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"Il matrimonio di piacere" di Tahar Ben Jelloum, recensione di Beatrice Rurini

Il-matrimonio-di-piacere

"Il matrimonio di piacere" di Tahar Ben Jelloum, La nave di Teseo, 2016. Pregiudizi, razzismo, gelosia e amore in uno spaccato di vita del Marocco degli anni '40 fino ai giorni nostri.

La religione musulmana concede deroga, per chi si allontana da casa per lavoro, di prendere una seconda moglie a tempo determinato. Ma se di questa si innamora e la vuole portare a casa legalizzando l'unione, cosa dice la prima? E se, tra l'altro, la nuova consorte ha la pelle di un altro colore? I guai esistono e perdurano anche dopo la morte del marito. 
La trama di questo libro è incredibile: il protagonista del romanzo è Amir, un ricco mercante marocchino che sposa temporaneamente Nabou, una ragazza senegalese di Dakar. Amir finisce per innamorarsi di lei e deicide di portarla a casa, a Fès, la città più antica del mondo arabo. La prima moglie si sente tradita e disprezza la seconda moglie, dalla quale Amir avrà due gemelli, uno bianco e uno nero. Il primo avrà una vita normale, il secondo molto più difficile, sia durante che dopo la morte di Amir. 
L’unico a comprendere l’amore nato tra Amir e Nabou è il figlio Karim, nato dal primo matrimonio: un bimbo ritardato, che non ha nessun pregiudizio e sente per intuizione se una persona è buona o cattiva. 
Uno spaccato di vita che inizia negli anni '40 sino ad arrivare ai giorni nostri, che si snoda nell'Africa moderna fino ai confini del Mediterraneo, che parla in modo chiaro di ipocrisia delle razze, di sottomissione e di pregiudizi (anche tra popoli della stessa Africa).

La follia è spesso creata, lucidata, preparata, servita dagli altri. Anche se è esagerato dire che "la follia sono gli altri", gli altri c'entrano spesso, e molto. Il suo crimine Hassan lo portava non sul viso ma si tutto il corpo. Era nero e veniva punito per l'inconveniente di essere nato così. Eppure non era una tara né un errore. Era semplicemente un fatto umano. [...] Hassan prese coscienza che il razzismo non era un accidente della storia, ma una calamità che si incolla alla pelle per tutta la vita.

Toni dolci e delicati, che espongono ciò che è il significato dell'amore sopra la religione, fuori dai vincoli di pelle e al di là dei confini, un libro di cui ci si innamora.
Tahar Ben Jelloum è anche l'autore di "Il razzismo spiegato a mia figlia" vincitore del Premio Global Tolerance Award del 1999. La sua prerogativa è quella di narrare, con estrema scorrevolezza, quanto solitamente viene taciuto, il più delle volte per ipocrisia.

recensione-l-matrimonio-di-piacere

Nell’Islam, a un uomo in viaggio per lunghi periodi è permesso di contrarre un matrimonio di durata definita, per evitare la tentazione di frequentare prostitute. Si chiama “matrimonio di piacere”.
È a queste condizioni che Amir, un ricco commerciante di Fès, sposa temporaneamente Nabou, una ragazza fulana di Dakar, città in cui si ferma ogni anno per procurarsi la merce. 
Ecco però che Amir si scopre innamorato di Nabou e le propone di andare a Fès con lui. La donna accetta, diventa la sua seconda moglie e gli dà presto due gemelli. Uno bianco, l’altro nero. 
Da quel momento deve affrontare la gelosia terribile della prima moglie di Amir, bianca, e il razzismo quotidiano.
Un romanzo sull’amore e le sue conseguenze, una storia che arriva dritta ai nostri sentimenti più intimi e a quelli che non sappiamo confessare.





di Tahar Ben Jelloun | La nave di Teseo | Narrativa
ISBN 978-8893440011 | cartaceo 15,30€ | ebook 9,99€ Acquista


Beatrice-rurini
Beatrice Rurini
Del 1969, sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.

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