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In primo piano

[Libri] "La sonata della vendetta" di Marika Bernard, recensione di Davide Dotto

La-sonata-della-vendetta-Marika-Bernard-recensione

La Sonata della Vendetta, di Marika Bernard, Dark Zone, 2017. La storia di una trasformazione, di un ritorno che ha il sapore di una rivalsa, di un antico dolore mai sepolto che chiede a gran voce una rivincita.

È successo tutto all’improvviso. Non sono mai stato un grande appassionato di musica e lo sanno tutti. Non sapevo neppure fischiare, se non dietro alle ragazze. Quando avevo otto anni i miei cercarono di iscrivermi a un corso di pianoforte perché, dicevano, da qualche parte dovrai pur cominciare. E io mi sono fatto venire una crisi isterica.
Alla morte del bisnonno l'uomo che pronuncia queste parole, preso coraggio, sale nella soffitta fino a ora vietata. È alla ricerca di tesori e segreti, beni di un’eredità contesa. Lo sguardo si avventura tra anticaglie da fare omaggio ai robivecchi e poco altro. L’emozione si smorza tanto da convincerlo a tornare sui suoi passi, quando lo attira ciò che riposa sotto uno straccio, la custodia di un violino
I miei parenti marpioni non dovranno mai saperlo. Ho pensato: ‘roba mia’.
Nel momento in cui afferra il violino – che non ha mai suonato in vita sua – accade qualcosa. In lui penetra un passato che gli è estraneo, quasi fosse un recettore. Le note che inaspettatamente escono dallo strumento fanno rivivere i protagonisti de La sonata a Kreutzer. L'uomo, frastornato, è testimone e persino attore, si immedesima nella vicenda raccontata da Lev Tolstoj. Posare il violino ormai è impossibile, cedere al demone della musica e agli spiriti che lo possiedono equivarrebbe a scendere da un treno in corsa. Le voci forse svanirebbero, ma anche lui, essendo un tutt'uno con esse:
Povero stupido uomo. È in balia delle persone che entrano nel suo corpo e nella sua mente e diventano vivi, per il breve tempo di un dialogo.

La sua mente si popola di luoghi e di voci, si fanno strada personaggi che prendono a prestito le sue sembianze (o lui le loro).

L'uomo è tenuto prigioniero nelle pieghe del pentagramma e le note della Sonata n. 9 di Beethoven, tra il vecchio Poznicev (cui assomiglia, in fondo) e il violinista Trukhacevsky. Chi ne fa le spese è Lyli, moglie di Poznicev, sospesa tra due fuochi, (anzi, due demoni): quello della musica (che la lega a Trukhacevsky) e della gelosia (che la vincola al marito). Solo attraverso il primo riesce a trovare l’unica sintonia possibile, quella di suonare insieme, lei il piano, lui il violino. In parte richiamano l’episodio dantesco di Paolo e Francesca, e quasi immaginiamo cosa possa aver visto e infastidito Gianciotto – Poznicev: 
Torni a casa e vedi la tua sposa con un altro. Non abbarbicata su di lui, non con la bocca sulla sua; ma ugualmente lì, insieme.
Qui non si tratta di perdersi nel racconto di Lancillotto e Ginevra, né di farsi sorprendere in pose compromettenti. Si voleva alimentare e mantenere l'armonia, la corrispondenza d'anime, un'affinità elettiva, necessarie all'esecuzione di uno spartito per niente facile. Ciò richiedeva un notevole sforzo:
un azzardo per entrambi e una faticaccia per la mano sinistra di Lily, con tutti quegli arpeggi. 
Nulla a che vedere, insomma, con le preoccupazioni di Poznicev, trattandosi di qualcosa di più alto (l’arte, la musica) per lui incomprensibile. Tuttavia se si fosse messo nelle condizioni di capire quel che stava avvenendo, non ne sarebbe stato meno tormentato a causa della scena così intima e famigliare.
La storia di Marika Bernard è un invito a leggere (prima o dopo non importa) il romanzo del grande scrittore russo. ma anche un contrappasso che concede, a chi non è riuscito a impedire il dramma di quelle pagine, una vendetta postuma sebbene alquanto inedita e, grazie al ritmo in crescendo, degna di un thriller.

La-sonata-della-vendetta

La sonata della vendetta

L’uomo è pesante e gretto. Ha mani da scaricatore di porto e non sa niente di musica. È entrato nella soffitta poco dopo la morte del bisnonno, ma solo per vedere se poteva sgraffignare qualcosa. Il violino era lì, e sembrava lo aspettasse. Nascosto, ma non poi così bene. Paziente, da anni. In attesa… Quando l’uomo lo afferra, tutto cambia. Tra le calli di Venezia e il lento fluire dell’acqua del Canale, cominciano a diffondersi note suonate con maestria. Qualcuno sta tornando, piano, in punta di piedi. Sta riprendendo vita, e lo fa impossessandosi di quella dell’uomo. E mentre le note della Sonata a Kreutzer sfociano nell’Adagio, l’identità dell’uomo si spacca, andando in frantumi come uno specchio. 
La sonata della vendetta è la storia di una trasformazione, di un ritorno che ha il sapore di una rivalsa, di un antico dolore mai sepolto che chiede a gran voce una rivincita.

di Marika Bernard | Dark Zone | Thriller
ISBN 9788899845056 | cartaceo 12,90€ | ebook  0,99€


Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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