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In primo piano

[Libri] "La signora Thomson" di Valeria Dainese, recensione di Ornella Nalon

La-signora-Thomson-Valeria-Dainese-recensione

La Signora Thomson, di Valeria Dainese, Gemini Grafica, 2016. Quando le bugie prendono il sopravvento sulla realtà, persino chi mente finisce per confondersi: un brillante romanzo storico in cui la menzogna  fa da legante.

La storia di questo romanzo si consuma a Londra e inizia nel 1894 per accompagnarci sino a qualche anno a seguire.
La protagonista indiscussa, lo si desume anche dal titolo stesso, è la signora Vivienne Thomson che poi, in verità, scopriremo essere un cognome di pura fantasia. Inoltre, la signora in questione si fregia pure di un titolo che non le compete, non avendo mai sottoscritto un contratto matrimoniale con alcunché.
Dunque, già da queste poche righe, come peraltro dall'inizio stesso della trama, si desume una sua caratteristica principale: la bugiardaggine. Ed è proprio la menzogna che fa da legante a tutta la storia, che ne determina gli eventi, che movimenta la vita di tutti i personaggi tant'è che, oltre a confondere Vivienne stessa, che a un certo punto non sa più distinguere la realtà dalla finzione, disorienta anche il lettore. Egli stesso si chiede se quello che sta leggendo sia quanto dovrebbe essere vero oppure faccia parte di una finzione nella fiction. 
Come dicevo, la narrazione inizia proprio con una menzogna: la messa in pratica di un sistema ideato dalla giovane donna per garantirsi delle credenziali che non possiede. Poiché come madre single viene socialmente ritenuta non rispettabile e, di conseguenza, dispone di poche possibilità per trovare un lavoro, ha pensato bene di “crearsi” un marito.
Approfittando del fatto che la sua cara amica Susan, da lì a breve, dovrà partire per l'Australia, quale occasione migliore far credere a tutti che il suo amato consorte, nonché padre della sua piccola Camille, sia un sottufficiale della marina di stanza in quelle lande desolate? Basterà fondere l'unico gioiello d'oro che le è rimasto, farsi creare una bella fede dal mettere al dito e pregare l'amica di scriverle una lettera ogni tanto, con la firma di Albert Thomson e il gioco è fatto.
All'inizio, il piano sembra funzionare, ma in seguito la sua realtà, costituita da alcune conoscenze un po' ambigue e da un passato non propriamente convenzionale, rischierà di prendere il sopravvento sul suo instabile castello di bugie, potendone provocare una rovinosa demolizione.
Eccola la verità: si mente sempre a se stessi. Succede quando si inizia a guardarsi attraverso uno specchio, al rovescio. 


La Signora Thomson” è un romanzo storico di quelli che non riportano fatti avvenuti nel periodo trattato, ma che la storia la descrivono attraverso i personaggi perfettamente inseriti nel contesto e i loro dialoghi appropriati.

Sta di fatto che io, pur disprezzando le persone bugiarde, mi trovo ad amare e ammirare la figura di Vivienne poiché, riconducendola all'epoca in cui è stata inserita, la considero una donna intraprendente e coraggiosa. Infatti, alla fine dell'800, l'unico ruolo sociale riconosciuto alla figura femminile era quello di moglie e madre ed era previsto il bando a coloro che non vi si adattavano. Di certo era molto più semplice darsi da fare per trovare un marito, piuttosto che inventarsi una soluzione che potesse garantire il rispetto per sé mantenendo comunque la cosiddetta “onorabilità”.
Sinora ho parlato solo di Vivienne, perché, indiscutibilmente, è il personaggio fulcro, ma donne forti per la loro controtendenza sono anche Susan, che gestisce il “Red Courtein” definito nel libro come “locale creativo” e che affronterà il viaggio da sola verso la lontanissima Australia, e poi Olly, anche lei madre di una bambina illegittima, che con la sua scaltrezza si salverà da una situazione pericolosa.
I miei complimenti a Valeria Dainese per avere ideato un romanzo brioso, ben strutturato, ben scritto e leggero quel tanto che basta per lasciarsi leggere con scioltezza.

La-signora-Thomson

La signora Thomson

Una ragazza madre nella Londra di fine Ottocento ha poche alternative: o si danna o s'ingegna. Vivienne, giovane di origine francese con figlia a carico, lo sa bene e sa altrettanto bene cosa vuole per la sua piccola Camille. Vuole un futuro che sia migliore del suo presente. Perché ciò accada, l'unica via d'uscita è architettare un piano per scendere a patti con le convenzioni sociali, sfruttando al meglio le proprie capacità. 
Tutto inizia con la ricerca di un marito. E il migliore sulla piazza è Mr Thomson, uomo che si adatta alla perfezione al progetto in quanto abita dall'altra parte del globo e, soprattutto, poiché è totalmente inventato. 
Usando i colori a sua disposizione, Vivienne prova a dipingersi un nuovo "posto nel mondo" ma ci riesce talmente bene da rischiare di rimanervi intrappolata. 
Una piccola storia su come la mente possa passare rapidamente dal salvarci, con le sue intuizioni geniali e astute, al confondere la realtà, per assicurarci un porto sicuro nel quale trovare quella quiete e serenità che il mondo reale sembra non volerci concedere. 

di Valeria Dainese | Gemini Grafica | Romance Storico
ISBN 8897742459  | cartaceo 11,82€


Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, da 0111 Edizioni.

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