• Il tempo di un caffè, di Silvia Pattarini - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Mwende, Stefania Bergo (Memoir) - Gli scrittori della porta accanto
  • Racconti, Gratis, Natale, Gli scrittori della porta accanto
  • Il sogno dell'isola, Tamara Marcelli - Gli scrittori della porta accanto
  • Ponsacco-Los Angeles Sulle tracce di Bruce Springsteen, Valentina Gerini (Mainstream) - Gli scrittori della porta accanto
  • Con la mia valigia gialla, Stefania Bergo (Memoir) - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Volevo un marito nero, Valentina Gerini (Romance) - Gli scrittori della porta accanto
  • La notte delle stelle cadenti, Valentina Gerini (Romance) - Gli scrittori della porta accanto
  • Perchè ne sono innamorata, Elena Genero Santoro, Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Chiaroscuro, Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • L'appetito vien leggendo - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Diventa realtà, Elena Genero Santoro, Gli scrittori della porta accanto
  • Immagina di aver sognato, Elena Genero Santoro, Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Di donne, di amori e di altre catastrofi (Romance ironico) - Andrea Pistoia, Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Il cielo d Inghilterra, Loriana Lucciarini - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Il sogno di Giulia, Claudia Gerini (Romance) - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Lungo la via Francigena, di Angelo Gavagnin - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scritri della accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Una felicità leggera leggera, Loriana Lucciarini - Gli scrittori della porta accanto
  • Una grande amicizia, Liliana Sghettini - Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto

Novità editoriali

LIBRERIA GLI SCRITTORI DELLA PORTA ACCANTO

In primo piano oggi

World Press Photo e People's Choice Award 2018: quando la foto racconta una storia

World Press Photo e People's Choice Award 2018: quando la foto racconta una storia

World Press Photo e People's Choice Award 2018: quando la foto racconta una storia

FotografiA Di Ornella Nalon World Press Photo of the Year e People's Choice Award: i due scatti vincitori raccontano storie diverse ma entrambe di forte impatto emotivo.

L'organizzazione no-profit World Press Photo, fondata nel 1955 e con sede ad Amsterdam, istituisce ogni anno il più prestigioso concorso di fotogiornalismo mondiale. Il concorso determina i vincitori nelle seguenti categorie: Fatti contemporanei, Ambiente, Notizie generali, Progetti a lungo termine, Natura, Persone, Sport, Notizie spot.
Le fotografie vincitrici vengono assemblate in una mostra itinerante che tocca quaranta paesi e viene visitata da oltre un milione di persone. E grazie all’impegno di CIME, la mostra farà  quattro tappe anche in Italia (Bari, Palermo, Napoli e Torino).
Inoltre, le foto vengono raccolte in un annuario, pubblicato in sei lingue diverse.
Quest'anno si è svolto il 61° World Press Photo e la giuria ha dovuto selezionare i vincitori tra 73.044 immagini scattate da 4.548 fotografi di 125 paesi diversi.
Oltre a questo, World Press Photo istituisce il World Press Photo of the Year. Il premio viene conferito all'immagine che:
... non è solo la sintesi fotogiornalistica dell'anno, ma rappresenta un problema, situazione o evento di grande importanza giornalistica, e fa questo in un modo che dimostra un eccezionale livello di percezione visiva e creatività.
Il 14 aprile scorso, è stata selezionata la foto dell’anno 2018: è di Ronaldo Schemidt e rappresenta la Crisi in Venezuela. È stata scattata il 3 maggio 2017 a Caracas e ha immortalato il dimostrante José Víctor Salazar Balza investito da una fiammata a seguito dell’esplosione di una moto, durante una violenta protesta conto il presidente Nicolás Maduro.
È un’immagine classica, ma ha un’energia immediata ed è dinamica. C’è colore, movimento, è molto ben composta, ha forza. Mi ha dato subito molte emozioni.
Così ha commentato Magdalena Herrera, la presidentessa della giuria.

Pikin e Appolinaire, di Jo-Anne McArthur, vincitrice del People's Choice Award 2018

Invece, a febbraio, è stata selezionata la foto vincitrice del People's Choice Award, la sezione di gara che fa parte del Wildlife Photographer of the Year.

Il prestigioso concorso dedicato a Natura e Animali, indetto dal Natural History Museum di Londra, prevede la votazione da parte del grande pubblico - e non a una giuria specializzata, attraverso il web.
Le foto in lizza erano 24, ma Pikin e Appolinaire, i protagonisti di questo dolce abbraccio, hanno sbaragliato la concorrenza. L'immagine è del 2009 (non ci sono limiti temporali per iscrivere una foto al concorso) e ritrae Pikin, un cucciolo femmina di gorilla di pianura in braccio ad Apollinaire, mentre viene condotta verso un'area protetta dove potrà familiarizzare e vivere con i suoi simmili.
Pikin era orfana, dopo che la madre era stata catturata e venduta per ricavarne carne selvatica di specie a rischio ed è stata portata in salvo da Ape Action Africa, un'organizzazione che si dedica alla conservazione di gorilla e scimpanzé. Appolinaire opera con l'organizzazione Ape Action Africa da quando è stato costretto a fuggire dalla sua casa in Chad a causa di una guerra civile. Due destini di abbandono legati da un abbraccio, dunque, sono immortalati nello scatto vincitore della fotoreporter canadese Jo-Anne McArthur, che è anche una nota attivista per i diritti degli animali.


Ornella Nalon

Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, 0111 Edizioni.
Una luce sul futuro, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto.
Read More >

In primo piano oggi

Intervista ad Andrea Franco, musicista e scrittore

Intervista ad Andrea Franco, musicista e scrittore

Intervista ad Andrea Franco, musicista e scrittore

People A cura di Loriana Lucciarini Andrea Franco, compositore e autore, fondatore di Tosca Enoteca Bistrot, per diffondere la cultura a 360°.

Andrea Franco, classe 1977, inizia a suonare il pianoforte a 5 anni. La passione diventa un lavoro a partire dal 1993 quando inizia a esibirsi in locali, ristoranti, balere, piazze, suonando le tastiere, a volte come solista a volte come leader di gruppi più o meno complessi.
Iscritto alla SIAE con la qualifica di compositore e autore, ha scritto oltre 50 brani per voce o strumentali, per accompagnare le sue serate danzanti. Si è esibito in oltre 700 live e, ultimamente, ha suonato in due rock band (una tribute band di Elisa), ma i progetti per il momento sono fermi.
Sta però lavorando a un testo teatrale per il quale scriverà anche le linee melodiche. Vorrebbe lavorare maggiormente con le compagnie teatrali, portando in giro per l'Italia la sua musica realizzata appositamente per le scene.
È un grande appassionato di Opera Lirica e ha pubblicato alcuni fascicoli digitali su alcune delle più famose: Tosca (che è anche il nome del nuovo risto-pub che ha aperto), Il Barbiere di Siviglia, La Traviata e L'Elisir d'Amore.
Tra i progetti in corso d’opera, non posso non menzionare Tosca Enoteca Bistrot, il nuovo locale inaugurato a ottobre, che vuole essere un luogo polifunzionale di degustazioni gourmet, di incontri di narrativa e musicali, per diffondere la cultura a 360 gradi.

Intervista ad Andrea Franco, compositore e autore di canzoni e testi teatrali

Ciao Andrea, grazie per essere qui! È davvero un onore ospitarti nel salotto de Gli Scrittori della porta accanto. Partiamo subito con le domande: parlaci del tuo ultimo lavoro: quali tematiche affronti? In che modo è stato concepito l’album? Ti sei avvalso di qualche collaborazione particolare?

Ho lavorato con la musica per oltre quindici anni. Quando avevo cinque anni chiesi ai miei di studiare pianoforte e mi assecondarono. Così, oggi, pur senza aver mai eccelso con lo studio, mi ritrovo trentacinque anni di dita gettate a far musica sulla tastiera! 
Non compongo con regolarità da molti anni, ma ultimamente, complice l’esperienza con una band rock per la quale ero pianista/tastierista, avevo ripreso a definire qualcosa. Nulla che io abbia portato a termine. Tematiche? Diverse da quelle che mi prendevano da adolescente. Ora vado nell’intimo, nei dubbi, nei percorsi, nelle scelte. Ecco, provo a scavare a fondo, raccontando l’io. 
Collaborazioni? Quella della mia band, che mi ha aiutato a definire, di volta in volta l’arrangiamento e l’atmosfera giusta.
Adesso sto lavorando a un nuovo progetto teatrale, quindi le prossime composizioni saranno il tema di accompagnamento per un monologo. Ma è presto per parlarne…

Quale aspetto della vita comune ti permea nella composizione dei pezzi musicali?

Le difficoltà, le scelte, appunto. La ricerca del domani in contrapposizione col passato. E la semplicità, perché è la cosa più difficile da spiegare con completezza.

La parola scritta e la parola musicata. Il lavoro dello scrittore e quello del compositore non è poi così differente: lo scrittore tesse storie fatte di parole e inchiostro; il musicista tesse storie tenute insieme da note e emozioni. Ti senti vicino a qualche scrittore del passato o contemporaneo, per il modo di comunicare?

Be’, se dovessi scegliere uno scrittore forse direi il vecchio Baricco. Ma in fin dei conti, da amante dell’opera lirica ti dico che vorrei essere bravo come i librettisti delle opere di Puccini, Verdi, Donizetti. Ecco, l’opera è l’unione perfetta tra le varie arti, quindi è lì che vorrei trovare la giusta ispirazione.


A quale genere letterario assoceresti la tua produzione musicale?

A nessuno, non per quella passata, perlomeno. Quella del futuro… fantascienza, perché mi piacerebbe lavorare sulle atmosfere.

C’è un libro o un film tratto da un'opera letteraria che ti hanno ispirato un brano o parte di esso? Anche solo per l'atmosfera, l'ambientazione, la storia, le situazioni o i dialoghi tra i personaggi?

Be’, qui la risposta è semplice. Il libro è La principessa sposa di William Goldman, trasformato nel bellissimo film “La storia fantastica”, con le musiche di Mark Knopfler!

C'è un protagonista letterario che ti ha colpito così tanto, da ispirarti in passato o su cui baserai parte del tuo lavoro nel prossimo futuro?

In passato forse Aragorn e Il Signore degli anelli. C’è un mio valzer lento, che suonavo spesso nelle mie serata quando lavoravo solo come musicista, che si intitola Lorien. 
In futuro prenderò spunto dalle vicende di Stevanin, serial killer italiano, di cui ho scritto il romanzo (Lungo la via del pensiero) e che vorrei trasporre per il teatro.

Una domanda personale: cosa c’è nella tua playlist? Quali libri sono sul tuo comodino? E quali serie tv o film sono caricate sul portatile?

Nella playlist ci sono Elton John, Dire Straits, Puccini, Verdi, Bellini, Donizetti… 
I libri sul comodino, meglio non contarli!
Serie tv? Ora devo vedere la seconda serie di Stranger Things, con la mia amata Winona Ryder!

Ringrazio Andrea Franco per averci dato il punto di vista, prima di scrittore e poi di musicista, nella doppia intervista pubblicata su questo sito. 


Alla persona eclettica qual è, esprimo da parte di tutto il team de Gli scrittori della porta accanto il più grande in bocca al lupo per le sue mille attività; perché Andrea è uno che non si ferma mai e una ne pensa e… cento ne scrive, ne musica e ne fa! :-D


Loriana Lucciarini
Impiegata di professione, scrittrice per passione. Spazia tra poesia e narrativa. Molte pubblicazioni self e un romanzo “Il Cielo d'Inghilterra” con Arpeggio Libero. È l'ideatrice e curatrice delle due antologie solidali per Arpeggio Libero, la prima di favole per Emergency “Di favole e di gioia” nonché autrice con la fiaba “Si può volare senza ali” e la seconda di “4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate”, racconti contro il femminicidio per BeFree. È fondatrice e admin di “Magla-l'isola del libro”.
Una felicità leggera leggera, Le Mezzelane, è il suo ultimo romanzo.
Read More >
Cenerentola a Kabul, di Rukhsana Khan: pagina 69

Cenerentola a Kabul, di Rukhsana Khan: pagina 69

Cenerentola a Kabul, di Rukhsana Khan: pagina 69

Pagina 69 #133 Cenerentola a Kabul, di Rukhsana Khan, traduzione di C. Manzolelli, BUR Rizzoli, 2017. Per giovani lettori, la storia di Jameela, una bambina di undici anni, orfana di madre, abbandonata dal padre a Kabul, determinata ad avere un futuro di indipendenza e stima di sé.

Sento i muscoli pulsare e tendersi sotto il peso dei mattoni. Non potrò reggerli ancora per molto.
«Dove devo metterli?»
«Aspetta un minuto finché tuo padre fa spazio» dice la mia matrigna.
Non ci riesco, i mattoni cadono e io faccio un balzo indietro perché non mi finiscano sui piedi.Sollevano la polvere del cortile. Otto delle centinaia o migliaia di mattoni che sono ancora impilati uno sull'altro. La mia matrigna ha deciso che dobbiamo salvare quelli che riusciamo. Baba preparerà del cemento e ricostruiremo i muri crollati.
Beato Mashood. Lui deve portarne solo due alla volta.
Vorrei avere le scarpe. Sono terrorizzata al pensiero di perdere le dita dei piedi.
La mia matrigna ha le mani sui fianchi.
«Raccoglili subito. E stai più attenta! Non voglio che si rompano!»
«Sì, madre»
Alla fine della giornata ho le mani piene di graffi che sanguinano, e mi fa male dappertutto.
Preparare la cena non sembra nemmeno un lavoro al confronto. Lei ha mandato Baba al mercato stamattina e lui ha comprato qualche melanzana, patate e yogurt. Sto preparando il banjaan, lo mangeremo col naan.





Quarta di copertina
"Cenerentola a Kabul" di Rukhsana Khan, traduzione di C. Manzolelli.


Afghanistan, dopo la caduta del regime talebano. Jameela ha undici anni, vive in un villaggio poverissimo, non è mai andata a scuola ma ha sempre desiderato farlo. Quando la mamma muore, suo padre decide di trasferirsi a Kabul in cerca di fortuna. Incapace di guadagnarsi da vivere, si risposa con una vedova benestante e senza cuore. Jameela è costretta a lavorare duramente in casa, senza mai essere accettata, fino al giorno in cui per volere della matrigna viene abbandonata al mercato. Da lì Jameela finisce in orfanotrofio, ma è una ragazzina forte e non si lascia abbattere; sua madre le ha donato principi saldi grazie ai quali riesce ad affrontare le difficoltà. Come desiderava, impara a leggere e a scrivere, e studia con impegno perché sa ciò che vuole: un futuro di indipendenza, la stima di sé, il rispetto degli altri.
Età di lettura: da 10 anni.


Leggi le altre pagine 69:


Read More >

In primo piano oggi

Black Out, di David Berti e Gaetano Insabato

Black Out, di David Berti e Gaetano Insabato

Black Out, di David Berti e Gaetano Insabato - Comunicato stampa

Sponsored Black Out, di David Berti e Gaetano Insabato, Innocenti Editore. Un giornalista e un medico, due vite parallele che un black-out fa incontrare all'aeroporto di Fiumicino, poco prima dell'imbarco di Renzo per New York e di Mary per la Siria.


Black Out

di David Berti e Gaetano Insabato
Innocenti Editore
Narrativa contemporanea | Noir
ISBN 978-8898310623
ebook 4,99€
cartaceo 15,00€

Renzo Cavalieri, giornalista alla continua ricerca della verità che si cela dietro i più inquietanti e drammatici eventi che caratterizzano i nostri giorni. Mary Sciarpa, medico impegnato in missioni umanitarie sempre in viaggio in Paesi a rischio, dove la barbarie sembra aver preso il posto della civiltà. Entrambi i protagonisti, sulla soglia dei quarant'anni e delusi da relazioni fallimentari, sono accomunati dall'amore per il loro lavoro e da un'indefinibile inquietudine esistenziale. Due vite parallele destinate a non incontrarsi, se un black-out, apparentemente casuale, non le portasse letteralmente a scontrarsi, all'aeroporto di Fiumicino, poco prima dell'imbarco di Renzo per New York e di Mary per la Siria. Un viaggio che da Firenze, dove entrambi vivono, passando per la splendida terra di Maremma, li condurrà in luoghi affascinanti e misteriosi, come la meravigliosa Istanbul. Un enigma, pervenuto a Mary per mezzo di un anziano pescatore e a Renzo tramite una cartomante, legherà il loro destino. Sullo sfondo la bellissima isola d'Elba e la leggenda dell'Innamorata di Capoliveri che, per mezzo di un trascendente filo che congiunge insieme passato e futuro, sembra risolversi nella storia presente dei nostri personaggi. Cosa spinge realmente Renzo ad andare a New York e quale verità sta cercando, nascosta dietro i più sanguinosi conflitti che affliggono il nostro pianeta?



I feriti più gravi vennero trasportati all’ospedale di Azaz, con le poche ambulanze a disposizione, mentre gli altri furono caricati su macchine o furgoni adibiti al trasporto di merci. Mary raggiunse il presidio medico, accompagnata da un operatore umanitario in sella a una motocicletta. La struttura era in chiaro stato di degrado. La facciata era crivellata in più punti da scariche di kalashnikov. Alcuni vetri delle finestre erano rotti. Ma ciò che più impressionava, era quella che originariamente doveva essere la scritta “Hospital”, sovrastante l’ingresso, a cui mancavano alcune lettere. All’entrata dell’Emergency Department, degli uomini armati cercarono di fermala. Riuscì a fatica a farli comprendere che era una dottoressa e a ottenere il permesso di entrare dentro l’edificio. Nella sala di attesa, corpi di persone agonizzanti, tra cui molti bambini, erano distesi su barelle, tavoli, panche o giacigli di fortuna allestiti sul pavimento. Gli strazianti lamenti, il sangue che tingeva vestiti laceri, spandendo le sue tracce su ogni cosa nella stanza, e il suo odore, che impregnava l’aria, creavano un’atmosfera surreale. Tuttavia la cosa, che colpì maggiormente Mary, fu lo sguardo vitreo dei bambini. Era perso nel vuoto, immerso in una realtà parallela. Inespressivi, non si lamentavano, non piangevano. Davano l’impressione di aver già accettato quel destino e di essere proiettati oltre. Quando si aprì una porta scorrevole automatica, che ancora miracolosamente funzionava, ne uscì un giovane uomo con un camice bianco, che recava anch’esso molte macchie di sangue. Mary si presentò dicendo che era stata mandata lì dal dottor Ali.
“Che Allah sia lodato. Abbiamo bisogno di personale qualificato. Mi segua”.
Il corridoio, dietro la porta, conduceva a due sale operatorie che, sorprendentemente, erano fornite di macchinari moderni ed efficienti.
“Sorpresa?”
“Sì, in effetti...”
“Sono il dono di alcune generose anime dell’Occidente”.
“Due fori in mezzo al deserto”.
“Già! Nonostante ciò, abbiamo due grandi problemi qui. Non avendo spesso energia elettrica, i generatori non riescono sempre a sopperire a tale mancanza e non di rado capita che, mentre operiamo, ci troviamo con tutti gli strumenti fuori uso. Inoltre la carenza di sangue è cronica”.
“Veramente angosciante. Ogni pietra di questa terra ne è bagnata, ma manca per operare”.
“Proprio così! Infine, e questa è la parte più difficile, quando dobbiamo scegliere un paziente su cui intervenire, siamo costretti a prendere non quello più grave, ma colui che, con i mezzi a nostra disposizione, siamo sicuri di poter salvare”.
“Mio Dio, è orrendo!”
“Lo so, ma non possiamo sprecare le poche risorse che abbiamo. Dobbiamo rendere il più efficace ed efficiente possibile la nostra operatività. Ora mettiamoci a lavoro, non perdiamo altro tempo. Vada di là e selezioni i feriti che, secondo lei, hanno più probabilità di sopravvivere. Li metta uno di questi nastrini colorati intorno al polso, poi venga in sala operatoria”.
“D’accordo”.
“Dimenticavo! Se con loro hanno un parente che li accompagna, le dia priorità, perché, molto probabilmente, potrebbero avere lo stesso gruppo sanguigno e sarà possibile procedere a una trasfusione”.
Mary ritornò in quella che doveva essere la sala di attesa. Cominciò a esaminare i feriti. Tutti quelli coscienti chiedevano aiuto e i loro familiari, o amici, tentavano di intercedere per loro. Per alcuni istanti, si sentì persa e incapace di agire. Ebbe la sensazione di essere investita di un potere che solo a Dio poteva essere concesso. Doveva decidere chi sarebbe probabilmente sopravvissuto e chi no. Un peso insostenibile. Una di quelle situazioni assurde che, sfortunatamente, rappresentano il paradigma delle guerre. Per la prima volta, fu consapevole appieno della brutalità e della barbarie che i confitti armati portano con sè. Piano piano si fece coraggio e, cercando di schermarsi dalle emozioni, cominciò a legare ai polsi dei feriti i braccialetti, come l’angelo di Dio che segnava le porte delle case degli agnelli da salvare. Fatto ciò, tornò dentro e raggiunse la sala operatoria, dove si trovava il collega che l’aveva accolta.

David Berti e Gaetano Insabato

David Berti e Gaetano Insabato




David Berti nasce l'11 aprile 1974 a Grosseto. Si laurea all'Università degli studi di Siena, ottenendo prima la laurea breve in "Scienze del servizio sociale", in seguito quella specialistica in "Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali". Frequenta un master universitario, svolto sempre presso lo stesso ateneo senese in "Valutazione della qualità dei servizi socio-sanitari". Infine, termina la sua formazione all'università Guido Carli LUISS di Roma con un master in "Carriera diplomatica". Attualmente vive e lavora a Grosseto.

Gaetano Insabato nasce nel 1973 a Portici (NA), si laurea in Giurisprudenza a Siena e svolge la professione di consulente assicurativo. Nel 2008 pubblica il suo primo romanzo dal titolo “Notte di San Lorenzo”.
Read More >
Sciamanesimo del Femminino, intervista a Sciamana Rossa E_R

Sciamanesimo del Femminino, intervista a Sciamana Rossa E_R

Sciamanesimo del Femminino, intervista a Sciamana Rossa E_R

Scrittori A cura di Silvia Pattarini Un caffè (letterario) con Sciamana Rossa E_R, in tutti gli store online con Sciamanesimo del Femminino, Autoguarigione e la Dea Oscura, Lulù, 2017. Spunti di riflessione per le donne che intendono recuperare se stesse attraverso un percorso di autoguarigione.


Buongiorno e benvenuta E_R o Sciamana Rossa. Come è nata l’idea di questo romanzo? È nata prima la trama o prima il titolo?

Buongiorno a te. Parto dalla seconda domanda, in realtà trama, discorso e titolo sono nati assieme, questo mio primo libro era in quello che definisco come “progetto nel cassetto”, si è andato costruendo in molti anni, se potessi paragonarlo a qualcosa lo paragonerei ad un puzzle, negli anni si aggiungevano tasselli, quindi non c’è stato un prima e un dopo rispetto a titolo e trama, ma piuttosto un insieme che ha determinato l’uno e l’altra assieme.

E.M. Cioran affermava: “I libri andrebbero scritti unicamente per dire cose che non si oserebbe confidare a nessuno”. Ci anticipi qualche indiscrezione sulla trama, quanto basta per incuriosire il lettore?

Un anticipo mi chiedi, il libro è un omaggio ad un femminino da recuperare, un femminino che cerca non la sua costruzione sociale (identità), questa è determinata da una cultura antropologicamente parlando, ma una sua personalità, quindi la sua auto determinazione per descrivere in parte la trama posso dire che sono stata ispirata da tante donne e anche da me stessa e dalle mie esperienze di vita, e tali ispirazioni si collegano molto allo sciamanesimo che è via femminile sebbene nel corso dei passaggi culturali delle società misogine abbia acquisito una neutralità che non gli appartiene, come si collegano allo studio sui matriarcati, ovvero su società fortemente avanzate, paritarie, prive di gerarchie, ma auto determinate sia nel femminile che nel maschile, nel libro parlo spesso di Gnothi Sauton, incoraggiamento delle Pitonesse (Sacerdotesse) della Dea a Conoscere loro stesse, questo stesso incoraggiamento avveniva in epoca già patriarcale, la Pizia era l’ultima Sacerdotessa “risparmiata” da Zeus, ma nei Matriarcati le donne sapevano fare comunità, c’è tanto da apprendere su queste civiltà e il libro si concentra sullo Gnothi Sauton.

Sonia Carboncini ha affermato che lo scrittore è un “ladro di vite”. Per creare i tuoi personaggi hai “rubato” la vita a persone di tua conoscenza? Quanto c’è di autobiografico e quanto di romanzato in Sciamanesimo del Femminino. Autoguarigione e la Dea Oscura?

Nel libro ci sono storie vere di personaggi veri, ma il libro non è un romanzo, non saprei nemmeno come definirlo, c’è certamente tanta esperienza, molta critica, tanta rabbia propositiva che apre ed espande i ragionamenti e le emozioni, quando è ben incanalata la rabbia è un'energia potente che spezza i silenzi del regolare, e per regolare intendo dell’idea che possa esistere un solo modello di società possibile.

Dov’è ambientato il tuo libro?

I luoghi passano forse in secondo piano, o meglio dovrei dire che non ci sono luoghi o ci sono i luoghi di quasi tutto il mondo, descrivo la società, parlo di quello che ritengo essere il potere, che nasconde molto alle persone (soprattutto alle donne) su ciò che potrebbero determinare di loro stesse e che spesso non riescono a determinare in virtù proprio di come una società piccola o grande che sia, attraverso delle violenze sistematiche gli impedisce di determinare. Il centro della narrazione è quella sulla critica al potere come detto e in parallelo lo sguardo lo rivolgo non ad una religione, lo sciamanesimo non è una religione, sciamanesimo come via femminile e Matriarcati sono per molti aspetti la medesima cosa.

Stralci d’autore: lasciaci uno spaccato accattivante tratto dal tua fatica letteraria Sciamanesimo del Femminino, Autoguarigione e la Dea Oscura.

La Dea Oscura che viene ricontattata dalle donne che si trovano su una Via spirituale femminile, porta anche all’arte come forma di bellezza e di guarigione.Non è raro che la poesia, singole frasi, cantilene emergano spontaneamente nelle donne che scelgono le Vie femminili, io stessa spesso per celebrare la Dea che è in me scrivo poesie, dipingo, scolpisco e realizzo Feticci Sacri, osservando singoli aspetti della Dea Oscura. Alcuni studiosi e altrettante studiose di psicologia nel corso del tempo hanno sostenuto che la parte aggressiva delle donne sia una parte maschile. Non sono d’accordo con questa visione delle cose. La donna in natura e nelle specie animali ha anche una connotazione aggressiva, se poi ci si rifà alla Madre Terra lei è come scritto anche in precedenza, amorevole e distruttiva al contempo e quindi manifesta gli opposti e ingloba anche l’aggressività come attributo.Alcune dee considerate aggressive e legate alla parte oscura del femminino sacro (l’aspetto della distruzione-morte-rigenerazione) sono Inanna, Lilith, Ishtar, Kalì, Al-Uzza, le Furie per esempio. Ci sono passaggi che vengono interrotti tramite l’aggressività preventiva (la fase mortifera, la Dea Oscura) e sono quei passi relativi al rispetto di se stessa che la donna pretende quando deve farlo, mentre l’aggressività patristica è quella che connota l’espressione femminile di difesa e di attacco con ruoli, situazioni, canoni e stereotipi connessi alla proprietà, al dominio, al potere vile, alla fuga, allo scarico delle proprie responsabilità oggettive in un quadro di comunità, ai livelli alto e basso, all’attribuzione di opinioni proprie magari veicolate sulle e sugli altr@ (proiezione) e al possesso.

Un proverbio svedese cita così: “in un buon libro la cosa migliore è fra le righe”. Tra le righe è celato qualche messaggio particolare o il tuo obiettivo è esclusivamente quello di intrattenere piacevolmente il lettore?

Celare mistericamente è attitudine di Dea, i Sacri Misteri oggi definiti tali in altre civiltà erano perfettamente comprensibili così come in altre epoche storiche, poi è arrivata la prassi della frammentazione (nel libro mi concentro anche su tale aspetto….) quindi sì c’è molto tra le righe del mio libro, diciamo che questo mio primo testo apre porte piuttosto che chiuderle e le interpretazioni che se ne possono ricavare dalla lettura tra le righe, sono molteplici.

Mi piace ricordare questa citazione di E.M. Cioran “Un libro che lascia il lettore uguale a com’era prima di leggerlo è un libro fallito”. Sulla base di questa affermazione ti chiedo: perché dovremmo leggere il tuo libro?

Nel libro c’è uno stravolgimento totale di quello che è pensato come ordinario e immutabile, basta questo per spingere anche coloro che ritengono incontrovertibile la società che viviamo a leggerlo magari per criticarlo aspramente perché no?
Oppure lo si può leggere per curiosità, e già sarebbero in via eventuale, due le risposte alla tua domanda, ma concludo con una terza: per insoddisfazione, se la domanda che molte donne si pongono è la seguente: “è possibile che esista solo questa realtà per me?” in relazione ad uno loro stare male nei panni di un ruolo che altri fanno apparire come unico per loro, il mio libro è certamente da leggere.
Non per nulla il libro intende rivolgersi alla costruzione sociale del femminino che non è immutabile ma che (al contempo) condiziona.

Per concludere, sei fiera di ciò che hai scritto?

Sono fiera di me stessa, e sono fiera del lavoro che tante donne portano avanti costantemente nella loro vita, sono fiera di coloro che lottano tutti i giorni per chiedere parità, quello che ho scritto è stato pensato e voluto sin dall’inizio come uno spunto di riflessione che partisse dalla vita delle donne, che mi hanno ispirata, il libro è un atto artistico alla Dea Oscura demonizzata nelle ondate patriarcali, e sono fiera di aver dato il mio contributo a questo recupero, un contributo che non intende arrestarsi e che porterò avanti anche in futuro.
Concludo ringraziandovi per questa intervista.

Grazie per essere stata con noi, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.


Sciamanesimo del Femminino Autoguarigione e la Dea Oscura

Sciamanesimo del Femminino
Autoguarigione e la Dea Oscura

di Sciamana Rossa E_R
Lulù
Narrativa | Spiritualità
ISBN 978-0244036614
ebook (pdf) 8,70€ 

Un' esperienza sciamanica e assieme un percorso di Autoguarigione. Il libro illustra attimi, scoperte sulla Via del Femminino Sacro, studi e passaggi nella stessa stesura avviene ciò, e nella stessa stesura sono cambiata io stessa. Lo Sciamanesimo femminile e del Femminino nel corso della storia è stato mistificato, depredato, adattato e rubato quando non cancellato, le donne necessitano di recuperare loro stesse e questo libro senza presunzione intende fornire degli spunti di riflessione che vanno di pari passo con quello che la Dea (Madre e nel suo aspetto Mortifero e Oscuro) ha subito nella storia patriarcale.
Silvia Nettarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
Read More >

Servizio creazione booktrailer


Servizi editoriali
CREAZIONE BOOKTRAILER
Realizzazione professionale di booktrailer
utilizzando immagini, animazioni, musica e video royalty free o personali, forniti dall'utente
per una durata massima di 2 minuti
(guarda la lista dei booktrailer già realizzati)



Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè.

Charles Baudelaire