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In primo piano

[Un racconto per capello] "Fuga da Little John Head" di Elia Spinelli, illustrazione di Bruno Di Marco


I

Nella selva di Little John Head la luce filtrava con fatica tra la folta vegetazione, costituita da una fitta ragnatela di alberi dal fusto altissimo e sottile.
Pi Pedic oziava aggrappato a uno dei fusti e osservava con orgoglio la sua famiglia: la moglie, Pi Ulus, che come suo solito si trovava sulla superficie, intenta a nutrirsi voracemente; il suo secondogenito, Pi Huma, che, avendo ereditato dalla madre l’insaziabile appetito, faceva a gara con quest’ultima su chi ingrassasse di più; la primogenita, Pi Nus, esile e aggraziata, agile e veloce, che era salita in alto su un fusto per fare da vedetta; Pi Capitis, terzo e ultimo figlio, il cocco di papà, che agganciato a un fusto vicino a quello di Pedic ascoltava con attenzione le storie che gli raccontava il padre sui suoi trascorsi.
«Papà, mi racconti qualcosa su quando vivevi a Charlie Head?»
«Dopo, piccolo. Ulus! Huma! La smettete di mangiare? Lo sapete che ingrassare troppo è pericoloso?»
«Uhm..», rispose stizzita Ulus. «Mi sa che la nostra salute è solo una scusa. La verità è che così come sono adesso non ti piaccio più. Guarda che non sono stupida, ho notato con quanta attenzione osservi i movimenti di quelle smorfiosette della Zona Occipitale. Quando passano hai la bava alla bocca!»
«Non dire stupidaggini, lo sai che ho sempre preferito le formose come te e… ma dico io, ti sembrano argomenti da affrontare davanti ai ragazzi?»
La discussione fu interrotta da Nus che, scivolando rapidamente dal fusto dove si era arrampicata, annunciò:
«Schiuma party in arrivo!»
«Evviva!», gioì Capitis.
«Urrà!», esultò Huma.
«Attenti ragazzi», si raccomandò Pedic, «divertitevi ma restate bene aggrappati ai vostri fusti».

II

Iniziò a piovere. Una pioggia prima leggera, poi sempre più intensa, sempre più calda. La superficie era completamente invasa da vorticosi torrenti d’acqua che trascinavano via ogni cosa. L’esperta famiglia di Pedic si era rifugiata nelle parti più alte dei fusti, dove poteva godersi la calda cascata senza correre il rischio di essere trascinata via a sua volta. Poi, finalmente, arrivarono le bolle.
«Schiuma party!»
I ragazzi si lanciarono sulle bolle, galleggiando o immergendosi in esse, lasciandosi trasportare alla deriva dai movimenti imprevedibili della schiuma.
«Non allontanatevi troppo!», li ammonì Ulus.
Huma, salito su una grossa corteccia staccatasi da un fusto, si dilettava nel suo sport preferito, il rafting. Nus e Capitis, entrati all’interno di due bolle, rotolavano lungo i pendii di Little John Head.
Il divertimento dei ragazzi fu interrotto dal padre che preannunciò l’arrivo di un imminente acquazzone.
«Uffa, proprio sul più bello», si lamentò Capitis.
«Niente storie, torniamo su, e poi non è detto che dopo la pioggia non ci sia un secondo schiuma party».
La pioggia ritornò, trascinando via tutta la schiuma con le impurità che aveva raccolto. Non ci fu un secondo schiuma party, quando finì di piovere su Little John Head calò il buio.
«Niente da fare, ragazzi. Torniamo giù che tra poco passerà il grande rastrello» disse Pedic.
«No, che noia!», mugolò Capitis.
«Di cosa ti lagni?», berciò Pedic.
«Qui, ogni giorno c’è almeno uno schiuma party, spesso ce ne sono due. Quando vivevo a Charlie Head, si era fortunati se ce n’era uno a settimana. I fusti erano viscidi e scivolosi, la superficie era ricoperta di scaglie bianche: un vero schifo. Qui si vive da dio e avete anche il coraggio di lamentarvi».
Appena arrivati sulla superficie, a Little John Head tornò la luce. I fusti che venivano compressi e piegati annunciarono il primo passaggio del grande rastrello.
«Tenetevi forte alla base dei fusti». ordinò Pedic.
I rebbi del grande rastrello avanzavano, separando ampi fasci di fusti, sfiorando o grattando la superficie, abbastanza larghi e distanti tra di loro da consentire a Pedic e ai suoi familiari di passare facilmente tra un rebbio e l’altro. Il grande rastrello passò una seconda volta, poi una terza, poi una quarta, mutando radicalmente il paesaggio, ora più uniforme e ordinato. Al quinto e ultimo passaggio Ulus rischiò seriamente di essere trascinata via: il grande rastrello attraversò la zona con la sua parte dai rebbi più fitti e la grossa moglie di Pedic finì per rimanere incastrata tra due denti; solo la rapida presa del marito la salvò da una fine atroce.
«Visto? Cosa ti avevo detto? Devi assolutamente dimagrire, ne va della tua vita!»
Ancora sotto shock per il pericolo scampato, Ulus non ebbe la forza per replicare.
«Forza, andiamo ad asciugarci», continuò Pedic.
La famiglia Pi si arrampicò senza difficoltà sui fusti resi viscidi dalla pioggia, tenendosi saldamente attaccati ad essi, onde evitare che il vento caldo, che presto sarebbe arrivato, la spazzasse via.

[CONTINUA]

Potete continuare a leggere questo racconto, insieme a tanti altri, nella nuova antologia di racconti illustrati edita dal collettivo Gli scrittori della porta accanto.


UN RACCONTO PER CAPELLO
Autori: Valentina Gerini, Stefania Bergo, Ornella Nalon, Elena Genero Santoro, Silvia Pattarini, Renata Morbidelli, Elia Spinelli, Tiziana Viganò, Gianna Gambini, Giulia Mastrantoni, Angelo Gavagnin, Liliana Sghettini, Fiorella Paris, Franco Mieli
Illustratori: Giorgia Catelan, Bruno di Marco, Simona Bulla

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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