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In primo piano

[Libri] "La sposa giovane" di Alessandro Baricco, recensione di Tamara Marcelli

La-sposa-giovane-Alessandro-Baricco-recensione

La sposa giovane, di Alessandro Baricco, Feltrinelli, 2016. Una Famiglia bizzarra, un apologo allegorico, un libro atipico, apparentemente illogico e fine a se stesso. Ma è nei libri che rimane qualcosa di noi...

I gradini da salire sono trentasei, di pietra, e il vecchio li sale lento, con circospezione, quasi li raccogliesse uno ad uno per spingerli al primo piano: lui pastore, loro animali miti. Modesto è il suo nome. Serve in quella casa da cinquantanove anni, ne è dunque il sacerdote.
Già queste prime, poche righe meritano un attimo di contemplazione. Con poche parole, pesate e fissate ad arte sulla pagina bianca, Baricco riesce a introdurci in quello che sarà lo sfondo di questo splendido e significativo viaggio letterario. Sì, perché non è il “solito” romanzo questo, non una consueta “storiella” con graziose descrizioni a contorno, non una lirica deliziosa e ammiccante, ma piuttosto un racconto al limite della fiaba, un concentrato di riflessioni sulla vita e sull’importanza dei libri, dell’evasione, della cultura, dell’amore inteso come esperienza personalissima e totalizzante. Per l’anima.
C’è già tutto nella vita, a patto di starla ad ascoltare, e i libri distraggono inutilmente da questo compito, a cui tutti in questa famiglia, attendono con una dedizione tale che un uomo assorto nella lettura, in queste stanze, non mancherebbe di apparire come un disertore.
Il fatto è che alcuni scrivono libri, altri li leggono: sa Dio chi è nella posizione migliore per capirci qualcosa. Il cuore di una terra si concede a chi la vede con adulta meraviglia, per la prima volta, o a chi c’è nato? Non si sa…
Un libro con numerosi spunti di riflessione anche filosofica: un tratto di cielo preso e chiuso affinché si possa guardare con attenzione, con spirito libero da condizionamenti sociali, castranti e soffocanti.
Nelle prime righe c’è già il mondo che vedremo, la razionalità che spinge i suoi lati oscuri e spigolosi, le passioni e i sogni, su per una scala di pietra, ripida e immutabile. La vita. Il tempo che abbiamo. È lui l’antagonista del vero protagonista di questo libro. È lui che, pur nella sua religiosità di gesti e suoni ripetuti come per addomesticare, per riportare all’ordine le pecorelle smarrite, lui, quasi ribellandosi a se stesso, ci svela luce e ombra di ogni personaggio.

È un libro atipico, apparentemente illogico e fine a se stesso. 

I periodi lunghi e spesso molto articolati, alternati a frasi brevi, dialoghi veloci e scarni, rendono la lettura impegnativa, un esercizio mentale piacevolissimo. Lo stile è impareggiabile, come sempre. Per questo motivo chiunque si aspetti da quest’opera un qualche appagamento immediato o una qualche morale spicciola ne rimarrà deluso.
È un libro istintivamente calibrato, scritto forse di getto, senza veli di pietoso ammiccamento al lettore. Un libro in cui la dimensione del Narratore si confonde spesso con quella dei personaggi che via via si intrecciano nel discorso, come un’edera inarrestabile.
È il libro del Narratore, è lui il protagonista, che parla e spesso passa dalla prima alla terza persona, cercando, in un primo momento, di confondere e sviare verso ragionamenti che nulla hanno a che fare con il nucleo centrale della storia.

La Storia. 

Un Padre, una Madre, una Figlia, uno Zio, il Figlio e la Sposa Giovane. Un maggiordomo, Modesto, l’unico che abbia un nome in tutto il libro, l’unico che con la sua ripetitività compie gesti talmente familiari da addomesticare e rinchiudere nell’apparente recinto di serenità una Famiglia bizzarra. Una Famiglia in cui tutti i componenti sono dotati di anime infuocate, vive e tumultuose, ricche delle innumerevoli sfumature della vita. Una Famiglia che ha scelto di autolimitarsi, al sicuro, in una grande casa dove ognuno ha i suoi spazi, dove il tempo si è apparentemente fermato.
Vivere fuori dal tempo e dalle consuetudini sociali, questa la salvezza alle proprie paure.
Adombrarsi, per difesa.
Le proprie tradizioni, personalissime e preziosissime, forti, al limite della sacralità, si riveleranno un piacevole scudo al mondo e alle sue negatività. Un mezzo collaudato in tanti anni, sicuro traghetto verso un equilibrio da custodire sempre, gelosamente.
Nella ripetizione dei gesti fermiamo il mondo: è come tenere per mano un bambino, perché non si perda. Magari non si perde. Magari si mette solo a correre un po’, ed è felice.
Chiunque si intrometta in questa calma apparente e necessaria viene allontanato o assorbito in essa. Accadrà con l’arrivo della Sposa Giovane che porterà quella spontaneità da tempo custodita e nascosta nelle stanze dei componenti della Famiglia, chiusa a chiave e annusata in gran segreto, la notte.
Poteva fare qualcosa di diverso che odiarli? Se non hai futuro, odiare è un istinto.
Notte temuta e amata, notte immaginata e spesso invocata, notte di sogni e desideri, notte di ricordi.

È nelle ultime pagine, ma non nell’ultima e non a caso, che leggiamo il messaggio di questo libro, il senso di tutto l’affanno della vita, il perché ai sogni e alle passioni. 

Ai desideri, o meglio, al desiderio ultimo di ogni esistenza: lasciare un’eredità, un segno di sé al mondo. Un qualcosa che possa ricordare a tutti coloro che verranno, chi siamo stati, per cosa abbiamo pianto, gioito, sofferto e vissuto. Per quale sogno abbiamo lottato fino allo stremo delle nostre forze. Per quale emozione abbiamo fatto brillare i nostri occhi. Per quale respiro abbiamo dedicato ogni attimo della nostra piccola vita. Ogni pensiero. 
È nei libri che rimane qualcosa, magari un piccolo segno, un seme che qualcuno, domani, vorrà raccogliere e far fiorire. Anche per noi. 
Quando ero giovane, cercando di spiegarmi il sordo dolore che mi stava appiccicato addosso, mi ero convinto che il problema stesse nella mia incapacità di trovare il mio cammino: ma vede, in realtà si cammina molto, e anche con coraggio, intuito, passione, e ciascuno per il proprio giusto cammino, senza errori. Ma non lasciamo tracce. Non so perché. Il nostro passo, non lascia tracce. Forse siamo animali astuti, veloci, cattivi, ma incapaci di segnare la terra. Non so. Ma mi creda, non lasciamo tracce neanche in noi stessi. Così non c’è nulla che sopravvive alla nostra intenzione, e quel che costruiamo non è mai costruito. 

La sposa giovane

Siamo all’inizio del secolo scorso. La promessa Sposa è giovane, arriva da lontano, e la Famiglia la accoglie, quasi distrattamente, nella elegante residenza fuori città. Il Figlio non c’è, è lontano, a curare gli affari della prospera azienda tessile. Manda doni ingombranti. E la Sposa lo attende dentro le intatte e rituali abitudini della casa, soprattutto le ricche colazioni senza fine. C’è in queste ore diurne un’eccitazione, una gioia, un brio direttamente proporzionale all’ansia, allo spasimo delle ore notturne, che, così vuole la leggenda, sono quelle in cui, nel corso di più generazioni, uomini e donne della famiglia hanno continuato a morire. Il maggiordomo Modesto si aggira, esatto, a garantire i ritmi della comunità. Lo Zio agisce e delibera dietro il velo di un sonno che non lo abbandona neppure durante le partite di tennis. Il Padre, mite e fermo, scende in città tutti i giovedì. La Figlia combatte contro l’incubo della notte. La Madre vive nell’aura della sua bellezza mitologica. Tutto sembra convergere intorno all’attesa del Figlio. E in quell’attesa tutti i personaggi cercano di salvarsi.

di Alessandro Baricco | Feltrinelli | Narrativa
ISBN 978-8807888144 | cartaceo 7,65€ | ebook 5,99€ Acquista

È possibile acquistare "La sposa giovane" nel pacchetto Donne d'altri tempi a 24,00€, con altr 3 libri: "La zia Marchesa" di Simonetta Agnello Hornby, "Biglietto di terza classe" di Silvia Pattarini e "Le dee del miele" di Emma Fenu.

Tamara-Marcelli

Tamara Marcelli
Artista poliedrica, eccentrica, amante dell'arte in tutte le sue forme. Una sognatrice folle. Ha studiato Lettere e Tecniche dello Spettacolo, canto e recitazione per oltre dieci anni e ha lavorato come attrice in alcuni importanti Teatri del Lazio. Scrive poesie, romanzi, testi teatrali, articoli e saggi.
Il blu che non è un colore,  Montag.
Il sogno dell'isola,  Montag.

About Lisi

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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