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[Professione scrittore] Ghostwriters: chi sono e quanto guadagnano? Di Stefania Bergo

Ghostwriter

I ghostwriters: grandi scrittori senza nome. Pubblicano milioni di copie, stanno per settimane in testa alle classifiche dei bestseller più venduti, ma nessuno li conosce.

Il ghostwriter è un autore professionista assunto per scrivere libri e articoli ufficialmente attribuiti ad altri. In base a un accordo contrattuale, infatti, il ghostwriter scrive la sua opera, venendo pagato a parola o a pagina prodotta, rinunciando però ad apparire come autore. 
Celebrità e leader politici assumono spesso ghostwriter per scrivere o sistemare autobiografie, articoli, discorsi o interi libri. Il ghostwriter, quindi, generalmente scrive seguendo i contenuti e le idee dell'autore accreditato, quello che comparirà sulla copertina. 
In altri casi, l'opera è totalmente una sua creatura. Le case editrici, ad esempio, spesso ricorrono ai ghostwriter per aumentare il numero di libri che possono essere pubblicati con il nome di autori ben conosciuti sul mercato.
Andrew Crofts, uno scrittore inglese di 61 anni, ha venduto decine di milioni di copie in tutto il mondo, con oltre ottanta libri pubblicati in quarant'anni di carriera. Scrive principalmente biografie e saggistica, a volte romanzi, che rivende a 130 mila euro l'uno, arrivando in un caso a 780 mila euro per una sua opera. In un'intervista rilasciata R.it Cultura, ha chiarito quali siano le caratteristiche di un bravo ghostwriter.

"Il ghostwriting è come il giornalismo. Solo in una versione più ampia. Hai una storia e la racconti come meglio credi. La cosa più importante per un ghostwriter è sopprimere i propri pensieri, sentimenti, opinioni. E guardare il mondo con gli occhi di un altro, ossia l'autore del libro. Punto".

Samanta Chiodini, Valerio de Filippis, Aldo Innocenti, Claudio Bossi, sono alcuni dei nomi italiani che lavorano nell'ombra. 
Non tutti i personaggi famosi hanno anche il talento della scrittura e nemmeno ce lo aspettiamo, credo. Ricorrere ai ghostwriter diventa qundi una necessità per non proporre al pubblico letture imbarazzanti. Ma perché non ammettere pubblicamente che il proprio messaggio è stato affidato alla penna di un professionista? Che male ci sarebbe? 
E voi, scrittori, portereste mai a lungo in grembo una vostra creatura per poi donarla ad altri rinunciando per sempre a ogni diritto d'autore? Secondo voi, è solo questione di trovare l'equo valore della ricompensa?

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Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, 0111Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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