• Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scritri della accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto

In primo piano

[Libri] "Una luce sul futuro" di Ornella Nalon, recensione di Davide Dotto

Una luce sul futuro di Ornella Nalon - recensione - Foto: Priscilla Du Preez

Una luce sul futuro, di Ornella Nalon, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto, 2017. Esistenze vissute infinite volte, dissimili, parallele. Si incrociano per un brevissimo tratto, illuminandosi a vicenda.

Richard Harvey vive ai nostri giorni. A vent’anni cantava in una band. Sognava la consacrazione a Londra, o almeno di vivere di sola musica. L’incontro con un importante discografico gli consente di diventare Ricky Halley, una celebrità del rock. Il successo con i suoi compromessi tuttavia, se apre tutte le porte, gliene chiude molte altre: a sessant’anni prende atto della crescente disistima verso se stesso e di una logorante insoddisfazione interiore. Ha abbattuto la parete delle possibilità, si è realizzato, lasciando indietro gli altri. Scopre di aver vissuto il suo futuro pieno di promesse, le quali sono state via via mantenute, ma offuscate dall’ombra del disincanto, dell’eccesso del vortice mondano. Analizzare quello che è stato – o persino riviverlo, sezionarlo, capire cosa non abbia funzionato – può solo farlo sentire peggio, l’episodico buon umore è intervallato da nervosismo e tristezza. Poco importa se, per trovare l’ispirazione e scrivere la sua autobiografia, soggiorna momentaneamente nello Yorkshire, in un castello da favola davanti al mare. Privo di preoccupazioni di sorta, ha sottomano un amico pronto ad accorrere alle sue richieste, a finanziare le sue necessità.
Anche gli antichi padroni del maniero in cui abita, gli Harrington, hanno la loro – anzi – le loro storie. Le giornate di Richard si alternano alle loro e alle vicende di Lydia Cooper, figlia dei custodi. Lydia, negli ultimi scampoli del XIX secolo e dell’età vittoriana (dove prevalgono principi morali ad alimentare un divario incolmabile tra le classi sociali, oltre inusitati freni al coronamento delle personali aspirazioni), si lega sentimentalmente a Steven Harrington, iniziando una intensa corrispondenza, nonché una relazione rischiosa dagli sbocchi incerti. Ancora lontane sono le battaglie per i diritti femminili di Lady Nancy Astor (1879-1964), la prima donna deputato della storia inglese, citata nel romanzo.
Le differenze emergono tra regole stringenti, persuasive e soffocanti della società conformista di fine Ottocento, e la concezione quasi anarchica della propria libertà, in grado di demolire qualunque barriera, ignorando margini di qualsiasi tipo. Due storie insomma che si muovono tra le pieghe del lecito/illecito delle generazioni passate, e la sregolatezza, gli eccessi di un mondo che procede a briglie fin troppo sciolte.
Una luce sul futuro racconta esistenze che, nel loro piccolo e nel loro grande, sono state vissute infinite volte, e in altrettanto numero si replicheranno. Così come vengono qui affiancate, non possono essere più dissimili, eppure proseguono parallele. Disfano un nodo temporale, si incrociano per un brevissimo tratto grazie a uno stratagemma narrativo, fino a condizionarsi e illuminarsi a vicenda e a dotarsi di un significato altrimenti inedito.

Una-luce-sul-futuro

Una luce sul futuro

Cosa possono avere in comune un cantante rock e una ragazza vissuta nel 1800? Potrebbe sembrare nulla, ma la storia di Richard e Lidya vi dimostrerà che un collegamento può esserci. Dopo una breve gavetta, Richard Harvey riesce ad affermarsi nel panorama musicale londinese ed europeo. Ha rincorso la celebrità, sacrificando le amicizie, gli affetti familiari e i propri valori. Alla soglia della vecchiaia, si accorge che quanto ha ottenuto non lo ripaga di ciò che ha perduto. Un forte senso d’inutilità, il rimorso e la solitudine lo stanno conducendo verso un grave stato depressivo. Decide di affittare un piccolo castello a Filey, nel North Yorkshire e di rimanervi rinchiuso finché avrà scritto la sua biografia. Svelerà tutti i suoi segreti come atto di riscatto per una intera vita di bugie. In quello stesso castello, più di duecento anni prima, aveva vissuto Lidya, la figlia dei custodi. Una ragazza semplice, dolce e intelligente che, fin da piccola, coltivava il suo profondo amore per il figlio dei castellani. Un sentimento maturato con il trascorrere degli anni, ma destinato a incontrare molti ostacoli. Due storie totalmente diverse e separate dal tempo, ma che conosceranno un punto di connessione. Sarà quella fugace interconnessione che costituirà la salvezza per entrambi.

di Ornella Nalon | Streetlib collana Gli scrittori della porta accanto | Narrativa
ISBN 978-88-6307-654-7 | ebook € 1,99 |  cartaceo 13,99€

Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
    Blogger Comment
    Facebook Comment
    G+ Comment

0 commenti:

Posta un commento

Ti è piaciuto questo articolo? Allora faccelo sapere, il tuo feedback è per noi prezioso, grazie!

Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni

"ChiaroScuro", silloge poetica de Gli scrittori della porta accanto

Collana Gli scrittori della porta accanto per StreetLib A dicembre 2016, il gruppo si affaccia all'editoria indipendente, appoggiandos...