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In primo piano

[Libri] "La forma del sole" di Giulia Mastrantoni, incipit #118

Giro giro tondo. È un girare di amori, sono tutti diversi, alcuni si sono persi. Giro giro tondo. Girerà anche per te.

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La forma del sole

di  Giulia Mastrantoni
Echos Edizioni
cartaceo 9,50€

Il tempo che ticchetta

La notte era scesa lentamente sulla campagna e tutti se n’erano andati dal pub. Tutti eccetto un vecchio. Lui rimaneva seduto lì fuori, sotto una luce elettrica che si rompeva in mille frammenti sul suo volto, filtrata dalle foglie di un salice troppo capelluto.
Avrebbe potuto benissimo essere un uomo qualunque, specialmente considerate la sua figura ricurva e lo sguardo vacuo, ma non lo era. Si chiamava Brad Pitt e era l’uomo per il quale tutte le donne del mondo avevano sospirato, almeno una volta nella vita.
Ora quel passato sembrava lontano anni luce, ormai; nessuna donna sospirava più per lui da decenni. Adesso Brad era solo un vecchiaccio in sovrappeso che che tracannava vino nelle notti di inizio agosto. Da solo.
“Benvenuti a Hollywood”, pensò buttando giù un altro sorso e dando il benvenuto a un pubblico immaginario precipitatosi lì solo per lui. Sollevò il bicchiere e brindò alla salute di un passato che era stato brillante. Osservò le sue dita che stringevano il vetro di mediocre qualità. Mandò giù un’altra sorsata, senza preoccuparsi del fatto che ormai il recipiente era vuoto. Come pure la bottiglia lì accanto.
Angelina era solo un ricordo lontano, oramai. Quando la bellezza aveva iniziato a svanire, la donna si era ritrovata schiacciata sotto il peso di un mondo che ci vuole perfetti e smaglianti a ogni età. Non aveva retto a quelle costrizioni sociali che la spingevano a essere bella e aveva deciso di scappare il più lontano possibile. In un luogo dove nessuno avrebbe potuto prendersi gioco dei suoi scatti imperfetti che i paparazzi rubavano quasi quotidianamente alla sua privacy. Aveva scelto di fuggire al Polo Nord, perché nessuno potesse guardarla. E anche per un’altra ragione.
Brad afferrò la bottiglia e cercò di farne uscire le ultime gocce di vino. Sì, Angelina era andata via anche per un altro motivo. Non era stata casuale, la scelta del Polo Nord. Mentre scuoteva la bottiglia, maledì dentro di sé il giorno in cui le aveva mostrato quell’articolo. Cosa non si inventano i giornalisti, pur di vendere qualche copia in più.
In quell’articolo disgraziato, c’era scritto che il freddo impedisce la formazione delle rughe. E allora Angelina aveva fatto quello che solo una donna che ha vissuto sotto i riflettori per tutta la sua esistenza avrebbe scelto di fare. Aveva sposato un aborigeno per ottenere la cittadinanza e aveva deciso di trascorrere i suoi ultimi anni lì, a combattere una vecchiaia che il mondo non voleva ammettere essere naturale.


Brad, nonostante l’articolo e nonostante la fuga di Angelina, aveva optato per una terza età dignitosa. 

Poco importava se al mondo il suo corpo non piaceva più. Lui non avrebbe fatto nulla per opporsi all’avanzare naturale del tempo.
Era rimasto. Aveva deciso di restare e di affrontare quel mondo senza nascondersi dietro una perfezione artificiale. Aveva fallito.
Alcolizzato e burbero, il suo presente non era un turbinio di amicizie e di feste. Non era neppure lontanamente paragonabile a quello che era stato.
Brad sospirò. Maledetta vecchiaia. “Dignitosa, sì”, pensò guardando il calice di vino che gridava pietà. Lo lasciò andare. Lo aveva spremuto fino all’ultima goccia. Maledetto vino. Non aveva fatto alcun effetto. Era ancora sobrio.
Il barista, oramai, era abituato a ritrovare Brad addormentato e sbronzo il mattino successivo. Era una routine. Erano entrambi ben felici di fare colazione insieme, Brad con le aspirine per combattere il dopo sbronza, il barista con un cappuccino per combattere il sonno e allietare l’inizio di giornata.
E così tutto era andato in pezzi. La fama, l’amore, i suoi ideali. Non aveva cambiato il mondo. Non lo aveva convinto che invecchiare è naturale. Aveva solo perso tutto. Bell’affare.
Si alzò per sgranchirsi le ossa, che scricchiolavano pericolosamente. La mente, purtroppo, era davvero sobria. Non gli girava neppure la testa. Maldetto vino.
Si incamminò verso il laghetto e si specchiò sulla superficie dell’acqua.

La notte era giovane, era da vivere ed era da abbracciare. Lui era da buttare. Osservò l’orologio. 

Maledetto vino. Aveva bevuto per ore e non gli aveva procurato alcun effetto. Era tardi e lui era perfettamente sobrio. Maledetto vino.
«È tardi, è tardi!»
«Lo so. Ormai non trovo altri pub aperti...»
«E cosa vorrebbe fare in un pub, di grazia?»
Brad si voltò. Ci mancava solo il buon samaritano di turno, a dirgli che non si deve bere, specialmente non alla sua età, e che la vita è bella e che coraggio, la vecchiaia non è mica così brutta.
Pensò che, almeno per stasera, poteva permettersi di mandare a quel paese chiunque si permettesse di spronarlo alla felicità. E che cavolo! Non gli era rimasto neanche il diritto di essere miserabile, ora?
Si girò e osservò lo spazio circostante, con l’insulto pronto e l’occhio non troppo sveglio.
Guanti e panciotto bianchi, cipolla d’oro. Il Bianconiglio in carne e orecchie lo guardava con occhi luccicanti.
«Se lei avesse un po’ di cervello in più, mio caro, non avrebbe bevuto quel vino. Vodka, amico mio, vodka! Cosa si aspettava? Che un banale vino le procurasse una bella sbronza? Alla sua età, certe cose dovrebbe saperle, no?»
Brad lo guardò allibito. Possibile che l’alcol gli stesse facendo quell’effetto? Eppure, era sobrio.
«D’altra parte, è un bene che stasera si sia fermato al vino. Stasera deve essere sobrio, sa? Ci sono progetti per lei. Progetti, sì».


Quarta di copertina
"La forma del sole" di Giulia Mastrantoni, Echos Edizioni, 2017.

Ci sono libri che aprono ferite, altri che le guariscono. E poi ci sono loro, le storie scritte per isolarsi dal mondo, per recuperare il sorriso e la voglia di vivere, imparando a convivere con le cicatrici. La forma del sole è nato come un tentativo di ritrovare la luce, laddove c’erano troppe ombre, valorizzando ogni cicatrice e intessendovi sopra delle storie che ne demistificassero la realtà del passato. Ѐ la voglia di trasformare in lezioni di vita interiore le piccole paure del quotidiano, le piccole delusioni che fanno male all’anima, ma che possono tramutarsi in arcobaleni che seguono la tempesta. Questi racconti cercano un riparo dal mondo, una stanza colorata in cui esista solo lo spazio per pensare a come trasformare in luce il pensiero più svogliato.
Questi racconti sono privi di qualunque pretesa, ma si fanno portatori della speranza di rendervi felici. La felicità non sta nel mondo esterno, quanto nella nostra capacità di sorridere della vita, imparando che, anche quando non tutto va come vorremmo, c’è quella meravigliosa possibilità chiamata futuro che può regalarci una vita nuova. Sono racconti che fanno ironia in modo delicato, lasciando che la fantasia faccia il resto. Ci sono Brad Pitt e il Bianconiglio che rincorrono il tempo perduto, un vecchio che prepara cioccolate calde alle storie d'amore a brandelli e vampiri che non sono protagonisti della loro storia. Ci sono anche stralci di oroscopo, perché il futuro è un grande punto interrogativo che ci accompagna in ogni momento. La forma del sole è la ricerca di un mondo parallelo e felice, in cui i pensieri colorino ogni angolo della mente.

★★★★★

Il buon giorno si vede dal mattino, dicono, e un buon incipit e una copertina accattivante possono essere il perfetto bigliettino da visita di un libro.
Secondo voi, quante stelline si merita il biglietto da visita di questo libro?

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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