• Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scritri della accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto

In primo piano

[Libri] "Nessun cactus da queste parti" di Mirko Tondi, recensione di Elia Spinelli

Nessun-cactus-da-queste-parti-Mirko-tondi-recensione

Nessun cactus da queste parti di Mirko Tondi, Il Foglio Letterario, 2016, la caricatura di una degradata società futura. Un romanzo originale che mescola più generi, noir, distopico, hard-boiled, ma con sottile ironia.

Ogni ritorno alla vita dopo che si è tentato di buttarla comporta una ragionevole dose di sofferenza. Come a dire che adesso ti devi riguadagnare il diritto a chiederla indietro. Io l’avevo presa e sbattuta a terra, poi ci ero passato sopra coi piedi. E ora avrei voluto semplicemente raccoglierla e dargli una spiegazzata, oh sì, se fosse stato possibile!
Nessun cactus da queste parti è un romanzo molto originale, che mescola più generi. L’atmosfera che vi si respira è quella tipica a tinte fosche utilizzata da uno dei generi più stereotipati della letteratura moderna, l’hard-boiled, e infatti nella storia vi ritroviamo tutti i cliché: l’investigatore privato, ex poliziotto, alcolizzato, mollato da una dark lady tutta curve, pratico di ombrosi locali notturni, che dopo essersi lasciato andare ritrova nuova linfa vitale quando gli viene proposto un nuovo caso. Questi cliché vengono trattati in termini parodistici dall’autore, Mirko Tondi, che in questo romanzo dimostra elevatissime doti di ironia, con un sarcasmo che sovverte e ribalta i canoni tradizionali del genere, rendendo la lettura leggera e divertente, tanto da lasciarmi immaginare una versione di un romanzo di Raymond Chandler rivisitata da Mel Brooks e interpretata da Gene Wilder.
La storia è ambientata in un futuro distopico, in un mondo degradato, privo di speranza, con in corso una veloce involuzione tecnologica. In questo mondo, e più precisamente a Porto Rens (nuovo nome di New Orleans) si muove il “drago di Porto Rens”, il detective protagonista del romanzo che, alle prese con un inesplicabile caso di furto di nomi, conduce le sue indagini scorrazzando avanti e indietro nel tempo, riscoprendo quanto di meraviglioso è andato perso.
Se il genere noir è palesemente il primo bersaglio dell’ironia di Tondi, il secondo bersaglio, più recondito, è la società moderna, una società pessimista e lagnosa, incapace di cogliere la bellezza dalla quale è circondata, inconsapevole che potrebbe arrivare un tempo in cui anche la cosa più banale, una semplice pianta grassa, un piccolo cactus da poter esporre sul nostro davanzale, potrebbe rappresentare qualcosa di agognato ma irraggiungibile.

Nessun-cactus-da-queste-parti-Mirko-tondi

Nessun cactus da queste parti

Porto Rens, “una moderna Gotham, la caricatura di una degradata metropoli inesistente”. 
Qui, a circa cento anni da oggi, un detective in crisi esistenziale fronteggia i suoi fallimenti, inseguito dal fantasma di una logorante dipendenza alcolica e da quello di Dana, la donna che l'ha mollato ormai da tempo. 
Il riscatto però è dietro l'angolo, ed ecco un nuovo caso per lui: c'è da trovare un ladro di nomi, non è roba da poco. 
Una volta lo chiamavano drago. 
Adesso sta per tornare.

di Mirko Tondi | Il Foglio Letterario
Noir, Distopico, Umoristico
ISBN 978-8876066078 | cartaceo 10,20€ Acquista




Elia Spinelli
Elia Spinelli è nato nel 1967 e vive a Buonabitacolo (SA) con la moglie e i suoi due figli. Si occupa di consulenza nel settore dei serramenti.
“Il Riparatore" è il suo romanzo d'esordio.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
    Commenta con Blogger
    Commenta con Facebook

0 commenti:

Posta un commento

Ti siamo davvero riconoscenti per il tempo che ci hai dedicato. Se sei stato bene in nostra compagnia, perché non ci lasci un commento o ci offri un caffè? Grazie!

Breaking News

Dal nostro archivio

La Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze, per dire basta alle spose bambine, una rivoluzione (arancione) necessaria, di Stefania Bergo

Oggi si celebra in tutto il mondo la V Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze . Una giornata di sensibilizzazione, per il d...