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In primo piano

[Libri] Massimo Lazzari presenta "Il libro perfetto" nell'intervista di Silvia Pattarini

Massimo-Lazzari-Il-libro-perfetto-intervista

In anteprima Il libro perfetto, di Massimo Lazzari, Antonio Tombolini Editore, 2017. Un viaggio nella misteriosa India regalerà a Lorenzo un'avventura indimenticabile e l'opportunità di ritrovare se stesso.


Massimo-Lazzari-Il-libro-perfetto

IL LIBRO PERFETTO

di Massimo Lazzari
Antonio Tombolini Editore
ISBN 9788893371650
cartaceo 16,99 €

Lorenzo ha quasi quarant’anni, uno studio di consulenza avviato, un matrimonio appena finito e una storia da scrivere, di cui conosce la conclusione ma non l’inizio. Un viaggio nell’India nel Nord si trasformerà per lui in una straordinaria avventura: inseguirà le tracce del misterioso autore di un altro libro di cui è stato scritto l’inizio, ma non la fine. L’autore di questa seconda storia è Leo, un musicista che, come Lorenzo, si è recato in India alla ricerca di ispirazioni per scrivere la canzone perfetta. La ricerca di Leo porterà Lorenzo dalla mistica città di Rishikesh, attraverso le regioni del Punjab, del Kashmir e del Ladakh, fino a un monastero isolato della Valle di Nubra, circondato dalle vette dell’Himalaya. Un viaggio nelle affascinanti e selvagge regioni dell’India del Nord, attraverso il dedalo di religioni, etnie e culture che le caratterizzano. Ma anche un viaggio alla ricerca del sé perduto.

L'autore racconta


Oggi diamo il benvenuto a Massimo Lazzari che ci presenta in anteprima il suo nuovo romanzo Il libro perfetto. Come è nata l’idea di questo romanzo? È nata prima la trama o prima il titolo?
L’idea è nata da un viaggio che non ho ancora fatto, nell’India del Nord. A fine 2015 stavo progettando insieme a mia moglie il viaggio di nozze proprio da quelle parti, con un itinerario che ci avrebbe dovuto portare da Rishikesh fino alla Valle di Nubra, una valle isolata in mezzo alle montagne del Ladakh, ai confini con il Tibet. Per diverse ragioni, poi decidemmo di cambiare meta e di optare per il Madagascar. La cosa in effetti non mi dispiaceva, ma il problema era che ormai aveva già iniziato a prendere forma nella mia testa l’idea per una storia ambientata in India. Decisi quindi di iniziare a scriverla e, in breve tempo, si materializzarono i vari personaggi e gli elementi chiave della storia. Tra questi appunto “il libro perfetto”, a cui si ispira il titolo del romanzo. Un manoscritto che il protagonista della storia, Lorenzo, trova per caso (o forse no) in un ashram di Rishikesh. Dentro questo libro incompiuto è scritta la storia della sua vita fino a quel momento, o meglio quella che sarebbe stata se avesse fatto scelte diverse nei momenti cruciali. Dopo averlo letto, decide di mettersi sulle tracce del suo misterioso autore, Leo, un musicista di successo che qualche tempo prima di lui si era recato in India per cercare ispirazione per scrivere la canzone perfetta. La ricerca lo porterà a compiere un viaggio avventuroso nell’India del Nord, fino a un monastero sperduto della Valle di Nubra, circondato dalle vette dell’Himalaya, dove troverà... vabbè mi fermo qui sennò faccio troppo spoiler.

Appartiene a un genere ben definito o accorpa più generi?
Il libro perfetto è prima di tutto un romanzo di viaggio, ma anche un romanzo di formazione e crescita spirituale. E forse, ma questo ancora non l’ho capito nemmeno io, anche un romanzo d’amore.

Massimo-Lazzari Si rivolge a un target di pubblico specifico? 
Sicuramente può essere una lettura interessante per chi ama la narrativa di viaggio e, soprattutto, per chi ha una passione o curiosità per l’India e la cultura orientale in generale. Nel romanzo vengono affrontati diversi temi: la meditazione, lo yoga, le filosofie e le religioni orientali, il rapporto tra uomo e natura, la ricerca spirituale. Ma anche, e soprattutto, la musica, che ricopre sempre un ruolo principale all’interno delle mie opere.

A monte del romanzo ci sta un lavoro di ricerca e documentazione o nel caso del fantasy non si è reso necessario?
Trovandomi ad ambientare una storia in un luogo che non avevo mai visitato, ho dovuto naturalmente documentarmi a fondo sull’India del Nord: le città, i luoghi, le persone, la cultura, le religioni, il cibo. Le mie fonti sono state le più disparate: guide turistiche, romanzi e racconti di viaggio, il web, le persone che avevano già visitato quelle zone. Insomma, volevo fare in modo che sembrasse proprio che avessi vissuto questa esperienza in prima persona. E spero di esserci riuscito, così come spero, prima o poi, di viverla davvero in prima persona.

Raccontaci qualche curiosità sui personaggi principali e comprimari: come si chiamano, il loro carattere o qualche particolare che li contraddistingue.

Il protagonista è Lorenzo, un ragazzo che a quasi quarant’anni si ritrova con un matrimonio fallito alle spalle, un lavoro che non lo appassiona più e una storia in testa di cui conosce il finale ma non l’inizio. Per ritrovare se stesso e l’ispirazione per scriverla, decide di fare un viaggio in India. Durante questo viaggio si imbatte nel libro perfetto, un manoscritto incompiuto il cui autore è Leo: un misterioso musicista di successo che, come detto prima, si era recato in India qualche tempo prima di Lorenzo per cercare l’ispirazione per scrivere la canzone perfetta. La cosa strana è che, nel libro perfetto, Leo ha descritto esattamente la vita di Lorenzo fino a quel momento. Chi è quindi Leo? Non lo posso certo rivelare qui, lo si capirà solo alla fine del romanzo, o forse no. Ci sono poi altri personaggio chiave nella storia, tra cui Erika, una bella ragazza svizzera che Lorenzo incontra su un treno in partenza da Amritsar e... no anche qui devo fermarmi.

Nei tuoi personaggi, anche in quelli secondari, c’è qualche esperienza autobiografica, o hai preso spunto da persone di tua conoscenza, oppure sono esclusivamente frutto di fantasia?
Penso sia naturale per uno scrittore prendere spunto dalle proprie esperienze nella creazione dei personaggi di una storia. E infatti Lorenzo mi assomiglia molto, anche se io non sono divorziato (e mai lo sarò, nel caso mia moglie legga queste righe). Come me, infatti, ha un lavoro che non lo appassiona, è inquieto, pensa da tempo di dare una svolta radicale alla sua vita senza nemmeno provarci. Insomma, è la tipica persona che ha sempre vissuto seguendo le regole e i condizionamenti imposti dal contesto sociale in cui è cresciuto. Leo invece è tutto ciò che Lorenzo vorrebbe essere (e forse anche io). Un musicista di successo, con una vita disordinata, turbolenta e fuori dagli schemi, una persona straordinaria che è riuscita a fare della propria passione e del proprio talento un mestiere e uno stile di vita. Nel libro perfetto le storie di questi due uomini così diversi si incrociano e in un certo senso si sovrappongono. Forse è proprio quello che mi auguro, che nella mia vita entri un po’ di più Leo e meno Lorenzo.

I luoghi del romanzo: dov’è ambientato? Hai scelto questa location per necessità, per moda o per altri motivi?
Il libro perfetto è ambientato nell’India del Nord. In realtà fino a un paio di anni fa non mi sarebbe mai venuto in mente di scegliere questo luogo per una storia, e tantomeno per un viaggio. Certo, il fascino esercitato sul mio immaginario dalle montagne dell’Himalaya, la spiritualità di Varanasi, i libri di Terzani, era sempre stato alto fin da ragazzo. Però mi attiravano di più luoghi con una maggior presenza di bellezze naturalistiche: l’America Latina, la Nuova Zelanda, l’Alaska, l’Islanda. Poi, nell’estate 2015 è successo qualcosa. Sono entrato in contatto con la Meditazione Trascendentale, ho fatto il corso introduttivo e da allora medito con regolarità tutti i giorni. Prima di iniziare a praticare, tuttavia, decisi di informarmi a fondo. Tra i vari testi, lessi anche La scienza dell’essere e l’arte di vivere, considerato il manifesto della MT, scritto da Maharishi Mahesh Yogy, il guru che contribuì negli anni ’60 a diffondere questa pratica in tutto il mondo. Anche i Beatles in quegli anni furono attratti da questa antica corrente spirituale, e trascorsero alcuni mesi presso l’ashram del guru. Che si trovava, e si trova ancora, a Rishikesh. Questa cittadina, definita la capitale mondiale della meditazione e dello yoga, si trova sulle rive del Gange e alle pendici delle colline pre-himalaiane. A quel punto avevo già deciso che avrei fatto un viaggio da quelle parti. Quello che il mio inconscio aveva deciso, senza che ne avessi ancora consapevolezza, era che avrei anche scritto una storia ambientata da quelle parti.

Invoglia il lettore a leggere il tuo libro, fornisci almeno tre motivi persuasivi. Perché dovremmo leggere Il libro perfetto?

Uno: perché in questa storia c’è l’India, i paesaggi mozzafiato, i forti contrasti sociali, la spiritualità e le religioni, la cultura millenaria, le persone che la rendono un posto unico al mondo.
Due: perché in questa storia c’è un mistero da svelare, un libro incompiuto scritto da un musicista che non è ben chiaro se sia reale o meno, e che forse si trova in un monastero sperduto tra le vette dell’Himalaya.
Tre: perché in questo libro c’è la storia della tua vita, o meglio di quella che sarebbe potuta essere se avessi fatto scelte diverse nei momenti cruciali.

Stralci d’autore: lasciaci uno stralcio accattivante tratto dal tuo romanzo Il libro perfetto.
Tornai a guardare il plico di fogli che reggevo in mano. Era diventato pesantissimo. Un macigno. Ne sfogliai velocemente l’interno. Parole apparirono e sparirono veloci, evocando immagini e suggestioni nella mia mente. Chiusi gli occhi per scacciarle. O per afferrarle meglio. Decisi che avrei letto quel libro. Quando aprii gli occhi per rivelare la mia decisione a Krishna, mi accorsi di essere rimasto solo nella stanza. Il guru si era volatilizzato, senza fare il minimo rumore. Sospirai e fissai per qualche istante il fiume che, fuori dalla vetrata, continuava a scorrere agitato e inesorabile. Potevo quasi sentirne il rumore, anche se la finestra era chiusa. La voce del fiume, nella mia testa, stava ripetendo il suo mantra. Samsara. Vita, morte e rinascita. Il Gange sapeva cosa stava succedendo. Anche Krishna lo sapeva. Solo io ancora non lo sapevo, ma la mia ignoranza non sarebbe durata a lungo. Sarebbe stato sufficiente girare la copertina di quel libro incompiuto per dissolverla, una volta per tutte. Respirai a fondo un paio di volte. Mi accomodai meglio sulla poltrona. Girai la prima pagina e iniziai a leggere. Il libro, proprio come me lo ero già immaginato, iniziava con una provocazione. “Di certo ti starai chiedendo perché ho scelto un titolo così ambizioso e pretenzioso…”  

Il tuo romanzo si fa portavoce di qualche messaggio particolare, o si propone esclusivamente di intrattenere il lettore?
Non credo esistano messaggi universali che un libro, qualsiasi libro, possa trasmettere nello stesso modo a tutte le persone che lo leggano. Il mio romanzo non fa eccezione. Certo, ci sono dei messaggi sotto la storia, ma sono convinto che il significato di questi cambierà da persona a persona, anzi forse cambierà anche per la stessa persona che decida di leggerlo in momenti diversi della propria vita. Come del resto è successo a me scrivendolo. Anzi, sono veramente curioso di scoprire quali saranno i messaggi che verranno colti da chi leggerà Il libro perfetto, e invito tutti coloro che avranno piacere di farlo, a condividerli con me. Chissà, magari scoprirò che dentro il mio romanzo ci sono delle cose che nemmeno io sospettavo esistessero.

Grazie per essere stato/a con noi, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
Grazie a voi e buona fortuna, a voi e a tutti, per i progetti, il futuro, la vita.

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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