Gli scrittori della porta accanto

La stanza numero cinque, un romanzo breve di Stefania Bergo

La stanza numero cinque, un romanzo breve di Stefania Bergo

Libri Comunicato stampa. La stanza numero cinque (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), un romanzo breve di Stefania Bergo. Un caleidoscopio di anime tutte al femminile, un libro colmo di materna delicatezza che invita a indossare le scarpe delle donne, per non giudicare ma comprendere, soprattutto che hanno il diritto di scegliere.

Si voltò pacatamente con la consapevolezza che niente in quel momento avrebbe potuto farle più male dei ragni che ormai avevano tessuto tele spesse come juta negli angoli della sua anima. Incrociò lo sguardo vitreo del dottore denso di comprensione. Non le mostrò le immagini di quell’embrione vitale, non le disse quanto misurava. Finì l’ecografia e le disse di rivestirsi.
«Può esserle d’aiuto parlare con altre donne, mi creda Eva. Non è sola, in tutto questo. Nessuna dovrebbe esserlo, è già troppo l’isolamento che ognuna di voi si infligge.» Lo disse come se Eva in quel momento fosse la rappresentate di una minoranza indifesa e incompresa, ma costantemente giudicata. E lei gliene fu grata, ringraziò quell’abbraccio virtuale con commozione e un impercettibile movimento d’assenso della testa.
Le consegnò alcuni dépliant informativi, con numeri di telefono di centri d’ascolto e sostegno psicologico. Le spiegò quando avrebbe dovuto presentarsi, facendo attenzione a non usare mai il termine embrione nelle stesse frasi in cui le descrisse tecnicamente l’intera procedura. «E si ricordi che fino all’ultimo, anche il giorno del ricovero, lei ha tutto il diritto di ripensarci.»
Più che un diritto, a Eva suonò come un dovere.
Il ginecologo la congedò. Eva si avvicinò alla porta e si voltò per un’ultima domanda. «Perché non mi ha chiesto il motivo?»
«Non sono qui per giudicarla, Eva, sono qui per darle tutto l’aiuto professionale di cui ha bisogno. Sono un medico, mio dovere è pensare alla sua salute. Nessuno potrà mai capire davvero la sua scelta senza aver prima indossato le sue scarpe, Eva.» Pronunciò il suo nome come una carezza. Lei gli sorrise e prima di mettersi a piangere uscì.
Davanti alla porta, anch’esse in attesa, c’erano altre due donne. O meglio, c’era una donna e quella che pareva essere la sua adolescente figlia. Quest’ultima stava chattando con lo smartphone mentre la madre aveva negli occhi lo stesso scoramento di Eva. Si guardarono un istante. E senza alcun cenno d’assenso, nemmeno un sorriso, si riconobbero. Non perché fossero amiche, conoscenti o si fossero incontrate prima di allora.
Semplicemente riconobbero di indossare le stesse scarpe. Stefania Bergo, La stanza numero cinque


La stanza numero cinque

di Stefania Bergo
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Romanzo breve
ISBN 9788833663463

Sinossi

«Non si vendono verità e non si regalano giudizi, in questo romanzo colmo di materna delicatezza. Lo stile di Stefania Bergo è fluido, emozionale, coinvolgente. Le parole scorrono come acqua, come olio e come sangue. Non si arrestano e raggiungono l’anima.»
Emma Fenu

«Stefania Bergo, ha una penna delicata e sensibile e ha trattato questo argomento in punta di penna, dando realismo e tridimensionalità ai suoi personaggi. E, soprattutto, li ha resi veri. La stanza numero 5 è un caleidoscopio di anime tutte al femminile dove l’Autrice ha tratteggiato ottimamente il bagaglio di vita di ogni singola protagonista; i pensieri, i retroscena, le angosce, le scelte. Un romanzo bello, intenso, senza sbavature.»
Loriana Lucciarini

Sei donne si ritrovano a raccontare la loro storia in una stanza d’ospedale in attesa dell’intervento programmato per la mattina seguente. Si tratta di Liliana e della giovane figlia Chiara, di Miriana, futuro amministratore delegato di una multinazionale, Daniela, architetto e madre di quattro figli, Valeria, editor in una casa editrice, ed Eva. Cinque di loro sono in lista per un aborto e condividere le loro storie crea un cerchio di confronto ed empatia.
Un romanzo breve che invita a indossare le scarpe delle donne, per non giudicare ma comprendere, soprattutto che hanno il diritto di scegliere.



ESTRATTI E RECENSIONI



Rassegna stampa

Cultura al Femminile, recensione di Emma Fenu.
Scintille d'anima, recensione di Loriana Lucciarini.


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Stefania Bergo




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