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In primo piano

[Libri] "Un viaggio che non promettiamo breve", di Wu Ming 1 e "La casa dei Krull" di George Simenon, mini recensioni di Beatrice Rurini.


[Mini Book Review]



Un viaggio che non promettiamo breve, di Wu Ming, Einaudi, 2016. Dal romanzo non-fiction alla chanson des gestes, dall'inchiesta alla saga popolare, per capire il movimento No-Tav.

660 pagine di lotta per abolire l'alta velocità, per evitare la cementificazione del cosiddetto "corridoio 5" che va dal Piemonte al Veneto. Un libro che riunisce 25 anni di inchieste, dati, storia delle persone e dei luoghi, il tutto con una cura maniacale che, frutto di una intensa ricerca, riesce a chiarire parecchi punti.
Completo, preciso, dettagliato e molto curato, percepisci chiaramente la mole di lavoro, studio e documentazione che sta alla base della narrazione. Lo si legge proiettati all'interno, tra marce, assemblee, amici, progetti ma anche riflessioni e sentimenti che ci fanno comunque consociati.
Quando poi si legge il capitolo che descrive come il tribunale abbia dato ragione al gruppo No tav, bloccando così la cementificazione, non si riesce a fare a meno di sentirsi sollevati e soddisfatti. Risulta altresì interessante riscoprire le storie partigiane o i particolari del passato. Il confronto con movimenti "partigiani" di altre parti d'Italia è stimolante, lascia la sensazione di vivere da 25 anni in una dimensione particolare, non comune, anche se indubbiamente sfiancante. Poi, ci si chiede il motivo per cui analoghi movimenti non abbiano la stessa vitalità.
Alla fine del libro, partecipare alla campagna No Tav diventa quasi scontato: dopo aver letto le ragioni del no, ti appassioni e le appoggi incondizionatamente.

In Italia molti comitati e gruppi di cittadini resistono a grandi opere dannose, inutili, imposte dall'alto. Tra questi, il movimento più grande, radicale e radicato è senz'altro quello No Tav in Val di Susa, all'estremo occidente del Paese, fra Torino e il confine con la Francia. Un movimento che da venticinque anni sperimenta forme nuove - e al tempo stesso antiche - di partecipazione, autogestione, condivisione. Perché proprio in Val di Susa? Per più di tre anni Wu Ming 1 ha cercato la risposta a questa domanda. Si è immerso nella realtà del movimento No Tav, partecipando a momenti-chiave della lotta, intervistando decine di attivisti, incrociando storia orale e fonti d'archivio, contemplando la valle dall'alto dei suoi monti. "Un viaggio che non promettiamo breve" è il risultato di quel lavoro. La voce del narratore ci fa passare dal romanzo di non-fiction alla chanson des gestes, dall'inchiesta serrata alla saga popolare di ispirazione latinoamericana, con omaggi a Gabriel García Márquez e al "Ciclo andino" di Manuel Scorza. Dopo "Point Lenana", una nuova opera-mondo sulle montagne, il territorio e il conflitto.

di Wu Ming 1 | Einaudi | Saggio/Inchiesta
ISBN 8806225642 | cartaceo 17,85€


La casa dei Krull, di George Simenon, Adelphi, 2017. Un magistrale crescendo di tensione, il montare dell’ostilità verso un perfetto capro espiatorio nella Francia degli anni '30.

Siamo negli anni '30 e il momento non è dei migliori, né per la Francia né per la Germania. I Krull sono di origine tedesca e vivono in una città francese ma  non sono mai stati pienamente accettati dalla comunità. Loro sono le colpe: dell'aumento dei prezzi, dello sbarramento del canale attiguo, della carestia, delle malattie, delle morti sospette... 
L'arrivo di un cugino aumenta il disagio, sia in paese sia tra i famigliari: egli ha un modo differente da tutto e da tutti di porsi, di guardare alle cose e il suo atteggiamento disturba alquanto. 
Arriva un momento drammatico di ostracismo, ostilità, violenza e odio che culmina nel ritrovamento del cadavere di una ragazzina brutalmente violata ed uccisa. Il capro espiatorio dev'essere trovato immediatamente per evitare che la tensione in paese arrivi alle stelle. Il dramma si somma al dramma e il peggio deve arrivare.
Un Simenon ante litteram, che studia e offre un comportamento che odora di attuale e contemporaneo, dove le minoranze sono guardate sempre male.
Personaggi ben delineati e psicologicamente descritti, scrittura incalzante e fluida, tema attuale e importante, fanno di questo romanzo una lettura che  sconvolge e attrae inconsciamente.

La casa dei Krull è ai margini del paese; e loro stessi, in quanto tedeschi, sia pur naturalizzati, ne vengono tenuti ai margini. Sono gli stranieri, i diversi. Nella loro drogheria non si servono i francesi, ma solo i marinai che a bordo delle chiatte percorrono il canale. E quando proprio davanti a casa Krull viene ripescato il cadavere di una ragazza violentata e uccisa, i sospetti non potranno che cadere su di loro. 
In un magistrale crescendo di tensione, Simenon ci narra il montare dell’ostilità verso un perfetto capro espiatorio, e il progressivo disgregarsi di una famiglia apparentemente esemplare, osservati dagli occhi penetranti di un cugino a sua volta diverso da loro – diverso da tutti.


di George Simenon | Adelphi | Narrativa
ISBN 8806225642 | ebook 9,99€ | cartaceo 14,25€


Beatrice-rurini

Beatrice Rurini
Del 1969, sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.

About Lisi

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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