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I Viaggi di Valentina: itinerari di gruppo a Zanzibar e Santo Domingo

I Viaggi di Valentina: itinerari di gruppo a Zanzibar e Santo Domingo

I Viaggi di Valentina: vacanze di gruppo a Zanzibar e Santo Domingo

Viaggi Di Valentina Gerini. I Viaggi di Valentina sono vacanze all'insegna del relax e del divertimento, adatte anche alle famiglie. Le prime destinazioni, Zanzibar e Santo Domingo.

Desiderate viaggiare ma non vi va di farlo da soli? Viaggiate da soli con vostro/a figlio/a e vorreste condividere l'esperienza con altri viaggiatori? Vi piace viaggiare in gruppo? State pensando di volare in Africa o ai Caraibi ma non sapete che hotel scegliere o volete farlo in compagnia? Siete anche appassionati lettori e vi piace scoprire di più dei luoghi di cui si parla nei libri? Se la risposta è sempre sì, allora I Viaggi di Valentina fanno per voi.
Si tratta di viaggi organizzati rivolti a chi ha voglia di scoprire e avventurarsi in mete esotiche, avvalendosi dell'assistenza in loco di un'accompagnatrice turistica esperta. I viaggi sono organizzati dall'agenzia di viaggi Isla Blanca Viaggi, che mette a disposizione la sua esperienza e capacità organizzativa, contattando i vari fornitori (hotel, tour operator, trasferisti...).
Ad ogni viaggio sarà abbinato un libro, che verrà regalato a ogni prenotazione.  In questo modo il viaggiatore potrà non solo godersi una splendida vacanza, ma entrare nello spirito locale anche attraverso la lettura.

I Viaggi di Valentina hanno la formula del tutto compreso e si prefiggono di portare gli ospiti in località paradisiache all'insegna del relax e del divertimento, cercando anche di far scoprire loro tali località attraverso i libri.

Il viaggio di gruppo è un modo divertente per scoprire una destinazione, facendo amicizie che a volte durano una vita. L'accompagnatore turistico pensa a tutto e si fa carico dell'organizzazione e gestione del viaggio dall'inizio alla fine, così da non avere alcun pensiero durante il soggiorno.
I Viaggi di Valentina è un progetto che ha dietro un'esperienza decennale di un'accompagnatrice turistica (io) e di un'agente di viaggio (Carlotta).  
Il target a cui si rivolgono è ampio, chiunque può viaggiare in gruppo. Dal single agli amici, dai fidanzati alle famiglie. L'idea è quella di creare anche viaggi su misura per famiglie o genitori single con figli, perché sappiamo che a volte un genitore che parte da solo con un figlio si fa un sacco di domande e mille problemi, e un viaggio di gruppo può essere la risposta.


Viaggio di gruppo a Zanzibar

Il primo viaggio è all'insegna del relax, rivolto a chiunque. È previsto a metà settembre e sarà diretto all'isola di Zanzibar, di cui tanto si parla nei miei libri. Una settimana di vacanza in cui scoprire la meravigliosa isola delle spezie, cullati dal rumore dell'Oceano Indiano e dai suoni della foresta. I Masai, i villaggi zanzibarini, le strade di polvere rossa, la città di Stone Town, i mercati, le maree che regalano al mare colori meravigliosi... Zanzibar è questo e molto di più. Colori, odori e sapori che vi rimarranno nel cuore.

Prezzo: €1387 a persona
Escluso: tassa di uscita di 49€ a persona, eventuali tasse di soggiorno, eventuale supplemento singola.
Supplementi e riduzioni per bambini, terzo adulto, camere vista mare e junior suite disponibili.
La quota (calcolata sulla base di una camera doppia) comprende:

Programma di viaggio e info generali
Mercoledì 18 settembre: partenza da Milano Malpensa con volo diretto.
Soggiorno presso Hotel Palumbo Reef in trattamento all inclusive soft.
Il viaggio prevede un numero minimo di 20 partecipanti adulti.



Viaggio di gruppo a Santo Domingo

Il secondo viaggio in programma per fine settembre invece è nell'ormai famoso villaggio turistico Viva Dominicus Beach di Bayahibe, in Repubblica Dominicana, dove l'atmosfera caraibica si respira fin dal primo mattino grazie ad un mare cristallino e alla simpatia degli animatori turistici. Il resort, che si affaccia direttamente su una delle baie più belle della Repubblica Dominicana, è un ottimo punto di partenza per scoprire la cultura locale e visitare anche l'isola incontaminata di Saona.

Prezzo: €1258 a persona
Escluso: tassa di uscita di 20€ a persona, eventuali tasse di soggiorno, eventuale supplemento singola.

Supplementi e riduzioni per bambini, terzo adulto, camere superior o bungalow disponibili.
La quota (calcolata sulla base di una camera doppia) comprende:
trasferimento da/per l'aeroporto
visto di ingresso
adeguamento carburante
assicurazione medico-bagaglio base
accompagnatore turistico
i libri di Valentina Gerini in cui si parla di Santo Domingo, La notte delle stelle cadentiStorie di una assistente turistica.

Programma di viaggio e info generali
Sabato 29 settembre: partenza da Milano Malpensa con volo diretto.
Soggiorno presso hotel Viva Dominicus Beach in trattamento di all inclusive.
Il viaggio prevede un numero minimo di 20 partecipanti adulti.


Per informazioni su I Viaggi di Valentina scrivete direttamente al mio indirizzo di posta elettronica valentina.gerini86@yahoo.it oppure all'agenzia Isla Blanca Viaggi all'indirizzo e-mail islablancaviaggi@gmail.com.
Valentina-Gerini

Valentina Gerini
Ho due grandi passioni: i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ho fatto la mia professione, diventando accompagnatrice turistica. La scrittura è il mio hobby. Mi piace avere una vita piena di cose da fare: sono una mamma, lavoro, collaboro con un mensile toscano, mi impegno a portare avanti il progetto Gli scrittori della porta accanto e scrivo libri.
Volevo un marito nero, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione)
La notte delle stelle cadenti, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Ponsacco-Los Angeles. Sulle tracce di Bruce Springsteen, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto.
Storie di una assistente turistica, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto.
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Il pacco delle meraviglie di Lettere Animate

Il pacco delle meraviglie di Lettere Animate

Il pacco delle meraviglie di Lettere Animate

Professione lettore Di Elena Genero Santoro. Qual è il regalo più bello che possa ricevere un lettore accanito? Un pacco di libri, è ovvio!

È ben sapendo questo che lo staff di Lettere Animate ha proposto a diversi blogger un pacco di libri che poi ha inviato gratuitamente a coloro che si sono mostrati interessati, noi tra essi: il Pacco delle meraviglie.
Agli Scrittori della Porta Accanto sono arrivati ben diciotto volumi, con tanto di ringraziamento firmato personalmente da Donato Corvaglia, il direttore editoriale di Lettere Animate che ho avuto il piacere di conoscere dal vivo lo scorso maggio al Salone Internazionale del libro di Torino.
Una parentesi: Donato Corvaglia, peraltro, è anche l’editore di alcuni libri i cui autori sono Scrittori della Porta Accanto.

Silvia Pattarini - La mitica 500 blu
Claudia Gerini - Il sogno di Giulia

I libri Lettere Animate degli Scrittori della Porta Accanto

Ma torniamo all’esperienza del Pacco delle meraviglie di Lettere Animate.

Per me che ho ricevuto fisicamente il pacco è stata davvero una piacevole sensazione. 
Innanzitutto la sorpresa, perché la scelta dei titoli è stata fatta dalla stessa casa editrice, senza alcuna indicazione da parte nostra. Il bello di un dono è proprio questo: non è quello che avremmo scelto per noi stessi, ma è un’opportunità da cogliere.
E poi la concretezza di un libro di carta. Lo dico io che sono una grande utilizzatrice di e-reader e leggo per la maggior parte ebook: un libro stretto tra le mani è mondo che vuole essere scoperto.
Quindi, nel ringraziare a nome di tutti Gli Scrittori della Porta Accanto Donato e tutto lo staff di Lettere Animate, vi lascio l’elenco dei titoli che ci sono pervenuti, non in ordine di preferenza ma così come sono usciti dalla scatola.

  1. Salvatore De Chiara – Pandemonium
  2. Alessia Radaelli – La leggenda di Jack dagli occhi azzurri
  3. Danilo Cicilloni – I ladri del tempo
  4. Stefano Graiff – Poker
  5. Maurizion Falduti De Rosa – Il mistero della dama mascherata
  6. Stefano Bosio – Il colore del buio
  7. Barbara Fortuna – L’invisibile, che la caccia abbia inizio
  8. Arianna Raimondi – Delitto di Capodanno
  9. Anna Fabrello – Otto sottili fili di fumo
  10. Stefano Piero Santambrogio – Il vestito a fiori cremisi
  11. Federico Boccuzzi – L’anno del dragone
  12. Claudio Di Blasio – La mia parte di cielo
  13. Claudio Bolle – L’impero d’acciaio, il fiume si divide
  14. Enzo Cristofori – Narcolexia
  15. Emanuele Martinelli – Allegra!
  16. Ugo Sestieri – Il Dio d’acqua
  17. Claudia Maria Albiero – Illem
  18. Nicole V. Gelsomini - L’alba degli eroi
Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag.
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni.
Gli Angeli del Bar di Fronte, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.
Immagina di aver sognato, PubGold.
Diventa realtà, PubGold.
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Bambinate, di Piergiorgio Paterlini

Bambinate, di Piergiorgio Paterlini

Bambinate, di Piergiorgio Paterlini - Recensione

Libri Recensione di Beatrice Rurini. Bambinate, di Piergiorgio Paterlini, Einaudi, 2017. Un romanzo breve, bambinate crudeli e violente che hanno lasciato il segno sino all'età adulta. Con un finale che toglie il respiro. 

Molto spesso, i bambini hanno una memoria nascosta che può influenzare alcune incomprensibili azioni dell'età adulta. Ma altrettanto spesso cercano di annullare questa memoria,  per difesa o per avversione verso ciò che a loro capita. E gli adulti, di frequente, non vedono o non vogliono prendersi la briga di vedere. Grande assente è proprio la presenza genitoriale tra le righe del racconto.
I fatti accadono cinquanta anni prima, nella settimana Santa che precede la Pasqua. In questo paesino di provincia e di poche centinaia di anime, il bullismo esiste, anche se non viene nominato allo stesso modo. Un gruppo di bambini si accanisce verso un loro coetaneo, sbandato per l'assenza di sorveglianza (infatti risulta essere orfano, con la sola presenza di un fratello maggiore che deve sobbarcarsi il lavoro) e poco incline allo studio.
Nel gruppo c'è sempre il "capo", colui che decide come passare la giornata e quali scherzi combinare. Questa volta diventano pesanti e i compagni non sanno come reagire di fronte a una violenza che, solitamente di  natura psicologica, diventa reale, fisica: il malcapitato viene messo al palo e denudato. Questo atteggiamento risulta  incomprensibile ai più, ma segnerà in particolare uno di loro (il narrante) fino al manifestarsi di incubi notturni.
Sarà un invito a una rimpatriata tra ex scolari ormai sessantenni a mettere alle strette il gruppo originario. Il narrante si chiede, dopo parecchie elucubrazioni, se gli altri ricordino e si rendano conto che il loro agire è stato una vera infamia.
Azzeccato è l'accostamento tra le stazioni quaresimali e il ragionamento che porta il narrante a comprendere quale errore essi abbiamo commesso e, come un Pilato, abbia voluto escludere la sua colpevolezza, salvo poi tentare di redimersi di fronte al vecchio compagno d'infanzia.
L'accostamento con la catechesi di Sant'Agostino è una chicca che ci porta a "vedere" meglio, anche e soprattutto nel mondo contemporaneo, quali siano le colpe a cui andiamo incontro.
La scrittura è scarna e precisa, pulita e scorrevole tanto da rendere il lettore succube della trama.
Il finale lascia esterrefatti, fino a togliere il respiro: un sacrificio che forse è una liberazione.

Bambinate

di Piergiorgio Paterlini
Einaudi
Narrativa
ISBN 978-8806214081
Cartaceo 14,02€
Ebook 9,99€

Sinossi
Metà anni Sessanta. È il Venerdì Santo in un paesino della Bassa Padana e, come da tradizione, si rappresenta la Via Crucis. Anche i personaggi sono quelli della tradizione: le Pie Donne, il Sommo Sacerdote, il Cireneo, la soldataglia. E Pilato. I protagonisti, però, sono tutti bambini e nessuno di loro sta recitando, nemmeno il piccolo Cristo che viene trascinato sul Golgota. Gli adulti guardano, ma non vedono.
Cinquant'anni dopo, il ragazzo che allora era Pilato ritorna in paese. Tutto è rimasto come quel giorno, i cambiamenti hanno intaccato soltanto la superficie. I bambini feroci di un tempo sono ora uomini sconfitti e rancorosi, e quel povero Cristo invecchiato ha imparato a portare la sua croce. La resa dei conti sarà crudele come allora fu spietato il gioco. Anche oggi è il giorno della Passione.

Beatrice-rurini

Beatrice Rurini
Sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.
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Val Formazza: a piedi da Riale al Rifugio 3A, al confine con la Svizzera

Val Formazza: a piedi da Riale al Rifugio 3A, al confine con la Svizzera

Val Formazza: a piedi da Riale al Rifugio 3A, al confine con la Svizzera

Viaggi Di Luigi Lazzaroni. Montagna d'estate. Un gruppo di amici in Val Formazza, al confine con la Svizzera: a piedi da Riale al Rifugio 3A, a tremila metri, da cui si ammira il lago del Sabbione.

Val Formazza. Programma: pensionati e scappati dall’ufficio partenza alle 14:00, stakanovisti e ritardatari cronici partenza alle 15:00, ritrovo per tutti a Riale, in cima alla Val Formazza
È venerdì, siamo in dieci e più o meno il programma viene rispettato nel senso che ognuno parte quando vuole e arriva quando può. Anche il tempo rispetta le previsioni con uno scroscio d’acqua alla base della diga del Morasco, giusto per farci sudare sotto le mantelle, poi smette,  ma il lago rimane grigio e cupo.
Salita al Rifugio Città di Busto: pensionati e scappati dall’ufficio a sinistra su per il sentiero diretto, stakanovisti e ritardatari cronici, lo scopriremo poi, ovviamente a destra su per il Pian dei Camosci, l’importante alla fine è arrivare per cena.
La salita è lunga e dura, nebbia e vento gelido, se non si fosse in braghe corte e camicia estiva forse si patirebbe meno. Poi all’improvviso, tra una folata e l’altra, il rifugio come una apparizione a poche decine di metri sopra le nostre teste. Dentro caldo, luce, pace, fuori freddo, buio, vento. La diga e il ghiacciaio del Sabbione scompaiono là in fondo tra le nuvole nere, magari scomparissero anche le tre pale eoliche che gli svizzeri incuranti dello scempio hanno piantato al Passo del Gries.
Dopo cena seduta di psicologia di gruppo con un gioco tipo Cappuccetto Rosso per adulti proposto da Sergino (per i particolari chiedere a lui).
Notte in camerata a lottare col sacco/lenzuolo e la pila frontale di uno che deve finire per forza i racconti di Harry Potter, o era l’ultimo di Tolkien?

Punta d'Arbola e Rifugio 3A

La luce radente delle sei e trenta annuncia una giornata radiosa, lo sanno anche le due marmotte ciccione che hanno la tana appena sotto il rifugio e che già si danno da fare a mettere fieno in cascina.  

La tabella di marcia prevede la salita ai tremila metri del Rifugio 3A,500 metri di dislivello, poca roba se non fosse che il sentiero lo perdiamo in fondo al Pian dei Camosci, noi siamo qui, il rifugio è là in alto, si vede, su diritti per il nevaio nella neve marcia, un passo sprofondi e un altro scivoli. Una femmina di stambecco sulla base di un pilone della teleferica scuote il capo vedendo gli ardimentosi imprecare in silenzio ognuno per la sua pista melmosa – non ti preoccupare, prima o poi arriviamo tutti.
Dal 3A il panorama è ampio e luminoso, di fronte l’anfiteatro di cime scure punteggiate dagli ultimi nevai culmina con la Punta d’Arbola, sul fondo della valle il lago del Sabbione. È del colore verde tipico dell’acqua di fusione (Pantone 353), il ghiacciaio che lo alimenta è però sporco e malaticcio, si è ritirato tantissimo negli anni e non arriva più al lago, come prova una foto dell’agosto del 1986 dove si vedono dei mini-iceberg andare alla deriva sull’acqua.

Rifugio Città di Busto e lago del Sabbione

Mica ci vorremo fermare a quota 2.960? E in cinque o sei saliamo fino alla statua del Cristo a quota 3.013 metri, missione compiuta. 

Sullo sfasciume rugginoso tra i massi della cima una vivace fioritura alpina, cespi azzurri di miosotide, pulvini rosa di androsace, ranuncoli dal giallo brillante, una genziana che spunta proprio da una roccia, incredibile come faccia a vivere in un centimetro cubo di terra.
Cosa prevede il programma? Pranzo al Rifugio Claudio e Bruno, là sotto in fondo al lago del Sabbione. Pronti via, è tutta discesa facile facile se non fosse per il vento freddo che spazza pratelli e ghiaioni, ma polenta e brasato, il più tipico dei piatti da rifugio, risolve tutti i problemi.
È ora di tornare e bastano dieci minuti per ottenere il solito effetto dell’ognuno va dove lo porta il cuore, non necessariamente sul sentiero giusto: chi tira dritto perché non ha niente di meglio da fare, chi si ferma a fare foto artistiche al cielo azzurro, alle nuvole bianche, al lago Pantone 353, al fiorellino viola, chi invece si ferma sulla diga in fondo al lago a chiacchierare con tre turiste solitarie che salgono al rifugio. Langu propone la prossima volta di partire anche noi di sabato...(dimenticavo, siamo solo maschi, per statuto nessuna donna, moglie, figlia, fidanzata o amica può unirsi al gruppo e questi sono i tristi risultati).

Lago del Morasco e ghiacciaio dei camosci

Ci sono diversi sentieri per scendere dal Sabbione al Morasco.

Quanti ne percorre l’allegra tribù non lo so, in quattro scendiamo per quello più ripido e diretto credendo di essere i più furbi, dopo mezz’ora le gambe cominciano a tremare per lo sforzo, sosta, troppi sassi, sosta, troppo ripido, sosta, il Morasco è sempre là, sosta. Una trentina di ragazzini/e in gita - da dove venite?,  dall’Umbria – salgono veloci, uno in ciabatte, zainetti di scuola, chissà dove pensano di arrivare questi pivelli? Dieci minuti, mi giro e li vedo su in alto, salgono a velocità tripla rispetto alla nostra in discesa, sosta! A Riale pediluvio nel torrente, acqua ghiacciata, le gambe tremano ancora, abbiamo fatto 1.300 metri di discesa, ovviamente gli altri è da un po’ che ci aspettano e preparano gli sfottò, ma la birra al bar sopra le cascate del Toce va bevuta in compagnia.  In macchina al ritorno per tenere sveglio il guidatore si parla di lavoro, una cosa triste, lo so’, ma funziona.


Luigi Lazzaroni

Luigi Lazzaroni
Non credo nell’astrologia ma mi ritrovo in alcune caratteristiche del mio segno, ovviamente quelle che mi fanno più comodo: l’Acquario ama sentirsi libero e sente il bisogno di spostarsi continuamente, adora viaggiare, è attratto da tutto ciò che è nuovo, ha idee continue che gli girano in testa, gli Acquario sono sognatori. Confermo al cento per cento. Per il resto studi classici, laurea scientifica giusto per cambiare, pittura nei periodi di meditazione, fotografia sempre, in montagna da solo o con gli amici, in giro per il mondo con una moglie che mi tiene nel mondo reale tranne che in Amazzonia dove non vuole proprio venire.
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Intervista a Chiara Pesenti, mamma, scrittrice, blogger

Intervista a Chiara Pesenti, mamma, scrittrice, blogger

Intervista a Chiara Pesenti, mamma, scrittrice, blogger - Blogger, scrittrice

People A cura di Mirella Morelli. Chiara Pesenti, lavoratrice, mamma di quattro figli, blogger e scrittrice. Un classico esempio di donna multitasking che ama raccontare storie di vita ordinaria e straordinaria di altre donne.


Chiara Pesenti nata in quel di Busto Arsizio nel (lontano ma non troppo) 1970; fin da piccola manifesta intenzioni affabulatorie, deliziando parenti e amici con principesse in ambasce, draghi e principi azzurri. È dunque a furor di popolo, inclusi il canarino Cleo e con la muta approvazione di Pino e Peppo, i due Carassius auratus (volgarmente pesci rossi) dono di Zio Nini, che si iscrive al Liceo classico prima e alla Facoltà di Lettere moderne poi. 
Mentre di notte si dedica ai suoi futuri bestseller, di giorno lavora prima come insegnante di sostegno nelle scuole medie e poi come segretaria in uno studio legale (in quest’ultimo, col segreto proposito di far razzia di materiale per le sue storie). Ci vorranno un matrimonio, quattro figli, due cani e tre tartarughe e mezza per distoglierla da tal criminoso intento. 


Dal 2012 narra "Le dame, i cavalier, l’arme, gli amori" in chiave moderna di "Il mondo di Cheddonna", fighissima eroina contemporanea amante del taccododici e dei quattrosaltisuifornelli, nel blog Il mondo di Cheddonna.
Questo è il suo secondo romanzo, ma al terzo ci sta già lavorando, e il quarto, beh, il quarto…è un’altra storia!
Sono queste le delicate e ammirate parole che usa l'editore XY.IT del suo secondo libro,  a presentazione dell'Autrice.

Corro a fare un salto sulla home del blog di Chiara Pesenti.

Questo blog, nato nel gennaio del 2012 su Blogger e approdato su WordPress nel 2015, raccoglie racconti che ho cominciato a scrivere nel 2009. Da allora sono trascorsi, quindi, otto anni, durante i quali le vicende della protagonista, Cheddonna, e della sua famiglia, hanno continuato a svolgersi “in tempo reale”, come accade in quella specie di soap-opera che è la vita, e, anche ora, continuano nel tempo. Così Cheddonna, che agli esordi era una quasi quarantenne con un figlio di nove anni, IlPrincipe, ora è una “splendida quarantasettenne”, alle prese con i problemi dell’adolescenza. Sposata con Miomarito, Cheddonna ha una sorella, Cheddolce, due genitori che non vede mai, il dottor Dante e la signora Berenice, e una nonna speciale, NonnaNenna. 
Inizio a incuriosirmi per davvero! Pertanto, mi accingo a navigare. E scopro che si naviga bene e facilmente, in questo blog la cui Home è piena di “bottoncini”, di collegamenti e rimandi ai vari soggetti, sicché si arriva presto a leggere i racconti sui “personaggi” o “archetipi” che ci interessano, o anche agli argomenti che più crediamo intrigarci, per esempio... per esempio, il primo: “Paesaggi interiori”. Ma che bel nome! Mi riporta alla mente un libro del filosofo teologo Vito Mancuso, “La vita autentica” la cui dedica alla moglie recitava così: “...ingegnere edile, pittrice di spazi interiori, mia moglie”. Ricordo che quella dedica mi colpì particolarmente e, in nome della poesia che vi trovai, decido di partire all'esplorazione del blog e degli spazi interiori di Chiara Pesenti da quel bottoncino: e Paesaggi interiori sia! Così bighellonando nel blog, le domande sorgono alfine spontanee.

Il mondo di Cheddonna

Il mondo di Cheddonna

di Chiara Pesenti
Narrativa | Chick-lit
ISBN 978-8899355081
Arpeggio Libero
cartaceo 13,60€

Chiara Pesenti, vorrei partire da questa piccola mia associazione di idee per parlare della Vita, e farti tre domande su di essa. Qual è per te la vita autentica? 

Che bella domanda! Potrei dire che, per me, la vita autentica è tutto ciò che accade quando ci concediamo di essere noi stessi, senza paura di venire giudicati. Al centro, senza dubbio, ci sono le relazioni: famiglia, amici, animali; intorno tutto ciò che aiuta a conoscersi e a conoscere sempre di più la realtà: i libri, innanzitutto, ma anche i film, il teatro, la musica corale e i viaggi.

Con quale aggettivo definiresti la vita di Cheddonna? 

La vita di Cheddonna è una continua gimkana tra i diversi ruoli che ha scelto di ricoprire: moglie, mamma, amica, presidentessa di una Onlus e di un Gruppo di auto-aiuto per madri apprensive come lei, pessima cuoca e scrittrice di successo di libri…di cucina. Una vita piena, la sua, a tratti sovraffollata, come quella della maggior parte delle donne che conosco e che, come lei, e come me, sono tante persone in una.

Cosa vorresti che, in futuro, non mancasse né a te, né a Cheddonna, meno che mai a ogni donna? 

La libertà di non essere d’accordo e di poterlo esprimere, anche attraverso la satira; il rispetto, che non è altro che il riconoscimento da parte degli altri di questa libertà; l’amicizia; la saggezza, quella di NonnaNenna (che è la persona che io vorrei diventare, invecchiando) ; l’umiltà e ultimo, ma imprescindibile, l’amore. 

Proseguo la mia esplorazione del blog, e scelgo (of course!) il bottoncino Pensieri. Al suo interno mi colpisce il titolo La (quasi) avvelenata a modo mio perché, in tutta onestà, di Guccini ho amato poche canzoni, ma chi non ha una Avvelenata da cantare? Le domande che, dopo aver letto, mi sgorgano dal cuore sarebbero tante ma ne pongo solo una: quanto conta - sia a livello personale che professionale - la solidarietà, e quanto danno può arrecare la competitività (leggi pure malevolenza) nel mondo della scrittura? 

Ho cominciato a pubblicare nel 2015, e in questi tre anni ho avuto molte occasioni di interagire e rapportarmi con altri autori e autrici, alcuni alle prime armi come me, altri già molto conosciuti. Ho incontrato, in entrambe queste categorie di scrittori, persone correttissime e spesso prodighe di consigli e suggerimenti utili, altre molto meno. In generale ho constatato, soprattutto sui social, una scarsa propensione a “fare rete”. Sembra un paradosso, trattandosi di Internet, ma è così, soprattutto tra “colleghi”. Io, quando leggo qualcosa che mi piace, ne parlo con piacere, e mi viene naturale farlo conoscere agli altri, perché non riesco a tenerlo solo per me, come mi accade per tutte le cose belle. La maggior parte degli scrittori, però, non lo fa, come se il successo di un altro potesse in qualche modo oscurare il proprio. Ecco, forse questa è la cosa che mi piace di meno del mondo della scrittura. Il danno che può arrecare un atteggiamento di questo tipo a un esordiente è senz’altro considerevole, perché spesso è proprio il passa-parola di chi ha letto il libro che lo fa scoprire a un pubblico più vasto. 

Terzo bottoncino, cosa scelgo? C'è solo l'imbarazzo - ormai il blog mi ha preso! Ma io, oltre che immedesimarmi in Chedonna, voglio arrivare a saperne ancora di più della donna che è in Chiara Pesenti. E poiché il bottoncino scelto è Instanttale, dove leggo gustosissimi racconti sul festival di Sanremo, la domanda sorge spontanea: ma tu, Chiara, se non avessi avuto il dono della Scrittura come forma d'arte per esprimerti, quale altra avresti voluto?

Senza dubbio quello del disegno e della creatività manuale. Ho sempre affettuosamente invidiato coloro che riescono a rappresentare su un foglio o una tela tutto ciò che possono immaginare, o a costruirlo con le loro mani. Da piccola leggevo, scrivevo e disegnavo sempre, ma la mia capacità di rappresentare la realtà su carta si è fermata alle mie competenze di allora, perciò col tempo ho smesso di disegnare. Nei lavori manuali sono una mezza frana, perciò mi limito ad ammirare chi possiede questo dono e a desiderare di averlo anch’io. Con la scrittura e la lettura, invece, l’idillio non si è mai interrotto. Scrivere è la forma che ho scelto di dare alla mia creatività. 

Le farfalle sotto l'arco di Tito

di Chiara Pesenti
Narrativa
ISBN 978-8897160243
XY.IT
cartaceo 15,30€

E gliene siamo grate, a Chiara Pesenti, di aver scelto proprio questa forma alla sua creatività, perché le viene incredibilmente bene! 

Chiudo il libro, leggendo l'ultima ricetta, e sorrido. Non vi dirò che l'ho letto d'un fiato, anzi. La scorrevolezza de Le farfalle sotto l'arco di Tito fa pari con la sua briosità, ma alla fine di ogni giorno-episodio Chiara Pesenti pone un pensiero, una riflessione, una considerazione. E questo ci fa soffermare, chiudere per un po' il libro, e ragionar su noi stesse e sul nostro quotidiano. Ecco, direi che Cheddonna stimola all'autoriflessione, come quando ci poniamo davanti allo specchio e proviamo a scrutarci: talvolta siamo benevoli con una ruga, un altro giorno crudeli con quel capello grigio. Ma ci osserviamo, e ci riconosciamo: nel bene e nel male. 
E sì, allora siamo grate a Chiara Pesenti per i sorrisi empatici che ha saputo strapparci ad ogni episodio, per quegli sguardi di sghembo al tacco 12 che osiamo portare fino a sera, per quei nostri piatti mordi e fuggi dell'ultimo momento, per il tutto in velocità ma tutto alla perfezione, per figli mariti madri sorelle vicini di casa e chi più ne ha più ne metta a chiederci di essere sempre all'altezza, per quel sogno nel cassetto che prima o poi realizzeremo, per... 
Grate a noi stesse, e a questa sfida continua.
Mirella Morelli - Gli scrittori della porta accanto

Mirella Morelli
Mirella Morelli è nata a Venafro, nel Molise, ma da anni vive a Fabriano, nelle Marche. Laureata in Scienze Politiche, è impiegata amministrativa in un’azienda sanitaria, è sposata e madre di due figli. Alcuni suoi racconti e poesie sono inclusi in antologie (Grande come la terra, 2015; Veglia, 2016), ma Il volo del soffione rappresenta il suo esordio letterario individuale. Fa parte dello staff di Cultura al femminile, sito letterario per il quale recensisce libri di poesia e non solo; da qualche anno è giurata per la Sezione Poesia del Premio Nazionale di Narrativa e Poesia “Città di Fabriano”.
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