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In primo piano

[Libri] Silvia Baleri presenta il suo romanzo "Frosina - Cronache del bosco di pruni", nell'intervista di Elena Genero Santoro

Silvia-Baleri-Frosina-Cronache-del-bosco-di-pruni-intervista

In anteprima Frosina - Cronache del bosco di pruni di Silvia Baleri, 0111 Edizioni, 2016. Un fantasy young adults, luoghi indefiniti, personaggi magici e improbabili, una bella ragazza vittima di una maledizione, una storia che ci parla di coraggio, amicizia e amore.


FROSINA - CRONACHE DAL BOSCO DI PRUNI 
di Silvia Baleri
0111 Edizioni
Fantasy, Young Adults
ISBN 9788863079814
cartaceo 14,50€
ebook 3,99€ | Acquista 

Frosina è pura e innocente, una creatura dei boschi bellissima e libera come l’aria, vittima però di una terribile maledizione che la tiene prigioniera di una doppia vita: unicorno di giorno e ragazza di notte.

Armata di tanto coraggio e con l’aiuto del Principe Lidio, che la ama e che per lei farebbe qualsiasi cosa, Frosina inizia un viaggio colmo di insidie e di pericoli attraverso il leggendario Bosco di Pruni, alla ricerca di un modo per spezzare la maledizione.

L'autore racconta


Raccontaci qualcosa di te: chi è Silvia Baleri nella vita di tutti i giorni?
Sono prima di tutto un’appassionata di libri. Leggo e scrivo storie da quand’ero bambina e non ho mai smesso. Colleziono fumetti e confesso di avere un debole per i cartoni animati. Mi piace moltissimo disegnare, in particolare illustro le storie che scrivo. Mi piace l’idea che i miei personaggi prendano vita non solo attraverso le parole ma anche attraverso le immagini.

Questo è il primo romanzo che pubblichi?
È il secondo, a dire il vero. Il mio primo romanzo, pubblicato con la casa editrice Albatros, mi ha catapultato nella difficile e in alcuni casi crudele realtà editoriale, dove ti rendi conto che anche se hai scritto la storia più bella del mondo, sei soltanto un’altra goccia in mezzo al mare. Se tornassi indietro, molto probabilmente cambierei casa editrice e rivisiterei alcune parti del romanzo. Come prima esperienza tuttavia si è rivelata preziosa. Per una piccola scrittrice come me la prima pubblicazione, con le sue imperfezioni, rappresentava una grande conquista, un inizio; magari un inizio un po’ traballante, ma pur sempre un inizio. Tengo molto al mio primo romanzo e spero di riuscire a ripubblicarlo con un’altra casa editrice che sappia valorizzarlo come merita.

Veniamo al libro, “Frosina - Cronache del bosco di pruni”. Com’è nata l’idea?
L’idea è nata per caso. Ho iniziato a scrivere Frosina nel novembre del 2012. Ero in preda a un blocco dello scrittore tremendo. Non riuscivo a proseguire con la stesura di un urban fantasy a cui stavo lavorando. Così decisi di abbandonare momentaneamente quella storia per dedicarmi a qualcos’altro. La mia mente aveva bisogno di staccare, di divertirsi un po’, di creare qualcosa di semplice. Nacque così l’idea di scrivere una fiaba dai tratti oscuri, richiamando alla memoria fiabe conosciute e presentandole al lettore in maniera distorta. Ispirata dalle passeggiate in mezzo alla natura, terminai l’opera in tre mesi. Frosina è stato un piacevole intervallo, mi ha liberata dal blocco dello scrittore che stavo vivendo in quel periodo.

Frosina - Cronache del bosco di pruni è un romanzo fantasy young adult. Ci racconti di che cosa parla? 

Silvia-Baleri
L’inizio della storia è un classico. C’è una ragazza bellissima vittima di una maledizione. Un principe s’innamora di lei e cerca di aiutarla. Detto così appare subito noioso e scontato, ma è solo iniziando a leggere che si scopre quanto sia intrigante il mondo di Frosina. Inizialmente è la ragazza ad aver bisogno di aiuto, ma presto la situazione si capovolge e Frosina si rivela l’autentica eroina della storia. Aiutata dal drago Pungitopo e dall’amica Greta, si avventura nel bosco di pruni alla ricerca di un modo per salvare il suo amato. Il viaggio ci porterà a conoscere le storie di personaggi singolari come il giovane elfo Pan, o i tre orsi che si sono mangiati Riccioli d’Oro, o la fata delle nevi divenuta una delle streghe più cattive, o la grossa lepre con le corna da cervo, e molti altri. La storia ci parla quindi di un’epoca medievale dove i luoghi sono indefiniti e i personaggi vivono in contesti magici e improbabili; ma è soprattutto una storia che ci parla di coraggio, amicizia e amore.

Qual è il target a cui ti rivolgi? Che tipo di lettori ambisci a conquistare?
Il romanzo è orientato verso un pubblico femminile, anche se a mio avviso è una storia che possono leggere tutti perché è semplice e scorrevole, adatta per chi vuole evadere per qualche ora dalla nostra realtà spesso grigia e tediosa e immergersi in un mondo di fantasia che fa ritornare un po’ bambini.

Quanto ti ha coinvolto intimamente la stesura di questo romanzo? C’è qualcosa di autobiografico?
A differenza di altri romanzi che ho scritto, non mi riconosco in nessun personaggio in particolare. Tuttavia uno dei personaggi mi è servito per esorcizzare il ricordo di una persona che mi ha fatto soffrire molto nella vita reale. Ho dato a Frosina tutta la forza e il coraggio di cui aveva bisogno per sconfiggere i suoi nemici, e in questo modo io ho sconfitto i miei.

C’è un elemento ricorrente di molte fiabe, miti e leggende: la protagonista trascorre parte della sua giornata sotto forma di fanciulla e la restante con le sembianze di un animale (un unicorno, in questo caso). Per scrivere questo libro hai dovuto svolgere delle ricerche?
Avevo un libro sulla simbologia degli animali reali e fantastici. L’unicorno era la rappresentazione per eccellenza di tutte le qualità del femminino sacro quali intuizione, purezza e verginità, e poiché la mia protagonista era una ragazza bionda dall’animo gentile, l’unicorno era senz’ombra di dubbio il suo perfetto alter ego. Un altro aspetto interessante era la descrizione fisica dell’unicorno che variava molto a seconda dei secoli. Utilizzai l’unicorno che si ritrova nei bestiari medievali che lo descrivono come un animale di piccola taglia, con la testa da cervo, la coda da leone, e la barbetta caprina; nulla a che vedere con l’unicorno moderno con le fattezze del cavallo bianco.

C’è qualche messaggio particolare che speri di comunicare attraverso questo romanzo?

Ho scritto questo romanzo in un periodo della mia vita dove volevo cambiare, diventare più forte; il messaggio era soprattutto per me, ma chiunque leggendo potrà individuarlo e farlo suo: essere forti, combattere sempre, non arrendersi mai, allontanare tutto ciò che è negativo, cercare l’amore vero e il proprio lieto fine.

Il finale chi l’ha deciso? Tu o i tuoi personaggi?
Entrambi, presumo. Avevo ben chiaro il finale, e i personaggi hanno fatto il resto.

Grazie per essere stata con noi, Silvia. In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
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Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.

About Elena Genero Santoro

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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