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In primo piano

[Libri] Andrea Mauri presenta il suo romanzo "mickeymouse03", nell'intervista di Elena Genero Santoro

anteprima-mickeymouse03-Andrea-Mauri-Presentazione-romanzo

In anteprima "mickeymouse03" di Andrea Mauri, Alter Ego Edizioni, 2016. Un amore omosessuale nato in chat, fuori dagli schemi, oltre l'omofobia.


mickeymouse03
MICKEYMOUSE03
di Andrea Mauri
Alter Ego Edizioni
Narrativa
ISBN 9788893330329
cartaceo 14,00€ | Acquista

Michele (mickeymouse03) conosce in chat Francesco (itagnolo75). Tra una chiacchierata e l’altra, davanti a un monitor, i due ragazzi si innamorano.
Una sera Francesco confessa a Michele di essere un prete. Gli racconta un’esistenza inquieta fatta di fughe e pentimenti e la fatica di amare perché sa che ai preti è vietato. Man mano che i due ragazzi entrano in intimità, Francesco riversa su Michele il fallimento di una vita nascosta nella religione per oscurare la sua omosessualità.
Michele lo spinge ad abbandonare il clero. Vuole una storia d’amore alla luce del sole. E’ stanco di nascondersi. Lo ha fatto per i lunghi e difficili anni vissuti in famiglia, alle prese con Sergio, il fratello omofobo, e con una madre che ha deciso di non conoscerlo veramente a fondo.
Michele decide di vivere comunque. Lo fa a modo suo. Attraverso le lunghe chattate notturne con Francesco. Attraverso gli incontri reali che danno corpo all’immaginazione. Attraverso la passione di catturare immagini per ricostruire una memoria del passato. Lotta tra l’istinto di escludere il fratello dalla sua vita e il desiderio di renderlo partecipe dei suoi sentimenti.
Questo rapporto ambiguo con Sergio si insinua nella relazione già in bilico tra Michele e Francesco e ne sconvolge gli equilibri, trascinando gli eventi a una svolta drammatica che segnerà il destino dei protagonisti del romanzo.


L'autore racconta...

Raccontaci qualcosa di te: chi è Andrea Mauri nella vita di tutti i giorni? 
Lavoro alla Rai. Ho iniziato nel 1995 nei programmi di Raitre per poi passare a Rai Educazione e Raiuno. Ho svolto diverse attività: redattore e autore testi e in diverse occasioni anche regista. Dal 2010 faccio parte di Rai Teche, la direzione dell’azienda che conserva il materiale audiovisivo che rappresenta la storia della televisione italiana. Posso definirmi un topo d’archivio. Nel tempo libero mi piace leggere. Amo fare lunghe passeggiate, lontano dal caos della città, dove raccogliere idee e spunti di riflessione per la scrittura. Quando è possibile, trasformo queste lunghe passeggiate in viaggi, per perlustrare nuove realtà in cerca di immagini e storie da raccontare.

Questo è il primo romanzo che pubblichi?
Esattamente. “mickeymouse03” è il mio romanzo di esordio. Prima di arrivare a questo risultato, ho scritto parecchi racconti. Mi piace molto scrivere racconti. Li considero uno sfogo alla tensione insita nella scrittura di un romanzo. Quando mi accorgo di essere a corto di idee oppure sono semplicemente stanco di proseguire la storia che sto buttando giù, mi prendo una pausa costruendo un racconto. I tempi concentrati di questo genere narrativo, anche se complicato da eseguire, mi rilassano. Suona strano eppure mi mettono addosso quella serenità necessaria a scrivere il romanzo che ho lasciato da parte.
Ho pubblicato svariati racconti su riviste letterarie e blog. Alcuni hanno vinto anche dei premi letterari. Tutto ciò ha rappresentato e rappresenta un esercizio costante, che mi ha condotto al risultato del primo romanzo pubblicato.

Andrea-Mauri
Veniamo al libro “mickeymouse03”, Alter Ego Edizioni. Com’è nata l’idea? E che cosa significa il titolo?
Era da tempo che pensavo di raccontare il mondo della chat. Mi affascina il modo di comunicare tra persone sconosciute. Nella chat i dialoghi sono perlopiù secchi, incisivi. Non amano le ridondanze, i ghirigori barocchi del linguaggio vis-à-vis. Sono parole che non vengono buttate a caso. Anzi spesso contengono un sottotesto necessario a far trapelare aspetti della personalità dello sconosciuto. Bisogna imparare a leggere tra le righe. C’è poi un altro sottotesto in questi dialoghi, quello attraverso il quale si raccontano menzogne, perché il mondo della chat è fatto anche di bugie. Tutto quello che si legge in un messaggio deve essere attentamente filtrato e interpretato.
Accanto a questo interesse, per esperienza personale sono entrato in contatto con l’ambiente religioso, dove ho conosciuto preti omosessuali che avevano un compagno e che vivevano più o meno apertamente la loro relazione. Ho scoperto così una realtà di cui avevo sentito solo parlare, senza però averne un’esperienza diretta. Mi hanno colpito molto i racconti sui diversi modi di amare, sul bisogno di relazione in alcuni, sul senso di colpa per avere violato il voto di castità in altri. Anche qui, c’è un sottobosco di dolore e di tormento che ho provato a scandagliare nel romanzo, mettendo in luce gli aspetti che su di me hanno lasciato il segno.
“mickeymouse03” è il nickname di Michele, il protagonista del libro, il ragazzo che si serve della chat per cercare l’amore o qualcosa che gli assomigli.

Ci racconti di che cosa parla? A quale genere appartiene?
Senza dubbio il romanzo racconta una storia d’amore: come un incontro in chat si trasforma in qualcosa di reale e come la relazione passa da un piano aleatorio a uno concreto, trasformandosi. E’ anche la storia di due omosessuali, che seppur di diversa formazione e carattere, anelano a raggiungere un obiettivo comune. E di mezzo c’è una famiglia che non accetta l’omosessualità del figlio. Michele incontra in chat Francesco, il prete, che non gli nasconde la sua condizione. Anzi, la dichiara quasi subito per permettere a Michele di scegliere. La tensione tra i due personaggi si innesca nel tentativo di Michele di spingere Francesco a decidere sul futuro e nel tormento di Francesco di essere un prete omosessuale e di non poter amare. Come accennavo prima, c’è anche la famiglia di Michele, formata da una madre che non vuole conoscere a fondo il figlio e che a lui preferisce Sergio, il fratello maggiore. Sergio è il prototipo del maschio conquistatore, del maschio convinto della sua eterosessualità, coinvolto in un giro di gente violenta e omofoba. La posizione della Chiesa nei confronti dell’amore e dell’omosessualità, oltre all’omofobia, condizionano la conoscenza tra i due protagonisti, che arriveranno a un punto cruciale, in cui i rispettivi destini prenderanno una direzione inevitabile.

Una relazione omosessuale, l’omofobia, la non accettazione dell’omosessualità, la religione come paravento. 

Qual è il target a cui ti rivolgi? Che tipo di lettori ambisci a conquistare?
Quando scrivo un romanzo – e quando scrivo in generale - non penso ai lettori come gruppo indefinito di persone. Di solito ho in mente un lettore specifico, solo lui e non altri, al quale mi rivolgo e per il quale scrivo la storia. Il lettore ideale è una persona curiosa di conoscere il mondo in cui vive; una persona che non si accontenta della versione dei fatti presentata come dogma e preconfezionata, ma che ha bisogno di approfondire, di scoprire che cosa si nasconde dietro a una realtà apparentemente lineare. Insomma, un lettore che abbia voglia di scavare, di oltrepassare la superficie. Leggere fa bene, leggere apre la mente. Aiuta a conoscere mondo nuovi, i cui tasselli, uno dopo l’altro, sapientemente ricomposti, danno il quadro della realtà più vicina a noi, di una realtà che è più simile a noi. Il lettore ideale di “mickeymouse03” deve essere un tipo in gamba, agile ad accettare anche i passaggi più duri che la storia di Michele e Francesco racconta.

Quanto ti ha coinvolto intimamente la stesura di questo romanzo? C’è qualcosa di autobiografico?
Alcune descrizioni di situazioni e di stati d’animo non avrei potuto trasferirle in “mickeymouse03” senza averle vissute personalmente. Non voglio dire che siano proprio gli episodi raccontati nelle pagine del libro. Ci sono aspetti autobiografici da cui ho tratto ispirazione e poi sono stati romanzati. D’altronde, non nasciamo come funghi dal nulla. Siamo il frutto di mille esperienze, di mille vissuti che hanno lasciato tracce, dettagli, particolari. Materiale fertile al quale attingiamo, quando arriva il momento di scrivere un romanzo. Non nascondo che la stesura del libro sia stata faticosa, perché spesso mi sono trovato a lottare contro una censura interiore, che mi impediva di affrontare alcuni temi e mi bloccava nella parte in cui era necessario metterli nero su bianco. Mi sono scontrato con la difficoltà di scrivere i dialoghi in chat, proprio per il motivo di cui parlavamo prima. I dialoghi in chat sono diretti, sintetici, taglienti, ambigui. Possono essere interpretati in tanti modi, perché non si ha di fronte lo sguardo dell’interlocutore. Ho cercato di fare del mio meglio nel renderli i più precisi possibile e a un certo punto mi sono accorto che le parole hanno iniziato a scorrere più rapidamente del previsto. Se sono riuscito nell’intento, beh, lo lascio decidere ai lettori.

Per scrivere questo libro hai dovuto svolgere delle ricerche?
Le ricerche si sono concentrate soprattutto in ambito religioso. Ho studiato come si vive nei seminari, quali sono le misure disciplinari previste in caso di violazione del voto di castità, in primis. E poi ho letto i documenti della Congregazione per la dottrina della fede, con particolare riferimento alla Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali.

C’è qualche messaggio particolare che speri di comunicare attraverso questo romanzo?
Spero che i lettori si appassionino alla storia d’amore di Michele e Francesco. Perché in “mickeymouse03” si parla soprattutto di amore. L’amore che non può essere ingabbiato in schemi mentali e sociali, l’amore che è libero per definizione. Vorrei che si riflettesse sul fatto che al mondo esistono svariate declinazioni dell’amore, alcune codificate, altre che si ribellano a una collocazione precisa, altre ancora al momento sconosciute, ma chissà, in futuro, si faranno conoscere e lasceranno un segno. Bisogna essere pronti a recepire le novità. Michele e Francesco, i protagonisti del romanzo, ce l’hanno messa tutta a mostrare senza veli il loro amore.

Il finale chi l’ha deciso? Tu o i tuoi personaggi?
Seguendo le regole sulla stesura di un romanzo, è chiaro che prima di mettersi a scrivere è necessario avere in mente come la storia vada a finire. Almeno in linea di massima. Nel caso di “mickeymouse03” il finale definitivo è stato suggerito dai personaggi, che dal punto di svolta della storia in poi sono andati in una direzione precisa. Confesso che prima di concludere il romanzo, mi sono bloccato sulla dinamica degli eventi, su come i fatti avrebbero accompagnato Michele e Francesco verso la conclusione del racconto. Improvvisamente, al risveglio di un giorno più tranquillo di altri, mi è venuta l’idea che ha sbloccato la situazione. Non so nemmeno io come. Mi piace pensare che uno dei due protagonisti mi abbia suggerito la conclusione, durante il sonno o appena prima del risveglio perché la ricordassi, chissà.

Grazie per essere stato con noi, Andrea. In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
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Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.

About Elena Genero Santoro

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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