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Collana Editoriale

Sì, viaggiare: riflessioni su viaggi e pandemia ascoltando Battisti

Sì, viaggiare: riflessioni su viaggi e pandemia ascoltando Battisti



Viaggi Di Valentina Gerini. Ascoltando Sì, viaggiare di Lucio Battisti: riflessioni sui viaggi e la pandemia.

Non sono qui a parlarvi di green pass, nemmeno di buoni o cattivi. Sono qui per esprimere una mia necessità incombente, un bisogno che da mesi ormai cerca di esplodermi nel petto e di farmi perdere la testa: viaggiare. Perché viaggiare per molti è come mangiare, bere, dormire, leggere. Per chi soffre della sindrome di wanderlust viaggiare è un bisogno di primaria importanza che non può essere ignorato.

Per mesi noi viaggiatori abbiamo sopperito con documentari e film di viaggio, riempiendoci gli occhi con immagini e foto di meravigliose spiagge incontaminate, villaggi sperduti, mercatini pieni di oggetti pazzeschi e monumenti.

Ci siamo letti tutte le guide di viaggio possibili, anche quelle romanzate come Io sono Barcellona, di David Centonze, e quelle avventurose come America Latina di Pechino Express. Abbiamo esultato quando in Italia si è iniziato di nuovo a parlare di viaggi con SiVola, ma non ci siamo ancora mossi da casa. "Aspetta un attimo, fra qualche mese andrà meglio, metto via qualche altro soldo, avrei tanta voglia di andare lontano e ora è meglio di no"... Ci siamo calmati, con tanti pensieri e tante scuse. E ci siamo anche riusciti. Ma poi basta una canzone, una semplice canzone a far scattare quella molla che caricava ormai da troppo tempo. Complice forse il caldo estivo, mi sono messa ad ascoltare con attenzione Sì, viaggiare di Lucio Battisti e analizzandola bene ho trovato che ha più analogie col presente di quanto avrei mai pensato.

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Sì, viaggiare di Lucio Battisti: attuale come non mai.

Quel gran genio del mio amico
Lui saprebbe cosa fare
Lui saprebbe come aggiustare
Con un cacciavite in mano fa miracoli
Ti regolerebbe il minimo
Alzandolo un po'
E non picchieresti in testa
Così forte no
E potresti ripartire
Certamente non volare
Ma viaggiare
Potrebbe forse «quel gran genio» dell'amico di Battisti essere una persona che cerca di gestire la situazione attuale? Magari uno scienziato che ne sa più di noi e dei social, che con l'esperienza maturata e le sue conoscenze scientifiche oggi «con un cacciavite in mano fa miracoli». Questo scienziato, dicevo, potrebbe aver messo a punto un sistema che, seppur ancora in fase di sperimentazione e con delle evidenti falle, possa regolare «il minimo alzandolo un po'», così non picchieremmo più la testa.

Potrebbe, dunque, questo cacciavite essere la risposta alla pandemia che stiamo vivendo?

Con tutti i rischi e gli effetti collaterali del caso, potrebbe farci «certamente non volare, ma viaggiare».
Sì, viaggiare
Evitando le buche più dure
Senza per questo cadere nelle tue paure
Gentilmente senza fumo con amore
Dolcemente viaggiare
Rallentando per poi accelerare
Con un ritmo fluente di vita nel cuore
Gentilmente senza strappi al motore
E tornare a viaggiare
E di notte con i fari illuminare
Chiaramente la strada per saper dove andare
Con coraggio gentilmente, gentilmente
Dolcemente viaggiare

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Lucio Battisti, nel 1977, ci dice che sì, si può e si deve viaggiare. «Evitando le buche più dure» e, soprattutto, senza cadere nelle nostre paure.

Perché sono le paure che ci bloccano e ci dividono, ci spingono a credere l'incredibile e a non credere al credibile. Le paure offuscano i pensieri e allora ogni tanto il filtro va pulito, soffiandoci un po'. Lo dice sempre Lucio Battisti. E sempre lui ci invita, nel suo ritornello, a fare tutto con gentilezza. «Gentilmente», ripete questa parola cinque volte. Sono tante cinque volte per una parola in una strofa, non credete? E ce lo dice così, associando anche la parola «dolcemente». Perché gentilezza e dolcezza non dovrebbero mai essere dimenticate, non dovrebbero mai essere escluse dal nostro modo di essere, di pensare e di comportarci, qualunque sia il nostro credo.

Battisti in Sì, viaggiare: grazie al suo amico che se ne intende, possiamo tornare a viaggiare «senza strappi al motore».

Possiamo tornare a illuminare con i nostri fari la notte scura in maniera chiara e limpida affinché la strada non sia più smarrita.
Ora, con questa analisi spiccia di Sì, viaggiare non voglio dire che Lucio Battisti abbia predetto il futuro o che lui fosse pagato sotto sotto da Big Pharma ma solo che dolcemente e gentilmente si possa ricominciare a fare tutto, anche viaggiare. E io, personalmente, non vedo l'ora.
Valentina Gerini

Valentina Gerini
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Scrittori: intervista  a Franco Cavalleri

Scrittori: intervista a Franco Cavalleri

Scrittori: intervista  a Franco Cavalleri

Caffè letterario A cura di Silvia Pattarini. Intervista a Franco Cavalleri, in tutti gli store online con il romanzo Una storia Comense (Independently Published): «Un libro è un viaggio nello spazio e nel tempo».

Franco Cavalleri, grazie per essere tornato sul nostro web magazine culturale Gli Scrittori della Porta Accanto. Per scrivere un libro è necessario avere una storia da raccontare: qual è stata quell’alchimia, quella scintilla interiore che ti ha spinto a scrivere Una storia Comense?

Grazie a voi e al vostro caffè letterario per questa opportunità che mi state dando per far conoscere non tanto il mio nome, quanto il mio racconto. Una storia Comense è nato durante le settimane, i mesi, della chiusura, del confinamento. Il famoso, o famigerato, lockdown che ci ha chiusi in casa nella primavera dell’anno scorso. Si è poi sviluppato durante l’estate successiva. Non potendo muovermi da casa, ho letto, e molto. In particolare, ho letto una raccolta di scritti di un grande storico e archeologo comasco, Giorgio Luraschi. Un migliaio di pagine e documenti. È stato leggendo la sua ricostruzione della storia di Como antica che nella mia mente si sono formate le storie che ho poi raccontato nel libro. Ho cominciato a immaginare la vita in quei tempi, a domandarmi come avrebbe pensato, agito, una persona all’epoca, come si sarebbe comportata nelle circostanze che, poi, sono diventate la trama del libro. Immaginare i rapporti tra persone con origini diverse, culture diverse, storie diverse. Gli scritti di Giorgio Luraschi mi hanno fornito una base storica, documentale, su cui costruire vicende immaginarie.

Ci ricordi i titoli delle tue precedenti pubblicazioni?

Avevo già pubblicato alcuni libri, ma si trattava di saggi e manuali su temi che riguardavano tematiche ambientali, in particolare lo sviluppo sostenibile. Nessun racconto, lungo o breve che fosse. Una storia Comense è stato, a tutti gli effetti, “una prima volta”. E a pensarci bene, questo retroterra da studioso dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile è ben presente nel mio racconto: sono diversi gli elementi, i dettagli, nelle pagine di Una storia Comense, che hanno a che fare con l’ambiente, la sua storia, il suo sviluppo, la sua gestione.

Una storia Comense: perché hai scelto proprio questo titolo?

In realtà, non l’ho scelto io. È il titolo che ha scelto me. Sembrerà strano, magari anche un po’ fantasioso, irreale, fantastico, ma in effetti il titolo si è formato nella mia mente mentre ancora non avevo scritto una parola, quando ancora stavo ‘pensando’ la vicenda, ‘immaginandola’. Si è formato, è apparso. E quello è rimasto.

Franco Cavalleri, ci riveli qualche indiscrezione sulla trama, così da farci addentrare meglio nel tuo contesto?

La vicenda è ambientata al tempo della nascita della città in cui vivo, Como. Una nascita sognata, voluta, progettata da Giulio Cesare. È il racconto dell’incontro tra culture diverse, quella dei Comensi, gli abitanti originari della zona, gli ‘aborigeni’ per così dire, i Romani, i coloni Latini e quelli greco-siculi. Questa parte della vicenda si intreccia con il racconto di come il protagonista principale, un giovane Comense, da ragazzo, giovane uomo qual è all’inizio, cresce, diventa uomo vero e proprio, trova il suo posto nella società. E il suo nome. Questo della ricerca del nome è uno degli aspetti che ho immaginato, diciamo pure inventato, di tutta la vicenda. Ho inventato che fosse costume dei Comensi non dare il nome ai figli alla nascita ma aspettare che compissero qualcosa di importante, ragguardevole: sarebbe stata la vita, a dare loro un nome. E il mio protagonista il suo nome lo trova aprendo la via del lago. Quale nome, lo scoprirete solo leggendo il libro!

Perché consiglieresti Una storia Comense?

È una miscela tra avventura, racconto storico, racconto di fantasia. C’è il viaggio, c’è l’esplorazione, ma c’è anche l’incontro tra culture diverse, e la ricerca di un punto di equilibrio. Si adatta a chi cerca l’avventura, la fantasia, ma anche a chi è curioso di scoprire alcuni degli eventi e dei meccanismi che hanno prodotto il nostro passato, che alla fine dei conti è la base di quello che siamo oggi.
Una storia Comense

Una storia Comense

di Franco Cavalleri
Independently Published 
Romanzo storico
ISBN 979-8696159829
Ebook 2,99€
Cartaceo 9,99€

Quanto ti ha coinvolto emotivamente la stesura di questo romanzo?

Si parla della mia città, del mio territorio, del mio lago: il coinvolgimento emotivo è naturalmente molto alto.

Se potessi esprimere con un'immagine ciò che rappresenta veramente per te la scrittura, quale sarebbe?

Raccontare è vivere. Vivere è raccontare. Io vivo. Io racconto. E devo dirlo: non solo con la scrittura. Racconto anche con le fotografie. Due modi diversi di raccontare: la fotografia fissa l’attimo, la sensazione; la scrittura ne segue anche lo sviluppo. Nella prima, il Tempo si ferma; nella seconda, il Tempo è qualcosa di fluido. Una roccia contro il fiume, si potrebbe dire. Due cose entrambe necessarie, che si completano a vicenda.

Scrivere, a volte, diventa terapeutico. Ma non credo sia solo questo lo scopo del tuo libro. C è qualche altra motivazione?

Como, il suo lago, il suo territorio sono famosi in tutto il mondo. C’è molta attenzione, per così dire, da gossip: attori e attrici, sfilate di moda, jet set, star di Hollywood e Bollywood. Un nome su tutti: George Clooney. Un’attenzione che a volte, spesso, oscura e nasconde quanto c’è di importante nel passato di questa città e del suo territorio. Perchè Como ed il suo lago hanno anche molta storia alle spalle. “Una storia Comense” ha voluto essere il primo di una serie di racconti che narrano la genesi ed il formarsi di questa storia. Racconti che si dipaneranno lungo il filo rosso che segna lo sviluppo di Como nei secoli. Saranno solo racconti, certo, e come tali leggeri, ma forniranno ai lettori la sensazione, anzi la certezza, che Como non è solo George Clooney. Che c’è molto che li aspetta, se vorranno venire a trovarci. A proposito, aspetto anche voi di Caffé Letterario!

Ringraziamo tantissimo Franco Cavalleri per l'invito e per essere stato ospite di questo Caffè Letterario, lo spazio degli Scrittori della porta accanto dedicato agli autori, e, anche a nome dei nostri lettori, gli auguriamo in bocca al lupo per suoi progetti futuri.


Silvia Pattarini

Silvia Pattarini

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Recensione: Biglietto di terza classe, il romanzo storico di Silvia Pattarini

Recensione: Biglietto di terza classe, il romanzo storico di Silvia Pattarini

Recensione: Biglietto di terza classe, di Silvia Pattarini

Libri Recensione di Stefania Bergo. Biglietto di terza classe di Silvia Pattarini (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). La Merica dei primi anni del '900, la vita di migliaia di italiani immigrati in cerca di un futuro migliore.

Biglietto di terza classe di Silvia Pattarini narra principalmente la storia di una donna, Lina, un’emigrante italiana dei primi del ‘900. Una donna coraggiosa e determinata che non si lascia inginocchiare dalla vita, che d’imprevisti ne depone tanti lungo la sua strada. Fin da piccola, quando cadendo si ferisce un ginocchio, rischiando di morire per setticemia, restando irrimediabilmente zoppa. Ma l’evento infelice, si trasforma nel suo valore aggiunto: le permette, ricoverata nel convento di suore che si prendono misericordiosamente cura di lei, di imparare a leggere e scrivere, cosa assai rara per le donne dell’epoca.
Ormai adulta, ma ancora giovanissima, lavorando duramente riesce a risparmiare il denaro necessario ad acquistare il biglietto di terza classe che la condurrà nella Merica, il sogno degli italiani dei primi del secolo scorso, il miraggio di una vita migliore, più dignitosa e appagante.

Il viaggio di Lina e il racconto dei seguenti quindici anni in America sono un espediente narrativo per dare risalto ad avvenimenti realmente accaduti, pezzi di storia che fanno parte del nostro passato.

Eppure, se letto con mente aperta, il romanzo di Silvia Pattarini è quanto mai attuale. È un modo per comprendere l’immigrazione "da dentro", dal punto di vista di profughi che vagano in cerca di un futuro migliore e che la maggior parte delle volte restano, invece, vittima di sfruttamenti, soprusi, discriminazione, violenza. Aspetti che non risparmiano nemmeno i bambini, che in Biglietto di terza classe – ma anche nella realtà, purtroppo – devono diventare adulti in fretta e guadagnarsi di che vivere.

«Sei troppo piccola per andare a lavorare e vivere da sola.»
«Perché? Tanti bambini lo fanno! Specie gli italiani. Un mio compagno da tempo manca da scuola perché lavora alla vetreria. Ho saputo che lo fanno lavorare grazie a documenti falsi, che dicono che lui ha quattordici anni, anche se in realtà ne ha solo undici.»
Silvia Pattarini, Biglietto di terza classe

La scrittura di Silvia Pattarini è lineare ma coinvolgente, ci si affeziona a Lina e agli altri personaggi, sempre ben caratterizzati fin dall'accento.

La caratterizzazione dei personaggi che parlano un italenglish con spiccato accento meridionale o emiliano, la descrizione dei luoghi e degli eventi, conferiscono alla narrazione leggerezza.
Eppure, si evince un profondo studio degli avvenimenti storici e l’abilità dell’autrice di tessere una trama inventata come pretesto per raccontarli. A partire dall'ispirazione, data dal ritrovamento in un vecchio cassetto di un insignificante pezzetto di carta gelosamente conservato: il biglietto di terza classe della bisnonna, da cui prende il via il romanzo.


Da questo incipit reale, nasce un bellissimo romanzo ricco di dettagli storici e romantica immedesimazione.

In Biglietto di terza classe trovano spazio la costruzione del ponte di Brooklyn, la nascita del movimento femminista che ha dato origine alla tradizionale giornata commemorativa dell’8 marzo, le prime rappresaglie del Ku Klux Klan, gli albori del Jazz di New Orleans, il razzismo nei confronti degli italiani e degli immigrati in genere, animali che vestivano in modo sciatto e puzzavano, le lotte per la conquista dei diritti dei lavoratori e di norme di sicurezza appropriate, le rimostranze della Mafia e i suoi metodi persuasivi, la tragedia del Titanic, i primi icecream e la moda dei nickelodeon, i cinema accessibili alle classi più povere con un solo nichelino.
Tutto fa da sfondo alla vita di Lina, che nella Merica trova anche l’amore e dà alla luce due bambine, sbarcando il lunario lavorando dapprima nelle anguste e insalubri filande, poi in cupe sartorie di bottega, infine nel suo appartamento, con una macchina da cucire usata, dono di nozze.

Biglietto di terza classe è ora in seconda edizione, arricchito con le fotografie originali dei personaggi e del logoro pezzo di carta che ha dato il titolo al romanzo.

È una testimonianza delle migrazioni dei nostri bisnonni, a inizio '900, lo si può leggere per conoscere il nostro passato ma anche per avvicinarsi al presente di altri. Del resto, è lapalissiano che gli altri siamo, o siamo stati, noi.
Solo la sera aveva appreso dalla sorella che “Quello è il colore della loro pelle e non c’è modo di sbiancarla, nemmeno mettendola in candeggina!”
Ci avevano riso su e si era sentita una sciocca. Anche lei era una straniera in quella terra che la ospitava, e per alcuni mericani gli immigrati, bianchi neri o gialli, erano tutti da demonizzare. Ne concluse che tra lei e il ragazzino non ci fosse una grande differenza. Si somigliavano molto, altro non erano che due esseri umani col sogno di una vita migliore.
Silvia Pattarini, Biglietto di terza classe


Biglietto di terza classe

di Silvia Pattarini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Romanzo storico
ISBN 978-8833669502
Ebook 2,99€
Cartaceo 18,00€

Sinossi

Lina ha poco più di vent’anni. Per sfuggire alla miseria lascia la sua Valtrebbia, si imbarca sulla Prinzess Irene per New York, inseguendo il sogno di una vita migliore.
Il viaggio in mare aperto non è confortevole ma pieno di insidie e di pericoli.
Il 25 febbraio 1904 sbarca a Ellis Island – L’isola delle lacrime. Dopo umilianti controlli l’attende la estenuante ricerca di un lavoro, la non facile esistenza da cittadina americana. Non sa ancora cosa il destino ha in serbo per lei e per chi le sarà a fianco: affronta le contraddizioni di un grande paese, la lotta per i diritti della donna, lo sfruttamento del lavoro minorile. Troverà l’amore della sua vita, ma dovrà pagarlo a caro prezzo.



Stefania Bergo
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A un passo dalle stelle: il primo Festival di astronomia in Val di Sole

A un passo dalle stelle: il primo Festival di astronomia in Val di Sole

A un passo dalle stelle: il primo Festival di astronomia in Val di Sole

Di Lara Zavatteri. A Dimaro Folgarida in Val di Sole il primo Festival di astronomia. Tanti eventi per scoprire stelle e pianeti.

Ad un passo dalle stelle sarà il primo Festival di astronomia di Dimaro Folgarida (Val di Sole, Trentino) organizzato dall'1 al 6 agosto dal Consorzio turistico locale e da Astronomitaly, realtà che si occupa di turismo astronomico e che classifica i cieli più belli d'Italia. Tanti gli eventi, per grandi e per bambini, per immergersi nella magia del Firmamento con osservazioni astronomiche, laboratori, viaggi nel cosmo in 3D e tanto altro ancora.

Non si osserveranno solo le stelle, la Luna e i pianeti, ma anche il Sole.

Poco distante da Dimaro Folgarida, infatti, si trovano i borghi di Monclassico e Presson, con oltre 50 meridiane realizzate nel corso degli anni da artisti provenienti da tutt'Italia, con tecniche, colori e tematiche differenti (un tema è sui castelli della Val di Sole), orologi solari visibili tutto l'anno che in questo festival saranno protagonisti.
Si legge nella presentazione: «Dal Sole, motore delle preziose Meridiane artistiche di Monclassico e Presson, al cielo stellato notturno, classificato come tra i cieli più belli d’Italia grazie alla certificazione di Astronomitaly al Rifugio Albasini, i nostri astronomi ed esperti di orologi solari vi accompagneranno in un mondo di astri».

Ecco alcuni appuntamenti da non perdere se sarete in zona.


1 agosto: il Sole e le meridiane

Osservazione del Sole con gli esperti astronomi di Astronomitaly ed introduzione alle meridiane, la mattina alle dieci al Biolago, per proseguire lo stesso giorno alle 16 sempre con ritrovo al Biolago con Tempus fugit – Viaggio nel tempo fra le meridiane di Monclassico e Presson, grazie a due attori-musicisti che in abiti d'epoca narreranno la storia delle meridiane insieme a brani di Galileo ed altri, con degustazione finale nei volti di Presson.
A Monclassico, Festa delle meridiane in piazza della Fontana alle 20:45, con osservazione del cielo notturno e presentazione delle attività del Festival.

2 agosto: alle 21:15 Viaggio nel Cosmo 3D

Acura di Astronomitaly al cinema del Centro Congressi di Folgarida. Proiezione in Full HD nello spazio e nel tempo, per esplorare un sistema stellare a scelta e scoprire se esistono pianeti abitabili da cui osservare stelle, galassie, corpi celesti.

4-5 agosto: alle 20:45 Astrotour al Malghet Aut – Viaggio tra le stelle in telecabina

Un tour tra le stelle in telecabina in compagnia degli esperti di Astronomitaly, con i quali si cercheranno di individuare con il telescopio la Via Lattea, Saturno e Giove.

5-6 agosto: cinema solare ad impatto zero e sotto le stelle

Nel Parco Adamello Brenta, a cura di Impact Hub Trentino, in località La Gnoca a Carciato, il 5 e il 6 in piazza Madonna della Pace a Dimaro, ore 21:30.

Questi sono solo alcuni degli eventi proposti. Da evidenziare che tutti sono su prenotazione.
Per conoscere tutti gli appuntamenti e i dettagli basta visitare il sito www.visitdimarofolgarida.it.
Come si specifica sul sito: «Le attività del presente programma vengono confermate compatibilmente all’evolversi della pandemia da Covid-19 e le relative misure di contenimento. L'accesso alle attività sarà consentito previa presentazione del Green Pass ove previsto dalle ordinanze vigenti».
Lara Zavatteri


Lara Zavatteri

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Recensione: Chi se non noi, di Germana Urbani

Recensione: Chi se non noi, di Germana Urbani

Recensione: Chi se non noi, di Germana Urbani

Libri Recensione di Aurora Cassetta. Chi se non noi di Germana Urbani (Edizione Nottetempo). Il Delta polesano: un contrasto di colori caldi e freddi, di giorni soleggiati e uggiosi.

Maria è una ragazza di origini polesane, per questo conosce bene il Delta del Po, i suoi ritmi, i suoi colori e i suoi odori.
Fin da ragazzina ama studiare e ha una passione per la natura, soprattutto quella che la circonda, quella che immortala in scatti unici con la Polaroid che il nonno le regala per la Prima Comunione.
Il nonno, l’unico della sua famiglia a credere in lei, a credere che possa prendere il volo e andarsene, che non resti lì con loro, come i fratelli che hanno scelto di rimanere «piantati dove sono nati, lavorando, sperando nel bel tempo e in una brava ragazza». Perché è questo che insegna il padre a tutti loro, ad "accontentarsi", per come la vede Maria, di esperienze limitate alla terra d’origine.

Così Maria, desiderosa di andarsene da quei luoghi, si trova un lavoretto per conquistare la sua prima indipendenza economica e poi un altro per potersi pagare la retta all’Università e diventare così architetto.

Terminati gli studi, questa donna determinata e dalle idee innovative, trasferitasi a Ferrara, inizia il suo percorso lavorativo presso un rinomato studio di architetti nel bolognese. Questo impiego le permetterà di mantenersi un bell’appartamento, di essere vicina a mostre fotografiche e frequentare i convegni, che tanto la incuriosiscono.
Tutto quello che ha costruito con il sudore dello studio, e non con il sudore del lavoro della terra, le permette di circondarsi di ciò che ha sempre amato. Ma ogni fine settimana Maria rientra nel suo Polesine per il suo “incastro perfetto” con Luca, altro suo amore.
Cerco con il capo quel nostro incastro strano: la mia testa tra la sua spalla e il collo. Il taglio deciso della sua mandibola morbido a chiudermi la fronte.
Germana Urbani, Chi se non noi

Luca è l’uomo che vuole sposare, ma al quale ancora non ha detto sì.

Luca è il ragazzo che lavorava in pescheria e ora, grazie a Maria, è un architetto stimato, l’uomo che lei stessa ha spronato, aiutato e supportato affinché potesse costruirsi un futuro migliore, lontano da quei luoghi dimenticati da tutti, anche dopo la grande alluvione del ‘51.
Nei ricordi del padre, infatti, torna costantemente quella notte. La forza delle acque ruppe gli argine, tutto quello che era ai piani più bassi fu portato via, molti persero i pochi averi e con essi anche la voglia di sognare il proprio futuro.

Gli sforzi e i sacrifici non sempre vengono ripagati.

Maria e Luca, fin da ragazzini invece, sognano di ristrutturare la casa di famiglia di Luca, situata a Ocaro per poi costruirvi il proprio nido, ma negli anni solo Maria continua ad avere questo desiderio e il loro rapporto diventa quasi platonico. Maria non ci dà peso e decide addirittura di abbandonare il proprio lavoro in cambio di un impiego pubblico in un comune «vicino a casa».
Luca, invece, si allontana da quello che un tempo era il loro “noi”, diventa freddo, distaccato e Maria all’inizio incolpa proprio quel ruolo professionale che lei ha voluto per Luca, quel lavoro nello stesso studio di Bologna che lei ha contribuito a costruirgli e non vede come Luca sia, in realtà, un uomo ambiguo, manipolatore. Maria non si accorge che Luca non è più il ragazzino che lei ricorda.
Fino a quando lui non decide di uscire allo scoperto e confessarle quello che Maria mai avrebbe immaginato, il suo amore vero e sincero, carnale e passionale, verso un’altra donna.

Sconvolta, Maria sarà prima inghiottita da un vortice di tristezza, malinconia, disperazione.

Ma la speranza che questa nuova donna sia solo di passaggio, nutre grandi illusioni in lei, dando il via a sentimenti di odio e pensieri pericolosi.
Ogni messaggio di Luca accende una fiammella di speranza, ogni avvenimento, ogni foto, ogni ricordo che rievoca il loro rapporto, la mantiene viva.
Questo amore lentamente si trasforma in ossessione, in odio, in depressione, e Maria è pronta a tutto, ma non ad accettare che venga scritta la parola “fine”.
Dovrei cancellarlo Luca. CI fosse un farmaco lo prenderei. Cancellarlo, sgorgarmi di lui come si sgorgano i lavandini dalla merda di pesce. L’acido. Ci vorrebbe quello per me.
Germana Urbani, Chi se non noi

Quando la mente inizia a pianificare le gesta più orribili? Quando il nostro corpo risponde solo ad azioni dettate dall’odio e non ascoltiamo la nostra parte più razionale?

Con una scrittura fluida e mai scontata, Germana Urbani, nel suo romanzo d’esordio, scava nella mente di una donna tradita e abbandonata, nei suoi ricordi più intimi e nei suoi pensieri più brutti, anche in quelli che non le mostrano altro se non la morte.
Questo percorso interiore viene inserito nella natura del Delta del Po, nei suoi colori, nelle sue tradizioni e nella sua storia. I paesaggi vengono descritti con la stessa precisione con cui Maria fotografa i particolari che la circondano e prendono così vita, nell’immaginario del lettore.

Chi se non noi

di Germana Urbani
Edizione Nottetempo
Romanzo storico
ISBN 9788874528875
Cartaceo 14,00€
Ebook 7,99€

Sinossi

Anziché un orologio come ai suoi fratelli, per la prima comunione il nonno regala a Maria una Polaroid: lei è affascinata dallo spazio intorno e sogna di diventare architetto da grande, di andare a vivere in città e indossare “scarpe violette magari tutti i giorni per andare in giro, a godersi la bellezza, profumando di buono”. E anche se suo padre le ha detto che “i sogni non si realizzano mai”, Maria ce la fa: si laurea, va ad abitare a Ferrara, lavora a Bologna nello studio di un importante architetto, frequenta i convegni di bioarchitettura e le mostre dei fotografi che tanto ama, insomma ha la vita che ha sempre desiderato. Eppure, ogni venerdí torna nel Delta del Po, quel mondo paludoso che avrebbe preferito dimenticare se Luca, l’uomo che ama con un’intensità febbrile, non fosse stato cosí legato a quella terra. Lui è criptico, ambiguo, manipolatore, alterna sprezzo a dolcezza. E quando la lascia, è come se un’onda di piena si rovesciasse sotto quegli “immensi cieli color cicoria”.


Aurora Cassetta
Ho iniziato a leggere quando la befana mi ha regalato una collana di classici per bambini assieme a dolci, arachidi e mandarini. Da allora non ho più smesso.
Per anni ho avuto la fortuna di lavorare in una libreria della mia città, conoscere e raccontare nuove storie. Ora lavoro nel mondo della comunicazione web, un mondo che corre molto veloce, un mondo frenetico, ma so che grazie alla lettura posso evadere, staccare e rigenerarsi.
Cerco di trasmettere a chi mi circonda questa passione, collaboro con varie associazioni culturali, partecipo e contribuisco a incontri con l'autore e se capita, presento anche qualche libro.
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Mariagrazia Allegra presenta: I tuoi sogni nel mio cassetto

Mariagrazia Allegra presenta: I tuoi sogni nel mio cassetto

Mariagrazia Allegra presenta: I tuoi sogni nel mio cassetto

Presentazione Libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. Mariagrazia Allegra presenta il suo ultimo saggio I tuoi sogni nel mio cassetto. Strategie su come individuare il proprio talento e realizzare i propri sogni (non quelli degli altri) (Edizioni Del Poggio): come trovare il coraggio di credere in se stessi e realizzare i propri sogni.

Mariagrazia Allegra (Catania, 1987), mamma di tre splendidi figli e moglie di un marinaio, vive nella meravigliosa Milazzo. All'età di diciotto anni si arruola come volontaria nella Marina Militare. Da sempre appassionata di lettura e aspirante giornalista si definisce una scovatrice di talenti. Fondatrice del gruppo Facebook motivazionale "Credi in te".
Sempre alla ricerca di soluzioni e di una visione ottimistica e profonda della vita partendo sempre da una chiave fondamentale: la consapevolezza.
Specializzata in:
  • Scrittura per il benessere 
  • Scrittura base 
  • Scrittura creativa e children stories 
  • L'importanza della motivazione nella crescita personale 
  • Life skills 
  • Benessere psicofisico attraverso i chakra

I tuoi sogni nel mio cassetto

di Mariagrazia Allegra
Edizioni Del Poggio
Saggio
ISBN 978-889709953
Cartaceo 14,25€

Sinossi

Non è per tutti semplice e scontato individuare il proprio talento ed i propri desideri, ma una cosa è certa. Tutti hanno talento! Con questo libro voglio accompagnare il lettore, passo dopo passo, alla conoscenza di se stesso, alla riscoperta dei suoi desideri più profondi e al riconoscimento dei suoi talenti.
Grazie ad una serie di esercizi, si potranno raccogliere informazioni sulla propria persona e individuare i propri desideri ed ambizioni. Dopo questo passaggio di conoscenza ed individuazione, porto il lettore ad immergersi in una riflessione di autoconsapevolezza.

Quanti uomini e donne conservano i propri sogni nel cassetto della speranza? Tanti, tantissimi. Di questo ci parla la scrittrice Mariagrazia Allegra in quello che definisce manuale sintetico e scorrevole, ma che evidenzierei come un libro da leggere con particolare attenzione anche perché supportato da un profondo contenuto filosofico. “Non puoi viaggiare su una strada senza essere tu stesso la strada”. È un pensiero di Buddha che Mariagrazia Allegra riporta in apertura del primo capitolo, un pensiero guida che caratterizza tutto il libro: trovare in se stessi il coraggio di osare, esorcizzare le paure, “credere, credere, credere” in se stessi.


L'autrice racconta



Mariagrazia Allegra, bentornata sul blog Gli scrittori della porta accanto. Come è nata l’esigenza di scrivere questo libro, dispensare preziosi consigli «su come individuare il proprio talento e realizzare i propri sogni (non quelli degli altri)»?

Ciao Silvia. Questo libro nasce in un momento un po' difficile della mia vita che mi ha portata ad immergermi nel bellissimo mondo della crescita personale e alla ricerca del mio talento. Successivamente in me è nato il desiderio di condividere questo percorso con gli altri e ho deciso di farlo attraverso la scrittura.

Il titolo I tuoi sogni nel mio cassetto è accattivante e simpatico allo stesso tempo. L’hai deciso tu o si è trattato di una scelta condivisa con l’editore?

Inizialmente ho pensato al titolo “Credi in te”, lo stesso nome che ho scelto per il gruppo facebook motivazionale che ho fondato insieme a mia sorella e a delle mie carissime amiche, ma quando Giuseppe La Malfa, il fondatore della SharpFlat, che ha collaborato alla realizzazione di questo progetto ha sentito che un capitolo aveva il titolo “i tuoi sogni nel mio cassetto”, ha dato voto 100! Secondo lui doveva essere il titolo del libro, non potevo che seguire il suo consiglio.

Com’è strutturato il libro?

L’introduzione racconta una breve storia, il primo capitolo tratta la conoscenza di sé e seguono dei capitoli tutti incatenati da un filo logico e continuo.

Si può affermare che offra dei suggerimenti utili per realizzare i propri sogni e per imparare a credere di più in se stessi e nel proprio talento?

Assolutamente si! Credere in se stessi è il punto focale di questo libro.

Svelo delle strategie che la maggior parte degli individui dà per scontate nella teoria ma che in pochi veramente mettono in pratica (individuazione, informazione, preparazione, azione, focalizzazione e perseveranza). Le imprimo nella mente del lettore per poi portarlo ad agire. Gli faccio rendere conto che i fallimenti fanno parte del percorso e che non devono essere fonte di rinuncia ma, al contrario, devono essere una lezione di vita (ho inserito diversi esempi di personaggi famosi che hanno fallito ma che sono andati oltre i loro fallimenti raggiungendo il traguardo).
La paura del fallimento non è l’unico ostacolo, nei capitoli successivi si possono apprezzare altri esempi di scuse e limitazioni che ognuno di noi si autoimpone.
Mariagrazia Allegra

Sono curiosa, ti va di raccontarci qualcosa di più?

Posso dirti che tutte le strategie che si trovano all’interno del libro, io personalmente, le ho testate e hanno funzionato.

Sono convinta che I tuoi sogni nel mio cassetto sia utile a tante persone, ma secondo te esiste il lettore ideale di questo libro?

Tutti possono trarre un beneficio da questo libro, in particolare i giovani che hanno una vita lavorativa ancora da intraprendere. Ma i sogni non hanno data di scadenza.

Tutti abbiamo un sogno nel cassetto, il tuo qual è, sei riuscita a realizzarlo?

Il mio sogno è quello di aiutare gli altri a credere in se stessi, lo faccio attraverso la comunicazione e la scrittura è un eccellente mezzo.

Un capitolo, che ha dato il nome a questo libro, è proprio rivolto a chi si spinge a realizzare i sogni di altri o chi, al contrario, delega altri (classico esempio genitore verso figlio) a realizzare quel sogno che è stato impossibile concretizzare personalmente.
Mariagrazia Allegra

Maria Grazia Allegra hai voglia di metterti in gioco impegnandoti personalmente nelle presentazioni dei tuoi libri e incontrare il pubblico di lettori?

Sì! Sono armata di tantissimo entusiasmo e sono pronta a mettermi a disposizione dei lettori. Comincerò dalla mia amata Sicilia!

Ringraziamo Mariagrazia Allegra per essere stata con noi. In bocca al lupo per i progetti futuri!

Se tutto si va ad ancorare al “credere in se stessi” come se fosse il fondale dell’oceano, ci deve essere qualcosa di più forte che ci tiene a galla. L’essenziale: L’AMORE. Tutto viene mosso e tenuto a galla dall’amore. Unendo questi punti si potrà raggiungere la felicità, ma io vedo oltre. Perché c’è qualcosa di più forte, il viaggio che percorriamo conta più del traguardo e la “pace interiore” conta più di della felicità.
Concludo questo libro con delle interviste. Le ho inserite perché ognuno di noi vede il mondo, le varie situazioni e vicende dalla propria posizione. Allora perché provare vedere le cose da prospettive diverse?
Mariagrazia Allegra

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
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