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[Poesia] "Pensiero prigioniero": il tredicenne Tommaso Ercoli nei panni di un bambino ebreo in un campo di concentramento, di Valentina Gerini

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Nei panni di un bambino ebreo rinchiuso in un campo di concentramento: Pensiero prigioniero, la poesia del tredicenne Tommaso Ercoli, l'empatia delle parole.

Tommaso, 13 anni, frequenta la terza media all'Istituto Comprensivo "Marchese Lapo Niccolini" di Ponsacco, in provincia di Pisa. Ogni tanto mi chiede qualche consiglio per la scuola. Qualche giorno fa è arrivato a casa mia con una poesia, scritta senza tanto pensare, per un progetto scolastico dedicato alla Shoah. Con sua grande sorpresa, la professoressa l'aveva scelta tra tante altre e si era ritrovato in "semifinale" in una piccola competizione amichevole tra studenti. Voleva che lo aiutassi per una rima che proprio non gli veniva. Non riusciva a trovare qualcosa che facesse rima con morire e che, allo stesso tempo, non variasse il senso della sua poesia. Ci abbiamo lavorato insieme e, una volta trovata la parola, la poesia era perfetta.

Un concorso scolastico per aprire gli occhi.

Il premio del concorso, uno studente per classe, è poter visitare e vedere coi propri occhi un campo di concentramento e riflettere su quanto accaduto in passato. Lo studente può così raccontare alla classe ciò che ha sentito, percepito, pensato, in quei luoghi.
Il tema scelto per il progetto riguarda i campi di concentramento, è vero. Ma in maniera insolita e, a mio avviso, davvero funzionale, si richiedevano degli scritti che parlassero in prima persona delle grandi sofferenze subite dagli Ebrei del tempo. Insomma, chi partecipava al progetto, doveva farlo parlando come se fosse un bambino ebreo rinchiuso nel campo, cercare di pensare come lui, immaginare ciò che provava, le sensazioni. Entrare in empatia con lui e trasformarne i pensieri in parole. Un esperimento difficile perché gli adolescenti a volte tendono a prendere le cose alla leggera. Ma, a leggere la poesia di Tommaso, l'esperimento sembra riuscito. Per dovere di cronaca, la poesia poi non è arrivata in finale, ma mi è sembrato interessante poterla condividere con voi, per dimostrare la sensibilità degli adolescenti che oggigiorno, a volte, sembra essere perduta.
Ed ecco che, con il permesso del giovanissimo poeta e della madre, pubblico qua la poesia con relativa introduzione.

La poesia.

Questa poesia è stata scritta da un ragazzo ebreo rinchiuso nel campo di concentramento di Pustkow. Nel 1944, in una notte gelida, si mette a scrivere nel suo letto i suoi pensieri… 

Pensiero prigioniero
Non dimenticherò mai,
con i miei amici a scappare dai guai.
Non dimenticherò
voglio giocare ancora un po’.

Voglio ancora viaggiare
voglio vedere
per la prima volta il mare,
voglio riabbracciare la mamma
voglio un’ultima ninna nanna.

Non voglio dimenticare
con mio padre rivorrei parlare,
invece sono qui ancora nel campo
dove i sogni non hanno scampo,

Rinchiuso perché Ebreo,
qui dove si lotta per un pezzetto di pane
le scarpe l’un l’altro ci si deve rubare
per, sulle lastre di ghiaccio, non scivolare.

Qui dove regna la nostalgia
aiutata a sua volta dalla malinconia,
voglio dormire nel mio letto
sorridere ancora per uno scherzetto;

Per scelta d’altri costretto a morire
tanti compagni ho visto sparire
di fame, di sete e freddo sanno le mie lacrime
maledetto quel carro d’anime
che ha tolto alle nostre vite povere
il nome, la dignità ma non la voglia di vivere.

Voglio salutare gli insegnanti
gli amici da rivedere son tanti,
voglio giocare a pallone,
voglio diventare un campione.

Non voglio dimenticare,
con mia sorella voglio giocare
voglio accarezzare il mio gatto
vorrei poter ancora fare il matto.

Da questo campo voglio uscire
non sono ancora pronto a morire
tutti insieme facciamo un patto:
non dimentichiamo mai quello che ci hanno fatto.
Tommaso Ercoli
Valentina-Gerini

Valentina Gerini
Ho due grandi passioni: i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ho fatto la mia professione, diventando accompagnatrice turistica. La scrittura è il mio hobby. Mi piace avere una vita piena di cose da fare: sono una mamma, lavoro, collaboro con un mensile toscano, mi impegno a portare avanti il progetto Gli scrittori della porta accanto e scrivo libri.
Volevo un marito nero, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione)
La notte delle stelle cadenti, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).

About Valentina Gerini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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