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In primo piano

[Scrittori] Intervista a Fabio Strinati, a cura di Silvia Pattarini

Fabio Strinati

Un caffè con Fabio Strinati, in tutti gli store online con Periodo di transizione, la sua ultima silloge, in italiano e rumeno,  un salto da una sponda all’altra durante la piena di un fiume gonfio di sostanza. 

Buongiorno Fabio e benvenuto tra Gli scrittori della porta accanto. So che sei un artista a tutto tondo, ci racconti qualcosa di te: di cosa ti occupi?
Buongiorno a voi e grazie per questa bellissima opportunità. Essere vostro ospite mi rende molto orgoglioso. Io mi occupo di tutto quello che ha a che vedere con le parole e con i suoni ma soprattutto, mi occupo della mia anima cercando di far emergere in superficie le sue meravigliose e preziose sensibilità. Penso di essere un poeta ma non ne sono molto sicuro. Credo di essere uno scrittore ma ho qualche dubbio al riguardo. Poi, mi reputo un compositore ma qualcosa da rivedere c’è. In ogni caso sono Fabio Strinati e di questo ne sono pienamente convinto.

Cos’è per te la poesia?
La poesia è come una piuma pesante che volteggia dentro le anime di quegli uomini che hanno saputo vedere oltre la propria anima e ascoltare oltre la propria vita.

Chi sono e dove trovi le “muse ispiratrici”? Cosa ti affascina e ti ispira?
Solitamente, essendo io una persona curiosa per natura trovo ispirazione ovunque: ovunque ci sia ispirazione. Osservo ogni cosa, ascolto tutto e sono sempre pronto a trascrivere l’immediatezza sul foglio di carta. Amo andare in giro con una penna perchè la considero una valida alleata e una medicina naturale contro la tristezza. Per me scrivere è un' àncora di salvezza, una sorta di scappatoia da questa dimensione feroce e discutibile ma sottrarsi alla vita è praticamente impossibile; ormai siamo qui e non possiamo mollare proprio sul più bello.

Secondo te è possibile coniugare la musica alla poesia?
Musica e poesia sono due arti che in qualche modo si completano ma ognuna ha vita propria e il saper coniugare queste due meravigliose arti non è altro che un processo che ha origine nei fondali della nostra anima; bisogna sapersi ascoltare a fondo per poter capire la nostra breve esistenza.

Periodo di transizione è la tua ultima fatica letteraria. Quanto tempo hai impiegato a scriverlo e perché hai scelto questo titolo?
Si tratta di un libro molto duro che mi ha sottratto moltissime energie ma che sto pian piano recuperando. Un libro che racchiude se vogliamo, tutte le mie pubblicazioni precedenti ma con un piglio sicuramente molto più maturo. Si tratta di un viaggio di cui non si conosce il percorso; un passaggio, un salto da una sponda all’altra durante la piena di un fiume gonfio di sostanza. Un libro bilingue italiano/rumeno che sancisce la fine di un periodo e l’inizio di un percorso tutto nuovo, sia artistico, che umano. Ho avuto la fortuna di avere una bellissima prefazione di Michela Zanarella e di conoscere la professionalità impeccabile di Daniel Dragomirescu che ha tradotto le poesie coinvolgendomi in questo progetto che mi sta dando moltissime soddisfazioni.

Hai all’attivo altre pubblicazioni?
Ho pubblicato diversi libri. Nel 2014 debutto con Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo. Nel 2015 pubblico Un’allodola ai bordi del pozzo. Nel 2016, Dal proprio nido alla vita. Un libro ispirato ad un romanzo di Gordiano Lupi, che s’initola Miracolo a Piombino. Un libro sull’adolescenza, la fanciullezza, la giovinezza, la paura di spiccare il volo verso l’ignoto. Nel 2017 pubblico prima Al di sopra di un uomo e poi Periodo di transizione. Tutti i libri sono pubblicati con la casa editrice Il Foglio Letterario tranne Periodo di transizione che è pubblicato dalla casa editrice Bibliotheca Universalis.

Come ti definiresti in un aggettivo?
Folle

Come diceva la grande Alda Merini "anche la follia merita i suoi applausi". Completa la frase seguente: “toglietemi tutto ma non…”
...toglietemi me stesso.

Coi tuoi componimenti partecipi, o magari in futuro intendi partecipare a premi e concorsi letterari di poesia?
Ho partecipato a diversi concorsi letterari di poesia e ho anche ottenuto buoni risultati. Considero i premi una buona palestra per mantenersi giovani, tutto qui.

Vuoi lasciare una tua lirica per gli affezionati lettori del nostro sito?
Con moltissimo piacere.

MADRE GITANA

Ragazze che danzano come cerchi d’acqua fresca
in quelle valli dove la frescura è quel mese d’autunno
che musica la storia della lontananza...

ragazze sparpagliate nei loro sguardi verso le colline verdi
che si aprono con lo stormire di foglie, di paglia e di grano,
delicate e pacate come le rondini sul rametto d’albero,
verso nuovi orizzonti come un cavallo sciolto e bianco
che si trascina con la biga.....oltre la speranza!

E nei leggeri sguardi dei bambini che giocano a palla,
come quasi un racconto nomade di mare e di sole...
nell’indecifrabile meta, di una zolla di terra,
tu che appartieni alla natura delle cose semplici,
tu che sei l’acrobata dell’eleganza in fiore...
come gli ortaggi protetti dalla serra;
sei quel fascino di una saggezza senza presunzione,
la gentilezza di un costume di cultura,
la madre del corteggiamento!

( Poesia vincitrice al 23° Concorso
Artistico Internazionale “Amico Rom“ )


Una lirica molto positiva ed espressiva che veicola un bel messaggio di speranza che passa attraverso la musicalità dei versi e la gestualità delle "ragazze che danzano come cerchi d'aqua fresca", "nei leggeri sguardi dei bambini che giocano a palla" e nei lenti ritmi della natura. Una poesia che salvifica quel "tu" che si fa "acrobata dell'eleganza in fiore..." un tu che attraverso la sua eleganza affascina senza presunzione come se fosse un fiore. Attraverso le tue poesie ti fai dunque portavoce di qualche messaggio particolare?
Non credo o almeno, non mi sembra di aver ragionato mai in questi termini. Scrivo perché ho bisogno di dialogare con il mondo ed essendo una persona taciturna, schiva e riservata, ho dovuto in qualche modo trovare un linguaggio che mi permettesse di interagire con il tutto che mi circonda.

Fabio preferisce leggere alla vecchia maniera, sfogliando le pagine e annusando il profumo dei libri, oppure si è lasciato affascinare dalle innovative tecnologie e legge gli ebook?
Io sono un tipo alla vecchia maniera: adoro sfogliare i libri e sentirli pulsare col ritmo del mio cuore.

Credi di avere raggiunto il tuo obiettivo e ti senti realizzato, oppure hai altri progetti per il futuro, nuovi lavori in corso o altre ambizioni ?
Realizzato assolutamente no anzi, credo di essere solamente all’inizio se non addirittura ancora prima dell’inizio. Per quanto riguardano i lavori sì, ce ne sono in corso moltissimi tra cui un libro scritto a quattro mani con Michela Zanarella che uscirà credo nel mese di novembre. “L’esigenza del silenzio“ è un libro immortale, una fusione di sentimenti che hanno sentito il bisogno di lasciarsi mitigare dalla poesia.

Dove possiamo trovare il tuo libro?
Periodo di transizione si può può richiedere direttamente a me, al mio contatto Facebook o via email. Gli altri libri sono disponibili anche su Amazon.

È stato un piacere conoscerti e passare il tempo in tua compagnia, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio un grosso augurio per il tuo libro, e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti.

Periodo di transizione - Copertina

Periodo di transizione

Per iniziare la lettura del nuovo libro di Fabio Strinati bisogna fare spazio alla concentrazione, quella necessaria per completare un viaggio di esplorazione interiore. “Periodo di transizione” è una raccolta di poesie dove l’autore spinge fuori dalla sua anima dubbi ed insicurezze, le porta in superficie, le confida non solo per liberarsene, ma affinché questi stati d’animo siano di supporto al lettore, che può riconoscersi tra le parole scritte. Viene naturale chiedersi cosa intenda il poeta con il termine transizione e allora il riferimento va a quel ‘passaggio’ che è l’esistenza stessa. Siamo in cammino e giorno dopo giorno ci mettiamo in discussione attraverso scelte, azioni, anche indecisioni. Quello che sta avvenendo dentro e fuori Strinati è un processo di ricerca, un’urgenza di scoperta o riscoperta dell’io, nella purezza delle intenzioni ed espressioni. 
La raccolta si apre non a caso con la lirica “Groviglio”, intreccio di percezioni e situazioni confuse. Il poeta parla di disordine, di fumi forestieri, elementi che rimandano proprio ad un senso di smarrimento ed incertezza: “Salvadanaio mentale sprofonda nel disordine/coi fumi forestieri,/cicalini vibratori e megafoni interni/che ignorano la mantide/attanagliata nelle vene tormentose”. Le immagini risultano particolari negli accostamenti e la stessa mantide riflette una forte simbologia che incarna in qualche modo la meditazione. E’ necessario un lavoro intenso sul pensiero e in questo caso il poeta deve districare le trame della sua identità, che ancora non è in equilibrio. C’è un vuoto che assale, che non lascia tregua e l’autore è consapevole di vivere un periodo non facile. Si considera addirittura privo di se stesso, quasi non si riconosce in quello che sta accadendo: “Privo di me stesso striscio, crepo mi spello/nell’indebolimento di un contorno vago e circonciso”. Non sentirsi in sintonia con le cose e con gli altri produce delle continue precipitazioni psichiche e fisiche che rischiano di portare via ogni singola gioia o accenno di luce. 
La poesia in questo caso serve a rielaborare le inquietudini, a ripercorrere limiti e fragilità, fino a trasformare ogni ombra in qualcosa di positivo. Per Strinati la scrittura diventa lo strumento per imparare a conoscersi, per compiere un’indagine approfondita nelle proprie emozioni. Non è così scontato riuscire ad osservarsi in profondità, specialmente se lo si fa attraverso la creatività, producendo versi di un certo valore. Tra le angosce l’autore non nasconde di aver anche paura di ciò che prova, e in un tempo provvisorio vive la sua esistenza tra mille dubbi, cercando di capire la direzione da prendere per non cadere nel buio assoluto. Ripensando proprio a questa tensione dell’anima torna a farsi presente nella memoria la poesia di Georg Trakl, poeta espressionista austriaco che evoca la decadenza e la solitudine del mondo. Strinati in qualche modo porta addosso pensieri e patimenti avvolti da un tormento insistente. Fragile e precario il poeta continua a ‘vomitare’ un malessere che sfianca, si abbandona a quel vortice che lo attira come forza oscura, si cerca, si annusa, si scopre come feto impaurito in una vita che non sempre dà riferimenti, in attesa di una traiettoria nuova. Decidere di andare fino in fondo negli angoli meno battuti della propria anima è una scelta sicuramente coraggiosa. Non è da tutti svuotarsi, passare al setaccio turbamenti, sofferenze, lacrime, e vedersi oltre. Trova rifugio negli elementi della natura Strinati e nel fiorire di primavera prende atto della preziosità dell’esistere, di essere parte del cosmo. Rimane comunque un’oscillazione costante dove prevale il dubbio, l’imperfezione, ma questo fa parte di una personalità sensibile che chiede risposte, che aspetta di comprendere il senso del suo andare per le strade della vita, insieme ad una fedele compagna: la Poesia.
Prefazione di Michela Zanarella

di Fabio Strinati | Bibliotheca Universalis | Poesie
cartaceo 10,00 €

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

About Silvia Pattarini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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