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Omar Costenaro presenta: Origins

Omar Costenaro presenta: Origins

Omar Costenaro presenta: Origins

Presentazione Libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. Omar Costenaro presenta Origins (Amazon KDP). Il terzo libro della saga dedicata alla magia, un mix di fantasy e fantascienza.

Omar Costenaro è nato e cresciuto a Marostica: una piccola città del Veneto.
Ha scoperto il mondo della lettura fin da giovanissimo con i grandi classici del fantasy. Gli intriganti personaggi dei libri che leggeva lo hanno ispirato nella stesura di brevi racconti, ma il suo viaggio era solo all’inizio. Con il tempo, i protagonisti delle sue avventure hanno infatti assunto sempre più spessore, le ambientazioni si sono evolute e la trama si è intrecciata al punto da dare vita a un vero è proprio romanzo.
All’età di sedici anni ha così ideato Gemini, la sua prima opera fantasy che apre una saga composta dai sequel: The invisible eye e Origins.
Si è cimentato anche in altri generi letterari, una nuova sfida con se stesso: scrivere un libro diverso da tutto ciò che, fino a quel giorno, aveva letto o scritto. Il frutto di questa esplorazione è un romanzo giallo: A night in Alldale.


Origins

di Omar Costenaro
Amazon
Fantasy | Avventura
ISBN 979-8447814717
cartaceo 17,99€
ebook 2,99€

Sinossi 

Scopri le origini degli eroi di The invisible eye.
★La vera missione ha inizio, il terzo capitolo della saga è finalmente arrivato★
Max è pronto a raccogliere il destino che Beatrice e Magnus gli hanno lasciato in eredità, ma cosa hanno davvero in serbo per lui? Alysia è tornata a palazzo da coloro che l’hanno cresciuta, ma quali sono le sue vere origini? Lara ha abbandonato la sua terra natia, è pronta a tornarci? Iviv dovrà affrontare tutte le sue paure in nome dell’amicizia, sarà disposto a farlo?
Il presente è finalmente chiaro, ma troppe domande affliggono i protagonisti e li tengono ancorati al passato. E il futuro? Un’oscura minaccia sta arrivando e costringerà i nostri eroi a intraprendere un nuovo viaggio.
L’ultima missione ha inizio.
Syter sta per tornare.


L'autore racconta



Omar Costenaro, benvenuto sul blog Gli scrittori della porta accanto. Entriamo subito nel vivo di questa intervista. Finalmente il terzo libro della saga: Origins. Se non sbaglio è il sequel di The invisible eye, giusto?

Ciao a tutti, sono felice di essere qui con voi anche per questo terzo capitolo. Sì, si tratta del sequel e inizia esattamente dove si era concluso il precedente visto che avevo lasciato il finale in sospeso.

Leggi anche A cura di Silvia Pattarini | Omar Costenaro presenta: Gemini

Quanto tempo ti ha impegnato la stesura di Origins?

La stesura un anno, per quanto riguarda editing e correzioni varie circa sei mesi.

Ci ricordi i titoli dei capitoli precedenti della saga? Qual è il principale filo conduttore? È necessario aver letto le precedenti pubblicazioni per comprendere al meglio Origins?

Gemini e The invisible eye. Una saga dedicata completamente alla magia, un mix tra fantasy e fantascienza.
Gemini può essere considerato un prologo, ma il secondo e il terzo sono strettamente collegati. Quindi non può essere singolarmente.

Leggi anche A cura di Silvia Pattarini | The invisible eye, il nuovo romanzo di Omar Costenaro

Il titolo ricorda il libro di un autore famoso. In che genere si può inquadrare, ci anticipi qualcosa?

Sì e sono anche un grande fan di quell’autore, se ti riferivi a Dan Brown, per questo motivo ho messo la “s” sul finale di Origins ;)
Siamo di fronte a due generi differenti, ovviamente.

Mi riferivo proprio a lui quindi, a scanso di equivoci, informiamo i nostri lettori che Origins di Omar Costenaro non è un thriller, ma un fantasy. Esiste un legame tra i protagonisti di Origins e quelli dei libri precedenti, in che modo le loro vite si intrecciano?

Ritroveremo tutti i personaggi che i miei fan hanno amato del secondo capitolo, non temete.

I luoghi del libro sono reali o di fantasia?

Il libro è ambientato in un ipotetico pianeta Terra del futuro. Le città e i luoghi che vedrete sono inventati.

Qual è l’aspetto di Origins che ti piace di più e vorresti che il pubblico apprezzasse?

Quello che più adoro di questa saga è il forte legame di amicizia che unisce i protagonisti, un filo conduttore che li guida e li unisce fin dal principio.

A bruciapelo, perché si dovrebbe leggere Origins?

Perché è un bel libro 🤣
Scherzi a parte, credo di aver dato vita a una saga fantasy diversa dalle altre. Ho voluto creare una “leggenda romanzata” con il fine di spiegare come sia nata la magia, un elemento astratto e soprannaturale che è presente in quasi tutti i romanzi fantasy, ma fino a oggi nessuno ne aveva chiarito la sua origine. Sono poi riuscito a combinare diversi generi in uno solo, troviamo infatti elementi tipici del romanzo d'avventura e la fantascienza in un mondo magico di stregoni.

Concludiamo con una domanda d’obbligo: progetti per il futuro?

Sicuramente la pubblicazione del quarto capitolo, perché sì, ci sarà un altro sequel 🔥

Ringraziamo Omar Costenaro per essere stato con noi e, in attesa del quarto libro, gli auguriamo in bocca al lupo per i suoi progetti futuri.



Silvia Pattarini

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La ragazza Melampo, una raccolta di racconti di Elena Soprano

La ragazza Melampo, una raccolta di racconti di Elena Soprano

La ragazza Melampo, una raccolta di racconti di Elena Soprano

Libri Comunicato stampa. La ragazza Melampo, una raccolta di racconti di Elena Soprano (Effige). Racconti di donne e relazioni complicate.

Lui ha vent’anni di meno, ma non è quello il problema. Il problema è che le ha chiesto di indossare delle parigine e nel paese di sette case e una piazza dove abita c’è un’unica merceria con la proprietaria di settantacinque anni abituata a vendere mutande contenitive e canottiere di lana a spalla larga.
“Autoreggenti??” esclama come se avesse detto una di quelle parole che non si possono dire e che ti esce troppo forte.
“No, parigine.”
Per un istante lo sguardo velato le si accende di curiosità morbosa. Già le autoreggenti le hanno aperto scenari proibitivi e a lei da sempre inaccessibili. Le parigine non sa cosa siano, a che cosa servano, ma di sicuro a qualcosa di poco pulito. È risaputo che i francesi non hanno il bidet.
“Ah ma devo chiamare mia nuora, queste cose da giovani le sa lei.” dice con voce roca, scavata da sessant’anni di sigarette.
E allora chiama la nuora dal telefono fisso che sembra un citofono, di quel bianco ingiallito come sono i suoi denti, e parla quasi urlando.
“Manuela... le parigine.... Ma le abbiamo??” qualche istante di silenzio poi si appoggia la cornetta sulla spalla, la fissa e le fa la domanda cruciale: “Ma per lei o per sua figlia?”
In quel mentre si apre la porta della merceria ed entra una di quelle donne che tirano giornata con acquisti di ripiego facendo tappa da un negozio all’altro.
“Ciao Alda, ah... sei al telefono.”
“Per mia figlia.” dice Laura mentendo.
“E quanti anni ha?”
“Dodici.”
“Dice dodici...” riprende la merciaia fissandola con quel tipo di sguardo rapace che sa di aver scovato la menzogna.
“Sotto al termo? Si. Ok.” e riattacca.
“Sa, non ne vendiamo tante... ciao Teresa.” riprende uscendo dal banco e salutando la donna entrata da poco.
A destra c’è un espositore di grembiuli per la casa, maglie in offerta, giacche a vento di vent’anni prima. Lo sposta a fatica, ma interviene subito la signora Teresa, che lì sembra esser di casa, dandole una mano.
“Sa, son cose che non vendiamo tutti i giorni...”
Poi con un colpo di tosse catarroso si china e prende un contenitore in plastica con confezioni di collant di vario tipo.
“Ecco” dice. Si rialza a fatica mormorando un “Madonna mia”, appoggia la scatola al banco. Fruga qualche istante e trova l’unico paio. Sono in cotone grigio antracite, arrotolate, senza confezione. Dal cartoncino con l’immagine capisce finalmente di cosa si tratta... Elena Soprano, "Le parigine", da La ragazza Melampo

La ragazza Melampo

La ragazza Melampo

di Elena Soprano
Effige
Racconti
ISBN 978-8831976411
cartaceo 19,00€

Sinossi 

La Ragazza Melampo è una raccolta sulla singletudine femminile. Undici racconti, di lunghezza diversa con protagoniste donne single, o con l’istinto di single, diverse per età, estrazione sociale e personalità, che vivono, con molteplicità di sentimenti e urgenza di comprendere se stesse attraverso un partner, una contraddizione: da una parte il profondo bisogno dell’altro e dall’altra l’irrinunciabile sincera necessità di svincolarsi dall’ idea e dal giogo dell’amore come ostaggio del rapporto di coppia.







Elena Soprano


Elena Soprano è di origine greca. Esordisce nel 1994 col romanzo La Maschera, premio Lerici Opera Prima, tradotto in cinque paesi. Da quel momento scrive per grandi e per piccoli e ha pubblicato, fra gli altri, con Archinto, Baldini e Castoldi, La Tartaruga, Topipittori.
Ha scritto testi radiofonici per la Rai e la Radio Svizzera Italiana, e racconti per numerosi periodici. Ha curato progetti lettura in scuole e biblioteche civiche, col suo nome ananagrafico si occupa di critica di narrativa per l'infanzia.


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Recensione: Il silenzio e l'abisso, di Pietro Citati

Recensione: Il silenzio e l'abisso, di Pietro Citati

Recensione: Il silenzio e l'abisso, di Pietro Citati

Libri Recensione di Davide Dotto. Il silenzio e l'abisso di Pietro Citati (Mondadori). Come Dante, prima di “riveder le stelle” sonda le profondità dello spirito, per risalire in cima.

Credo che nessuna immagine abbia mai colpito la fantasia e il pensiero dell'Occidente, come il secondo versetto della Genesi: "La terra era deserta e vuota e la tenebra era sulla superficie dell'abisso e il vento di Elohim aleggiava sulla superficie delle acque." Siamo al principio, anzi prima del principio quando la parola e il gesto di Dio non hanno ancora cominciato a creare la luce e il firmamento: eppure c'è già qualcosa - tenebre e terra deserta e abisso e la superficie delle acque. Pietro Citati Israele e l’Islam (Mondadori)

Il Silenzio e l’Abisso di Pietro Citati, scomparso di recente, rappresenta il filo rosso dell’inesauribile ricerca dedicata alle opere fondamentali della letteratura Occidentale. 

Non ci si dovrebbe mai stancare di tenerle a mente, di leggerle, rileggerle, riconsiderarle. Esse vincono la parzialità e l’unilateralità del pensiero filosofico che di due strade ne sceglie una, succube delle catene del principio di non contraddizione, che rende inaccessibile le intuizioni più profonde e chiude le porte a ogni possibile rivelazione.
La letteratura e la creazione stessa hanno molto in comune, quasi discendono l’una dall’altra. La rigidità di una costruzione intellettuale impedisce qualsiasi genere di flusso e di movimento, la circolazione delle idee rattrappisce nella verità di un unico senso incontrovertibile, privo di ragion sufficiente. Di due gambe ci si ostina a sceglierne una, cosa che provoca inciampo a ogni passo.

L’Essere e il Non-Essere, il Bene e il Male, si alternano come il pieno e il vuoto, contendendosi uno spazio includente entrambi.

Invero la cultura razionale alla quale siamo abituati sceglie una o l'altra sostanza dal piatto primordiale, nascondendo il resto. L'opera letteraria scava nel profondo lasciando emergere la materia oscura e dimenticata, la dissonanza congiunta al Tutto. Diffida di teorie e dottrine dispensatrici di scorciatoie in grado di zittire «la voce nell’uno e nel mutevole, nel molteplice e nell’identico».
Il silenzio e l’abisso sono due stati inarrivabili cui si può tendere, con estrema sofferenza: «Il modo sommo di parlare è evitare di parlare, il modo sommo di agire è non agire».
Chi ha raggiunto la propria meta non parla, chi ha progredito nella sapienza non parla. Parlare con il silenzio è anch’esso parlare, conoscere con l’ignoranza è anch’esso conoscere. Lieh-tzu

La penna di Pietro Citati vaglia in profondità molti autori moderni. 

Di Balzac racconta l’ambizione di rappresentare tutto nella Commedia Umana senza tralasciare nulla, nel tentativo di offrire un affresco enciclopedico racchiuso in romanzi universi. Uno dei personaggi più riusciti, Vautrin e le sue molteplici personificazioni, mostra ciò che accade quando i sentieri si biforcano (la strada del bene da un lato, quella del male dall'altro, entrambi scelte definitive): non è concesso percorrerli nello stesso momento e nel medesimo modo. Salvo intuire poi come i sentieri siano talmente intrecciati tra loro da sconfinare invariabilmente: chi persegue il male ha la possibilità di dedicarsi al bene. Si tocca con mano il segreto dell’uno e del molteplice, riassunto nel motore immobile, equidistante senza soluzione tra un minimo e un massimo, il peccatore e il santo.

Diverso e più complesso il caso di Dostoevskij.

Egli scandaglia il male (I demoni, Delitto e castigo) e il bene (L’Idiota) in una vocazione mostruosa per la sua precisione chirurgica. Non si limita a raffigurare la totalità cui tende, ma vi penetra con lo spirito, tocca con mano un intricato groviglio di contraddizioni e l’ambiguità granitica delle cose.
Per non parlare di Robert Louis Stevenson e del suo esplorare qualcosa di ancora più profondo e inaudito: il male assoluto (l’orrore) di Mr. Hyde e “l’ineffabile garbatezza” (la parvenza di bene) del Signore di Ballantrae.
Evitare che la bilancia penda da una parte soltanto appare difficile quando si consideri la Rivoluzione Francese, la vita di Robespierre, il Terrore – Orrore del regno utopico dell’uguaglianza. Robespierre infatti dichiara guerra totale contro il male assoluto rappresentato dall’Ancien Régime, l’Aristocrazia che come i poli di una calamita non sarebbe mai venuta meno.

Di autore in autore e di capitolo in capitolo prosegue la disamina di Pietro Citati.

Discute di Cervantes, privato della mano destra nel corso della battaglia di Lepanto; di Joseph Conrad e di Carlo Emilio Gadda nell'avvicinarsi alle profondità della propria anima; di Francis Scott Fitzgerald per il quale «Tutto lo scrivere bene è un nuotare sott'acqua e trattenere il fiato», di Israele e della questione ebraica quando, «per qualche decina di anni il Male Assoluto si stabilì sulla terra».
La lettura non si esaurisce una volta giunti all’ultima pagina. Si scorge il paradosso del silenzio che la scrittura esige e l’abisso che essa deve avere coraggio di sondare. Come Dante, prima di “riveder le stelle” sonda le profondità dello spirito, per risalire in cima.
Il Male non è che un’esperienza transitoria, non sta né nel Principio, né nella fine. Bisogna passarci in mezzo, ecco tutto. Pier Paolo Pasolini, Petrolio (Einaudi)


Il silenzio e l'abisso

di Pietro Citati
Mondadori
Saggio
ISBN: 978-8804701545
Cartaceo 20,90 €
Ebook 10,99€

Sinossi 

Se, come dicono i mistici ebraici, il silenzio è la voce con la quale Dio parla all'uomo, la grande letteratura è la voce con la quale l'uomo parla a se stesso, in un linguaggio che esprime con infallibile evidenza l'infinita, contraddittoria e oscura trama di pensieri e sentimenti, sogni e passioni, che da sempre agitano l'animo umano. Nella sua penetrante rivisitazione di pagine e figure memorabili della letteratura universale, Pietro Citati ne offre esempi eloquenti. L'urgenza della fede in un «Principio Supremo», radice comune delle tre religioni monoteiste, e l'amore per il Gesù dei Vangeli, raccontato e vissuto da Francesco, Angela da Foligno, sant'Ignazio e, quattro secoli dopo, da don Milani. Il «lavoro di commentatore dell'universo» di Montaigne e la cupa malinconia dietro le quinte delle commedie di Molière. La «furia di infinito» di Chateaubriand, attratto dalle magiche voci e dal sacro orrore delle foreste americane, e l'«esorbitante» pulsione visionaria di Balzac, incarnata nel personaggio del forzato Vautrin che da genio del male e dell'inganno si trasforma imprevedibilmente nel fautore del bene comune e di un'utopistica harmonia mundi. I tormenti di Charlotte Brontë, che solo nell'ombra della propria infelicità trova la giusta luce per narrare nel suo ultimo libro la storia di due persone felici, e la nevrastenia di Dostoevskij, schiavo della penna e inesorabilmente attratto dalla vertigine della roulette, forse perché sola metafora possibile di quel grande gioco d'azzardo che è per lui la letteratura. Ancora, il fascino per il mistero del dolore che portò Cechov nell'isola di Sachalin, il luogo delle «più intollerabili sofferenze», e la depressione che come un incubo irruppe nella vita di Tolstoj, confluendo nelle “Memorie di un pazzo”. L'ossessione di Stevenson per il Male Assoluto, impersonato dal diabolico signore di Ballantrae, e la fatale prossimità di Conrad «al limite estremo» - come il capitano Whalley del racconto omonimo -, in cui si è già con «un passo dentro la morte». O l'incontenibile euforia di Virginia Woolf a passeggio per le vie di Londra, l'amata città-teatro di cui era estasiata spettatrice e in cui perdeva se stessa, abolendo «il suo io immenso e vertiginoso». E, fra gli italiani, la «divertita, insaziabile, disperata» curiosità che Calvino provava per se stesso, e il male invisibile sepolto nell'anima di Gadda, quella «fascia di tenebra» che ricopre tutte le cose visibili e invisibili, velando persino le apparizioni più dolci della natura. Assumendo spesso un punto di osservazione apparentemente marginale, Citati sa cogliere l'essenza di ogni creazione letteraria e artistica, che è, come scrive Scott Fitzgerald, un «nuotare sott'acqua e trattenere il fiato», e che da sempre convive con l'abisso, lo intuisce o ne viene perdutamente folgorata, in un ambiguo intreccio con la biografia del proprio artefice. Un'esperienza dell'assoluto e del silenzio che si capovolge nel miracolo stupefacente della parola.

Davide Dotto
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