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Il negazionismo dell'autismo

Il negazionismo dell'autismo

Il negazionismo dell'autismo

Di Elena Genero Santoro. L’autismo non accettato o non riconosciuto, è un ostacolo comunicativo. Conoscerne la presenza è un modo per decodificare certi comportamenti e certe reazioni e dare loro un significato. Ma se “tutti fossero un po’ autistici”, come dice Uta Frith, non ricadremmo a piè pari nell’abilismo?

Per me la diagnosi di autismo è stata una diagnosi di liberazione, perché mi sono sempre sentita fuori dal mondo, mi sono sempre sentita estremamente strana, ed era semplicemente il fatto di non avere dei mezzi per una visione del mondo mia. Sono in terapia con una psicologa da più di un anno. Per me il mio mondo è bellissimo. Sto notando, nonostante le difficoltà che ho avuto per tutta la vita, perché l’autismo mi è stato diagnosticato da grande, che il mio mondo comincia ad apparirmi bello. Non vedo più i miei gesti, le mie scelte, il mio agire come stranezze, bensì mi sembra molto più strano che gli altri non si sforzino di capire. Forse bisognerebbe smetterla di cadere nell’abilismo. Non siamo “tutti un po’ autistici”. È che siamo tutti esseri umani. Aurora Sossella
Si tratta di una riflessione estemporanea su un reel, di questa persona che seguo sempre volentieri su Instagram.

La prendo da lontano. 2020. Arriva il Covid.

Prima ancora della questione dei vaccini (di cui non voglio parlare), Conte ci chiude tutti in casa. Seguono i movimenti di protesta: Conte brutto e cattivo che limita la nostra libertà. Possiamo discutere all’infinito che le cose si potessero fare meglio/peggio/diversamente, ma il fatto è uno: il problema non era Conte, era il Covid che all’inizio ha mietuto dei morti. Eppure c’è sempre una fetta di popolazione che pur di non ammettere un problema troppo doloroso da accettare, sposta la colpa e il focus su qualcos’altro. È il meccanismo del capro espiatorio. È una fuga dalla realtà. È più semplice dire che il Covid non esiste, che è un’invenzione dei "poteri forti per controllarci", piuttosto che dire: il Covid (prima maniera) esiste, è brutto, fa paura, bisogna prima ammetterlo e poi affrontarlo.

Nel mondo celiaco, di cui faccio parte da qualche anno, è successa una cosa analoga.

Dopo 30 anni di duro lavoro da parte della storica associazione nazionale grazie alla quale in Italia il celiaco sta meglio che da altre parti, ora è nata un’associazione nuova, alternativa, che punta il dito contro la vecchia associazione, la quale, a sua detta, pone criteri troppo restrittivi, che limitano la vita del celiaco. Spoiler: non è l’associazione preesistente che impone limiti e cautele: è la celiachia che è uno schifo. Si affronta, certo, ma è una rogna, non ti consente di entrare nel primo ristorante che ti ispira per strada, ti obbliga sempre a una certa organizzazione e a una certa selettività. È la celiachia la vera grana. Ammettiamolo. E invece no. È più semplice e liberatorio pensare che i criteri finora adottati fossero troppo stringenti che riconoscere che sia la celiachia a essere stringente nelle nostre vite. La nuova associazione vende un sogno e a molti piace crederci. Il rischio però è che le conquiste faticosamente raggiunte in ambito di ristorazione si perdano, che l’asticella qualitativa si abbassi, perché tanto è solo celiachia, mica allergia, che vuoi che sia? Non si muore.


E adesso arriviamo all’autismo.

Sto notando anche questo. Le diagnosi di autismo sono aumentatePercentuale autismo nel mondo: i dati più recenti e le tendenze attuail – Upbility Publications –, ci sono persone che alla soglia dei 50 anni trovano finalmente la chiave di lettura risolutiva di tutta la loro vita problematica. Anni trascorsi tra diagnosi parziali di depressione, di bipolarismo, di paturnie, tra psicofarmaci e terapie cognitive comportamentali, senza nessuno che dicesse loro come funzionava il loro cervello.
Altri autistici invece detestano l’etichetta, rifiutano la diagnosi, non ne vogliono sapere.

La studiosa Uta Frith dice che le diagnosi di autismo iniziano a essere troppe.

Che lo spettro è troppo largo, che alla fine siamo tutti un po’ autistici, e che “autistici” dovrebbero essere definiti solo quelli con compromissioni cognitive. Con una frase spazza via tutto il valore degli studi sulle neurodivergenze.
La parte problematica non è tanto che lei lo creda: è che molti le diano ragione. Et voilà, quelli che non accettano le “etichette”. I negazionisti dell’autismo, magari del loro stesso autismo.
Ora, per me va pure bene. Se l’ex-asperger non è più una categoria degna di classificazione, facciamo tana libera tutti. Cosa succede però?
Succede questo.

Se non sei autistico, e mi stressi perché ci sono due briciole per terra, io anziché avere comprensione del tuo bisogno di ordine e cercare di venirti incontro, ti mando amabilmente a quel paese.

Se non sei autistico, ti sparo le luci a palla in faccia perché mi piace la stanza illuminata, e se ti danno fastidio è un problema tuo.
Se non sei autistico, se hai l’ansia della strada che devi percorrere e vai in palla a ogni rotonda, io, anziché accompagnarti e farti da navigatore, ti do un calcio nel sedere perché per me le tue sono paturnie.
E fin qui saremmo ancora nelle stranezze eccentriche alla Sheldon. A volte quasi simpatiche.
Se non sei autistico con alimentazione selettiva e a pranzo e a cena mangi solo gorgonzola, posso dirti che sei viziato?
Se non sei autistico con alimentazione selettiva e sono tre mesi che ti dico che voglio provare il ristorante indiano, e una volta che arriviamo davanti tu mi dici che hai cambiato idea, posso pensare che non te ne importa niente dei miei desideri?
Se non sei autistico, se quando torni a casa, anziché fare i tuoi doveri ti butti sul divano e dormi per due ore, io non penso: poveretto, lasciamolo riprendere perché è in sovraccarico sensoriale dopo una giornata in giro. Io ti sbatto giù e ti metto all’opera perché, come in famiglia ho dei doveri io, li hai anche tu; sono stanca io come te, e tu sei solo pigro e ti stai approfittando della mia pazienza.
Se con me non parli e non mi saluti, devo pensare che sei un maleducato, che ti sto sul c*lo, o che soffri di ansia sociale e mutismo selettivo? Qui già sconfiniamo nel rispetto percepito: poco.

Ho passato anni a ritenere che persone intorno a me, con cui dovevo avere a che fare per forza, avessero una prugna secca al posto del cuore e fossero anaffettive.

Il che non è un equivoco probabilmente solo mio (i bimbi autistici in passato non nascevano dalle "madri frigorifero"? Probabilmente erano donne autistiche a loro volta).
Con una persona non ho parlato per anni, stufa di ricevere un muro dopo ogni mio tentativo di sciogliere il ghiaccio. Poi, compreso che dietro ai comportamenti che leggevo come freddi, disinteressati, c’era un’incapacità comunicativa, ho ripreso i rapporti. A chi ha giovato questa distanza di anni? A nessuno.

L’autismo non accettato o non riconosciuto, è un ostacolo comunicativo.

Conoscerne la presenza è un modo per decodificare certi comportamenti e certe reazioni e dare loro un significato.
E adesso parliamo di rischi seri.
Faccio un esempio illustre, perché quelli citati finora sono minuzie in confronto: Alberto Stasi. Di cui non ho diagnosi, per carità, ma si è parlato molto della sua “freddezza”. Di recente, persone che ne capiscono, hanno ipotizzato che la “freddezza”, il suo modo “razionale” e poco espansivo di manifestarsi fosse in realtà autismo. Posto che personalmente credo nell’innocenza di Alberto Stasi, ma pensate se questa lettura fosse emersa diciotto anni fa. Forse, invece che il “mostro”, l’assassino della fidanzata, il femminicida spietato, qualcuno avrebbe compreso che i suoi occhi azzurri rimpiccioliti dagli occhiali da miope non nascondevano i pensieri perversi che gli erano attribuiti a una lettura superficiale e neurotipica, ma solo un modo di esprimersi e reagire differente dalla media. Sembrava uno psicopatico pervertito, invece, magari, era solo autistico.

Se alla fine “tutti fossero un po’ autistici”, come dice Frith, non ricadremmo a piè pari nell’abilismo?

Non sarebbe meglio conoscere come si è fatti (autistici e non), comprendere il proprio funzionamento, che magari si discosta da quello della maggioranza, e avere più mezzi per fare valere la propria voce? Più che nella psicanalisi, sto imparando a credere nelle neuroscienze.
E se il modo per arrivare a questo è, almeno in questo momento storico, una diagnosi di autismo, perché rifiutarla? Se poi in un futuro (molto anteriore) ogni individualità/singolarità sarà riconosciuta e tenuta in conto in modo inclusivo ed esclusivo senza bisogno di diagnosi, etichette e micro-raggruppamenti, perché si scoprirà che siamo tutti diversi, meglio ancora. Ma al momento la chiave di lettura dell’autismo, che accomuna una varietà di caratteristiche presenti, pare, nell’1,5% della popolazione, è il modo più pratico.


Elena Genero Santoro
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Voglia di fresco? 5 libri ambientati in inverno

Voglia di fresco? 5 libri ambientati in inverno

Voglia di fresco? 5 libri ambientati d'inverno

Professione lettore Di Stefania Bergo. Voglia di fresco in questa estate torrida? Ecco cinque romanzi ambientati in inverno, dove il freddo è specchio di solitudine e malinconia e la neve, legata a momenti tragici, diventa catarsi, purificazione, ma anche confine tra realtà e fantasia.

In questa estate torrida vittima di un cambiamento climatico sempre più evidente, un modo per trovare refrigerio, senza aumentare ulteriormente il calore del nostro pianeta, potrebbe essere quello di affidarci al potere evocativo di una buona lettura.
Il freddo, la neve e i paesaggi invernali non sono soltanto uno sfondo scenografico, in questi cinque romanzi: diventano veri e propri co-protagonisti in grado di trasformare la trama, amplificare la tensione emotiva e fermare il tempo. Che si tratti di un gelido inverno che stringe nella sua morsa antichi borghi, di tempeste sferzanti o di atmosfere sospese tra ghiaccio e mistero, il gelo ha la straordinaria capacità di isolare i personaggi, costringendoli a fare i conti con i propri segreti più nascosti.

Cinque libri ambientati d'inverno o in cui il freddo e la neve sono specchio di solitudine e malinconia, simboli di purificazione e rinascita o confine tra mondi.

  1. La Madre del Vento, un romanzo breve di Emma Fenu: il freddo e il vento come specchio della condizione interiore dei personaggi e della durezza della realtà in cui vivono.
  2. La Putina dele Strasse, un romanzo fantasy di Maurizio Spano: l'inverno e la neve non solo come cornice temporale, ma confine tra realtà e fantasia
  3. Il sogno dell'isola, un dramatic romance di Tamara Marcelli: inverno e neve, una "colonna sonora silenziosa" che accompagna la protagonista verso la sua catarsi finale
  4. Tutto in un minuto di Nicolò Maniscalco e Diego Piccardo: neve e freddo per sottolineare e dare intensità ai momenti di sofferenza o tensione della trama
  5. Il tesoro dentro di Elena Genero Santoro: un mistery romance ambientato nel cuore dell'inverno piemontese, a sottolineare l'atmosfera di solitudine e freddo interiore dei protagonisti

1) La Madre del Vento, un romanzo breve di Emma Fenu: il freddo e il vento come specchio della condizione interiore dei personaggi e della durezza della realtà in cui vivono

La Madre del Vento

La Madre del Vento

di Emma Fenu
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
Formato tascabile | 142 pagine
ISBN 979-1254587218
Cartaceo 13,00€
Ebook 2,99€
Un romanzo ambientato in Sardegna che esplora i temi del trauma, della follia e della condizione femminile nel dopoguerra. La narrazione segue Dalida, accusata di stregoneria e internata in un manicomio, convinta di possedere un legame maledetto con una divinità mitica che governa le tempeste. Attraverso l'incontro con la giovane infermiera Lucia, emerge un intreccio di segreti familiari e sofferenze legate a una società patriarcale oppressiva. Il romanzo fonde elementi psicologici junghiani con la cruda realtà dei manicomi prima della legge Basaglia, utilizzando la memoria come strumento di ricerca della verità. Le vicende personali delle protagoniste si fondono con la storia collettiva, rendendo omaggio a tutte le donne le cui voci sono state soffocate dal pregiudizio. Un viaggio verso l'individuazione e il perdono, cercando di sanare le ferite profonde lasciate dal tempo e dall'abbandono.
Il libro è ambientato prevalentemente in inverno. Il maestrale domina l'atmosfera: Dalida nasce in una notte di vento fortissimo e la sua vita è legata a una maledizione che le permette di prevedere le tempeste. Il freddo e il vento non sono solo una cornice meteorologica, ma riflettono la condizione interiore dei personaggi e la durezza della realtà in cui vivono.


2) La Putina dele Strasse, un romanzo fantasy di Maurizio Spano: l'inverno e la neve non solo come cornice temporale, ma confine tra realtà e fantasia

La Putina dele Strasse

La Putina dele Strasse (VOL. 1)
Il gioco del Fare e Disfar

di Maurizio Spano
PubMe - collana Gli scrittori della porta accanto
Narrativa Fantastica
Copertina flessibile | 564 pagine
ISBN 979-1257260835
ebook 3,99€
cartaceo 22,00€
Una storia fantastica che intreccia realtà e leggenda nel suggestivo scenario del Polesine. Franco, dopo un inaspettato incontro su un treno, si ritrova coinvolto in una ricerca spirituale e archeologica, legata a gioielli antichi e maledetti. Attraverso sogni condivisi e coincidenze inspiegabili, il protagonista scopre il tragico destino di Sara, una giovane in stato catatonico, la cui anima sembra prigioniera di un'altra dimensione. Un romanzo sul peso della memoria e sul confine sottile tra il mondo dei vivi e quello delle ombre, con una narrazione intrisa di tradizione orale e folklore, che trasforma il paesaggio del delta del Po in un teatro di misteri millenari.
Ambientato in gran parte durante la stagione invernale, la neve e la nebbia giocano un ruolo atmosferico e simbolico importante: non sono solo una cornice temporale, ma contribuiscono a creare quell'atmosfera di confine tra realtà e fantasia.


3) Il sogno dell'isola, un dramatic romance di Tamara Marcelli: inverno e neve, una "colonna sonora silenziosa" che accompagna la protagonista verso la sua catarsi finale

Il sogno dell'isola

Il sogno dell'isola

di Tamara Marcelli
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Romance | Narrativa
Copertina flessibile | 240 pagine
ISBN 978-8833667584
Ebook 2,99€
Cartaceo 13,00€
Un romanzo che esplora la complessa evoluzione di un legame interpersonale. Una profonda analisi psicologica che si concentra sull'incontro tra la protagonista e un uomo carismatico ed enigmatico, una connessione emotiva travolgente e spaventosa che funge da catalizzatore per una radicale trasformazione personale. L'opera intreccia temi di introspezione e destino, evidenziando come l'amore possa scardinare le difese più ostinate dell'animo umano.
La neve e l'inverno ricoprono un ruolo fondamentale e altamente simbolico all'interno dell'opera. La neve non è solo un elemento meteorologico, ma una vera e propria metafora di rinascita e pulizia interiore, per la sua "capacità purificatrice" e il suo silenzio catartico.


4) Tutto in un minuto di Nicolò Maniscalco e Diego Piccardo: neve e freddo per sottolineare e dare intensità ai momenti di sofferenza o tensione della trama

Tutto in un minuto

Tutto in un minuto

di Nicolò Maniscalco e Diego Piccardo
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
ISBN 979-1254581681
cartaceo 16,00€
ebook 2,99€
Un romanzo, adatto anche a giovani lettori, che intreccia le vite di Catherine e Tom con la loro profonda passione per i cani e l'agility dog. La narrazione esplora il legame speciale tra la protagonista e il suo Border Collie, Billy, un cucciolo trovato casualmente in una grotta durante una fuga adolescenziale, in un continuo alternarsi di presente e passato. Emerge la figura carismatica di Hank, un anziano allevatore che diventa mentore di Catherine, introducendola al mondo delle competizioni. Il libro approfondisce temi di riscatto personale e resilienza, evidenziando come il rapporto con gli animali possa colmare vuoti affettivi e sanare ferite familiari.
La neve e il freddo giocano un ruolo fondamentale nei capitoli più drammatici e significativi della trama, spesso associati a momenti di sofferenza o tensione. L'inverno rappresenta la radice del dolore e di sfide emotive.


5) Il tesoro dentro di Elena Genero Santoro: un mistery romance ambientato nel cuore dell'inverno piemontese, a sottolineare l'atmosfera di solitudine e freddo interiore dei protagonisti

Il tesoro dentro, Elena Genero Santoro - Gli scrittori della porta accanto

Il tesoro dentro

di Elena Genero Santoro
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Mistery romance
ISBN 978-8833663265
cartaceo 12,50€
ebook 2,99€
Un romanzo che intreccia il tema della salute mentale con una narrazione carica di mistero e introspezione. Racconta di Anna, una giovane vedova che gestisce con difficoltà una libreria storica a Torino, e il suo incontro con Emil, un ricercatore danese in cerca di una nuova vita in Italia. Attraverso prospettive multiple, il testo esplora il senso di solitudine dei protagonisti e introduce figure ambigue come la contabile Amanda, le cui ossessioni suggeriscono una realtà distorta. Le riflessioni iniziali su Franco Basaglia sottolineano l'importanza della dignità umana, tema che fa da sfondo alle vicende personali dei personaggi.
La narrazione si svolge nel cuore dell'inverno piemontese. Il freddo non è solo una cornice climatica, ma un elemento psicologico fondamentale che riflette il senso di solitudine e il vuoto interiore della protagonista, un catalizzatore che la spinge a cercare quel "calore" umano e relazionale necessario per uscire dal proprio isolamento.


Stefania Bergo
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The Lady of colors, by Maurizio Spano

The Lady of colors, by Maurizio Spano

The Lady of colors, by Maurizio Spano

Books Press release. The Lady of colors (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), a thriller by Maurizio Spano. A gripping, fast-paced thriller: a ruthless assassin, a mysterious organization obsessed with art and female beauty, and two ancient families bound by a centuries-old oath. It’s a race against time spanning Padua, Paris, Naples, Florence, and Venice.

Only the low hum of the refrigerator broke the unnatural silence. Like a persistent alarm, it followed me as I wandered through the quiet rooms, searching for someone who wasn’t there. The house was deserted, abandoned, as empty as my mind. I couldn’t think. I couldn’t come up with a plausible explanation, an answer to the endless questions crowding the rational corner of my brain. There was no trace of Anna. Nothing. She seemed to have vanished into a maze of impossible theories. The clock in the nearby bell tower struck six just as I noticed the window swaying in an unseen breeze, almost as if it could feel the tolling of the bell. It had probably been open all night. Fog was still drifting into the kitchen and had already coated the furniture with a damp film. Tiny drops of water kept falling from the edges of the table onto the floor. “Are you sure your mom didn’t tell you anything?” I asked Stefano. He was the one who had called me half an hour earlier to say that his mother hadn’t been seen or heard from in two days. Maurizio Spano, The Lady of colors


The Lady of colors

by Maurizio Spano
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Thriller
Paperback | 442 pages
ISBN 979-1257262204

Plot

Alessandro Sebastiani leads a quiet life as a historian and university lecturer. Then, without warning, Anna – his closest friend – vanishes without a trace. The investigation falls to Police Inspector Attilio Assani, a longtime friend of them both. Within weeks, Anna is rescued, but what initially appears to be a straightforward kidnapping proves to be far more complex – and far from over.
Who is Lorenzo, her mysterious abductor? Is it mere coincidence that Anna is the exact image of Parmigianino’s Antea? And who is the enigmatic Lady of Colors? Why do the women she paints bear such an uncanny resemblance to the models in Renaissance masterpieces?
To unravel the mystery, an unlikely team must piece together a trail of elusive clues. Their search leads them through museums, castles, and the workshops of master armourers and tailors, from Padua to Paris, Naples, Florence, and Venice, as they pursue a ruthless killer and a shadowy organization obsessed with art and feminine beauty.
Slowly, a tragic and mesmerizing world emerges from the mists of time, poised between legend and reality, populated by characters forever balanced between passion and cruelty. Two ancient families bound by an oath that has endured for centuries, haunting secrets, a relentless race against time, and a gripping thriller that builds to a breathtaking finale.

PRESS


ITALIAN EDITIONMORE BOOKS BY MAURIZIO SPANO

Maurizio Spano


Maurizio Spano was born in 1960 in Adria, Italy. A painter, photographer, and novelist, he has held major solo exhibitions in cities across Italy. These artistic pursuits, combined with his professional experience, have given him a deep understanding of visual storytelling through the written word, allowing him to fulfill a lifelong ambition: to tell the story of humanity’s dreams. Published by PubMe in the Gli Scrittori della Porta Accanto series, his novels include La ricamatrice, Nato di domenica, Francesca, The Lady of Colors (originally published in Italian as La Signora dei colori), and La Putina dele Strasse.

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