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[Libri] "Mistero sul lago nero" di Massimo Cassani, recensione di Samantha Terrasi

recensione-Mistero-sul-lago-nero-Massimo-Cassani

Mistero sul lago nero di Massimo Cassani, Laurana Editore, 2015. Un giallo umoristico, «il detective Borri alle prese con misteri, cinghiali e manzetti».

Massimo Cassani non è al suo primo romanzo, bensì il sesto. Un gran bel numero e Mistero sul lago nero, Laurana Editore, è un giallo che si veste di una carica umoristica.
La copertina è subito un ammonimento bonario a una figura, quella di Mario Borri, che ci terrà compagnia per tutto il romanzo con la sua sottile, ma non sempre sottile, ironia.
Siamo in Italia e non nelle grandi metropoli americane e il registro linguistico del giallo si confonde con i borghi e le stradine lungo un lago.
La caricatura di una società, l’inevitabile giallo che, come le curve che accompagnano la strada del lago, ci permettono di girare in tondo per poi arrivare a meta.
Lui l’investigatore, ma poi c’è lei, la donna fatale. L’alcool e una sfida a cui Borri non vuole sottrarsi. Una zia che fa testamento e un lago che controbilancia l’ironia a volte troppo pungente di Borri. Un profondo lago dove le acque limacciose e ferme circondano le sue certezze. Un domani sempre presente nella testa dell’investigatore che procrastina sempre con un altro domani.
La macchia scura del lago mi osserva diffidente. Ho fatto finta di non accorgermene.

La presenza del lago è l’alter ego che equilibra la narrazione.

Anche se la caricatura ironica delle avventure dell’ispettore trascinano il lettore verso l’avventura successiva o su “Che cosa altro può ancora succedere?”.
È un giallo in cui l’azione si alterna a pause di riflessione non lunghe, ma che permettono al lettore di mettere insieme i pezzi del puzzle sapientemente centellinati.
Fedele alla sua Beretta e al suo whisky non manca di cacciarsi nei guai e di maledire l’ultimo dei suoi casi prima di andare in pensione.
La mia Renault color cacca ha percorso per l’ennesima volta la strada lacuale. Prima della fine di quel lavoro in macchina sarebbe andata avanti da sé, parola di Mario Borri, detective privato.
Una prima persona che scorre anche nelle vite dei personaggi che accompagnano questa avventura. La solitudine della donna fatale che si rivela come l’ultimo tassello per risolvere il mistero dove il lago è il perimetro delle sensazioni e contenitore dell’intera vicenda. È un po’ come la stanza di Agata Christie. E quando tutto sta per cambiare o ingarbugliarsi di nuovo, ecco una nuova strada intorno al lago.
Riuscirà il nostro eroe che lancia frecciatine anche contro i carabinieri a venirne a capo?


Il bello dei gialli è che ti trascinano a fondo un po’ come i laghi. 

Si nuota negli abissi e poi riemergendo eccola la riva e con lei la soluzione del mistero. Soluzione che è in pieno stile con tutto il romanzo. Massimo Cassani ci farà congedare dal suo giallo con un sorriso in più. È forse uno degli stili per raccontare i gialli che meno avrei preso in considerazione, gli ispettori hanno sempre vite complicate, qui l’ironia spezzetta in porzioni sottili non togliendo niente al colore (giallo) dell’intero romanzo.
Peccato - le ho detto, da piccolo volevo fare il comino perché penavo che attirasse le donne. Ma poi ho capito che gli investigatori privati ne attiravano di più. Ed eccomi qui.
Massimo Cassani è un giornalista, nato a Cittiglio, in provincia di Varese, ma vive a Milano da quasi trent’anni. “Mistero sul lago nero” è il suo sesto romanzo. Ha esordito nella narrativa con “Sottotraccia” (Sironi 2008/TEA 2015), primo episodio della serie con protagonista il commissario Micuzzi, cui sono seguiti “Pioggia battente” (Sironi, 2009/Mistery Italia – Il Sole 24 ORE/2013, TEA, 2014), “Zona franca” (TEA, 2013) e “Soltanto silenzio” (TEA, 2014). Per Laurana ha pubblicato nel 2010 “Un po’ più lontano”, dedicato ai temi della solitudine e all’agnizione d’identità. Dal 2010 collabora con La Bottega di narrazione di Laurana, condotta da Giulio Mozzi e Gabriele Dadati.

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Mistero sul lago nero

Che triste autunno, questo autunno, per il detective privato Mario Borri, 65 anni d’età per 165 centimetri d’altezza. 
La pensione è alle porte. E mentre sta provando inutilmente ad ammorbidire il magone per l’ormai imminente addio alle armi con qualche dose non troppo sparagnina di Jack Daniel’s liscio, si presenta nel suo ufficio una sventola dai capelli fulvi che gli propone un lavoretto all’apparenza facile facile. 
Non a Milano, però: in un paese lacustre lontano dalla sua amata città. Dove muoversi, per lui, è come camminare sulle uova. E quello che sembrava un lavoretto facile facile si dimostra più intricato di quanto si potesse immaginare. 
Fra incontri con cinghiali, guardiani di cinghiali, suore color carciofo e suore ciccione, vecchietti con e senza cappello, albergatrici settantenni ex cantanti di night, baristi arcigni, carabinieri occhiuti e preti ottuagenari dalla visionarietà biblica, l’ultima avventura di Borri si colora di toni imprevedibili e umoristici. Alla fine, però, il bene trionfa…o quasi.

di Massimo Cassani | Laurana Editore | Giallo, umoristico
ISBN 978-8898451432 | ebook 5,99€ | cartaceo 12,75€ Acquista

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Samantha Terrasi
Vivo tra Torino e Roma, dove sono nata. Mia nonna avrebbe voluto che mi chiamassi Maria Concetta, ma per fortuna mio padre di ritorno da un viaggio negli States mi ha chiamato Samantha, rigorosamente con la h. Formazione scientifica, una laurea in biologia molecolare per poi scegliere di tramandare il mio sapere agli studenti. Sono una professoressa di matematica e scienze senza occhiali e quando non mi trovo tra equazioni e studenti, scrivo.
Parole nel vento, Aletti Editore, 2012.
Ti aspetto, Lupo Editore.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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