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Novità

7 serie Prime Video original da non perdere

7 serie Prime Video original da non perdere

7 serie TV Prime Video original da non perdere

Serie TV | Prime Video Di Stefania Bergo. Dal cinema alle TV digitali che offrono ricchi cataloghi di #film e serie TV on-demand. Questo mese, invece delle prossime uscite in sala, tra i tanti titoli che Amazon propone per l'intrattenimento, ecco sette serie Prime Video original da non perdere.

Ogni mese seleziono per voi qualche film che secondo me merita di essere visto, lo faccio ormai da un paio d'anni. Già il mese scorso il mio articolo si è rivelato quasi inopportuno, dato che piano piano tutto è stato chiuso, cinema compresi. Ora sarebbe davvero inutile scrivere di imperdibili uscite, dato che non ce ne sono affatto. Anzi, il mondo dello spettacolo ha tirato i remi in barca e sospeso tutte le riprese di nuovi film e serie TV, facendo slittare tutto a data da destinarsi.
Se da un lato la cosa è un po' triste – vi capisco –, dall'altro sappiamo che ci sono valide alternative all'emozione del cinema in sala: le TV digitali on-demand.

I palinsesti televisivi sono stati rimodulati, dal momento che molti programmi sono stati sospesi, e già sui canali istituzionali si possono trovare film imperdibili e serie TV. Ma avere un intero catalogo on demand di titoli è sicuramente un altro paio di maniche. 

È quindi il grande momento dei servizi di streaming come Prime Video, Tim Vision, Sky, Netflix o NowTV, tanto per citarne alcuni. Certo, sono servizi a pagamento, alcuni un po' più costosi di altri, ma tutti offrono uno, due o addirittura tre mesi di prova gratuiti con possibilità di recedere in qualsiasi momento, quindi, perché non approfittarne?
Ebbene, il mio solito editoriale sulle novità al cinema diventa, almeno per questo mese, una segnalazione delle serie TV Prime Video original che mi sono piaciute di più e che vi consiglio. Alcune sono nuove, altre sono uscite qualche anno fa, il che forse è ancora meglio, perché avete a disposizione l'intero box con tutte le stagioni. Chi ha già un abbonamento Prime di Amazon ha a disposizione tutta l'offerta dell'intrattenimento digitale, altrimenti, potete accedere al catalogo iscrivendovi al servizio Prime Video su Amazon.
Un'altra nota a favore della TV on-demand è la possibilità di guardare film e serie in lingua originale o con altri doppiaggi e/o sottotitoli.
Beh, che dire di più, come sempre: buona visione! Attendo i vostri feedback su queste sette serie TV: saranno davvero da non perdere?


Hunters

Hunters

Azione, Drammatico, Suspense | 18+
Con Al Pacino, Logan Lerman, Jerrika Hinton
Il produttore esecutivo Jordan Peele presenta questa serie in cui un gruppo di cacciatori di nazisti cerca una legittima vendetta nel 1977 a New York.
Al Pacino è già una garanzia, l'ho messa in lista fin dal trailer e finalmente il mese scorso ho visto i dieci episodi della prima stagione – per ora l'unica disponibile. E l'ho adorata!
Hunters cavalca un po' la tendenza del momento, cioè quella di film e serie TV sul periodo storico del Nazismo. Probabilmente per metterlo a nudo, per spogliarlo di qualsiasi possibile mitizzazione che i gruppi neonazisti di oggi stanno, ahimè, facendo. Ma lo fa con uno stile noir, alla Tarantino in Kill Bill, per capirci, con intermezzi che sembrano piccoli spot pubblicitari per presentare i singoli personaggi e le loro peculiarità – eccellente la fotografia, secondo me. Hunters è ambientata negli anni '70 e narra le vicende di un gruppo variegato di cacciatori di nazisti, giustizieri che intendono far quadrare i conti col passato, sopravvissuti con un biglietto da visita tatuato sul braccio. La serie è cruda e non lascia sottintendere, quindi giustamente classificata "per adulti". Si interroga, senza darsi risposta, su un tema molto dibattuto: torturare chi si è macchiato di crimini indicibili contro l'umanità intera è un atto giusto o a sua volta sadico, perverso e quindi condannabile? La serie su questo pare avere le idee chiare e dare una risposta. Salvo poi sottintenderne un'altra proprio al colpo di scena finale.



The man in the high castle

The man in the high castle

Suspense, Drammatico, Sci-Fi | 16+
Con Alexa Davalos, Rupert Evans, Luke Kleintank
Basato sul premiato romanzo di Philip K. Dick e prodotto da Ridley Scott e Frank Spotnitz, The Man in the High Castle esplora la possibilità che gli Alleati avessero perso la Seconda Guerra Mondiale e il Giappone e la Germania avessero governato gli Stati Uniti.
Sono disponibili ben quattro stagioni da dieci episodi ciascuna, quindi ce n'è per passarsela via parecchio tempo.
È stata la prima serie TV che ho visto dopo più di dieci anni dall'ultima – la seconda stagione di Gray's Anatomy, prima di andare a vivere in Kenya. Non ero intenzionata a riprendere, perché so che mi causano dipendenza. Ma un'amica mi ha convito... e in effetti la serie merita davvero!
Tratta dal romanzo di Philip K. Dick – La svastica sul sole, che inizierò a leggere a breve –, The man in the high castle esplora una probabilità davvero interessante: e se la seconda guerra mondiale l'avessero vinta i nazisti e i giapponesi? Beh, quello che salta subito all'occhio è che non ce la passeremmo un gran che bene. Il regime sarebbe totalitario, il clima quello delle dittature più spinte, con l'aggravante della discriminazione razziale, il controllo sulla cultura e l'informazione assoluto. Ma in questa realtà distorta c'è comunque una certezza: l'uomo non smetterebbe di ribellarsi, i "partigiani" continuerebbero la lotta per la libertà di tutti, anche a costo della vita.
Il tutto è reso ancor più interessante da un risvolto che si palesa solo alla fine della prima serie – e lascia esterrefatti –, cambiando completamente la percezione della trama. Dalla seconda stagione in poi la serie acquista una sfumatura sci-fi che non ne indebolisce la potenza del messaggio, anzi, lo rinforza con un monolitico "e se invece?"
Non voglio dirvi di più, vi consiglio solo di guardarla, fidatevi!



The widow

The widow

Suspense, Drammatico | 14+
Con Kate Beckinsale, Charles Dance, Alex Kingston
Le ricerche di una donna per svelare il mistero della scomparsa del marito la conducono in Congo, dove è costretta a cercare la verità su quello che è successo all'uomo che amava.
Ho visto tutti gli otto episodi della prima serie che pare autoconclusiva, quindi non vi resterà nulla in sospeso.
Mi ha catturato perché parla di Africa, sebbene ne metta in luce gli aspetti negativi, di corruzione e violenza. La protagonista, infatti, si reca in Congo alla ricerca del marito che credeva morto. E si scontra con un regime militare in cui non è facile portare alla luce la verità. La serie tratta anche il tema del contrabbando e dello sfruttamento dei minori nelle miniere di coltan – triste realtà che ci permette di avere tra le mani lo stesso smartphone o il laptom da cui state leggendo. In alcuni momenti è inverosimile e superficiale, ma credo dipenda dalla linea narrativa scelta, tutto sommato adatta anche a un pubblico di giovani spettatori. Mi è piaciuto ripercorrere con Georgia le strade rosse e polverose, aggregarmi a un gruppo di volontari per le vaccinazioni nei villaggi, rivivere la prima e spaesata volta in una terra tanto diversa da quella dove vivo. Forse mi è piaciuto più questo della storia in sé, ma mi sento comunque di consigliarvene la visione. Il colpo di scena finale è inaspettato.



Carnival Row

Carnival Row

Drammatico, Fantasy | 16+
Con Karla Crome, Indira Varma, Caroline Ford
Orlando Bloom e Cara Delevingne sono i protagonisti di Carnival Row, un fantasy vittoriano con creature mitologiche. Temute dagli umani, è proibito loro vivere, amare e volare in libertà. Ma la speranza vive anche nell'oscurità, quando un detective umano e una fata riallacciano una pericolosa relazione. La fragile pace cittadina crolla quando dei delitti rivelano un mostro inimmaginabile.
Sono disponibili gli otto episodi della prima serie. E si dovrà attendere a lungo per la seconda, dato che che le riprese, appena iniziate, sono state sospese per l'emergenza coronavirus.
Carnival Row è una serie pulp noir fantasy con Orlando Bloom e Cara Delevingne: fate, fauni e serial killer in una città vittoriana, per parlare di intolleranza e discriminazione sociale, razziale e di genere. L'ho amata da subito pur non impazzendo per il genere. Carnival Row è il nome di una strada, la via della città vittoriana dove alloggiano i Fatati, esseri migrati tra gli umani in seguito alla guerra che ha sconvolto la loro terra, Tirnanoc. L'intolleranza è fomentata da una parte dei politici che amministrano la città. Ma non c'è solo discriminazione razziale e sovranismo, Carnival Row parla anche di lotta trasversale al classismo e di femminismo. È una serie fantasy paradossalmente realistica, ma anche una serie thriller con inaspettati colpi di scena che si sveleranno poco a poco nelle ultime puntate.




Fleabag

Fleabag

Commedia | 16+
Con Phoebe Waller-Bridge, Sian Clifford, Olivia Colman
Fleabag è un’esilarante e intensa finestra nella mente di una londinese sarcastica, sensuale, arrabbiata e straziata dal dolore. La pluripremiata commediografa Phoebe Waller-Bridge ha scritto e recitato nel ruolo di protagonista di Fleabag, una donna priva di filtri inibitori che cerca di superare un lutto, ma si ostina ed allontana chiunque tenti di aiutarla mantenendo un atteggiamento spavaldo.
Sono disponibili due stagioni da sei episodi ciascuna.
L'ho trovata geniale, dissacrante, malinconica, intelligente, ironica e sarcastica.
Ambientata nella Londra dei giorni nostri, racconta le giornate di una trentenne londinese dalla vita complicata: ha appena perso la sua migliore amica in un incidente e deve mandare avanti una caffetteria dove praticamente non si presenta nessuno. Ha un padre facoltoso cui non riesce a chiedere aiuto e che ha una nuova fidanzata che non la sopporta e non perde occasione per metterla in cattiva luce. Ha una sorella maggiore di successo però frustrata e ansiosa, che la rimprovera per il suo modo dissennato di vivere, senza chiari progetti per il futuro. Fleabag – nome curioso – ha un intelligente senso dell'umorismo, la sua arma per sdrammatizzare le situazioni pesanti. Si caccia spesso in situazioni imbarazzanti, soprattutto perché non riesce a fingere. Almeno non con noi, gli spettatori. Sì, Fleabag ha un curioso rapporto con noi che stiamo lì a sbirciare nella sua vita. Ma i suoi incisi rivolti alla telecamera non sono solo gag, verso la fine della seconda serie acquisteranno un altro significato...



La fantastica signora Maisel

La fantastica signora Maisel

Drammatico, Commedia | 14+
Con Alex Borstein, Marin Hinkle, Rachel Brosnahan
New York, 1958: Midge Maisels vive come ha sempre sognato, fra marito, figli ed eleganti cene per lo Yom Kippur nella loro casa nell'Upper West Side. Ma tutto d'un tratto è costretta a dover scoprire i suoi talenti, passando da casalinga ad attrice di cabaret, una bizzarria per tutti ma non per lei. La serie La fantastica signora Maisel è scritta e diretta da Amy Sherman-Palladino.
Non l'ho mai vista, ma me l'hanno consigliata e io giro il suggerimento a voi. Sono disponibili tre serie di otto puntate ciascuna. Appena l'avrò vista aggiornerò l'articolo, ma nel frattempo se qualcuno di voi l'ha vista può lasciare un commento qui sotto e farci sapere se vale davvero la pensa di guardarla. Grazie!





Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Mwende. Ricordi di due anni in Africa, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
La stanza numero cinque, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
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Andrà tutto bene

Andrà tutto bene

Andrà tutto bene

Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni

A dicembre 2016 ci siamo affacciati all'editoria indipendente, appoggiandoci alla piattaforma StreetLib, per lanciare una nostra collana di pubblicazioni collettive e di singoli autori, libri inediti o seconde edizioni sottoposte a un accurato editing.
Da giugno 2019 abbiamo iniziato a curare la nostra collana per la casa editrice PubMe, diventando editori a tutti gli effetti.
La Collana Gli Scrittori della Porta Accanto non ha un’unica identità ma si esprime attraverso il contributo di un collettivo e ogni libro è frutto di un lavoro condiviso trasversale, con grande attenzione anche alla grafica. Amiamo la narrativa e i racconti di viaggio, ma abbracciamo generi letterari diversi – anche se difficilmente pubblicheremmo un saggio. Siamo indipendenti e non ci piacciono le etichette, gli stereotipi o i clichés.
Appartengono alla collana per StreetLib tutte le pubblicazioni collettive degli Scrittori della porta accanto, come la raccolta di racconti illustrati Un racconto per capello, la raccolta di ricette ispirate ai libri L'appetito vien leggendo, la raccolta di poesie dedicate ai papà Caro papà… Le parole non dette, la silloge ChiaroScuro, pubblicata in occasione dell'evento 100Thousand Poets For Change, Storie inventate in un giorno di pioggia, che racchiude tutti i nostri inediti d’autore pubblicati fino a marzo 2017 sul sito www.gliscrittoridellaportaaccanto.com, e la nostra raccolta di racconti natalizi Ed è subito Natale.








Andrà tutto bene

Autori: Stefania Bergo, Bruno Di Marco, Davide Dotto, Angelo Gavagnin, Elena Genero Santoro, Valentina Gerini, Claudia Gerini, Tamara Marcelli, Vincenzo Mirra, Ornella Nalon, Alessandra Nitti, Silvia Pattarini, Andrea Pistoia
Editore:  StreetLib
Collana: Gli scrittori della porta accanto
Genere: Racconti
ISBN 9788835392545

Ebook: 0,49€
Amazon
Mondadori

Come gli ambientalisti ci chiedevano qualche mese fa, ci siamo fermati, anche se non lo abbiamo fatto per coscienza ecologica. Restiamo a casa per sopravvivere, anche se ci sentiamo in gabbia e siamo costretti a riprogrammare la nostra quotidianità.
Mentre tutto il personale sanitario e i volontari sono impegnati in prima fila per salvare vite umane affrontando la pandemia di Covid-19 a testa alta, noi restiamo a casa. E volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, #iorestoacasa può diventare il pretesto per ripensare alle nostre priorità.
In questi tredici racconti inediti ci sono le nostre paure e le riflessioni sul presente, l'incertezza e le previsioni sul futuro. Ma soprattutto la consapevolezza che, in un modo o nell'altro, andrà tutto bene.
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Webcam per mamme in viaggio... sul divano

Webcam per mamme in viaggio... sul divano



Mamme in viaggio Di Stefania Bergo. In attesa di poter viaggiare di nuovo, partiamo per un tour virtuale da fare coi nostri bambini restando sul divano, attraverso le webcam installate in vari angoli della Terra.

Che sofferenza non poter viaggiare come vorremmo, in questo momento. Perché, diciamocelo, noi mamme in viaggio lo siamo perennemente: se non siamo su un aereo o un treno dirette verso la nostra prossima meta, stiamo quantomeno studiando il nostro prossimo itinerario, segnandoci destinazioni e tenendo sotto controllo il prezzo dei voli per prenotare col maggior risparmio.


Lo dico da malata cronica di wanderlust, dovevo finalmente ripartire con mia figlia per Uganda e Zanzibar questa estate, vi capisco, lo so che starsene sul divano può pesare. Magari, visto il tempo che abbiamo a disposizione, potreste approfittarne per organizzare le vostre fotografie di viaggio, stamparne qualcuna scegliendola insieme ai vostri figli e appuntarle su una mappa da parete fai da te – ritagliandola su una base di polistirolo o cartoncino – o sul mappamondo, cercando di ricostruire i vostri viaggi passati con un filo di lana. Per rendervi conto di quanto abbiate visto e quanto vi resti ancora da vedere di questo splendido mondo.


In attesa di poter viaggiare di nuovo,  vi consiglio qualche tour virtuale da fare coi vostri bambini restando sul divano. È sufficiente avere una laptop o un tablet connesso a internet per esplorare il mondo attraverso le webcam installate in vari angoli della Terra.

Ad esempio possiamo sbirciare gli animali che si abbeverano ad una pozza d'acqua in Kenya, nel parco Tsavo Est – che ho attraversato a bordo di un treno da Nairobi a Mombasa. Come in un safari dal vivo, è preferibile collegarsi per osservare elefanti, giraffe, bufali, zebre, leopardi e leoni all'inizio e alla fine della giornata, quando il sole è meno caldo, altrimenti se ne staranno a riposare in qualche angolo all'ombra e non passeranno di certo davanti alla webcam. Io vi suggerisco di collegarvi comunque e di tenere la musica della savana in sottofondo... è da brividi!
Si può anche fare il giro del mondo di spiaggia in spiaggia, dalle Maldive a Zanzibar, dal Messico alla Sicilia, dalla Croazia alla Florida. È anche un modo per conoscere luoghi incantevoli e prendere qualche appunto per i prossimi viaggi, perché guardare va bene, ma andarci è decisamente meglio!
E perché non sbirciare gli orsi polari che giocano in Canada? O lo spazio, dalle telecamere della NASA?
Si può partire anche per un viaggio tra le più belle città del mondo, attraverso piazze, fontane e monumenti.


Non resta che scegliere in base ai vostri interessi o curiosità, per aprire la vostra finestra sul mondo stando comodamente sul divano.

Sbirciando anche sotto i mari o su nel cielo, oltre l'orizzonte. Per scoprire posti mai visti o tornare, almeno virtualmente, in quelli dove avete lasciato il vostro cuore.
Una cosa salta subito agli occhi: questi luoghi sono quasi tutti deserti. Gli animali sono protagonisti, assieme ai pochi abitanti indigeni. Mancano i viaggiatori, quelli che legano insieme popoli diversi in una fotografia e fanno scomparire i confini. È talmente insolito da sembrare irreale.
Ma non voglio rattristarvi, mamme in viaggio, accantoniamo la nostra crisi d'astinenza e partiamo con i nostri figli per un webcam-tour sul divano!




Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Mwende. Ricordi di due anni in Africa, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
La stanza numero cinque, PubMe Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
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Pechino Express America Latina: una guida di viaggio per scoprire Colombia, Guatemala e Messico

Pechino Express America Latina: una guida di viaggio per scoprire Colombia, Guatemala e Messico

Pechino Express America Latina: una guida di viaggio per scoprire Colombia, Guatemala e Messico

Professione lettore Di Valentina Gerini. Pechino Express, da programma TV a guida di viaggio edita da Mondadori, per scoprire l'America Latina: Colombia, Guatemala e Messico.

In un periodo di quarantena forzata, in cui molti di noi sono costretti a casa per combattere una guerra contro un nemico infinitamente piccolo ma insidioso, conosciuto come Covid 19 – e chi l'avrebbe mai detto che saremmo stati chiamati a combattere una guerra dal divano? – capita di leggere più spesso del solito. Si ritrova il tempo per coltivare quelle abitudini spesso lasciate in disparte, si ritrova la bellezza di trascorrere in famiglia quei momenti che, troppo spesso, nella vita frenetica del quotidiano, ci vengono rubati dal lavoro, si ritrova la possibilità di scofanarsi una ciotola intera di popcorn davanti alla TV guardando una serie dalla prima puntata all'ultima, e si ritrova la passione di leggere un buon libro senza aver l'ansia del ticchettare del tempo. Leggere, dunque, leggere romanzi, storie, leggere di viaggi. L'insofferenza di questa drammatica situazione, che già da sola è motivo di ansia e preoccupazione, si accentua per un travelholic come me, perché non si può viaggiare adesso, e chissà quando si potrà viaggiare liberamente di nuovo. E allora come placare questa sete di viaggi? Come assecondare questo desiderio di scoperta stando in casa? Oltre ai lodatissimi documentari di viaggi, un libro di viaggio è ciò che fa al caso nostro. Mia sorella mi conosce benissimo ed è per questo che per il mio compleanno, festeggiato proprio a un paio di giorni dall'inizio della quarantena – che ormai era nell'aria e ci aspettavamo da un momento all'altro – mi ha regalato la guida di viaggio di Pechino Express: America Latina, edizioni Mondadori.
Pechino Express. America Latina. Colombia Guatemala Messico.

Pechino Express.
America Latina.
Colombia Guatemala Messico.

Mondadori
Guida turistica
ISBN 978-8891828668
Cartaceo 18,14€

Pechino Express. America Latina. Colombia, Guatemala, Messico: una guida di viaggio all'insegna dell'avventura, della storia, dei colori, dei sapori e dei racconti affascinanti di percorsi insoliti e spesso non battuti dal turismo di massa.

Se conoscete il programma sapete di cosa si tratta, se non lo conoscete non ha importanza, perché la guida non è un racconto dettagliato del reality show e quindi può essere letta e apprezzata da chiunque. Di fatti si tratta di una riproduzione romanzata e ben dettagliata dell'itinerario di viaggio percorso dai viaggiatori dell'edizione di Pechino Express che si è svolta in America Latina. Un viaggio lungo e intenso, iniziato in Colombia, con le sue piantagioni e la foresta pluviale, passato per il Guatemala, piccolo paese dalla storia millenaria, e terminato nella terra del peperoncino: il Messico.
Tenere questo libro tra le mani, alle prime pagine, mi dava quell'adrenalinica sensazione di scoperta, quella gioia che si prova prima di partire per un viaggio. Proprio come se fossi in procinto di partire io stessa, con lo zaino in spalla. Come dice Tiziano Terzani in Buonanotte, signor Lenin: «Quella gioia unica che solo i drogati di partenze capiscono, quel senso di libertà che prende nell'arrivare in posti dove non si conosce nessuno, di cui si è solo letto nei libri altrui, quell'impareggiabile piacere nel cercare di conoscere in prima persona e di capire».


Immersa nella gioia unica che attanaglia i malati di viaggi, ho letto il libro di Pechino Express, seguito le varie tappe e scoperto caratteristiche che non conoscevo di Colombia, Guatemala e Messico. 

La Colombia, da sempre nella mia mente associata alla droga e ad una situazione borderline, è adesso stampata nella mia mente come un paese rinato e rigenerate, che ha fortemente combattuto il cartello della droga e che punta sulla cultura, visto che di bellezze ne ha già a sufficienza grazie a Madre Natura. Il Guatemala, mai nemmeno contemplato nella mia cartina immaginaria dei viaggi, adesso mi incuriosisce per i suoi paesaggi mistici, la sua storia millenaria come fulcro delle civiltà precolombiane, e i suoi colori. Il Messico, che mi sono sempre immaginata come un paese caraibico e niente di più, adesso è un paese così vasto da racchiudere differenti climi e differenti usanze, dai deserti sterminati del nord alle spiagge caraibiche del Golfo del Messico, dai vini di grande pregio della Baja California alle cavallette fritte mangiate come stuzzichino durante l'aperitivo.

Il libro di Pechino Express è scritto molto bene, quasi a voler essere un romanzo di viaggio che racconta, spiega, descrive e lascia spazio all'immaginazione.

Sono moltissime le foto dei paesaggi che aiutano il lettore a viaggiare con la mente: tutte derivano dall'edizione del programma, sono quindi un fermo-immagine di un momento inquadrato e successivamente visto dalla TV.
Unica pecca? La mancanza di mappe e cartine geografiche dettagliate, che aiuterebbero il lettore nella definizione mentale del viaggio e degli spostamenti, e di foto dei monumenti e edifici menzionati.
Valentina Gerini

Valentina Gerini
Amo viaggiare e dal 2008 sono assistente turistica, concierge e tour leader. Ho vissuto e lavorato all’estero, dove ho aperto la mente e il cuore. Ho una figlia e la porto in viaggio ogni volta che posso. Leggere e scrivere sono due mie grandi passioni. E siccome una ne penso e cento ne faccio, mi impegno a portare avanti il progetto Gli scrittori della porta accanto.
Volevo un marito nero, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione)
La notte delle stelle cadenti, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Ponsacco-Los Angeles. Sulle tracce di Bruce Springsteen, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto.
Storie di una assistente turistica, PubMe - Collana Gli scrittori della porta accanto.
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Recensione: A proposito di niente, di Woody Allen

Recensione: A proposito di niente, di Woody Allen

Recensione: A proposito di niente, di Woody Allen

Libri Recensione di Davide Dotto. A proposito di niente di Woody Allen (La Nave di Teseo): «Gente, state leggendo l'autobiografia di un misantropo ignorante e patito di gangster».

Gente, state leggendo l'autobiografia di un misantropo ignorante e patito di gangster.
[...]
Tutti i miei film ci guadagnerebbero a essere rigirati.
Woody Allen, A proposito di niente
Perché leggere A proposito di niente di Woody Allen?
Le motivazioni sono le più varie. In primis è un documento prezioso per chi già conosce il celebre cineasta e voglia definire il ritratto dell'uomo accanto a quello dell'artista.
Unica accortezza: maneggiare con cura. Non c'è infatti biografia o autobiografia la quale, scavando nel profondo, o pescando nel torbido, non tiri fuori gli aspetti più controversi, gli scheletri nell'armadio; in caso contrario, insegna l'esperienza comune, avremmo una agiografia, per definizione inattendibile.

Ciascuno ha un'idea precisa su Woody Allen, rinsaldata dall'immagine che egli stesso ha dato di sé, dai personaggi che ha interpretato, e portato sugli schermi in cinquant'anni di attività. 

C'è l'apparente discontinuità unita a una certa dose di pigrizia, il genio e la sregolatezza di chi ha un elevato QI e la stanza piena di fumetti. I libri arrivano verso i sedici, diciassette anni, insieme ai manuali di illusionismo, solo per far bella figura con le ragazze.
«Stendhal e Dostoevskij avrebbero sostituito il gatto Felix e Little Lulu»
Woody Allen, A proposito di niente
Si consolida in gioventù il ritratto più consueto, quello di «un nevrotico pieno di fobie e dalla vita emotiva disastrata, sempre sul punto di perdere l'autocontrollo, un misantropo solitario e claustrofobico, un impeccabilmente pessimista».
Il momento cruciale è l'accorgersi della finitudine di un universo che si dilata, quando Shakespeare, Beethoven e la Gioconda avrebbero cessato di avere un senso.



Sono pagine vivaci nelle quali si respira l'eco di un'infanzia serena anche se difficile, visti i tempi (gli anni Trenta e Quaranta).

Emerge con prepotenza il contributo che danno – nel corso della vita e della carriera – incontri cruciali (Diane Keaton, Mia Farrow, Soon Yi tra tutti).
«Sembrava che fossi circondato da persone meravigliose ma instabili come l'uranio.»
Woody Allen, A proposito di niente
Non cerca lo scontro ma il confronto, evita se può le contese legali per conservare – dove possibile – legami e amicizie decennali. Non è un rapace, ma non si può negare sia piuttosto combattivo. Sceglie lui le battaglie in cui cimentarsi senza darsi tregua.
L'indole si proietta nei rapporti con chi lavora davanti la cinepresa: «Rassicuro sempre gli attori che non devono dire nulla che non sentono loro. Possono recitare i miei dialoghi con le loro parole, non devono indossare vestiti o adottare pettinature che li mettano a disagio.»

Woody Allen parla delle sue opere (accenna a Rifkin's Festival, ultima fatica in ordine cronologico, considera la Ruota delle Meraviglie  a tutt'oggi il suo miglior film) senza raccontarne i dettagli tecnici. 

Per questi, volendo, c'è il recente contributo di Eric Lax.
L'autobiografia pubblicata da La Nave di Teseo non manca, tuttavia, di approfondire il punto di vista personale su pellicole che non avrebbe girato, o avrebbe diretto altrimenti.
È assodato che Ciao Pussycat (1965), per esempio, non faccia testo a riguardo. Allen ha scritto la scenografia, ma da parte di molti vi sono stati troppi rimaneggiamenti. Si può ben comprendere come, d'ora in avanti, Woody Allen abbia preteso e ottenuto il totale controllo delle sue opere, scoprendo allo stesso tempo la differenza che possono fare il talento, la fortuna, qualche volta il caso, la presenza dell'attore giusto al momento giusto, come una colonna sonora possa salvare o guastare il montaggio.


Paradossalmente aveva da ridire su Manhattan, tanto da promettere un film gratis se i produttori avessero rinunciato a distribuirlo.

Interrompe il filo del racconto una densa sezione dedicata allo scandalo che ha tenuto banco nelle cronache americane quasi trent'anni fa. 

Si tratta di accuse scandagliate nelle sedi più opportune, in quelli che nel nostro ordinamento sono gli incidenti probatori.
Rivelatesi non credibili, non circostanziate, insussistenti, si sono concluse con un nulla di fatto. Sul punto, la versione di Woody Allen non aggiunge granché alla verità ufficiale, né alla sua opera. Rimane forse una lezione amara: «basta essere infangati una volta per restarlo per sempre».
Non c'è dubbio che le accuse a lui rivolte assumerebbero il loro rilievo se fossero risultate fondate, contribuendo – loro malgrado – a completare il quadro e a renderlo più complesso da leggere. 
Non sembrano giustificati, quindi, la damnatio memoriae, i passi indietro dell'editore Hachette. Sennonché la cosa appare più complicata valutando contesto di riferimento, voci di dissenso, la sollevazione dei dipendenti della medesima casa editrice. Di qualunque genere si tratti, un prodotto commerciale è un investimento: sono comprensibili le resistenze di un produttore o di un editore timorosi del boicottaggio di spettatori e lettori.
In Europa si respira un'altra aria e, considerati i dati delle vendite, il pericolo appare decisamente scongiurato.
Non contribuiscono a sbrogliare la matassa le invettive di alcuni attori, pentiti di aver lavorato con lui, compreso il giovane Timothée Chalamet che abbiamo apprezzato in Un giorno di pioggia a New York. Altri, invero, contestano le accuse, difendendolo a spada tratta, compresa l'amica di sempre, Diane Keaton.


Tornando al libro, è evidente un innato talento narrativo. 

Nulla di diverso dalla voce che accompagna le disavventure di Virgil Starkwell in Prendi i soldi e scappa (1969), o dalla breve lezione sul modo di scrivere un incipit in Manhattan.
A chi consiglio di leggere la nuova autobiografia di Woody Allen "A proposito di niente"? Non solo ai cinefili, ma a tutti quelli che amano la grande letteratura. Perché Woody Allen è un vero scrittore.
Elisabetta Sgarbi

Altrettanto innata l'abilità di muoversi sul set quando nulla sapeva di «macchine da presa, obiettivi, luci e regia».

A essere pignoli, si deve riconoscere che la settima arte fa da catalizzatore delle passioni e innumerevoli inclinazioni coltivate negli anni da Woody Allen.
In conclusione: questo impeccabile pessimista quando vuole e quando può sa essere felice. Forse è questo l'autentico suo talento, anche quando le cose remano contro, e si vede costretto a cambiare timbro, voce, a prendere posizione e difendersi. E non solo, purtroppo, per l'universo che si dilata, o «un terribile ragnone nero dentro il bagno alle tre del mattino».




A proposito di niente

di Woody Allen
La nave di Teseo
Autobiografia
ISBN 978-8834603345
Ebook 15,99€
Cartaceo

Sinossi 

A proposito di niente è la storia completa della vita, personale e professionale, di Woody Allen, attraverso il suo impegno nel cinema, a teatro, in televisione, nei nightclub e nella stampa. Allen racconta anche del suo rapporto con la famiglia, gli amici, e gli amori della sua vita. “Sono felice e onorata che Woody Allen abbia scelto La nave di Teseo per pubblicare la sua autobiografia, che attendevamo da molti anni; e che abbia scelto di continuare a lavorare con i suoi editori di sempre, primo fra tutti Umberto Eco, per noi una presenza viva, che per primo lo portò, come scrittore, in Italia.” Elisabetta Sgarbi, Publisher La nave di Teseo.
Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.
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