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[Libri] "Una luce sul futuro" di Ornella Nalon, recensione di Stefania Bergo

Una-luce-sul-futuro-Ornella-Nalon-recensione

Una luce sul futuro, di Ornella Nalon, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto, 2017. Due storie parallele, due destini che si incrociano, un passato oscuro che non si può cambiare, un futuro da costruire che ancora può essere luminoso.

Ornella Nalon è una scrittrice poliedrica. Di lei ho letto un romanzo sull'Africa e sull'amicizia, o meglio, sull'empatia tra due donne solo apparentemente lontane per cultura e luogo di nascita; ho letto un giallo raffinato, innamorandomi del protagonista, il commissario col carisma di Motalbano e l'eleganza della Fletcher (Recensione di "Non tutto è come sembra"). È tornata quest'anno con un romanzo di formazione, intriso d'amore, con qualche sfumatura paranormale. Un romanzo che getta, fin dal titolo, una luce sul futuro, ricordandoci che non è mai troppo tardi per essere felici e mettere ordine nella propria vita, sebbene la vera felicità sia effimera. O no?
In "Una luce sul futuro" convivono due storie che corrono parallele, sebbene separate da un paio di secoli, ma legate allo stesso luogo che rappresenterà poi il loro punto d'incontro: uno splendido castello sulla costa inglese, affacciato sul Mar del Nord, nella contea di North Yorkshire. È lì che Richard Harvey, ex rockstar sulla via del declino personale, si rifugia per scrivere la sua biografia, di cui ha già deciso il finale, prima ancora di trovare il coraggio di mettere nero su bianco le sue colpe. Già, perché Richard è un uomo pieno di rimorsi e sensi di colpa che lo hanno trasformato in un ubriacone attempato, incapace di provare un sentimento semplice come l'amore, per via di quell'inatteso effetto collaterale che porta a legarsi alle persone cui si vuole bene. La sua ascesa stellare è infatti lastricata di affetti sacrificati, amicizie tradite, fughe dalle responsabilità, occasioni sfruttate al di là di ogni dignità personale. Ma la felicità raggiunta in questo modo non può durare, per il semplice fatto di non essere reale.
Nello stesso castello, due secoli prima, Lydia, la giovane figlia dei custodi, vede crescerle accanto l'amore per il figlio dei proprietari, Steven, suo coetaneo. Un sentimento che matura nel tempo, passando da un'amicizia esclusiva al desiderio di costruire un futuro insieme. Anche in lei, quindi, vivono sogni di felicità, com'è fisiologico che sia. Ma si tratta di una felicità dai bordi non taglienti, per cui non serve sacrificare i propri principi, calpestando se stessi e gli altri, ma per cui vale comunque la pena di lottare, contrastando le differenze di classe del tempo. 


Ornella Nalon ci presenta due storie dai toni molto differenti. 

La vita di Richard è narrata senza filtro, mettendo in evidenza aspetti che toccano, senza malizia, con disinvoltura, temi delicati, come l'omosessualità, o aspri, come l'arrivismo, i rapporti negati tra genitori e figli, l'abbandono. Ma il modo in cui viene raccontata, seppur nuda e cruda, impedisce di provare disprezzo per questo personaggio che, faticosamente, cerca espiazione. 
La storia di Lydia, invece, è velata di dolcezza e anche le differenze di classe, unico vero ostacolo ad un amore genuino, non sono mai stridule, anche se poi influenzeranno, in qualche modo, il presunto epilogo. Nelle vicende del passato trova spazio anche un delizioso cameo, in cui l'autrice colloca persino Lady Nancy Astor, la prima donna deputato della storia inglese, attraverso le parole di una giovane attivista amica di Lydia, pretesto per parlare anche della concezione del ruolo delle donne nella società, che già allora risultava forzata e anacronistica. (a maggior ragione oggi, seppur persistente... ).
Lydia non lo venne mai a sapere, ma quella particolare e anticonvenzionale ragazza, che contribuì ad allargare i suoi confini mentali, sarebbe diventata, entro breve, un’agguerrita attivista del movimento sostenitore dei diritti femminili che, di lì a qualche anno, avrebbe consentito il diritto di voto alle donne e portato al parlamento Lady Nancy Astor, la prima donna deputato della storia inglese.

Le due storie si toccano e convivono per breve tempo, come un deus ex machina salvifico. 

Perché se è vero che il passato non può essere cambiato, è altrettanto vero che dal passato si può imparare, anche da quello degli altri (o meglio, in questo caso, da "altri che vengono dal passato") e modificare il proprio futuro per dare una diversa conclusione al libro della nostra vita. Chi di noi non vorrebbe una seconda possibilità? Perché non è mai troppo tardi per essere felici o per cercare di mettere ordine tra i nostri tasselli. Non tutto si può riparare e il tempo perduto non si recupera più, ma quando davanti a noi c'è ancora strada, è possibile decidere di illuminarla e scegliere come percorrerla, invece di procedere al buio, lasciandosi andare.
Ornella Nalon ci regala un romanzo molto ben scritto, con descrizioni dettagliate, fermi immagine che impreziosiscono la trama e bilanciano i dialoghi, sempre ben contestualizzati, destreggiandosi tra un linguaggio moderno, trasgressivo ma mai sguaiato, e uno sapientemente anticato, ma pur sempre fresco, come devono essere le parole uscenti dalle labbra della giovane Lydia.
Il finale può apparire troncato a chi cerca le tipiche atmosfere paranormal, perché questa è una storia realistica e si finisce col chiedersi se non sia tutto frutto di una visione onirica. Che, in ogni caso, sortisce l'effetto di rammendare uno strappo e gettare uno spiraglio di luce sul futuro che ancora non esiste, quindi sta a noi crearlo nel migliore dei modi. Lo dobbiamo a chi, questa possibilità, non ce l'ha più.

Una-luce-sul-futuro

Una luce sul futuro

Cosa possono avere in comune un cantante rock e una ragazza vissuta nel 1800? Potrebbe sembrare nulla, ma la storia di Richard e Lidya vi dimostrerà che un collegamento può esserci. Dopo una breve gavetta, Richard Harvey riesce ad affermarsi nel panorama musicale londinese ed europeo. Ha rincorso la celebrità, sacrificando le amicizie, gli affetti familiari e i propri valori. Alla soglia della vecchiaia, si accorge che quanto ha ottenuto non lo ripaga di ciò che ha perduto. Un forte senso d’inutilità, il rimorso e la solitudine lo stanno conducendo verso un grave stato depressivo. Decide di affittare un piccolo castello a Filey, nel North Yorkshire e di rimanervi rinchiuso finché avrà scritto la sua biografia. Svelerà tutti i suoi segreti come atto di riscatto per una intera vita di bugie. In quello stesso castello, più di duecento anni prima, aveva vissuto Lidya, la figlia dei custodi. Una ragazza semplice, dolce e intelligente che, fin da piccola, coltivava il suo profondo amore per il figlio dei castellani. Un sentimento maturato con il trascorrere degli anni, ma destinato a incontrare molti ostacoli. Due storie totalmente diverse e separate dal tempo, ma che conosceranno un punto di connessione. Sarà quella fugace interconnessione che costituirà la salvezza per entrambi.

di Ornella Nalon | Streetlib collana Gli scrittori della porta accanto | Narrativa
ISBN 978-88-6307-654-7 | ebook € 1,99 |  cartaceo 13,99€


Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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