Gli scrittori della porta accanto
Personaggio letterario
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Intervista a Desiria, dal chick-lit di Elena Genero Santoro

Intervista a Desiria, dal chick-lit di Elena Genero Santoro

Intervista a Desiria, dal chick-lit di Elena Genero Santoro

People A cura di Elena Genero Santoro. Intervista a Desiria, protagonista del chick-lit Desiria – Tutta colpa del cuore: «Ho un debole per i grandi sorrisi, ma sono fermamente convinta che gli uomini più fascinosi del globo provengano dal Sud America».

Molti la definirebbero una Bridget Jones orgogliosamente italiana, dotata di temperamento sanguigno eirresistibile autoironia. Desiria Concetta Pidò ha quarantadue anni, una folta chioma rossa e una fisicità "morbida" che lei stessa difende con fierezza contro i canoni estetici più rigidi.
Madre divorziata del giovane Maicol (scritto proprio così) e reduce da un improvviso licenziamento che l'ha privata della sua stabilità, Desiria ha affrontato con coraggio una serie di avventure rocambolesche scandite da infortuni fantozziani e sfide quotidiane. Cresciuta con il mito delle telenovele sudamericane e una passione smodata per il cioccolato, inizialmente cerca il grande amore tra le braccia di Carlos, un sinuoso maestro di ballo brasiliano. La vera svolta arriva però dal pianerottolo di casa, nei panni del nuovo, misterioso vicino Heiko...


Desiria
Tutta colpa del cuore

di Elena Genero Santoro
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Chick-lit | Rom-com
Copertina flessibile | 244 pag | formato tascabile
ISBN 9791257261252
cartaceo 16,00€
ebook 3,99€


Desiria… Hai un nome originale! Che origine ha?

Oh, guarda, non parlarmene. Mia madre mi ha sempre detto che Desiria era la protagonista di una telenovela che guardava quando era incinta di me. Purtroppo non sono mai riuscita a farmi dare altri dettagli. Anzi, mia madre è sempre molto vaga anche quando le faccio domande specifiche. Si è persino contraddetta: all’inizio diceva che la telenovela era argentina, poi venezuelana e infine brasiliana… Secondo me c’è qualcosa sotto.

Chi è Lucio?

Una grande delusione. È il mio ex marito, ci siamo separati dopo la nascita di Maicol, perché lui mi tradiva con Manuela, una volgare sciaquetta dall’abbigliamento troppo vistoso per i gusti di chiunque abbia buon senso. La peggiore punizione per lei è stata che se l’è tenuto e ci convive da dieci anni.

Cosa ti piaceva di lui?

Il sorriso marpione: da giovane era un bel ragazzo, con lo sguardo accattivante. Il problema è che ha continuato a regalare sorrisi accattivanti in giro e non a me, che ero sua moglie. Dopo di lui, però, ho cambiato target.

Chi è oggi il tuo uomo ideale?

Continuo ad avere un debole per i grandi sorrisi, ma sono fermamente convinta che gli uomini più fascinosi del globo provengano dal Sud America. Hanno il sole dentro, il ritmo nel sangue, tonnellate di energia… ecco, un tipo così per me sarebbe l’ideale. Se poi facesse il maestro di danza, assomigliasse a Miguel di “Tutta colpa del cuore” (la mia telenovela preferita) e si chiamasse Carlos, avrei tutto ciò che desidero.

Che ci dici della tua amica Patty?

Voglio bene a Patty, ma è un gufo. Porta proprio sfiga. Quando dice che qualcosa andrà storto, poi succede. Quando le ho confidato i miei sentimenti per Carlos, anziché essere contenta per me, mi ha dato della scema. Secondo me è un po’ invidiosa. Lei non è stata fortunata con gli uomini. È complessata e questo la rende cattiva. Non so come faccia a fare la psicoterapeuta. Forse si consola vedendo che c’è chi sta peggio di lei!

Parliamo di lavoro. Se non sbaglio "il Giampi" è il tuo capo...

Non nominarmi quel deficiente. Non mi ha rinnovato il contratto al supermercato. Non posso che odiarlo con tutte le mie forze. Anche lui di sfiga me ne ha portata parecchia. Ma un giorno riuscirò a vendicarmi. Oh, sì.

Poi però hai incontrato Callista. Come vanno le cose con lei?

Una vecchia pazza! È snob, è bizzarra, è imprevedibile, una ne fa, cento ne pensa. È impossibile capire quale sarà la sua prossima mossa, è come il cavallo degli scacchi, non sai mai dove andrà a parare. Dico io, non poteva toccarmi un’anziana come tutte le altre, di quelle a cui stirare i panni e preparare la minestrina in brodo? No, un’anziana professoressa cardiopatica - tutta colpa del cuore - con più idee che forza fisica, motivo per cui tocca a me galoppare!

Un’ultima domanda: chi è Heiko M.?

Ottima domanda. Vorrei saperlo anche io...


Elena Genero Santoro
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Intervista a Mondo, dai libri di Andrea Pistoia

Intervista a Mondo, dai libri di Andrea Pistoia

Intervista a Mondo, dai libri di Andrea Pistoia

People A cura di Andrea Pistoia. Intervista a Mondo, protagonista del romanzo sarcastico Ancora e mai più (nelle mutande): «Ho ventitré anni ma il cervello di un quindicenne. E come tutti i ragazzi della mia età, ho un pensiero fisso e costante nella testa».

Lo scrittore Andrea Pistoia, improvvisatosi giornalista d’assalto, intervista Mondo, il protagonista dei suoi romanzi Ancora e mai più (nelle mutande) (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto) e Di donne, di amori e di altre catastrofi (Youcanprint), il quale si mette a nudo davanti ai lettori (ma soprattutto alle lettrici).
Da questa chiacchierata l’intervistatore ne uscirà sempre più sconvolto…

Ancora e mai più (nelle mutande)

Ancora e mai più
(nelle mutande)

di Andrea Pistoia
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Umoristico
ISBN 979-1254581056
cartaceo 15,00€
ebook 2,99€


Innanzitutto, partiamo dalle presentazioni: chi è Mondo?

Mondo è l’abbreviazione di Edmondo. Potevo farmi chiamare “Ed” ma poi i lettori avrebbero pensato che i miei genitori avessero fatto uso di stupefacenti durante la scelta del nome (o che avessero seri problemi mentali, come coloro che, fan sfegatati di Beautiful, chiamano il figlio Ridge).

Qualcosa di più su di te?

Ho ventitré anni ma il cervello di un quindicenne (che a quest’età ci sta ancora, dai). La paura di mio padre è che io arrivi a quaranta mantenendo le capacità intellettive di un adolescente…
Poi, che dire? Ultimamente, come tutti i ragazzi della mia età, ho un pensiero fisso e costante nella testa… Ehm, no, non è sugli impressionisti francesi e le loro opere.

Parliamo di questo tuo “chiodo fisso”: pensi sia normale, ora che sei adulto? Non dovresti puntare a qualcosa di più… Maturo e profondo?

Ma quante *beep* che stai sparando! Ascolta: sono giovane e appena uscito (stra-scottato) da una storia seria… Ma cosa ti aspetti? Che mi chiuda in un monastero Zen alla ricerca del senso della vita o che, peggio ancora, mi ributti in una storia seria col rischio di soffrire di nuovo come un cane? Io ho un cuore (anche se qualcuno può pensare che ce l’abbia sotto la cintola) che ha deciso di prendersi una meritata vacanza. Ciò che resta è una “potencia de fuego” sessuale. Vogliamo sprecare tutto ‘sto ben di Dio?

La tua reazione è comprensibile. Ma non credi che sia un po’ troppo esagerato vestire i panni del ragazzo cinico che vuole una cosa sola dalle donne? Col tuo esempio non stai inevitabilmente dipingendo in modo negativo il genere maschile? Qualche donna potrebbe restare offesa da certi tuoi atteggiamenti e pensieri…

Ma, per Me Medesimo (ebbene sì, sono megalomane: a volte mi sento il creatore del cielo e della terra), siamo onesti: cosa ti aspetti da un ragazzo appena uscito dall’adolescenza? Noi siamo una generazione cresciuta a pane e youporn (più youporn che pane). Ogni ulteriore commento è superfluo, non credi?

Ok, lo capisco. Però sei diventato un po’ troppo spietato con le donne. Dicci la verità: lo sei sempre stato? Perché, da come ti poni, sembra che tu abbia avuto traumi affettivi mica da ridere nella tua infanzia…

Ciccio (permettimi questa confidenza amichevole in quanto, non so perché, mi stai proprio simpatico), guarda che ho avuto un’infanzia più che felice! Semplicemente sono passato da una vita di marmocchio fatta di pappa-cacca-nanna ad una di adolescente tutto pappa-ragazze-cacca-ragazze-nanna-sogni pieni di donne nude che bramano il mio corpo.

Peccato che, a causa di questo tuo linguaggio schietto, qualcuno inevitabilmente ti accusi di essere troppo volgare e scurrile.

Senti un po’, sapientino, ribadisco: cosa ti aspetti da un ventitreenne? La differenza tra me e un “bravo ragazzo” è che io dico le cose senza peli sulla lingua (e se li ho, sono certamente di una donna…) mentre l’altro se le tiene per sé. Credi veramente che i ragazzi quando vedono una Belen Rodriguez in TV pensino: “Ma che ancestrale creatura, che fata dei sogni! Vorrei sfiorare le sue labbra, dolci petali di rosa, sotto questo cielo stellato, offrendole un bacio delicato e sfuggente”? Figurati! Pensano: “Vieni qua che insieme realizzeremo il Kamasutra versione 2.0, con tanto di inserti speciali, approfondimenti e posizione di difficoltà dieci, che manco gli acrobati del Cirque du Soleil riuscirebbero a riprodurre!”.

Sarà anche vero, ma così passi da ragazzo superficiale. Ergo, non puoi aspettarti di star simpatico alle donne…

Chiariamo: non è che io sia superficiale a 360°. Ho mille sfaccettature, come ogni altro essere umano. Semplicemente, in questo momento della mia vita sono come mi vedi: un’adorabile canaglia. Ora come ora la mia priorità è divertirmi. Punto. Possibilmente con qualche bella ragazza maggiorata (perché, si sa, sotto la terza potrà anche essere sesso da Guinness dei Primati, da raccontare ai propri nipoti nei tempi a venire, ma non sarà mai vero amore).
Poi magari cambierò idea su tutto e deciderò di diventare un adulto responsabile, ovvero con una moglie che mi costringerà a passare interi week end al centro commerciale e con un adorabile pargoletto che darà di corpo proprio quando gli sto cambiando il pannolino… Insomma, una di quelle vite al cui confronto una supposta formato XXXXL spinta di prepotenza (e senza vaselina) nel mio deretano è un piacevole toccasana per corpo e spirito!

Eppure, pur adottando un atteggiamento alquanto discutibile, dalle tue avventure notturne si evince che riesci comunque a fare colpo su qualche ragazza… Anche se puntualmente si dimostra essere sciocca, superficiale, arrogante o piena d’insicurezze. Possibile?

Che ti posso dire? Si vede che attiro ciò di cui ho bisogno in questo momento (lo Zen è sempre un’ottima soluzione per spiegare ogni cosa, vero?) o è destino. O, più semplicemente, ho una sfiga cosmica (quella stessa che incombe quando vieni colpito da una diarrea lancinante allo Stadio San Siro e scopri che tutti i bagni nel raggio di un chilometro sono chiusi per manutenzione. A quel punto non puoi far altro che accettare il tuo inevitabile destino: diventare un’arma di distruzione di massa).

Vuoi dire ancora qualcosa ai lettori?

Ricordatevi: c’è sempre un piccolo Mondo in ognuno di voi.

Che culo!

Puoi dirlo forte!


Andrea Pistoia

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Intervista a Harry Potter, dai libri di J. K. Rowling

Intervista a Harry Potter, dai libri di J. K. Rowling



People A cura di Silvia Pattarini. Intervista a Harry Potter, il maghetto celebre in tutto il mondo, idolo dei ragazzini e delle mamme, direttamente dai libri di J. K. Rowling.

Buongiorno Harry Potter, è davvero incredibile averti qui tra noi miseri babbani, suona come uno scherzo di carnevale, grazie per avere accettato l'invito.

A dire il vero quando il mio gufo mi ha recapitato la tua lettera d’invito e ho visto che proveniva dall’Italia, ho tanto sperato che si trattasse di un chiamata formale della signora Maria De Filippi. Quando l’ho aperta e ho visto che invece eri tu, ahimè, a dirla tutta ho provato una grande delusione! La signora De Filippi ha dato la precedenza a Daniel Radcliffe, mettendomi in secondo piano. Ero davvero arrabbiato con lei, però tu, cara babbana, hai insistito così tanto che non sono riuscito a opporti resistenza! Vorrà dire che quando la signora De Filippi vorrà invitarmi non avrà più l’esclusiva, il privilegio è stato il tuo. Tiè, ben le sta.

Grazie Harry, per me è un grande onore averti qui, ti prometto che ti ruberò il minor tempo possibile. Intanto dimmi cosa posso offrirti, sai l’ospitalità è una prerogativa del nostro blog di approfondimento culturale.

Una burro birra con qualche ciocco rana, se è possibile, grazie.

Immaginavo che avresti avanzato richieste un po’ fuori dall’ordinario, per questo mi sono organizzata: saprò stupirti! Ciocco rane e burro birra a volontà! Sono sicura che la signora De Filippi non ti avrebbe mai rimediato la burro birra!

Wow! Grandioso, cominciamo già col piede giusto! Così non devo nemmeno fare magie.

Allora Harry, dimmi, da ragazzino avresti mai sospettato di essere un mago, voglio dire prima di compiere gli 11 anni?

Mi sono accorto che quando pensavo intensamente a una cosa, poi questa accadeva veramente, come quando ho catapultato mio cugino Dudley oltre la vetrata e si è ritrovato a fare compagnia al serpente. D’altro canto facevano una gran bella coppia. Ma il serpente non la pensava allo stesso modo ed è fuggito via.

E non ti sei sentito un po’ in colpa quando il tuo desiderio si è avverato?

Sì, mi è dispiaciuto per il serpente, mio cugino era decisamente più velenoso di lui!

Ah, ah, ah, divertente questa! E raccontami di un altro episodio in cui hai dato sfogo alla tua creatività, d’altro canto eri spesso vessato dai tuoi parenti babbani.

Beh, un giorno ho “gonfiato”la zia. Mi aveva umiliato parlando male dei miei genitori, non l’ho sopportato. Così la sua pancia ha cominciato a crescere, si è gonfiata come una mongolfiera e poi ha preso il volo. Avresti dovuto vedere la faccia di mio zio Vernon e pure quella di zia Petunia! Sono rimasti a bocca aperta e occhi sgranati!

Ma il regolamento di Hogwarts non vieta l’uso della magia oltre le mura del castello?

Sì, infatti mi sono anche preso una lavata di capo dai miei professori, però alla fine, è stata archiviata come una ragazzata e chiuso il discorso. Un'altra volta ho infranto il regolamento quando ho perso il treno, così Ron ha usato la macchina volante di suo padre per raggiungere la scuola, solo che siamo stati visti da almeno sette babbani... la strelettera che ha ricevuto da sua madre si è rivelata decisamente peggiore della punizione di Albus Silente!

Come hai conosciuto i tuoi amici Ron ed Hermione?

Sul treno per Hogwards, ma sono stati loro a riconoscere me, la mia cicatrice era già una leggenda.
Ron si è mostrato subito gentile e simpatico, mentre con Hermione ci è voluto un po’ più di tempo, all’inizio era così antipatica, la signorina so tutto io! Sempre la prima della classe, da fare invidia. Conosceva già un mucchio di incantesimi e formule magiche, mentre io ne ero ancora completamente all’oscuro. Ma col tempo siamo diventati inseparabili.

Ricordi di scuola: quale dei tuoi professori stimavi di più e perché? E quale hai odiato di più?

Ho stimato quasi tutti i miei insegnanti, dalla Professoressa McGranitt al Preside Albus Silente, ma anche Malocchio e il professor Piton, l’insegnate di pozioni. Inizialmente non mi era troppo simpatico. Sempre insoddisfatto di noi e pronto ad ammonirci anche senza una giusta causa, così austero e severo, come il suo nome del resto. Da uno che si chiama Severus, non puoi pretendere allegria. L’unica insegnante che ho realmente odiato è stata la professoressa Umbridge, talmente perfida da infliggere su noi studenti punizioni gravissime come la maledizione crociatus, assolutamente vietata dall’ordine dei maghi. Le piaceva farci provare dolore, non sarà stato per via del suo nome, Dolores? E ovviamente quando uno è perfido riesce a fare carriera, era persino diventata preside di Hogwarts, dando il benservito a Silente. Ma io e i miei amici siamo riusciti a cacciarla e rimettere ogni cosa, e ogni insegnante al suo posto.

E lo studente più antipatico?

Non ci sono dubbi, Draco Malfoy. Voleva essermi amico, ma ho capito subito di che pasta era fatto. Un serpe verde non può essere amico di un Grifondoro.

La tua prima volta con tu sai chi… hai avuto paura?

Certo, tutti temevano tu sai chi, così tanto da non osare nemmeno proferire il suo famigerato nome: Voldemort. Solo io ho trovato il coraggio di pronunciarlo e persino di sfidarlo. Non gli ho mai perdonato l’assassinio dei miei genitori e alla fine sono riuscito ad avere la meglio sulle sue forze oscure.

Veniamo ora ad argomenti più frivoli. Il tuo sport preferito?

Il quidditch.

Vuoi spiegare in cosa consiste, per chi non lo sapesse?

È una sorta di gioco del baseball, ma su scope volanti. Ci sono due squadre che si contendono una palla volante. Lo scopo del gioco è mandare in buca la palla, ma vince la squadra che per prima acciuffa il boccino. Nel mio ruolo di cercatore devo rincorrere il boccino volante, che è quasi imprendibile, mentre gli altri miei compagni sono impegnati a rincorrere una palla più grande. Vince la squadra che per prima riesce ad acciuffare il boccino, quindi la destrezza del cercatore è fondamentale. Poi non sempre tutti seguono le regole come converrebbe, come in tutti i giochi di squadra c’è sempre qualcuno che cerca di fare il furbo.

Il tuo libro preferito?

Sicuramente “Il quidditch attraverso i secoli”. Però mi hanno parlato bene anche di un certo Biglietto di terza classe pare che sia un interessante romanzo storico. Ma infilerò nella mia lista di libri da leggere anche Mwende. Ricordi di due anni in Africa, Il tesoro dentro, La notte delle stelle cadenti, Una luce sul futuro, Il sogno dell’isola. Ne parlano così bene che non intendo farmeli sfuggire.

Complimenti, direi che hai gusti raffinati in fatto di libri. Durante gli anni di permanenza a Hogwarts hai incontrato tantissimi animali fantastici ed esseri mitologici. Ce ne ricordi qualcuno, e ci dici a quale ti sei affezionato di più?

C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Dai draghi ai ragni giganti, dal cerbero a tre teste al troll, dalla fenice al basilisco, per non parlare dei nargigli, Fierobecco e i lupi mannari. Per ciascuno di loro conservo un ricordo unico e speciale. È stato emozionante liberare Fierobecco dalle catene che lo tenevano prigioniero, così come si è rivelato meraviglioso scoprire che solo io e Luna eravamo in grado di vedere i nargigli. Ma anche sorvolare il castello in groppa a un ippogrifo è stata un’esperienza indimenticabile. Per non parlare della soddisfazione provata quando i centauri hanno rapito la Umbridge e l’hanno condotta nella foresta nera: che liberazione! Poi ci sono i folletti della Cornovaglia, dispettosi come non mai. E i terribili dissennatori che ho imparato ad affrontare evocando il mio patronus: una stupenda cerbiatta ammantata di luce. Ma non potrei mai abbandonare la mia civetta.

La tua migliore festa di compleanno?

La prima torta di compleanno l’ho ricevuta da Hagrid a 11 anni, è stato il migliore compleanno della mia vita, quello decisivo, quello della vera svolta. Quei babbani dei miei zii erano troppo impegnati a viziare il loro figlio prediletto e non mi hanno mai degnato nemmeno di una torta di compleanno. Ma alla fine li ho perdonati.

I tre oggetti magici di cui non potresti mai fare a meno.

La mia bacchetta magica, è indispensabile per la riuscita delle magie. Poi torna sempre utile il mantello dell’invisibilità. Il terzo oggetto? Sono indeciso tra la spada di Grifondoro, ma quella si materializza solo in determinate situazioni, o il mio primo boccino conquistato al quidditch. Però, ora che ci penso, potrebbe ritornare utile anche il ferma tempo di Hermione, eh sì. Però anche la mia scopa volante! Dilemma!

La domanda più insolita che ti hanno rivolto?

Qualcuno mi ha chiesto perché non entro in politica. Ho risposto che non mi interessa, anche se a pensarci bene, per come siete messi ora potrei tranquillamente candidarmi alle prossime politiche italiane. Credo che per risollevare le sorti dell’Italia e forse persino dell’Europa intera, ci vorrebbe una bella magia!!!

Ah ah ah, davvero simpatico. Hai pienamente ragione! Ora ancora una domanda: un ricordo di tua madre.

Sai sono fortunato perché ho due madri: mia madre naturale Lily, ma di lei ho solo ricordi sbiaditi. E quella che mi ha creato, la scrittrice J.K. Rowling. Senza di lei, senza il suo estro, il suo genio, io non esisterei. Come del resto senza di me forse nemmeno lei sarebbe diventata una celebrità. Diciamo che siamo due facce della stessa medaglia, siamo un connubio indissolubile, come il giorno e la notte, la spiaggia e il mare, il sole e la luna, siamo indispensabili l’uno all’altra.

Progetti per il futuro?

Vedo del teatro. Non intendo mettermi in politica se è a questo che alludi, ma spero che quella babbana della signora De Filippi legga la tua intervista e si decida di invitarmi nella sua trasmissione, possibilmente senza Daniel Radcliffe che mi rubi la scena!

Te lo auguro, Harry Potter. È stato un vero piacere averti qui con me, torna pure a trovarci quando vuoi, mi piacerebbe chiederti ancora qualcosa, magari la prossima volta.



Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
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Selena 1692: siamo streghe anche nel 2016

Selena 1692: siamo streghe anche nel 2016

Selena 1692: siamo streghe anche nel 2016

Il salotto di Emma Di Emma Fenu. Siamo sedute sul divano del mio salotto. Io e Selena. Io del 2016 e lei del 1692. Due donne, due streghe.

Chiamateci streghe, per assolvervi della vostra colpa e per sedare la vostra paura.
Chiamateci streghe, quando dei nostri lunghi capelli fate lacci e con essi ci impiccate.
Chiamateci streghe, quando le nostre carni sono troppo belle per non essere opera del demonio tentatore.
Chiamateci streghe, quando le nostre rughe sono solchi di memoria e il peso dei vostri peccati ci incurva le spalle.
Chiamateci streghe, quando la nostra conoscenza fa vacillare i vostri dogmi e ne denuda la falsità.
Chiamateci streghe, quando pretendiamo di scrivere la Storia con l’inchiostro rosso del nostro sapere.
Chiamateci streghe, quando invochiamo il diritto di essere libere di pensare e di fare.
Chiamateci streghe, quando educhiamo le nostre figlie ad essere donne, eredi di dee antiche.
Chiamateci streghe, quando non vogliamo obbedire e sottostare alla vostra violenza.
Chiamateci streghe, quando scegliamo di lasciarvi e di affrontare le nostre sfide.
Chiamateci streghe, quando vi scaldate i peccati con il fuoco delle nostre pire.
Chiamateci streghe e noi ci voltiamo: vi guardiamo negli occhi e il Dio che invocate vi lascia soli, nelle fiamme della vostra coscienza.
Selena 1692

Selena 1692

di Rosalba Vangelista
Youcanprint
ISBN 978-8892621992
Romanzo storico
ebook 0,99€
cartaceo 7,28€

Siamo sedute sul divano del mio salotto. Io e Selena. Io del 2016 e lei del 1692. Due donne, due streghe.

Sorseggiamo tè e piangiamo le ultime vittime, affinché dalle lacrime cresca il seme della giustizia.
Selena 1692 è un breve e toccante romanzo di Rosalba Vangelista che racconta, tramite le parole di una lettera vergata da una giovane strega, vittima dell’inquisizione di Selem ad Andover, l’orrore della persecuzione di genere che ancora oggi, in forme diverse, si presenta ai nostri occhi con il nome di femmicidio. Dall’intenso libro, edito da Youcanprint in cartaceo e in formato digitale, sarà tratta una rappresentazione teatrale a cura della compagnia genovese TIC (Teatro Indipendente Certosa).



Emma Fenu
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