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[Cinema] "Fuga dal pianeta Terra", recensione di Stefania Bergo

Fuga-dal-pianeta-Terra-recensione


FUGA DAL PIANETA TERRA

REGIA Cal Brunker
PRODUZIONE Rainmaker Entertainment, Blue Yonder Films, Jon Shestack Productions, Protocol Pictures
DISTRIBUZIONE 01 Distribution
SCENEGGIATURA Cal Brunker, Tony Leech, Cory Edwards
MUSICHE Aaron Zigman
ANNO 2013

CAST (doppiatori ita)
Alessandro Quarta, Fabrizio Pucci, Barbara De Bortoli, Stefano De Sando, Francesca Fiorentini, Luca Tesei, Nanni Baldini, Luigi Ferraro, Laura Romano, Francesco Bulckaen




Fuga dal pianeta terra, l'esordio al cinema della Rainmaker Entertainment. Un’avventura galattica divertente in un pianeta lontano e pericoloso, la Terra. Per ricordarci che le emozioni più straordinarie sono quelle vissute insieme alla propria famiglia.

Fuga dal pianeta Terra è un film d'animazione del 2013, arrivato in Italia tre anni dopo, prodotto dalla Rainmaker Entertainment (autrice di prodotti direct-to-video, come quelli di Barbie, che mia figlia di sette anni guarda su YouTube), il primo film dello studio ad essere distribuito nei cinema, diretto da Cal Brunker, storyboard artist prima alla Blue Sky e in seguito all'Illumination Entertainment, dove ha lavorato su Cattivissimo Me e Minions. Tra i doppiatori della versione originale: Brendan Fraser, Rob Corddry, Sarah Jessica Parker, Ricky Gervais e Jessica Alba.
Il film inizia con la celebrazione di Scorch Supernova, astronauta ed eroe del pianeta Baab. Eppure, fin da subito, è chiaro che dietro i successi del bell'imbusto blu ci sia il cervello di suo fratello Gary, ingegnere della B.A.S.A., cui tocca il compito, mai abbastanza valorizzato, di stare nella stanza dei bottoni a trovare il modo di tirarlo fuori dai guai. Tutto il film, a dire il vero, sottolinea continuamente questo aspetto: l'eroe muscoloso che prende a pugni i cattivi si sa, è affascinante, soprattutto agli occhi dei bambini che giocano alla guerra e aspirano ad essere eroi (come il figlio di Gary), ma dietro ogni eroe "costruito" c'è qualcuno che pianifica con coscienza, che analizza razionalmente le situazioni per risolvere i problemi con un click, o quanto meno senza l'uso della forza, che non sia quella dei neuroni.
Quando il capo della B.A.S.A., Lena, informa i fratelli di una richiesta di aiuto arrivata dal Pianeta Oscuro, l'avventuroso Scorch vuole andare in missione mentre Gary si rifiuta di lasciarlo andare se non dopo aver pianificato minuziosamente una missione da non sottovalutare. Dalla Terra, infatti, nessuno è mai tornato.

Scorch-Supernova-Gary-alieni-Area-51

Scorch, però, fa di testa sua e parte comunque con la classica spocchia tutta americana, convinto di poter salvare l'universo anche senza il supporto del fratello nerd, contando solo sui suoi valorosi muscoli da marine. 

Ma viene prevedibilmente catturato.
Gary si trova allora costretto a fare appello a tutto il suo coraggio per seguirlo sulla Terra e aiutarlo ad evadere dall'Area 51 dove è stato confinato. Anche incalzato dal figlioletto Kip, che ammira lo zio ed erroneamente pensa che il padre sia solo un misero impiegato, chiuso tutto il giorno in una stanza sicura e banale.
La maggior parte del film, quindi, è incentrata sul tentativo di fuga degli alieni rinchiusi nella celeberrima Area 51, dove, negli anni, il crudele generale Saunderson ha rinchiuso alieni di tutte le razze, tra i più intelligenti dell'universo. Nel tempo, sono stati loro, infatti, a dare un'accelerata al nostro sviluppo tecnologico in cambio di una promessa di libertà. Thurman, ad esempio, una sorta di salamandra bavosa a quattro "mani", professore, ha inventato il touch screen; Io, bibliotecaria mastodontica e con il carapace da granchio, abitante su una stella, ha inventato il motore di ricerca; Shanker, conduttore radiofonico  di enorme successo, dalle sembianze di ratto, ha invece dato vita ai social network. Per non parlare di Internet, i cellulari, l'animazione computerizzata (tanto cara alla Pixar). Geniale l'idea che il generale sfrutti queste invenzioni per arricchirsi, rivendendole a Mark Zuckerberg, Steve Jobs, Larry Page e Sergey Brin ("i tizi di Google").



Fuga dal pianeta Terra forse non è graficamente un prodotto all'altezza di Pixar o Disney. Ma le gag slapstick lo rendono adatto a un pubblico di bambini.

Rispetto all'olimpo della computer grafica, di chi si spinge sempre più verso la rappresentazione realistica e sofisticata, ha dei limiti, è vero: i personaggi sono piatti, con una caratterizzazione piuttosto essenziale, senza particolari dettagli. Ma la trama, pur nella sua semplicità, è efficace, adatta, nei ritmi, a un pubblico di bambini, con gag slapstick, immediate, anche se non memorabili ed originali. Per solleticare gli adulti, invece, sono stati disseminati riferimenti a film che hanno fatto la storia del cinema, le cui citazioni sono riconoscibilissime e ben calate nel substrato, con un gusto parodistico che potrebbe intercettare gli appassionati di fantascienza, disposti a lasciarsi andare di fronte a un "James! Cameron! Prendeteli!" o a scene di inseguimento tra i canyon, chiaro riferimento a quelle Guerre Stellari che lo hanno preceduto di 40 anni, comprensivo di identico sonoro, o quando il generale mostra con orgoglio il suo "scudo della pace", una morte nera/cannone antiasteroide, sottolineato da un sarcastico "cosa c'è di più pacifico di un cannone?". Per non parlare di un "Alieeeeeeeeniiiiii?!" con l'intonazione di David Patrick Kelly in una delle scene cult del film I Guerrieri della notte. Strizzando l'occhio pure a Shakespeare: "Amici, alieni, concittadini".
A mio avviso, anche il messaggio del cartoon è positivo e degno di nota. Si va dalla coesione famigliare ("La vita è davvero imprevedibile [...] l'avventura più esaltante la puoi vivere con la tua famiglia, qui, sul tuo pianeta"), alla rivalutazione di alcune figure sociali che ci circondano, a volte eccessivamente osannate, altre ingiustamente sottovalutate. Con un chiaro riferimento anche all'emancipazione femminile nella figura della mamma, la moglie di Gary, che, sebbene sia una ex dirigente che ha scelto la famiglia invece della carriera (dimostrando comunque una libertà di scelta, non una forzatura), è in grado di prendere in mano la situazione, con competenza e coraggio, e correre ad aiutare il marito e il cognato in difficoltà.
Insomma, Fuga dal pianeta Terra  conduce la propria missione d'intrattenimento a destinazione con successo, suscitando emozione e risate senza eccessi. Con qualche timido colpo di scena e un trionfante ritorno a casa. Al sicuro. Tra le braccia straordinariamente ordinarie della propria famiglia.


Stefania Bergo

Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.

Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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