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In primo piano

[Libri] Susanna De Ciechi presenta il suo romanzo "La bambina con il fucile", nell'intervista di Elena Genero Santoro

LA-BAMBINA-CON-IL-FUCILE

In anteprima La bambina con il fucile di Susanna De Ciechi, @uxilia Books, 2016. Una storia di triste attualità con un finale di speranza.


LA-BAMBINA-CON-IL-FUCILE
LA BAMBINA CON IL FUCILE
di Susanna De Ciechi
@uxilia Books
Narrativa non fiction, biografie
ISBN 9788894211603
cartaceo 14,90€ | Acquista
ebook 4,90€ | Acquista 

La bambina con il fucile racconta la storia di una bambina-soldato. Oggi i bambini-soldato sono presenti in tutti i conflitti in atto e il loro numero non è quantificabile. Spesso sono strappati alle famiglie per essere addestrati e inviati sui campi di battaglia. Come nel caso di Pratheepa, la giovane tamil di cui narra il libro.
Il romanzo prende ispirazione da una storia vera, attuale, che in qualche modo riguarda ciascuno di noi anche se lo scenario in cui è collocata è molto lontano dalla nostra realtà. Le vicende narrate si svolgono nello Sri Lanka dilaniato dalla guerra civile, in un periodo che parte dal 2000 per arrivare ai giorni nostri. 
Pratheepa, quindici anni, è a scuola quando i guerriglieri tamil la rapiscono per addestrarla e costringerla a combattere nelle loro fila. La scolara si trasforma ne La bambina con il fucile, è torturata e, per sopravvivere, diventa un cecchino, una pedina nel gioco della guerra. Ferita a un braccio, non può più muoverlo, tuttavia continua a combattere lanciando granate. I ribelli tamil perdono la guerra e Pratheepa finisce in carcere. Nel frattempo un medico italiano, Massimiliano Fanni Canelles, in missione per verificare la situazione dei bambini resi orfani dallo tsunami, scopre una realtà perfino peggiore: seguendo usi ancestrali ormai fuori legge, ancora troppi adulti violentano i bambini, anche in famiglia. I piccoli sono carne da macello senza diritti e senza difese. Grazie al suo intervento e a quello dei volontari di @uxilia onlus, Pratheepa e tanti altri bambini potranno avere una seconda occasione.
Queste pagine si ficcano nella testa come una scheggia. La vita poi scorre, si può superarle e dimenticarle, ma non dura: tornano a farsi sentire.
dalla prefazione di Davide Giacalone

L'autore racconta

Nella presentazione esclusiva di oggi abbiamo con noi un’autrice emergente, Susanna De Ciechi, che ci parlerà in maniera approfondita del suo libro “La bambina con il fucile”.

Ciao Susanna, ti diamo un caloroso benvenuto in questo spazio virtuale. Prima di parlare del tuo libro, presentati ai lettori che ancora non ti conoscono. Chi è Susanna De Ciechi nella vita di tutti i giorni?
Sono una persona che ha raggiunto una “età certa”, come dico prendendomi in giro, e godo i vantaggi del mio stato. A parte gli scherzi, sono una ghost writer, scrivo soprattutto romanzi/memoir in cui narro storie vere che altri mi raccontano oralmente; ciò mi permette di entrare in relazione con persone molto interessanti. Del resto sono curiosa, mi piace ascoltare le storie degli altri, mettermi nei loro panni, assumere punti di vista diversi. Sono anche una lettrice forte, da sempre.


Un romanzo ispirato a una storia vera, quella di “La bambina con il fucile” Una storia ambientata in Sri Lanka durante la guerra civile. Raccontaci brevemente la trama.
Lo scenario descritto nel libro fa riferimento allo Sri Lanka in un arco di tempo che parte dal 2000, in piena guerra civile, per arrivare fino ai giorni nostri. Ne “La bambina con il fucile” racconto la storia di Pratheepa, rapita a scuola quando aveva quindici anni e costretta a combattere nelle fila dei guerriglieri tamil. Pratheepa è l’emblema dei bambini-soldato anche oggi “usati” in tutti i conflitti, spesso strappati alle famiglie per essere addestrati e inviati sui campi di battaglia.
Nel libro racconto come la scolara si trasforma ne “La bambina con il fucile”. Subisce terribili torture e per sopravvivere diventa un cecchino; combatte fino a quando rimane gravemente ferita a un braccio. Operata in condizioni precarie, perde l’uso dell’arto, ma per lei la guerra continua lo stesso: la utilizzano come lancia granate. Alla sconfitta definitiva delle Tigri tamil finisce in carcere. Nel frattempo un medico italiano, Massimiliano Fanni Canelles, in missione per verificare la situazione dei bambini diventati orfani a causa dello tsunami che si è abbattuto sull’isola, scopre una realtà ancora più cruda: qui i piccoli sono oggetto di abusi sessuali, carne da macello, senza diritti e senza difese. Gli stupri sono frequenti anche all’interno delle famiglie, giustificati sulla base di usanze ancestrali, seppure ormai fuori legge. Sarà grazie al suo intervento e a quello dei volontari di @uxilia onlus che Pratheepa e tanti altri bambini potranno avere una seconda occasione.

Il prologo è stato scritto dal dottor Massimiliano Fanni Canelles, che è anche la persona le cui storie ti hanno ispirato il libro. Ci parli un po’ di lui e dell’associazione @uxilia onlus?

Massimiliano Fanni Canelles è il fondatore e il presidente di @uxilia onlus, un’associazione impegnata in attività di volontariato per la tutela dell’infanzia e delle donne, in Italia e nei paesi in via di sviluppo. Nelle zone colpite da guerre, emergenze e calamità naturali svolge attività di cooperazione intervenendo nelle fasi di emergenza e con la costruzione di centri sanitari, scuole e orfanotrofi. Ad esempio, in Sri Lanka dopo i primi necessari interventi, @uxilia ha avviato progetti di micro imprenditoria rosa e corsi di formazione professionale all’interno del Centro polivalente di educazione e orientamento, il Vocational Training Centre, per dare una soluzione pratica e concreta ai casi di emarginazione sociale e di povertà. Qui le donne, vedove e/o mamme di ex bambini-soldato, imparano a realizzare piccole attività capaci di generare reddito e indispensabili per contribuire alla crescita familiare, all’economia locale e alla loro emancipazione. Ora l’associazione ha scelto di farsi conoscere creando il marchio @uxilia books per dare voce ad alcuni dei bambini che ha contribuito a salvare. Io sono orgogliosa di aver collaborato allo sviluppo di questo progetto scrivendo il primo libro, “La bambina con il fucile”. Il ricavato della vendita del libro sarà interamente devoluto a sostegno delle attività di @uxilia.

Ci confidi come ti è venuta l’idea di trasformare il racconto del Dottor Max in un romanzo? 
Questo libro è stato concepito il giorno di Natale del 2014, quando ho ricevuto un messaggio su Facebook da Massimiliano Fanni Canelles in cui mi proponeva di scrivere una storia. Io non avevo idea di chi fosse e non conoscevo @uxilia. In seguito ci siamo incontrati più volte e Max è diventato un mio narratore (chiamo così coloro che mi raccontano oralmente una storia affinché io ne ricavi un romanzo). In tanti anni di impegno speso per aiutare le vittime della violenza in tutto il mondo, Fanni Canelles, ha accumulato molte storie che meriterebbero di essere scritte in un libro. Quando abbiamo deciso di lavorare insieme, ha scelto di divulgare quella di Pratheepa, la bambina soldato tamil protagonista de “La bambina con il fucile”.

Un libro che parla di guerra civile, di bambini usati per combattere e di infanzia violata. Con quale motivazione hai scritto il libro? C’è qualche messaggio segreto celato tra le righe, che speri di trasmettere al lettore?

Il messaggio è trasparente. Ci sono storie vere che esigono di essere scritte, spesso hanno un legame diretto con la storia di un Paese in un periodo preciso. “La bambina con il fucile” è un esempio. Racconta dello Sri Lanka e allo stesso tempo descrive ciò che accade in tutte le guerre anche adesso. Sono stata felice di collaborare con @uxilia per contribuire a fare conoscere la situazione dei bambini soldato. È un argomento che la maggior parte delle persone tende a evitare, invece occorre prenderne coscienza. Inoltre, la storia de “La bambina con il fucile” insegna anche la speranza. Ci sono persone, come quelle attive in @uxilia, che questa speranza la costruiscono e la sostengono intervenendo ogni giorno a favore delle donne e dei bambini vittime della violenza.

Quale giudizio hai riscontrato nei lettori da quando questo libro è uscito?
Molto positivo. Il libro ha riscosso grande interesse e la presentazione avvenuta a Bookcity Milano lo scorso 19 novembre ha fatto il tutto esaurito. Mi sono arrivati messaggi di persone che manifestavano la loro gratitudine per avere acceso l’attenzione su una storia e un Paese di cui non avevano mai saputo nulla e per avere raccontato in modo coinvolgente la storia dei bambini soldato.

La fine del tuo romanzo è il finale vero oppure…?
Il libro è basato su una storia vera. Le storie che scrivo come ghost writer rispettano sempre la veridicità dei fatti che vengono romanzati. La finzione quando c’è, è funzionale a esigenze letterarie, non altera la sostanza delle vicende principali che costituiscono l’ossatura del testo. A riprova di quanto dico, in coda al libro c’è un’intervista a Massimiliano Fanni Canelles e a Laura Boy, presidente e vicepresidente di @uxilia. Con le loro risposte entriamo più nel dettaglio riguardo ad aspetti meno funzionali alla misura del romanzo-memoir. A corredo c’è anche una galleria fotografica che mostra i protagonisti in vari momenti dello svolgimento della storia.

Perché un lettore dovrebbe leggere “La bambina con il fucile”? 

Anzi, rendiamo più complicata questa domanda: perché un lettore che non ama particolarmente la narrativa non fiction di denuncia sociale dovrebbe leggere il tuo libro?
In questo libro affrontiamo argomenti difficili, per questo abbiamo scelto di proporre la storia nella forma del romanzo che coinvolge e accompagna il lettore fino all’ultima pagina. Una volta chiuso il libro rimane uno spazio per la riflessione; qui sta l’utilità di una lettura che racconta una storia vera in cui i protagonisti sono le stesse persone che l’hanno vissuta nella realtà e che il lettore può perfino incontrare per un approfondimento. Oggi la conoscenza dei fatti è indispensabile per comprendere le nostre responsabilità, perché non possiamo sempre chiudere gli occhi su ciò che ci sta intorno. Ricordo ancora che i proventi dalle vendite del libro sono destinati alle attività di @uxilia a favore di donne e bambini. Dunque, se leggere un libro, oltre che insegnarci qualcosa, può aiutare un bambino, può magari consentirgli di avere l’occasione di una vita normale, quale scusa possiamo accampare nello scegliere di non farlo?

Concludiamo questa presentazione comunicando ai nostri lettori i link dove si possono trovare informazioni su di te, sui tuoi libri.
Notizie sul mio lavoro di ghostwriter e sui miei libri sono facilmente reperibili su www.iltuoghostwriter.itGoogle+, FacebookInstagram e Twitter

Grazie per essere stata con noi, Susanna. In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
Grazie a te e complimenti per il vostro blog. Lo seguo sempre, è davvero interessante.

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Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag.
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni.
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.
Immagina di aver sognato, PubGold.
SCHEDA DELL'AUTORE

About Elena Genero Santoro

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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