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In primo piano

"Nel lento esistere" di Giovanna Avignoni, recensione di Ornella Nalon


"Nel lento esistere" di Giovanna Avignoni, 2016. Nove racconti di vite sospese, di esistenze in bilico, di forza e rinascita. Di passi lenti nell'esistere.

Un'antologia che raccoglie nove racconti di vario genere e lunghezza, accomunati solo dallo stile sobrio e dal tono generalmente drammatico, che, tuttavia, tende ad alleggerirsi verso il finale, in una sorta di messaggio positivo e di speranza che l'autrice vuole infondere.
A rappresentanza della silloge, potrei riassumere un paio di storie, ma sarebbe un compito troppo difficile discernere quella che più mi ha colpito e credo, anche, un po' riduttivo, per cui preferisco fare un breve cenno per ognuno di esse.
Il cucciolo. Brevissimo racconto, dolce come lo può essere solo un cucciolo di cane. La storia di un bebè canino strappato troppo presto dalle amorevoli cure della madre da un uomo insensibile, che vorrebbe venderlo per comprarsi vino e sigarette.
Il profumo delle rose. Una interessante vicenda dai risvolti soprannaturali. Grazie a un consistente lascito ereditario, Linda può finalmente coronare il suo sogno: acquistare una bella casa in cui ritirarsi per coltivare la sua passione della scrittura. La scelta cade su una grande villa con ampio giardino, per niente intimorita dalla triste storia dei precedenti proprietari, vittime di grandi tragedie. La casa, corredata di arredi antichi e di un grande parco piantumato con ulivi e roseti, rispecchia appieno le sue aspettative, le quali non verranno deluse neppure dopo che avrà scoperto un loro agghiacciante segreto.
Johnny lo sfigato. Johnny è una persona comune, in cui molti di noi si potrebbero identificare. Incagliato in un'attività non molto stimolante, si sente impacciato e sprovveduto soprattutto quando, nel suo bar, entra Diana, per la quale nutre una segreta passione. Il suo disagio si intensifica ulteriormente quando si trova davanti a Billy; la sua disinvoltura e il suo brio tendono a far risaltare i suoi limiti e a evidenziare la sua insicurezza. Tuttavia, basterà un piccolo evento per ribaltare i ruoli e far diventare lo sfigato un emblema di eroismo.
Non sopporto la cravatta. Marcello è un giovane avvocato già affermato, ma tutt'altro che sereno. La sua vita è stata segnata dalla tragica morte del padre, vittima di un attentato. La sua immagine gli si ripresenta spesso alla mente: gli occhi azzurri privi di vita, la cravatta scomposta macchiata di sangue. Forse è proprio questo il motivo per cui non riesce a indossarne una. Marcello non cura molto la sua immagine, anzi, non ha proprio alcun interesse, odia tutto e tutti, forse anche se stesso. Ma un giorno, un fortuito incontro, cambierà la sua esistenza.
Tredici a scuola. Sei ragazze, sei ragazzi e un istruttore di immersioni escono in mare per una lezione. Al loro rientro trovano una situazione apocalittica: la loro città è stata squassata da enormi fessure sul terreno da cui escono dei fumi giallastri maleodoranti, le case e i negozi sono stati abbandonati e non vi è traccia di essere umano. Un racconto dai risvolti distopici, con un chiaro messaggio ecologista.
Nenè. Una breve, intensa lettera di una madre al suo bambino disabile. Un atto di dolore, di accusa verso se stessa per non sapere accettare la sua “diversità”, ma anche la ricerca di una redenzione e, infine, una testimonianza di profondo amore.
Non avevo intenzione di smettere di sognare - racconto di un bimbo. Le paure, le delusioni, il dolore fisico e morale, ma anche le speranze e i sogni di un bambino a cui il padre ha rubato l'infanzia. Le percosse e gli abusi subiti sono riusciti a ferirlo nel corpo e nello spirito, ma la fantasia è l'unico porto sicuro che gli permette di stare attaccato alla vita.
Ancora dieci minuti – racconto di una madre. La madre, di cui il testo parla, è quella del bimbo protagonista del racconto precedente, per cui si tratta della stessa storia raccontata da due diversi soggetti. In questo caso, le tribolazioni impartite dal mostro provocano una doppia sofferenza: quella tangibile, provata sul proprio corpo e quella del rimorso, per non riuscire a liberare i figli da tale strazio. 
È ancora primavera. Descrive l'atroce sofferenza di una madre che perde la propria figlia. Un dilaniante dolore che ancora di più si acutizza con il rimorso di non avere saputo fare nulla per la sua salvezza. Tuttavia, la storia, cela una sorpresa finale.

Sembrerebbe facile scrivere un racconto; senza dubbio, lo stesso esige meno impegno e inventiva rispetto a un romanzo, ma, alla fine, la sua semplicità non è del tutto scontata. Si deve creare un testo conclusivo di qualche pagina, con l'uso di pochi personaggi e di limitate azioni, che rappresenti una determinata circostanza riuscendo a coinvolgere il lettore e a catturarne l'attenzione ed esprimere un eventuale messaggio. Siamo certi che tutti possano riuscirci? Di certo, Giovanna Avignoni, in questo, si può considerare molto abile: ogni sua narrazione è una stoccata al cuore, riesce a suscitare emozioni forti e tra esse contrastanti, ci fornisce di argomenti su cui riflettere e ci regala, sempre, un alito di fede.
Non ho potuto fare a meno di notare che ogni storia, dato il suo spessore, potrebbe agevolmente prestarsi allo sviluppo di un romanzo.
Infine, mi sono chiesta la motivazione del titolo: Nel lento esistere. Una tale locuzione potrebbe indurre a supporre un denominatore comune, nelle varie narrazioni, che riporti a eventi di vita ordinari o personaggi comuni, ma non è questo il caso, considerando la loro eterogeneità. E allora? L'autrice è arrivata in mio soccorso alla fine del libro, spiegando personalmente la sua scelta: Sono convinta che in un mondo dove tutto sta diventando sfuggente e sempre più dilatato, ogni autore, attraverso il libro, continua a riservare a ogni lettore una nicchia protetta dove potersi rifugiare per trovarvi una piccola parte del proprio lento esistere”.
Dunque, non mi resta che ringraziare Giovanna per avermi accompagnata durante un breve ma intenso tragitto del mio lento esistere.


NEL LENTO ESISTERE
di Giovanna Avignoni
Self pubilshed
Racconti
ASIN B01IODM5SE
ebook 0,99€ | Amazon


La vita di ogni essere vivente è legata a equilibri instabili. 
Basta poco per far cadere il funambolo, c'è sempre il rischio che la corda vacilli, che il terrore prenda il sopravvento e di cadere in un baratro senza fine. 
Nove storie, perché nove è il numero completo che racchiude in sé la forza di tutti quelli che lo precedono. 
Nove racconti di vite sospese, di esistenze in bilico, di forza e rinascita. Di passi lenti nell'esistere.






Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, da 0111 Edizioni.

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2 commenti:

  1. Emozionatissima per la fantastica recensione, ringrazio con gratitudine,Gio.

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  2. Emozionatissima per la fantastica recensione, ringrazio con gratitudine,Gio.

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