Gli scrittori della porta accanto


Ultime uscite

  • The TØP
    Rosanna Costantino e Silvia Zaccour

    The TØP
    Il mondo dei Twenty One Pilots

    Biografia | Musicale
  • I rischi del web
    Tamara Marcelli

    I rischi del web

    Saggio
  • La Putina dele Strasse
    Maurizio Spano

    La Putina dele Strasse

    Fantasy
  • Il passato alle spalle
    Stefano Caselli

    Il passato alle spalle

    Noir | Thriller
  • Mutilazioni genitali femminili. Oltre il rito e la ferita
    Giulia La Face

    Mutilazioni genitali femminili
    Oltre il rito e la ferita

    Saggio
  • Scopri la
    nostra collana
    editoriale

Ultimi articoli

Desiria: un chick-lit di Elena Genero Santoro

Desiria: un chick-lit di Elena Genero Santoro

Desiria: un chick-lit di Elena Genero Santoro

Libri Comunicato stampa. Desiria – Tutta colpa del cuore (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), un chick-lit di Elena Genero Santoro. Una commedia romantica, il ritratto di una Bridget Jones tutta italiana con un figlio adolescente e un'altalenante autostima. Un racconto ironico di crescita personale con personaggi dissacranti, eccentrici, misteriosi, ma sempre tremendamente realistici.

Lui, Giampiero Beghelli, giovane manager sbruffone che decideva se rinnovare o meno i contratti a termine.
Io, Desiria Concetta Pidò, quarantadue anni: disoccupata.

Il mio nome lo aveva deciso mia madre. All’epoca, all’inizio degli anni Settanta, andavano di moda le telenovele, divenute poi soap opera. Californiane, sudamericane, mia madre le guardava tutte. [...] Con lo sguardo spento assorbiva senza ribellarsi tutto ciò che il piccolo schermo le mostrava. Così aveva trascorso le mattine e i pomeriggi, per nove lunghi mesi.
Non avevo ancora chiaro in quale telenovela avesse sentito il nome che poi mi ha dato, Desiria. Gliel’avevo chiesto tante volte, ma lei non lo ricordava più o faceva finta di non saperlo. Sarei stata curiosa di conoscere l’eroina che gliel’aveva ispirato per vedere se almeno un po’ le somigliassi. Ne dubitavo. Nessuna attrice di telenovela aveva la mia stazza.
[...] Al momento del mio battesimo il parroco aveva storto il naso. Desiria non era un nome da cristiani e non aveva nemmeno un santo. Per questo, voleva negarmi il sacramento. Per evitare scandali mia madre era stata costretta ad affiancare un altro nome e così diventai anche Concetta, in onore dell’Immacolata Concezione. Meglio Concetta che Assunta o Addolorata.
Non ho mai creduto di essere nata sotto una buona stella, ma nemmeno sotto una stella troppo cattiva. Diciamo, una stella così così. C’è chi nasce con la camicia, io ero nata con il culo, perché quella è stata la prima parte di me che aveva visto la luce. La vita a volte sa essere ironica. Desiria. Tutta colpa del cuore di Elena Genero Santoro


Desiria
Tutta colpa del cuore

di Elena Genero Santoro
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Chick-lit | Rom-com
Copertina flessibile | 244 pag | formato tascabile
ISBN 9791257261252

Quarta

Una storia di rinascita, una commedia romantica, ironica e dolcemente amara. Una Bridget Jones italiana irriverente, che ci ricorda che la realtà può essere più sorprendente di una puntata di Tutta colpa del cuore, che l’amore non è un colpo di scena ma una presenza rassicurante nelle piccole difficoltà della vita e che i sogni non sono una mera evasione dalla realtà ma obiettivi solidi da realizzare.

Cresciuta a pane e soap opera sudamericane, Desiria Concetta Pidò ha quarantadue anni, una chioma rossa, qualche chilo di troppo e un divorzio alle spalle. La sua vita è un funambolico equilibrio tra il lavoro in un discount e la gestione di Maicol, figlio undicenne dal nome storpiato da un errore all'anagrafe, appassionato di twirling e in piena crisi pre-adolescenziale. Licenziata senza preavviso dall'odioso manager milanese noto come "il Giampi", si ritrova in cerca di riscatto e perseguitata da una sfortuna fantozziana. Sola e con l’autostima ai minimi storici, può contare su Patty, l’amica psicologa libertina e dissacrante affetta da nanismo che la sprona a non arrendersi mai e le fa conoscere Callista, un'eccentrica e aristocratica professoressa in pensione che la assume per leggerle libri e costruire sistemi solari di cartapesta. E mentre insegue un amore passionale da telenovela tra le braccia del sinuoso Carlos, insegnante di balli caraibici, fa anche la conoscenza del misterioso vicino, Heiko, che si rivelerà essere molto più di un semplice dirimpettaio.

«Le telenovele sono il sogno di qualcun altro, un sogno in appalto, una mera evasione. Sognare è il contrario di evadere, vuol dire avere obiettivi definiti e provare in ogni modo a realizzarli. Significa cullare un pensiero fino a farlo diventare tangibile. Un sogno è un progetto che va rifinito e dettagliato.»


ESTRATTI E RECENSIONI


SCRIVI UNA RECENSIONEALTRI LIBRI DI ELENA GENERO SANTORO

Elena Genero Santoro



Leggi >
Giornata mondiale contro il cancro: 2 libri sul tumore al seno e 7 antologie che aiutano l'AIL

Giornata mondiale contro il cancro: 2 libri sul tumore al seno e 7 antologie che aiutano l'AIL

Giornata mondiale contro il cancro: 2 libri sul tumore al seno e 7 antologie che aiutano l'AIL

Professione lettore Di Stefania Bergo. Il 4 febbraio è la Giornata mondiale contro il cancro. Al centro del tema di quest’anno, le storie personali della malattia, che la letteratura sa raccontare dando voce alla fragilità, alla forza e al bisogno umano di condivisione.

Il 4 febbraio è la Giornata mondiale contro il cancro, istituita nel 2000 dalla Union for International Cancer Control (UICC), organizzazione non governativa con sede a Ginevra, in occasione del Vertice mondiale contro il cancro per il nuovo millennio tenutosi a Parigi. Ogni anno viene scelto un tema rappresentativo, legato a tutto ciò che la malattia porta con sé: dai sintomi agli effetti collaterali delle terapie, dalla resilienza dei e delle pazienti alle reazioni dei famigliari che devono fare i conti con la fragilità di chi riesce a fronteggiare il tumore o con la propria nel caso in cui la malattia abbia la meglio. Ma si pone spesso anche l'accento sulle istituzioni, su quello che è possibile fare a livello internazionale per fronteggiare il cancro, in termini di supporto a malati e famiglie e soprattutto in termini di prevenzione e diagnosi precoce.

Il ruolo della prevenzione e della diagnosi precoce nella sopravvivenza.

La percentuale di tumori guaribili, se diagnosticati in tempo, non è un singolo numero universale: il cancro è una malattia dalle molteplici tipologie, con prognosi molto diverse. Tuttavia esistono stime generali basate sui dati epidemiologici.
In termini generali, riferendoci a tutte le neoplasie, la tendenza degli ultimi anni è che circa il 50% dei pazienti oncologici guarisce o è destinato a guarire grazie a diagnosi precoce, terapie avanzate e monitoraggio – con variazioni secondo l’età e il tipo di cancro.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea che identificare precocemente un cancro può aumentare la sopravvivenza complessiva anche del 45% rispetto a diagnosi tardive.



Quest'anno, il motto della Giornata mondiale contro il cancro è legato all'aspetto personale della malattia.

Il che non significa che ognuno deve gestire la propria storia privatamente e arrangiarsi, anzi, esattamente il contrario. Il tema vuole mettere al centro proprio le storie personali di pazienti e famigliari, per condividere le peculiarità di ogni percorso.
Perfettamente in tema con il messaggio di quest'anno, la letteratura sa mettere da sempre al centro le storie personali, anche quando si tratta di raccontare la malattia e il percorso di cura.
Ecco quindi qualche suggerimento di narrativa e poesia che raccontano il cancro. Anzi, raccontano la forza, la determinazione, la rassegnazione, l'umano bisogno di conforto o di solitudine. Perché, come si affrontano le asperità della vita – e la morte – è una questione personale, ma non individuale.

  1. Il mio nome è Sally – Dialoghi col mio cancro di Marina Vicario: un memoir catartico che narra il percorso personale e il decorso della malattia, un tumore al seno, trasformandola in un interlocutore personificato con cui dialogare.
  2. Un modo lo trovo di Paola Napoleone: un'indagine profonda sulla capacità di recuperare la propria identità e femminilità oltre le cicatrici fisiche e psicologiche.
  3. Sette antologie solidali a cura di Cultura al Femminile che aiutano l'AIL di Sassari.


Il mio nome è Sally – Dialoghi col mio cancro di Marina Vicario: un memoir catartico che narra il percorso personale e il decorso della malattia, un tumore al seno, trasformandola in un interlocutore personificato con cui dialogare.

Divento di vento

Il mio nome è Sally
Dialoghi col mio cancro

Marina Vicario
Non-fiction
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Copertina flessibile 20x13 – Tascabile | 108 pagine
ISBN 9791254586389
Ebook 2,99€
cartaceo 12,00€

Il mio nome è Sally è un romanzo autobiografico che ripercorre il delicato cammino dell'autrice attraverso la diagnosi e la cura del cancro al seno. Il testo adotta una struttura narrativa originale, alternando le riflessioni personali della donna alle voci immaginarie della malattia stessa, personificata con il nome di Sally.
Attraverso questo dialogo interiore, il libro esplora le fasi emotive di rivelazione, trasformazione e integrazione vissute tra il 2022 e il 2023. L'autrice utilizza la sua esperienza per offrire una testimonianza profonda sul significato della fragilità umana e sulla ricerca di un nuovo equilibrio spirituale.
La narrazione rifiuta la retorica della "guerriera", l'obbligo sociale di dover apparire sempre forte o positiva, rivendicando il diritto alla fragilità, alla paura e al pianto.



Un modo lo trovo di Paola Napoleone: un'indagine profonda sulla capacità di recuperare la propria identità e femminilità oltre le cicatrici fisiche e psicologiche.

Un modo lo trovo

Un modo lo trovo

Paola Napoleone
Narrativa
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Copertina flessibile | 166 pagine
ISBN 978-8833666990
cartaceo 12,50€
ebook 2,99€
La storia di Futura, che affronta con coraggio e discrezione la battaglia contro il tumore al seno. Attraverso una struttura narrativa che intreccia le voci delle sue amiche e i suoi stessi appunti personali, emerge un ritratto profondo della sofferenza e della metamorfosi interiore. La protagonista documenta ogni tappa del percorso, dalle sedute di chemioterapia ai cambiamenti estetici, vissuti come una ferita alla propria femminilità.
L'opera è toccante, ancor più perché ispirata a una storia vera. Nasce dall'incontro tra Paola Napoleone e Futura, una sua amica. La narrazione si sviluppa attraverso un doppio sguardo: quello dell'autrice/psicologa, impegnata a ricomporre il puzzle emotivo di una storia già vissuta, e quello intimo della stessa protagonista, che nei suoi appunti descrive il "viaggio obbligato" nel tumore. Emerge così il ritratto di una donna agguerrita ma inerme, che affronta con dignità e una necessaria dose di vanità trasformista gli effetti devastanti della chemioterapia e della chirurgia, cercando anche di proteggere il figlio adolescente dalla pienezza della propria angoscia.


Sette antologie solidali a cura di Cultura al Femminile che aiutano l'AIL di Sassari.



Si tratta di antologie di racconti e poesie nate nel 2019 da un concorso dedicato a Pierpaolo Fadda, organizzato dall’associazione culturale Cultura al Femminile, con la collaborazione di Gli scrittori della porta accanto e AIL (Associazione Italiana Contro le Leucemie – Linfomi e Mieloma).
L’intero ricavato della vendita delle antologie viene devoluto alla Casa AIL di Sassari, presso cui Pierpaolo Fadda, come molti altri pazienti e familiari, aveva alloggiato durante il difficile percorso della sua malattia.


Stefania Bergo
Leggi >
Dicembre ai tropici: viaggio in famiglia nelle Filippine

Dicembre ai tropici: viaggio in famiglia nelle Filippine

Dicembre ai tropici: viaggio in famiglia nelle Filippin

Mamme in viaggio Di Sonia Borrini. Un viaggio che intreccia caos urbano e mare, storia coloniale e presente. Madre e figlia pre-adolescente nelle Filippine a dicembre, tra jet lag, clima tropicale, vita quotidiana a Manila, tradizioni natalizie, piatti tipici e incontri familiari.

Io e la mia pre-adolescente atterriamo a Manila dopo un lunghissimo (e costoso) viaggio con Cathay Pacific, la compagnia di Hong Kong. Oltre al jet lag, ci aspetta subito uno shock climatico: arriviamo dall’inverno europeo a un clima tropicale, caldo e umido, con temperature intorno ai 28–30 gradi anche a dicembre.
Sappiamo che il jet lag sarà duro da gestire, ma non immaginavo così tanto: sette ore di differenza che il corpo si rifiuta di accettare, nonostante l’assunzione di melatonina. Il primo giorno, semplicemente, dormiamo. Manila può aspettare.

Quando finalmente usciamo, Manila si presenta per quello che è: una metropoli enorme, caotica, viva.

Metro Manila, l’area metropolitana che comprende Manila e le città circostanti, conta oltre 13 milioni di abitanti, che diventano più di 24 milioni se si considera l’intera area urbana allargata. Grattacieli, quartieri residenziali, mercati, un traffico quasi costante e una quantità impressionante di centri commerciali: qui i mall non sono solo luoghi per fare acquisti, ma veri spazi di vita sociale, climatizzati e onnipresenti.

Manila

I mezzi di trasporto sono un capitolo a parte e mi affascinano da subito.

Il più iconico è il jeepney, coloratissimo e rumoroso, nato dai veicoli militari americani lasciati dopo la Seconda Guerra Mondiale e trasformato in mezzo di trasporto pubblico. Poi ci sono i tricycle (una moto con una sorta di carrozzino laterale coperto), le pedicab e le habal- habal, moto adattate per portare più passeggeri possibile. Un sistema informale, creativo e decisamente affascinante, anche se non sempre intuitivo per chi arriva da fuori.

Mezzi di trasporto

Alloggiamo dalla nostra amica Camilla e dalla sua famiglia a Pasig, in una delle tante gated communities residenziali della capitale.

È dicembre e ovunque ci sono luci natalizie: qui il Natale è una cosa seria. Scopriamo che le decorazioni iniziano già a settembre e vanno avanti fino a gennaio. Il periodo natalizio più lungo del mondo, dicono. E ci credo.
Non possiamo non fermarci per un bubble tea, anche se non ne vado matta. Nato a Taiwan negli anni ’80, il bubble tea è passato da bevanda locale a vera moda mondiale, oggi diffusa in ogni continente. Nelle Filippine è parte integrante della vita urbana, soprattutto nei mall. È quasi un rito.

Original bubble tea

A Natale realizzo un’altra cosa: i filippini, a tavola, sono peggio degli italiani!

Si mangia dalle sei di sera fino a mezzanotte.
La cucina è molto importante qui. Il riso è ovunque, a ogni pasto, anche a colazione: riso con cioccolata calda (champorado) e, per fortuna opzionale, con pesciolini fritti.
Tutto tende al dolce, sorprendentemente dolce: anche la lasagna. Mia adora la cucina filippina e, fin dal primo pasto, ammette che non se ne andrebbe più. Io, da vegetariana, quello che ho apprezzato di più è stata la frutta – i mango soprattutto.
BOX CUCINA
Tra i piatti più iconici delle Filippine c’è l’adobo, spesso considerato il piatto nazionale non ufficiale. È una preparazione semplice e profondamente identitaria, presente in innumerevoli varianti familiari in tutto l’arcipelago.
L’adobo è a base di carne (di solito pollo o maiale) brasata lentamente in una salsa sapida e leggermente acidula fatta di aceto, salsa di soia, aglio, foglie di alloro e grani di pepe. Viene quasi sempre servito con riso bianco.
La preparazione prevede una prima rosolatura della carne, seguita da una lunga cottura nel liquido aromatizzato fino a renderla tenerissima. Spesso la salsa viene poi ridotta, per concentrare i sapori e ottenere una consistenza più ricca.
L’uso dell’aceto non è casuale: oltre al gusto, garantisce una lunga conservazione, caratteristica fondamentale nella cucina tradizionale filippina prima dell’era della refrigerazione. Ogni famiglia ha la sua versione: più o meno acida, più secca o più brodosa, con varianti che includono zucchero, latte di cocco o peperoncino.

La cucina racconta anche la storia del Paese: la colonizzazione.

Dopo oltre 300 anni di colonizzazione spagnola, restano piatti come la tortilla e la paella.
Gli spagnoli hanno anche portato una forte impronta cattolica: le Filippine sono infatti il Paese asiatico con la più grande popolazione cattolica e una delle poche nazioni asiatiche a maggioranza cattolica.
Anche la lingua riflette questa eredità, con moltissime parole spagnole entrate nel tagalog (o filipino): nei giorni della settimana, nei cibi e nei saluti: “Come stai?” diventa "Kumusta?" (da “¿cómo está?”). Una lingua affascinante, musicale, piena di influenze. "Grazie" è "Salamat", "Buongiorno" è "Magandang umaga". L’inglese è lingua ufficiale e molto diffusa, tanto che molti studenti dal Giappone e da altri Paesi asiatici vengono qui proprio per studiarlo.
Accanto all’eredità spagnola si sentono forti anche le influenze giapponesi e americane, soprattutto nel cibo, nell’educazione e nella cultura pop. Basta notare il business intorno ai manga.

Un’altra curiosità affascinante riguarda la bandiera filippina.

Ideata nel 1897 durante la lotta per l’indipendenza, è l’unica al mondo che viene esposta con i colori invertiti in tempo di guerra, con il rosso sopra il blu – una disposizione utilizzata storicamente per l’ultima volta, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Con la nostra “famiglia filippina adottiva” partiamo per qualche giorno a tre ore a sud di Manila, nella provincia di Batangas.

Alloggiamo al Palm Beach Resort di Laiya. Una fuga dalla capitale fatta di mare, snorkeling e attività acquatiche. Scopro che anche qui è arrivato il padel, oltre allo sport nazionale del badminton e al sempre più popolare pickleball.
A pochi metri dalla spiaggia incontriamo anche un piccolo Nemo, tra mille pesci di forme e colori diversi. Passerei ore ad ammirarli.

Rientrati a Manila, continuiamo a fare i turisti con una visita a Intramuros.

È la città murata costruita dagli spagnoli nel XVI secolo, dove un tempo vivevano esclusivamente famiglie spagnole. Strade acciottolate, mura imponenti, chiese storiche come San Agustin e un giro in calesse, la carrozza trainata da cavalli, che sembra riportarti indietro nel tempo, lontano dal traffico della città moderna. La visita guidata e il giro in calesse ci sono costati circa 1000 pesos in totale (poco più di 14 euro, considerando un cambio di circa 69 pesos per euro).
Visitiamo anche Fort Santiago, con le sue fortificazioni di epoca spagnola, le prigioni sotterranee e il santuario dedicato all’eroe nazionale José Rizal, celebrato proprio il giorno della nostra visita, il 30 dicembre. Entriamo anche in un museo curioso, con ricostruzioni in Lego degli edifici storici di Intramuros durante il periodo coloniale.

Town and sea

Ci tenevamo anche a visitare Binondo.

Storicamente il cuore della comunità Chinoy (da Chinese + Pinoy, filippino) ed è considerata la Chinatown più antica del mondo, fondata nel 1594. Un labirinto di strade affollate, insegne colorate, templi cinesi incastrati tra palazzi, negozi di erboristeria e ristoranti storici. Un concentrato di rumore, odori e vita, dove la cultura cinese si mescola da secoli con quella filippina.



Il Capodanno lo festeggiamo in casa.

Coi 28 membri della super accogliente famiglia di Camilla. C’è tantissimo da mangiare. Sono stati invitati anche alcuni studenti del seminario (fondato da un prete di Messina) per cantare. C’è il tradizionale gioco delle monete: si lanciano a terra e i bambini corrono a raccoglierne il più possibile, come augurio di prosperità. I filippini amano i fuochi d’artificio, forse fin troppo. Festeggiamo con le mascherine per il fumo e mi raccontano che anni fa ci si svegliava il primo gennaio con il naso nero.

Noi, come se non bastasse, abbiamo prenotato un volo alle 5.45 del mattino del primo gennaio.

Direttamente dalla festa all’aeroporto. Per poi passare 16 ore di scalo a Hong Kong – ma questa è un’altra storia, e magari un altro articolo. Una follia, sì, dalla quale ancora ci stiamo riprendendo.
Una sola settimana, nella quale molto tempo lo abbiamo passato in famiglia. Ma con le Filippine è solo un arrivederci: speriamo la prossima volta di visitare vulcani e le isole più belle. In ogni caso, sono abbastanza sicura che Mia si ricorderà di questo viaggio per tutta la vita.


© Sonia Borrini

Leggi >
ARTICOLO PRECEDENTE >>
Post più vecchi
Home page
Servizi editoriali
CREAZIONE BOOKTRAILER
Realizzazione professionale di booktrailer
utilizzando immagini, animazioni, musica e video royalty free o personali, forniti dall'utente per una durata massima di 2 minuti
(guarda la lista dei booktrailer già realizzati)


i più letti della settimana