Gli scrittori della porta accanto
Poeticamente
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5 libri per scoprire la poesia contemporanea

5 libri per scoprire la poesia contemporanea

Poesie per principianti: 5 libri per scoprire la poesia contemporanea

Professione lettore Di Stefania Bergo. Cinque libri perfetti per chi vuole iniziare a leggere poesie o per chi cerca liriche che parlano di piccole quotidianità e sembrano rivolgersi a ognuno di noi: un ottimo punto di partenza per scoprire la poesia contemporanea italiana e lasciarsi sorprendere dal suo potere evocativo.

La poesia non è solo un genere letterario per "addetti ai lavori" o per i soli appassionati: è un linguaggio universale, capace di raccontare emozioni, storie e riflessioni in modo diretto e profondo. Spesso, chi vi si avvicina per la prima volta pensa che sia complicata o distante, ma in realtà la poesia contemporanea trasforma frammenti di vita quotidiana in immagini potenti e suggestive con un linguaggio senza sovrastrutture.
I cinque libri che seguono sono perfetti per i "principianti", cioè per chi vuole iniziare a leggere poesia, o per chi cerca liriche che parlano di piccole quotidianità e sembrano rivolgersi a ognuno di noi: raccolte che uniscono immediatezza e intensità, che offrono prospettive diverse sulla vita, sull’amore, sulla resilienza e sul cambiamento.

Cinque raccolte che hanno in comune un linguaggio chiaro e diretto, ma al tempo stesso ricco di immagini e significati.

Offrono al lettore emozioni autentiche e una porta d’ingresso ideale per chi vuole avvicinarsi alla poesia senza sentirla distante o “troppo difficile”.
Che tu stia cercando versi da leggere in pochi minuti, riflessioni profonde, parole che danno forza o immagini che restano impresse, questi titoli sono un ottimo punto di partenza per scoprire la poesia contemporanea italiana e lasciarsi sorprendere dal suo potere evocativo.
  1. Dai graffi del cuore nascono parole di FraSté: poesie illustrate che trasformano il dolore in rinascita.
  2. Quel che resta delle parole di Tamara Marcelli: poesia, teatro e prosa in un viaggio tra emozioni, simboli e riflessioni.
  3. Il tempo di un caffè di Silvia Pattarini: poesie da assaporare tra emozioni, ricordi e vita vissuta.
  4. Battiti. Radio 100bpm di Matteo Carecci: poesie che danno voce al cuore e alle emozioni.
  5. Sotto le nuvole di Loriana Lucciarini: poesie di rinascita, coraggio e amore per se stessi.


Dai graffi del cuore nascono parole di FraSté: poesie illustrate che trasformano il dolore in rinascita. Un libro che emoziona, consola e invita a celebrare la vulnerabilità come forza.

Dai graffi del cuore nascono parole

Dai graffi del cuore nascono parole

di FraSté
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesie illustrate
ISBN 978-8833666686
cartaceo 18,00€
cartaceo edizione deluxe – cover rigida 21x27 – 25,00€ ebook 2,99€
Tutti noi portiamo dentro graffi invisibili, segni lasciati dalle esperienze che hanno plasmato chi siamo. È da questi segni che nasce la raccolta poetica di Francesca Stefania Rizzo, in arte FraSté.
Ogni poesia è un "graffio" trasformato in parola, una traccia che racconta fragilità, resistenza e rinascita. Non sono cicatrici da nascondere, ma mappe dell’anima, perché è proprio grazie a esse che diventiamo ciò che siamo e che continueremo a diventare.
Il progetto si arricchisce di un elemento unico: ogni testo è accompagnato da illustrazioni originali realizzate dall’autrice con le splines di AutoCAD®. Il cuore, filo conduttore delle immagini, appare come un mosaico fragile ma tenuto insieme da una sottile armatura, simbolo della capacità di resistere e ricomporsi. Il rosso vivo che lo attraversa diventa metafora di apertura, vitalità e coraggio di lasciarsi graffiare ancora, perché un cuore senza ferite è un cuore che non ha mai vissuto.
Dai graffi del cuore nascono parole è una raccolta che unisce poesia, arte e introspezione, ideale per chi cerca testi capaci di parlare al cuore e all’anima, regalando nuove prospettive sul senso della sofferenza e sulla bellezza della rinascita.
Un libro che emoziona, consola e invita a celebrare la vulnerabilità come forza, trasformando i graffi in voce poetica.
Disponibile anche in versione da collezione 21x27 cm, con copertina rigida.


Quel che resta delle parole di Tamara Marcelli: poesia, teatro e prosa in un viaggio tra emozioni, simboli e riflessioni, esplorando affetti, ossessioni e il conflitto eterno tra Bene e Male.

Quel che resta delle parole

Quel che resta delle parole

di Tamara Marcelli
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesie | Monologhi
ISBN 979-1254584989
Ebook 2,99€
Cartaceo 13,00€ – formato tascabile
La Letteratura è una donna dalle ossa possenti e dagli occhi delicati. Il Teatro un uomo dall’anima multiforme, forte e nostalgico.
Da questa immagine nasce Quel che resta delle parole, una raccolta che intreccia poesie, monologhi teatrali e riflessioni in prosa, dando vita a un mosaico di voci, sentimenti e simbolismi.
Il libro accompagna il lettore in un percorso che alterna luce e ombra, intimità e denuncia: dagli affetti familiari alla condanna della violenza contro le donne, dall’ossessione interiore al conflitto eterno tra Bene e Male. Ogni componimento diventa specchio di un’anima inquieta, che lotta contro maschere, clichés e mediocrità, trasformando le ferite in parole capaci di vibrare come musica.
Quel che resta delle parole è un’opera che unisce il profondo scavo interiore della poesia con la potenza espressiva del teatro e la riflessione lucida della prosa, componendo un cosmo variegato ma armonico. Un libro ideale per chi ama la letteratura contemporanea che esplora l’animo umano, capace di far convivere la fragilità e la forza, la denuncia e la bellezza, adatta a chi ama scoprire la poesia come arte totale, capace di fondere generi e linguaggi.

Il tempo di un caffè di Silvia Pattarini: poesie da assaporare tra emozioni, ricordi e vita vissuta. Emozioni, passioni, ricordi e visioni oniriche da leggere in pochi minuti ma portare dentro a lungo.

Il tempo di un caffè, Gli scrittori della porta accanto

Il tempo di un caffè

di Silvia Pattarini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesie
ISBN 978-8833666501
ebook 2,99€
cartaceo 7,00€
C’è un momento speciale, intimo e sospeso, che ognuno di noi si concede: il tempo di un caffè. È proprio in questo spazio prezioso che si colloca la prima vera silloge poetica di Silvia Pattarini, una raccolta di trentasei liriche selezionate tra testi premiati, opere già apparse in antologie e poesie inedite, ora finalmente riunite in un unico volume.
Ogni componimento è un sorso lento da assaporare: versi che raccontano emozioni, passioni, sentimenti universali, ricordi e visioni oniriche, ma anche poesie ispirate a fatti di cronaca osservati con lo sguardo sensibile dell’autrice. Ne nasce una trama di parole che dà voce a ciò che spesso resta nascosto dietro i muri del silenzio.
Il tempo di un caffè è una raccolta poetica che invita a fermarsi, a ritrovare sé stessi e ad ascoltare i battiti dell’anima. Un libro da leggere a piccoli sorsi, come un rituale quotidiano, capace di trasformare ogni poesia in un momento di riflessione e bellezza.
Un’opera ideale per chi ama i testi che scavano nei sentimenti e le raccolte che sanno unire lirismo, introspezione e attualità.

Battiti. Radio 100bpm di Matteo Carecci: poesie che danno voce al cuore e alle emozioni. Tra musica, pensieri e poesia, ogni pagina diventa una trasmissione che invita a riscoprire ciò che fa battere forte il cuore.

Battiti. Radio 100bpm

Battiti
Radio 100bpm

di Matteo Carecci
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa | Poesia
ISBN 978-8833669274
cartaceo 12,00€
ebook 2,99€
Immaginate una radio speciale, sintonizzata direttamente sui battiti del vostro cuore. Una frequenza unica, dove ogni parola, ogni verso e ogni nota musicale diventano il messaggio che avreste sempre voluto ascoltare. È questa l’essenza di Battiti. Radio 100bpm, una raccolta poetica che trasforma emozioni e pensieri in onde da ascoltare con l’anima.
Tra parole, musica e poesia, ogni pagina è come una trasmissione che accompagna i lettori ovunque si trovino: a casa, per strada, in un momento di gioia o di malinconia. L’importante è che ci sia sempre un motivo per cui il cuore continui a battere forte, trovando la sua ragione in un ricordo, in un sogno, in una canzone o semplicemente in un attimo di vita.
Battiti. Radio 100bpm è un libro che invita a rallentare, a mettersi in ascolto e a lasciarsi guidare da una voce interiore che ricorda quanto sia necessario custodire e alimentare le proprie emozioni. Una raccolta intensa, perfetta per chi cerca poesie contemporanee capaci di ispirare, consolare e motivare.
Un’opera che unisce la forza della parola poetica al ritmo universale del cuore, trasformando ogni lettura in un’esperienza intima e vibrante, a 100 bpm di pura emozione.

Sotto le nuvole di Loriana Lucciarini: poesie di rinascita, coraggio e amore per se stessi. Versi che disegnano una vera e propria grammatica dell’amore e della sofferenza, un inno alla donna protagonista delle proprie scelte.

Copertina del libro

Sotto le nuvole

di Loriana Lucciarini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8833665511
cartaceo 9,50€
ebook 2,99€
Con una voce intensa e autentica, Loriana Lucciarini in Sotto le nuvole porta i lettori dentro un viaggio poetico che celebra la forza dell’abbandono emotivo, la resilienza e l’emancipazione. Una raccolta che diventa manifesto di libertà femminile, capace di trasformare dolore e fatica in consapevolezza, e consapevolezza in rinascita.
I versi disegnano una vera e propria grammatica dell’amore e della sofferenza, raccontando la lotta di un’anima indomita che impara ad afferrare e ricomporre la fiamma della creatività, del coraggio e della vita stessa. Le poesie sono un inno alla donna protagonista delle proprie scelte, capace di superare mediocrità, pregiudizi e tormenti per riabbracciare con forza il proprio destino, evocando atmosfere intime e potenti allo stesso tempo. Ne nasce un’opera che fonde passione, fragilità e determinazione, invitando il lettore a ritrovare sé stesso attraverso la bellezza delle parole.
Sotto le nuvole è una raccolta ideale per chi ama la poesia contemporanea al femminile, i testi che parlano di cambiamento, resilienza e autenticità. Una lettura che accarezza e scuote, capace di restare impressa come un cielo in movimento.



Stefania Bergo
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2 poesie da dedicare al papà per la sua festa

2 poesie da dedicare al papà per la sua festa

Poesie da dedicare al papà per la sua festa

Poeticamente Di Silvia Pattarini. 19 marzo, due poesie inedite per bambini da dedicare al papà per la sua festa: quando i figli chiedono attenzione, tempo di qualità a loro dedicato, perché alla fine è l'unica cosa che conta.

Oggi è la festa del papà. Come ogni anno cade il 19 marzo, giorno in cui si festeggia San Giuseppe.
Ogni occasione è buona per fare festa, è così bello riunirsi in famiglia e con buon cibo e assieme a uno degli uomini più importanti della nostra vita.
E mentre tra i banchi di scuola le aule assumono le sembianze del laboratorio di Babbo Natale, i bambini tagliano, incollano e disegnano, le maestre si spremono le meningi per realizzare l'ennesimo lavoretto, che non sia banale o scontato e assolutamente diverso da quello degli anni precedenti!
Una maestra stramba, per caso inventa rime, ma non rime qualsiasi; rime potenti, che disturberanno e faranno riflettere qualcuno, specialmente qualche genitore un po' frettoloso. Ma è proprio questo l'intento della poesia: intrattenere sì, oppure portare a riflessioni.
Una poesia d'attualità che rispecchia molto bene, forse troppo, la società del nostro tempo.
Il tempo è prezioso e purtroppo, non ritorna. Fate tesoro del tempo che passate con i vostri figli, che sia tempo di qualità, godetevi i vostri figli perché il tempo fugge e non ritorna, in un baleno quel bambino di sei anni, si ritroverà adolescente e sarà lui a sfuggirvi. E capirete di avere perso occasioni uniche ed esperienze preziose.

Caro papà

di Silvia Pattarini

Caro papà sei arrabbiato
nel traffico sei bloccato,
porta pazienza, caro papà,
presto il semaforo verde sarà.

Ma non correre, te ne prego
del tuo ritardo io me ne frego
io ti aspetto a tutte le ore
col cuoricino colmo d’amore.

Finalmente sei arrivato
ti corro incontro tutto agitato
ma ti squilla il cellulare
mentre io con te vorrei giocare

o fare un giro al parco
ma tu sei troppo stanco,
con tutti gli impegni che hai
un po’ di tempo per me non trovi mai!

Quando guardi la televisione
io mi sento un po’ in prigione,
poi ti addormenti sul divano
e ti accarezzo piano piano.

Caro papà, sai che ti dico?
Se prendi ferie ti benedico
così potremo andare al mare
e ridere e nuotare.

Quando sto in tua compagnia
sono il bambino più felice che ci sia!

Papà mi porti in giro?

di FraStè

Papà mi porti in giro
Lassù sulle tue spalle?
Voglio danzare in aria
Come le farfalle

E poi mi lasci in alto
Per fare l'aeroplano?
Lo sai che tocco il cielo
Se tu mi dai la mano

Sei il mio supereroe
Anche senza mantello
Perché quando mi abbracci
Tutto sembra più bello

E quando chiudo gli occhi
E sogno il futuro
Mi basta averti accanto
Per sentirmi al sicuro

Silvia Pattarini
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Se domani non torno, di Cristina Torres Cáceres

Se domani non torno, di Cristina Torres Cáceres

Se domani non torno, di Cristina Torres Cáceres

Poeticamente Di Stefania Bergo. Se domani non torno, la poesia dell'attivista peruviana Cristina Torres Cáceres divenuta un grido di denuncia contro il femminicidio: «Se domani sono io, se domani non torno, mamma, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l'ultima».

Scritta nel 2017, Se domani non torno (Si mañana no vuelvo) è una poesia dell'attivista ambientalista peruviana Cristina Torres Cáceres tornata ancora di attualità dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin per mano del suo ex.
I versi della poesia sono stati spesso usati durante le manifestazioni di protesta del movimento femminista Ni una menos, nato in Argentina nel 2015.

Se domani non torno è dedicata a tutte le vittime di femminicidio, di cui Cristina Torres Cáceres elenca qualche nome nel testo.

In particolare, Mara, il primo nome citato, è quello di Mara Castilla, una studentessa messicana di 19 anni violentata e uccisa nel 2017 dall’autista di un servizio di noleggio che aveva contattato per tornare a casa in sicurezza. È lei che ha ispirato la poesia, scritta di getto da Cristina Torres Cáceres pensando a sua madre, a quello che avrebbe fatto alla notizia del suo femminicidio: avrebbe "dato fuoco" a tutto pur di attirare attenzione sull'elefante nella stanza.

Se domni non torno sintetizza tutto, in versi che si incastrano in gola, e l'unica cosa che ci resta da fare è vomitarli.

Vomitare sui modi efferati in cui le donne vengono uccise; sulle puerili "motivazioni" da spogliare di tutta la patriarcale retorica e svelare che è una soltanto: lei ha osato volare troppo in alto, lo ha fatto da sola, senza chiedere il permesso. Vomitare la rabbia per quello che sempre si dice delle donne vittime di violenza, tutto il repertorio di «se l'è cercata», «com'era vestita» e «doveva stare più attenta»; perché lei è sempre quella sotto i riflettori, non per quello che le è stato fatto, ma per quello che ha fatto – prima e durante l'aggressione.
Se domni non torno è l'esortazione a fare rumore, ad alzare ancora di più la testa e la voce. È il testamento di tutte le streghe che sono finite sui roghi di qualsiasi epoca. Affinché la lotta continui, affinché chi resta o verrà possa volare ancora più in alto.
Non si risolve il problema rinchiudendo le vittime dietro le sbarre e lasciando i figli del patriarcato liberi di scorrazzare all'esterno. Questo non ci dà più sicurezza, ci dà solo meno libertà.
È il momento di «distruggere tutto», di demolire il sistema. Affinché non ci sia una prossima. O almeno, sia l'ultima.

Si mañana no vuelvo

Si mañana no te contesto las llamadas, mamá.
Si no te digo que voy a cenar. Si mañana, mami, no aparece el taxi.
Tal vez estoy envuelta en las sábanas de un hotel,
en una carretera o una bolsa negra. (Mara, Micaela, Majo, Mariana).
Tal vez estoy en una maleta o me perdí en la playa (Emily, Shirley).
No te asustes, mamá, si ves que me apuñalaron (Luz Marina).
No grites cuando veas que me arrastraron (Arlette).
Mamita, no llores si te enteras que me empalaron (Lucía).
Te dirán que fui yo, que no grité, que fue mi ropa, el alcohol en mi sangre.
Te dirán que fue la hora, que estaba sola.
Que mi ex el psicópata tenía motivos, que yo fui infiel, que fui puta.
Te dirán que viví, mamá, que me atreví a volar muy alto en un mundo sin aire.
Te juro, mami, que morí peleando.
Te juro, viejita, que grité tan alto como volé.
Se va a acordar de mi, ma, sabrá que fui yo quién lo jodió
cuando me vea en el rostro de todas las que le van a gritar mi nombre.
Porque sé, mamá, que no vas a parar.
Pero, por lo que más quieras, no ates a mi hermana.
No encierres a mis primas, no prives a tus sobrinas.
No es su culpa, mamá, tampoco fue mía.
Son ellos, siempre serán ellos.
Lucha por sus alas, por las que me cortaron.
Lucha para que sean libres y vuelen más alto que yo.
Pelea para que griten más fuerte que yo.
Que vivan sin miedo, mamá, tal como viví yo.
Mamita, no llores mis cenizas.
Si mañana soy yo, mamá,
si mañana no vuelvo, destruyelo todo.
Si mañana me toca, quiero ser la última.


Se domani non torno

Se domani non rispondo alle tue chiamate, mamma.
Se non ti dico che non torno a cena. Se domani, il taxi non appare.
Forse sono avvolta nelle lenzuola di un hotel, su una strada o in un sacco nero (Mara, Micaela, Majo, Mariana).
Forse sono in una valigia o mi sono persa sulla spiaggia (Emily, Shirley).
Non aver paura, mamma, se vedi che sono stata pugnalata (Luz Marina).
Non gridare quando vedi che mi hanno trascinata per i capelli (Arlette).
Cara mamma, non piangere se scopri che mi hanno impalata (Lucia).
Ti diranno che sono stata io, che non ho urlato abbastanza, che era il modo in cui ero vestita, l'alcool nel sangue.
Ti diranno che era giusto, che ero da sola.
Che il mio ex psicopatico aveva delle ragioni, che ero infedele, che ero una puttana.
Ti diranno che ho vissuto, mamma, che ho osato volare molto in alto in un mondo senza aria.
Te lo giuro, mamma, sono morta combattendo.
Te lo giuro, mia cara mamma, ho urlato tanto forte quanto ho volato in alto.
Ti ricorderai di me, mamma, saprai che sono stata io a rovinarlo quando avrai di fronte tutte le donne che urleranno il mio nome.
Perché lo so, mamma, tu non ti fermerai.
Ma, per carità, non legare mia sorella.
Non rinchiudere le mie cugine, non limitare le tue nipoti.
Non è colpa tua, mamma, non è stata nemmeno mia.
Sono loro, saranno sempre loro.
Lotta per le vostre ali, quelle ali che mi hanno tagliato.
Lotta per loro, perché possano essere libere di volare più in alto di me.
Combatti perché possano urlare più forte di me.
Perché possano vivere senza paura, mamma, proprio come ho vissuto io.
Mamma, non piangere le mie ceneri.
Se domani sono io, se domani non torno, mamma, distruggi tutto.
Se domani tocca a me, voglio essere l'ultima.


Stefania Bergo
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Home, di Warsan Shire: «Nessuno mette i suoi figli su una barca»

Home, di Warsan Shire: «Nessuno mette i suoi figli su una barca»

Home, di Warsan Shire: «nessuno mette i suoi figli su una barca a meno che l’acqua non sia più sicura della terra»

Poeticamente Di Stefania Bergo. Home, la lirica della poetessa kenyota Warsan Shire che parla della disperazione dei migranti: «nessuno mette i suoi figli su una barca a meno che l’acqua non sia più sicura della terra»

Nata in Kenya da genitori somali in fuga dalla guerra civile, nei suoi libri parla di povertà, crisi umanitaria, immigrazione.
Cresciuta a Londra, galeotto fu un laboratorio poetico grazie al quale scopre il potere terapeutico della poesia e il suo talento, esordendo nel 2011 con la silloge Teaching My Mother How To Give Birth. Grazie al social Tumblr, le sue poesie diventano virali, le sue liriche vengono recitate in teatro da Benedict Cumberbatche, scelte da Beyoncé per l'album Lemonade. Nel 2022 arriva in Italia con Benedici la figlia cresciuta da una voce nella testa (Fandango libri, trad Paola Splendore).
La sua poesia Home – qui in lingua originale e nella traduzione italiana di Pina Piccolo – è potente e trae ispirazione dalla sua vita, dalla sua difficile infanzia di rifugiata, dai racconti dei suoi genitori. Una poesia che è una risposta – la risposta – a chi continuamente accusa invece di provare empatia davanti alla disperazione degli immigrati, che nella peggiore delle ipotesi possiamo solo immaginare vagamente. E allora arrivano le voci di chi quella disperazione la conosce bene a ricordarci che «un bel tacer non fu mai scritto» e di fronte alla tragedia di cui siamo solo spettatori dovremmo abbassare la testa e sussurrare una preghiera, ricordandoci di essere nati per puro caso nella parte buona del mondo.

Home

no one leaves home unless
home is the mouth of a shark
you only run for the border
when you see the whole city running as well
your neighbours running faster than you
breath bloody in their throats
the boy you went to school with
who kissed you dizzy behind the old tin factory
is holding a gun bigger than his body
you only leave home
when home won't let you stay.

no one leaves home unless home chases you
fire under feet
hot blood in your belly
it's not something you ever thought of doing
until the blade burnt threats into
your neck
and even then you carried the anthem under
your breath
only tearing up your passport in an airport toilets
sobbing as each mouthful of paper
made it clear that you wouldn't be going back.

you have to understand,
that no one puts their children in a boat
unless the water is safer than the land
no one burns their palms
under trains
beneath carriages
no one spends days and nights in the stomach of a truck
feeding on newspaper unless the miles travelled
means something more than journey.

no one crawls under fences
no one wants to be beaten
pitied
no one chooses refugee camps
or strip searches where your
body is left aching
or prison,
because prison is safer
than a city of fire
and one prison guard
in the night
is better than a truckload
of men who look like your father
no one could take it
no one could stomach it
no one skin would be tough enough

II

go home blacks
refugees
dirty immigrants
asylum seekers
sucking our country dry
niggers with their hands out
they smell strange
savage
messed up their country and now they want
to mess ours up
how do the words
the dirty looks
roll off your backs
maybe because the blow is softer
than a limb torn off
or the words are more tender
than fourteen men between
your legs
or the insults are easier
to swallow
than rubble
than bone
than your child body
in pieces.

i want to go home,
but home is the mouth of a shark
home is the barrel of the gun
and no one would leave home
unless home chased you to the shore
unless home told you
to quicken your legs
leave your clothes behind
crawl through the desert
wade through the oceans
drown
save
be hunger
beg
forget pride
your survival is more important
no one leaves home until home is a sweaty voice in your ear
saying - leave,
run away from me now
i dont know what i've become
but i know that anywhere
is safer than here.


Casa

nessuno lascia la propria casa a meno che
casa sua non siano le mandibole di uno squalo
verso il confine ci corri solo
quando vedi tutta la città correre
i tuoi vicini che corrono più veloci di te
il fiato insanguinato nelle loro gole
il tuo ex-compagno di classe
che ti ha baciato fino a farti girare la testa dietro alla fabbrica di lattine
ora tiene nella mano una pistola più grande del suo corpo
lasci casa tua
quando è proprio lei a non permetterti più di starci.

nessuno lascia casa sua a meno che non sia proprio lei a scacciarlo
fuoco sotto ai piedi
sangue che ti bolle nella pancia
non avresti mai pensato di farlo
fin quando la lama non ti marchia di minacce incandescenti
il collo
e nonostante tutto continui a portare l’inno nazionale
sotto il respiro
soltanto dopo aver strappato il passaporto nei bagni di un aeroporto
singhiozzando ad ogni boccone di carta
ti è risultato chiaro il fatto che non ci saresti più tornata.

dovete capire
che nessuno mette i suoi figli su una barca
a meno che l’acqua non sia più sicura della terra
nessuno va a bruciarsi i palmi
sotto ai treni
sotto i vagoni
nessuno passa giorni e notti nel ventre di un camion
nutrendosi di giornali a meno che le miglia percorse
non significhino più di un qualsiasi viaggio.

nessuno striscia sotto ai recinti
nessuno vuole essere picchiato
commiserato
nessuno se li sceglie i campi profughi
o le perquisizioni a nudo che ti lasciano
il corpo pieno di dolori
o il carcere,
perché il carcere è più sicuro
di una città che arde
e un secondino
nella notte
è meglio di un carico
di uomini che assomigliano a tuo padre
nessuno ce la può fare
nessuno lo può sopportare
nessuna pelle può resistere a tanto

II

Andatevene a casa neri
rifugiati
sporchi immigrati
richiedenti asilo
che prosciugano il nostro paese
negri con le mani aperte
hanno un odore strano
selvaggio
hanno distrutto il loro paese e ora vogliono
distruggere il nostro
le parole
gli sguardi storti
come fai a scrollarteli di dosso?
forse perché il colpo è meno duro
che un arto divelto
o le parole sono più tenere
che quattordici uomini tra
le cosce
o gli insulti sono più facili
da mandare giù
che le macerie
che le ossa
che il corpo di tuo figlio
fatto a pezzi.

a casa ci voglio tornare,
ma casa mia sono le mandibole di uno squalo
casa mia è la canna di un fucile
e a nessuno verrebbe di lasciare la propria casa
a meno che non sia stata lei a inseguirti fino all’ultima sponda
a meno che casa tua non ti abbia detto
affretta il passo
lasciati i panni dietro
striscia nel deserto
sguazza negli oceani
annega
salvati
fatti fame
chiedi l’elemosina
dimentica la tua dignità
la tua sopravvivenza è più importante
nessuno lascia casa sua se non quando essa diventa una voce sudaticcia
che ti mormora nell’orecchio – Vattene,
scappatene da me adesso
non so cosa io sia diventata
ma so che qualsiasi altro posto
è più sicuro che qui.


Stefania Bergo
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Giornata mondiale della poesia: nutriamoci di emozioni

Giornata mondiale della poesia: nutriamoci di emozioni

Giornata mondiale della poesia: nutriamoci di emozioni

Poeticamente Di Stefania Bergo. Il 21 marzo, oltre a essere il compleanno della poetessa Alda Merini, è la giornata mondiale dedicata alla poesia, istituita nel 1999 dall'UNESCO e celebrata per la prima volta nel 1999.

Il potere delle parole può essere devastante. Ma può anche essere salvifico. Ci sono parole dense che imbrigliano emozioni e le dirottano all'anima, piantano un seme buono che germoglia subito o lo fa in seguito, quando ormai non ci si spera più. Proprio come un lungo inverno che pare non finire mai, o un periodo di eventi nefasti uno dietro l'altro. Eppure, da qualche parte, c'è già vita che spinge per bucare la terra e vedere il sole. La sua forza è inarrestabile, così come lo sono le parole dei poeti.
In rima o in semplice fila indiana, disseminate di virgole o leggere e senza vincoli, grevi o soavi come il volo di mille farfalle. Non è destinata solo agli intellettuali, la poesia, è nelle corde di tutti, a partire dalle filastrocche dei bambini fino ai condensati di vita e verità – «Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie» (Soldati, G. Ungaretti).
Vi regalo le parole dei poeti della porta accanto, che potrete trovare nei loro libri. È importante nutrirci di emozioni, fare indigestioni di parole di valore e difenderci da quelle stridule e superficiali che troppo spesso attecchiscono e avariano l'essere umano. Celebriamo insieme questa Giornata mondiale della poesia.

Da Dai graffi del cuore nascono parole, di FraSté

La valigia con le rotelle

Devo andare… via
Da me, da te, da un noi che non c’è

Apro questa valigia che pesa di vita
È piena solo di dubbi, e di pazienza infinita

Non trovo speranze né azioni concrete
Nemmeno una certezza da bere se avrò sete
Nemmeno una prospettiva in questo teatro dell’assurdo
Nessuna sicurezza per coprirmi se avrò freddo

Devo andare… via
Dai ma, dai se, dai non dipende da me

Voglio una valigia alleggerita
Piena di possibilità e di vie d’uscita

Voglio una valigia di quelle belle!
Da poter allargare quando la voglio riempire
La voglio piena zeppa di emozioni da scoprire
Pratica, comoda e con le rotelle!

Straripante ma leggera
Perché non conterrà solo un sogno
Con tasche e scomparti
Per tutto ciò di cui ho bisogno

Devo andare…
Ti lascio ogni dubbio e la vecchia valigia
Te ne potresti liberare?

Scusa se non la riesco più a trascinare
Mi dispiace andar via senza problemi di sorta
Ma come te
Nemmeno io ho una vita di scorta!
FraSté, Dai graffi del cuore nascono parole


Da Battiti. Radio 100bpm, di Matteo Carecci

Avevamo il vuoto intorno,
e non ci bastava affatto
come tutti quei lunedì pomeriggi a lavorare
e gli altri giù al mare,
e le scritte sui muri a metà
le suole delle scarpe consumate
e i sogni infranti nei cassetti,
avevamo vent’anni
e li portavamo davvero male,
così disordinati dentro
e cosi trasandati fuori,
però eravamo diversi dagli altri,
noi sapevamo amare
noi sapevamo apprezzare,
forse non sapevamo vivere bene
ma il vento che ci scombinava i capelli
mentre correvamo con gli occhi chiusi verso la nostra libertà
per noi significava molto,
avevamo il vuoto intorno,
e i locali chiusi già alle 22
coi bicchieri rotti
e i calzini strappati
le birre al discount
le nuvole che correvano chissà dove,
e noi che credevamo in qualcosa
che poi non è arrivato mai.
Matteo Carecci, Battiti. Radio 100bpm


Da Il tempo di un caffè, di Silvia Pattarini

Arcobaleno

A noi ti rivelasti o arco!
Sorriso di colori
nel cielo cinereo marzolino
Arcobaleno
regnasti solenne,
inviolabile perfezione
incendiasti
gli animi spenti
a nuove speranze
Silvia Pattarini, Il tempo di un caffè


Da Di mamma ce n'è una sola?, di Autori Vari

A Mia Madre - Letter to You

La casa è vuota ormai.
Solo i ricordi, dolci e pungenti,
a farti compagnia.

Eco di voci lontane.
Ogni sospiro, un sorriso,
caldo, avvolgente,
poi freddo, improvvisamente.

Ma noi siamo ancora là,
nei tuoi passi veloci,
nei tuoi grandi sguardi,
nelle frasi che strappavano risate infinite,
in quel gioco di parti mai sopite.
Nella tua musica.
Tra le tue rose.

Siamo ancora là,
tra le stanze vuote,
sempre con te,
per omaggiare il tuo amore sconfinato.
Per ringraziarti di ogni sacrificio,
del tempo passato con noi,
della tua vita dedicata a noi.

Siamo ancora là,
davanti al caminetto
tra i profumi della tua cucina,
immersi nell’eco della tua voce.
Nelle domeniche che erano solo nostre.

Nido
ad ogni ritorno.
Il viaggio finiva con un tuo abbraccio.

Le distanze si colmano
e le anime si incontrano.
Per non lasciarsi mai.
Tamara Marcelli, Di mamma ce n'è una sola?


Da Sotto le nuvole, di Loriana Lucciarini

Rinascita

Oggi splende sole fuori e dentro me
riscalda paesaggi nevosi
e sparge colori e riflessi d’oro.

Lentamente, inizia il disgelo.
Loriana Lucciarini, Sotto le nuvole


Da Deviazioni, di Manuel Aldrovandi

Notte di marzo

Guardo il cielo
sorridono le nuvole,
tra i tetti
rimbalza la luna
libera
luminosa
per i fatti suoi.

Fuori il freddo
buio e silenzio
si odiano le persone
hanno smesso di inseguire
i sogni,
le pantegane sono padrone
di strade deserte
abbandonate dalla notte.
Manuel Aldrovandi, Deviazioni


Stefania Bergo
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Poesie d'estate: 5 libri da portare in vacanza

Poesie d'estate: 5 libri da portare in vacanza

Poesie d'estate: 5 libri da portare in vacanza

Professione lettore Di Tamara Marcelli. Cinque libri per l'estate 2021: poesie da portare in vacanza, per viaggiare tra le emozioni.

Un buon libro è un compagno che ci fa passare dei momenti felici.
Giacomo Leopardi

Vuoi viaggiare senza muoverti da casa? Oppure preferisci un buon compagno per trascorrere le tue ore di ferie in libertà? Un libro può accompagnarti ovunque.
Ho scelto alcuni titoli di libri di poesia tra quelli della nostra Collana Editoriale – dove potrai trovare un libro per ogni gusto: narrativa, poesia, narrativa per bambini, biografie, racconti, fantascienza... c'è solo da scegliere.
Buona Lettura!

1

Di mamma ce n'è una sola?

Di mamma ce n'è una sola?

di Autori Vari
Illustrazioni di Federica Dotto
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesie illustrate
ISBN 978-8833668468
cartaceo 8,00€
ebook 2,99€

Sinossi

Di mamma ce n'è una sola? Questa frase può aprire un mondo di possibilità: madre naturale, adottiva, maestra, educatrice, sorella, amica. Tutte donne che possono sopperire o completare il ruolo di mamma.
La mamma è un essere speciale il cui cuore è una culla dove il figlio potrà rifugiarsi per sempre.
Questa silloge è frutto del concorso omonimo, organizzato da Gli scrittori della porta accanto, nato con l'intento di omaggiare la figura della madre e, al contempo, di promuovere e divulgare la poesia contemporanea come forma artistica, accompagnandola al disegno in un vivace scambio di sinergie e di emozioni.



2

Deviazioni

di Manuel Aldrovandi
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8833667102
cartaceo 10,00€
ebook 2,99€

Sinossi

Eravamo abbracciatitra foglie cadutedal cielo, e ramiportati dalle onde,giorni trascinatinei tuoi baci.E la vitaera schiuma,dolce carezzaassopita.Poesie introspettive degli anni universitari, intrise di rabbia e amore, un percorso interiore ricco di psichedelia e beat generation.Deviazioni da percorsi stabiliti a priori.Poesie della maturità, tra viaggi e incontri stravaganti, luoghi imperdibili scoperti per caso, comportamenti deliranti. Si respira il mondo, la potenza degli elementi rappresentata dal mare, e una certa disillusione nella natura umana.Deviazioni che non possono abbattere la forza della vita e le piccole gioie quotidiane.

«La vita brucia quando è piena, a volte fa male, porta tante soddisfazioni quando è sofferta, ed è ciò che ho sempre voluto.»
Manuel Aldrovandi



3

Dai graffi del cuore nascono parole

di FraSté
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesie illustrate
ISBN 978-8833666686
cartaceo 18,00€
ebook 2,99€

Sinossi

Tutti noi abbiamo graffi sul cuore, graffi che appena subiti hanno bruciato e fatto male, graffi che sono svaniti in fretta e hanno lasciato un segno insignificante, graffi che nel tempo, nonostante si siano cicatrizzati, riguardandoli provocano ancora emozioni e sensazioni forti come se fossero freschi di giornata. A volte ci scaldano il cuore perché abbiamo imparato a leggerli con la lente dei ricordi, altre volte bruciano ancora perché non siamo stati capaci di curarli nel migliore dei modi. È proprio da questi graffi, collezionati nel corso delle nostre vite, che rinasciamo ogni volta, perché ogni segno è un piccolo segmento che traccia il corso della nostra esistenza e definisce la mappa del nostro vissuto. Quindi perché rinnegarli o temerli se è a loro che dobbiamo quello che siamo diventati e che diventeremo?

Dai graffi del cuore nascono parole / Come nuvole riempiono il cielo / Raccontano storie di un mondo parallelo / Poi come un fulmine a ciel sereno / Ti entrano in testa in un baleno / E vieni percossa da una tale scossa / Che senti vibrare persino le ossa / Ti ritrovi posseduta dallo spirito del cuore / A cucire senza tregua, come una brava sarta / Ogni nuvola che cade sopra un foglio di carta / E come per magia, su tutto quel candore / Affiorano disegni e piovono parole



4

Il tempo di un caffè

di Silvia Pattarini
PubMe – Collana Gli scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8833666501
cartaceo 7,00€
ebook 2,99€

Sinossi
Emozioni, passioni e sentimenti umani. Visioni oniriche, ricordi, momenti che costituiscono frammenti di vita. Ma anche liriche ispirate a fatti di cronaca del nostro tempo, attraverso gli occhi dell’autrice che vuole dar voce a quei sentimenti che fremono dietro muri di silenzio.
Poesie da gustare lentamente, una alla volta, magari nel tempo di un caffè.

«Se Poesia è nutrimento per l’anima, coltivo germogli di eternità.»
Silvia Pattarini

«Le parole di Silvia Pattarini scaldano il cuore, esattamente come una tazzina di caffè fumante. La sua è una Poesia delle piccole cose che contano, che crescono, che si possono ammirare da lontano, che restituiscono un valore perduto nel tempo in cui viviamo.»
Marina Atzori



5

Sotto le nuvole

di Loriana Lucciarini
PubMe – Collana Gli scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8833665511
Cartaceo 9,50€
Ebook 2,99€

Sinossi 

«Loriana Lucciarini nelle sue liriche riporta il valore della forza dell’abbandono emotivo, della emancipazione della donna dalla schiavitù della mediocrità, dalla calunnia delle folle affamate di tristezza e disegna una grammatica dell’amore e della sofferenza che si aggancia alla forza della riconoscenza verso se stessa, quella creatura amata, respinta, ma protagonista assoluta delle sue scelte. Indomita, istintuale creatura che afferra, deforma, contorce e poi riannoda la fiamma della sua intima creatività di donna votata alla vita, quella intensa che si riesce a vivere solo se si posseggono gli strumenti adeguati quelli del coraggio, della consapevolezza di sé e dell’amore per se stessi, mascherato di tormentata passione di vivere.»
– dalla prefazione di Marilena Ferrante

Il percorso di rinascita, le evoluzioni di un’anima, che affronta la realtà della vita e del cambiamento con il coraggio di ricercare la propria serenità, anche a costo di fatica e dolore. Nulla è più appagante del poter abbracciare il proprio destino, dopo aver pagato personalmente ogni scelta che ha portato ad esso.Il mood della silloge si ispira alle note di “Sotto le nuvole”, di Cisco.


Tamara Marcelli
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Riflessi di Pandemia, poesia di FraSté

Riflessi di Pandemia, poesia di FraSté

Riflessi di Pandemia, poesia di FraSté

Poesia Di FraSté. Riflessi di Pandemia: un nuovo isolamento, ancora solitudine, rinnovato coraggio e «Quella della speranza che è l’ultima a morire».


Specchio… specchio delle mie brame
Sono di nuovo sola nel mio piccolo reame
Abbracciami forte tu che puoi starmi accanto
Abbracciami ogni volta che mi manca il mondo

C’è in giro una minaccia che toglie il respiro
E tiene tante vite appese per un filo
Ha messo il futuro in dubbio perenne
Ha preso in ostaggio il nostro presente

Senza arma alcuna e nemmeno una parola
Ci ha tolto ogni certezza
Ci ha tolto ogni carezza
Ha messo le distanze ovunque c’era amore
Ha costruito muri di ansia e di terrore
Senza più libertà ci vuole separati
In gabbie trasparenti ci tiene carcerati

Specchio… specchio amico mio fidato
Aiutami a struccare quel volto disperato
Rifletti la mia immagine forte e coraggiosa
Convincimi che anche sola, io posso ogni cosa

Consola la mia anima ogni volta che ti guardo
Accendi di fiducia il mio sorriso e il mio sguardo
Ricordami che tutti siamo tristi e soli
Ma che non c’è distanza che allontani i cuori
Raccontami una storia che mi sappia confortare
Quella della speranza che è l’ultima a morire


FraSté, autrice di Dai graffi del cuore nascono parole.
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Fuori piove, una poesia di Vincenzo Mirra

Fuori piove, una poesia di Vincenzo Mirra

Fuori piove, una poesia di Vincenzo Mirra

Inediti d'autore Poesia di Vincenzo Mirra. Fuori piove: sugli italiani in lotta col coronavirus, sui profughi al confine con la Grecia. Un metro di distanza ci salverà da noi stessi?

Tutto chiuso
Tutto sospeso
La finestra bagnata
e un rivolo che inesorabile
muto la percorre
poi un altro
e subito uno ancora,
nuovo al primo e uguale all'altro,
uguale a sé.

Fuori piove
Piovono le notifiche di Facebook
di eventi annullati, di appuntamenti sospesi, anche il mio lo è,
- ed io che volevo offrirvi
dei versi col tè -
non posso garantire
la distanza di un metro dalla poesia.
Decreto
Presidenza
del Consiglio
dei Ministri
4.3.2020,
chissà cosa canterebbe oggi
Lucio, marinaio del '43,
se è ancora bello quell'uomo
venuto dal mare

Fuori piove,
anche al confine tra Ankara
e Atene piove, un esodo di disperati:
uomini respinti da altri uomini
così, nell'insensata e spietata natura di sé, l'uomo respinge la sua specie.
SONO VIETATE TUTTE LE MANIFESTAZIONI DI RISPETTO
E TUTELA DELLA DIGNITÀ
UMANA
sembra recitare
l'insensata ordinanza della pestilente
miseria dell'uomo.

Un bimbo è morto a Lesbo
Non siamo capaci di fermare le guerre
Come possiamo fermare il virus.

Un metro da me dite?
Oggi non sono sicuro che ci salveremo,
da noi stessi.

Vincenzo Mirra
Vincenzo Mirra

Nato a Napoli nel 1973, si è diplomato all'Istituto Nautico per poi laurearsi in Ingegneria Aeronautica ad indirizzo Spaziale. Alle passioni per la navigazione, il mare e l’astronautica, ha sempre aggiunto quelle per la letteratura, la scrittura di viaggio e di meditazione ed il teatro. È autore del blog letterario Beaufort, scritture al vento e taccuini di mare che esprime scritture di vario tipo e argomentazione, anche di natura sperimentale. Dal 2005 vive a Pisa, dove dal 2015 ha iniziato a frequentare corsi e laboratori teatrali, di recitazione, di lettura corale e di drammaturgia.
Isole, AUGH! Edizioni.
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Per Moreno, poesia di Lara Zavatteri

Per Moreno, poesia di Lara Zavatteri

Per Moreno, poesia di Lara Zavatteri

Inediti d'autore Poesia di Lara Zavatteri. Per Moreno: «Quando Moreno è venuto prematuramente a mancare, Skip – una bordier collie – non è più stata la stessa e si è lasciata morire, raggiungendo il suo amico».

Avevo un'amica
che tutto faceva per me.
Sapeva aiutare nelle cose più piccole della vita
di ogni giorno
quelle tanto semplici per le persone “normali”.
Sapeva camminare al mio passo,
non aveva la fretta di tanti che corrono, si affannano,
adagio
sentiva il mio respiro, s'intonava al mio ritmo e
non mi lasciava
mai.

Avevo un amico che tutto faceva per me.
M'insegnava nuove cose,
viaggiavamo insieme ovunque
ognuno sosteneva l'altro.
Per gli altri forse eravamo “diVersi”
lui con la sua bassa statura
le gambe corte
il cammino breve
io con le mie zampe dall'incedere lento
inusuale nella mia specie
ma le nostre diversità ci accomunavano
le cose che agli altri parevano dividerci
ci rendevano unici
amici
un solo cuore che batteva all'unisono.

“DiVersi” forse lo siamo stati per tanti,
tra noi ci siamo sempre sentiti uguali
per questo quando il suo cuore un giorno
ha perso il battito
un po' alla volta
sono morta anch'io
infine volata in cielo,
per non abbandonarlo.

“DiVersi” non siamo più,
qui tra le nuvole,
finalmente liberi di correre
più veloci dei nostri cuori
più veloci di tutti
più veloci di chi ci credeva “diVersi”.
Perché l'amore mai muore
meno che mai
quello
speciale
tra un uomo e il suo cane.

Lara Zavatteri

Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.Guardando le stelle,Un cane di nome GiulianoRisparmia Subito!Amici per sempreCuor di Corteccia, Sopravvissuti, Youcanprint.Reset, Photocity.it.La strada di casa, Edizioni del Faro.Agata. Come un funerale ti salva la vita, Youcanprint.

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Giornata mondiale della poesia: bevi un caffè e Pay with a Poem

Giornata mondiale della poesia: bevi un caffè e Pay with a Poem

Giornata mondiale della poesia: bevi un caffè e Pay with a Poem

Poeticamente Di Stefania Bergo. Pay with a poem, dal 2015, l'evento promosso dalla Julius Meinl, azienda leader del caffè: una poesia in cambio di un caffè o un tè. Le migliori, diventeranno canzoni di JP Cooper.

La Julius Meinl è una delle società di caffè leader Austria, Italia, Europa Centrale e Orientale. La sua sede italiana è a Vicenza ma la storica casa madre si trova a Vienna, dove, nel 2012, ha festeggiato i 150 anni dalla fondazione.
La sua idea è associare il caffè, e quest'anno anche il tè, alla cultura, alla poesia per la precisione. E infatti, l'evento non poteva aver luogo che oggi, Giornata Mondiale della Poesia. L'iniziativa avviene in tutto il mondo ed è sempre più grande. Ogni anno vengono coinvolti sempre più paesi e caffetterie.
Vogliamo contribuire a rendere il mondo un posto migliore e più poetico, per noi e per le generazioni future, con piccoli ma significativi gesti.
Marcel Löffler, CEO, Julius Meinl


Ma come funziona?

Semplice: basta pagare il proprio caffè o tè Julius Meinl con una poesia. Quest'anno, poi, si è aggiunta una nuova iniziativa, legata all'ambasciatore dell'evento: gli autori delle dieci poesie più toccanti e musicabili, raccolte nel corso della giornata di oggi, saranno di ispirazione per la prossima canzone di JP Cooper (vinceranno anche i biglietti per uno dei suoi prossimi concerti), cantautore inglese, autore, tra l'altro, di “She’s on my Mind”.
Potete trovare la caffetteria che aderisce all'iniziativa più vicina a voi a questo link – aggiornato al 2019.
Tutti possono ricordare i testi delle loro canzoni preferite, ma quante persone sanno recitare una poesia? Rime e versi sono parte integrante del mio processo di scrittura e spero che questa hit firmata dal pubblico ispirerà più persone a esprimersi. La poesia vive ovunque, e la musica può essere la porta di accesso per viverla. I confini tra queste due forme di arte sono sempre più intrecciati.
JP Cooper

Per maggiori dettagli sull'evento: www.meinlcoffee.com – aggiornato al 2019, con testimonial il cantautore inglese Tom Odell.



#PayWithAPoem è legato a un'altra iniziativa culturale: #PoetryForChange, perchè davvero la poesia, la gentilezza e l'empatia possono cambiare il mondo.

Il nostro Caffè Letterario, una moderna caffetteria virtuale densa di cultura, si unisce quindi all'iniziativa. Ma non potendo offrirvi un caffè in cambio di una vostra poesia, lasciate che vi offriamo una poesia (e magari il caffè ce lo offrite voi, se vi va ^_^ ), anzi, più di una, tratte dalla nostra silloge Chiaroscuro, nata proprio per aderire al movimento #PoetryForChange.


Le mani di mio padre

di Silvia Pattarini

Sanno di terra
Le mani di mio padre.
Avvezze alla fatica maturate nei campi,
abili a vendemmiare,
arse dal sole scolpite dal vento,
raccolgono i funghi
mentre gira il tempo.
Profuman di bosco
Le mani di mio padre.
Instancabili non riposano
nemmeno a Natale:
alzano il bicchiere
e brindano al vino
e un ceppo di legno
infilano nel camino.
ani sapienti, in riva al fosso
scovano tartufi anche a Ferragosto.
Mani pure, lavate alla sorgente
mani generose, tese ad aiutare la gente
mani callose, temprate con dignità
mani umili, foriere di valori e libertà
mani sudate, che insegnano a vivere
mani sincere, che vorrei stringere
mani un po’ rudi, che non potrò scordare
mani forti, da non dimenticare.


Vola

di Ilaria Biondi

Vola
mio cuore ebbro
lontano dalle spine gelide
di questo muto talamo
che artiglia e sfiocca
il corpo spento -
inerte di silenzio.
Vaga
dove il vento sfiora
la piega molle del giunco
e il canto pudico
della mite ginestra.
Ascolta
il danzare limpido delle libellule
e non ti curare di questo ventre
che si nega ruvido
nelle ore socchiuse
dell’atroce consuetudine
all’infida insistenza,
mai sopita violenza.
Esso è fatto di sangue e fiamme
e attende indocile
l’ultimo plenilunio
quando il grido della tortora
annuncerà
la stagione ignara
delle farfalle dorate.


Il figlio

di Tamara Marcelli

La vita siamo noi
quando sogniamo.

Quando preghiamo
per non smettere mai di sognare.

Siamo noi
quando ci specchiamo
e un sogno ci riflette.

Fu una lunga notte,
come lunga era stata la ricerca di te.
I miei calzini rossi,
il termosifone
e noi due, stretti,
avvinghiati i nostri cuori.

Se ami,
sogni.


Benvenuto Pezzo Di Cielo

di Loriana Lucciarini

Benvenuto pezzo di cielo,
che tu possa avere
il dono di vedere
il bello della vita
anche attraverso la pioggia
e la capacità di godere
anche delle più piccole cose.
Il segreto per la serenità è questo
e con essa la strada e il viaggio
ti saranno più lieti.

Il mendicante

di Stefania Bergo

Me ne sto nel mio cantuccio
all'angolo della strada alberata
vicino al chiosco dei gelati.

Allungo la mano
ma la folla non mi vede.

Chiedo spiccioli
di un bene prezioso.
Una moneta, due,
quanto basta per sfamarmi.

Rigano il mio volto sporco
calde lacrime di preghiera
ma rimangono vuote le mie braccia.

Nessuna pietà per i mendicanti
solo rabbia e fastidio.
Creature invisibili
abbandonate dagli angeli,
affamate e insaziabili.
La mia mano è gelida
ma rimane tesa,
troppo grande è il mio bisogno.

Guardami straniero,
lo vedi in fondo agli occhi il mio fuoco?
Un tempo ero come te,
amata ed appagata.

Cosa mi è successo ora?
Sconfitta dalla vita e da Dio.

Cedo le armi e attendo la sera,
nel mio cantuccio
all'angolo della strada alberata
vicino al chiosco dei gelati.


Primo Giorno Di Primavera

di Emanuele Zanardini

È inutile che pensi a parole
che t’arrechino gioia
quando sei tu coi tuoi sensi
gioia per me,
e la mia nostalgia vanta il conforto
dei pensieri suadenti per te.
Primo giorno di primavera ancora,
un’orchestra di colori e sensazioni nuova.


Parto

di Valentina Gerini

La pancia scalcia
l’umore è già materno
la stanchezza marcia
la notte torna

Poi in un attimo
tutto cambia
un nuovo battito
d’amore ricambia

Lo sforzo, le grida
a niente riduce
la vita ti confida
che è subito luce.


Açores

di Vincenzo Mirra

Azzorre,
Isole profumate
Saliscendi di strade e di onde
E di case variopinte
con cornici di finestre colorate
e viste d'oceano
per vasto orizzonte d'acqua
affacciate, sopra rive di sabbia nere
e di pietre di antiche caldere,
e di coste alte, terrazzate di verde,
e di muretti imbiancati a calce.

Azzorre,
Isole fortunate
lungo la dorsale di Atlantide
lontane dagli scogli delle sirene,
solo s'ode, nel mare,
il canto delle balene.

Açores,
Ilhas dei beati



Chiaroscuro

di Stefania Bergo, Ilaria Biondi, Valentina Gerini, Francesca Gnemmi, Loriana Lucciarini, Tamara Marcelli, Vincenzo Mirra, Renata Morbidelli, Silvia Pattarini, Liliana Sghettini, Samantha Terrasi, Emanuele Zanardini
Scrittori della Porta Accanto per StretLib
Poesia
ASIN B075N4B55Z
Ebook 1,99€
Cartaceo 5,52€

Sinossi
In natura le sfumature sono infinite, così come i colori. Poi c’è una terra di mezzo, il chiaroscuro, quel luogo in cui tutto si confonde un po’, dove un tono fa spazio ad un altro, in un rincorrersi di emozioni cromatiche. È lì che si annida l’Arte, in una piega poco scoperta di un sentimento.
In natura i sentimenti umani sono infiniti, così come i mezzi per raffigurarli, per cantarli, per scriverli, per leggerli, per dipingerli con tonalità ed enfasi più o meno marcati.
In un susseguirsi di luci e ombre, corrono via veloci le parole, i gesti, e come per un pittore il segno che lasciamo su questa terra può essere più o meno visibile, comprensibile, assimilabile.
Così nascono le poesie, nell’estremo tentativo di lasciare un segno, un ricordo di sé, un pensiero per qualcuno, un grido di dolore, un canto di gioia nell’effimera intenzione di afferrare un attimo, un sogno, un piccolo spazio di tempo che non tornerà più.
Le poesie che seguono rappresentano quel tentativo. Lo sforzo emotivo di artisti che hanno da dire qualcosa. Sovrapponendo tonalità chiare, in luce, e scure, in ombra. Passando armoniosamente dalla disperazione alla speranza, dalla tristezza alla felicità. E viceversa.


Stefania Bergo

Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Mwende. Ricordi di due anni in Africa, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto.
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La Higuera, per ricordare il Che a cinquant'anni dalla morte

La Higuera, per ricordare il Che a cinquant'anni dalla morte

Guerrillero Heroico - Credit: Alberto Korda

Poeticamente Di Vincenzo Mirra. Il 9 ottobre 2017 ricorre il cinquantesimo anniversario della morte del Che. Nella poesia La Higuera la storia della vita del Comandante Guevara, attraverso i nomi, i luoghi e le immagini più significative che ne evocano la memoria.

Un anno fa scrissi una poesia intitolata La Higuera, proprio come il nome del villaggio andino nella provincia di Vallegrande in cui fu giustiziato Ernesto Che Guevara, dopo essere stato catturato e ferito il giorno prima dall'esercito boliviano in seguito a un'imboscata.
La poesia, che ha vinto la prima edizione del concorso Ode al Che (Montegrappa Edizioni, 2016), è un omaggio personale che ho voluto dedicare al ricordo del Comandante Guevara e che ripercorre in versi la storia della sua vita, attraverso la suggestione dei nomi, dei luoghi e delle immagini più significative che ne evocano la memoria.
Così ho scelto di partire dal titolo, che di solito è l'ultima cosa a cui arrivo scrivendo poesie, ma che nel caso di La Higuera ho scelto per primo, proprio perché volevo partire (e che restasse primo e immediato) dal luogo dell'ultima battaglia, dell'ultimo respiro, dell'ultimo battito del cuore dell'uomo Guevara e del suo sogno rivoluzionario.
Il primo verso invece l'ho immaginato come un respiro grande d'aria pulita, a pieni polmoni (per lui che era un asmatico cronico), d'aria sudamericana, come quella presa da tutto un continente e dal viaggio di formazione e d'esperienze che il giovane Ernesto intraprese, insieme all'amico Alberto Granado, in sella alla motocicletta Poderosa
Quel viaggio - divenuto celebre nel suo diario Latinoamericana - , come succede spesso per molti viaggi e per molti viaggiatori, finì per cambiare per sempre il destino e la vita di Ernesto. Da quelle radici vennero il tronco ed i rami del suo sogno rivoluzionario: la histórica altura, la testa della colonna n° 8, tutti i luoghi nel mondo in cui portò la guerriglia e la forza ideale dei suoi "fedeli attendenti", fino al fango della quebrada (canalone) in cui combatté l'ultima battaglia, fino al giorno in cui fu venduto e tradito da un povero contadino, che ironia della sorte si chiamava Honorato.
È un albero grande e forte quello della tua storia, Comandante Guevara.
Un albero in cui scorre linfa viva di ideali e di passioni, che ha rapidamente e diffusamente aperto i suoi rami abbracciando generazioni e generazioni, in tutto il mondo.
Guerrillero Heroico, icona immortale, proprio come nel destino della celebre fotografia scattata il 5 marzo 1960 a L'Avana dal fotografo cubano Alberto Korda, così intitolata, una delle immagini più riprodotte della storia, forse la più celebre di sempre.
"Poderosa è la tua memoria", Comandante Guevara.
E per me, al di là delle passioni politiche (non ne ho mai avute), sin da ragazzo, è stato sempre un grande valore l'esortazione che El Che rivolse in una delle sue ultime lettera ai suoi figli (le foglie dell'albero paterno):
Soprattutto, siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la qualità più bella di un rivoluzionario.
Ed oggi, che sono un uomo ed un padre, leggo ancora con maggiore commozione il senso profondo di quell'insegnamento.
Per questo ho voluto scrivere gli ultimi versi della mia poesia nella lingua originale del Che. Perché resti per sempre l'accento della storia del Che e la memoria di La Higuera nel cuore dei giusti.

La Higuera

Poderosa
è la tua memoria,
Guerrillero Heroico,
partito per scoprire il mondo
Latinoamericana
in sella ad un sogno rivoluzionario;
Desde la histórica altura
Speranza e Giustizia
nel tuo cuore
fedeli attendenti
sempre al tuo fianco,
a capo della colonna n° 8,
Hasta Siempre
Comandante Guevara
dell’ideale vittoria.

Dalle alture della Sierra Maestra
il vento del tuo amore rivoluzionario
fino alle nere foreste del Congo,
e alle verdi boscaglie della Vallegrande,
tra gli alberi di fitte selve
e poveri villaggi di rade capanne,
tra pallottole di piombo
e la polvere di sparo della guerriglia
nel fango di una quebrada;
Quanto dolore nel tuo destino
tradito dall’inganno di un contadino,
Honorato
fu solo il suo nome.

Hasta
La Higuera,
Siempre,
en el corazón
de los justos.

Vincenzo Mirra

Vincenzo Mirra
Nato a Napoli nel 1973, si è diplomato all'Istituto Nautico per poi laurearsi in Ingegneria Aeronautica ad indirizzo Spaziale. Alle passioni per la navigazione, il mare e l’astronautica, ha sempre aggiunto quelle per la letteratura, la scrittura di viaggio e di meditazione ed il teatro.
È autore del blog letterario Beaufort, scritture al vento e taccuini di mare che esprime scritture di vario tipo e argomentazione, anche di natura sperimentale. Dal 2005 vive a Pisa, dove dal 2015 ha iniziato a frequentare corsi e laboratori teatrali, di recitazione, di lettura corale e di drammaturgia.
Isole, AUGH! Edizioni.
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4 poesie degli Scrittori della Porta Accanto dedicate ai nonni

4 poesie degli Scrittori della Porta Accanto dedicate ai nonni

4 poesie degli Scrittori della Porta Accanto dedicate ai nonni

Poeticamente Di Claudia Gerini. I nostri nonni, quelli che ci mancano, che hanno lasciato il vuoto ma che restano indelebili nei nostri ricordi. Quelli che continuiamo a sentire vicini, perché abbiamo bisogno di credere che veglino ancora su di noi.

Oggi è successa una cosa strana, un episodio che ha risvegliato in me sentimenti nascosti, ricordi che ho riscoperto vivi, come non mai. Sentimenti che sfidano la morte.
Accedo a Facebook, pronta a leggere post, pensieri più o meno profondi, guardare video più o meno divertenti. E invece mi capita sotto gli occhi un video datato 1997, dove è immortalato uno di quei momenti spensierati di una famiglia normale: i miei zii e i miei cugini sono a un pranzo dai parenti americani. Tutti insieme come una grande famiglia, seduti a un tavolo in giardino in una giornata di sole. Chiacchiere e risate spensierate. A un certo punto in video appare lei, mia nonna. La mia cara e adorata nonna Cesira. È stato un tuffo al cuore. La vedevo gesticolare come faceva sempre lei e parlare con la sua voce un po' stridula, con lo sguardo fiero e felice di aver finalmente rivisto la sua famiglia americana.
Ho iniziato a piangere come una bambina.
Non era dolore. Era gioia. La gioia di rivedere una persona a me tanto cara. Una persona da cui la vita mi ha separato troppo, troppo presto. Sentire la sua voce, è stata emozione pura. In questi anni tante volte ho cercato di ricordarla, la voce, il modo in cui mi rispondeva al telefono, in cui chiamava il mio nome. Ed ora era lì, che parlava e raccontava col sorriso sulle labbra.

E allora ho pensato che le persone, quelle che ti sono care, non se ne vanno mai per davvero. Come i nonni.

Rimangono chiuse dentro al nostro cuore, e ci parlano costantemente senza che noi ce ne accorgiamo. Sono lì pronte a uscir fuori grazie a un gesto, una parola o un ricordo come è successo oggi a me.
I nonni, le persone che, dopo i genitori, amiamo di più al mondo. Quelli che ti risvegliano i ricordi più dolci. Io ho conosciuto solo le mie nonne, non ho avuto la fortuna di incontrare i miei nonni. Ma le mie nonnine sono state pilastri fondamentali nella mia infanzia, sono i ricordi che mi strappano un sorriso, sono i pensieri belli che mi fanno rimpiangere di non essere più bambina.
E allora oggi, nella festa dei nonni, il mio pensiero speciale è per loro. Per tutti quelli che sono volati in alto, e soprattutto per tutti quelli che possiamo ancora accarezzare, con tanto amore. Noi, scrittori della porta accanto, li celebriamo così.

Finestra accesa

E mi ritorna
quella finestra accesa,
nel gelo dell’inverno
il suo tepore:

il focolare,
la piccola casetta,
il sincero abbraccio
della nonna mia,
lieto il sorriso
del canuto nonno,
la mia gioia
di bambina allegra,
spensierate ore
di serenità.
Or è malinconia
che scorre nelle vene,
a lacrimar s’arrende
il mio cuore solitario.

Ora è spenta,
ora è fredda,
ora è vuota,
la piccola finestra.

S’accendono i ricordi


Silvia Pattarini, Il tempo di un caffè


Nonna

Arabeschi d’acqua riflessa
su vecchie travi
arse dal sole e dal tempo

Frammenti di memorie
profumi, sapori genuini,
gioia di vivere

Tu bella addormentata
linfa di tremula fiammella
disegni un'altra pagina
dei lunghi tuoi cent’anni

Ombre sinistre velano
la finestrella aperta
della tua vita
che scorre inerme
fragile,
appesa tra due rami
a tela di ragno

L’occhio mio
accarezza mesto
il cielo viola e arancio
che come te
s’arrende nel tramonto,
Nonna


Silvia Pattarini, Il tempo di un caffè


14 Agosto

Il tuo sguardo si perde nel vuoto,
nell’abisso del mare che dalla finestra
si affaccia calmo.
Le tue mani sfiorano una rosa
sbocciata con il calore dell’estate.
Cerchi riposo
ti siedi e la mente
è già in giro
con i suoi ricordi.
I tuoi occhi si addentrano
in un dolce annegare tra emozioni
e una torta che spunta all’improvviso.

Oggi è un giorno speciale.
Con la tua esistenza hai dato vita
a sogni
speranze
vite
che oggi ti circondano.
Saggio e sincero
rifugio di nipoti smarriti.

Hai aiutato in guerra chi era in lacrime
Il tuo calore
ha scaldato tanti cuori
e la tua voce tante anime.
Cantavi abbracciando
con le mani
i momenti degli altri.
Sei stato inconfondibile,
insostituibile
Nonno.


Samantha Terrasi, Chiaroscuro


Cento pulcini

Come un mare giallo
e pigolante apparvero
davanti ai miei occhi
cento pulcini
che tu
avevi portato
a me
perché sul mio volto
tornasse a splendere
il sorriso
e dalle mie labbra
vibrasse
di nuovo una parola
cento anni avresti
Oggi tu
se i tuoi piedi
toccassero
questa terra
buon compleanno
nonno "Nello"
veglia dal Cielo
il tuo pulcino
che sta imparando
a Volare


Renata Morbidelli, Chiaroscuro


Claudia Gerini
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Pensiero prigioniero: una poesia di Tommaso Ercoli, 13 anni

Pensiero prigioniero: una poesia di Tommaso Ercoli, 13 anni

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Poeticamente Di Valentina Gerini. Nei panni di un bambino ebreo rinchiuso in un campo di concentramento: Pensiero prigioniero, la poesia del tredicenne Tommaso Ercoli, l'empatia delle parole.

Tommaso, 13 anni, frequenta la terza media all'Istituto Comprensivo "Marchese Lapo Niccolini" di Ponsacco, in provincia di Pisa. Ogni tanto mi chiede qualche consiglio per la scuola. Qualche giorno fa è arrivato a casa mia con una poesia, scritta senza tanto pensare, per un progetto scolastico dedicato alla Shoah. Con sua grande sorpresa, la professoressa l'aveva scelta tra tante altre e si era ritrovato in "semifinale" in una piccola competizione amichevole tra studenti. Voleva che lo aiutassi per una rima che proprio non gli veniva. Non riusciva a trovare qualcosa che facesse rima con morire e che, allo stesso tempo, non variasse il senso della sua poesia. Ci abbiamo lavorato insieme e, una volta trovata la parola, la poesia era perfetta.

Un concorso scolastico per aprire gli occhi.

Il premio del concorso, uno studente per classe, è poter visitare e vedere coi propri occhi un campo di concentramento e riflettere su quanto accaduto in passato. Lo studente può così raccontare alla classe ciò che ha sentito, percepito, pensato, in quei luoghi.
Il tema scelto per il progetto riguarda i campi di concentramento, è vero. Ma in maniera insolita e, a mio avviso, davvero funzionale, si richiedevano degli scritti che parlassero in prima persona delle grandi sofferenze subite dagli Ebrei del tempo. Insomma, chi partecipava al progetto, doveva farlo parlando come se fosse un bambino ebreo rinchiuso nel campo, cercare di pensare come lui, immaginare ciò che provava, le sensazioni. Entrare in empatia con lui e trasformarne i pensieri in parole. Un esperimento difficile perché gli adolescenti a volte tendono a prendere le cose alla leggera. Ma, a leggere la poesia di Tommaso, l'esperimento sembra riuscito. Per dovere di cronaca, la poesia poi non è arrivata in finale, ma mi è sembrato interessante poterla condividere con voi, per dimostrare la sensibilità degli adolescenti che oggigiorno, a volte, sembra essere perduta.
Ed ecco che, con il permesso del giovanissimo poeta e della madre, pubblico qua la poesia con relativa introduzione.

La poesia.

Questa poesia è stata scritta da un ragazzo ebreo rinchiuso nel campo di concentramento di Pustkow. Nel 1944, in una notte gelida, si mette a scrivere nel suo letto i suoi pensieri… 

Pensiero prigioniero
Non dimenticherò mai,
con i miei amici a scappare dai guai.
Non dimenticherò
voglio giocare ancora un po’.

Voglio ancora viaggiare
voglio vedere
per la prima volta il mare,
voglio riabbracciare la mamma
voglio un’ultima ninna nanna.

Non voglio dimenticare
con mio padre rivorrei parlare,
invece sono qui ancora nel campo
dove i sogni non hanno scampo,

Rinchiuso perché Ebreo,
qui dove si lotta per un pezzetto di pane
le scarpe l’un l’altro ci si deve rubare
per, sulle lastre di ghiaccio, non scivolare.

Qui dove regna la nostalgia
aiutata a sua volta dalla malinconia,
voglio dormire nel mio letto
sorridere ancora per uno scherzetto;

Per scelta d’altri costretto a morire
tanti compagni ho visto sparire
di fame, di sete e freddo sanno le mie lacrime
maledetto quel carro d’anime
che ha tolto alle nostre vite povere
il nome, la dignità ma non la voglia di vivere.

Voglio salutare gli insegnanti
gli amici da rivedere son tanti,
voglio giocare a pallone,
voglio diventare un campione.

Non voglio dimenticare,
con mia sorella voglio giocare
voglio accarezzare il mio gatto
vorrei poter ancora fare il matto.

Da questo campo voglio uscire
non sono ancora pronto a morire
tutti insieme facciamo un patto:
non dimentichiamo mai quello che ci hanno fatto.
Tommaso Ercoli
Valentina-Gerini

Valentina Gerini
Ho due grandi passioni: i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ho fatto la mia professione, diventando accompagnatrice turistica. La scrittura è il mio hobby. Mi piace avere una vita piena di cose da fare: sono una mamma, lavoro, collaboro con un mensile toscano, mi impegno a portare avanti il progetto Gli scrittori della porta accanto e scrivo libri.
Volevo un marito nero, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione)
La notte delle stelle cadenti, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
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