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In primo piano

[Libri] "Il blu che non è un colore" di Tamara Marcelli, incipit #108

L'isola dorata

Il-blu-che-non-è-un-colore-incipit

Il blu
che non è un colore

di  Tamara Marcelli
Montag
cartaceo 10,00€
ebook 2,99€
in offerta a 0,99€

Pioveva.
Pioveva sul mare leggermente increspato e azzurro.
Azzurro nervoso, forte
quasi urlante.
Quel suono che risuonava nella testa, che si perdeva in un vortice di pensieri.
E il vento.
Un vento freddo, un vento che gelava le mani e che muoveva il mirto.

I cani correvano. Senza pensieri, felici. Un gioco.
-Guardali-

Ma cosa ci sarà dietro quelle onde?

Un suono. Una voce che rimane chiusa e che vorrebbe esplodere.
Come un grido soffocato dal gelo.
Come un corpo che va dove tu non andresti mai.

Un respiro che pesa.
Un pugnale nel petto.

La pioggia in faccia.
Il sapore dell'acqua e il profumo del vento.
E quegli occhi che corrono e non vorrebbero fermarsi mai.
Lontano. Un posto che esiste solo perchè loro lo vedono.
Altre sfumature.

Azzurro il cielo e azzurro il mare.
Solo un'ombra sottile in mezzo.
Ma il sole dov'è?

Correre, correre, correre fino a che le gambe non cedono e il fiato non si spezza.
Correre.
Correre veloce assaporando l'aria
sentire il corpo leggero
leggero, leggero, leggero. Quasi un coltello che taglia il vento.
Aria, aria, aria.

Tam, Tam Tam...

Il buio che scoppia, monologo.

Vorrei non dover chiudere dentro di me tutti i miei sentimenti, le mie melodie, la mia forza.
Tutti cercano di cambiarmi, tutti cercano di capire il perché di certi miei pensieri, di certe mie azioni...

Non c'è niente da capire!

Voglio solo essere me stessa, non dover pensare prima di fare qualcosa, prima di decidere. Voglio respirare, voglio specchiarmi e sorridere dei miei difetti, delle stronzate.
Voglio aria, voglio scoppiare in faccia a tutti quelli a cui non vado bene come sono.
Basta lacrime nascoste, basta pensare al bene degli altri. Ci sono io e voglio potermi esprimere. Senza critiche.

Affanculo tutti e le stronzate che mi dite. Tutti quei consigli di merda che mi date.
Perché pensate di riuscire a capire meglio di me quello che è bene fare o non fare. Perché non posso dire quello che penso? Perché non posso vomitare la mia forza contro i mediocri? Perché non posso sfondare le forze e spaccare le facce?
Io voglio essere come sono!!!

Voglio essere me stessa! Voglio poter respirare tranquillamente!
Voglio fare il bagno dove non si tocca e sentire l'acqua fredda sul mio corpo. Voglio sentirmi viva e bastare a me stessa, senza paure. Senza critiche. Senza interferenze.
Voglio dare le testate a chi mi si mette contro. Voglio dare calci a chi mi insulta.
Voglio camminare senza paure. Voglio correre nel buio e respirare il vento. Bagnarmi i piedi e rotolare nella sabbia. Baciare i miei cagnoloni e farmi fare le coccole. Sembra patetico, ma ne sono convinta: è vero, solo loro mi vogliono bene per come sono.
Altrimenti non avrei sempre voglia di piangere, altrimenti non odierei le persone, non vomiterei, non berrei litri di birra per liberarmi da quei muri che mi soffocano ogni istante.

Cos'hai?

Niente, tutto a posto.

Maschere.

Odio la mediocrità e la falsità, i discorsi inutili e le critiche che non portano a niente.
Odio chi mi vuole cambiare e quei sorrisi meschini.

Io sono diversa, voglio solo essere me stessa, altrimenti voglio non esserci. Lo so, sembra uno stupido riferimento al suicidio, ma non ho il fegato per farlo, non l'ho mai avuto. O forse è solo perché in realtà ho un conto in sospeso con questo mondo del cazzo e devo prima fare qualcosa!
Vorrei urlareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!

Ma come puoi vivere così?

Come cazzo puoi vivere con una maschera di merda in faccia?
E perché tutti quelli che ho intorno cercano di farmi impazzire con le loro critiche e le loro teorie che non valgono un cazzo?

Ma che ne sanno questi di quel che c'è dentro di me? Che ne sanno di quel respiro che smuove gli oceani?
Che ne sanno del mio mare, del mio sole giallo e delle corse interminabili? Del mio mondo colorato cosa ne sanno?

Niente! Niente! Niente! È come spiegare ad un cieco cosa vuol dire "azzurro".

Quarta di copertina
"Il blu che non è un colore" di Tamara Marcelli, Montag, 2014.

Un libro che si distingue per la sua originalità, dalla struttura ai contenuti.
La raccolta si compone di 10 Poesie, 1 Monologo Teatrale e di 5 Pensieri. I temi sono diversi, tra questi l'amore, l'inquietudine, la morte, la droga. Liberi voli pindarici su testi letterari, “Se penso a “ rappresentano una serie di spunti di riflessione che partono da una emozione, da un pensiero scaturito dalla lettura di un testo. Scritti al limite tra poesia e prosa, trasportano il lettore in una dimensione astratta, vorticosa. Musicale. Sono un urlo di ribellione contro il mondo e la società delle maschere, la rappresentazione della schizofrenia e dell'inquietudine moderna.
Un libro fuori dagli schemi.
Le Poesie. Vita di una giovane donna che si fa Verso, alle prese con l’inquietudine, col bisogno di respirare, con la voglia di colorare il mondo intorno a sé.
Il Monologo. Pièce teatrale, una sorta di litigio tra l'attrice e l'altra se stessa. Un continuo scambio di insulti, di desideri, di spinte a cambiare qualcosa dentro di sé per sentirsi vera. Poter abbandonare gli schemi mentali e vivere le proprie emozioni perché nella vita ci vuole coraggio.
I Pensieri. Riflessioni che prendono spunto da una emozione, da un pensiero scaturito dalla lettura di un testo e scritti al limite tra poesia e prosa. Un modo diverso per affrontare temi come l'attesa, le scelte, la poesia, i comportamenti autolesionistici, i disturbi alimentari, l'Arte e il destino.


★★★★★

Il buon giorno si vede dal mattino, dicono, e un buon incipit e una copertina accattivante possono essere il perfetto bigliettino da visita di un libro.
Secondo voi, quante stelline si merita il biglietto da visita di questo libro?

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