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[Scrittori] Intervista a Martina Caselli, a cura di Loriana Lucciarini

Intervista-Martina-Caselli

Un caffè con Martina Caselli, fra le autrici del volume Prime nella vita comune. Il valore, la forza delle donne e l'autodeterminazione creano il percorso di libertà per annullare le catene del patriarcato.

Oggi ho il piacere di ospitare nel mostro caffè letterario Martina Caselli, coautrice di “Prime nella vita comune. Impronte femminili nella specie umana”. 
Benvenuta, Martina. So che fai parte del team Genere primo. Ce ne vuoi parlare?
Certo, con piacere. Sara Morace e Dario Renzi sono i due principali ispiratori della nostra corrente, una corrente di pensiero e di azione impegnata a cercare e sperimentare una comunanza umana alternativa, fuori dalla politica. È stato proprio Dario Renzi a proporre, continuando a sostenerlo nel tempo, la costituzione di questo team di ricerca sul genere femminile attorno a Sara Morace e con Micol Drago, Chiara Raineri, Sara Rodriguez e me.

Com’è nata l’idea del progetto che ha portato alla pubblicazione di Prime nella vita comune. Impronte femminili nella specie umana? Com’è stato strutturato? Chi vi ha preso parte, come avete coinvolto gli autori presenti?
Il progetto del libro è nato in seguito a due importanti iniziative che hanno riunito più di 400 persone alla Casa della Cultura di Vallombrosa durante una rassegna annuale di incontri chiamata Lunga Estate. Nelle edizioni del 2014 e del 2015 siamo stati invitati come team di ricerca ad animare una riflessione sui temi “L’impronta femminile” e “Per una cultura della primarietà femminile”. L’idea di pubblicare le trascrizioni di questi incontri è scaturita dalla consapevolezza crescente dell’importanza delle questioni emerse così come dal riconoscimento che tanti ci hanno espresso. Abbiamo creduto che pubblicare un libro come Prime nella vita comune potesse incontrare la curiosità e l’interesse di donne e uomini che si stanno interrogando sul significato dei generi (e quindi anche sui rapporti intergenerici e intragenerici) e su come essere persone migliori cominciando dal riconoscere la nostra e altrui umanità accomunata da un’universale origine femminile.

Cinquemila anni di patriarcato hanno il loro peso gravoso, ma le debolezze coscienziali sono responsabilità di tutti e ciascuno e non c’è nessun ostacolo insuperabile che ne impedisca il superamento. Bisogna però voler imparare, provare a superarsi, a confrontarsi seriamente e operare individualmente e assieme scelte originali e urgenti. Allontanandosi con decisione dalla cloaca maschilista e patriarcale, oppressiva e coattiva, che insozza le vite di tanti e tante.
Sara Morace, “Il Paradosso

Martina, quali possono essere i possibili percorsi per liberarsi di queste gabbie, affinché le donne possano affermarsi?
Milioni di donne sono scese in piazza negli ultimi anni (e mesi), in tantissimi paesi, per difendere i diritti delle donne e per denunciare la violenza. Insieme a tante altre donne il 26 novembre a Roma siamo state protagoniste della grande manifestazione nazionale con le parole d’ordine “La libertà delle donne è la libertà di tutti”. Per dare forza e continuità a queste battaglie crediamo sia fondamentale dare solide basi alla percezione diffusa dell’ingiustizia, alla voglia di riscatto, alla ricerca di libertà. Servono buone idee su chi siamo e chi possiamo essere prima ancora che sul da farsi. Prime nella vita comune vuole offrire alcune coordinate per pensarsi e pensare agli altri, per identificarsi appunto, come parte di un’umanità perché inseparabilmente parte di uno dei due generi costitutivi della stessa. Le donne possono prendere di più coscienza della loro forza per poterla indirizzare e per vivere le proprie capacità di cura e di cooperazione verso gli altri come motivo di soddisfacente affermazione di sé e non più di costrizione.

Un lavoro notevole, che offre prospettive importanti per l'universo femminile. Per spezzare la consuetudine di cui le donne sono prigioniere che le ingabbia e impedisce loro di liberarsi, di evolvere, di affermarsi nella vita e nel mondo. 
Ringrazio Martina Caselli per essere stata con noi, anche a nome della redazione de Gli Scrittori della porta accanto: grazie per gli interessanti approfondimenti che lasciano in ognuno di noi numerosi spunti di riflessione. A voi lettori, un saluto alla prossima!


Prime nella vita comune.
Impronte femminili nella specie umana.

Le impronte femminili segnano tutti gli aspetti della vita. Della vita di tutti: donne, uomini, grandi e piccoli. Sono impronte presenti in ogni tempo e luogo, eppure celate. Tangibili, ma appannate dalla scontatezza del quotidiano. Talvolta svilite dalle donne stesse.
Le peculiarità femminili sono sfruttate dal patriarcato e barattate dalle donne. Ciascuno può invece valorizzarle e imparare da esse per pensarsi e vivere meglio insieme, donne e uomini. 
Riconoscere coloro che per prime si prendono cura della vita comune è un buon punto di partenza per una cultura al femminile come cultura di tutta la specie umana.





di Sara Morace, Dario Renzi
Micol Drago, Chiara Raineri, Sara Rodriguez, Martina Caselli
Prospettiva Edizioni | Saggio
ISBN 978-8894140736 | cartaceo 10,00€


Loriana Lucciarini
Impiegata di professione, scrittrice per passione. Spazia tra poesia e narrativa. Molte pubblicazioni self e un romanzo “Il Cielo d'Inghilterra” con Arpeggio Libero. E' l'ideatrice e curatrice delle due antologie solidali per Arpeggio Libero, la prima di favole per Emergency “Di favole e di gioia” nonché autrice con la fiaba “Si può volare senza ali” e la seconda di “4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate”, racconti contro il femminicidio per BeFree. E' fondatrice e admin di “Magla-l'isola del libro”

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3 commenti:

  1. Il testo dell'intervista non si compone d'altro che delle parole d'ordine di Socialismo Rivoluzionario, il gruppo settario a carattere endogamico che il signor Dario Renzi -che in realtà si chiama Dario De Sanctis- manda avanti con l'aiuto di un certo numero di collaboratori.
    Nato come organizzazione politica trotzkista, Socialismo Rivoluzionario con l'andar degli anni ha sostenuto posizioni alquanto estrose, che unite alla prassi abituale dei gruppi settari generosamente applicata ad ogni livello ed in ogni campo gli hanno attirato un'ostilità talmente aspra e condivisa da consigliare ai suoi vertici un prudente ripiegamento sulla vita di campagna e sull'amore reciproco.
    Sara Morace (ammesso che il suo vero nome sia questo) ha pubblicato soltanto con Prospettiva Edizioni, che è la casa editrice facente capo al gruppo settario di cui sopra.

    Prima di dedicare attenzione e soprattutto denaro a questi signori, si prenda in considerazione il volume Dietro la non politica. Quando il «socialismo rivoluzionario» vive di apparati, espulsioni e culto della personalità, sapendo che i vertici di Socialismo Rivoluzionario hanno reagito alla sua uscita con impacciata indignazione ma senza contestare la sostanza di nessuno dei contenuti in esso raccolti.

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  2. Risponde chi firma l'articolo:
    Non capisco il senso del commento che sembra rifarsi a beghe politiche relative a un movimento e alle persone che ne fanno parte, piuttosto che al tema dell'articolo stesso. Si analizzava il lavoro di ricerca fatto dalle autrici del libro e si parlava di storia delle donne.
    Insomma, se interessa è questo l'argomento su cui si può dibattere. Diversamente non comprendiamo interventi e commenti di natura politica.
    Grazie.
    Loriana Lucciarini

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    Risposte
    1. Il volume è scritto e curato da appartenenti ad un gruppo settario, ed è letteratura da gruppo settario.
      Come tale va considerata, con tutte le conclusioni del caso a cominciare dal fatto che il valore antropologico e più in generale scientifico di testi del genere è solitamente molto basso. Ignorare background e res gestae di certi signori può portare ad inquadrare in modo parziale sia il testo che le sue conclusioni: di questo è bene tenere conto anche nell'eventualità, peraltro improbabile, che lo scritto riscuota un qualche successo al di là di chi fa parte del gruppo in questione.

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