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In primo piano

[Libri] "Biglietto di terza classe" di Silvia Pattarini, pag.69 | #79


Biglietto di terza classe, di Silvia Pattarini, Zerounoundici, 2013. Il Nuovo Mondo agli albori del '900, gli umilianti controlli sull'isola di Ellis, la vita da cittadina americana, le difficoltà, le lotte per i diritti delle donne e contro lo sfruttamento minorile. L'amore.

180 pagine | ebook 5,99€

Un altro medico controllava uno a uno gli occhi di tutti i passeggeri, con l’ausilio di uno strumento che girava le palpebre all’indietro: era una visita molto fastidiosa che serviva a controllare che gli immigrati non avessero contratto il tracoma, una malattia a quell’epoca ancora invalidante che poteva portare alla cecità, in quanto curabile solo con idonei antibiotici (l’antibiotico fu scoperto nel 1928 da Fleming che isolò le penicilline). Lina si avvicinò all’uomo che teneva in mano uno strumento che conosceva bene: lo utilizzava anche lei per cucire le asole ai vestiti.
Pensò tra sé e sé ‘che intenzioni avrà quello li con quell’arnese? Non vorrà mica cavarci gli occhi?’. Per sua meraviglia e incredulità, quando fu il suo turno l’uomo le ispezionò entrambi gli occhi, rivoltandole le palpebre all’indietro, in modo piuttosto brusco proprio con quello strumento da sarto.
«Ahi! Fa male!» esclamò lei, ma la visita anche se fastidiosa, fu talmente rapida che non ebbe nemmeno il tempo di rendersene conto. Dopo una veloce visita generale durata pochi secondi Lina e Angela furono marchiate sulla schiena tramite un gesso, con delle lettere dell’alfabeto: Angela fu segnata con E, mentre Lina fu contrassegnata con un simbolo che non riuscivano a comprendere. In seguito furono indirizzate verso una fila diversa da quella di Maria e le altre ragazze.
Maria, divisa dalla figlia, non aveva inteso il motivo della separazione perché i medici americani parlavano una lingua a loro sconosciuta e, pensando che non si sarebbero più ritrovate, cominciò a piangere. Un giovanotto in fila davanti a loro, avendo realizzato di essere stato “marchiato” e di conseguenza separato dalla fila dei suoi amici, pensò di rivoltarsi la giacca al contrario, e tra quella confusione, sgattaiolò via dalla fila dei “marchiati” inserendosi di nuovo nella fila coi suoi compari. Prese dallo sconforto, a causa di quella improvvisa separazione le cinque donne si salutarono e scoppiarono a piangere come bambine impaurite.
«Ecco perché la chiamano l’isola delle lacrime! Qui piangono tutti» sospirò Lina asciugandosi i due lacrimoni che le solcavano il volto pallido e sgomento.
«Ti manderanno all’ospedale, Angela, vedrai! Invece io sarò rispedita indietro come è accaduto ad altri! Tutto questo lungo viaggio e tutta questa fatica per niente» strillò Lina sempre più scoraggiata.

~ 69 ~

Quarta di copertina
"Biglietto di terza classe" di Silvia Pattarini.

Lina è una ragazza di vent'anni che agli albori del '900 emigrò in America in cerca di fortuna. Il lungo viaggio per mare sul bastimento, con destinazione New York. Le paure durante la traversata, in terza classe, giù nella stiva, con emigranti che fuggivano dalla disperazione alla ricerca di una vita migliore. Il Nuovo Mondo, gli umilianti controlli sull'isola di Ellis, chiamata dai migranti "l'Isola delle lacrime". La nuova vita da cittadina americana. Le difficoltà, le lotte per i diritti delle donne e contro lo sfruttamento minorile. I pericoli e le avversità da affrontare. Infine l'amore, ma per questo ci sarà un alto prezzo da pagare.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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