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“Mio fratello rincorre i dinosauri” di Giacomo Mazzariol, recensione di Elena Genero Santoro

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Mio fratello rincorre i dinosauri. Storia mia e di Giovanni che ha un cromosoma in più.” di Giacomo Mazzariol, Einaudi, 2016. Non solo i supereroi sono speciali, a volte anche i fratelli minori con la sindrome di Down e i fratelli maggiori che impiegano 12 anni a entrare nel loro mondo.

Quando hai cinque anni e sei l’unico maschio di una famiglia già abbastanza numerosa e ti dicono che avrai un fratellino, non puoi che fare i salti di gioia. Un fratello maschio con cui fare cose da maschio. Finalmente!
Poi ti dicono che questo fratellino sarà speciale e tu ti convinci che sta per nascere un supereroe. Esci con tuo padre e gli compri un ghepardo, una bestia fiera e aggressiva, degna di tuo fratello, credi.
Un giorno però scopri la parola Down, che è il nome di una malattia, e piano piano capisci che quel fratello speciale, che parla in una lingua tutta sua, che ha dei tratti somatici “esotici”, che fa cose di cui non comprendi il significato, non è il supereroe che immaginavi. 
Tuo fratello Giovanni è un bambino “difficile”: convivere con lui non è semplice. Le cose che fa sono sempre più strane, incomprensibili. Lui è dolcissimo, ma fin troppo spontaneo e tu, che lo vedi fare cose diverse da quelle che fanno i coetanei, inizi a trovarlo… imbarazzante. Te ne vergogni.
Cresci, arrivi alle scuole medie e per tre anni nessuno dei tuoi compagni saprà nemmeno che hai un fratello minore. Quando vengono i tuoi amici a casa, tu ti sinceri che Giovanni non si faccia vedere. Tiri un sospiro di sollievo solo quando loro se ne vanno. E quando i bulli circondano tuo fratello per sfotterlo, tu non lo difendi. Non vuoi che qualcuno sappia nemmeno che è tuo fratello. Rimani fermo, immobile, stretto dal senso di colpa e comunque non ti sblocchi. Lo rinneghi. Sai che c’è qualcosa di sbagliato in tutto ciò, ma la tua paura di essere rifiutato dagli altri supera qualunque buon proposito.
Tuo fratello che, durante le recite a scuola, salta giù dal palco per correre dal papà. Tuo fratello che ignora i parenti che arrivano dall’estero. Tuo fratello che fa cadere di proposito le bambine per poi aiutarle a rialzarsi. Tuo fratello che non sa parlare bene e quando cerca di esprimersi emette suoni tra il ridicolo e il penoso. Tuo fratello che parla con i dinosauri.
Ma poi cresci ancora e qualcosa ti scatta dentro. Capisci che l’unico a vedere il problema sei tu. Capisci che gli altri, le persone intelligenti che ti stanno intorno, sono più tolleranti di quello che pensi. Capisci che il cappio che hai al collo te lo sei messo da solo, non te l’ha messo Giovanni.
Il muro che avevi eretto per nasconderti cade. E capisci anche che Giovanni ha un mondo interiore ricchissimo e tutto ciò che fa, in apparenza bizzarro, ha una sua logica. Se riesci a sintonizzarti con lui, puoi divertitici insieme. Puoi fare cose che nemmeno credevi possibili, perché l’universo di Giovanni è fantasia e, talvolta, pura poesia e dolcezza. Giovanni ti riempie la vita. E forse, in fondo, ha ragione lui. Ha ragione quando spiega, con un disegno, che la guerra è una ragazza che mangia il gelato da sola perché il suo fidanzato è partito. Se solo fossimo disposti ad ascoltare, lo capiremmo anche noi.

“Mio fratello rincorre i dinosauri” è una storia autobiografica e l’autore, Giacomo Mazzariol, è un diciannovenne che racconta, con grande simpatia e ironia, e anche con grande onestà, la sua difficoltà ad essere il fratello maggiore di un ragazzo Down.
Unica nota stridente del libro è che, nonostante le espressioni fresche da teenager che accompagnano il lettore durante tutta la lettura, emerge pesante il contributo di una mano più adulta nella versione definitiva. Non è un segreto, l’autore alla fine ringrazia sentitamente i suoi editor. Io personalmente avrei apprezzato anche un romanzo meno perfetto dal punto di vista espressivo e strutturale. Non avrebbe tolto nulla al sentimento genuino e al messaggio che stanno dietro.
Il 21 marzo 2015, giornata mondiale della sindrome di Down, Giacomo Mazzariol ha postato in rete un video simpatico in cui lui e suo fratello Giovanni erano i protagonisti. Il video è diventato virale e poco dopo è nato il libro, che vuole essere un messaggio positivo e far conoscere questo tipo di diversità. Perché la sindrome di Down non è una passeggiata, non è una benedizione, non è ciò che un genitore si augurerebbe mai per il figlio che deve nascere. Ma quando accade, può essere vissuta anche in serenità. Anche il male può diventare bene se ci si pone in atteggiamento di ascolto e di condiscendenza.

Hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale. Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire «supereroe». Gli scegli pure il nome: Giovanni. Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sí, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. Dovrai attraversare l'adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era cosí sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore amico. Con Mio fratello rincorre i dinosauri Giacomo Mazzariol ha scritto un romanzo di formazione in cui non ha avuto bisogno di inventare nulla. Un libro che stupisce, commuove, diverte e fa riflettere.

Insomma, è la storia di Giovanni, questa. Giovanni che ha tredici anni e un sorriso piú largo dei suoi occhiali. Che ruba il cappello a un barbone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia: «Mi sono sposato». Giovanni che balla in mezzo alla piazza, da solo, al ritmo della musica di un artista di strada, e uno dopo l'altro i passanti si sciolgono e cominciano a imitarlo: Giovanni è uno che fa ballare le piazze. Giovanni che il tempo sono sempre venti minuti, mai piú di venti minuti: se uno va in vacanza per un mese, è stato via venti minuti. Giovanni che sa essere estenuante, logorante, che ogni giorno va in giardino e porta un fiore alle sorelle. E se è inverno e non lo trova, porta loro foglie secche. Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia. Io di anni ne ho diciannove, mi chiamo Giacomo.

di Giacomo Mazzariol | Einaudi | Narrativa non-fiction
ISBN 9788806229528 | cartaceo 16,50€ Acquista

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Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.

About Elena Genero Santoro

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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