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[I luoghi dei libri] La Vienna borghese del romanzo Paura di Stefan Zweig, di Ilaria Biondi

Vienna

La Vienna di Stefan Zweig, nel suo romanzo "Paura": le strade e i luoghi mondani della borghesia.

Appena accennata, la città di Vienna, emerge discreta, quasi snebbiata.
La Stazione Sud.
Michaelskirche.
I pochi e rapidi riferimenti alla geografia urbana vengono inghiottiti e risucchiati dall’interiorità della protagonista, dalla sua disperazione sgomenta.
I contorni delle vie si sfaldano.
Gli orli dei quartieri perdono consistenza.
La realtà viva dello spazio diventa specchio e filtro di un Sé tormentato e screpolato dalla paura. I luoghi divengono dei non luoghi, dei paesaggi dell’Io.
Un incontro fatale, e tutto cambia.
Le strade e i luoghi mondani della borghesia viennese, che conducevano la sensuale Irene sulle ali vivaci della voluttà e della leggerezza, si tingono ora di tinte d’abisso.
Dov’è il teatro?
Dove sono le sale da tè?
La polifonia allegra e spensierata dei balli e degli incontri furtivi si spezza – improvvisa e inaspettata – sulle note nervose di una voce, di un volto, che urlano feroci la colpa, il peccato, il piacere rubato, l’ingiusto privilegio e l’ingiusta ricchezza.

Paura

Paura

di Stefan Zweig | Adelphi | cartaceo 8,50€
Irene Wagner, bella viennese della migliore borghesia e moglie di un noto penalista, sta scendendo rapida le scale di una casa non sua dopo aver fatto visita all'amante, un giovane pianista. Ma lì, su un pianerottolo, il fato la attende sotto le spoglie di una sordida ricattatrice. E Irene cede, e paga. Ma da quel momento comincia l'incubo. E quello che le ha fatto notare un giorno, en passant, raccontandole delle sue esperienze professionali è terribilmente vero: spesso il colpevole soffre più per la paura di essere scoperto, per l'ansia di dover nascondere il delitto, che non per il terrore del castigo; la pena, anzi, è catartica.
Maestro della suspense, Zweig pedina l'adultera, tormentata dalla ricattatrice non meno che da se stessa e divisa fra angoscia e rimorso; ne mette a nudo la psicologia, ne dipinge gli incubi, ne svela le riflessioni, tra passi falsi, decisioni sempre rinviate e scene isteriche all'amante, a torto ritenuto complice della ricattatrice: sino al coup de théâtre finale.

La giovane donna si muove in preda alla vertigine dei suoi terrori in una città divenuta sospesa e sconosciuta.
Il gorgo scuro dell’ossessione trasforma il cinguettante brulichio d’antan in un rumore straniante e posticcio.
Con la paura appiccicata alla pelle e al sangue, Irene vaga sonnambula e ritrosa in quel labirinto funesto, in cui sembra avere perduto ogni riferimento.
Schiacciata.
Braccata.
Soffocata.
Intrappolata.
Sommersa.
Aggredita dal rimorso.
Frantumata dal ricatto.
Consumata dall’impossibile indulgenza.
Assediata dal tremore.
Nessun angolo è al riparo.
Nessuna fuga la può salvare.
Un peregrinare inarrestabile, che non sa placare i fantasmi della sua anima.
Una corsa folle, in disfatta solitudine, che gualcisce la luce placida delle sue giornate e delle sue notti.
Anche il calore quieto delle mura domestiche viene allagato dalla densità oscura della paura.
Lo spazio fuori. La città.
Lo spazio dentro. La casa.
Vienna.
Un elegante e confortevole interno borghese.
Impregnati dell’odore del terrore.
Un delirio d’angoscia crescente. Che avviluppa come gelido sudario.
Il disordine interiore scompone, guasta e contamina l’ordine esteriore.
Tutto frana, e si disperde.
Consegnando i passi, gli sguardi, il cielo, le parole, l’aria al tempo senza tempo, al respiro aguzzo e inclemente dell’incubo.
Un vagabondare disperato nel dedalo opaco di una città che è, in realtà, un viaggio allucinato nel Sé, nel precipizio infinito, amaro, aspro e bruciante della propria coscienza. Macerata, corrosa e sventrata dal grido selvaggio della Paura
Uno studio psicologico di grande raffinatezza, che prende per mano il lettore, trascinandolo con maestria e sapiente coinvolgimento nelle pieghe burrascose e limacciose del buio interiore dell’anima.
Laggiù, dove il pensiero si snuda, depone ogni maschera e ricusa ogni finzione. Laggiù, dove c’è posto solo per la verità. L’impietosa e implacabile verità.
A dispetto di tutto e tutti. Anche di se stessi…

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Ilaria Biondi
Laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna. Durante il Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate vive per lunghi periodi in Francia. Si occupa di traduzione letteraria e critica della traduzione, di letteratura francese e belga (in lingua francese) e letteratura tedesca dell’Ottocento. È appassionata di letteratura fantastica , science-fiction, letteratura al femminile, di viaggio, per l’infanzia e poesia.
Raymond Radiguet. Giovinezza perduta, eterna giovinezza, Delta Editrice.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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