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[Libri] "Un amore di fine secolo" di Viviana Giorgi, recensione di Francesca Gnemmi


"Un amore di fine secolo" di Viviana Giorgi, Emma Books, 2014. Un'appassionante storia d’amore tra realtà e finzione, nella New York dell'editoria e della high society di fine '800.

Una storia d’amore appassionante e tormentata, ambientata nella New York di fine ‘800. Sarebbe troppo riduttivo riassumere con queste poche parole l’avvincente romanzo di Viviana Giorgi, troppo generico e troppo somigliante a mille altre trame già lette e sentite.
La penna dell’autrice si cala sapientemente, fin dalle prime pagine, in un’atmosfera frizzante e carica di aspettative, così com’erano gli ultimi anni in attesa dell’arrivo del nuovo secolo.
La storia di Camille Bronte è poco comune e conforme alla società dell’epoca ma proprio per questo veritiera. Il suo modo di essere e di affrontare la vita rispecchia le volontà celate di molte altre giovani donne, che avrebbero voluto osare ma non hanno potuto farlo.
Negli anni in cui la donna sente nascere e crescere il desiderio di emancipazione e di riconoscimento del proprio posto in una nazione prettamente maschile, nella quale la figura femminile è ancora troppo legata a quella di moglie e madre, Camille apre uno squarcio in un cielo plumbeo e, come un raggio di luce, illumina le incertezze delle quali il cammino è battuto.
Sarà impossibile non inciampare e non dover correre al riparo per mettersi in salvo. L’amore, quello vero, non busserà all’uscio di casa accompagnato a un mazzo di fiori, perché il sentimento puro va scoperto poco alla volta e non sempre si riconosce al primo sguardo.
Un intreccio dinamico e mai noioso quello che si dipana poco alla volta tra le righe. Colpi di scena inaspettati, l’immancabile romanticismo che caratterizza il genere romance e molto, molto di più. Ogni alba riserva una piccola scoperta, da assaporare come una caramella che si scioglie in bocca e rilascia il suo sapore poco alla volta.
Così Camille diventerà un’amica, una confidente, una donna capace di far sorridere, compiacendo anche i più scettici, ma allo stesso tempo sarà spunto di riflessioni e pensieri che toccano animo e cuore.

“All’Opera? Sarebbe andata all’Opera! Quante volte, nei suoi venticinque anni di vita, Camille aveva sognato di potersi sedere in un palco e assistere a un melodramma? E quella sera, fra tutte le opere, avrebbe visto proprio la sua preferita: La Traviata! Si mise a volteggiare, felice e spensierata, eccitata come mai in vita sua. Era vero, allora, che in America i sogni diventano realtà!”

Un uomo non ha il diritto di essere tanto seducente, che sia un principe o un semplice… 
Questo pensa Camille Brontee, giovane inglese da poco sbarcata a New York, nell’attimo in cui il suo sguardo si posa per la prima volta sull’impetuoso e imprevedibile Frank Raleigh, scambiandolo per un facchino. E quando, poche sere dopo, lo incontra di nuovo in un palco del Metropolitan, affascinante nel suo impeccabile abito da sera nero, a pensare non riesce neppure, perché il respiro all’improvviso le si blocca in gola. 
Inizia così, nell’ottobre del 1898, l’avventura di Camille Brontee nel Nuovo Mondo, dove tutto è possibile, dove persino una donna può guadagnarsi un posto in un universo maschile come quello della redazione di un giornale. 
Nel suo consueto stile brillante e arguto, Viviana Giorgi ci racconta un’appassionata quanto tormentata storia d’amore ambientata, tra realtà e finzione, nella New York moderna e vibrante del mondo dell'editoria e della high society, ma anche dei conflitti sociali e delle prime rivendicazioni femminili. Non solo. C'è un altro personaggio che sgomita e spinge lungo tutto il romanzo per emergere: è il Novecento, il nuovo secolo, con le sue promesse e le sue speranze.
Il lieto fine per Viviana Giorgi? Obbligatorio e altamente glicemico, sia che la sua eroina vesta in jeans o in stile impero. Perché, come ripete spesso: se si deve sognare, meglio farlo alla grande, no?

di Viviana Giorgi |Emma Books  | Romance storico
ASIN B00JS49V6S | ebook 4,49€  Acquista



Francesca Gnemmi
Dichiara apertamente di non poter fare a meno di leggere, leggere per imparare ciò che ignora e conoscere se stessa nel suo continuo evolversi. Dalla passione per la lettura è nata quella della scrittura, o forse viceversa.
Poesie, favole e novelle ambientate nel dopoguerra e Il tempo delle lucciole, il suo primo romanzo storico edito da settembre 2015, sono frutto della costante necessità di tenere la penna in mano e afferrare i pensieri che si librano nella mente.

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1 commenti:

  1. Gentilissima Francesca, scopro oggi questa tua bella recensione del mio romanzo e desidero ringraziarti di cuore per avermi dedicato uno spazio tanto importante nel tuo blog.
    Leggere la tua recensione è stata per me una graditissima e inattesa sorpresa.
    Ancora grazie.
    Un caro saluto
    Viviana

    RispondiElimina

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