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In primo piano

[Libri] Mara Genotti Brat presenta: Una manciata di coriandoli, nell'intervista di Silvia Pattarini

Mara Genotti Brat racconta Una manciata di coriandoli

In anteprima Una manciata di coriandoli, di Mara Genotti Brat, Jona Editore, 2017. Un gatto narratore mostra i mille coriandoli, i colori e le sfumature della vita.


Una manciata di coriandoli

Una manciata di coriandoli

di Mara Genotti Brat
Jona Editore
Narrativa
ASIN B073RVQ4FJ 
ebook 9,99 €

Mara Genotti Brat con Grumo di polvere ci ha mostrato, attraverso gli occhi di un gatto, cosa significa cercare una famiglia. Ce lo ha mostrato in un viaggio fatto di piccole gioie e grandi dolori, di grandi speranze e di piccole miserie. Una manciata di coriandoli è la vita dopo un grande parto. E, in questa vita di gatto, ci siamo noi tutti. Ci sono amori e sofferenze, giornate di sole e improvvisi temporali. E ci sono i mille coriandoli, ci sono "vecchi" e "giovani", "adulti" e "ragazzi" che cercano, senza troppa consapevolezza, di trovare il loro, vero, colore e tutte le sfumature che può ricevere collegandosi agli altri. Grumo di polvere, in questa storia, sembra anticipare le mosse, sembra assorbirle, sembra diventare specchio di queste mille luci impazzite.


L'autore racconta 



Ciao Mara  e benvenuta. Ci racconti come è nata l’idea di questo romanzo? È nata prima la trama o prima il titolo?
Ciao a tutti, sono molto contenta di essere sul vostro blog! Il titolo del romanzo è nato nello stesso momento in cui la trama si è abbozzata nella mia testa. Mi trovavo nella casa di riposo in cui svolgevo Servizio Civile e, osservando gli anziani e gli ospiti, ho potuto osservare i coriandoli che caratterizzano sia la trama che il titolo. Così ho deciso di scrivere la storia che intravedevo. In alternativa, avrei dovuto prendere degli psicofarmaci, insomma, chi è che vede dei coriandoli invisibili? In un modo o nell’altro dovevo esorcizzarli!

Appartiene a un genere ben definito o accorpa più generi?
Personalmente lo inserirei nel genere “narrativa”, genericamente. Tuttavia c’è da considerare che il protagonista è un gatto pensante, dunque una vena surreale c’è inequivocabilmente!

Si rivolge a un target di pubblico specifico?
In realtà no, penso che la storia possa essere alla portata di chiunque. Come ogni libro, più che fare riferimento ad un “target”, parlerei del “momento giusto”. Nella vita c’è sempre un periodo in cui una trama non ci interessa, mentre la stessa storia può regalarci grandi emozioni in un’altra fase. Se amate i gialli o il fantasy, non fatevi scoraggiare! “Una manciata di coriandoli” potrebbe avere molto da darvi, un giorno... Anche soltanto come supporto per un tavolo con una gamba ballerina!

Hai ragione, i periodi della vita sono sempre in continua evoluzione e i punti di vista possono cambiare da un momento all'altro. A monte del romanzo ci sta un lavoro di ricerca e documentazione o non si è reso necessario?
Per la maggior parte della stesura non è stato necessario, ma ho inserito alcune note per contestualizzare alcuni eventi storici o alcune patologie di cui si parla nel corso della storia. In quel caso mi sono documentata.

Raccontaci qualche curiosità sui personaggi principali e comprimari: come si chiamano, il loro carattere o qualche particolare che li contraddistingue.
Il personaggio principale della storia è Grumo di Polvere, ed è un gatto. Il filo conduttore della trama è lui: è lui che ci mostra e ci racconta le vicende , le giornate e i ricordi di tutti gli altri protagonisti. Si tratta di un felino randagio e magro che piano piano diventa sornione e grasso.
Gli altri protagonisti sono davvero troppi da elencare, trattandosi degli ospiti di una casa di riposo e degli operatori che ci lavorano, ma nel corso delle pagine si ha modo di conoscerli tutti.

Il gatto narratore quindi, interessante. Nei tuoi personaggi, anche in quelli secondari, c’è qualche esperienza autobiografica, o hai preso spunto da persone di tua conoscenza, oppure sono esclusivamente frutto di fantasia?
I personaggi sono frutto della mia fantasia, tuttavia la storia nasce da un’esperienza personale, quella del volontariato in struttura. È qui che, traendo spunto dalle scene di quotidianità, ho deciso di scrivere la storia, basandomi anche su altre esperienze private, ossia il tirocinio universitario allo sportello sociale di aiuto degli anziani e delle loro famiglie, e l’esperienza presso l’hospice di un ospedale (il reparto per pazienti oncologici terminali). Ovviamente la storia in sé è romanzata e non ho narrato le vicende reali di nessuno, per rispetto alla privacy.

I luoghi del romanzo: dov’è ambientato? Hai scelto questa location per necessità, per moda o per altri motivi?
Come ho già detto, l’ambientazione principale è quella delle casa di riposo, che ho scelto per raccontare ciò che vivevo, per dare voce alle mie emozioni (e non solo). Poi però mi sono fatta prendere la mano e ho raccontato anche tantissime storie inventate, visitando parecchi luoghi.

Mi piace ricordare questa citazione di E.M. Cioran “Un libro che lascia il lettore uguale a com’era prima di leggerlo è un libro fallito”. Sulla base di questa frase ti sfido a invogliare il lettore a leggere il tuo libro: definiscilo in tre aggettivi.

Questa domanda è difficile. Tre aggettivi sono troppi e sono troppo pochi allo stesso tempo!
Lo definirei delicato, malinconico e colorato!

Stralci d’autore: lasciaci uno spaccato accattivante tratto dal tuo romanzo Una manciata di coriandoli.  

Osservo Paola: fissa la villa da fuori, attorno a lei brillano centinaia di emozioni: paura, sfiducia, tristezza, dolore, sconforto, rabbia, infelicità. Rimpianto, solitudine, disperazione, afflizione. Angoscia. Impotenza.
Non vuole entrare, tornare in quel luogo dove suo padre ha vissuto la devasta. Sapere che non sarà più davanti a quella finestra, al sole, aspettando che arrivi la sua cara figlia...
Si asciuga una lacrima ribelle.
Sa che entrando le verrà istintivo cercarlo nei suoi luoghi consueti, e sa che non lo troverà. Sa che nella sua camera sentirà il suo profumo, nei suoi vestiti, nei suoi fazzoletti inamidati. E sa che quel profumo sarà assorbito dagli odori della vita, sa che la lavatrice renderà quella stoffa anonima. Sa che dovrà affrontare il suo sorriso felice nelle foto appese al muro, quel sorriso così diverso da quello triste che sfoggiava dopo l’incidente, e sa che non vedrà mai più né un sorriso né l’altro, se non in quelle fotografie.
Vorrei piangere con lei se potessi. Invece io sono un gatto, e non piango. E lei è una sciocca umana, e trattiene l’emozione ritenendola inadeguata al contesto.

Un proverbio svedese cita così: “in un buon libro la cosa migliore è fra le righe”. Il tuo romanzo si fa portavoce di qualche messaggio particolare o  si propone esclusivamente di  intrattenere il lettore?
Il mio romanzo cerca di farsi portavoce di tantissimi messaggi! Messaggi che ruotano tutti contro la lotta alle discriminazioni in ogni loro forma e manifestazione e anche attorno all’importanza di lavorare sulla propria gentilezza ed empatia, perché possono rendere il mondo (nostro e degli altri) infinitamente migliore... e più colorato!

Mi sembrano messaggi molto positivi! Per concludere, sei fiera di ciò che hai scritto?
Sì, sono contenta di essere riuscita a raccontare quello che sentivo dentro: gli ho dato una forma, delle voci e dei colori (i colori sono molto importanti per lo sviluppo della trama, forse lo avrete capito!) alle mie emozioni e, spero, a quelle di tantissime persone.

Grazie per essere stata con noi, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
Grazie a voi e viva il lupo!


Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

About Silvia Pattarini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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