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Zanzibar: 10 motivi per visitarla con i bambini

Zanzibar: 10 motivi per visitarla con i bambini - Viaggi, Gli scrittori della porta accanto

Mamme in viaggio | Di Valentina Gerini. Zanzibar, l'isola delle spezie, dei tramonti incantevoli, della spiaggia bianca come la neve e dei Masai.

Quando si pensa a Zanzibar si pensa alle sue interminabili spiagge bianche, con la sabbia così fina da sembrare farina, alle palme, altissime e verdi, alle spezie e ai mille odori dei banchi del mercato.
Zanzibar è un'isola a largo della Tanzania, raggiungibile con voli charter diretti da Milano Malpensa o Roma Fiumicino oppure con voli di linea con scalo.
La moneta ufficiale è lo scellino tanzaniano ma i dollari statunitensi sono accettati come seconda valuta. Negli hotel accettano anche euro, ma i piccoli B&B non accettano carte di credito e bancomat. La lingua ufficiale è lo Swahili ma è ben compreso e parlato l'inglese. Ha un fuso orario di 2 ore in più rispetto all'Italia (il paese non adotta l'ora legale). C’è un visto d’ingresso da pagare di circa 50 dollari e uno di uscita che varia a seconda della compagnia aerea (40/50 dollari).
Già mettendo piede all'aeroporto di Zanzibar si capisce di aver cambiato continente: il panorama, l'"organizzazione", l'afa. Le temperature sono sempre intorno ai 29-30 gradi, talvolta insopportabili per l'alta umidità che si registra soprattutto nei mesi più caldi che vanno da dicembre a febbraio. Il clima è un clima tropicale con una stagione detta "delle lunghe piogge" da marzo a maggio e una stagione "delle brevi piogge" da ottobre a dicembre.
La cultura è prettamente africana, così come lo sono le strutture delle case, i mercati, le strade di terra rossa... Cristiani e musulmani convivono pacificamente, le donne portano il velo ma è un'usanza non un'imposizione religiosa, la cucina è povera ma ricca di frutta, spezie e cibi freschi, la pulizia generale lascia a desiderare. In molti villaggi, quasi tutti direi, manca l'acqua corrente e l'energia elettrica è scarsa. Ma stanno lavorando per mettere la fibra. Questo lascia pensare molto, non credete? La tecnologia e internet oggi sono considerati beni primari anche se le priorità sull'isola sarebbero ben altre!
L'oceano è influenzato dalle maree che ciclicamente, ogni giorno, si presentano e seccano letteralmente il mare portando alla luce depositi di alghe infiniti.
Si possono trovare hotel lussuosi o piccoli agglomerati di bungalow costruiti direttamente in spiaggia.

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Con i dovuti accorgimenti come protezione solare 50+, attenzione nel bere sempre acqua in bottiglia ed eventuale profilassi antimalarica (anche se, giunti sull'isola, si viene bombardati di notizie che rassicurano il turista: il governo dice di aver investito tempo e soldi per la disinfestazione di bagni pubblici e privati nonché aree ad alto rischio e di aver regalato tre tende da letto per zanzara ad ogni famiglia del paese, riducendo del 70% la presenza della malattia) Zanzibar si presta benissimo ad essere visitata con i bambini. Ne apprezzeranno le bellezze, gli abitanti e i Masai.
Per chi, come me, viaggia con figli ma non vuole chiudersi in un resort all inclusive, segnalo piccoli alberghi dove entrare più in contatto con la popolazione locale: Dreams Hotel a Stone Town, Palumbo Kendwa a Kendwa e Blue Earth Bungalow a Jambiani. Per spostarsi da un luogo all'altro, con i piccoli, è sempre meglio utilizzare trasporti organizzati anziché quelli pubblici. A tal proposito segnalo una piccola agenzia locale di fiducia: Zanzibar Vacation & Leisure. Khamis, il responsabile, sarà ben felice di aiutarvi organizzando trasferimenti, tour giornalieri e prenotando l'alloggio.
Ora che avete tutte le informazioni generali, passiamo al dettaglio. Perché visitare Zanzibar e perché farlo con i bambini?

10 buoni motivi per cui vale la pena visitare Zanzibar.

  1. Le spiagge e i tramonti. Selvagge, lunghissime e bianchissime, quelle di Zanzibar sono tra le più belle che si possano vedere. La vita zanzibarina, fuori dalla città, si svolge prettamente in spiaggia: pescatori, venditori, bambini che giocano, Masai. Tutti passano gran parte della giornata in spiaggia, scalzi. Lì verrete letteralmente assaliti dai Beach Boys, ragazzi,  Masai e non, che si guadagnano da vivere facendo la qualunque: organizzano escursioni, intagliano portachiavi, fanno collane e bracciali. Non infastiditevi, lo fanno perché tentano di guadagnare in qualche modo e perché è nella loro cultura contrattare e vendere in stile mercato, basta rispondere che non si è interessati e vi lasceranno in pace. Le spiagge sono un po' curate nella zona di Kendwa e Nunguwi, meno nelle altre aree. Sono tutte bellissime, l'unica cosa da tenere presente è che quelle che si affacciano a ovest, sull'Oceano Indiano, sono penalizzate dalle maree, mentre quelle che guardano la Tanzania ne risentono meno. È consigliato passeggiare con delle infradito o scarpe da scoglio se non si vogliono avere brutte sorprese, come i ricci di mare. I tramonti di Zanzibar sono qualcosa di meraviglioso e il miglior luogo in cui osservarli è la spiaggia di Kendwa.
  2. Snorkeling. Oltre alle stelle marine e ai delfini - prevalentemente presenti a sud dell'isola - a soli 3 km da Zanzibar c'è una riserva marina meravigliosa, facilmente raggiungibile da Nungwi: l'isola di Mnemba. La sua barriera corallina misura diversi chilometri e rende felici grandi e piccini.
  3. L'acquario naturale di Nungwi. A nord dell'isola, si trova un acquario nel quale vengono curate e accudite le tartarughe di mare. Dimenticate le immense e fittizie vasche dei nostri acquari, quello zanzibarino è composto da vasche naturali di acqua di mare che sgorga dal sottosuolo e detiene due specie di testuggini e alcune tartarughe di terra. Circa 10 dollari è il costo dell'entrata. I bambini si divertiranno a dare da mangiare alle tartarughe e magari vedere dei cuccioli nati da poche settimane. Per i più interessati, l'acquario raccoglie anche scheletri e resti di differenti pesci e mammiferi come delfini e balene. Mia figlia è impazzita quando ha avuto la possibilità di nutrire le tartarughe e ha avuto la fortuna di vedere piccole testuggini che avevano soltanto una settimana di vita.

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  1. Jozani Forest. Jozani Chwaka Bay National Park è l'unico parco nazionale di Zanzibar, 35 km a sud-est di Stone Town, e comprende la foresta Jozani e Chwaka Bay. Entrando nella "reception" della foresta, dopo aver pagato l'entrata (10 dollari) si viene accompagnati a piedi da una guida del parco che ci scorterà durante l'avvistamento delle scimmie Colobo Rosso - ce ne sono circa 500 esemplari - e di altri animali come granchi, il martin pescatore delle mangrovie e il pappagallo testabruna. Se si desidera, la visita continua per vedere le mangrovie e può essere associata ad un'uscita in barca per l'avvistamento dei delfini.
  2. Stone Town. La parte più antica di Zanzibar City, è un misto di culture e architetture (araba, persiana, indiana, europea). Patrimonio dell'UNESCO dal 2000, Stone Town è un groviglio di strade dai portoni lavorati, un miscuglio di odori, un accozzaglia di bazar e moschee. Da non perdere sono il Palazzo delle Meraviglie, antica residenza del sultano, i moderni giardini Forodhani - di fronte al Palazzo delle Meraviglie - e la casa di Freddy Mercury, nato proprio lì nel 1946. Assolutamente consigliato l'aperitivo vista mare presso l'African House.
  3. Nakupenda e Safari Blu. Tra le escursioni più gettonate ci sono queste due giornate di mare dove si può prendere una tintarella niente male sulla lingua di sabbia che emerge a largo di Stone Town durante il giorno, chiamata Nakupenda, vedere le tartarughe di terra di Prison Island dopo aver visitato le prigioni che un tempo erano riservate agli schiavi, mangiare cibo locale sotto a dei gazebo improvvisati, vedere le mangrovie, nuotare - se si è fortunati - con i delfini.

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  1. I Masai. Negli hotel è quasi certo che troverete i Masai come addetti alla sicurezza di giorno e di notte, addetti alla spiaggia, per esibirsi in meravigliosi spettacoli danzanti, medici improvvisati e, se necessario, baby sitter! Questi ragazzi, che raramente hanno frequentato la scuola, giungono dalla Tanzania per guadagnare qualcosa e imparano velocemente altre lingue per comunicare con i turisti, oltre che i nostri usi. Così, è facile vedere un Masai avvolto da drappi colorati ma con occhiali da sole e smartphone. Sono persone cordiali, gentili, disponibili e pronte ad aiutarti. Mia figlia se ne è innamorata, tanto che non li lasciava in pace. Erano i suoi compagni di gioco, in spiaggia e in hotel. E loro si divertivano con lei. Non vi dico le lacrime che sono scese alla partenza!
  2. Cucina zanzibarina. Combinando sapori cucina araba, inglese, indiana, portoghese e cinese, ricca di spezie, cocco e riso, la cucina di Zanzibar è deliziosa. Uno dei piatti tipici è il riso pilau speziato. A Zanzibar ho mangiato un pwewa wa nazi (polpo con cocco) così buono da svenire. Mia figlia divorava il pesce, sempre fresco, il chapati (pane indiano), la frutta e i frullati di frutta. Ottime anche le birre locali come la Safari e la Kilimanjaro.
  3. Hakuna matata. La vita zanzibarina è lontana anni luce da quella italiana. Pole pole (piano piano) è uno dei motti degli abitanti di Zanzibar, anche perché ad aver fretta che cosa si guadagna? Quindi hakuna matata (senza pensieri/nessun problema) se va via la luce, se il dalla dalla (mezzo di trasporto pubblico) non passa in orario, se il cielo è nuvoloso. Siamo vivi e questo è ciò che conta. Vivere a Zanzibar, anche solo per pochi giorni di vacanza, ci riporta indietro nel tempo. Camminare sempre scalzi in spiaggia, osservare la luna e le stelle di notte, essere in costante contatto con la natura. Mia figlia adorava andare in spiaggia attraversando il villaggio di Kendwa, osservare la realtà che si nasconde oltre le mura degli hotel, giocare a pallone con i ragazzi del posto. Lei ha quattro anni e un pomeriggio, mentre stavo chiacchierando con alcuni miei amici Masai, si è messa a giocare a calcio con dei ragazzini che avevano dai nove ai 13 anni. Un match assolutamente fantastico! Attenzione: non tutti amano essere fotografati. Molti bambini, quando vedono un turista con il telefono in mano, gridano spesso «No picture!». E alla fine hanno ragione... Piacerebbe a noi essere fotografati ogni giorno da sconosciuti?
  4. Full moon party. Con i figli le uscite notturne non sono consigliate, ma è doveroso menzionare la famosa festa della luna piena che da anni si tiene ogni mese, quando c'è la luna piena ovviamente, al Kendwa Rocks, sulla spiaggia di Kendwa. Conosciuta in tutta l'isola, è un evento seguito e frequentato da turisti e locali.

Cosa ascoltare a Zanzibar?

Tra le canzoni che, stando sull'isola, rimangono inevitabilmente in testa, nel mio ultimo viaggio ho avuto modo di ascoltare alcune novità come "Hakuna Matata" di Country Boy, un artista tanzaniano.



Cosa leggere a Zanzibar?

Per entrare nell'atmosfera e vivere le avventure di un'assistente turistica alle prese con le strambe richieste dei turisti che alloggiano in un villaggio turistico a Zanzibar, suggerisco alcuni miei racconti pubblicati sul questo sito, che verranno presto raccolti in un libro: Storie di un'assistente turistica.

Storie di un'assistente turistica

Storie di un'assistente turistica

di Valentina Gerini
StreetLib Italia - Collana Gli scrittori della porta accanto
PROSSIMAMENTE IN EBOOK
qualche estratto in anteprima


Valentina-Gerini

Valentina Gerini
Ho due grandi passioni: i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ho fatto la mia professione, diventando accompagnatrice turistica. La scrittura è il mio hobby. Mi piace avere una vita piena di cose da fare: sono una mamma, lavoro, collaboro con un mensile toscano, mi impegno a portare avanti il progetto Gli scrittori della porta accanto e scrivo libri.
Volevo un marito nero, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione)
La notte delle stelle cadenti, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).

About Valentina Gerini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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