• Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • I libri dei nostri collaboratori

  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scritri della accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto

In primo piano

[Cinema] "A United Kingdom" recensione di Ornella Nalon

A-United-Kingdom-recensione


A United Kingdom, l'amore che ha cambiato la storia

REGIA Amma Asante 
PRODUZIONE Film United, Harbinger Pictures, Pathé, Perfect Weekend, Yoruba Saxon Productions 
DISTRIBUZIONE Videa 
SCENEGGIATURA Guy Hibbert 
MUSICHE Patrick Doyle
ANNO 2017

CAST
Rosamund Pike, David Oyelowo, Tom Felton, Charlotte Hope, Laura Carmichael, Jack Davenport, Nicholas Lyndhurst




"A United Kingdom, l'amore che ha cambiato  la storia": in pieno apartheid, la storia d'amore tra il principe del Botswana e una semplice impiegata inglese.

Una storia d'amore non sempre è solo una questione privata ma, alcune volte, può diventare anche un caso politico internazionale. In sostanza, sono questi i due elementi principali che hanno dato vita al film “A United Kingdom”: la storia d'amore tra il principe del Bechuana (ora Botswana), Seretse Khama e Ruth Williams, una semplice impiegata inglese, nonché lo scandalo che la stessa ha creato in un clima in pieno apartheid
Seretse si trova in Inghilterra per completare gli studi in legge che gli saranno utili quando rientrerà in patria e succederà al trono. Egli vive questa sua discendenza con forte senso di responsabilità verso il suo popolo e verso lo zio, attuale regnante, che lo ha allevato come fosse un figlio.
Manca poco al suo rientro in patria quando, a una festa, incontra Ruth. I due giovani si piacciono subito e ben presto scoprono di essere innamorati.
La loro relazione non viene molto ben vista dalla poco tollerante cittadina inglese e del tutto osteggiata dal padre della ragazza. Ma nulla si può frapporre al forte sentimento che lega i due fidanzati, tant'è che decidono di sposarsi e poi partono per l'Africa.

A-United-Kingdom-apartheid

Non si creda che la giovane sposa bianca venga accolta bene nel Bechuana.

Anzi, sarà motivo di un pesante contrasto tra zio e nipote, nonché di manifestazioni di antipatia e dissenso da parte del resto della famiglia e dell'intera tribù, dimostrando così che la concezione classica del razzismo può essere anche ribaltata.
Seretse rimane profondamente rammaricato da tali reazioni poiché nutre un profondo rispetto per l'uomo che lo ha allevato e vorrebbe portare la pace e non la tensione nel suo paese.
Tuttavia, con il tempo, le cose sono destinate a peggiorare. Il Regno Unito, protettore dello stato Africano che, a insaputa dei regnanti, ha dato in concessione agli americani alcune miniere di diamanti, approfitta dello scompiglio interno per assestargli un ulteriore duro colpo e ordina un esilio di due anni a Seretse. Questi, invita la moglie a non seguirlo poiché teme che, una volta rientrata in Inghilterra non le sarà più permesso di far ritorno in Africa e le promette che farà di tutto per tornare al più presto, confidando che le prossime elezioni politiche inglesi possano favorirlo. Invece, succede proprio il contrario: con la vittoria del partito conservatore, Wiston Churchill ordina il suo esilio a vita.
Ruth e Seretse sono costretti a vivere in due paesi distanti e nemmeno la nascita del loro figlio riuscirà a farà riavvicinare. E pur se con qualche inevitabile cedimento allo sconforto, lotteranno per porre fine alla loro separazione. 
Grazie all'aiuto di un giovane e zelante giornalista che si offre per reperire la documentazione che dimostra i loschi interessi economici e gli intrighi politici dell'Inghilterra, riescono a ribaltare una situazione che sembrava irrisolvibile.
Il giovane regnante rientra in seno alla sua famiglia e avvia il suo paese verso l'indipendenza e la democrazia.

A-United-Kingdom

Sembra la trama di una fiaba, invece la storia è del tutto reale ed è già stata raccontata da Susan Williams nel libro omonimo pubblicato in Italia da Newton Compton

Il film poteva avere tutti gli ingredienti per diventare una grande opera, invece, a mio avviso, il risultato non è del tutto convincente. Non è riuscito a trasmettere sufficiente pathos per far comprendere appieno quali sentimenti possano aver provato i protagonisti durante la loro forzata separazione. Anche il loro incontro, avvenuto dopo circa un paio d'anni, è apparso troppo pacato, davvero poco emozionale. 
Considerando che,  in definitiva,  la storia d'amore è stata il propulsore dell'intera vicenda, doveva essere tenuta in maggior rilievo rispetto alle vicende politiche, le quali sono riuscite ad appesantire alcuni momenti di visione, rendendoli noiosi.
Non considero eccezionali neppure le interpretazioni dei due protagonisti, in particolare quella di Rosamund Pike, nella veste di Ruth: un personaggio poco carismatico, un po' troppo remissivo e sprovveduto. Leggermente caricaturali gli ufficiali inglesi, nella parte di biechi e insensibili servitori del loro regno.
Premesso questo, tengo a precisare che, nel suo complesso, il film può essere considerato discreto, mentre è molto buono quanto riesca a trasmettere a livello di contenuti. Non solo ci mostra alcuni ulteriori aspetti, magari meno noti, del razzismo e del colonialismo ed evidenzia come i giochi di potere siano in grado di tenere le redini della vita di interi popoli, ma anche quanta differenza possa fare il credo e l'amore di una sola persona o di un ristretto gruppo. In un periodo in cui si risponde sempre più con la rassegnazione all'arroganza, ritengo che tale messaggio possa costituire una sferzata di ottimismo ed energia. 
Amma Asante, britannica di origine ghanese, è alla sua seconda esperienza come regista  di film che raccontano, tra le altre cose, la storia di una coppia mista. Sembra proprio intenzionata a dimostrare quanto la determinazione e la forza dell'amore siano in grado di vincere i pregiudizi e cambiare addirittura le sorti del mondo. 




Ornella-Nalon

Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, da 0111 Edizioni.

About Lisi

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
    Blogger Comment
    Facebook Comment
    G+ Comment

0 commenti:

Posta un commento

Ti è piaciuto questo articolo? Allora faccelo sapere, il tuo feedback è per noi prezioso, grazie!