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Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez in mostra a Trento

Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez in mostra a Trento

Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez in mostra a Trento

Arte Di Lara Zavatteri. Sotto il cielo d'Egitto. Un dipinto considerato disperso di Hayez in mostra a Trento, al castello del Buonconsiglio, da novembre a febbraio 2019.

Sotto il cielo d'Egitto. Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez è il titolo della mostra che interesserà il castello del Buonconsiglio a Trento dal 9 novembre 2018 al 24 febbraio 2019, con un dipinto che, considerato smarrito per lunghi anni, è ricomparso e sarà esposto per concessione degli attuali proprietari.
Si tratta di un quadro ad olio della Madonna con Bambino durante la fuga in Egitto, dipinto da Francesco Hayez nel 1831, esposto nello stesso anno all'Accademia di Brera a Milano. Nel corso del tempo il quadro è appartenuto anche al mecenate Simone Consolati, per una cappella di famiglia. Lo stesso Consolati e la sua famiglia ebbero anche rapporti di collaborazione con il castello del Buonconsiglio e le sue collezioni.
Il castello conserva anche un'immagine del quadro, pubblicata dalla curatrice della mostra, Emanuela Rollandini, in un volume sulla cultura di tipo artistico di Matteo Thun, della famiglia di castel Thun, maniero da qualche anno riaperto al pubblico, sempre in Trentino, in valle di Non.
Per diverso tempo non si è saputo più nulla del quadro di Hayez fino al ritrovamento e alla concessione dei proprietari di metterloin mostra al Buonconsiglio.

Non sarà l'unica opera di Francesco Hayez in mostra a Trento. 

Accanto alla Madonna con Bambino nelle sale del castello sarà possibile effettuare un piccolo viaggio nella cultura e nei lavori del pittore, con altri due quadri a tema sacro e provenienti dall'ambito trentino e probabilmente anche con i disegni preparatori, i documenti e altro materiale del capolavoro ritrovato (richiesti all'Accademia di Brera) in modo da avere un quadro completo della storia del dipinto.
La mostra ha due temi. Da un lato il mecenatismo e la grande cultura di personaggi come Matteo Thun, che nel castello noneso accoglieva artisti ed intellettuali insieme alla madre, Donna Violante Martinengo Cesarasco Thun, dall'altra i rapporti tra il Trentino dell'Ottocento e i movimenti pittorici di Milano.

Chi era Francesco Hayez. 

Nacque nel 1791 a Venezia e morì a Milano nel 1882, fu il più autorevole esponente italiano della corrente romantica. Il suo quadro più famoso e conosciuto è probabilmente Il bacio del 1859, oggi alla Pinacoteca di Brera.
Di questo dipinto esistono diverse versioni, tra cui una con la ragazza che indossa non il tradizionale abito blu bensì bianco. I due innamorati sul tubo e sulle scatole dei cioccolatini Baci Perugina non vi dicono nulla? Si tratta, infatti, della rielaborazione del Bacio di Hayez per le confezioni dei celebri bonbon, curata dal direttore artistico di Perugina, Federico Seneca, negli anni Venti del secolo scorso.
Per tutti gli appassionati d'arte e di Francesco Hayez in particolare, l'appuntamento è al castello del Buonconsiglio a Trento a novembre.
Info sul castello del Buonconsiglio (e a breve sulla mostra), su castel Thun e altri castelli e mostre trentine su www.buonconsiglio.it.
Lara Zavatteri

Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
Guardando le stelle,Un cane di nome GiulianoRisparmia Subito!Amici per sempreCuor di Corteccia, Sopravvissuti, Youcanprint.
Reset, Photocity.it.
La strada di casa, Edizioni del Faro.
Agata. Come un funerale ti salva la vita, Youcanprint.
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Recensione: La storia di un messaggio per te, di Gio Gnecchi

Recensione: La storia di un messaggio per te, di Gio Gnecchi

Recensione: La storia di un messaggio per te, di Gio Gnecchi

Libri Recensione di Andrea Pistoia. La storia di un messaggio per te di Gio Gnecchi, Montag, 2011. Un romanzo che entra nel paradosso per l'intreccio di differenti livelli narrativi.

La storia di un messaggio per te di Gio Gnecchi è un romanzo veramente curioso e atipico, dato l’argomento trattato e il come è stato sviluppato.
Ma andiamo con ordine, partendo dalla trama.
Vera, la protagonista, trova un romanzo nella libreria del padre, Un messaggio per te, e incomincia a leggerlo. Fin dalle prime pagine scopre che è magico in quanto parole e frasi si compongono nello stesso istante in cui la ragazza lo sta leggendo.
Affascinata da tutto ciò, Vera ha un’ispirazione: scrivere un racconto dove il protagonista, Paolo, incomincia a leggere La storia di un messaggio per te, dove la protagonista sta raccontando la vita… di lui medesimo! Così facendo si entra nel paradosso, in un cerchio infinito, in un loop in cui la ragazza scrive di Paolo il quale legge la storia dell’autrice mentre sta narrando la vita di quest’ultimo.
Questo intreccio di livelli narrativi differenti è usato da Gio Gnecchi come escamotage per comunicare al lettore ciò che ha compreso sui grandi misteri della vita, sull’universo e su Dio (passando dal karma al buddhismo) e offrendo una spiegazione che dia un senso a tutte le domande esistenziali che ci poniamo ogni giorno.
La trama è ridotta all’osso in quanto il senso del libro è quello di far ragionare il lettore, di spingerlo a porsi delle domande, a volte scomode, e a cercare delle risposte chiarificatrici (spesso fornite dal libro stesso). Non può ovviamente mancare un finale che chiude in bellezza questa opera filosofica e trascendentale.

Detto questo, andiamo ad analizzare cosa mi è piaciuto di La storia di un messaggio per te di Gio Gnecchi.

Tante cose mi hanno colpito e mi hanno fatto apprezzare questa opera prima di Gio Gnecchi, partendo in primis dalla trama e dall’intreccio narrativo che, nel suo essere paradossale, affascina e spiazza.
Il modo di comunicare tra il libro, Vera e Paolo è intrigante e spalanca potenzialità immense (sfruttate dall’autore per condividere con il lettore i propri pensieri e riflessioni). Ma c’è anche spazio per commuoversi ed emozionarsi (mi hanno in special modo toccato gli episodi di Vera con il padre e, soprattutto, il dramma personale di Paolo).
Ho trovato anche azzeccate alcune citazioni di canzoni, film, riflessioni e poesie che si sposano perfettamente con ciò che l’autore sta spiegando. Non di meno, mi hanno colpito le metafore usate per spiegare in modo più semplice e immediato certe riflessioni filosofiche (è geniale e illuminante quella delle stanze e del palazzo per spiegare quale sia la ragione per cui siamo nati e perché ci troviamo a vivere esperienze positive e non).


In definitiva, se vi sono piaciute le opere di Walsch, Castaneda e Coelho (e più in generale i romanzi che vanno oltre le mere spiegazioni religiose sulla vita), questo libro fa al caso vostro.

Di contro, è un libro difficile da assimilare per chi è "alle prime armi" con certi concetti metafisici o per chi storce il naso se gli si offre una prospettiva poco ortodossa sulle leggi che governano l’universo.
Ergo, un libro non per tutti e non certo da leggere come passatempo o come lettura leggera e spensierata. Ma proprio questo è il suo punto di forza: è un racconto che mette in discussione tutto e dà una chiave di lettura sulla vita (e su ciò che ci sta intorno) sconvolgente e affascinate. Indi per cui, se siete persone che si pongono continue domande e non accettano risposte di comodo o preconfezionate, questo romanzo fa al caso vostro!


La storia di un messaggio per te

La storia di un messaggio per te

di Gio Gnecchi
Montag
Narrativa
ISBN 978-8896793558
cartaceo 12,35€

Sinossi
Per Gio, coltivare la propria sensibilità musicale orientandola alla terapia, l'approfondimento delle possibilità relazionali e la dedizione verso innovative tecniche per il benessere hanno costituito la via di accesso a scenari, aspirazioni e intuizioni ancora più profonde, a domande ancora più radicali e a intuizioni non ordinarie. Questa novella è l'espressione di un anelito di comprensione e di consapevolezza; la traccia che può aiutare altri, direttamente o indirettamente, a vivere una vita non casuale, a dialogare con gli eventi e con i segni, con se stessi e con il mistero che circonda e sostiene la vita. È un libro. È più libri insieme. È uno sfondo per il libro di ognuno.
Andrea-Pistoia

Andrea Pistoia
Nasco in una solare giornata di luglio a Vigevano. A dodici anni scoppia l’amore per la letteratura. Affronto la scuola come un condannato a morte. In compenso la mia cultura extra-scolastica cresce esponenzialmente. Dopo due anni vissuti a Londra, torno in Italia come blogger, giornalista, recensore di fumetti e sceneggiatore di un fumetto online per una nota casa editrice. Chitarrista dei ‘Panama Road’, direttore editoriale di una fanzine online.
Ancora e mai più (nelle mutande), Youcanprint.
Di donne, di amori e di altre catastrofi, Youcanprint.
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Quello che non uccide, il nuovo film della saga Millennium

Quello che non uccide, il nuovo film della saga Millennium

Quello che non uccide, il nuovo film della saga Millennium

Cinema Di Ornella Nalon. Quello che non uccide, il nuovo film della saga Millennium nata dalla penna di Stieg Larsson, al cinema dal 31 ottobre, distribuito da Warner Bros. Pictures.

Quello che non uccide è un film tratto dal quarto romanzo della saga Millennium, il primo della serie scritto dallo scrittore e giornalista svedese David Lagercrantz (edito in Italia da Marsilio Editori), che ha raccolto il testimone di Stieg Larsson — autore dei primi tre romanzi. Il film sarà al cinema dal 31 ottobre distribuito da Warner Bros. Pictures.
Lisbeth Salander, figura di culto e personaggio principale dell'acclamata serie di libri Millennium, tornerà sul grande schermo in Quello che non uccide. La vincitrice del Golden Globe, Claire Foy, protagonista della serie The Crown, interpreterà l’iconica hacker sotto la direzione di Fede Alvarez, regista del thriller del 2016 Man in the dark. La sceneggiatura di questo nuovo capitolo è di Steven Knight, Fede Alvarez e Jay Basu.

I romanzi della saga Millenium.

Millennium è una saga di romanzi polizieschi creata dallo scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson, che ha scritto i primi tre capitoli — Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta — pubblicati postumi in Svezia tra il 2005 e il 2007. In Italia sono usciti per la prima volta con Marsilio nel 2007. I capitoli successivi, Quello che non uccide e L'uomo che inseguiva la sua ombra, sono stati realizzati dal giornalista e scrittore svedese David Lagercrantz.
I primi i quattro romanzi della saga hanno venduto oltre 86 milioni di copie.
Protagonisti della serie Millennium sono Lisbeth Salander, una ventenne punk e asociale con un passato di violenze, perizie psichiatriche e ricoveri e un’incredibile memoria fotografica, e Mikael Blomkvist, un giornalista investigativo che lavora per il magazine Millennium.

La saga Millenium al cinema.

La saga ha ispirato la realizzazione di quattro film.

Uomini che odiano le donne

Uomini che odiano le donne

2009
Diretto da Niels Arden Oplev.
Con Noomi Rapace e Michael Nyqvis.
Tratto dall’omonimo romanzo di di Stieg Larsson.
Quarant'anni fa Harriet Vanger è scomparsa da una riunione di famiglia sull'isola abitata dal potente clan dei Vanger, che ne sono anche i proprietari. Benché il corpo della donna non sia mai stato ritrovato, lo zio è convinto che sia stata assassinata e che l’autore del delitto sia un membro della sua stessa famiglia – una famiglia disfunzionale ma i cui membri sono legati da vincoli molto stretti. Per indagare sull'accaduto, lo zio assume il giornalista economico in crisi Mikael Blomkvist e la hacker tatuata e senza scrupoli Lisbeth Salander.


La ragazza che giocava con il fuoco

La ragazza che giocava con il fuoco

2009
Diretto da Daniel Alfredson.
Con Noomi Rapace e Michael Nyqvist.
Tratto dall’omonimo romanzo di di Stieg Larsson.
Due giornalisti della rivista Millenium vengono brutalmente assassinati proprio quando stanno per pubblicare clamorose rivelazioni sul mercato del sesso in Svezia. E sull’arma del delitto ci sono le impronte di Lisbeth Salander, una ragazza che ha alle spalle una storia di comportamenti violenti, considerata pericolosa. Ora Lisbeth è ricercata. Ma sembra che nessuno riesca a trovarla. Intanto, il direttore della rivista, Mikael Blomqvist, non crede a quello che dicono i notiziari: conoscendo Lisbeth, sa che diventa violenta quando ha paura, e cerca in tutti i modi di arrivare a lei prima della polizia. Mentre indaga per ricomporre la trama di un complicato puzzle, Blomqvist si trova a fare i conti con alcuni spietati criminali, tra cui lo spaventoso "gigante biondo" armato di motosega – un omone che non sente il dolore fisico.


La regina dei castelli di carta

La regina dei castelli di carta

2010
Diretto da Daniel Alfredson.
Con Noomi Rapace e Michael Nyqvist,.
Tratto dall’omonimo romanzo di Stieg Larsson.
La giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d'ospedale, anche se questa volta non sono le cinghie di cuoio a trattenerla, ma una pallottola in testa. È diventata una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno come castelli di carta. Deve sparire per sempre, meglio se rinchiusa in un manicomio. La cospirazione di cui si trova suo malgrado al centro, iniziata quando aveva solo dodici anni, continua. Intanto, il giornalista Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul terribile passato di Lisbeth ed è deciso a pubblicare su Millennium un articolo di denuncia che farà tremare i servizi di sicurezza, il governo e l'intero paese


Millennium Uomini che odiano le donne

Millennium
Uomini che odiano le donne

2012
Diretto da David Fincher.
Con Daniel Craig, Rooney Mara, Christopher Plummer e Stellan Skarsgård.
Secondo adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Stieg Larsson.
Il giornalista di successo Mikael Blomkvist, aiutato della giovane e ribelle hacker Lisbeth Salander accetta un incarico dal ricco industriale H. Vanger: indagare sulla scomparsa della nipote Harriet, avvenuta quarant'anni prima. Da allora, ogni anno un misterioso dono anonimo riapre la vicenda. Dopo mesi di ricerche, Blomkvist e Salander scopriranno la sconvolgente e inaspettata verità.




Ornella Nalon

Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra, 0111 Edizioni.
Una luce sul futuro, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto.
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La nausea, di Jean-Paul Sartre: pagina 69

La nausea, di Jean-Paul Sartre: pagina 69

La nausea, di Jean-Paul Sartre: pagina 69

Pagina 69 #150 La nausea, di Jean-Paul Sartre, Einaudi. Un romanzo trasgressivo e ricchissimo, che ci restituisce il disagio del mondo in agonia alla vigilia della seconda guerra mondiale.

L’agente di cambio s’è seduto di fronte ad un vecchio tutto sbarbato dall’aria infelice. Il vecchio sbarbato comincia subito un racconto animato. L’agente di cambio non l’ascolta: fa delle smorfie e si tira la barba. Non si ascoltano mai.
Riconosco i miei vicini, è una coppia di piccoli commercianti del quartiere. La domenica la loro domestica fa vacanza, e allora vengono qui e s’installano sempre alla stessa tavola. Il marito mangia una bella costoletta di vitello. La guarda da vicino e ogni tanto l’annusa. La donna mangiucchia. È una bionda ben piantata sui quarant’anni dalle guance rosse e lanuginose. Ha belle poppe dure sotto la camicetta di seta. Si scola come un uomo la sua bottiglia di bordeaux rosso ad ogni pasto.
Mi metterò a leggere Eugénie Grandet. Non che vi trovi gran piacere, ma bisogna pur fare qualcosa. Apro il libro a caso: madre e figlia parlano del nascente amore di Eugenia.
Eugenia le baciò la mano dicendo: “Come sei buona, cara mamma!”
Queste parole fecero raggiare di gioia il vecchio viso materno avvizzito da tanti dolori.
“Come lo trovi?” domandò Eugenia.
La signora Grandet per tutta risposta sorrise; poi, dopo un momento di silenzio, disse a voce bassa:
“Dunque già l’ameresti? Sarebbe un male.”
“Un male?” riprese Eugenia, “e perché? Avanti, mamma, prepariamogli la tavola per la colazione.”
Gettò da parte il lavoro, e la madre fece altrettanto, dicendole: “Sei pazza.”
Ma le piacque di giustificare la follia della figlia mettendosi dalla sua parte.
Eugenia chiamò Nanon.
“Ebbene, che cosa volete ancora, signorina?”
“Nanon, avrai pure della panna per mezzogiorno?”
“Ah! Per mezzogiorno sì,” rispose la vecchia domestica.
“Ebbene, dagli del caffè ben forte, ho sentito dire dal signor des Grassins che a Parigi si fa il caffè molto forte. Metticene molto.”
“E dove volete che lo prenda?”
“Compralo.”
“E se m’incontra il signore?”
“È nei suoi prati…”



Quarta di copertina
La nausea, di Jean-Paul Sartre

«Tutto è gratuito, questo giardino, questa città e io stesso. Quando capita di accorgersene, viene il voltastomaco e tutto comincia ad oscillare; ecco la Nausea».
Dopo aver viaggiato a lungo, Antoine Roquentin si stabilisce a Bouville, in uno squallido albergo vicino alla stazione, per scrivere una tesi di dottorato in storia. La sera, si siede al tavolo di un bistrot ad ascoltare un disco, sempre lo stesso: Some of These Days. La sua vita ormai non ha piú senso: il passato è abitato da Anny, mentre il presente è sempre piú sommerso da una sensazione dolce e orribile, insinuante, che ha nome Nausea. Un romanzo trasgressivo e ricchissimo, sempre attuale, che ci restituisce il disagio del mondo in agonia alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Il libro piú libero di Sartre, il piú disinteressato e il piú appassionato insieme.


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Recensione: Il cacciatore di aquiloni, di Khaled Hosseini

Recensione: Il cacciatore di aquiloni, di Khaled Hosseini

Recensione: Il cacciatore di aquiloni, di Khaled Hosseini

Libri Recensione di Ornella Nalon. Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini, Piemme, edizione 2014. Un bellissimo e intenso romanzo destinato a  imprimersi nella memoria.

Amir e Hassan sono compagni di giochi inseparabili, ma non sono amici, non possono esserlo. I loro diversi ceti sociali hanno decretato che l'uno, di casta pashtun, possa studiare e ambire a qualsiasi attività, l'altro, di casta hasara, debba rimanere nell'ignoranza e il suo ruolo non può che essere quello del servo.
I loro rapporti devono rimanere per sempre su un piano differenziato.
Eppure, Amir, pur trovandosi nella posizione più agevolata, molto spesso si trova nella condizione di invidiare il suo piccolo servitore. A differenza sua, egli è naturalmente dotato di scaltrezza, perspicacia e di coraggio e sembra che, molto più di lui, corrisponda al modello di figlio ideale per suo padre.
Il loro rapporto sarà destinato a deteriorarsi quando Hassan subirà una terribile violenza  da  un terzetto di teppisti e Amir ne sarà testimone senza avere il coraggio di intervenire per accorre in suo aiuto. Da quel momento, il suo senso di colpa lo perseguiterà e lo indurrà a escogitare un sistema per allontanare Hassan e suo padre dalla sua casa e dalla sua famiglia.
Così, i bambini saranno destinati a crescere separatamente e la loro storia avrà un unico punto di connessione solo quando saranno adulti. Hassan continuerà a vivere in Afghanistan, mentre, in seguito all'invasione dei Russi, Amir e il padre si trasferiranno in America.


Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseinin è romanzo di formazione dalla rilevante componente emotiva. 

Scritto in maniera fluida con un ritmo che sa tenere magistralmente in tensione, non ho alcuna difficoltà a considerarlo uno dei libri contemporanei che mi hanno maggiormente conquistata.
I personaggi sono descritti con una profondità tale da delinearne persino l'aspetto.
Il grande e possente Baba, padre di Amir, irreprensibile e indomito che vorrebbe riscontrare le sue stesse qualità nel figlio ma che, non trovandole, manifesta la sua delusione con un atteggiamento di pacata freddezza. Amir, bambino estremamente sensibile, avverte il distacco del padre e trascorre tutta la sua infanzia cercando di conquistarne la fiducia, pur tuttavia sentendosi sempre inadeguato. Crede di ottenere un piccolo successo quando risulta vincitore della gara di aquiloni e Baba, finalmente, lo guarda con orgoglio. Ma tutto svanisce e peggiora con la vicenda della violenza subita da Hassan. Solo da adulto riuscirà a perdonarsi e a passare oltre quando cercherà di riparare ai suoi vecchi torti con un atto di coraggio che lo porterà a sfidare persino la morte.
Hassan, come detto in precedenza, è un bambino molto sveglio e sopperisce alla mancanza degli insegnamenti scolastici con la scaltrezza e la curiosità che gli consentono di imparare alla scuola della vita. Accetta la sua condizione di subalternità con naturalezza e affronta le avversità con stoica rassegnazione, senza per questo lasciarsi sopraffare dalla loro forza d'impatto.
Ben descritti, anche se in maniera meno dettagliata considerata la loro minore rilevanza, gli altri personaggi come, ad esempio, Assef che nasconde la sua naturale perfidia e lascivia dietro il paravento dell'integralismo talebano, o della dolce Soraya che per avere seguito una scelta dettata dal cuore, per anni viene additata e perseguitata da maldicenze e finalmente salvata da Amir che, nonostante tutto, decide di sposarla.

Le vicende dell'esistenza dei personaggi de Il cacciatore di aquiloni si stemperano nell'arco di circa un trentennio, durante il quale l'Afghanistan è stato terreno di occupazioni militari.

Prima dell'armata rossa e poi dei talebani che hanno avuto degli effetti devastanti sul paese, facendogli conoscere una forte retrocessione dei diritti civili, in primis di quelli delle donne.
Khaled Hosseini non tralascia le vicende storiche che hanno segnato il suo paese, ma non appesantisce il suo romanzo con tediose descrizioni. Le accenna e ne delinea le tragiche conseguenze, invogliando il lettore ad approfondire per conto proprio le conoscenze. È una questione di misura. Dopotutto, questo romanzo altro non è che un insieme equilibrato di elementi: la formula vincente che fa di esso davvero un grande romanzo.
Sembra quasi incredibile che Il cacciatore di aquiloni sia un'opera prima.  


Il cacciatore di aquiloni

di Khaled Hosseini
Piemme
Narrativa
ISBN 8868367300
cartaceo 6,71€
ebook 7,99€

Sinossi
Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C'è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.

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Quattro sentieri variopinti, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra, 0111 Edizioni.
Una luce sul futuro, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
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