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Un amico speciale, una favola illustrata di Elena Iannarelli

Un amico speciale, una favola illustrata di Elena Iannarelli

Un amico speciale, una favola illustrata di Elena Iannarelli

Libri Comunicato stampa. Un amico speciale (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto KIDS), una favola di Elena Iannarelli, con le illustrazioni di Daniela Zottola e testi in stampatello maiuscolo per le prime letture in autonomia: la vera amicizia come capacità di superare le apparenze, la pazienza e l'apertura del cuore come fondamenti per scoprire la bellezza interiore di chi appare diverso.

Tornava tutti i giorni a osservare Marcello. Aveva anche provato ad avvicinarsi, ma senza successo. Perché lui a volte urlava e batteva i pugni sul petto, altre volte stava in silenzio.
Ma Armando non aveva nessuna intenzione di arrendersi, perché era fermamente convinto del fatto che tutti abbiano il diritto di avere un amico. Elena Iannarelli, Un amico speciale

Un amico speciale cover

Un amico speciale

di Elena Iannarelli
illustrazioni di Daniela Zottola
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto KIDS
Narrativa per bambini 4+ | Prime letture
Copertina flessibile | 74 pagine | formato 21x21
Cover rigida | 76 pagine | formato 21x27 deluxe
ISBN 979-1257262037

Quarta

Nella scuola dell’anatroccolo Armando è arrivato un nuovo compagno di classe. Il coniglietto Marcello è un po’ particolare: spesso sta seduto su un sasso in silenzio e se qualcuno si avvicina a volte urla o si dà dei colpetti sul petto. Gli altri pensano sia meglio lasciarlo solo, ma Armando non si arrende. Lui sa che nessuno deve essere isolato. Insieme ai suoi vecchi amici del bosco, l’orso Osvaldo e l’usignolo Ugo, Armando scopre che dietro i silenzi di Marcello si nasconde un bellissimo sorriso. Armando è davvero un amico speciale!

Cosa succede quando un nuovo compagno “diverso” entra in un gruppo già affiatato? Spesso, non per cattiveria ma per timore o superficialità, ci si ferma alla prima impressione. Marcello è un coniglietto “speciale” che comunica attraverso silenzi e comportamenti che possono apparire indecifrabili, ma il papero Armando ci insegna il valore dell’empatia e della pazienza.
Scritto da un’insegnante specializzata nel sostegno, questo libro è uno strumento prezioso per parlare ai bambini di inclusione e neurodiversità. Una storia che invita a guardare oltre le apparenze e le barriere, ricordandoci che l’amicizia richiede il coraggio di dare fiducia e la voglia di conoscere davvero chi abbiamo di fronte, con il cuore aperto.

TESTI IN STAMPATELLO MAIUSCOLO
Età di lettura 4+

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Elena Iannarelli



Daniela Zottola

Daniela Zottola è una regista, animatrice e illustratrice lucana.
È laureata in Animazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino, dove ha realizzato il cortometraggio Antonio selezionato ai Nastri d'Argento 2026 e vincitore del premio Lotte Reiniger all'International Festival of Animated Film di Stoccarda.
La sua ricerca artistica si concentra sui temi dell’infanzia e della memoria, esplorati come spazi emotivi e simbolici.


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Ti chiamo mamma e tu rispondi, un album creativo di Emma Fenu

Ti chiamo mamma e tu rispondi, un album creativo di Emma Fenu

Ti chiamo mamma e tu rispondi, un libro personalizzabile di Emma Fenu

Libri Comunicato stampa. Ti chiamo mamma e tu rispondi (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto KIDS), un libro interattivo di Emma Fenu in formato tascabile, adatto a tutte le età. Dalle prime sillabe di chi nasce ai riflessi d’argento di chi invecchia, il libro è un dialogo incessante con le nostre madri, crescendo come un figlio nel lessico e nei vissuti. Un album creativo da personalizzare con testi, disegni e tracce di memoria.

Esiste una Madre con la M maiuscola, oppure incontriamo tante madri che abbracciano la nostra vita costellando pensieri e azioni materne, con il gesto del mettere al mondo scintille di coscienza?
Le Madri sono le nostre gestanti d’amore, ma l'amore è quello che riceviamo in dono, se siamo fortunati, anche dai libri per l'infanzia, dalle nursery rhymes, dalle canzoni, dalle zie, dalle nonne, dalle maestre. Ci sono per noi tutte le Mamme, se osserviamo la questione dal punto di vista immaginale; abbiamo una Mamma biologica, una Mamma volontaria, una Mamma adottiva, una Mamma temporanea.
Anche un uomo può essere un po' la nostra Mamma? E una suora buona e affettuosa? Una scrittrice che partorisce libri può essere Mamma per i suoi lettori? Sì, se il senso del materno non è recinto biologico ma eco che risuona nell'anima di ognuno di noi e si riverbera ovunque si posi uno sguardo capace di nutrire l’Io e gli altri.
[...] La Madre smette di essere un unico volto per tornare a farsi archetipo: la troviamo nello sguardo che rivolgiamo al principio generatore e abita negli abbracci del quotidiano, capace di accoglierci tutti sotto le sue gonne. Il posto sicuro nello sradicamento contemporaneo. Il porto del vero Amore. dalla Prefazione di Valeria Bianchi Mian, Ti chiamo mamma e tu rispondi


Ti chiamo mamma e tu rispondi

di Emma Fenu
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto KIDS
Narrativa 4+ | Narrativa | Album creativo | Interattivo
Formato tascabile | 112 pagine
ISBN 979-1257261924

Quarta

Un viaggio emozionale da personalizzare, per creare insieme e rendere eterno ogni istante del proprio legame, a qualunque età.

Chi è la mamma?
In queste pagine, il senso del materno supera i confini della biologia per farsi archetipo universale: è lo sguardo capace di nutrire l’anima, l’abbraccio che offre un porto sicuro nello sradicamento del presente e la voce di chiunque sappia farsi “gestante d’amore”.
Dalle prime sillabe di chi nasce ai riflessi d’argento di chi invecchia, il libro esplora un dialogo incessante che attraversa il tempo e lo spazio.
Un libro aperto, che attende il vostro tocco. Un’opera volutamente incompiuta: tra le riflessioni poetiche troverete numerose pagine a quadretti, uno spazio vuoto destinato a piccoli e adulti che desiderano narrare la propria storia.
Trasformatelo nel vostro dono più prezioso per la mamma: scrivendo pensieri, promesse o le tappe del vostro cammino condiviso, arricchendo le pagine con disegni e fotografie di momenti condivisi, incollando biglietti del cinema, pezzetti di spago, messaggi o piccoli frammenti di vita che profumano di ricordi.
Munitevi di penne, colori e fantasia. Perché la storia più autentica è quella che sceglierete di creare, pagina dopo pagina. Insieme.

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Emma Fenu







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The Plastic Detox: un documentario Netflix original

The Plastic Detox: un documentario Netflix original

The Plastic Detox: un documentario Netflix original

Cinema Di Elena Genero Santoro. The Plastic Detox: microplastiche nel corpo umano, un documentario Netflix original che riprende gli studi della dottoressa Shanna Swan sul legame tra inquinamento chimico e calo della fertilità.

Quando qualche anno fa ho scritto Plasticamente, in cui parlavo della sovrabbondanza di plastica intorno a noi, e dei modi in cui, ognuno a casa propria, poteva impegnarsi a ridurla, avevo molto chiaro il problema dell'invasione dei mari, del fatto che la plastica ci ritornasse nel piatto attraverso gli animali di cui ci nutriamo.
Tuttavia, Plasticamente aveva un taglio molto orientato alla riduzione dell'inquinamento, all'ambiente. Leggevo che nel mare finiscono ogni anno dalle cinque alle undici tonnellate di plastica e mi sembrava spaventoso. Le magagne che la plastica poteva causare agli organismi umani e animali era stato da me appena accennato.

Plasticamente

Plasticamente
Le materie plastiche e le scelte ecofriendly

di Elena Genero Santoro
PubMe - Gli scrittori della porta accanto HOWTO
Manuale pratico
ISBN 979-1254582497
Cartaceo 14,00€
Ebook 5,99€

Di recente mi sono imbattuta in uno studio della dottoressa Shanna Swan per poi scoprire che era alla base di un documentario Netflix uscito di recente, The Plastic Detox.

La dottoressa Swan, che da anni si occupa di salute riproduttiva, ha esaminato centinaia di studi scientifici e condotto i suoi: tutti indicano che il numero di spermatozoi sta diminuendo a livello globale negli ultimi 50 anni osservati a un tasso dell'1%, con un calo che supera il 2,6% osservando studi dopo l'anno 2000. In pratica la fertilità nel mondo è diminuita del 50% negli ultimi quattro decenni.
Qualcuno potrebbe dire che è un bene, visto che siamo più di otto miliardi di persone. Poi, però, c'è chi vorrebbe figli e non riesce ad averne.
Per completezza di narrazione, è giusto dire che altri studi hanno imputato il calo della fertilità anche al cambiamento climatico. Laddove ci siano cambiamento climatico e sostanze chimiche, l'effetto è sinergico e aumentato.

Tornando agli studi di Swan, il declino degli spermatozoi è associato all'utilizzo di sostanze chimiche.

Gli ftalati e i bisfenoli sono degli interferenti endocrini, e significa che condizionano gli ormoni delle persone che ne vengono a contatto.
Gli ftalati hanno un effetto antiandrogenico che abbassa il testosterone. Di conseguenza, possono eliminare l'ondata di testosterone in utero, con impatti sullo sviluppo genitale del feto maschio che nascerà con dimensioni minori della distanza ano-genitale (AGD) e testicoli non discesi.
Il BPA imita l’estrogeno, l’ormone femminile, quindi può indurre nel corpo cambiamenti simili a quelli prodotti da tali ormoni e anch'esso inibisce la fertilità.

E dove si trovano ftalati e bisfenoli? Nella plastica. Elementare, Watson.

Gli ftalati sono dei plastificanti che in Unione Europea sono già stati pesantemente vietati, alcuni ovunque, altri nei giocattoli.
Il bisfenolo si usa sia come monomero di reazione del policarbonato (avete presente i biberon di plastica?) sia come monomero per la produzione delle resine epossidiche, molto usate in edilizia, ma anche nell'arte. Il bisfenolo A in Unione Europea è vietato nella carta termica.
Negli Stati Uniti, dove la dottoressa Swan ha effettuato i suoi studi, queste sostanze non sono vietate.

Un dato che riportavo in Plasticamente è che la plastica che viene realmente riciclata al mondo è il 9%.

Il resto viene vomitato negli oceani.
Riciclare la plastica costa molto di più che produrla nuova. Il dato viene confermato dal documentario con una spiegazione: l'idea che la plastica fosse riciclabile è stata propagandata e diffusa proprio dai suoi produttori. Sembra controintuitivo, eppure ha un senso. Pensare che buttare la plastica di bottiglie e flaconi di detersivo non abbia un impatto sull'ambiente perché "tanto è riciclabile", è un abbaglio. Di fatto non lo è. Però alleggerisce la coscienza dei consumatori. Ma è un inganno.
E non stupisce nemmeno che in sede di Global Plastic Treaty – un'iniziativa globale per regolamentare la plastica – siano stati i Paesi col petrolio a fare arenare il progetto, opponendosi a una riduzione della produzione della plastica vergine.

Se utilizzare la plastica per usi tecnici e durevoli può avere un senso.

Può produrre un alleggerimento di una struttura, una maggior lavorabilità e molti vantaggi a seconda del caso, il fatto che ogni merendina che scartiamo sia imballata in una pellicola di plastica è aberrante. Siamo assuefatti, crediamo che sia normale, ma non è sano usare un materiale eterno per delle applicazioni usa e getta come quelle legate agli alimenti o alla cosmesi. Questo a prescindere.
Se a questo aggiungiamo che essere circondati dalla plastica può avere controindicazioni sono solo sull'ambiente ormai saturo, ma su chi fruisce di cibo confezionato e detergenti, c'è una ragione in più per dire basta.

L'ultimo studio peer-reviewed della dottoressa Swan è uno studio pilota che ha l'ha vista interagire con alcune coppie che non riuscivano a concepire figli o che avevano avuto degli aborti spontanei.

Queste coppie avevano una sterilità idiopatica, cioè: apparentemente non avevano nulla che non andasse.
Le coppie sono state sottoposte a una sperimentazione. Innazitutto, è stata ricercata la presenza, nelle urine e nello sperma, di biomarcatori quali bisfenolo urinario A (BPA), mono-n-butil ftalato (MBP) e monobenzile ftalato (MBzP). Il bisfenolo è stato designato come marcatore principale. All'inizio, nei soggetti in esame i biomarcatori sono risultati molto alti.

Dopodiché è stato imposto loro un percorso tanto semplice e poco invasivo quanto efficace: un cambiamento dello stile di vita legato alla presenza delle plastiche negli oggetti in casa.

In pratica, queste coppie hanno applicato molti dei consigli eco-bio che io stessa, un lustro fa e in tempi non sospetti, avevo suggerito nel mio Plasticamente. Io che, nauseata da tutti i rifiuti di plastica domestica che si buttano quotidianamente, avevo già cercato soluzioni alternative. Detersivi in foglietti, shampoo solido, assorbenti lavabili, spugne di cocco o di luffa, indumenti di tessuti naturali. Non ho inventato nulla di rivoluzionario, beninteso. Ho solo raccolto una lista di micro-soluzioni. Io, che ormai mi sono riprodotta e non ho più nei piani di ripetere l'esperienza, sto continuando ad applicare le regole che mi ero data. I miei detersivi non si trovano nella grande distribuzione, per gli abiti che acquisto evito come la peste acrilico e poliestere. Tollero solo basse percentuali di poliammide (nylon) ed elastan. Unica deroga: i giacconi per l'inverno.
E adesso, dopo aver letto lo studio peer-reviewed della dottoressa Swan e aver visto il documentario su Netflix, scopro che tutto sommato non ho fatto male. Ne ha beneficiato l'ambiente, ma anche la mia salute.

Lo studio della dottoressa Swan si conclude così.

Dopo che le coppie hanno eliminato dalle loro abitazioni e dai loro armadi la plastica di cui erano circondati, i loro valori di bisfenolo e ftalati si sono abbassati notevolmente. E successivamente hanno avuto dei figli.
Ma è la dottoressa Swan la prima a frenare gli entusiasmi: il campione di persone analizzato è troppo piccolo per trarre conclusioni definitive. Ripete: si tratta di uno studio pilota.
Però, ragazzi, fa davvero ben sperare.





Elena Genero Santoro
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