Professione lettore Di Stefania Bergo. Il 4 febbraio è la Giornata mondiale contro il cancro. Al centro del tema di quest’anno, le storie personali della malattia, che la letteratura sa raccontare dando voce alla fragilità, alla forza e al bisogno umano di condivisione.
Il 4 febbraio è la Giornata mondiale contro il cancro, istituita nel 2000 dalla Union for International Cancer Control (UICC), organizzazione non governativa con sede a Ginevra, in occasione del Vertice mondiale contro il cancro per il nuovo millennio tenutosi a Parigi. Ogni anno viene scelto un tema rappresentativo, legato a tutto ciò che la malattia porta con sé: dai sintomi agli effetti collaterali delle terapie, dalla resilienza dei e delle pazienti alle reazioni dei famigliari che devono fare i conti con la fragilità di chi riesce a fronteggiare il tumore o con la propria nel caso in cui la malattia abbia la meglio. Ma si pone spesso anche l'accento sulle istituzioni, su quello che è possibile fare a livello internazionale per fronteggiare il cancro, in termini di supporto a malati e famiglie e soprattutto in termini di prevenzione e diagnosi precoce.Il ruolo della prevenzione e della diagnosi precoce nella sopravvivenza.
La percentuale di tumori guaribili, se diagnosticati in tempo, non è un singolo numero universale: il cancro è una malattia dalle molteplici tipologie, con prognosi molto diverse. Tuttavia esistono stime generali basate sui dati epidemiologici.In termini generali, riferendoci a tutte le neoplasie, la tendenza degli ultimi anni è che circa il 50% dei pazienti oncologici guarisce o è destinato a guarire grazie a diagnosi precoce, terapie avanzate e monitoraggio – con variazioni secondo l’età e il tipo di cancro.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea che identificare precocemente un cancro può aumentare la sopravvivenza complessiva anche del 45% rispetto a diagnosi tardive.
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Quest'anno, il motto della Giornata mondiale contro il cancro è legato all'aspetto personale della malattia.
Il che non significa che ognuno deve gestire la propria storia privatamente e arrangiarsi, anzi, esattamente il contrario. Il tema vuole mettere al centro proprio le storie personali di pazienti e famigliari, per condividere le peculiarità di ogni percorso.Perfettamente in tema con il messaggio di quest'anno, la letteratura sa mettere da sempre al centro le storie personali, anche quando si tratta di raccontare la malattia e il percorso di cura.
Ecco quindi qualche suggerimento di narrativa e poesia che raccontano il cancro. Anzi, raccontano la forza, la determinazione, la rassegnazione, l'umano bisogno di conforto o di solitudine. Perché, come si affrontano le asperità della vita – e la morte – è una questione personale, ma non individuale.
- Il mio nome è Sally – Dialoghi col mio cancro di Marina Vicario: un memoir catartico che narra il percorso personale e il decorso della malattia, un tumore al seno, trasformandola in un interlocutore personificato con cui dialogare.
- Un modo lo trovo di Paola Napoleone: un'indagine profonda sulla capacità di recuperare la propria identità e femminilità oltre le cicatrici fisiche e psicologiche.
- Sette antologie solidali a cura di Cultura al Femminile che aiutano l'AIL di Sassari.
Il mio nome è Sally – Dialoghi col mio cancro di Marina Vicario: un memoir catartico che narra il percorso personale e il decorso della malattia, un tumore al seno, trasformandola in un interlocutore personificato con cui dialogare.
![]() Il mio nome è Sally
Marina Vicario |
Il mio nome è Sally è un romanzo autobiografico che ripercorre il delicato cammino dell'autrice attraverso la diagnosi e la cura del cancro al seno. Il testo adotta una struttura narrativa originale, alternando le riflessioni personali della donna alle voci immaginarie della malattia stessa, personificata con il nome di Sally.
Attraverso questo dialogo interiore, il libro esplora le fasi emotive di rivelazione, trasformazione e integrazione vissute tra il 2022 e il 2023. L'autrice utilizza la sua esperienza per offrire una testimonianza profonda sul significato della fragilità umana e sulla ricerca di un nuovo equilibrio spirituale.
La narrazione rifiuta la retorica della "guerriera", l'obbligo sociale di dover apparire sempre forte o positiva, rivendicando il diritto alla fragilità, alla paura e al pianto.
Un modo lo trovo di Paola Napoleone: un'indagine profonda sulla capacità di recuperare la propria identità e femminilità oltre le cicatrici fisiche e psicologiche.
![]() Un modo lo trovoPaola NapoleoneNarrativa PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto Copertina flessibile | 166 pagine ISBN 978-8833666990 cartaceo 12,50€ ebook 2,99€ |
L'opera è toccante, ancor più perché ispirata a una storia vera. Nasce dall'incontro tra Paola Napoleone e Futura, una sua amica. La narrazione si sviluppa attraverso un doppio sguardo: quello dell'autrice/psicologa, impegnata a ricomporre il puzzle emotivo di una storia già vissuta, e quello intimo della stessa protagonista, che nei suoi appunti descrive il "viaggio obbligato" nel tumore. Emerge così il ritratto di una donna agguerrita ma inerme, che affronta con dignità e una necessaria dose di vanità trasformista gli effetti devastanti della chemioterapia e della chirurgia, cercando anche di proteggere il figlio adolescente dalla pienezza della propria angoscia.
Sette antologie solidali a cura di Cultura al Femminile che aiutano l'AIL di Sassari.
Si tratta di antologie di racconti e poesie nate nel 2019 da un concorso dedicato a Pierpaolo Fadda, organizzato dall’associazione culturale Cultura al Femminile, con la collaborazione di Gli scrittori della porta accanto e AIL (Associazione Italiana Contro le Leucemie – Linfomi e Mieloma).
L’intero ricavato della vendita delle antologie viene devoluto alla Casa AIL di Sassari, presso cui Pierpaolo Fadda, come molti altri pazienti e familiari, aveva alloggiato durante il difficile percorso della sua malattia.
Stefania Bergo |
















