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Canzoni come poesie: «Plus rien ne m'étonne» di Tiken Jah Fakoly

Canzoni come poesie: «Plus rien ne m'étonne» di Tiken Jah Fakoly

Canzoni come poesie: «Plus rien ne m'étonne» di Tiken Jah Fakoly

Musica Di Stefania Bergo. Dai versi alle note, quando le canzoni sono poesie: Plus rien ne m'étonne, dall'album Coup De Gueule di Tiken Jah Fakoly, cantante reggae ivoriano: un grido di denuncia politica e sociale contro il neocolonialismo, la corruzione politica e la rassegnazione di fronte alle continue ingiustizie subite dal continente africano.

Ci sono brani che, per la forza delle loro parole e la lucidità dello sguardo sulla realtà, diventano vera e propria poesia civile. È questo il caso di Plus rien ne m'étonneNulla mi stupisce più –, del cantante ivoriano Tiken Jah Fakoly.
Dietro il ritmo ipnotico e trascinante del reggae, Plus rien ne m'étonne cela un grido di denuncia potente, un testo che mette a nudo senza ipocrisie i meccanismi del neocolonialismo e la spartizione geopolitica dell'Africa – «Si sono spartiti l'Africa, senza consultarci / E poi si stupiscono se siamo divisi». Tiken Jah Fakoly canta la disillusione di chi ha visto troppe promesse infrante, ma lo fa con la dignità fiera di chi non ha alcuna intenzione di arrendersi al silenzio.

Nato il 23 giugno 1968 in Costa d'Avorio, Tiken Jah Fakoly è una delle voci più influenti e coraggiose della musica africana e internazionale.

Cresciuto nel mito di Bob Marley, il profeta del reggae ivoriano – all'anagrafe Doumbia Moussa Fakoly – ha ereditato dal ritmo in levare la sua missione originale: essere la voce degli oppressi. Nate in seno a un paese ferito da profonde tensioni politiche, le sue canzoni gli sono valse un enorme successo popolare, ma anche l'esilio forzato in Mali a causa delle sue aperte critiche contro la xenofobia del governo.

Considerato la voce di un popolo che resiste e prova ad alzare la testa, Fakoly usa il microfono come un'arma di consapevolezza, e Plus rien ne m'étonne è il suo manifesto più lucido.

La denuncia al neocolonialismo delle sue parole, sebbene siano state scritte oltre vent'anni fa, suona terribilmente attuale, anzi, universale – «Se mi passi un bel po' di soldi / Io scendo in guerra al tuo fianco / Se mi lasci estrarre il tuo oro / Io ti aiuto a fare fuori il generale». Ma il suo «Nulla mi stupisce più!» non è affatto una resa o una normalizzazione. Al contrario, sottintende la consapevolezza che il cambiamento deve partire da noi, il popolo, perché chi decide – banalmente, di dividere una terra non sua con una linea retta, infischiandosene degli indigeni che da sempre la abitano –, ormai è tristemente prevedibile.

Coup De Gueule: il settimo album di Tiken Jah Fakoly (2004)

  1. Plus rien ne m'étonne
  2. Quitte le pouvoir
  3. Alou maye
  4. Tonton d'America
  5. Démé
  6. Ça va faire mal
  7. Kuma
  8. Où veux-tu que j'aille
  9. L'Afrique doit du fric
  10. Sauver
  11. Imadjigui
  12. Allah



Plus rien ne m'étonne di Tiken Jah Fakoly

Compositore e autore: Tiken Jah Fakoly
Testo: ℗ 2004 Barclay
Sezione ritmica: Sly & Robbie
Prodotto da: Tyrone Downie
Etichetta: Barclay
Ils ont partagé le monde, plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!

Si tu me laisses la Tchétchénie,
Moi je te laisse l’Arménie
Si tu me laisse l’afghanistan
Moi je te laisses le Pakistan
Si tu ne quittes pas Haïti,
Moi je t’embarque pour Bangui
Si tu m’aides à bombarder l’Irak
Moi je t’arrange le Kurdistan.

Ils ont partagé le monde, plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!

Si tu me laisses l’uranium,
Moi je te laisse l’aluminium
Si tu me laisse tes gisements,
Moi je t’aides à chasser les Talibans
Si tu me donnes beaucoup de blé,
Moi je fais la guerre à tes côtés
Si tu me laisses extraire ton or,
Moi je t’aides à mettre le général dehors.

Ils ont partagé le monde, plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!

Ils ont partagé Africa, sans nous consulter
Il s’étonnent que nous soyons désunis.
Une partie de l’empire Maldingue
Se trouva chez les Wollofs.
Une partie de l’empire Mossi,
Se trouva dans le Ghana.
Une partie de l’empire Soussou,
Se trouva dans l’empire Maldingue.
Une partie de l’empire Maldingue,
Se trouva chez les Mossi.

Ils ont partagé Africa, sans nous consulter!
Sans nous demander!
Sans nous aviser!

Ils ont partagé le monde, plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!
Si sono spartiti il mondo, ormai non mi stupisce più nulla!
Nulla mi stupisce più!
Nulla mi stupisce più!

Se tu mi lasci via libera in Cecenia,
io ti lascio carta bianca in Armenia.
Se tu mi lasci l'Afghanistan,
io ti lascio il Pakistan.
Se non te ne vai da Haiti,
io ti trascino a Bangui.
Se mi dai una mano a bombardare l'Irak,
io ti sistemo la questione del Kurdistan.

Si sono spartiti il mondo, ormai non mi stupisce più nulla!
Nulla mi stupisce più!
Nulla mi stupisce più!

Se mi lasci il controllo dell'uranio,
io ti lascio quello dell'alluminio.
Se mi lasci i tuoi giacimenti,
io ti aiuto a cacciare i Talebani.
Se mi passi un bel po' di soldi,
io scendo in guerra al tuo fianco.
Se mi lasci estrarre il tuo oro,
io ti aiuto a fare fuori il generale.

Si sono spartiti il mondo, ormai non mi stupisce più nulla!
Nulla mi stupisce più!
Nulla mi stupisce più!

Si sono spartiti l'Africa, senza consultarci.
E poi si stupiscono se siamo divisi.
Un pezzo dell'impero Mandingo
è finito in terra Wolof.
Un pezzo dell'impero Mossi
è finito dentro il Ghana.
Un pezzo dell'impero Susu
è finito in mano ai Mandingo.
Un pezzo dell'impero Mandingo
è finito in mezzo ai Mossi.

Si sono spartiti l'Africa, senza consultarci!
Senza chiederci nulla!
Senza nemmeno avvisarci!

Si sono spartiti il mondo, ormai non mi stupisce più nulla!
Nulla mi stupisce più!
Nulla mi stupisce più!





Stefania Bergo
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Illustrazione per adulti e adolescenti: 5 libri da non perdere

Illustrazione per adulti e adolescenti: 5 libri da non perdere

Libri illustrati per adulti: 5 albo da non perdere

Professione lettore Di Stefania Bergo. Il potere dell’immagine, quando la narrazione incontra l’arte visiva: cinque libri illustrati per adolescenti e adulti, dalla poesia ai racconti, dalle biografie musicali a un grande classico della letteratura fantastica.

Sebbene oggi, nell’era digitale, la lettura si faccia sempre più veloce e immateriale, c’è comunque un ritorno prepotente al valore dell’oggetto-libro. Non semplici libri da leggere e riporre sullo scaffale, ma vere e proprie esperienze multisensoriali: opere in cui la narrazione incontra l’arte visiva per creare qualcosa di unico.
Ci sono storie che meritano di essere non solo lette, ma toccate, sfogliate con cura, ammirate nel dettaglio delle illustrazioni. Per chi ama la bellezza del design editoriale e cerca un regalo che resti impresso nel tempo, o semplicemente un pezzo da collezione per la propria libreria personale, i libri con illustrazioni a colori – magari nel formato 21x27 e copertina rigida – rappresentano senza dubbio la fusione perfetta tra parola e immagine.

La narrazione per immagini non è un territorio riservato all'infanzia.

È uno strumento potente capace di amplificare le emozioni, dare forma all’inconscio e rendere un concetto astratto immediatamente visibile. È la volontà di arricchire la lettura con una dimensione estetica e concettuale che permetta di sostare sulle pagine, riflettere e lasciarsi trasportare in mondi altri.
Al di là del graphic novel, ci sono opere pensate per adulti o adolescenti che cercano nel libro un’esperienza totale, emozionale e tattile, dove l’illustrazione originale non è un semplice ornamento, ma un vero e proprio "secondo linguaggio" di supporto alla parola scritta.

Protagonisti di questa selezione, sono libri che trasformano la lettura in un’immersione profonda, connubio tra intensità testuale e arte visiva.

Dalla potenza catartica della musica rock alle atmosfere oniriche del nonsense, fino alla poesia che trasforma le ferite del cuore in arte, questi cinque libri sono stati curati anche nella composizione tipografica, nella scelta del formato e nell'impaginazione originale, per valorizzare al massimo le illustrazioni e rendere giustizia a testi che lasciano il segno.
Che si tratti di un’analisi biografica che esplora l’universo metaforico dei Twenty One Pilots, di una raccolta poetica che trasforma il dolore vissuto in una mappa interiore, di un’opera surreale e onirica su metamorfosi al femminile, di un viaggio visivo nel cuore dei Linkin Park o di una rilettura del classico di Lewis Carroll, queste edizioni sono un invito a rallentare, osservare e perdersi nel piacere di un libro che è, prima di tutto, un oggetto da amare.

  1. The TØP, di di Rosanna Costantino, con le illustrazioni di Silvia Zaccour: la biografia e i testi commentati dei Twenty One Pilots
  2. Dai graffi del cuore nascono parole di FraSté: poesie illustrate che trasformano il dolore in rinascita. Un libro che emoziona, consola e invita a celebrare la vulnerabilità come forza.
  3. Divento di vento di Terradimandorla: testi surreali, onirici, donne protagoniste indiscusse di nove storie di trasformazione.
  4. Road to revolution – Viaggio nelle emozioni dei Linkin Park di Rosanna Costantino: un viaggio tra le emozioni e i testi delle indimenticabili canzoni dei Linkin Park.
  5. Alice nel paese delle meraviglie: una nuova edizione illustrata da Simona Bulla della celebre favola di Lewis Carroll.

1) The TØP, di di Rosanna Costantino, con le illustrazioni di Silvia Zaccour: la biografia e i testi commentati dei Twenty One Pilots.

Un’analisi biografica intensa e profonda che esplora l’universo metaforico dei Twenty One Pilots, trasformando la loro lotta contro l'ansia e l'insicurezza in un percorso di speranza condivisa. Un libro adatto anche ai giovani lettori dai 12 anni in su.
The TØP

The TOP
Il mondo dei Twenty One Pilots

di Rosanna Costantino
illustrazioni di Silvia Zaccour
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Biografia illustrata | Discografia
ISBN 979-1257260729
Brossura a colori – 25,00€
Brossura b/n – 19,00€
Dalle prime esibizioni nei piccoli locali dell’Ohio al successo mondiale, i Twenty ∅ne Pil∅ts hanno ridefinito il concetto stesso di musica nel XXI secolo. Tyler Joseph e Josh Dun fondono generi diversi, dal rock alternativo al rap, dall’elettronica al pop, in una continua evoluzione sperimentale, dando voce a una generazione in cerca di connessione, sintonia emotiva e riscatto psicologico.
Questo libro racconta la loro storia. Parallelamente, la voce intensa di Tyler e i ritmi magnetici di Josh ci traghettano in una realtà metaforica che attraversa cinque produzioni, dall’acclamato Blurryface fino a Breach, un complesso universo concettuale che funge da allegoria per la lotta contro le malattie mentali, le insicurezze personali e le pressioni esterne di omologazione sociale.
Un racconto appassionante non solo per i fan, ma per chiunque creda nel potere della musica, in grado di unire, guarire e cambiare prospettiva. Dopo il successo di In the end, Rosanna Costantino torna con una biografia arricchita dalle bellissime illustrazioni originali di Silvia Zaccour, nella versione da collezione con immagini e testi a colori e nella versione in b/n.


2) Dai graffi del cuore nascono parole di FraSté: poesie illustrate che trasformano il dolore in rinascita. Un libro che emoziona, consola e invita a celebrare la vulnerabilità come forza.

Una raccolta poetica che trasforma il dolore vissuto in una mappa interiore, invitando il lettore a rileggere le proprie ferite come segni distintivi di rinascita. Adatta anche a giovani lettori dai 12 anni in su.
Dai graffi del cuore nascono parole

Dai graffi del cuore nascono parole

di FraSté
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesie illustrate
ISBN 978-8833666686
Brossura 15x21 – 18,00€
Cover rigida 21x27 – 25,00€
Tutti noi abbiamo graffi sul cuore, ed è proprio da questi graffi, collezionati nel corso delle nostre vite, che rinasciamo ogni volta, perché ogni segno è un piccolo segmento che traccia il corso della nostra esistenza e definisce la mappa del nostro vissuto. Quindi perché rinnegarli o temerli se è a loro che dobbiamo quello che siamo diventati e che diventeremo?
Ogni poesia (graffio) è illustrata dall’autrice utilizzando in modo del tutto originale le splines (linee curve) di AutoCAD®. Il cuore che ricorre in ogni disegno è il leitmotiv di tutto il progetto grafico, con la piccola armatura che tiene insieme i suoi mille pezzi impedendogli di sgretolarsi. Il rosso vivo e brillante simboleggia invece l’apertura e la voglia, nonostante tutto, di permettere alla vita di scorrere e, perché no, di graffiarlo di nuovo. Perché un cuore senza graffi non è altro che un cuore che non ha vissuto e ha poco da raccontare!
Una raccolta di poesie moderne, alcune in inglese, adatta anche a giovani lettori, disponibile anche nella recente preziosa versione con cover rigida e formato 21x27.


3) Divento di vento di Terradimandorla: testi surreali, onirici, donne protagoniste indiscusse di nove storie di trasformazione.

Un’opera surreale e onirica dove nove donne protagoniste affrontano metamorfosi profonde, scappando dagli stereotipi verso un ordine nuovo e incomprensibile.
Divento di vento

Divento di vento

di Terradimandorla
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Racconti illustrati per adulti
ISBN 9791254585962
Brossura 15x21 – 14,00€
Cover rigida 21x27 – 25,00€
«Un giorno ho voluto lasciare quel balcone e diventare un’estranea, in un posto estraneo. E al di là delle risposte ragionevoli che potrei dare sul perché, la verità è che a un certo punto si deve scomparire a se stessi.»
Le donne sono protagoniste indiscusse di queste nove storie che parlano di trasformazione – che per alcune assume i tratti di una vera e propria deformazione. Per quanto dolorosa, la trasformazione rappresenta qui l’unica fuga dagli stereotipi, alla ricerca di un equilibrio in uno stato di disordine, o meglio, di ordine incomprensibile.
I racconti, a tratti surreali, si svolgono tra l’Italia e l’Indonesia e i personaggi, stranieri, sono spesso isolàni, alieni che si muovono in luoghi che lasciano sul corpo tracce profonde. Ognuno di loro è pronto a lasciar spettinare le proprie certezze da un refolo di vento. Disponibile anche nel formato 21x27 con cover rigida.


4) Road to revolution – Viaggio nelle emozioni dei Linkin Park di Rosanna Costantino: un viaggio tra le emozioni e i testi delle indimenticabili canzoni dei Linkin Park.

Un viaggio visivo e testuale nel cuore della celebre rock band adatto anche a giovani lettori dai 12 anni in su, ripercorrendo l'impatto culturale e la vulnerabilità emotiva che hanno definito un’intera generazione.
Road to revolution

Road to revolution
Viaggio nelle emozioni dei Linkin Park

di Rosanna Costantino
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Biografia illustrata | Narrativa 12+
ISBN 9791254586068
Brossura 21x21 – 14,00€
Cover rigida 21x27 – 26,00€
Fin dal loro folgorante esordio con l’album dei record, Hybrid Theory, i Linkin Park hanno sempre incarnato perfettamente lo spirito del nuovo millennio. A distanza di anni, rappresentano ancora oggi un fenomeno culturale d’ispirazione per milioni di fan.
Questo volume illustrato, è un modo originale per raccontarli e per introdurli anche alle nuove generazioni. Perché la buona musica non ha una data di scadenza e sa parlare ai giovani di ogni tempo. Ripercorri la storia della rock band californiana, dai ripetuti rifiuti da parte delle etichette discografiche, all’arrivo al successo con 60 milioni di copie di dischi venduti in tutto il mondo, fino alla tragica e prematura scomparsa dell’iconico frontman Chester Bennington.
Dopo In the end, l'unica biografia italiana su Chester Bennington, disponibile anche in inglese e portoghese, Rosanna Costantino torna a raccontarci dei Linkin Park attraverso i testi delle loro canzoni più famose. Disponibile in brossura nel formato quadrato e 21x27 con cover rigida.


5) Alice nel paese delle meraviglie: una nuova edizione illustrata da Simona Bulla della celebre favola di Lewis Carroll.

Una rilettura del classico di Lewis Carroll che, attraverso le illustrazioni, mette in luce il conflitto tra la fantasia dell'infanzia e le frustrazioni della razionalità adulta.
Il mare e la nebbia di Rosa Santi

Alice nel paese delle meraviglie

di Lewis Carroll
illustrato da Simona Bulla
PubMe - Gli scrittori della porta accanto
Narrativa fantasy illustrata
ISBN 978-8833669694
Brossura 15x21 – 19,00€
Cover rigida 21x27 – 25,00€
Edizione integrale del romanzo di Lewis Carroll, nella traduzione rieditata di Silvio Spaventa Filippi (1914), con le suggestive illustrazioni di Simona Bulla.
È la storia di Alice, che cadde nella tana del Bianconiglio come se cadesse nel suo inconscio, scoprendo un mondo onirico fatto di strane creature, logica, giochi di parole, figure retoriche, proverbi e nonsense. Una favola per bambini ma anche un romanzo che ben rappresenta il rapporto conflittuale tra l’infanzia, fatta di fantasia e problemi quotidiani apparentemente banali, e l’età adulta, fatta di razionalità, stress e spesso rabbia. Il punto d’incontro? La follia, il sogno, il sorriso effimero di un Ghignagatto.
Il capolavoro di Lewis Carroll non è solo una pietra miliare della letteratura fantastica, ma un testo rivoluzionario che ha cambiato per sempre il modo di intendere la narrativa per l’infanzia e il nonsense letterario.
«Le erano accadute così tante cose straordinarie, che Alice aveva cominciato a credere che poche fossero le cose impossibili.»
Disponibile anche nel formato 21x27 con cover rigida.




Stefania Bergo
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Non abbiam bisogno di parole, un film Netflix original

Non abbiam bisogno di parole, un film Netflix original

Non abbiam bisogno di parole, un film Netflix original

Cinema Di Elena Genero Santoro. Non abbiam bisogno di parole, un film Netflix original, l'adattamento italiano del celebre La famiglia Bélier. La storia di una figlia udente in una famiglia di non udenti, il punto di vista capovolto sul significato di "normalità".

Correva l'anno 1988 quando, in terza media, un supplente di italiano ci fece guardare Figli di un dio minore. Era un film che all'epoca aveva avuto successo e che pare essere invecchiato dignitosamente bene. Era la storia di una ragazza sorda che si esprimeva nella lingua dei segni (LIS) e di un docente che insegnava in una scuola per sordi, incentivandoli al linguaggio verbale per dare loro più chance. La ragazza, Sarah, si opponeva con tutte le sue forze. Lei voleva essere rispettata per quella che era: una sorda, non una sorda che viveva come una udente.
Ricordo che in classe era seguita una discussione su cosa fosse la normalità, che ai nostri occhi adolescenziali assumeva, dopo aver visto il film, i contorni di un concetto relativo. Il professore aveva concluso: se nel mondo fossimo tutti sordi, quella sarebbe la normalità, la comunicazione tra gli esseri umani si sarebbe sviluppata diversamente.
Già allora avevo intuito che tra i sordi ci sono diversi approcci. Ci sono gli oralisti, che imparano a leggere le labbra e a parlare, e ci sono quelli che si affidano solo alla lingua dei segni. Nel mezzo, quelli che integrano le abilità e le usano a seconda delle circostanze.

Su Netflix è uscito un film con protagonista Sarah Toscano, già cantante e vincitrice di Amici, che interpreta Eletta, sedicenne e unica figlia udente in una famiglia di non udenti.

Il titolo del film è Non abbiam bisogno di parole, che è la famosa canzone di Ron e Lucio Dalla che la protagonista si ritrova a cantare nel corso della vicenda, ma è anche la modalità con cui Eletta comunica con i suoi genitori: senza parole.
Il film è ispirato all'esperienza personale dell'autrice Véronique Poulain ed è l'adattamento italiano del celebre successo La famiglia Bélier. Figlia udente di genitori sordi, ha lavorato come interprete della Lingua dei Segni e ha raccontato la sua vita nel libro autobiografico Les Mots qu'on ne me dit pas (Le parole che non mi si dicono).

In Non abbiam bisogno di parole siamo in Italia, tra Alessandria e Torino.

I genitori di Eletta, col fratello maggiore, anch'egli sordo, hanno una cascina in campagna e lei inizia un nuovo triennio scolastico.
Sarah si destreggia tra scuola, famiglia e corso di canto. Perché lei ha una passione: la musica, e le riesce anche bene, ma è qualcosa che non può condividere con i suoi famigliari.
Non la condivide e nemmeno racconta loro che farà un saggio e forse un'audizione, perché i genitori non approverebbero.

Alessandro e Caterina, padre e madre di Eletta, appartengono alla comunità di sordi che si esprimono a gesti.

Sono persone che usano la LIS e che ritengono la loro sordità un motivo di identificazione culturale e linguistica. Ho letto che alcune comunità di sordi non oralisti diventano anche molto chiuse perché per i sordi comunicare a gesti, nella loro vera lingua, è più semplice e meno faticoso. Leggere le labbra, tentare di articolare dei suoni, indossare l'impianto cocleare laddove indicato, comporta un gran dispendio di energie. In questo senso, pretendere che i sordi "si adeguino" al mondo udente, non è nemmeno giusto.
Quando Eletta è venuta al mondo ed è stata diagnosticata "udente", la madre ha pianto: la bambina non era "una di loro". Ma il padre le aveva promesso che l'avrebbe cresciuta "sorda dentro". Ovviamente questo non è stato possibile, Eletta sente e ha anche un udito piuttosto fine.

Peraltro nel film mi ha incuriosito un dettaglio: i sordi, non sentendo, producono parecchio rumore!

Nelle prime scene sbattono posate e scodelle in cucina senza avere alcuna cognizione del fracasso che fanno ed Eletta è parecchio infastidita.
Nonostante l'orgoglio non oralista, Eletta funge da ponte tra la sua famiglia e il resto del mondo. I genitori se la portano ovunque: quando vanno a vendere i loro prodotti al mercato, quando il padre si candida a sindaco con lo slogan geniale "io vi ascolto". Senza di lei sarebbero persi. Quindi, parenti ingombranti e a tratti imbarazzanti.

Si parla tanto di disabilità e di inclusione, del fatto che il mondo a misura dei "normali" calzi male a chi ha una diversità.

Eletta è una "normale" in una famiglia di "diversi", quindi la "diversa" nella sua micro-comunità è lei.
È una visione capovolta, un po' come quella di Peet Montzingo, musicista e scrittore americano, noto su YouTube e TikTok, riconoscibile per i suoi occhi azzurri, i suoi capelli rossi, il suo metro e ottantacinque di statura. Fin qui non ci sarebbe nulla di straordinario se Peet Montzingo non avesse padre, madre, fratello e sorella tutti affetti da nanismo. A otto anni era già il più alto della famiglia. Loro sono molto ironici e affiatati e ci scherzano su nei loro video.

La storia di Eletta mi ha lavorato dentro perché, per certi versi, io sono nella sua situazione.

A cinquant'anni ho scoperto che molte persone intorno a me sono autistiche (senza compromissioni cognitive né manifestazioni eclatanti, quindi non di facile identificazione a un occhio non esperto; sono le classiche persone a cui viene detta la frase: "se sei autistico tu, siamo autistici tutti!", eppure le diversità ci sono). Sono cresciuta come quella "diversa" in nucleo che, da fuori, potrebbe essere etichettato come "diverso".
E anche la mia scelta di frequentare il Politecnico, dove è pieno così di nerd ex-Asperger, forse non è nata per caso.

L'autismo e la sordità non sono la stessa cosa, ma c'è in ballo comunque un modo di comunicare che si discosta da quello della maggioranza.

Un codice che va appreso, che, nel caso dell'autismo, ho avuto modo di introiettare, non senza fatica e non senza effetti collaterali e con la costante sensazione di camminare sulle uova. Qualcuno dice che neurotipici e neuro divergenti hanno "sistemi operativi diversi", come un iPhone e un Android: funzionano entrambi, ma affinché comunichino c'è bisogno di una interfaccia. Ecco, talvolta il lavoro di conversione richiede una certa cura.
E adesso che ho capito meglio cos'è l'autismo, mi rendo conto che gli autistici intorno a me tra loro si riconoscono, entrano in sintonia con molta più rapidità di quanto riesca a fare io.
Eppure ho diverse amiche che a un certo punto sono uscite fuori dicendo: “Sai, sono autistica”. Non mi hanno ancora disconosciuta.

Non abbiam bisogno di parole è un film molto carino.

Lascia spazio all'amicizia, al primo amore e naturalmente finisce a tarallucci e vino, con una Sarah Toscano molto graziosa e dal viso pulito.
I genitori capiscono che la figlia ha il dono del canto e anche se loro non possono beneficiarne, negli "altri", quelli fuori, questo dono porterà emozioni.





Elena Genero Santoro
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