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Pagina 69: Emma, di Jane Austen

Emma, di Jane Austen, pagina 69 - Libri, Gli scrittori della porta accanto

#111 Pagina 69 | Emma, di Jane Austen, Emma Books, 2011. Pubblicato per la prima volta nel 1815, l'ultimo romanzo che la Austen vide edito e, a giudizio unanime della critica, il suo capolavoro.

«Non so cosa ne pensate, Mrs Weston, dell’amicizia fra Emma e Harriet Smith» disse Mr Knightley «ma non mi sembra una bella cosa».
«Davvero? E perché?».
«Credo che nessuna delle due possa giovare all’altra».
«Ma come! Emma può solo giovare a Harriet: e visto che Harriet interessa a Emma, di sicuro le giova. Sono molto contenta della crescita della loro amicizia. Come la pensiamo diversamente! Credere che non siano un bene l’una per l’altra! Ecco che ricominciamo a litigare su Emma, caro Mr Knightley».
«Non penserete che sia venuto per discutere con voi, sapendo dell’assenza di Mr Weston, per costringervi a combattere da sola la vostra battaglia».
«Di certo mio marito la pensa come me sulla questione e mi sosterebbe se fosse qui. Ne parlavamo proprio ieri, concordando che per Emma è stata una fortuna la presenza a Highbury di una ragazza come Harriet con cui stare insieme. No, Mr Knightley, mi dispiace, non siete un buon giudice sull’argomento. Siete talmente abituato a vivere solo da non apprezzare il valore della compagnia. Inoltre nessun uomo può essere un buon giudice del conforto che trova una donna nella confidenza con un’altra donna, perché per le donne è un’abitudine naturale. Credo di sapere cosa non le piace di Miss Smith. Non è quel tipo di ragazza superiore alla media che sarebbe la degna amica di Emma. Ma, visto che Emma vuol aumentare la sua cultura, ciò le sarà utile per leggere di più. So che vuole che leggano insieme».
«È da quando aveva dodici anni che Emma desidera leggere di più. L’ho vista compilare in periodi diversi tantissimi elenchi di libri che si proponeva di leggere regolarmente. Erano ottimi elenchi, scelti e organizzati con metodo, a volte in ordine alfabetico, a volte secondo altri criteri. Mi ricordo che quando vidi l’elenco da lei compilato a quattordici anni, pensai che fosse davvero molto intelligente e l’ho conservato per diverso tempo; e sono certo che adesso ne avrà stilata una perfetta. Ma ho rinunciato ad aspettarmi da Emma letture metodiche. Non si sottometterà mai a niente che richieda applicazione, pazienza o subordinazione della fantasia alla razionalità. Penso di poter dichiarare che sarà inutile una Miss Smith, dove non è servita una Miss Taylor. Anche voi non siete riuscita a convincerla a leggere nemmeno la metà di quanto volevate».



Quarta di copertina
"Emma" di Jane Austen.

«Emma Woodhouse, bella, intelligente e ricca, con una casa confortevole e un carattere allegro, sembrava riunire in sé il meglio che la vita può offrire, e aveva quasi raggiunto i ventun’anni senza subire alcun dolore o grave dispiacere.»
Ereditiera bella e un po’ viziata, giovane e sola, narcisista e intelligente, Emma Woodhouse, pur ritenendo di non doversi sposare, trascorre il suo tempo cercando di combinare matrimoni tra amici e conoscenti. In questo scenario, solo apparentemente tradizionale, si innesta una serie di fraintendimenti tra la protagonista e gli altri personaggi, quasi una “commedia degli equivoci” che costituisce il motore principale dell’intreccio.
L’eroina austeniana scambia la realtà con la propria immaginazione manifestando, quasi fosse un don Chisciotte al femminile, una difficoltà comunicativa del tutto moderna. Alla fine, Emma si rivela una satira divertente e spietata di ogni pretesa di razionalità assoluta.


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