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I Razziatori di Etsiqaar, intervista ad Andrea Venturo

I Razziatori di Etsiqaar, intervista ad Andrea Venturo - Libri, Gli scrittori della porta accanto

A cura di Silvia Pattarini. Un caffè con Andrea Venturo, in tutte le librerie online con I razziatori di Etsiqaar, il secondo volume autoconclusivo della saga "Le cronache di Tharamys".

Ciao Andrea, e grazie per avere scelto il nostro web magazine culturale. Per rompere il ghiaccio, visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un tè, una tisana, una bibita fresca o… cosa preferisci?
Caffè lungo, macchiato caldo, tazza grande. Solo in Italia si può chiedere una cosa simile al prezzo di un caffè.

Ci racconti come hai trovato il nostro blog e perché hai deciso di affidare a noi la promozione del tuo libro?
Perseguo ogni strada possibile per promuovere il mio libro. Non ho un agente e devo fare tutto da solo così da una parte devo evitare i recensori a pagamento, che non sono molti per fortuna, dall'altra individuo quei blogger, quei siti dedicati alla letteratura o insomma dovunque si recensiscono libri che rispondono ai miei requisiti di correttezza, qualità e professionalità. Quando questo accade mi ritrovo poi a parlarne bene tra i miei contatti sui social, sul blog e si innesca un bel circolo virtuoso che aumenta la visibilità di entrambi.

Bene, ora che abbiamo rotto il ghiaccio raccontami qualcosa di te. Chi è Andrea nel quotidiano?
Sono un papà, un lavoratore e un appassionato di trekking, musica, scrittura... innamorato della vita in genere e un assiduo sostenitore di “Ieri è passato, domani è una promessa, oggi è un dono”. Così inizio sempre bene la giornata!
Quando posso viaggio con tutta la mia famiglia che sta crescendo ancora: a febbraio arriverà una bimba... e così saremo in cinque (per tacer del gatto).

Complimenti per la bella famiglia in aumento, anch'io ho tre figli. Non ci si annoia mai. Ma veniamo al nocciolo della questione. Per scrivere un libro è necessario avere una storia da raccontare: raccontaci qual è stata quell’alchimia, quella scintilla interiore che ti ha spinto a scrivere I Razziatori di Etsiqaar.
I razziatori e tutta la collana di cui fanno parte sono nati tanti anni fa (26 anni fa per la precisione) quando scrissi un background per un personaggio di D&D ispirato alle opere di Karl Edward Wagner di cui aveva preso a prestito il nome: Kane. Ricordo bene che scrissi più di 80 cartelle in una notte. Ero gasatissimo: da oltre due anni non mi veniva in mente nessuna storia e quella mi era uscita fuori così come niente (niente no, dieci ore di lavoro sulla mia fedele Lettera 32 e ricordo che finii il bianchetto). Tuttavia c'erano due grossi problemi: il primo era che l'ambientazione non era mia e apparteneva alla TSR che all'epoca non gradiva le fanfiction anzi. Secondo: era pieno di riferimenti che solo un esperto conoscitore di quell'ambientazione avrebbe colto. Quindi misi la storia nel cassetto e attesi tempi migliori.
Venti anni più tardi quella storia è tornata fuori, ma stavolta avevo abbastanza informazioni per riscriverla da capo e quando intendo “da capo” intendo proprio da quattrocento anni prima di iniziare. Così ho lasciato stare Dungeons & Dragons ed è nato Tharamys, il mio mondo. Grande, grosso, violento e indifferente. Sono nati astri, costellazioni, pianeti, dei, semidei e titani, sono nati continenti, miti, nazioni ed eroi altrettanto leggendari e dulcis in fundo, è nato Conrad Musìn, ragazzino dodicenne aspirante eroe (suo malgrado). Il suo motto è “Quando il giuoco si fa duro... io vorrei essere altrove” e questa citazione nasconde anche il suo destino.
Per tornare alla domanda: I razziatori di Etsiqaar è nato quando ho realizzato il progetto della collana “Le Cronache di Tharamys”, ed è nato con lo scopo di creare il background necessario alla narrazione di quella storia nata in una notte oltre 20 anni fa. Avevo bisogno di un eroe, ma volevo anche raccontarlo bene prima di gettarlo nella mischia e, soprattutto, volevo conoscerlo meglio anche io. Così ho scritto Il Torto dove motore della storia è una torta e le (scarse) capacità deduttive del mio eroe rischiano di fargli perdere la vita. Poi ho scritto I Razziatori, il libro appena pubblicato, e insieme a capacità di deduzione un pelino migliorate saltano fuori coraggio, immaginazione e agilità (bravura nelle fughe, direi). A seguire Un piatto freddo, il libro su cui sto lavorando, metterà bene in chiaro che è il lavoro di squadra a vincere e non l'azione di un singolo.
Il futuro invece porterà la prosecuzione della collana “Le cronache di Tharamys”e nel 2018 pubblicherò altri due romanzi (se tutto va bene).
Un piatto freddo è una vera e propria indagine, in salsa fantasy, che porterà Conrad sulle tracce di un ladro e della sua banda criminale anche se niente è come sembra. C'è una vendetta in corso, il piatto freddo per l'appunto, e solo il lettore più sveglio capirà di che vendetta si tratta. Non mancherà neanche una scena alla CSI, ma eseguita con incantesimi e strumenti magici. E poi inseguimenti, agguati e una risoluzione finale alla Ercule Poirot che al giallo “mentale” della Christie mi piace metter giù il pugno duro di Mike Spillaine con la delicatezza di un Robert Arthur (uno scrittore di Noir che amo il primo, ed un giallista coi controfiocchi il secondo).
Consumata la vendetta arriverà l'Ombra Scarlatta per la fine del 2018 (spero) e questo invece sarà un fantasy eroico di quelli intensi e pirotecnici. Ancora una volta la magia sarà la chiave di volta della storia, che altrimenti è difficile che un ragazzino quasi tredicenne (Conrad, sempre lui che nel frattempo cresce) se pure aiutato dagli amici che si sono uniti a lui, possa far fronte ad una minaccia letale (niente razziatori o ladri) e sperare di uscirne non dico indenne, ma almeno mezzo vivo e poi dovrà chiudere i conti con i fatti narrati all'inizio de Il Torto. Questa storia è il grosso di quelle 80 cartelle tirate giù 20 anni fa, ma è stata rimaneggiata e riscritta già una volta. Considera che tutte le mie storie, prima di approdare tra le capaci mani di un editor, subiscono almeno un paio di riscritture e la storia dell'Ombra Scarlatta è la più lunga che ho tirato giù finora. Perché sia pubblicata le vendite degli altri libri devono essere tali da coprire il costo di editing. Incrocio le dita... e intanto continuo a prendere appunti per i due libri successivi che arriveranno non prima del 2019: Il predatore di sogni che è un fantasy-horror con incubi capaci di uccidere come nei film della serie Nightmare di Wes Craven (e che sto infarcendo di citazioni del genere) e Le fiamme di Meroikanev dove, con una versione tutta mia della bella addormentata, chiuderò le fila del discorso iniziato con i Razziatori di Etsiqaar, perché è vero che ogni storia potrà essere letta singolarmente, ma in ognuna sono contenuti elementi che ripresi tutti insieme raccontano una storia più grande e complessa.
Per chiudere la domanda che mi hai fatto: 26 anni fa ho iniziato ad ammucchiare legna su una pira che, man mano è cresciuta e quando sono diventato papà è scoccata la scintilla: che storie posso raccontare ai miei figli? Voglio lasciargliene un bel po'!

Ci ricordi i titoli delle tue pubblicazioni precedenti, quanti e quali sono?
Dipende cosa intendi per pubblicazione. Ho cominciato a scrivere presto, intorno ai 4 anni e mezzo. Il primo lavoro che è stato pubblicato è stato “Quel libro fatale” raccontino scritto col cuore in punta di penna dove confessavo il mio amore per la lettura e di come “Viaggio al centro della Terra” di Jules Verne mi abbia completamente fatto ricredere sulla bellezza dei libri e di quali tesori siano in realtà. Quel racconto, finito sulla rivista “Millelibri”, vinse il secondo premio (una telecamera) con la quale mi divertii non poco anche alle spalle della professoressa di italiano che bollava tutti i miei temi con voti compresi tra 5 e 6.
Lo stesso anno, era il 1991, ho pubblicato per la prima volta un racconto: “Difensore” apparso su MC Microcomputer n°104. Pubblicazione che mi ha fatto finire sul catalogo della fantascienza e del fantastico.
Sei anni fa (2011) tentai una versione steampunk dell'impero romano, ma non mi convinceva granché. Ne è nato un “Siracvsa” che è a metà strada tra lo storico e il fantasy.
Poi la notizia che sarei diventato padre e l'idea che avrei potuto raccontargli qualche storia io mi ha dato lo spunto. Rispetto a quando avevo 20 anni è passato un quarto di secolo e nel frattempo ho letto svariati metri cubi di libri, molti presi in prestito in biblioteca, altri acquistati e ora parcheggiati in una cantina in attesa di un trasloco. Ne sapevo abbastanza da poter raccontare qualcosa che fosse davvero mio.
Così è nato “Il Torto” e insieme ad esso ho scritto un paio di racconti collegati all'ambientazione e li ho pubblicati sul mio profilo Wattpad. Il primo è “Rituale di Sangue” e il secondo “Il diario del Capitano Sarralga”, si tratta di piccoli approfondimenti dell'ambientazione. Inoltre c'è tutto il materiale presente sul mio blog dove mi racconto e racconto cosa combino mentre gioco a fare il demiurgo... il creatore di mondi, insomma.

Ora facciamo un gioco. Trovi una macchina del tempo che ti trasporta nel passato. Hai l’occasione di incontrare un grande scrittore o una grande scrittrice: chi ti piacerebbe conoscere e perché?
C'è un autore cui vorrei dire qualcosa e scambiarci due parole. Emilio Salgari. Gli direi “Non mollare! Cambia editore e se proprio vuoi scommettere scommetti su te stesso, non sulla roulette!” insomma lo spingerei a fare il Self ante-litteram. Anche se alterare la storia, come ben sa uno dei miei personaggi, comporta rischi enormi per chi beneficia dell'informazione e di chi gli sta attorno. Salgari è stato un grande incompreso. Era capace di creare mondi (non sto esagerando) con un semplice viaggio in biblioteca. Lui ha raccontato meglio di qualunque esploratore, la jungla della Malesia e ha saputo descrivere i praho dei tigrotti come se fosse stato sulla tolda della Perla di Labuan tra Yanez e Sandokan. La sua immaginazione era davvero potente.

Continuiamo a giocare. Ore 17,00. Ti si prospetta l’occasione di un aperitivo con un grande scrittore o una grande scrittrice contemporanea: chi vorresti incontrare e perché?
Clive Cussler, maestro dell'avventura. Sui suoi libri si è formata parte del carattere del mio personaggio principale. Certo: Dirk Pitt non potrebbe essere più diverso da Conrad, ma entrambi hanno occhi verdi e capelli neri e non è un caso. Inoltre: tutte le mie storie iniziano con un disastro e una minaccia con la quale i protagonista dovrà prima o poi fare i conti. Voglio raccontargli che è stato il mio modello, ne ammiro la capacità di raccontare storie credibili se pure straordinarie come e più delle imprese del Barone di Munchausen. Insomma: in “recuperate il Titanic!” fa riemergere il gigante d'acciaio dal fondo degli abissi, in Cyclops tira in ballo una base lunare, nel Cacciatore racconta la storia di una rapina rocambolesca, inseguimenti tra treni e del suo epilogo 50 anni dopo passando per il terremoto del 1906 di S. Francisco e fa sembrare di star sotto le macerie tanto è vivida quella scena. Insomma lo ammiro: è un narratore esperto e capace come ne ho letti pochi (e sono uno che legge abbastanza). E poi mi piacerebbe sapere da lui cosa pensa di scrivere ancora, da solo e in compagnia.

Fabrizio Caramagna afferma che “ogni libro è un viaggio, e l’unico bagaglio che portiamo con noi è l’immaginazione”. Vuoi raccontarci qualche curiosità su I Razziatori di Etsiqaar? A che genere appartiene a che target di pubblico si rivolge?
Si tratta di un Fantasy, di quelli classici con maghi, creature fantastiche, elfi e tutto quel che di classico si può immaginare. Tuttavia ogni singolo elemento “fantastico” viene ricondotto ad attività assolutamente normali. Il proprietario di una fattoria assolda un mago per costruire una pompa a vento super efficiente e poi gli fa raccogliere tutto il fieno dai campi per stivarlo nei fienili, per dire. Le variazioni sul tema non si fermano qui: banditi che assaltano carri carichi di mercanzie, con archi e frecce al posto di pistole e fucili, certo, ma anche ad ascoltare il booktrailer l'idea che si ha è quella di un'ambientazione Fantasy molto sui generis, pure il protagonista se ne accorge, ad un certo punto, e tenta di mercanteggiare un epilogo più a suo vantaggio. Se la musica torna familiare nei credit del brevissimo video c'è tutto quel che l'ha ispirata. Nel pubblico a cui mi rivolgo ci sono gli amanti dell'avventura, ci sono i ragazzi che sanno ancora sognare e tutti coloro che conoscono e apprezzano i giochi di ruolo. Nei contenuti extra (da scaricare a parte) ci sono mappe, descrizioni, schede personaggio e appunti per trasformare il libro in un'avventura da giocare con gli amici, gratis s'intende.

Secondo te che requisiti deve possedere un “buon libro” per essere definito tale?
Questa domanda sembra facile. Mettere il lettore nella condizione di dire “leggo ancora una pagina, poi smetto” ogni volta che gira pagina. Due dei miei lettori “beta” hanno divorato il libro in una giornata. Spero che accada lo stesso anche dopo.

Fornisci almeno tre motivi validi per invogliare un potenziale lettore a leggere I razziatori di Etsiqaar.
Quanto dirò adesso val bene per ogni titolo della collana.

  1. Ogni titolo è scritto in un italiano relativamente semplice, termini complessi o desueti sono usati sporadicamente e di solito corredati da una nota che ne spiega il senso in modo velatamente umoristico o almeno divertente.
  2. Tutti gli episodi sono autoconclusivi (niente n-logie con n compreso tra 2 e 10) per cui ogni storia nasce e finisce lì e non serve comprare le storie precedenti per capire qualcosa. Vero è che ogni episodio è collegato agli altri da un filo conduttore: i vari titoli sono sono legati a quanto accade nel primo titolo della collana Il Torto. Leggere un libro senza aver letto gli altri non pregiudica in nessun modo l'esperienza di lettura, ma leggere anche gli altri (in ordine o meno) la amplia.
  3. Ha un buon quantitativo di contenuti extra che offre spunti per meglio comprendere l'ambientazione e poterci lavorare su. Nell'animo resto un giocatore di ruolo e mentre scrivo penso a chi ha ancora il tempo per giocare con gli amici. Il mondo di Conrad e delle sue avventure è vivo e voglio che lo sia anche per chi legge.


Come intendi impostare la promozione del tuo libro: ti rendi disponibile per presentazioni presso librerie, biblioteche e centri culturali, preferisci il web o, tutte le soluzioni possibili?
Il mio lavoro di Papà assorbe tutto il tempo libero tranne due ore la mattina tra le 4 e le 6 circa. Giocoforza devo usare il web per poter raggiungere ogni potenziale lettore e tutti quelli che finora hanno apprezzato le mie storie. Se poi diventeranno davvero tanti posso pensare a come recarmi di persona, fermo restando che con me si muove tutta la famiglia: siamo molto uniti.

Uno scrittore è prima di tutto un lettore: preferisci il classico libro di carta o meglio gli ebook?
Fino a cinque anni fa avrei detto “carta” tutta la vita. Con due bambini piccoli si scopre la vera forza dell'e-Book che non può essere scarabocchiato, strappato, leccato (sic!) e tanto altro che solo la stupefacente creatività di un bambino può immaginare di fare ad un libro.

Ah ah ah, mi hai fatto ridere, ma ti capisco benissimo, hai davvero ragione. La fantasia dei bambini è illimitata! Ricordo ancora quando Leonardo aveva infilato una banana nel videoregistratore (avevo ancora le VHS) o due CD sovrapposti nel lettore DVD. Per non parlare dei libri dimenticati in giardino sotto il temporale, o utilizzati in un modo "improprio" che non sto qui a spiegare! 
Hai ancora qualche sogno nel cassetto da realizzare?
Continuare a far trekking con tutta la famiglia e scoprire altri luoghi fantastici (e che inevitabilmente finiranno nelle mie storie) come la nuova Zelanda, dove prima o poi voglio tornare.

Come ti vedi tra dieci anni?
Con almeno dieci libri pubblicati a mio nome. Con due ore tutti i giorni si possono fare cose incredibili.

Dove possiamo trovare il tuo libro?
Principalmente su Amazon in eBook e in Cartaceo. Altri libri della collana si possono trovare legati al mio nome o all'ashtag #Tharamys.

Andrea ti ringrazio tantissimo per essere stato con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo libro, augurandoti che sia un vero successo! In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!
E io ringrazio te e tutto lo staff per l'opportunità che mi hai offerto... e per il caffé!



I razziatori di Etsiqaar - Intervista, Gli scrittori della porta accanto

I razziatori di Etsiqaar

Seconda avventura autoconclusiva per Conrad.
Sembrano lontani i tempi in cui doveva vedersela coi coboldi ladri di torte, e invece sono passati appena due mesi. Stavolta dovrà vedersela con una banda di commercianti di schiavi col solo aiuto di un fuggitivo dai modi spicci e una ragazzina dalla lingua tagliente quanto i suoi coltelli.
Un uso della magia non proprio ortodosso e monete che cambiano colore possono sembrare poca cosa in confronto a quaranta banditi organizzati, ma mai sottovalutare i ragazzini: sanno essere molto più ingegnosi degli adulti.

di Andrea Venturo | Independently published | Narrativa per Ragazzi, Avventura
ISBN 978-1549894039 cartaceo 9,61€ | ebook 2,99



Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

About Silvia Pattarini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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