solidarietà che spesso vengono dimenticati. Non mancano testi legati alla malattia e alle difficoltà della vita ma in tutti c'è un profondo senso di coraggio, il non arrendersi.
Un piccolo gioiello, presentato con cura ed attenzione da Silvia Polato, Dirigente scolastico presso Liceo Bocchi-Galilei di Adria, nella prefazione.

PREFAZIONE
Illuminante: ecco l’aggettivo che riesce a sintetizzare con maggiore immediatezza una delle caratteristiche più spiccate del florilegio sapientemente composto da Maria Rosaria Fonso.
Illuminante perché in ciascun brano il lettore riconosce incontestabili aspetti caratterizzanti la vita di ognuno: i desideri, le emozioni, le paure, i drammi e le rinate speranze. L’autrice mirabilmente attraversa le più svariate situazioni modulando le idee nelle atmosfere più disparate e misurandosi con differenti generi letterari: dalla fiaba al racconto realista, dall’autobiografia alla novella.
Come essa dichiara nel brano di apertura (Il viaggio), vero e proprio manifesto della sua poetica e della personale concezione della vita, l’arte di scrivere ha caratterizzato la sua natura fin dalla tenera età e ha accompagnato l’evoluzione del percorso formativo via via affinato sui banchi di scuola. La Poesia è penetrata nell’animo dell’autrice e se ne è definitivamente impossessata: ritroviamo elementi poetici in ogni brano, perché ogni situazione viene rappresentata attraverso il riverbero delle emozioni di chi la vive.
Pur nella inevitabile diversità delle storie narrate e dei contesti delineati, si colgono tratti comuni di un’umanità alla continua ricerca di punti di riferimento, solide certezze, risposte consolatorie, che tuttavia possono apparire precarie a causa delle insidie costantemente in agguato.
Ma ecco improvvisamente una svolta, un’illuminazione, un’occasione che offre all’uomo la possibilità di ritrovare il significato della sua esistenza.
Talora la verità si disvela improvvisa al dissolversi delle nebbie che avvolgono il nostro mondo (Oltre la nebbia). In altri casi, si comprende che fuggire è inutile, ma proprio il coraggio di rimanere ancorati alla propria storia e ai propri ricordi può essere la risposta capace di squarciare l’involucro che ci impediva di vivere (La rovra). Vediamo un’umanità che riesce a recuperare la sua essenza e l’amore per la vita solo se circondata da quanto ha di più caro, anche se rappresentato da elementi semplici come aromi, profumi, colori, oggetti quotidiani e ambienti familiari (La casa rosa, Vita). A ben vedere, alcuni riferimenti autobiografici, oltre alla presenza di qualche nome noto alla cittadinanza adriese, possono aiutarci a comprendere che il messaggio positivo contenuto in questi testi non è astratto, ma può calarsi nel vissuto di ciascuno di noi (Lei, Ciao Mamà, Rendiamo grazie a Dio)
Evidente è la funzione salvifica della musica, potente espressione di un’interiorità soffocata dalla quotidianità e dalla fatica di vivere, chiara volontà di vincere l’angoscia e il dolore, straordinario mezzo per riscoprire sentimenti sommersi dagli eventi e, in particolare, il piacere della condivisione accanto al senso di fraternità (La Fidelia e Il ragazzo col violino) .
Anche l’amore per i libri, pur vissuto nella solitudine della lettura individuale, può aiutare l’uomo a intravedere “l’anello che non tiene” nella catena degli eventi, può bloccare il funesto convoglio diretto verso l’abisso dell’infelicità, conducendolo a comprendere il perché della sua esistenza e consentendogli di liberarsi dall’inferno che l’opprime, come metaforicamente espresso nella storia di Lena-Lara ( Bianco).
La rappresentazione del dramma viene a volte ribaltata, ed ecco che la tensione si stempera nell’ironia, nel divertimento, in aperte reminiscenze letterarie con richiami al capolavoro di Boccaccio, ove l’astuzia e il caso consentono al protagonista di trovare una via di scampo (Rendiamo grazie a Dio).
In linea generale, si coglie la volontà di non limitarsi ad una visione univoca degli eventi, ma spesso si assiste al moltiplicarsi dei punti di vista: talvolta sono gli oggetti “umanizzati” che custodiscono la memoria del passato e rivelano la storia e i ricordi di chi li ha posseduti, come se una sorta di benefica osmosi fosse avvenuta attraverso il costante contatto (Il ritorno); in altri casi, è la voce dello straniero che si fa sentire, rammentandoci che siamo tutti accomunati dallo stesso destino e dai medesimi sentimenti (La memoria di Agnese).
L’omaggio alle vittime di conflitti bellici e degli orrori delle guerre civili costituisce lo spunto per dipingere scenari che allegoricamente rinviano alla condizione umana, rappresentata per i momenti migliori attraverso l’arcobaleno dei sentimenti e degli affetti che circondano e riempiono la vita di ognuno, oppure, antiteticamente, attraverso l’annullamento del colore, quando il male semina morte e distruzione (L’aria di Hiroshima, Gradazioni di colore in sguardo di bimbi).
E se certe situazioni sembrano annientare le più luminose certezze e la fiducia riposta nelle proprie convinzioni, se a un certo punto la speranza sembra voler abbandonare l’uomo, ecco un suggerimento provenire in particolare dall’ultimo racconto (Il mago), in cui si sottolinea che la forza di volontà, il coraggio, e soprattutto l’amore per il prossimo, aiutano l’uomo a non essere sopraffatto dalla negatività degli eventi e lo spingono ad abbracciare la cultura del dono e della solidarietà, a scoprire il piacere per l’atto gratuito che può restituire la vita e tutto ciò che di meraviglioso essa può offrire. Un grande insegnamento che in ogni Paese, in ogni comunità, in ogni casa non dovrebbe essere mai dimenticato.

L'AUTORE
Maria Rosaria Fonso
Nasce, vive e lavora ad Adria (Rovigo). Diplomata all'Istituto Magistrale, il caso, ma non per caso, l'ha voluta Insegnante di Scuola dell'Infanzia. Da sempre coi bambini e per i bambini si diverte a giocare con parole, filastrocche, favole, racconti e canzoni. Da sempre coltiva una sana curiosità per l'Umano, nelle sue diversità e nelle sue emozioni nel viaggio della vita. Nel 2005, incitata dalla sua amica e collega Anna, ha cominciato a scrivere "seriamente" e a partecipare a Concorsi Letterari soprattutto Nazionali. Inaspettatamente il suo primo racconto breve "Ciao mamà" è stato selezionato e pubblicato nell'e-book In Xanadu 2005 - (Kult Virtual Press). Da allora non ha più smesso, visti anche i significativi premi, segnalazioni e riconoscimenti ricevuti grazie ai suoi scritti di prosa e di poesia, rivolti agli adulti e all'infanzia, in italiano e in dialetto.
Roberta Bonvicini
Nasce ad Adria (Rovigo) dove vive. Diplomata all'Accademia di Belle Arti di Bologna corso di Pittura, lavora come docente di Arte e Immagine presso il comprensivo di Taglio di Po. Suoi lavori si trovano presso collezioni private. Ha partecipato alla mostra collettiva "ratarta-ta-ta", presso la Tavernetta di Palazzo Roncale di Rovigo il 5 novembre 1988, espone alla 3° Selezione Triveneta Giovani Artisti presso Cattedrale ex Macello di Padova dal 17 marzo al 14 aprile 1991. Partecipa con le sue classi agli eventi dell'edizione 2015 del festival itinerante di Deltarte.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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