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In primo piano

[Libri] "Perchè ne sono innamorata" di Elena Genero Santoro, incipit #103

Capelli lisci e lunghi, sguardo languido da cerbiatto, bocca a cuore, viso diafano, espressione un po’svampita.

incipit

Perchè ne sono
innamorata

di  Elena Genero Santoro
StreetLib
(seconda edizione)

ebook 0,99€
cartaceo 12,71€

In questo modo Futura aveva inquadrato Manuela, la sua nuova compagna di stanza nel collegio universitario.
Manuela Altimonti sembrava la classica brava ragazza, tutta casa e studio, o forse casa e chiesa, chissà. Di certo a Futura doveva sembrare una versione casalinga di iellata eroina romantica.
Spedita a forza dai suoi genitori in collegio da un piccolo comune non poi così distante da Torino, Manuela non si era ancora abituata a nulla, a stento cucinava, a stento faceva i bucati, e spendeva intere giornate senza energia sognando sui suoi costosissimi libri di scuola.
Insomma, a Futura non pareva che fosse molto in quadro.
La leggenda circolante voleva che Manuela fosse stata mandata lì con il preciso intento di farle dimenticare un fidanzato particolarmente stronzo, che l’aveva tradita con la sua infida ex.
Difficile dire cosa albergasse nello sguardo obnubilato e trasognato di quella ragazza; di certo non c’era lo studio, ma probabilmente solo tristi ricordi.
Futura, dal canto suo, in quel momento pensava che avrebbe addirittura preferito un fidanzato fedifrago al nulla da cui era circondata.

Dopo un’adolescenza sprecata nell’inseguire Raul T., miserabile individuo che non contraccambiava neanche lontanamente i suoi sentimenti, e dopo un tentativo fallito di consolazione con il fratellastro di costui, Nicola, che si era rivelato essere ancora più meschino, Futura aveva dichiarato chiusa la sessione “amori giovanili”, votandosi ad una castità forzata.
A volte Futura avrebbe voluto chiedere all’ottenebrata compagna di stanza che cosa la turbasse, ma, pur essendo lei un punto di riferimento per numerosi amici, non era in quel periodo dell’umore di carpire confidenze sentimentali, quindi optava per una pacifica convivenza senza dialogo.
Se non altro perché spesso Manuela pareva non accorgersi di nulla, tantomeno della sua presenza. Cosa che per lei era molto rassicurante, dal momento che decisamente non era tipo che amava mettersi in mostra.
Piccola di statura, minuta, con pelle ambrata ed occhi di un insolita tonalità viola, non andava fiera delle sue cosce cicciottelle, ma neanche si dannava per combattere la cellulite. Al liceo era stata ben più pasciuta e persino un po’ tarchiata; poi le trasferte, lo studio, lo stress l’avevano naturalmente snellita senza bisogno di ulteriori diete, dimenticandosi però delle cosce. Ma lei non si era ancora resa conto di essere ormai magra, e persino mediamente graziosa, cellulite a parte. Continuava a vedersi brutta e a sentirsi indesiderabile come succedeva al liceo. L’ordine non era una delle sue virtù. L’espansività neanche.
Iscritta ad Ingegneria Gestionale, secondo anno, collezionava voti senza infamia né lode.
Non sentendosi bella, non vestiva alla moda, non andava volentieri dal parrucchiere, e i suoi capelli lunghi e neri erano sempre piuttosto spettinati.
Al contrario della sua compagna di stanza che invece era sempre curata, pettinata, ordinata e… così moscia!

Una sera, tuttavia, inaspettatamente, fu Manuela a rompere il silenzio. 

Piangeva:
- Ti starai domandando come mai piango così spesso…
Futura avrebbe voluto rispondere: “Veramente no”.
- E scommetto che a questo punto vorresti conoscerne il motivo. (“Neanche”). E hai ragione, perché sono due settimane ormai che mi sopporti, e quindi è giusto che io te lo dica!
- (“No, davvero, anzi, ti prego risparmiami!”)
- Il fatto è che (“Devi proprio dirmelo?? Non mi interessa!!”), venendo qua, speravo di dimenticare una grande delusione d’amore, la più grande della mia vita!! E invece vedo che le cose non migliorano… Non riesco a dimenticarlo, non riesco a non pensarci, neanche per un minuto! Il problema, grosso, è che lui per me è stato…. Il primo, ecco, l’ho detto, è stato il primo con cui io ho fatto l’amore!! Per me era una cosa importante, era una storia seria, mi sembrava un sogno (“ed evidentemente lo era, cara...”), e invece, adesso lo so, per lui ero solo un diversivo …! Se ci penso mi viene una rabbia!! …. Non capisco come posso essere stata così stupida… io non mi innamoravo mai, o meglio, non così… Sì, per un po’ mi era piaciuto Luca, il ragazzo della mia migliore amica, Daniela, che adesso è anche il mio migliore amico… ma era stato diverso… intanto eravamo più piccoli, facevamo il liceo…. Poi era stata una cotta… non ci siamo neanche mai baciati in verità, Luca ed io…. Anzi, veramente Luca non ha mai saputo che mi piaceva… non gliel’ho mai detto, credo che l’abbia capito, ma io non gliel’ho mai detto… e non ci ho neanche provato, veramente… ma perché si vedeva che era troppo preso da Daniela…. Perché all’epoca non erano insieme…. E veramente neanche Daniela era ancora la mia migliore amica, all’epoca…. Anzi, mi odiava, perché lei invece aveva capito che Luca mi piaceva… l’intuito femminile… e quindi era ben gelosa… e infatti a scuola di arti marziali a momenti mi ammazzava… ma poi le cose si sono messe a posto (“Oddio, questa delira”)… comunque Luca è il mio migliore amico, con Daniela, li adoro… quante ne abbiamo combinate insieme!! …. E quanto mi mancano in questo momento… - Futura pensò per un attimo ad Elettra - … ma io non capisco, e sinceramente provo anche un po’ di invidia… ma come si fa a restare insieme per degli anni interi? io invidio le coppie di amici che ce la fanno… invece io sono così sfortunata… Ma tu, Futura, ce l’hai un ragazzo?

“Vulcanica, questa Manuela. Non mi era parso, in principio. Ho capito che è alla ricerca folle di un’amica con cui sfogarsi, ma perché pensa che debba essere io costei?”, - pensò Futura. 

Che però rispose:
- Eh, beh, no.
- Oh. E non c’è nessuno che ti interessa?
“Cosa faccio? - pensò Futura. - Le dico che mi piace un tipo che non so neppure come si chiama?”
- Direi di no, non mi interessa nessuno, in questo momento.
- Non è che sei lesbica? Guarda che a me lo puoi dire, non ho pregiudizi!
- Che cosa diavolo te lo fa pensare?! – non si trattenne Futura, sbottando.
- No, nulla, davvero, era solo per dire, sai, visto che non ci conosciamo…
- Ecco, appunto.
- Scusa, non volevo essere indiscreta… è che mi mancano i miei amici…
Futura pensò che Buttigliera, il posto da dove veniva Manuela, non era poi così distante da Torino, e quindi neanche i suoi amici Luca e Daniela potevano considerarsi propriamente dispersi. Invece Elettra si trovava negli Stati Uniti.
- Pensavo che ti mancasse quel tipo, come hai detto che si chiama?
Gli occhioni color nocciola di Manuela si riempirono di lucciconi:
- Patrick. Lui si chiama Patrick, – tirò su col naso Manuela.
Poi iniziò a cercare in una borsa:
- Ecco, questo è lui, – mostrò una foto in cui una Manuela con gli occhi sgranati se ne stava abbracciata ad un individuo, in effetti, di bell’aspetto.
Occhi grigi e freddi, pelle molto chiara e lineamenti scolpiti, capelli lisci e lunghi di un castano chiaro… indubbiamente un tipo particolare, uno che si faceva notare...

Quarta di copertina
"Perchè ne sono innamorata" di Elena Genero Santoro, StreetLib, Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione), 2017.

Quanti modi ci sono per innamorarsi? E quanti per esprimere l’amore? Come inizia una storia duratura? La sognatrice Manuela, l’introversa e concreta Futura, la tenace Ljuda e la rassegnata Martina sono alle prese, rispettivamente, ma non sempre biunivocamente, con un promesso sposo altrui e inaffidabile, un ragazzo affascinante ma affetto da una patologia genetica, un seminarista e un fidanzato arrogante e violento. Impareranno, a loro spese, a discernere le relazioni sane da quelle malate.
“Perché ne sono innamorata” è un romanzo quasi tutto al femminile e parla di innamoramento a vent’anni, innamoramento che può essere vissuto come attaccamento morboso, o come fenomeno che rischia di scombinare tutti i piani e scardinare le labili certezze messe insieme fino a quel momento e di gettare, nel bene o nel male, le basi per la vita adulta. Innamoramento che può aprire le porte ad un’avventura meravigliosa e inaspettata, oppure che può costringere a scelte impegnative, o, infine, che può condurre all’annullamento di sé e della propria dignità quando la controparte è un ragazzo violento, arrogante e prepotente. “Perché ne sono innamorata” è la storia di un inizio, i protagonisti hanno appena intrapreso il loro cammino (e cresceranno, in romanzi successivi, che già esistono), - anche il “cattivo” è un cattivo al primo stadio, - ma già si intravede come tutti loro sceglieranno di vivere quando giustificano le loro azioni dicendo: “Lo faccio perché ne sono innamorato”.

★★★★★

Il buon giorno si vede dal mattino, dicono, e un buon incipit e una copertina accattivante possono essere il perfetto bigliettino da visita di un libro.
Secondo voi, quante stelline si merita il biglietto da visita di questo libro?

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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