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[Libri] "Omicidi all'Isola, nevrotico erotico blues" di Filippo Fornari, recensione di Silvia Pattarini

Omicidi-all-Isola-nevrotico-erotico-blues-Filippo-Fornari-recensione

Omicidi all'Isola, nevrotico erotico blues di Filippo Fornari, Todaro Editore, 2016. Un giallo decisamente fuori dagli schemi, con una spiccata vena ironica, ambientato nella Milano bene.

Giallo e nero con una spiccata vena ironica, questo è ciò che ho colto tra le righe, nell’ultima fatica letteraria di Filippo Fornari Omicidi all’Isola, nevrotico erotico blues”.
L’autore ci propone una novità, un giallo decisamente fuori dagli schemi: oltre ai consueti omicidi da brivido, promette tante sonore risate, in una cornice tutta milanese.
La vicenda non ruota solo attorno al classico serial killer, né tanto meno al canonico commissario di polizia, che avranno un ruolo di contorno. Il protagonista è Curzio Malanotte (il cognome mi ricorda una vecchia canzone di Renzo Arbore che faceva "… ma la notte no…", chissà se ha qualcosa a che fare col titolo), incensurato e aspirante suicida, che si ritrova coinvolto in una serie di omicidi e viene frettolosamente arrestato dal commissario Musante. 
Il romanzo è ambientato nella Milano notturna, il quartiere Isola, di giorno crocevia di uomini d’affari e turisti, coi suoi grattacieli innovativi e all’avanguardia, sede dell’Unicredit e dell’avveniristico bosco verticale; di notte, le vie limitrofe sono frequentate da malavitosi, prostitute e trans.
Curzio nelle prime pagine appare come una persona instabile, intende suicidarsi socialmente per farla pagare ai suoi familiari, colpevoli di insensibilità nei suoi confronti. Lui soffre tantissimo per la scomparsa della figlia minore, ma sembra che ai componenti della sua famiglia poco importi. Così studierà strategie improbabili, a tratti grottesche, pur di dare nell’occhio. Tuttavia nel corso del romanzo, Curzio dimostrerà di non essere un debole, ritroverà la voglia di vivere e il suo intuito si rivelerà fondamentale per la risoluzione dell’indagine.
A dargli una mano, due personaggi comprimari: l’Umberto e l’Enzino. Simpatico milanese, il primo, che col cane al guinzaglio e le sue trovate mi ha fatto morire dal ridere; Enzino di origini siciliane come il commissario, imbranato con le donne, ma forte con le arti marziali, gioca bene le sue carte.
Il serial killer appare quasi una figura in sottofondo, se ne sta nascosto nell’ombra, entra in scena solo per colpire con la sua mano cruenta, seguendo un rituale ben preciso. Solo alla fine ne viene svelata l’identità e vi assicuro con non poche sorprese.
Il commissario Musante, scorbutico e arrogante, suscita subito antipatia e alla prima gaffe, mi sono detta: questo non capisce un tubo e ben gli sta.

Una trama ben articolata e curata nei dettagli, corposa, intricata al punto giusto e ricca di colpi di scena. 

Credibili le descrizioni di alcune zone dei Navigli e dei locali milanesi:
Curzio sentì che quella era la sua serata, così non ebbe dubbi: si tolse il cappotto e si accomodò, girandosi verso il gruppo che stava suonando. Facevano del blues classico, rielaborazioni di pezzi storici, avevano appena eseguito Manish Boy di Muddy Waters e ora stavano attaccando Boom Boom di John Lee Hooker.
Interessante la ricerca delle musiche e anche l’accostamento cibi-vini, sempre più frequente nei romanzi contemporanei: anche il Fornari saprà stuzzicarvi l’appetito, non solo con prelibatezze tipicamente milanesi, ma allargandosi fino ai colli piacentini, celebrando vini e salumi e non solo. Insomma un libro decisamente “saporito”.
Una tematica che ho colto tra le righe: la fine di un matrimonio, la fine di una apparente famiglia normale.
Una scrittura esuberante, coinvolgente, che diventa sempre più incalzante; il carico di tensione che s’avverte in alcuni passaggi decisamente forti, cruenti, è alleviato dalle esilaranti battute in dialetto milanese e non solo (ho trovato degli spunti decisamente originali).
Una lettura che non può mancare nei salotti milanesi, anche per farsi due risate: sembra paradossale che un thriller possa essere esilarante, ma vi assicuro che è così. Un romanzo consigliato ad un pubblico adulto, agli amanti del genere giallo, noir, thriller e lo trovo indicato per coloro che amano le storie d’attualità.

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Omicidi all'Isola, nevrotico erotico blues

Curzio Malanotte, aspirante suicida fuori dal comune, prima di compiere l’ultimo gesto disperato decide di suicidarsi socialmente per “farla pagare” alla sua famiglia, colpevole di indifferenza al suo malessere esistenziale.Ma proprio all’Isola, quartiere di Milano dove decide di mettere in scena la sua pantomima auto-diffamatoria, imperversa un maniaco che uccide prostitute di colore seguendo uno strano rituale. Per il commissario Musante le tracce del killer incrociano spesso, troppo spesso, il cammino di Malanotte, che diventa il sospettato principale dei delitti. Lui non ci sta, e inizia un’indagine parallela, spesso esilarante, che lo porterà inevitabilmente a scoprire l’identità del serial killer.

di Filippo Fornari | Todaro Editore | Giallo, Thriller
ISBN 978-8897366478 | cartaceo 13,60€ | ebook 9,99€ Acquista



Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

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