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In primo piano

[Libri] Rocco Cascini presenta "Jacqueline", nell'intervista di Silvia Pattarini

Rocco Cascini presenta "Jacqueline"

In anteprima Jacqueline, di Rocco Cascini, goWare, 2017. Uno scrittore famoso, sicuro di sé, una donna misteriosa e ambigua, un romance contemporaneo, introspettivo, con risvolti inaspettati.



Jacqueline

Jacqueline

di Rocco Cascini
goWare
Romance contemporaneo
ISBN 9788867978304 
cartaceo 11,04 €
ebook 4,99 €

Riccardo Neri è uno scrittore spavaldo e sicuro di sé. La sua fama è legata a una vecchia trilogia fantasy e ora, dopo molto tempo, ha ritrovato l’ispirazione.
Improvvisamente nella sua vita compare la bella Jacqueline ma, nonostante la complicità che si crea tra loro, Riccardo non riesce a conquistarla.
Chi è realmente Jacqueline? Che cosa vuole da lui? E perché è così ambigua?
L’apparente dolcezza e sensualità della ragazza si riveleranno uno strumento fatale e ingannevole dal quale Riccardo dovrà salvarsi.


L'autore racconta 



Buongiorno Rocco e benvenuto nel nostro blog. Ci spieghi come è nata l’idea di questo romanzo? È nata prima la trama o prima il titolo?
Questo romanzo nasce da una crisi creativa. Avevo il famoso blocco dello scrittore e non riuscivo a portare a termine una storia da un po’ di tempo. Così un bel giorno ho pensato di fare di questa crisi la caratteristica del mio protagonista. Mi sono immedesimato nei panni di uno scrittore di fama, Riccardo, impegnato nella stesura del romanzo della sua vita dopo anni di buio. Quando conosce Jacqueline, però, la crisi creativa riemerge in lui, accompagnata da una ben più preoccupante crisi esistenziale.
La trama stessa non mi era chiara sin dall’inizio. Ho dovuto fare un vero e proprio collage tra pensieri indipendenti e una vecchia idea che avevo da tempo. Fortunatamente ho poi avuto l’intuizione giusta per far funzionare tutto il meccanismo e il romanzo si è scritto da solo. Jacqueline, figura centrale del romanzo attorno alla quale ruota la crisi di Riccardo, è stato il titolo inevitabile.

Appartiene a un genere ben definito o accorpa più generi?
Non appartiene a un genere preciso. Potrebbe rientrare nella categoria del romance contemporaneo, lo troviamo a metà strada tra il genere sentimentale e il mistery. Tuttavia non è esclusivamente una storia d’amore e non ha le caratteristiche propriamente “thriller” di un romanzo mistery, è anzi molto introspettivo.

Si rivolge a un target di pubblico specifico?
Proprio per la caratteristica di non appartenere a un genere preciso, il mio romanzo si rivolge a un target di pubblico piuttosto ampio e variegato. Può piacere agli amanti del genere rosa ma anche a chi preferisce leggere suspense, per il ritmo serrato e una narrazione improntata principalmente sui dialoghi.

A monte del romanzo ci sta un lavoro di ricerca e documentazione o non si è reso necessario?
Non si è reso necessario. Un tema che ho approfondito è quello della scrittura e dell’editoria, ma l’ho raccontato in base alla mia esperienza personale.

Raccontaci qualche curiosità sui personaggi principali e comprimari: come si chiamano, il loro carattere o qualche particolare che li contraddistingue.
Il romanzo è narrato in prima persona, quindi il personaggio che ho più approfondito è il protagonista: Riccardo Neri. Lui può vivere di scrittura grazie al successo che ha avuto in età giovanile una sua fortunata trilogia fantasy. A causa del successo decide di cambiare vita, di viaggiare, di cogliere tutte le opportunità che gli si presentano. E per farlo abbandona tutti: famiglia, amici e soprattutto la sua fidanzata Sofia. Anche se riesce a produrre diverse opere, nessuna ottiene il trionfo auspicato. Il suo nome resta ancorato a quello della trilogia. Scrivere un romanzo che ne eguagli il risultato diventa una vera e propria ossessione per lui. E quando sembra avere l’idea giusta, compare nella sua vita Jacqueline che mette a repentaglio i suoi sforzi. Lui è sicuro di sé, a tratti egoista ma affascinante, gli piace vestirsi bene, ama il cinema e il brandy. Jacqueline gli farà crollare tutte le certezze.
Essendo narrato in prima persona, gli altri personaggi vengono raccontati in base alle loro azioni e alla visione che ha Riccardo di loro. Jacqueline è certamente il personaggio di maggior rilievo. Mistero, ambiguità e fascino (mai ostentato) sono le sue caratteristiche principali. Di lei non posso dire altro perché la storia possiede diverse sorprese e non vorrei rischiare di anticiparle.

Nei tuoi personaggi, anche in quelli secondari, c’è qualche esperienza autobiografica, o hai preso spunto da persone di tua conoscenza, oppure sono esclusivamente frutto di fantasia?
I miei personaggi sono sempre esclusivamente frutto di fantasia. Mi blocco se mi accorgo che uno di loro si avvicina troppo a qualcuno di mia conoscenza. Tuttavia il protagonista è uno scrittore, quindi ne ho approfittato per usarlo come tramite per parlare del mio rapporto con la scrittura. In genere, mi piace fare vere e proprie incursioni nei protagonisti dei miei romanzi per comunicare un mio pensiero, la mia visione del mondo, o anche i miei gusti personali. Come me Riccardo ama il cinema e il buon vino, ad esempio.

I luoghi del romanzo: dov’è ambientato? Hai scelto questa location per necessità, per moda o per altri motivi?
La città in cui è ambientato il romanzo non esiste e non ha un nome. Questa è un’altra particolarità della mia opera. Siamo in Italia, in una grande città che strizza l’occhio a Milano. Ma non è Milano. La storia si concentra esclusivamente sull’evoluzione introspettiva di Riccardo dal momento in cui conosce Jacqueline; essendo l’ambientazione ininfluente, ho scelto una città più o meno fantasiosa, con locali, monumenti e quartieri inventati di sana pianta. E non solo. Non escludo la possibilità di ambientare in futuro altre storie nella stessa città e magari inventarle anche un nome. E Riccardo stesso potrebbe diventare un personaggio secondario di un altro romanzo.

Invoglia il lettore a leggere il tuo libro, definiscilo in tre aggettivi.
Vediamo.
Il primo è certamente “scorrevole”. Il mio stile è incentrato sullo “show don’t tell”, per cui prediligo i dialoghi rispetto alle parti descrittive. Non mancano i momenti di introspezione nei quali il ritmo si fa inevitabilmente più lento per stuzzicare riflessioni al lettore. Tuttavia il romanzo si legge così velocemente che nemmeno ti accorgi che sia finito.
Secondo aggettivo: misterioso. Al contrario di come siamo abituati oggi con il mondo dei social, Riccardo non ha alcun contatto di Jacqueline. Lei appare e scompare a suo piacimento. Anche i suoi stessi atteggiamenti non sono sempre trasparenti. Ovviamente tutto ciò ha un senso, ma non posso svelarlo.
Terzo aggettivo: bello. Può sembrare un aggettivo un po’ banale, invece mi piace definirlo così. Jacqueline è un bel romanzo, da leggere. Parla di amore, di sentimenti, di scrittura, di editoria, di amicizia. Parla dell’evoluzione della vita e del difficile passaggio all’età adulta. Di come spesso ci sforziamo tremendamente per rincorrere un futuro idealizzato, quando magari basta concentrarci sugli elementi che la vita ci ha già messi a disposizione per raggiungere l’agognata felicità.

Stralci d’autore: lasciaci uno spaccato accattivante tratto dal tuo romanzo Jacqueline
Di accattivante c’è più l’evoluzione della storia che un singolo spaccato. Lascio un dialogo a caso tra Riccardo e Jacqueline durante la fase di corteggiamento.

«Allora diciamo che, semplicemente, avrei potuto scrivere di meglio.»
«Frammenti di sogni che poi sono stati inglobati in un unico grande sogno, quello di diventare un autore affermato. Che poi è quello che sei.»
«Fai bene a ricordarmelo. Spero che i miei lettori non si siano dimenticati di me!»
«Beh, come vedi, io non mi sono dimenticata. Sto adorando il tuo romanzo, sono quasi alla fine e credo di aver capito chi è l’assassino.»
«Non esserne così certa, potresti restare delusa. Ti va un caffè?»
«È la cosa che più desidero in questo momento.»
«Non ti dico quella che desidero io, più di tutte, in questo momento.»
Andai in cucina a preparare l’occorrente. Lei mi seguì.
«Perché ho il vago presentimento di conoscerla?»
«Non esserne così certa, potresti restare delusa.»
Rise, aveva le braccia conserte, abbassò lo sguardo: fu un gesto che ritenni molto sensuale, non so dire perché.

Il tuo romanzo si fa portavoce di qualche messaggio particolare, o si propone esclusivamente di intrattenere il lettore?
Ci sono diversi messaggi importanti che ho cercato di trasmettere. Principalmente di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno; prendere una situazione negativa come un’opportunità per riscoprirsi piuttosto che solo un momento per deprimersi; non perdere mai il coraggio di ripartire, rialzandosi e tornando a vivere. Come una fenice, che risorge dalle proprie ceneri…

Mi sembrano messaggi positivi, sicuramente vale la pena leggerlo. Grazie per essere stato con noi, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
Grazie a voi per avermi dato l’occasione di presentare il mio romanzo.

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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