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Recensione: La banalità del male, di Hannah Arendt

Recensione: La banalità del male, di Hannah Arendt

Recensione: La banalità del male, di Hannah Arendt

Libri Recensione di Beatrice Rurini. La banalità del male di Hannah Arendt, Feltrinelli 2013. La storia di Otto Adolf Eichmann, la condanna per i crimini contro il popolo ebraico.

Un saggio storico rilevante e interessante, piuttosto controverso all'uscita poiché citato ovunque ma poco letto. Chi lo avesse letto scoprirebbe che Hannah Arendt cerca di rimanere super partes, con difficoltà, e il suo obbiettivo è nel porre al centro l'inettitudine dei gregari di Hitler e dei suoi feldmarescialli.
Tutti infatti si giustificarono dicendo di aver obbedito agli ordini, nessuno di loro si domandò se l'ordine fosse giusto o sbagliato, nessuno prese posizione, tutti eseguirono solamente, poi tornavano a casa, baciavano la mogliettina e giocavano con i loro figli. In questo sta proprio la banalità del male, nella normalità, nella assoluta mancanza di coscienza, tutto faceva parte di un grande disegno al quale tutti loro dovevano e volevano assolutamente partecipare.
La parte più tragica e sconcertante è la lucidità con cui Hannah Arendt affronta sia il processo sia il tema nel suo complesso, evitando la facile tentazione di accreditare la versione di chi tentava di dipingere Eichmann come un mostro dalla crudeltà inumana ed insensata. Ci restituisce piuttosto il ritratto di un burocrate, preoccupato solo della propria carriera, senza alcuna spinta ideologica nel partecipare allo sterminio dell'Olocausto, concentrato piuttosto sui suoi piccoli successi professionali e sull'efficienza del proprio operare, parla di obbedienza all'autorità, mancanza di pensiero indipendente, desiderio di carriera.

La banalità del male di Hannah Arendt risulta un trattato pesante perché pesante è la tematica, scritto con la penna asettica della giornalista ma che in fondo cerca di far interagire il lettore.

Non abbassiamo la guardia, perché per perpetrare i peggiori orrori non occorre davvero essere mostri crudeli e perversi.
Infatti il gran pregio di questa lettura è muovere non solo il pensiero e le emozioni ma anche la coscienza, ossia quella parte di noi che mette insieme razionalità e sentimenti.  È un bel fardello quello che ci si porta via dopo la lettura di questo saggio. Da questo fardello si desume che l'umanità si divide in chi pensa e chi no. Chi pensa ha più possibilità di preservare l'umanità di cui siamo costituiti, anzi, per essere davvero uomini e non degli Eichmann abbiamo il dovere di pensare, di usare la testa.
Lettura impegnativa ma da affrontare.


La banalità del male

di Hannah Arendt
Feltrinelli
ISBN 978-8807883224
Cartaceo 9,35€
Ebook 6,99€

Sinossi
Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il "New Yorker", sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt "banale", e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.

Beatrice-rurini

Beatrice Rurini
Sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.
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La Sicilia profumata di Giuseppina Torregrossa

La Sicilia profumata di Giuseppina Torregrossa

La Sicilia profumata di Giuseppina Torregrossa - Luoghi, libri

I luoghi dei libri Di Ilaria Biondi. L'assaggiatrice di Giuseppina Torregrossa, Rubettino. Una donna abbandonata dal marito. Senza una parola. In una Sicilia vibrante di sole e di profumi, tana dell'anima.

Giorni d’attesa chiusi nella valigia pesante dei giorni.
Più della disperazione, può il timore. Di una vita che si scombina d’un tratto, che inattesa deraglia al di fuori del recinto di una monotona ma rassicurante quotidianità.
Improvvisamente mi rendo conto che ho paura, sono senza soldi, senza lavoro, completamente sola. Avverto un senso di grande vuoto che non credo sia imputabile alla scomparsa di Gaetano. Da un po’ ci siamo allontanati, mi sembrava di non avere alcun interesse per lui.

Più del dolore, può la vergogna. 

Di una donna lasciata sola, con due figlie piccole, ad affrontare lo sguardo inquisitore, le supposizioni malevole e la compassione ipocrita del circondario.
Domani i paesani, nei bar e nei circoli, a mezza voce, si racconteranno che Anciluzza, la moglie di quel cornuto dell’ingegnere capo, è sola da mesi e ha bisogno di consolazione.
Le ore si consumano sul girotondo incerto dello sconforto e dell’avvilimento, ma tra le lacrime amare sgorga prepotente il bagliore della risolutezza.
Fra i capelli di Anciluzza soffia il respiro affilato del cambiamento.

La solitudine si scrolla di dosso le scaglie del pianto e veste un abito fiorito di libertà nuova.

La carezza vibrante della natura che la abbraccia schiocca una scintilla rovente sulla sua pelle e nei suoi pensieri.
Il mare in lontananza non si distingue dal cielo; dalla terrazza di casa mia si vede il castello e la vecchia marina; il vento soffia forte e smuove le palme che dividono il mio giardino da quello a fianco. I gatti sonnecchiano al sole, i più intraprendenti leccano la griglia con i resti del pesce. Tutto attorno a me si muove, muta di continuo, solo io non riesco a cambiare il mio destino. Capisco che devo farmi forza, catamiàrmi e iniziare un nuovo ciclo della mia vita.

E dal profumo della terra e del mare, dall’ingorda sensualità del cibo preparato con mani esperte di antica saggezza, Anciluzza riprende in mano il filo dei giorni e riscopre la forza di donna che avvampa dentro di lei.

La putìa ricavata nel vecchio magazzino da pescatore del padre, alle porte del paese di Strafalcello, diventa la tana dell’anima, che culla i suoi pensieri, le follie dei suoi sogni e l’urgenza spasmodica del suo corpo giovane.
La distanza azzurra del cielo che si unisce alle onde, l’odore turgido di fichi, eucalipti e oleandri, la brezza d’argento degli ulivi, l’abbraccio selvaggio dello scirocco tra le viuzze attorcigliate accendono la memoria del suo sangue, cancellando dal suo volto la vecchiezza grigia di un’esistenza che non le appartiene più.
Lo scirocco ci soffia tutto l’anno, veloce e violento si alza improvviso per chi non ne conosce i segni premonitori; ma chi è nato in questa zona percepisce senza fatica un repentino cambiamento d’atmosfera, che precede di poche ore l’arrivo del vento. L’aria diventa magnetica, un’energia misteriosa si sviluppa nelle persone, si sente un rumore cupo, come un ansimare della natura, gli alberi si piegano, il mare cambia colore e infine si levano i mulinelli di sabbia.

L'assaggiatrice

L'assaggiatrice

di Giuseppina Torregrossa
Rubettino
ISBN 978-8849841404
Cartaceo 13,60€
Ebook 7,99€

Il cuore irrequieto di Anciluzza si spoglia del guscio vuoto dello sfinimento e s’intreccia, avido e goloso, alla danza segreta delle acque e dell’aria, al vorticare voluttuoso del sole, alla tenerezza aspra e immobile della sua terra.

Un orologio antico decora la facciata della casa più alta. È fermo da anni, tanto qui il tempo non ha nessun valore. Gelsomini odorosi, nelle aiuole strette davanti alle porte, si arrampicano lungo le facciate bianche di calce e si allargano attorno ai balconcini di ferro battuto; nidi di rondine intasano le grondaie. Il forno a legna, un piccolo negozio di alimentari e uno di ceramiche, che in Sicilia non mancano mai, si affacciano sul cortile del baglio. Sono nel posto più bello del mondo.
Fra i vicoli angusti, i muretti a secco e le pale dei fichi d’india si compie il nuovo destino della donna, nelle cui vene palpita l’incanto segreto dell’Isola. Della sua Isola. Dei suoi ciottoli, dei suoi scogli piatti, del suo mare sfacciatamente turchese, delle ferule gialle che inondano le nuvole dei loro riflessi dorati. Delle sue montagne brulle e rosate che custodiscono gelosamente la magia nascosta di una natura selvatica e forte, che non si lascia addomesticare.
Per la prima volta da quando Gaetano è sparito mi sento in pace con me stessa.

E nella putìa che si affaccia su quel mare d’indicibile bellezza, fra profumi d’alloro, agrumi, aglio, miele e peperoncino, fra sapori di pane conciato, cassatelle di ricotta, caponata e pignoccata, le gote di sole e vento di Anciluzza si lasciano sfiorare dal calore limpido dell’amicizia, dal fremito spavaldo della passione. 

Dall’odore segreto di corpi schiusi, dal sorriso stupito di mani sconosciute, dall’ebbrezza attonita della scoperta.
Insieme all’autunno, che riporta sulla spiaggia e fra i vicoli il silenzio sacro dell’aria rarefatta dopo il baccano stordente della lunga parentesi estiva, si compie anche la nuova stagione di Anciluzza, la Rinascita del suo cuore stolto, nel quale non c’è più posto per il marito, tornato all’improvviso, senza una spiegazione, così come se n’era andato, per rivendicare i suoi diritti di maschio.
Il cuore e la pelle di Anciluzza appartengono ormai agli occhi di Hamed, al sortilegio della speranza, al turgore dello scirocco e, soprattutto, ai passi indocili della nuova se stessa.
Esco anch’io per strada, per essere sicura che mio marito non torni indietro, lo seguo con lo sguardo. Il vento è cambiato, la temperatura è più dolce, le nuvole bianche sono scomparse, arriva della sabbia rossa, è di nuovo scirocco. L’aria si fa magnetica, l’anima riprende a sperare. Sorrido con il cuore pieno di aspettative, tornerà Hamed e con lui la vita viva.

ilaria-biondi

Ilaria Biondi
Laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna. Durante il Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate vive per lunghi periodi in Francia. Si occupa di traduzione letteraria e critica della traduzione, di letteratura francese e belga (in lingua francese) e letteratura tedesca dell’Ottocento. È appassionata di letteratura fantastica , science-fiction, letteratura al femminile, di viaggio, per l’infanzia e poesia.
Raymond Radiguet. Giovinezza perduta, eterna giovinezza, Delta Editrice.
In canti di versi, Il papavero.
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Scrittori: intervista a Edoardo Gallo

Scrittori: intervista a Edoardo Gallo

Scrittori: intervista a Edoardo Gallo

Caffè letterario A cura di Silvia Pattarini. Intervista a Edoardo Gallo, autore della silloge È solo poesia Liberodiscrivere Edizioni 2018. «La poesia è un atto di coraggio. Non c’è cosa più bella di donare parole che hanno l’ardire di far sentire bene».

Buongiorno Edoardo Gallo e benvenuto nel blog Gli scrittori della porta accanto - Non solo libri. Cos’è per te la poesia?

La poesia è un atto di coraggio. Nel senso che quando scriviamo una poesia mettendola a disposizione di tutti ci rendiamo completamente “nudi”. Allo stesso tempo è un ponte che unisce ogni nostro sentire al sentire di chi legge. Tutto ciò crea un’intesa da subito che può sfociare in un legame simbiontico dove chi scrive e chi legge percepiscono la stessa cosa e divengono la medesima cosa. La poesia è pertanto anche un dono sincero e spontaneo.
Scrivo in prefazione del mio ultimo libro: 
la poesia è un atto di coraggio. Non c’è cosa più bella di donare parole che hanno l’ardire di far sentire bene.

Chi sono e dove trovi le “muse ispiratrici”? Cosa ti affascina e ti ispira?

Ogni cosa che mi circonda può essere motivo di ispirazione. Il bello è attorno a noi basta guardare ed ascoltare. Naturalmente può essere l’amore a muovere l’ispirazione ma anche la tristezza o la malinconia. Cerco però sempre di trovare il lato positivo perché la poesia è fonte di vita. Ho scritto anche poesie per persone alle quali voglio bene e quindi ho dedicato loro la descrizione dell’attimo, la carezza, il bacio, il saluto.
Alle volte un refolo di vento può scatenare dentro di me emozioni ugualmente forti che d’istinto sono spinto a scrivere ovunque io sia.

Edoardo Gallo, È solo Poesia è la tua ultima fatica letteraria. Quanto tempo hai impiegato a scriverlo e perché hai scelto questo titolo?

È una raccolta di 75 poesie più due testi poetici. Non esiste un tempo preciso.
Dopo aver scritto la mia prima raccolta Giorno Zero edito da Liberodiscrivere uscita a marzo 2017 ho sentito la necessità di proseguire il cammino e così è nata dopo poco più di un anno È solo Poesia.
Il titolo prende spunto da una poesia in essa contenuta e vuole essere, anche con ironia, un invito a leggere poesie quanto più possibile, a lasciarsi prendere per mano, a credere nei poeti, ad abbandonarsi alle emozioni ed ai sentimenti.
L’inizio stesso dice «Non temete, non abbiate paura. È solo Poesia».
Tutta la silloge si concentra proprio su questo tema ritenendo che è necessario riscoprire quella parte di noi assopita, dormiente ma che senza la quale non riusciremo più a cogliere la vita nella sua bellezza.

Edoardo Gallo, attraverso le tue poesie ti fai portavoce di qualche messaggio particolare?

Tengo a precisare che sono un semplice amante della parola.
Non ho pertanto messaggi da divulgare ma piuttosto dei contenuti.
Credo che il rispetto per il prossimo, per la natura sia alla base della mia espressione.
L’amore fisico e mentale come mezzo di forma comunicativa. Affronto spesso con metafore alcuni luoghi comuni tramutandoli in qualcosa di più tondo così da cercare di portare dentro al mio cerchio chi mi ascolta oppure essere io ad entrare in qualcosa di nuovo. In un momento sociale così complicato e di bassi valori cerco di evidenziare ciò che manca ed i bisogni necessari per una rinascita.
Tutto viene comunicato con leggerezza e determinazione.

A chi sono destinati i tuoi componimenti, li hai dedicati a qualcuno in particolare? Che target di pubblico ambisci conquistare?

Destino tutto a chi cerca l’intimo sentire.
A chi è coinvolto con me. Ma cerco di coinvolgere anche nuovi lettori, soprattutto quelli che si limitano a leggere la narrativa, i racconti, i gialli e tutte le tipologie di letterature che non sono poesia. 

Secondo te è possibile coniugare la musica alla poesia?

Assolutamente sì. Ho partecipato a numerosi momenti di poesia accompagnato da altri artisti. Al festival di Caorle “Flussidiversi” 2017 ed a “Poetry Vicenza 2018” ho partecipato assieme a due grandi musicisti quali Giuseppe Laudanna e Giuseppe Dal Bianco entrambi polistrumentisti e compositori.
Lo scorso anno inoltre una mia poesia è diventata canzone d’autore nel progetto “Canzonepoesia” del padovano Piero Olmeda. Il mio prossimo progetto è un CD dove alcune mie poesie troveranno la loro musica, accompagnate da nuove sonorità.

Ma che meraviglia! Edoardo Gallo, hai all’attivo altre pubblicazioni di cui vuoi parlarci?

Come dicevo prima, nel 2017 è uscito Giorno Zero che ha avuto un buon successo mentre precedentemente ho pubblicato miei scritti in alcune antologie di diverse case editrici mentre alcune poesie sono state inserite in raccolte collettive.
Colgo l’occasione per ringraziare il mio editore Antonello Cassan di Liberodiscrivere edizioni.

Coi tuoi componimenti partecipi, o magari in futuro intendi partecipare a premi e concorsi letterari di poesia?

La vita è fatta anche di prove e pertanto partecipare a concorsi è cosa che invito a fare a chi si cimenta soprattutto agli inizi. I concorsi sono la cartina torna sole per farti comprendere se la tua scrittura piace. Ho partecipato a diversi concorsi ed ho ricevuto premi e menzioni che mi hanno anche emozionato. Ho potuto conoscere così molte persone del mondo della poesia alcune delle quali oggi sono diventate amiche speciali.

Vuoi lasciare una tua lirica per gli affezionati lettori del nostro blog ?

Ho più di una poesia che ha ricevuto premi ma non sono tra le mie preferite.
Preferisco lasciarvi qualcosa che mi porto dentro e che è per me importante.
Se posso ve ne lascio due, la prima presa da Giorno Zero e l’altra da È solo Poesia.

Le Donne
Così sensibili ed enigmatiche
così presenti e belle
fascino delle nostre giornate
battito di ogni minuto
porte dirette verso l’ignoto
collegamento con l’infinito;
di noi tutti madri coraggiose
o preziose amiche
soluzione di ogni dubbio
estremo dono

Autunno
Autunno tu, andante.
Amo questo sole che si allunga su di me.
Sono carezze. Sono baci sulla mia pelle.
Ho raccolto i tuoi frutti succosi, ed attendo l'uva per spremerla con le mani....
Il bacò nero ed il dolce fragolino.
Le tue labbra rosa sanno di succo di mosto.
Amo queste labbra. La forma, quella linea che sale e scende.
Quell'angolo e la curva.
Salgo e scollino su sentieri e piccole strade nei campi.  Affianco il bosco.
Erbose discese, muretti a secco,
sassi levigati e scavati dalla ruota del carro.
M'inerpico. Annuso. Tocco la vite.
Colgo un bacio come frutto maturo.
Come l'ultimo acino del tuo grappolo
e ti assaporo, e mi disseto.

Credi di avere raggiunto il tuo obiettivo e ti senti realizzato, oppure hai altri progetti per il futuro, nuovi lavori in corso o altre ambizioni ?

Gli obiettivi sono stimolanti e pertanto, pur sentendomi realizzato, ho certamente altri progetti per il futuro. Tanti ne ho già raggiunti senza neppure accorgermene tanto che a giugno ho partecipato al festival internazionale della poesia di Genova, il più antico ed importante festival che abbiamo in Italia e tra i più noti d’Europa e questo è stato per me un momento di particolare realizzazione. Ora desidero solo che sia Giorno Zero che È Solo Poesia vengano conosciuti e letti.
Ringrazio, se mai bastasse, la mia guida, la poetessa e filosofa Grazia Apisa che ha creduto in me sin dall’inizio e che senza il suo sprone probabilmente sarei stato meno coraggioso e tutto sarebbe restato chiuso in un cassetto.

Edoardo Gallo stato un piacere conoscerti e passare il tempo in tua compagnia, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio un grosso augurio per il tuo libro, e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti.


È solo poesia

di Edoardo Gallo
Liberodiscrivere Edizioni
Poesia
ISBN 978-8893391061
cartaceo 8,50€

Sinossi
"L'alternativa alla poesia è dormire, morire, dimenticare i poeti e la poesia e tuttavia, proprio nell'inutilità della poesia e dell'esser poeti, è il suo stesso senso." (Grazia Apisa).
"Si presenta sfaccettata: abbaglia e intriga come un caleidoscopio che qualcuno ci mette tra le mani e poi ci sottrae bruscamente" (Francesco Brunetti).

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
Il tempo di un caffè, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni.
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Recensione: La notte delle stelle cadenti, di Valentina Gerini

Recensione: La notte delle stelle cadenti, di Valentina Gerini

Recensione: La notte delle stelle cadenti, di Valentina Gerini

Libri Recensione di Letizia Bilella. La notte delle stelle cadenti di Valentina Gerini, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni. Un amore senza frontiere, una storia che fa il giro del mondo. 

Un impiego dinamico come quello del controllore turistico, tanti viaggi, una grande delusione amorosa e una gravidanza finita male. Questa è la vita di Sara che, desiderosa di essere madre ma consapevole di non poterlo diventare, dedica anima e corpo al proprio lavoro.
A Londra incontra José, un affascinante uomo dalle origini dominicane e ne rimane colpita. Barcellona, Parigi, Miami... In ogni città qualcosa le parla di lui.
I due ragazzi sono destinati a ritrovarsi e, una volta insieme, con una meravigliosa Repubblica Dominicana che fa da sfondo alla loro storia, Sara prende in considerazione la possibilità di adottare un bambino, ma quando la famiglia sembra ormai essersi consolidata, il destino riserva loro tante altre sorprese.
Letture leggere, che spesso diventano necessarie a stemperare quella patina di pessimismo che si insinua nella vita di tutti i giorni. Una piccola ventata di positività che aiuta a riprendere fiato, a rallentare e a schermare i nostri affanni con un’infusione di buoni sentimenti.

La notte delle stelle cadenti di Valentina Gerini è la storia di Sara, una giovane donna che ha un lavoro bellissimo, è pagata per viaggiare e recensire i locali visitati, anche se i suoi continui spostamenti potrebbero costituire un ostacolo per un duraturo rapporto di coppia.

Anni prima, a Londra, aveva conosciuto un ragazzo con cui credeva di potersi costruire un futuro, ma ha subito un'amara delusione nello scoprire che era l'unica a fare progetti di questo tipo.
Lo stile di scrittura è fresco e frizzante; espone argomenti delicati, come la sterilità femminile e l'adozione, senza calcare la mano nell'intento di smuovere sentimenti compassionevoli di facile presa.
La notte delle stelle cadenti, di Valentina Gerini, è un romanzo genuino, sincero.
Un amore senza frontiere, che abbatte con forza anche quelle le ragioni della logica, della paura e si affida alla vita percorrendo strada che il destino ha disposto per noi. Una storia che si snoda in varie capitali europee per concludersi oltreoceano. Il lettore vive le vicissitudini dei protagonisti con partecipazione e trasporto, si emoziona e sorride, si diverte e spera, proprio grazie allo stile narrativo dell'autrice che è confidenziale, intimo, partecipativo. L’autrice è riuscita a coinvolgere il lettore al punto giusto, con un linguaggio semplice, ma incisivo. Un libro semplice, la cui storia fa il giro del mondo.


La notte delle stelle cadenti

di Valentina Gerini
Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni
ISBN 978-8822899606
Cartaceo 7,99€
Ebook 2,99€

Sinossi
Un impiego dinamico come quello del controllore turistico, tanti viaggi, una grande delusione amorosa e una gravidanza finita male. Questa è la vita di Sara che, desiderosa di essere madre ma consapevole di non poterlo diventare, dedica anima e corpo al proprio lavoro. A Londra incontra José, un affascinante uomo dalle origini dominicane e ne rimane colpita. Barcellona, Parigi, Miami... In ogni città qualcosa le parla di lui. I due ragazzi sono destinati a ritrovarsi e, una volta insieme, con una meravigliosa Repubblica Dominicana che fa da sfondo alla loro storia, Sara prende in considerazione la possibilità di adottare un bambino. Quando la famiglia sembra ormai essersi consolidata, il destino riserva loro tante altre sorprese! Questa seconda edizione, arricchita con ricette tipiche dominicane, consigli di viaggio e suggerimenti musicali, dà ai lettori la possibilità di entrare nel pieno dell'atmosfera caraibica, conoscerne gli usi e i costumi e, volendo, di organizzare un viaggio seguendo gli spunti dell'autrice.


Immagine di copertina by David Calderón

Letizia Bilella

Letizia Bilella
Diploma di maturità in Perito Commerciale e Programmatore, e laurea in Conservazione dei Beni Culturali (nello specifico in Beni Archivistici e Librari). Amo i libri sia come contenitore, sia per il contenuto. Amo scrivere, sia nel senso proprio di impugnare una penna, sia buttare idee su un foglio e dar loro forma. Dal 2010 collaboro con un settimanale della mia provincia (AG), e con varie testate giornalistiche della zona, occupandomi di cultura, spettacolo, e in alcuni casi anche di politica locale. Nel mio piccolo comune (Burgio) faccio la guida turistica, e collaboro attivamente con l’Amministrazione Comunale nell’organizzazione di eventi. Amo tutto quello che è arte, in ogni sua forma, ogni suo aspetto.
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Genova Est, Genova Ovest

Genova Est, Genova Ovest

Genova Est, Genova Ovest

Di Nicolò Maniscalco. Dal 14 agosto, il crollo del ponte Morandi ha diviso in due Genova. Genova Est, Genova Ovest. E un quartiere abbandonato che le divide.

Mi chiamo Nicolò e abito a Genova Est
No, non cercatela sulle mappe, non la trovereste, Genova Est è un’invenzione creata da una tragedia.
Dal 14 agosto 2018 una catastrofe ha deciso che Genova, come tante altre grandi città, come Berlino, come Gerusalemme, debba essere divisa in varie zone. Ora Genova ha una zona ovest e una zona est, appunto.
Per gli abitanti di Genova Est è difficile raggiungere Genova Ovest e viceversa, perché le strade per farlo sono poche e trafficate.
Molte aziende e istituzioni cittadine ma, soprattutto, molti genovesi si stanno adoperando per costruirle e per migliorare quelle esistenti.
Genova Est e Genova Ovest sono sul mare e non sono le uniche frazioni della vecchia Genova: c’è anche Genova Nord, una Genova montana. Ed è proprio questa porzione della città la figlia diretta della tragedia del 14 agosto. Infatti, il muro virtuale che divide le due frazioni sul mare da quella sui monti è fatto da un quartiere abbandonato per il pericolo del crollo di un mostro di cemento e ferro (più cemento che ferro) creato dall’incuria di chi poteva e doveva vigilare per evitarne l’esistenza.
Ora gli abitanti delle tre frazioni di Genova sono in attesa che chi ha il potere di decidere metta da parte il proprio interesse politico e ricostruisca un ponte che unisca levante e ponente e liberi dall’isolamento la zona a nord.
Il crollo del nostro ponte (lo chiamavamo il "ponte di Brooklyn") è stato inatteso e ha ferito la città. Ci si poteva aspettare la solita alluvione, il Fereggiano che invade le strade o il Bisagno e il Polcevera che esondano allagando ogni dove, ma il crollo del nostro ponte no!
Il crollo del ponte non è dovuto al caso alle calamità naturali ma alla superficialità del dio guadagno ed è questo che ha ferito Genova.
Una ferita grave ma non mortale: Genova sa rinascere come la Fenice.
E i genovesi?
Beh, il nostro mugugno è proverbiale ma quando guardiamo le macerie, non riusciamo a mugugnare, un nodo ci assale la gola e piangiamo perché sappiamo che lì, in mezzo ai calcinacci, ai massi, ai rottami di ferro, sotto quella strada crollata e sdraiata sul Polcevera, poteva esserci chiunque di noi.



Nicolò Maniscalco Gli scrittori della porta accanto

Nicolò Maniscalco
L'infinita quantità dei suoi hobbies li rende assolutamente non tutti elencabili, tra questi: l'Agility Dog, che pratica con i suoi amati Border Collie, e la lettura di libri e fumetti.
Dopo anni d’indecisione, inizia a scrivere un po' per gioco un po’ per mettersi alla prova.
Il Labirinto della Memoria, Zerounoundici Edizioni.
Nucleo operativo A5, Selfpublished.
Il confronto, Zerounoundici Edizioni.
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