Collana Editoriale

Recensione: Un colpo al cuore, di Piergiorgio Pulixi

Recensione: Un colpo al cuore, di Piergiorgio Pulixi

Recensione: Un colpo al cuore, di Piergiorgio Pulixi

Libri Recensione di Stefania Bergo. Un colpo al cuore di Piergiorgio Pulixi (BUR Rizzoli). Oltre 500 pagine che scorrono veloci, una narrazione che dosa perfettamente momenti noir, suspense, scene pulp e ironia, una caratterizzazione efficace dei personaggi e il solito stile raffinato.

Un colpo al cuore. È una canzone di Mina, scelta come sigla di una trasmissione televisiva che esalta notizie, non necessariamente verificate ma sensazionali, al fine di aumentare lo share. Ma un colpo al cuore è anche l’epilogo – oltre al titolo – dell'ultimo romanzo di Piergiorgio Pulixi. Un finale spiazzante che resta celato sottotraccia per tutta la narrazione, illudendoci a metà romanzo, per poi esondare nelle ultime pagine.

Piergiorgio Pulixi si conferma un abile narratore di noir.

La suddivisione in capitoli brevi che seducono il lettore – “Ne leggo ancora uno, tanto è breve” e si divora metà libro –, il suo stile che si sofferma sui dettagli quasi fossero un fermoimmagine o una inquadratura stretta, danno a Un colpo al cuore la connotazione vincente di un film. Anzi, di una serie TV, dato che le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce e il vicequestore Vito Strega li abbiamo già incontrati nei suoi romanzi precedenti. E se già la coppia Croce-Rais è risultata vincente in L’isola delle anime, il trio è senza dubbio l’abile e giusta chiusura del cerchio.


Ancora una volta, come in Lo stupore della notte, Piergiorgio Pulixi affronta un tema sociale impegnativo calandolo nel thriller, cucendolo a filo doppio a una trama che tiene viva la curiosità di sapere che succederà dopo fino all'ultima pagina.

È il suo modo di denunciare, credo, di dire la sua relativamente alla questione, mettendo in luce, come sotto una lampada durante un interrogatorio, gli aspetti su cui dovremmo effettivamente soffermarci a riflettere.
La vicenda ha luogo sempre nella sua amata Sardegna, salvo poi spostarsi a Milano.
Si apre con una scena di giustizia sommaria: un killer tortura un pedofilo graziato da un sistema giudiziario troppo spesso fallace. Gli strappa 29 denti, portandoli come omaggio alla vittima. Non solo: si riprende in un discorso che parla «alla pancia del popolo», indossando una maschera e una parrucca, in un travestimento che ricorda, anche per le dinamiche successive, il Joker di Todd Phillips. Invia poi il video via WhatsApp a un gran numero di persone, in tutta Italia, intitolandolo "La giustizia sei tu", interrogandole su quale debba essere la sorte del pedofilo – «Io vi ho dato l'opportunità di avere giustizia nella sua forma più primitiva e animale», al prezzo di trasformarle di fatto in complici di un omicidio.


Il messaggio è molto semplice: il sistema giudiziario ha fallito, è avariato, ma per fortuna c’è chi rende giustizia alle vittime, punendo i cattivi.

Come dargli torto. Peccato che il criminale sia di fatto consegnato alla giustizia sommaria degli utenti da un altro criminale.
Il confine è labile, delicatissimo, quello che distingue tra vera giustizia e mera vendetta: quello che viene osannato come un eroe è di fatto un criminale, né più né meno di quello che si vuole punire. Il fatto che torturi un “cattivo” non dovrebbe essere sufficiente a redimerne l’immagine. Eppure…
Eppure il popolo diventa un suo fan contro il sistema giudiziario. Spunta la sua maschera, così come i cittadini di Gotham osannavano il Joker. Più di qualche scena pare la descrizione del film di Todd Phillips o della serie Netflix La casa di carta, quando la folla assiepata al di fuori della banca di Spagna sostiene quelli che si sono voluti dipingere come degli eroi nazionali, dei partigiani simbolo di resistenza, mentre a conti fatti altro non sono che ladri e sequestratori.
Una logica che dà molto da riflettere e che anche nel romanzo di Pulixi mi ha fatto pensare.


L’altro tema sollevato è senza dubbio l’influenza dei media sul senso di giustizia delle persone.

Io credo che ormai la maggior parte delle persone abbia difficoltà a distinguere tra reale e virtuale. [...] Il mezzo e la teatralità del messaggio condizionano il giudizio. La scelta che ha dato al pubblico era del tutto illusoria. Li ha manipolati [...]
Piergiorgio Pulixi, Un colpo al cuore
Una riflessione che potrebbe passare inosservata, presi come si è a seguire la vicenda, sulla diffusione di video atti a trascinare le folle in una o nell’altra direzione, sullo sfruttamento di una certa parte dell’informazione per fare spettacolo e aumentare il gradimento televisivo, senza preoccuparsi delle conseguenze, per puro tornaconto personale.
Nell'epoca dell'odio digitale, con quest'ostilità diffusa e la rabbia sociale che anima le persone, la situazione rischia di esplodere [...]
Piergiorgio Pulixi, Un colpo al cuore

Un colpo al cuore è un gran romanzo. Oltre 500 pagine che scorrono veloci.

I capitoli sono tanti ma abilmente alla fine di ognuno Piergiorgio Pulixi lascia piccoli interrogativi o fa grandi rivelazioni che gettano il lettore in una sorta di crisi d'astinenza.  Una narrazione che dosa perfettamente momenti noir, suspense, scene pulp, ironia – «Palamara aveva smadonnato così tanto che probabilmente tutte le statue della Vergine in città avevano lacrimato sangue» –, eteree descrizioni.
[...] la qualità della luce nell'isola era diversa: aveva una sorta di sfumatura lattiginosa, e la morbidezza pingue con cui indugiava e si adagiava sopra le cose gli ricordava Marrakech [...] Il maestrale, che or soffiava con meno vigore, pareva quasi aromatizzare l'aria spargendo profumi mediterranei.
Piergiorgio Pulixi, Un colpo al cuore


In Un colpo al cuore Piergiorgio Pulixi ci fa conoscere un dettaglio fisico o un tratto caratteriale dei suoi personaggi un po' per volta, quasi per caso. E si arriva alla fine del romanzo che pare di averli seduti accanto.

I dialoghi tra i protagonisti sono talmente realistici che viene da chiedersi a chi si sia ispirato, a quali persone reali della sua vita. Nessuno di loro è perfetto, inarrivabile, si finisce facilmente con l'identificarsi o desiderare di conoscerli davvero – mi farei volentieri un'Ichnusa con l'irriverente Rais, la surfista malinconica Croce e il protettivo Strega.
Tutto funziona, tutto è equilibrato, nulla è scontato, superfluo o ridondante. Piergiorgio Pulixi ha molto da dire e lo fa con il suo solito stile raffinato, sia quando descrive un giustiziere seriale che strappa i denti alla sua vittima, sia quando fa dialogare due poliziotte di mestruazioni o descrive il profumo del mirto nell'aria.
Un colpo al cuore ha il giusto equilibrio di adrenalina e descrizioni per riprendere fiato. La trama, come si evince anche dalla sinossi, è ampia, articolata, ma non ci si perde mai. L'idea di fondo è originale e ancor più lo è il suo approccio alla narrazione.
Si arriva alla fine col fiato sospeso... e si vorrebbe legegrne ancora. Oppure iniziare un nuovo romanzo di questo autore che si conferma una tra le voci più interessanti del panorama noir italiano.

Un colpo al cuore

di Piergiorgio Pulixi
BUR Rizzoli
Noir | Thriller
ISBN 978-8817147361
cartaceo 15,20€
ebook 9,99€

Sinossi

"Occhio per occhio, dente per dente" è la regola del serial killer che ha deciso di riparare i torti del sistema giudiziario. Dove non arrivano le giurie, arriva lui, rapendo, torturando ed eliminando i criminali che l'hanno fatta franca. Indossa una maschera dai tratti demoniaci, e si fa annunciare ogni volta da un video intitolato La Legge sei tu in cui chiede alla gente di pronunciarsi in giudizio tramite votazioni anonime e irrintracciabili. A colpi di clic il richiamo alla giustizia sommaria diventa virale. Vendicatore spietato come il conte di Montecristo, villain incendiario al pari del Joker che sollevò Gotham City, il Giustiziere gioca la sua partita mortale. L'indagine sul caso che sta scuotendo l'Ita- lia è affidata al vicequestore Vito Strega, esperto di psicologia e filosofia, tormentato criminologo dall'intuito infallibile, avvezzo alla seduzione del Male. Lo affiancano le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce. Diverse come il giorno e la notte, le due formano una coppia d'eccezione: i modi bruschi e l'impulsività di Mara sono compensati dall'acutezza e dal riserbo sfuggente di Eva. Tra la Sardegna e Milano, i tre poliziotti dovranno mettere in gioco tutto per affrontare un imprendibile nemico dai mille volti e misurarsi ciascuno con i fantasmi del proprio passato. Piergiorgio Pulixi compone un viaggio nell'incubo di questo tempo rabbioso segnato dall'odio, dal furor di popolo e dalla gogna mediatica, fino alla scoperta di una verità che illumina di luce sinistra il senso stesso del fare giustizia.


Stefania Bergo
Leggi >
5 film d'animazione da vedere nel 2021

5 film d'animazione da vedere nel 2021

5 film d'animazione da vedere nel 2021

Cinema Di Stefania Bergo. Malgrado la pandemia, i produttori di film non si sono fermati: ecco cinque film di animazione da vedere in questo 2021, in streaming o, speriamo presto, al cinema.

Appena iniziata la pandemia, a marzo dell'anno scorso, tutte le attività legate al cinema si sono fermate: le registrazioni dei film, la creazione di movie di animazione, la riproduzione nelle sale.
Molto più lentamente di quanto si sono fermate, le attività sono riprese, come è fisiologico che sia. Già l'anno scorso è stato possibile gustarsi film in prima visione sulle piattaforme di streaming a pagamento, come Disney+, Prime Video, Sky e Tim Vision.
Anche nel 2021 molti film, compresi quelli di animazione, verranno presentati al grande pubblico in streaming, mentre per molti si è posticipato l'uscita al prossimo autunno nella speranza di riaprire i cinema e poter tornare in sala. Vi consiglio cinque titoli tra le pellicole di animazione da non perdere in uscita quest'anno o già usciti a fine 2020. Interessanti anche le ambientazioni: Amazonia, Colombia, Cina, persino l'Italia... e un luogo non ben identificato lontano lontano nel tempo!
Buona visione!

Raya e l’ultimo drago


Animazione - USA 2021.
Regia di Don Hall, Carlos López Estrada.
Prodotto da Walt Disney Pictures.
È ambientato nell'immaginario regno di Kumandra, abitato da un'antica civiltà. Cinque secoli prima, umani e draghi vivevano insieme in pace e in amicizia, fino a quando la minaccia dei terribili mostri Druun ha fatto si che i draghi sacrificassero le loro vite per proteggere l'umanità. Ora i Druun sono tornati e sarà compito di Raya, giovane e coraggiosa guerriera, mettersi alla ricerca dell'ultimo Drago acquatico vivente, Sisu, per combattere i malvagi Druun e liberare così il suo regno.
Il film è disponibile dal 5 marzo 2021 sulle piattaforme di streaming Disney+, Prime Video, Tim Vision.


I Croods 2: una nuova era


Animazione, Avventura - USA 2021.
Regia di Joel Crawford.
Prodotto da DreamWorks Animation.
Il film, candidato come miglior film d'animazione ai Golden Globe 2021, è il sequel de I Croods, film del 2013.
In questo nuovo capitolo, i Croods si trasferiscono. Peccato che dovranno fare i conti con un clan rivale, i Superior, che abitano già quelle zone. Questa famiglia, composta dal padre Filo, la madre Speranza e la giovane figlia Aurora, sono più evoluti e di conseguenza migliori dei preistorici Croods. I Superior, infatti, hanno una casa sull'albero, oggetti e utensili ingegnosi, terreni coltivati e ricchi di raccolto.
Il film uscirà al cinema il 19 agosto 2021.


Ainbo: spirito dell'Amazzonia


Animazione, Avventura - USA 2020.
Regia di Richard Claus, Jose Zelada.
Prodotto da Tunche Films.
È la storia di una ragazza, nata e cresciuta in una zona profonda e remota della giungla amazzonica. Quando viene a contatto con altri essere umani scopre che il mondo è popolato da altre persone come lei e che la sua terra natia è minacciata dall'avidità umana. Per tentare di salvarla, la giovane Ainbo inizia a lottare, ma inutilmente. Gli uomini disboscano, estraggono minerali e distruggono il paesaggio. L'oscuro Yucuruna, il male che risiede in Amazzonia, sta prendendo il sopravvento e ad Ainbo resta una sola possibilità per salvare la sua casa: rivolgersi allo spirito madre, Turtle Motelo Mama.
Il film uscirà il 22 aprile 2021.


Luca


Animazione - USA 2021.
Regia di Enrico Casarosa.
Prodotto da Pixar Animation Studios e Walt Disney Pictures.
Italia. Anni '60. Nelle Cinque Terre a Vernazza in Liguria, Italia, un ragazzo di nome Luca trascorre e vive delle esperienze indimenticabili insieme al suo nuovo migliore amico Alberto. Ma entrambi nascondono un segreto: sono delle creature marine provenienti da un mondo sotto la superficie dell'acqua.
Il film uscirà in tutto il mondo sulla piattaforma di streaming Disney+ il 18 giugno 2021.


Encanto


Animazione - USA 2021.
Regia di Byron Howard e Jared Bush.
Prodotto da Walt Disney Pictures.
È il sessantesimo classico Disney. Il film è un musical, scandito da brani in inglese e in spagnolo e ambientato in Colombia, dove una famiglia magica, i Madrigal, vive in una casa fantastica. Mirabel è l'unica della sua famiglia a non avere alcun tipo di dote speciale. Quando, però, la ragazza scopre che la magia è in pericolo, decide che sarà proprio lei, l’unica Madrigal a non avere superpoteri, a rappresentare l’ultima speranza della famiglia.
Il film uscirà nelle sale a novembre 2021 e successivamente sulla piattaforma di streaming Disney+.


Stefania Bergo
Leggi >
Carlo Moiraghi presenta: Giallo Indiano

Carlo Moiraghi presenta: Giallo Indiano

Carlo Moiraghi presenta: Giallo Indiano

Presentazione Libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. Carlo Moiraghi presenta Giallo Indiano (Noi Edizioni): «Un romanzo che rimanda alla tinta principale dell’Oriente, il colore della terra e del sole, e alla suspense, al poliziesco, al thriller».

Carlo Moiraghi è medico chirurgo, agopuntore, omeopata, psicoterapeuta. È Presidente di ALMA (Associazione Lombarda Medici Agopuntori), Direttore della Scuola ALMA di Agopuntura,e della Scuola ALMA di Qigong e taijiquan, Vicepresidente di FISTQ (Federazione Italiana delle Scuole di Tuina e Qigong), delegato di FISA (Federazione Italiana delle Società di Agopuntura) per la Regione Lombardia, membro della Commissione per le Medicine non Convenzionali dell’Ordine dei Medici di Milano, Vicepresidente di AGOM (Agopuntura nel Mondo). Ha all’attivo numerose pubblicazioni di testi cinesi classici e oltre una dozzina di libri di saggistica, manualistica, narrativa.
Nella Collana Tratti di Noi Edizioni ha pubblicato il saggio Siddharta e il Sutra di Diamante (2019).


Copertina del libro

Giallo indiano

di Carlo Moiraghi
Noi Edizioni
Narrativa 

ISBN 978-8832128888
cartaceo 25,00€

Sinossi

Il giorno di Pasqua 1998, dopo un ennesimo episodio di incomprensione familiare di fronte alla placida baia di Sestri Levante, Federico, studente universitario in rotta con il padre e con la madre patria, decide di lasciare al più presto Milano e di ritornare clandestino in India. Sbarcato sotto falso nome all'aeroporto di Bombay viene riconosciuto dalla polizia indiana ma riesce a darsi alla fuga. Accusato di attentati dinamitardi e del rapimento di una ragazza indiana, il giovane è presto braccato sulle strade di Goa. La solitaria vita alla macchia consuma. Il romanzo rimanda ad un tempo alla tinta principale dell’Oriente, il colore della terra e del sole, e alla suspense, al poliziesco, al thriller. Nel ragazzo arrabbiato, radicato nella diversità, difficoltà e crisi hanno ormai avviato una lacunosa ma certa evoluzione, proprio qui prende forma un inatteso aiuto. Nel contesto di un’ibridazione storica e culturale con l’India, Giallo indiano si rivela cammino evolutivo ad un tempo esteriore e interiore, narrazione di formazione diretta ad una serena e fertile accettazione delle proprie radici e della propria dimensione vitale.


L'autore racconta



Diamo il benvenuto a Carlo Moiraghi sul blog Gli scrittori della porta accanto. Buongiorno Carlo, com’è nato il progetto di questo libro, Giallo indiano? È nata prima la trama o prima il titolo?

Mi stupisce un poco la possibilità che un libro nasca a seguito di un titolo, fatico a immaginarlo, almeno per quanto mi riguarda. Ad oggi ho pubblicato almeno una ventina di libri e in nessuno di questi il titolo non è mai stato l’elemento iniziale portante. Un libro nasce dall’intento dell’autore di mettere nero su bianco un argomento che gli sta a cuore. Farlo significa per lui in prima istanza metterlo bene a fuoco, organizzarlo, svilupparlo, in pratica comprenderlo meglio lui stesso. Scrivere un libro è un’occasione unica in questo senso. Pubblicare significa comunicare agli altri le proprie impressioni, immagini, conoscenze riguardo ad un argomento, e proprio per questo anzitutto si tratta di chiarirsi al meglio che cosa si intende comunicare. Quindi, è nato prima il contenuto, poi la trama, per ultimo, a testo praticamente concluso, il titolo.

Che tematiche affronti in Giallo indiano?

La tematica generale riguarda le vie di evoluzione del giovane, sovente si tratta di strettoie, crisi che in realtà si possono rivelare occasioni, esperienze adatte per smettere i panni del ragazzo e incontrare sè stessi e i propri percorsi adulti. Nello specifico questo romanzo racconta di un giovane studente universitario fuoricorso, la pecora nera di una rispettabile famiglia milanese, che negli anni ottanta, senza volerlo si mette nei guai in India. Vi era giunto per compiere il servizio civile in luogo della leva militare ma le cose erano andate diversamente. Accusato di gravi reati e braccato dalla polizia indiana a Bombay, Mumbay come oggi viene chiamata, Federico trova rifugio a Goa, ma la vita clandestina cui è costretto lo consuma. Ammalato e confuso, si accorge però che qualcosa non torna, è come se qualcuno operasse per metterlo nei guai, come se ci fosse un piano maligno e lui fosse l’ignaro agnello sacrificale.

Hai svolto ricerche per argomentare al meglio la trama?

Come ho detto, per me scrive significa anzitutto documentarsi e coordinare le informazioni e i dati, in questo caso su due paralleli aspetti della realtà occidentale in India e a Goa in particolare.
Se infatti è ben noto che Goa è stata sede dei raves dei ragazzi occidentali del anni settanta, ottanta, novanta, meno è risaputa la storia occidentale di Goa di oltre mezzo secolo fa. Goa è infatti stata sede del Tribunale della Santa Inquisizione per tutto il terzo mondo per oltre quattro secoli. Di più, la formazione di tutti gli evangelizzatori cattolici che poi venivano inviati in tutto il terzo mondo, Asia e Africa, avveniva al Collegio San Paolo di Goa. Ho avuto modo di consultare i diari di numerosi evangelizzatori dei secoli passati, erano vite difficili, insicure, facili prede di religiosi di credi diversi, mussulmani, come pure dell’ultimo Inquisitore giunto da Roma che notava in loro, che magari vivevano in India da decine di anni, segni certi di eresia. Le loro erano strade arrischiare.

Come hai creato i protagonisti? C’è qualche riferimento autobiografico?

Va detto che io sono un medico e da oltre quaranta anni pratico e insegno medicina tradizionale cinese, agopuntura in primis. Anche per questo come è ovvio ho viaggiato a lungo in Oriente. In India però vi andavo da ragazzo, il riferimento autobiografico è questa, l’India, colori, sapori, neri occhi luminosi l’ho conosciuta e l’ho amata sia da ragazzo, sia non tanti anni fa, quando prestavo opera di volontariato medico di agopuntura al lazzaretto di Calcutta, Kalighat, la prima casa fondata da Madre Teresa. Questa l’autobiografia, tutto il resto è ricerca e documentazione. I protagonisti vengono a mettere in atto la storia che ti sei immaginato e che scrivendo si trasforma di continuo. La scaletta iniziale serve solo per iniziare a scrivere, a ben vedere il romanzo si forma da sé, tu sei solo il testimone che lo scopre scrivendolo. In pratica l’autore è il primo lettore.

I luoghi del romanzo sono tutti reali o qualcuno è fittizio?

I luoghi sono reali, in pratica lo Stato federato di Goa ha una grandezza pari a poco meno della Liguria, e come questa regione è interamente affacciato sul mare. Giallo indiano è una precisa mappa di Goa, comprese cittadine, luoghi di ritrovo dei giovani occidentali, sedi dei raves più famosi, tutto. Documentarsi è documentarsi.

Secondo Carlo Moiraghi la storia fa il personaggio o il personaggio fa la storia?

In parte ho già risposto a questa domanda. Io parto dalla storia che intendo narrare, dalla scaletta iniziale, e creo i personaggi per interpretarla. Man mano che i personaggi prendono forma, prendono a vivere di vita propria e iniziano a pensare e scegliere e agire e creare situazioni che nella scaletta e nell’indice non ci sono proprio. Incontrandosi fra loro, i diversi personaggi letteralmente da sé scrivono il libro, tu che scrivi devi solo dirigere genericamente la storia, ad ogni istante disposto a rivedere e perfino ribaltare il progetto inziale.

Italo Calvino citava così: «Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto». Tra le righe si cela qualche messaggio particolare che il lettore dovrà scoprire?

Il messaggio può essere celato o manifesto, come pure può esistere un messaggio manifesto che sottende un messaggio nascosto. In questo caso il messaggio riguarda la scelta delle proprie radici come le più atte e consone al proprio percorso vitale. Ed è pur vero che talune esperienze anche particolari e magari arrischiate perseguire dai giovani, qualora non oltrepassino i canoni, limiti e misure, del buonsenso, posso divenire cardini di profonde trasformazioni interiori.

C'è una domanda che avresti voluto ti facessi?

Una domanda che mi avrebbe fatto piacere riguarda il libro che sto ultimando. È una favola rivolta ad adulti e a bambini. La particolarità è che l’ho anche illustrata con una ventina abbondante di tavole a colori e si sappia che io non sono un pittore. Titola: La Principessa Zaffira e la Tribù della Pace, andrà in stampa fra poco. Spero ci sarà modo di parlarne.

Ringrazio Carlo Moiraghi per essere stato con noi, in bocca al lupo con Giallo indiano e per i progetti futuri.

Grazie infinite per la cura di questo colloquio.
Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Leggi >
Di mamma ce n'è una sola?, la silloge illustrata nata dal concorso degli Scrittori della Porta Accanto

Di mamma ce n'è una sola?, la silloge illustrata nata dal concorso degli Scrittori della Porta Accanto

Di mamma ce n'è una sola?, la silloge poetica nata dal concordo degli Scrittori della Porta Accanto

Libri Comunicato stampa. Di mamma ce n'è una sola? (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), autori vari, con le illustrazioni di Federica Dotto: nata dal concorso omonimo, la silloge che omaggia le mamme, ricordandoci che non basta o non è necessario generare una vita, serve molto di più per essere madri.

Essere madri non è un ruolo o una condizione che si possa riassumere in poche parole. Rimane sempre qualcosa di non detto, di indefinibile.
Di certo non basta evocare una figura lungimirante, paziente, battagliera, sorridente, tragica ed epica quando serve.
È il mestiere dei mestieri per il quale non si conferiscono diplomi. Non è possibile perché non esistono scuole prima di quel che sta all’origine di ogni cosa. Non solo del primo respiro, ma anche della prima parola pronunciata, che sia un nome o un verbo poco importa. Non si può pensare a una città senza figli e senza madri, se non immerse in un silenzio irreale, o a un pianeta disabitato.
La poesia è il terreno privilegiato per esprimere ciò che, nelle cose della creazione, vi è di ineffabile.
I componimenti poetici qui raccolti sono lo svelamento continuo, incessante e instancabile della “ragione profonda dell’esistere”, della “radice di senso del mondo /che arrotola il tempo al punto d’inizio” (Costanza De Luca): quella di madri che sono state figlie, di figlie che avranno la possibilità di essere (se e quando lo saranno) madri a loro volta.
dalla prefazione di Davide Dotto, Di mamma ce n'è una sola?

Di mamma ce n'è una sola?

Di mamma ce n'è una sola?

di Autori Vari
Illustrazioni di Federica Dotto PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesie illustrate
ISBN 978-8833668468
cartaceo 8,00€
ebook 2,99€

Sinossi

Di mamma ce n'è una sola? Questa frase può aprire un mondo di possibilità: madre naturale, adottiva, maestra, educatrice, sorella, amica. Tutte donne che possono sopperire o completare il ruolo di mamma.
La mamma è un essere speciale il cui cuore è una culla dove il figlio potrà rifugiarsi per sempre.
Questa silloge è frutto del concorso omonimo, organizzato da Gli scrittori della porta accanto, nato con l'intento di omaggiare la figura della madre e, al contempo, di promuovere e divulgare la poesia contemporanea come forma artistica, accompagnandola al disegno in un vivace scambio di sinergie e di emozioni.



Gli autori

Angela Iannarelli, Costanza De Luca, Giovanna Panzolini, Federica Dotto, Susanna Sartorato, Davide Rocco Colacrai, Sofia Skleida, Monica Zaulovic, Vakaramoko Camara, Santa Gullotto, Francesca Stefania Rizzo (FraSte), Loriana Lucciarini, Eleonora Nucciarelli, Rosanna Deluca, Ornella Nalon, Silvia Pattarini, Tamara Marcelli, Valentina Gerini, Stefania Bergo.

ESTRATTI E RECENSIONI


Leggi >
Troppo giusto quindi sbagliato, un romanzo processuale di Maria Dell'Anno

Troppo giusto quindi sbagliato, un romanzo processuale di Maria Dell'Anno

Troppo giusto quindi sbagliato, un romanzo processuale di Maria Dell'Anno

Libri Comunicato stampa. Troppo giusto quindi sbagliato (Le Mezzelane), un romanzo processuale di Maria Dell'Anno. Il processo a una donna che ha ucciso per legittima difesa, il racconto delle violenze quotidiane subite. Un romanzo che ha vinto il Premio di scrittura femminile “Il Paese delle donne” 2020 e il Premio di poesia e narrativa “I Murazzi” 2016.

«È questo il vero problema, signori giudici: Linda Giraudo è viva. Se Linda Giraudo fosse morta, uccisa di botte da suo marito, sarebbe l’ennesima vittima di un infinito elenco di vittime di femminicidio, parola che ancora fatica a essere digerita in Italia. Perché il pregiudizio sociale vuole che siano rispettati alcuni criteri fondamentali: se la donna muore è una vittima, se sopravvive è lei la colpevole.»
Maria Dell'Anno, Troppo giusto quindi sbagliato

Troppo giusto quindi sbagliato

di Maria Dell'Anno
Le Mezzelane
Narrativa | Romanzo processuale
ISBN 978-8833283876
cartaceo 12,27€
ebook 5,49 €


Sinossi

Vittoria è nata con la toga sulle spalle. Figlia di un noto avvocato torinese, aveva il destino già scritto nel nome, eppure, dopo dieci anni di professione, ancora non si sente a suo agio in questo ruolo. Linda è la moglie di un rispettato imprenditore che ha l’abitudine di picchiarla e umiliarla. Vittoria e Linda si erano conosciute all’università. Dopo quindici anni Vittoria interviene sulla scena di un crimine nel quale è stata coinvolta la sua vecchia amica: suo marito è morto, pugnalato in casa. Linda è accusata dell’omicidio, ma sostiene di aver agito per legittima difesa, per salvarsi dalla violenza di lui. Vittoria non esita a difenderla, ma affrontare un processo in cui la rispettabilità pubblica di un uomo viene messa in discussione dai terribili racconti di violenze quotidiane subite dalla moglie significa affrontare i pregiudizi più radicati della nostra società. Perché la giustizia non sempre è davvero giusta.
Premi vinti dal romanzo: Premio di scrittura femminile “Il Paese delle donne” 2020 e Premio di poesia e narrativa “I Murazzi” 2016

Maria Dell’Anno


Maria Dell’Anno è giurista, criminologa e soprattutto scrittrice. Solo quando scrive sente che sta facendo ciò per cui è nata. Ha vissuto a Milano, Roma, Ferrara e ancora non ha finito di traslocare. Tuttavia adora Torino, città dove ambienta i suoi romanzi. Ha dedicato il suo master in criminologia allo studio della violenza di genere, formandosi in due centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna. Crede fermamente che solo un profondo cambiamento culturale potrà mettere fine a questa perfida forma di violenza. Ha pubblicato il saggio Se questo è amore. La violenza maschile contro le donne nel contesto di una relazione intima (Ed. LuoghInteriori, 2019) e il romanzo Troppo giusto quindi sbagliato (Ed. Le Mezzelane, 2019). Ha vinto vari premi letterari, tra cui Premio di scrittura femminile “Il Paese delle donne” 2020 e Premio di poesia e narrativa “I Murazzi” 2016 per il libro Troppo giusto quindi sbagliato e suoi racconti sono pubblicati in antologie. Scrive articoli su NoiDonne.org
Leggi >
Recensione: Una donna spezzata, di Simone de Beauvoir

Recensione: Una donna spezzata, di Simone de Beauvoir

Recensione: Una donna spezzata, di Simone de Beauvoir

Libri Recensione di Tamara Marcelli. Una donna spezzata di Simone de Beauvoir (Einaudi). Un flusso di emozioni forti e contrastanti, un libro che mette di fronte al dolore affinché possiamo liberarcene.

Simone de Beauvoir nasce a Parigi il 9 gennaio 1908 da una famiglia agiata, molto presto comincia a reagire all’educazione conformista dell’epoca.
All’età di sedici anni decide di voler insegnare e appena terminati gli studi si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia laureandosi nel 1929. In quello stesso anno conosce Jean Paul Sartre e diventa la sua compagna.
Viaggia molto e assapora culture diverse dalla sua, ampliando così i suoi orizzonti di giovane intellettuale.

Dopo aver insegnato Filosofia a Marsiglia, a Rouen e a Parigi, decide di dedicarsi alla Letteratura e nel 1943 pubblica il suo primo romanzo L’invitata che ottenne notevole successo.

Durante la seconda guerra mondiale attende a Parigi il ritorno di Jean Paul Sartre, prigioniero nel Lager di Trier (D). Terminato il conflitto smette di insegnare e si dedica alla stesura di un saggio di filosofia Pirro e Cinea; intanto esce il suo romanzo Il sangue degli altri e il suo unico copione teatrale Le bocche inutili.

Come Sartre, lei fa conoscere l’Esistenzialismo al grande pubblico e comincia ad interessarsi alla condizione femminile pubblicando nel 1949 il saggio Il secondo sesso che susciterà scandalo sia negli ambienti letterari che nella società.

Simone de Beauvoir sostiene che la condizione d’inferiorità della donna non dipenda affatto da leggi biologiche, ma dalla società che l’ha relegata ad un ruolo di secondo ordine.
Nel 1954 vince il premio Goncourt con I mandarini. Nel 1958 pubblica la prima parte di un’opera altamente autobiografica Memorie di una ragazza per bene e nel 1967 Una donna spezzata, una silloge di tre racconti: "Una donna spezzata", "L’età della discrezione", "Monologo". Un testo di una potenza letteraria molto elevata.
Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche.
Jean Paul Sartre

Una donna spezzata

Come quando aspetti un temporale. Il cielo si fa nero, il vento sferza nervosamente gli alberi e piccoli brividi annunciano che qualcosa sta cambiando. Inizia così questo libro, elegante, pulito e drammaticamente realistico. Sembra di sentirle cadere quelle piccole gocce d’acqua, poco a poco, fino allo scrosciare prepotente che svela e libera da quel peso contratto di cielo. È così che una sensazione, piccola e rannicchiata in fondo a sé, scoppia e si rivela con il suo carico d’angosciante liberazione. Poi arriva la rabbia, quei tempi scanditi da crudeli e illusori pensieri, quel vortice di emozioni debilitanti e inaffidabili. È la mente che gioca ormai con i sentimenti, che si beffa di un amore dimenticato. E il cuore non ha altro riparo che la speranza, e lì si rinchiude. Vive di ricordi, sogna e spera. Ma l’angoscia è sempre dietro la porta, quella stessa porta che non si ha il coraggio di aprire. Perché ad aspettarti potrebbe esserci la verità. Che fa ancora più male. Così la paura ci difende.
Ho letto con rabbia e disillusione questo racconto, ripetendo spesso tra me e me: "Non credergli. È finita. Non sperare. Vai avanti". Come se la protagonista potesse sentirmi. Simone de Beauvoir riesce a rendere con delicata ma possente concretezza il dramma personale ed intimo di una donna in crisi a causa di un tradimento. Sembra volerci mettere di fronte al dolore affinché possiamo liberarcene, per permetterci di scorrere via nel lento divenire.
La noia non perdona.
-Tu come ti vedi? – Come una palude. Tutto è affondato nella melma. – Ti ritroverai.
Jean Paul Sartre, Una donna spezzata

L'està della discrezione

È sempre il cambiamento che destabilizza e, se riguarda chi si ama, può arrivare a destrutturare. Perché sembra demolire anche te. E se fosse lo sguardo a cambiare e non la sostanza dell’oggetto osservato? Se in realtà fossimo solo prigionieri delle nostre corazze, delle nostre maschere, delle nostre paure? Se in fondo l’Amore fosse l’unica cosa che non può cambiare?
Con che voce aveva detto questa frase! L’ho guardato e ho provato un tale slancio verso di lui che d’un tratto una certezza mi ha invasa. Non saremmo mai stati due estranei. Uno di questi giorni, magari domani, ci saremmo ritrovati, poiché il mio cuore l’aveva già ritrovato.
Jean Paul Sartre, Una donna spezzata
Attraverso il conflitto con il figlio, che pur la amava profondamente, questa madre, dopo un periodo di profonda collera, entra in crisi con se stessa e con suo marito, con il suo lavoro, con il mondo intero. Comincia ad aprire gli occhi, a risvegliare i propri sensi, a pensare criticamente alla propria vita. E così ricomincia a vedere, a far fluire le proprie emozioni, bloccate da una maschera pesante cucita addosso. Gli ideali cambiano perché la storia del mondo si fa ogni giorno più complessa. Bisogna fermarsi, mettere in dubbio le nostre certezze e ritrovare il nostro senso primitivo, quello che ci fa essere ciò che siamo veramente. Così una crisi equivale ad una rinascita.
Siamo insieme, questa è la nostra fortuna. Ci aiuteremo a vivere quest’ultima avventura da cui non faremo ritorno. Questo ce la renderà tollerabile? Non so. Speriamo. Non abbiamo altra scelta.
Jean Paul Sartre, Una donna spezzata

Monologo

Lei si vendica col monologo.
Flaubert
Il dolore e i sensi di colpa svelati portano alla vera follia. Non c’è più un senso, un motivo per vivere. Non c’è più spazio per nient’altro che per la profonda disperazione: il vuoto di un dolore pieno.
Come in un dialogo delirante con se stessa questa donna vomita fuori tutto il suo male, il suo disprezzo, la sua folle speranza. Non ci sono virgole, pause, respiri. Tutto scorre precipitosamente come il flusso dei pensieri, forti, dolorosi, inarrestabili, travolgenti e angoscianti. Il respiro diventa affannoso e il cuore sembra voler scoppiare in petto.
Che ricordo spaventoso il cielo azzurro e tutti quei fiori… Io mi contenevo eppure sapevo che da quel colpo lì non mi sarei risollevata mai più. Era me che stavano seppellendo. Sono seppellita.
Jean Paul Sartre, Una donna spezzata
Non ci si salva mai da un dolore così. Una madre lo sa. Una madre dovrebbe saperlo. Così la vita di una donna si apre all’improvviso e si moltiplica, dividendosi, per tre: figlia di una madre che la segnò per sempre («Lei non si faceva più scrupoli che male mi facevano sulla faccia i suoi anelli»); madre di una figlia che non riuscì ad amare serenamente; figlia di una madre che non seppe farsi amare. Fino alla disperazione finale.
Mio Dio! Fa’ di esistere! … Me la devi questa rivincita mio Dio…
Jean Paul Sartre, Una donna spezzata
Non è facile immergersi in questo libro che ti costringe a vivere il flusso di emozioni forti e contrastanti, ma, una volta terminato, ti rimane dentro e non va più via. Segno che ha colpito lì, in quell’angolo angusto e scomodo della nostra coscienza.


Una donna spezzata

di Simone de Beauvoir
Einaudi
Narrativa classica
ISBN 978-8806221355
Cartaceo 11,40€
Ebook 6,99€

Sinossi

Monique ha sempre creduto nel suo matrimonio. Soprattutto, ha sempre creduto nel suo ruolo di moglie: muoversi sicura per casa, gestire la vita familiare, provvedere agli altri con la certezza di essere necessaria. Ma è bastata una frase di Maurice: "C'è una donna". E se Monique è tradita dal marito, la madre di Philippe lo è dal figlio, che al progressismo materno preferisce lo spirito pratico e conservatore della moglie. Murielle, invece, non ha né mariti né figli con cui scontrarsi: due matrimoni finiti male e il suicidio della figlia la condannano a una solitudine che la rende cruda e volgare, astiosa verso il mondo e verso un Dio che forse non c'è. Tre racconti, tre donne, tre crisi.
Tamara Marcelli

Tamara Marcelli
Leggi >
ARTICOLO PRECEDENTE >>
Post più vecchi
Home page

i più letti della settimana


Parole chiave

Servizi editoriali
CREAZIONE BOOKTRAILER
Realizzazione professionale di booktrailer
utilizzando immagini, animazioni, musica e video royalty free o personali, forniti dall'utente per una durata massima di 2 minuti
(guarda la lista dei booktrailer già realizzati)


Pubblicità
Promozione laFeltrinelli