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[Libri] "Uomini che amano le piante" di Stefano Mancuso, recensione di Gianluca Santeramo

Uomini-che-amano-le-piante-Stefano-Mancuso-recensione

Uomini che amano le piante, di Stefano Mancuso, Giunti, 2014. Storie che narrano di piante, di scoperte legate al mondo vegetale e di uomini che hanno dato l'anima perché certe conoscenze venissero a galla.

C'è una serie di frasi fatte che ricorre molto spesso in letteratura, inerente a quante cose diamo per scontate tutti i giorni. Il pensiero vola immediatamente verso i più nobili sentimenti dell'umanità come l'amore, la saggezza, la pace... Ma il punto è che io stavo parlando di... arachidi!
Strano ma vero, abbiamo una visione del tutto distorta di molte cose di cui facciamo largo uso tutti i giorni. Per esempio, forse ingannati dal materiale ultra tecnologico della loro versione moderna, crediamo a torto che i preservativi siano un'invenzione recente, mentre se ne fa largo uso sin dai tempi degli Antichi Egizi! Allo stesso modo crediamo che qualcosa di molto semplice, come le arachidi ad uso alimentare, sia sempre esistita, mentre si tratta di un'invenzione che risale alle due guerre mondiali ad opera di George Washington Carver, primo nero a laurearsi, primo nero a conseguire un dottorato e inventore ufficiale di arachidi, burro di arachidi e di tanti altri cibi che troviamo sulle nostre tavole, animato dal semplice desiderio di aiutare il suo popolo.
Chi era Goethe? Un grande poeta, ovvio! Ma era anche uno scienziato che George Eliot ha, giustamente, definito "[...] l'ultimo uomo universale a camminare sulla terra". Ma cosa avrebbe fatto di così particolare Goethe? Ha insinuato, nel mondo scientifico, l'idea che ogni cosa biologica potesse non essere una ed unica, ma piuttosto la complessa, seppur non semplice, somma di tante minuscole parti, dando vita ad una branca della biologia oggi nota come morfologia e, di fatto, anticipando in parte Darwin e le sue teorie, forse addirittura ispirandolo. 
C'è di più: ancora a fine del 1800, che sembra una passato pazzesco, ma si da il caso che mio nonno sia nato proprio in quel periodo, nessuno aveva la più pallida idea di cosa fossero e come malamente interagissero i pollini con quelli tra noi che soffrono di allergie. Ci riuscì Charles Harrison Blackley, lui stesso sofferente di malattie stagionali, sacrificando un'intera vita alla ricerca di quel non so che rendeva difficile la vita di molta gente affetta da quel raffreddore da fieno che a lui non piacque per niente come spiegazione.
Tante vite straordinarie, per lo più dimenticate dalla maggior parte della gente, che echeggiano nella nostra tecnologia farmaceutica, nelle nostre cucine e nelle nostre abitudini, tutte legate ad un mondo vegetale solo in apparenza statico, raccolte da Stefano Mancuso nel suo libro. Storie che narrano di piante, ma soprattutto di come anche la più semplice delle nostre conquiste abbia, in realtà, un uomo nascosto dietro l'angolo di un ricordo che ha dato l'anima perché certe conoscenze venissero a galla.

Uomini-che-amano-le-piante

Uomini che amano le piante.
Storie di scienziati del mondo vegetale

Storie di vita esemplari, aneddoti, esperimenti e ricerche di naturalisti, botanici, genetisti, filosofi, esploratori che hanno rivoluzionato la nostra idea del mondo vegetale. L'universo verde in cinque secoli di stupefacenti scoperte: Charles Darwin e l'orchidea del Madagascar che può essere impollinata soltanto da un tipo di farfalla, la cruciale teoria dello scienziato inglese sulla fecondazione incrociata e l'evoluzione delle piante, Federico Delpino che ha studiato la collaborazione tra vegetali e formiche, l'indagine di Leonardo da Vinci sulla disposizione delle foglie per catturare la luce solare, la scoperta dell'Amorphophallus Titanium da parte di Odoardo Beccari a Sumatra, la tragica storia di Nikolaj Ivanovic Vavilov che, cercando di selezionare in laboratorio il super-chicco di grano capace di sfamare milioni di russi, preserverà la biodiversità delle piante ma muore di stenti un carcere sovietico. E, ancora, il genio di Marcello Malpighi, l'invenzione della genetica vegetale da parte dell'abate Mendel, l'incredibile vita di George Washington Carver, il primo nero americano laureato, e la tenacia con cui, a rischio della propria incolumità, Charles Harrison Blackley individua l'origine della febbre da fieno. Un libro pieno di curiosità e di amore per l'universo verde.

di Stefano Mancuso | Giunti | Saggio
ISBN 978-8809790698 | cartaceo 13,60€

Gianluca-Santeramo

Gianluca Santeramo
Allevato da un Commodore VIC 20 e da Goldrake, si è diplomato in Informatica Industriale nel lontano 1995. Non è mai riuscito a recidere il cordone ombelicale che lo lega alla fantascienza sin dalla più tenera età. Dopo aver corretto decine di bozze di scrittori in erba tra un capolinea e l’altro, si è messo anche a scrivere: da allora sono iniziati i guai….
Renè, Zerounoundici Edizioni.

About Valentina Gerini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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