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In primo piano

[Libri] "Quasi Grazia" di Marcello Fois, incipit #104

Atto I. Nuoro, febbraio 1900.

Quasi-Grazia-Marcello-Fois-incipit

Quasi Grazia

di  Marcello Fois
Einaudi

cartaceo 11,02€

“Sono nata in Sardegna, la mia famiglia composta di gente savia ma anche di violenti, e di artisti primitivi, aveva autorità, e aveva anche biblioteca, ma quando cominciai a scrivere, a tredici anni, fui contrariata dai miei. Il filosofo ammonisce: se tuo figlio scrive versi, correggilo, e mandalo per la strada dei monti; se lo trovi nella poesia la seconda volta, puniscilo ancora; se va per la terza volta, lascialo in pace perché è poeta. Senza vanità anche a me è capitato così. Avevo un irresistibile miraggio del mondo e soprattutto di Roma. E a Roma, dopo il fulgore della giovinezza mi costruii una casa mia dove vivo tranquilla col mio compagno di vita ad ascoltare le ardenti parole dei miei figli giovani. Ho avuto tutte le cose che una donna può chiedere al suo destino, ma grande sopra ogni fortuna la fede nella vita, e in Dio.”

Alba. Casa Deledda, androne d’ingresso. Valigie e un bauletto accatastati. Una donna (Grazia) sta controllando che tutto sia pronto per la partenza. Una donna anziana (la Mamma di Grazia) in piedi, in ombra, la osserva senza dire nulla. Se ne stanno così in silenzio. Fra le due donne c’è il mutismo e il gelo dei congedi mattutini. Un orologio batte i secondi.

GRAZIA: Ve l’ho detto anche ieri sera che non c’era bisogno che vi alzaste anche voi.

MAMMA: Eh, certo, siccome stai andando dietro l’angolo…

Silenzio. Grazia si guarda attorno. Poi si ferma come a considerare se abbia dimenticato qualcosa.

MAMMA: Tanto, per quello che dormo io, un’ora vale l’altra. (Constatando che Grazia non la sta seguendo) Che cosa ti sei dimenticata?

GRAZIA: No, no… Niente direi, stavo facendo mente locale. Vestiti…

MAMMA: …Biancheria…

GRAZIA: Sì, biancheria. I libri…

MAMMA (sarcastica): Per carità: mai manchino!

Grazia starebbe per risponderle, ma poi decide di tacere. Afferra il cappotto.

MAMMA: Comunque quando ci rivediamo noi?

GRAZIA: (sorpresa dalla domanda diretta, mentre si abbottona con calma) E quando ci vediamo… Presto, il tempo di sistemarsi, il tempo di capire gli impegni di Palmiro e poi si vede… Una volta potete venire anche voi, no? Avete sentito ieri sera: la casa è grande, il posto c’è…

MAMMA: Per carità tutto quel viaggio, alla mia età. Ormai su queste cose non ci devi contare, senza tuo padre poi…

GRAZIA: Quali cose?

MAMMA: Su faccende di mettersi in mare eccetera, lo sai come è fatta la gente no?

GRAZIA: La gente cosa?

MAMMA: Eh, la figura che ci faccio: vedova e in giro a fare visite.

GRAZIA: (sorpresa di essere sorpresa) A fare visite? Da vostra figlia?

MAMMA: Bella figura, no? Già chissà cosa pensano…

GRAZIA: (esasperata) Ma di cosa?

MAMMA: Sentila, come se non sapesse quello che sa: eppure ti fai tanto intelligente…

GRAZIA: No, è che non voglio credere alle mie orecchie: quindi da quando siete vedova avete finito di vivere?

MAMMA: (senza rispondere) Ci vuole rispetto.

GRAZIA: (riaprendosi il cappotto e mettendosi a sedere) Rispetto? Perché andare a trovare la figlia sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti del marito scomparso…

MAMMA: Vedi come dici le cose tu? Poi ti lamenti…

GRAZIA: Non mi pare di aver detto niente di falso… E non mi lamento!

MAMMA: Sempre con questa storia di vero o falso: le cose c’hanno un loro senso, cosa c’entra la verità adesso? Guarda che una cosa sono le storie come le scrivi tu, e una cosa le storie come succedono.

GRAZIA: Ah…

MAMMA: Eh!

Silenzio. Grazia controlla l’orologio. Le due donne si controllano a vicenda.

Quarta di copertina
"Quasi Grazia" di Marcello Fois, Einaudi, 2016.

Nuoro, 1900. Grazia non ha neppure trent'anni quando decide di trasferirsi a Roma con il marito. La città eterna sembra chiamarla, o forse sfidarla: contro il parere della famiglia, la giovane Deledda si getta a capofitto nel mondo. Stoccolma, 1926. È il pomeriggio che precede la consegna del Premio Nobel: in una camera del Grand Hotel, marito e moglie si confrontano con tenerezza, entrambi stupefatti, su come sia possibile che la vita li abbia condotti alle soglie di quel giorno glorioso. Roma, 1935. In uno studio radiologico, un medico cerca di trovare le parole esatte per comunicare a una donna (che proprio delle parole ha fatto la sua forza) la ferocia del male che di lì a un anno la porterà via. Marcello Fois illumina tre momenti decisivi della vita dell'autrice di "Canne al vento", consegnandoci una storia di vocazione imbattibile, di tenacia assoluta, di fede cieca nel potere della scrittura. Un omaggio appassionato a un'autrice troppo a lungo sottovalutata, che letta oggi rivela tutta la sua dirompente contemporaneità.

★★★★★

Il buon giorno si vede dal mattino, dicono, e un buon incipit e una copertina accattivante possono essere il perfetto bigliettino da visita di un libro.
Secondo voi, quante stelline si merita il biglietto da visita di questo libro?

Tutti i nostri incipit:




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