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[Libri] "Vietato leggere all'inferno" di Roberto Gerilli, recensione di Gianluca Santeramo

Vietato-leggere-all-inferno-recensione

Vietato leggere all'inferno, di Roberto Gerilli, CreateSpace, 2016. Un futuro distopico in cui la letteratura diventa una droga illegale e scrivere un romanzo è una sfida alle cosche editoriali.

Amleto è un uomo sui trentacinque che abita nei dintorni di Ancona e che conduce una vita, tutto sommato, noiosamente normale. È un inserviente di un grande magazzino di ferramenta, dove passa le sue giornate cercando di avere meno contatti possibili con la gente normale, tra una passata di straccio ed un colpo di ramazza.
La sua misantropia non è il risultato di una strana forma di psicosi, ma è indotta dalla necessità di nascondersi al pubblico perché, Amleto, è un tossico. Amleto si droga, anche se sta provando a smettere.
Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, nel suo magazzino si presenta una donna bellissima che, per qualche strano motivo, cerca proprio lui. La ricerca non è casuale perché Eleonora è interessata al passato di Amleto, alle sue conoscenze, alla sua capacità di muoversi nel sottobosco del mondo dello spaccio.
Piccolo dettaglio: il mondo di Amleto è (fortunatamente) ben lungi (spero...) dall'essere il nostro, perché, nella sua realtà, una delle droghe più in voga del mercato è... la letteratura! Ebbene sì, nella realtà distopica del nostro Amleto Orciani, leggere romanzi è reato e la letteratura è messa sullo stesso piano (se non al di sopra) di sostanze stupefacenti, come eroina, cocaina e tutto quel genere di porcheria là...
Ed ecco che il mondo assume odori e sfumature del tutto grottesche, gli editori diventano una sorta lobby mafiosa che controlla il mercato e le menti della gente (andiamoci piano con i riferimenti alla vita reale, per cortesia...) e i boss mafiosi si insultano a colpi di citazioni più o meno erudite. A corollario, Eleonora vuole coinvolgere Amleto in un'opera magistrale della criminalità: vuole convincerlo a scrivere un libro ed a entrare, prepotentemente, nel mondo ermetizzato col piombo delle cosche editoriali.
Ed è proprio questa iniziativa che trasformerà Amleto da povero tossico di provincia (pardon: libromane) in un individuo addirittura pericoloso per i boss malavitosi già insediati che, tra intrighi e tentativi di sabotaggio spesso pesantemente cruenti, trasformeranno Amleto ed Eleonora in un duo criminale laureato.
Anche se "Vietato leggere all'Inferno" richiama temi già trattati dal maestro Ray Bradburry in "Fahrenheit 451", è un romanzo totalmente differente, meglio incastonato nella realtà dei nostri tempi, al punto da sembrare quasi una sorta di sinistra premonizione su carta stampata. È un dato di fatto che il proibito e il lecito siano solo convenzioni scelte dalla collettività in base ai valori ritenuti tali in un determinato periodo storico, così come è ben noto che ogni prodotto di cui esiste sufficiente domanda, divenuto vietato per legge, assuma automaticamente lo status di merce di particolare valore per i mercati illeciti. Mettete insieme queste due considerazioni ed otterrete l'epicentro del romanzo di Roberto Gerilli.

Vietato-leggere-all-inferno

Vietato leggere all'inferno

Mi chiamo Amleto Orciani e sono un libromane. Ho trentacinque anni e mi faccio dall’età di dodici, quando la lettura era ancora legale. Ho iniziato per scherzo con L’isola del tesoro e non ho più smesso. Leggere è la prima cosa a cui penso quando mi sveglio e l’ultima prima di andare a dormire. Sono talmente assuefatto da conoscere il significato di parole come paradosso, pennivendolo e opulenza. Insomma, uno sniffa-inchiostro senza speranza. Vivo vicino ad Ancona, lavoro come inserviente in un discount di bricolage e arrotondo spacciando romanzi alla gente della zona. La mia vita non è un granché, ma mi ci trovo. Il problema è che vorrei avere più soldi, per questo accetto di aiutare Eleonora. La ragazza è brava, ma così folle da voler cambiare il mondo dell’editoria da sola. Per seguirla mi tocca coinvolgere amici discutibili e incontrare gente che preferirebbe vedermi morto (il Bibliotecario ti dice niente?). Meno male che ho dalla mia Caterina, una camgirl con un secondo lavoro ancora meno presentabile del primo, però non sono sicuro mi possa salvare il culo, stavolta. Se ne esco vivo, giuro che smetto di leggere. Forse. 
Vietato leggere all’inferno racconta la mia storia. Non insegna qualcosa che vale la pena conoscere, non ci sono buoni sentimenti o altre cazzate ma per sballarsi con gli amici è perfetto. Provalo, e fammi sapere se funziona.

di Roberto Gerilli  | CreateSpace Selfpublished | Fantascienza, Distopico
ISBN 978-1539151784 | cartaceo 12,90€ Acquista  | ebook 0,00€ Free download


Gianluca Santeramo
Allevato da un Commodore VIC 20 e da Goldrake, si è diplomato in Informatica Industriale nel lontano 1995. Non è mai riuscito a recidere il cordone ombelicale che lo lega alla fantascienza sin dalla più tenera età. Dopo aver corretto decine di bozze di scrittori in erba tra un capolinea e l’altro, si è messo anche a scrivere: da allora sono iniziati i guai….
Renè, Zerounoundici Edizioni.

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