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[Libri] "Quasi Grazia" di Marcello Fois, recensione di Beatrice Rurini

Quasi-Grazia-Marcello-Fois-recensione

Quasi Grazia, di Marcello Fois, Einaudi, 2016. Un testo in tre atti per raccontare la vita di una grande donna, determinata e combattiva fin nei suoi ultimi anni.

È un romanzo sotto forma di stesura teatrale per raccontare tre momenti fondamentali della vita di Grazia Deledda. Intenso, non scontato. Basato sugli scritti della madre e allo stesso tempo romanzato a dovere. 
Senza cadere nel patetico, ci mostra una Grazia combattiva anche nei suoi ultimi anni
Breve ma bellissimo, è suddiviso in tre atti, un dialogo a più voci in un crescendo di storia.
Il primo atto va in scena a casa, nel 1900 quando, col marito, si accinge a lasciare la Sardegna per trasferirsi a Roma. La voglia di scoprire il "continente" emerge prorompente.  La madre e il fratello la vorrebbero legare al suo territorio ma la caparbietà di Grazia si fa sentire in tutta la sua forza.
Il secondo, ambientato nel 1927 nell'albergo di Stoccolma, è l'anno in cui ritira il Nobel e tutti i timori e le paure di una donna, che in cuore rimane ragazzina,  si esternano in una sequenza di dubbi.
Il terzo, un anno prima della morte, è ambientato nello studio del medico che le ha diagnosticato una malattia che non lascia scampo  e l'ha in cura. E avvicenda  passi del suo romanzo (che uscirà postumo) a momenti in cui tranquillizza madre e marito, poiché  sente che ha ancora tanto da dare. 
Le descrizioni appaiono come scenografie di secondaria rilevanza, ma i dettagli creano quell'atmosfera che lega i personaggi al ruolo e all'anno di esecuzione della storia. 


Quasi-Grazia

Quasi Grazia

Nuoro, 1900. Grazia non ha neppure trent'anni quando decide di trasferirsi a Roma con il marito. La città eterna sembra chiamarla, o forse sfidarla: contro il parere della famiglia, la giovane Deledda si getta a capofitto nel mondo. Stoccolma, 1926. È il pomeriggio che precede la consegna del Premio Nobel: in una camera del Grand Hotel, marito e moglie si confrontano con tenerezza, entrambi stupefatti, su come sia possibile che la vita li abbia condotti alle soglie di quel giorno glorioso. Roma, 1935. In uno studio radiologico, un medico cerca di trovare le parole esatte per comunicare a una donna (che proprio delle parole ha fatto la sua forza) la ferocia del male che di lì a un anno la porterà via. Marcello Fois illumina tre momenti decisivi della vita dell'autrice di "Canne al vento", consegnandoci una storia di vocazione imbattibile, di tenacia assoluta, di fede cieca nel potere della scrittura. Un omaggio appassionato a un'autrice troppo a lungo sottovalutata, che letta oggi rivela tutta la sua dirompente contemporaneità.

di Marcello Fois | Einaudi | Narrativa, Testo teatrale
ISBN 978-8806233945 | cartaceo 11,05€ Acquista

Beatrice-rurini

Beatrice Rurini
Del 1969, sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.

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