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Amsterdam: 10 (inaspettati) motivi per visitarla

Amsterdam: 10 (inaspettati) motivi per visitarla

Amsterdam: 10 (inaspettati) motivi per visitarla

Viaggi Di Andrea Pistoia. Dieci motivi per visitare Amsterdam, alcuni inaspettati: non solo coffee shop, ma anche ospitalità, atmosfere fiabesche, buona cucina e attenzione all'ambiente.

Legati da una decennale amicizia, tre ragazzi furono separati dal trasferimento del più intraprendente di loro in quel di Amsterdam. Mesi dopo, il caso ha voluto che gli altri due avessero le ferie nella stessa settimana. Quale miglior coincidenza per farli ricongiungere? E tra una passeggiata in centro e una visita ad Haarlem, il sottoscritto non ha potuto far a meno di notare come, al di là di ciò che di famoso e bello presenta questa grande città (musei, piazze, chiese, ecc), Amsterdam nasconda centinaia di altre meraviglie da scoprire. Di queste, ne ha estrapolate alcune che lo hanno particolarmente colpito.

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Tre amici ad Amsterdam

Ecco quindi a voi la lista dei dieci motivi inaspettati per visitare Amsterdam.

  1. Chi dice che gli olandesi siano freddi e distaccati non è mai venuto a contatto con la loro ospitalità e gentilezza, facendo sentire il turista a proprio agio persino quando non erano tenuti a farlo. Ad esempio facendogli trovare nell’appartamento che aveva prenotato una bottiglia di vino, dei dolcetti e una cartolina di augurio di buona permanenza. E se questo non è un ottimo benvenuto, ditemi voi quale potrebbe essere!
  2. Trovare in un tipico coffee shop un ricco assortimento di tisane e, volendo fare “il trasgressivo”, ordinare solo un tè ai frutti di bosco. E mentre lo si sorseggia, accorgersi che intorno a sé non ci sono i classici stereotipi dei “fattoni”, tutti occhi spenti e sensi alterati dalle allucinazioni ma ragazzi e adulti, donne e uomini, che si vogliono solo ritagliare un momento di relax quotidiano mantenendo sempre un self control e una consapevolezza della realtà ineccepibile.
  3. Amsterdam è un punto di partenza, non certo di arrivo. Perché il fascino dell’Olanda è che presenta paesi adorabili, all’avanguardia ma al tempo stesso rurali. Basta salire su un treno ed ecco raggiungere in mezz’ora o poco più luoghi da favola, tra mulini a vento, case colorate, monumenti antichi e strade tempestate di fiori. C’è solo l’imbarazzo della scelta: Rotterdam, Utrecht, Eindhover, Leiden, Haarleem, Muiden, Alkmaar e Zaanse Schans sono solo alcuni dei luoghi meritevoli di una visita. Basta solo prendere e partire!
  4. Dieci motivi per visitare Amsterdam: non solo coffee shop, ma anche ospitalità, atmosfere fiabesche e negozi monotematici
  5. Qui il sesso fa da padrone incontrastato. Sono esempi palesi tutti quei negozi che vendono oggetti di piacere, indumenti trasgressivi e leccornie da usare nei momenti d’intimità. Di conseguenza, non ci si stupisce più di tanto nel trovare negozi decisamente particolari e fuori dall’ordinario, persino monotematici, come quello che vende solo condom di ogni dimensione, colore, sapore e chi più ne ha più ne metta!
  6. Può sembrare quasi un paradosso in una città di “perdizione” come questa, eppure l’Olanda è famosa anche per un’altra cosa, che non ha niente a che fare con il sesso o le sostanze psicotrope: ed è il formaggio! Ovunque si trovano negozi che vendono il Gouda, il Leyden, il Leerdammer, l’Edam e il Nagerlkaas. Infatti in ogni via spuntano alimentari in cui fanno bella mostra di sé decine, centinaia di forme, persino accatastate su più piani. Non resta altro che assaggiarle, no?
  7. Basta veramente poco a rendere fiabesca una città. E non solo riempiendola di fiori che inebriano i sensi con i loro profumi delicati ma anche, al calar del sole, illuminando le piante attraverso minuscole lampadine che fanno piombare Amsterdam in un’atmosfera quasi natalizia (ma senza quel caos che contraddistingue questa festività). Resta solo l’incanto di ammirare interi viali alberati illuminarsi di tante lucciole artificiali.
  8. Ad Amsterdam basta perdersi nelle vie del centro, o poco oltre, per trovare dei luoghi caratteristici e poco conosciuti che meritano almeno una visita, tanto sono curiosi e affascinanti. Ad esempio, ci si può spingere fino al mercato Albert Cuyp, uno dei più lunghi d’Europa, per immergersi nella vera atmosfera rionale olandese oppure andare a fare uno spuntino al Food Hallen, un quartiere multietnico dove si trova una stazione dei tram riqualificata in modo da renderla un condensato di stand alimentari che offrono per pochi euro dell’ottimo cibo da tutto il mondo (Italia compresa).
  9. Ammettiamolo senza false ipocrisie: Amsterdam è famosa anche per essere il paese della droga legalizzata, ovvero la cannabis. Quello però che non ci si aspetterebbe è come, anche al di fuori dei coffee shop, si trovino delle attività commerciali che sfruttano la fama di questa sostanza per invogliare i clienti all’acquisto. Ad esempio, è quantomeno curioso andare in un minimarket e trovarvi birra, drink analcolici e succhi di frutta alla cannabis o nei negozi di souvenir imbattersi negli accessori più disparati per realizzare perfetti spinelli o in simpatici gadget con la famosa foglia come emblema.
  10. Dieci motivi per visitare Amsterdam: non solo coffee shop, ma anche buona cucina e attenzione all'ambiente.
  11. Paese che vai… Italia che trovi. Già, perché gli italiani sono giunti fino a qui e hanno “colonizzato” la città con ciò che sanno fare meglio: cucinare. Ecco perché dietro ogni angolo si trova un ristorante o una pizzeria nostrana. Ma niente panico perché ai fornelli ci sono i nostri connazionali, quindi la qualità del cibo e la cura nella preparazione sono impeccabili. E mentre state gustando le loro pietanze, scambiate quattro chiacchiere con i cuochi per farli sentire come a casa. Ve ne saranno grati.
  12. Amsterdam è famosa anche, o soprattutto, per il rispetto verso l’ambiente. E come ve lo dimostrano? Ovviamente girando sulle due ruote per la città. Già, perché ovunque si è circondati da ciclisti, bici e enormi parcheggi adibiti solo a questi mezzi. È ormai così parte integrante della loro cultura che fin dalla più tenera età vengono cresciuti con questo stile di vita ecologista. Ecco perché nei negozi di giocattoli non possono mancare le bici per i più piccoli, tassativamente di legno, dai colori tenui e dalle forme delicate. Perché il rispetto verso la natura s’insegna fin dalla più tenera età.



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Andrea-Pistoia

Andrea Pistoia
Nasco in una solare giornata di luglio a Vigevano. A dodici anni scoppia l’amore per la letteratura. Affronto la scuola come un condannato a morte. In compenso la mia cultura extra-scolastica cresce esponenzialmente. Dopo due anni vissuti a Londra, torno in Italia come blogger, giornalista, recensore di fumetti e sceneggiatore di un fumetto online per una nota casa editrice. Chitarrista dei ‘Panama Road’, direttore editoriale di una fanzine online.
Ancora e mai più (nelle mutande), Youcanprint.
Di donne, di amori e di altre catastrofi, Youcanprint.
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Zanzibar: 10 motivi per visitarla con i bambini

Zanzibar: 10 motivi per visitarla con i bambini

Zanzibar: 10 motivi per visitarla con i bambini - Viaggi, Gli scrittori della porta accanto

Mamme in viaggio Di Valentina Gerini. Zanzibar, l'isola delle spezie, dei tramonti incantevoli, della spiaggia bianca come la neve e dei Masai.

Quando si pensa a Zanzibar si pensa alle sue interminabili spiagge bianche, con la sabbia così fina da sembrare farina, alle palme, altissime e verdi, alle spezie e ai mille odori dei banchi del mercato.
Zanzibar è un'isola a largo della Tanzania, raggiungibile con voli charter diretti da Milano Malpensa o Roma Fiumicino oppure con voli di linea con scalo.
La moneta ufficiale è lo scellino tanzaniano ma i dollari statunitensi sono accettati come seconda valuta. Negli hotel accettano anche euro, ma i piccoli B&B non accettano carte di credito e bancomat. La lingua ufficiale è lo Swahili ma è ben compreso e parlato l'inglese. Ha un fuso orario di 2 ore in più rispetto all'Italia (il paese non adotta l'ora legale). C’è un visto d’ingresso da pagare di circa 50 dollari e uno di uscita che varia a seconda della compagnia aerea (40/50 dollari).
Già mettendo piede all'aeroporto di Zanzibar si capisce di aver cambiato continente: il panorama, l'"organizzazione", l'afa. Le temperature sono sempre intorno ai 29-30 gradi, talvolta insopportabili per l'alta umidità che si registra soprattutto nei mesi più caldi che vanno da dicembre a febbraio. Il clima è un clima tropicale con una stagione detta "delle lunghe piogge" da marzo a maggio e una stagione "delle brevi piogge" da ottobre a dicembre.
La cultura è prettamente africana, così come lo sono le strutture delle case, i mercati, le strade di terra rossa... Cristiani e musulmani convivono pacificamente, le donne portano il velo ma è un'usanza non un'imposizione religiosa, la cucina è povera ma ricca di frutta, spezie e cibi freschi, la pulizia generale lascia a desiderare. In molti villaggi, quasi tutti direi, manca l'acqua corrente e l'energia elettrica è scarsa. Ma stanno lavorando per mettere la fibra. Questo lascia pensare molto, non credete? La tecnologia e internet oggi sono considerati beni primari anche se le priorità sull'isola sarebbero ben altre!
L'oceano è influenzato dalle maree che ciclicamente, ogni giorno, si presentano e seccano letteralmente il mare portando alla luce depositi di alghe infiniti.
Si possono trovare hotel lussuosi o piccoli agglomerati di bungalow costruiti direttamente in spiaggia.

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Con i dovuti accorgimenti come protezione solare 50+, attenzione nel bere sempre acqua in bottiglia ed eventuale profilassi antimalarica (anche se, giunti sull'isola, si viene bombardati di notizie che rassicurano il turista: il governo dice di aver investito tempo e soldi per la disinfestazione di bagni pubblici e privati nonché aree ad alto rischio e di aver regalato tre tende da letto per zanzara ad ogni famiglia del paese, riducendo del 70% la presenza della malattia) Zanzibar si presta benissimo ad essere visitata con i bambini. Ne apprezzeranno le bellezze, gli abitanti e i Masai.
Per chi, come me, viaggia con figli ma non vuole chiudersi in un resort all inclusive, segnalo piccoli alberghi dove entrare più in contatto con la popolazione locale: Dreams Hotel a Stone Town, Palumbo Kendwa a Kendwa e Blue Earth Bungalow a Jambiani. Per spostarsi da un luogo all'altro, con i piccoli, è sempre meglio utilizzare trasporti organizzati anziché quelli pubblici. A tal proposito segnalo una piccola agenzia locale di fiducia: Zanzibar Vacation & Leisure. Khamis, il responsabile, sarà ben felice di aiutarvi organizzando trasferimenti, tour giornalieri e prenotando l'alloggio.
Ora che avete tutte le informazioni generali, passiamo al dettaglio. Perché visitare Zanzibar e perché farlo con i bambini?

10 buoni motivi per cui vale la pena visitare Zanzibar.

  1. Le spiagge e i tramonti. Selvagge, lunghissime e bianchissime, quelle di Zanzibar sono tra le più belle che si possano vedere. La vita zanzibarina, fuori dalla città, si svolge prettamente in spiaggia: pescatori, venditori, bambini che giocano, Masai. Tutti passano gran parte della giornata in spiaggia, scalzi. Lì verrete letteralmente assaliti dai Beach Boys, ragazzi,  Masai e non, che si guadagnano da vivere facendo la qualunque: organizzano escursioni, intagliano portachiavi, fanno collane e bracciali. Non infastiditevi, lo fanno perché tentano di guadagnare in qualche modo e perché è nella loro cultura contrattare e vendere in stile mercato, basta rispondere che non si è interessati e vi lasceranno in pace. Le spiagge sono un po' curate nella zona di Kendwa e Nunguwi, meno nelle altre aree. Sono tutte bellissime, l'unica cosa da tenere presente è che quelle che si affacciano a ovest, sull'Oceano Indiano, sono penalizzate dalle maree, mentre quelle che guardano la Tanzania ne risentono meno. È consigliato passeggiare con delle infradito o scarpe da scoglio se non si vogliono avere brutte sorprese, come i ricci di mare. I tramonti di Zanzibar sono qualcosa di meraviglioso e il miglior luogo in cui osservarli è la spiaggia di Kendwa.
  2. Snorkeling. Oltre alle stelle marine e ai delfini - prevalentemente presenti a sud dell'isola - a soli 3 km da Zanzibar c'è una riserva marina meravigliosa, facilmente raggiungibile da Nungwi: l'isola di Mnemba. La sua barriera corallina misura diversi chilometri e rende felici grandi e piccini.
  3. L'acquario naturale di Nungwi. A nord dell'isola, si trova un acquario nel quale vengono curate e accudite le tartarughe di mare. Dimenticate le immense e fittizie vasche dei nostri acquari, quello zanzibarino è composto da vasche naturali di acqua di mare che sgorga dal sottosuolo e detiene due specie di testuggini e alcune tartarughe di terra. Circa 10 dollari è il costo dell'entrata. I bambini si divertiranno a dare da mangiare alle tartarughe e magari vedere dei cuccioli nati da poche settimane. Per i più interessati, l'acquario raccoglie anche scheletri e resti di differenti pesci e mammiferi come delfini e balene. Mia figlia è impazzita quando ha avuto la possibilità di nutrire le tartarughe e ha avuto la fortuna di vedere piccole testuggini che avevano soltanto una settimana di vita.

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  1. Jozani Forest. Jozani Chwaka Bay National Park è l'unico parco nazionale di Zanzibar, 35 km a sud-est di Stone Town, e comprende la foresta Jozani e Chwaka Bay. Entrando nella "reception" della foresta, dopo aver pagato l'entrata (10 dollari) si viene accompagnati a piedi da una guida del parco che ci scorterà durante l'avvistamento delle scimmie Colobo Rosso - ce ne sono circa 500 esemplari - e di altri animali come granchi, il martin pescatore delle mangrovie e il pappagallo testabruna. Se si desidera, la visita continua per vedere le mangrovie e può essere associata ad un'uscita in barca per l'avvistamento dei delfini.
  2. Stone Town. La parte più antica di Zanzibar City, è un misto di culture e architetture (araba, persiana, indiana, europea). Patrimonio dell'UNESCO dal 2000, Stone Town è un groviglio di strade dai portoni lavorati, un miscuglio di odori, un accozzaglia di bazar e moschee. Da non perdere sono il Palazzo delle Meraviglie, antica residenza del sultano, i moderni giardini Forodhani - di fronte al Palazzo delle Meraviglie - e la casa di Freddy Mercury, nato proprio lì nel 1946. Assolutamente consigliato l'aperitivo vista mare presso l'African House.
  3. Nakupenda e Safari Blu. Tra le escursioni più gettonate ci sono queste due giornate di mare dove si può prendere una tintarella niente male sulla lingua di sabbia che emerge a largo di Stone Town durante il giorno, chiamata Nakupenda, vedere le tartarughe di terra di Prison Island dopo aver visitato le prigioni che un tempo erano riservate agli schiavi, mangiare cibo locale sotto a dei gazebo improvvisati, vedere le mangrovie, nuotare - se si è fortunati - con i delfini.

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  1. I Masai. Negli hotel è quasi certo che troverete i Masai come addetti alla sicurezza di giorno e di notte, addetti alla spiaggia, per esibirsi in meravigliosi spettacoli danzanti, medici improvvisati e, se necessario, baby sitter! Questi ragazzi, che raramente hanno frequentato la scuola, giungono dalla Tanzania per guadagnare qualcosa e imparano velocemente altre lingue per comunicare con i turisti, oltre che i nostri usi. Così, è facile vedere un Masai avvolto da drappi colorati ma con occhiali da sole e smartphone. Sono persone cordiali, gentili, disponibili e pronte ad aiutarti. Mia figlia se ne è innamorata, tanto che non li lasciava in pace. Erano i suoi compagni di gioco, in spiaggia e in hotel. E loro si divertivano con lei. Non vi dico le lacrime che sono scese alla partenza!
  2. Cucina zanzibarina. Combinando sapori cucina araba, inglese, indiana, portoghese e cinese, ricca di spezie, cocco e riso, la cucina di Zanzibar è deliziosa. Uno dei piatti tipici è il riso pilau speziato. A Zanzibar ho mangiato un pwewa wa nazi (polpo con cocco) così buono da svenire. Mia figlia divorava il pesce, sempre fresco, il chapati (pane indiano), la frutta e i frullati di frutta. Ottime anche le birre locali come la Safari e la Kilimanjaro.
  3. Hakuna matata. La vita zanzibarina è lontana anni luce da quella italiana. Pole pole (piano piano) è uno dei motti degli abitanti di Zanzibar, anche perché ad aver fretta che cosa si guadagna? Quindi hakuna matata (senza pensieri/nessun problema) se va via la luce, se il dalla dalla (mezzo di trasporto pubblico) non passa in orario, se il cielo è nuvoloso. Siamo vivi e questo è ciò che conta. Vivere a Zanzibar, anche solo per pochi giorni di vacanza, ci riporta indietro nel tempo. Camminare sempre scalzi in spiaggia, osservare la luna e le stelle di notte, essere in costante contatto con la natura. Mia figlia adorava andare in spiaggia attraversando il villaggio di Kendwa, osservare la realtà che si nasconde oltre le mura degli hotel, giocare a pallone con i ragazzi del posto. Lei ha quattro anni e un pomeriggio, mentre stavo chiacchierando con alcuni miei amici Masai, si è messa a giocare a calcio con dei ragazzini che avevano dai nove ai 13 anni. Un match assolutamente fantastico! Attenzione: non tutti amano essere fotografati. Molti bambini, quando vedono un turista con il telefono in mano, gridano spesso «No picture!». E alla fine hanno ragione... Piacerebbe a noi essere fotografati ogni giorno da sconosciuti?
  4. Full moon party. Con i figli le uscite notturne non sono consigliate, ma è doveroso menzionare la famosa festa della luna piena che da anni si tiene ogni mese, quando c'è la luna piena ovviamente, al Kendwa Rocks, sulla spiaggia di Kendwa. Conosciuta in tutta l'isola, è un evento seguito e frequentato da turisti e locali.

Cosa ascoltare a Zanzibar?

Tra le canzoni che, stando sull'isola, rimangono inevitabilmente in testa, nel mio ultimo viaggio ho avuto modo di ascoltare alcune novità come "Hakuna Matata" di Country Boy, un artista tanzaniano.



Cosa leggere a Zanzibar?

Per entrare nell'atmosfera e vivere le avventure di un'assistente turistica alle prese con le strambe richieste dei turisti che alloggiano in un villaggio turistico a Zanzibar, suggerisco alcuni miei racconti pubblicati sul questo sito, che verranno presto raccolti in un libro: Storie di un'assistente turistica.

Storie di un'assistente turistica

Storie di un'assistente turistica

di Valentina Gerini
PubMe | Collana Gli scrittori della porta accanto
ISBN 9788827575192
Racconti | Narrativa di viaggio
ebook 2,99€
cartaceo 15,00€

Valentina-Gerini

Valentina Gerini
Ho due grandi passioni: i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ho fatto la mia professione, diventando accompagnatrice turistica. La scrittura è il mio hobby. Mi piace avere una vita piena di cose da fare: sono una mamma, lavoro, collaboro con un mensile toscano, mi impegno a portare avanti il progetto Gli scrittori della porta accanto e scrivo libri.
Volevo un marito nero, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione)
La notte delle stelle cadenti, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
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New York: 10 (insoliti) motivi per visitarla

New York: 10 (insoliti) motivi per visitarla

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Viaggi Di Andrea Pistoia. Dieci buoni (insoliti) motivi per visitare New York, metropoli caotica ed immensa, ricca di angoli di poesia e pace, maestosità e imponenza, creatività e follia.

Perché proprio lei? Perché andare a visitare questa città e non un’altra?
Bè… Uhm… Innanzitutto perché... cavoli, ragazzi, stiamo parlando di New York
Al di là di quanto vi possa venire l’orticaria ad immergervi in una metropoli caotica ed immensa, ciò non toglie che aver passato tutta la vita a guardare film e telefilm aventi questa città come ambientazione la renda una meta quasi obbligata. È innegabile, quindi, avere una curiosità di fondo (grande o piccola che sia, ma pur sempre presente). E poi, ammettiamolo, New York per un occidentale è come la Mecca per i mussulmani: almeno una volta nella vita la si deve visitare!
Di lei si sa di tutto e di più, sappiamo quali siano i monumenti e i musei da visitare e quali siano le tappe obbligate da fare (Central Park, la Fifth Avenue, Times Square, la Statua della libertà, il ponte di Brooklyn). Ma cosa è che non sappiamo? Quali sono i 10 motivi più insoliti per cui vale la pena visitare la Grande Mela? Cosa vi ho trovato io di così (più o meno) inaspettato? Leggete e scopritelo!

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Dieci buoni motivi per cui vale la pena visitare New York.

  1. Le dimensioni della città.
    Non basterebbe un anno intero per visitarla tutta. Non solo a causa dei mille e più monumenti che offre ma anche per quei piccoli angoli di poesia e pace, maestosità e imponenza, creatività e follia, che arricchiscono una città già ricca di suo. E tra opere di eccentrici pittori o di semplici commercianti che hanno voluto dare un tocco originale alla propria attività, si trovano anche luoghi che per i fan di certi film cult degli anni ottanta sono una tappa essenziale, da toccare con mano.
  2. Gli artisti di strada. 
    Ovunque si trovano persone che allietano la giornata suonando, ballando, rappando o più semplicemente condividendo con i passanti ciò che sanno fare meglio. Sono relegati al ruolo di artisti di strada ma mantenendo una propria dignità e voglia di esibirsi. Senza contare che alcuni di loro darebbero filo da torcere a coloro che calcano le scene dei teatri più rinomati.
  3. La stravaganza
    Tutto è esagerato, portato all’estremo e fuori dagli schemi.
    Avete presente quando guardate un film di azione e pensate: ‘E’ proprio un’americanata’? Poi andate a New York e vi accorgete che… bè, il film corrisponde alla realtà! Da noi c’è un grattacielo alto duecento metri? Loro ce l’hanno di cinquecento. Noi abbiamo un negozietto di caramelle di due metri quadri? Loro hanno un negozio di cento metri quadri, su due piani, straripante di centinaia di gadget e di dolciumi. E il tutto per un monomarca!



  1. La polizia. 
    Poliziotti che, alla faccia dei luoghi comuni sul “con loro non si scherza” e sul “sempre pronti ad usare modi bruschi per ottenere le cose” (ehi, siamo cresciuti con i polizieschi americani: non potete farcene una colpa!), sono più umani, sensibili e gentili di tanti pacifisti nostrani. Infatti, quando si ha bisogno di qualcosa (fosse anche solo un’indicazione) sono i primi a venire in aiuto, offrendo una mano e un sorriso amichevole.
  2. L'arte. 
    Scorgere delle vere e proprie opere d’arte, ovunque rivolgi l’attenzione. Che sia in una stazione della metropolitana o su un palazzo di un quartiere decadente, c’è sempre qualcosa che toglie il fiato e che spinge a fare foto su foto, dimostrando quanto ci siano più opere nascoste (e sconosciute ai più) meritevoli di essere scoperte ed immortalate di tante opere ritenute capolavori da fantomatici critici.
  3. Gli italiani. 
    Trovarvi così tanti italiani. Non solo giovani affascinati dal sogno americano ma anche uomini di mezza età e donne felicemente pensionate interessate ad ammirare una metropoli con la “M” maiuscola. Spuntano ovunque: dai monumenti più gettonati ai fast food, dalle strade più caotiche alle viuzze più isolate, dai parchi che trasudano quiete a Times Square nell’ora di punta. Ovunque, eccetto alla New York Public Library, la libreria più grande della città. Coincidenza? Non credo proprio.


  1. Ground Zero.
    Sono passati ormai anni ma l’undici settembre lo si respira ancora nell’aria. Non solo perché a Ground Zero si trova sempre qualche fiore incastonato tra i nomi delle vittime presenti sul bordo delle due vasche realizzate in loro onore ma anche in giro per la città, a testimoniare coloro che hanno perso la vita per salvare eroicamente completi sconosciuti. E sono tanti, troppi. Ecco perché chi è stato loro amico, collega o parente li ricorda così, con una targhetta commemorativa o un messaggio ai posteri. Per non dimenticare.
  2. La bandiera americana. 
    Questo sfrenato senso di patriottismo che permea ogni cosa, dai grattacieli ai luoghi di culto, dalla metropolitana ai chioschetti di hotdog, dai monumenti classici ai negozietti di souvenir. Un patriottismo che nel nostro paese è un lontano ricordo (eccetto durante i mondiali di calcio…) ma che in America è una forma di vanto e di forza (con i pro e i contro che inesorabilmente ne derivano).
  3. Usi e costumi americani. 
    Ciò che in Italia non mi aspetterei mai di trovare, qui sono all’ordine del giorno dato che “Paese che vai, usanza che trovi”. Ecco perché non mi resta che accettare questo paese ricco di opportunità ma anche di contraddizioni, le quale hanno la loro degna capitolazione in certi cartelli affissi fuori dai monumenti e dai locali. 
  4. Le persone.
    Persone strambe e folkloristiche, locali assurdi e oggetti inaspettati sono un marchio caratteristico di questa città. Ma ci sono cose che le superano tutte e per questo stupiscono piacevolmente, strappando un sorriso. Certo, avranno anche un senso di essere o una loro comprovata utilità, ma certo è che mi sorprende vedere, tra grattacieli enormi, ragazze con abiti griffati e Maserati come se piovessero, certi paradossi al servizio della legge o della comunità.

Cosa ascoltare a New York?

Quale canzone sceglierei per descrivere questa città? Ce ne sono a bizzeffe che calzerebbero a pennello, ma se ripenso a New York, la prima cosa che mi viene in mente e che mi ha toccato nel profondo è Ground Zero. Sfiorando sulle due vasche, ovvero ciò che resta delle torri gemelle, i nomi di coloro che hanno perso la vita in quell’attentato non posso che concludere come, a prescindere che sia una vittima dell’11 settembre o di Auschwitz o di un villaggio africano dimenticato da Dio e dai mass media, strappare una vita innocente sia sempre una sconfitta per l’intero genere umano. E come queste stragi non ci abbiano mai veramente spronato a elevarci per rendere il mondo un posto migliore. Forse perché non poniamo mai le domande giuste e di conseguenza non troviamo neppure le risposte adatte per considerarci finalmente tutti figli della stessa Terra. Ecco perché ho scelto "Where is the love?" dei The Black Eyed Peas.



Cosa leggere a New York?

Quanti sono i romani che parlando di questa città? Tantissimi. Lasciando da parte la storia e gli eventi, per celebrarne la sua dinamicità e, a volte, frivolezza, suggerisco "I love shopping a New York" di Sophie Kinsella. Perché, in fondo, chi è che non amerebbe fare shopping a New York?

I-love-shopping-a-New-York-Kinsella

I love shopping a New York

di Sophie Kinsella
Mondadori
ISBN 978-8804667469
cartaceo 10,20 €

Per Becky Bloomwood la vita non potrebbe essere migliore: ha un fidanzato che la adora e un entusiasmante lavoro come consulente in una trasmissione televisiva, e sta anche scrivendo il suo primo libro. E come se ciò non bastasse, le si offre la possibilità di trasferirsi a New York. È l'occasione che aspettava da anni, l'inizio di una nuova vita, l'avverarsi di un sogno. Becky non sta più nella pelle: il Museo d'Arte Moderna, il Guggenheim... e soprattutto le mille luci sfavillanti dei negozi. Bloomingdale's, Tiffany, la Quinta Avenue: ovunque ci sono offerte sensazionali. Basta comprare solo quello che serve, questo è il suo motto. Certo che quando si tratta di un vero affare...

Andrea-Pistoia

Andrea Pistoia
Nasco in una solare giornata di luglio a Vigevano. A dodici anni scoppia l’amore per la letteratura. Affronto la scuola come un condannato a morte. In compenso la mia cultura extra-scolastica cresce esponenzialmente. Dopo due anni vissuti a Londra, torno in Italia come blogger, giornalista, recensore di fumetti e sceneggiatore di un fumetto online per una nota casa editrice. Chitarrista dei ‘Panama Road’, direttore editoriale di una fanzine online.
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Londra: 10 motivi per visitarla coi bambini

Londra: 10 motivi per visitarla coi bambini

Londra: 10 motivi per visitarla coi bambini

Mamme in viaggio Di Valentina Gerini. Dieci buoni motivi per visitare Londra, anche con i bambini, metropoli multiculturale, simbolo d'indipendenza.

Quando si pensa alla Gran Bretagna si pensa quasi sempre a Londra. Raggiungibile con voli di linea ma anche con voli low cost, ospita famosissimi monumenti. Con i suoi 8.673.713 abitanti, detti Londoners, è la città più estesa del vecchio continente.
Icona multiculturale d'Europa, questa città accoglie migliaia di persone che, ogni anno, decidono di fare un'esperienza lavorativa all'estero. Londra, infatti, è il simbolo dell'indipendenza: un neodiplomato può, con estrema facilità, trovare lavoro e assaporare la libertà. Io l'ho fatto, subito dopo la maturità, e la cosa mi ha cambiata radicalmente ed è stata la miccia che ha acceso la mia passione per i viaggi. Me ne sono innamorata così tanto da tornarci ciclicamente.
Quest'anno ci sono tornata con mia figlia di 4 anni, da sola.
Londra è una città per bambini? Non proprio. O meglio, non è certamente adatta a una mamma sola alle prese con una bambina senza passeggino.
Londra ha attrazioni per bambini? Certamente. Dunque, se come me viaggiate con bambini, avete spirito d'avventura e non vi spaventano le lunghe scarpinate, voglio darvi qualche consiglio di viaggio, anche su ciò che può interessare i più piccoli.

10 buoni motivi per cui vale la pena visitare Londra.

  1. I parchi.

    La città ha un'infinità di parchi immensamente verdi. St James Park, consigliato per lunghe passeggiate attorno ai laghetti pieni di papere e amichevoli scoiattoli; Kensington Garden, dove potrete trovare un piccolo parco giochi per bambini, con sabbia, altalene e altre attrazioni, costruito in memoria della principessa Diana, il Diana Memorial playground; il parco di Greenwich con il famoso osservatorio che ha dato il nome al meridiano, sul quale si può letteralmente "camminare sul filo del tempo"...
  2. London Eye.

    Con una vista mozzafiato sulla città che incanterà anche i bambini, la ruota panoramica per eccellenza è un'esperienza unica, un vero e proprio occhio sulla città, che la guarda da un'altezza di 135 metri. Armatevi di pazienza perché quasi sempre c'è una lunga fila da fare per salirvi. Io avevo acquistato e stampato i biglietti in anticipo con un combo London Eye + Acquario, e questo mi ha permesso di risparmiare tempo.
  3. I pub.

    Gli English Pub sono un must se si visita la capitale inglese. Londra, infatti, è famosa per la vita notturna. Certo, con i bambini non è proprio indicato recarsi in un pub a tarda sera a tracannare birra ma, visto che questi sono aperti anche in orario pomeridiano, nulla vieta di sedersi sulle panche di un vecchio pub in legno e assaporare il tipico piatto di fish&chips (pesce fritto e patatine).
  4. Il Tamigi.

    Il fiume che divide la città in due, come la Senna o l'Arno, offre scorci interessanti se si sceglie di fare una mini crociera. Con mia figlia siamo salite su un battello nei pressi di London Bridge e abbiamo navigato per una manciata di minuti, passando sotto il famoso ponte con le due torri.
  5. Bus rossi a due piani.

    Un giro in pullman regala a tutti, grandi e piccini, la possibilità di godere della città con i propri occhi. Partendo da una zona meno centrale, come era quella dove alloggiavamo (zona 3 sulla mappa) abbiamo avuto la possibilità di osservare il cambiamento che avveniva nella città, man mano che ci avvicinavamo al centro. Con una Oyster (la carta ricaricabile per i mezzi pubblici londinesi) e un credito Pay as you go (paga per quanto utilizzi) una corsa in bus costa 1.50£.
  6. Tube - la metro.

    La metropolitana di Londra, detta Tube, è un mezzo efficiente e molto ben organizzato che, assieme agli autobus e alle linee del treno overground, raggiunge in maniera capillare ogni luogo della città. Con la scusa di prendere "un bel treno", ci spostavamo rapidamente da un luogo all'altro con la metropolitana. A prima vista la sua mappa può sembrare un groviglio di fili colorati, ma si fa presto a comprenderla. Tenendo sempre ben salda la mano di mia figlia e salendo sulle "scale volanti" (le scale mobili, come le chiamava lei) abbiamo raggiunto ogni luogo che mi ero prefissata di visitare.

London Bridge, Big Ben e il tipico bus londinese

  1. I mercati, come Camden Market, Covent Garden, Portobello.

    Sono molti i mercati che si possono trovare in città. Alcuni hanno giorni prestabiliti, come Portobello il sabato, zona Nothing Hill; altri invece sono aperti ogni giorno dell'anno. Camden Market è famoso per essere situato nella zona più alternativa di Londra, Camden Town, mentre Covent Garden si trova nel cuore della città, poco distante da Trafalgar Square o Tottenham Court Road.
  2. Oxford Street, Carnaby Street, King's Road, Regents Street. Le strade più famose di Londra, piene di negozi, sono da vedere.

    Che la giornata sia soleggiata o che ci sia un'uggiosa pioggerella (il meteo di Londra, si sa, è così) non devono mancare le camminate lungo le strade principali. Con mia figlia, ad esempio, con una lunga passeggiata siamo andate da Covent Garden a Tottenham Court Road, per poi proseguire fino alla fine di Oxford Street. Ogni tanto chiedeva di essere presa in braccio ma, una volta avvistato il Disney Store, la stanchezza è magicamente passata.
  3. Buckingham Palace.

    Il palazzo della regina, in stile neoclassico, è la residenza ufficiale dei sovrani del Regno Unito. Risulta interessante osservare il famoso cambio della guardia, che si svolge ogni giorno alle 11:30 da aprile a fine luglio, a giorni alterni per il resto dell'anno. 
  4. Musei, Zoo e acquario.

    Londra è sede di moltissimi musei famosi come il National Gallery, con dipinti dell'Europa occidentale dal '200 al '900 come Da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, Van Gogh; il British Museum, con una collezione di oggetti che coprono più di 50.000 anni di storia dell'umanità; la Tate Modern, una delle gallerie d'arte moderna più importanti del mondo. Per gli amanti del cinema invece suggerisco Madame Tussauds (utile acquistare un biglietto combinato tra le varie attrazioni per risparmiare), il museo delle cere più famoso del mondo, oppure i Warner Bros Studios per gli appassionati di Harry Potter. Inoltre, se non avete problemi etici nel visitare animali in cattività, a Londra trovate anche uno zoo ben curato e un acquario.

Cosa ascoltare a Londra?

Il Regno Unito ha dato i natali a tanti musicisti di fama internazionale come i Beatles, Freddy Mercury e Elton John, ma vorrei suggerire una stupenda canzone di un grande artista scomparso proprio lo scorso anno: Heroes di David Bowie.



Cosa leggere a Londra?

La letteratura inglese classica ci ha regalato dei capolavori con Charles Dickens o grandi operare teatrali con William Shakespeare. Oggi però vi voglio suggerire uno dei miei romanzi, nel quale si descrive Londra con l'occhio di un turista. Si tratta del mio romanzo "La notte delle stelle cadenti", in parte autobiografico, ambientato anche a Londra, appunto, quella che ho conosciuto durante la mia permanenza.


Esprimi un desiderio

di Valentina Gerini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Romance
ASIN B0B1868W7V
ebook 2,99€

Un impiego dinamico come quello del controllore turistico, tanti viaggi, una grande delusione amorosa e una gravidanza finita male. Questa è la vita di Sara che, desiderosa di essere madre ma consapevole di non poterlo diventare, dedica anima e corpo al proprio lavoro. A Londra incontra José, un affascinante uomo dalle origini dominicane e ne rimane colpita. Barcellona, Parigi, Miami... In ogni città qualcosa le parla di lui. I due ragazzi sono destinati a ritrovarsi e, una volta insieme, con una meravigliosa Repubblica Dominicana che fa da sfondo alla loro storia, quando la famiglia sembra ormai essersi consolidata, il destino riserva loro tante altre sorprese!




Valentina Gerini
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Repubblica Dominicana: 10 motivi per visitarla

Repubblica Dominicana: 10 motivi per visitarla

Repubblica Dominicana: 10 motivi per visitarla

Viaggi Di di Valentina Gerini. Dieci buoni motivi per visitare la Repubblica Dominicana, tra musica, rum, sole e mare mozzafiato.

La Repubblica Dominicana, comunemente chiamata Santo Domingo (grazie alla capitale Santo Domingo De Guzman) occupa il 64% dell'isola dell'Hispaniola (la parte restante è il territorio di Haiti) ed è una delle maggiori isole delle Antille, nel Mar dei Caraibi. Fu la prima colonia nel Nuovo Mondo fondata da Cristoforo Colombo.
Si raggiunge con voli charter o con voli di compagnie di bandiera diretti o con scalo. Ha un fuso orario importante comparato all'Italia: cinque ore in meno quando da noi è in vigore l'ora solare (inverno), sei quando è in vigore l'ora legale (estate). Ma non fatevi spaventare da questa differenza. I bambini, così come gli adulti, faranno presto ad abituarsi!

Nel cuore dei Caraibi, l'isola offre spiagge mozzafiato, distese di palme da cocco e canne da zucchero.

Ma anche piccoli paesi caratteristici e tanto, tanto divertimento. Meta indiscussa delle vacanze all'insegna del sole e della musica, è spesso al centro delle polemiche riguardo a turismo sessuale (è inutile negarlo, alcuni turisti si recano sull'isola per questo scopo), povertà e criminalità. Ma la Repubblica Dominicana è molto altro: è sorrisi, è amicizia, è solarità, è divertimento, è abbronzatura, è snorkeling, è scoperta.
Per motivi famigliari, mi reco lì ogni anno e scelgo sempre il fai da te: alloggio in appartamento al Vittoria House nel piccolo pueblo (paese) di Bayahibe, affitto un'auto ed esploro differenti zone del paese, vivendo in tutto e per tutto l'atmosfera dominicana. Perciò in questo elenco troverete 10 motivi per cui vale la pena visitare questa località dettati da una persona che, quando si reca lì, la vive realmente.

La splendida Bahia de las Aguilas e Samanà

10 buoni motivi per cui vale la pena visitare la Repubblica Dominicana.

  1. Il clima.
    Gode di temperature estive durante tutto l'arco dell'anno. Si tratta di un clima tropicale dunque non esiste una grande differenza tra inverno e estate. La differenza sostanziale si trova nelle piogge e nell'umidità dei mesi estivi (la stagione degli uragani ha inizio a giugno e termina a dicembre). Il mese più caldo è agosto, i mesi più "freschi" sono gennaio e febbraio. Generalmente le temperature, anche a gennaio, non scendono mai sotto i 20 gradi. E quando si registrano 15 gradi di notte in febbraio (come nel febbraio appena trascorso), i dominicani dormono col piumone!
  2. Le spiagge. 
    Di sabbia bianca, circondate da altissime palme verdi, le spiagge di Santo Domingo sono mozzafiato. Trattandosi di un'aerea di oltre quarantottomila chilometri quadrati, le spiagge sono moltissime e di differenti tipi. A mio avviso quelle più belle si trovano al sud. Questo perché il sud è bagnato dal Mar dei Caraibi, quindi le acque sono, per legge, più calme e cristalline. Mentre il nord è bagnato dall'Oceano Atlantico. In assoluto, la più bella che ho potuto visitare è Bahia De Las Aguilas, raggiungibile dalla zona di Barahona, all'estremo sud-ovest della Repubblica Dominicana, al confine con Haiti.
  3. I colmado.
    Si tratta di qualcosa di simile ai nostri "alimentari" o ai vecchi "sali e tabacchi" dove puoi comprare qualsiasi cosa al dettaglio. Puoi chiedere una sigaretta, 100 grammi di riso, due pannolini, una banana... Molti di loro mettono musica a palla dalle prime ore del mattino e diventano così ritrovo di dominicani e turisti che si intrattengono bevendo birra gelata e ascoltando musica.

Punta Cana e l'isola di Saona

  1. Santo Domingo. 
    La capitale dell'isola, una città grande e dalla storia affascinante. Città coloniale, con edifici e monumenti che ne testimoniano la grandezza del passato. Molte sono le case dei colonizzatori che negli anni si sono dilettati nella conquista di territori come Messico e Perù. Essi, infatti, usavano Santo Domingo come base per partire con le loro spedizioni alla volta del Nuovo Mondo. Il Conde, la strada principale della città, tappezzata di bar e locali turistici, si dirama in un'infinità di stradine tutte da scoprire. Ovviamente, mai addentrarsi nei quartieri più pericolosi e malfamati, al di fuori dell'aerea centrale della città.
  2. Bayahibe e i suoi tramonti. 
    Si tratta di uno dei tanti paesini di pescatori diventato, nel tempo, località turistica. Famoso in tutto il mondo, questo piccolo pueblo è un centro nevralgico di divers che vengono a fare corsi per immersioni, di turisti fai da te, di stranieri (molti italiani) che vi si stabiliscono nei mesi invernali. Piena di ristorantini fronte mare, colmado, locali dove poter osservare uno dei più bei tramonti della vostra vita, Bayahibe offre un buon compromesso per chi desidera vivere una vacanza all'insegna del mare in un sito turistico ma pur sempre immerso nella vita dominicana. Dai vari bar fronte mare si gode di un ottimo spettacolo durante il tramonto, quando il sole si cala dolcemente nel mare e il cielo si colora di arancione.
  3. La comida.
    La bandiera dominicana, come la chiamano i locali, è un piatto che include riso, fagioli e carne di manzo. Mangiare a Santo Domingo, se ci si accontenta dei piatti locali, costa pochissimo. Una comida (ovvero un pasto completo, come sopra descritto) costa circa 3€. I comedor,  ovvero dei "ristoranti" dove si può acquistare cibo casereccio sia da mangiare in loco che da asporto, spuntano ovunque come funghi. La cucina dominicana poi non è solo riso e fagioli. Ci sono tanti altri piatti che meritano l'attenzione di un viaggiatore: dalle empanadas (piccoli fagottini fritti ripieni di carne) ai succhi di frutta rigorosamente naturali, dal sancocho (una zuppa con dentro di tutto un po') al famosissimo picapollo (pollo fritto in maniera squisita accompagnato dal platano fritto). Altrettanto buoni sono i ristoranti situati direttamente in spiaggia. Il prezzo sale un poco, rispetto ai comedor in centro delle città, ma si ha la possibilità di mangiare fronte mare. Al mattino si arriva alla spiaggia pubblica a Bayahibe, il cameriere di turno chiede se si desidera un tavolo e, se si acconsente, viene apparecchiato, alla buona, direttamente in spiaggia. 

Il Salto Del Limon a Samanà e Playa del Limon

  1. La musica.
    È parte integrante della vita dominicana ed è inevitabile ritrovarsi a canticchiare qualche motivetto, una bachata o un merengue. A Santo Domingo si balla ovunque, davanti i colmado, nelle discoteche, per le strade, nelle proprie case. Nessuno si lamenta se una persona, in casa propria, alle otto di sera, alza il volume della musica. Anzi... è un'ottima scusa per fare festa! Se poi a completare l'atmosfera c'è un po' di birra o qualche bottiglia di rum allora siamo a cavallo!
  2. La birra e il Ron
    Come già accennato, a Santo Domingo si beve birra quasi ghiacciata. Il paese è produttore di differenti marche di birra ma la più conosciuta e apprezzata è la Presidente. Viene conservata in frigo rigorosamente intorno ai 3-4°C, così fredda da andar giù in un solo sorso. Il paese produce anche rum di ottima qualità. Ci sono differenti marche fra cui scegliere, le più famose sono il Ron Barcelò e il Brugal. Immagino che non sia da precisare che al dominicano piace bere, credo lo abbiate capito da soli... 
  3. Surf e tante altre attività. 
    L'isola, grazie alla sua grandezza e differenza di paesaggi, offre tanti tipi di attività per tutti i gusti. Provo a elencarne brevemente alcune.
    • Per i surfisti è adatta la zona nord del paese, come Cabarete, dove le onde dell'oceano e il clima sempre ventilato offrono una perfetta combinazione per cavalcare le onde. 
    • Per gli amanti delle spiagge sicuramente da non perdere l'isola di Saona, raggiungibile facilmente con una escursione dal porto di Bayahibe a poco più di 20€, e l'isola di Catalina, raggiungibile invece dal porto di Caletta, nella città de La Romana. La prima offre spiagge paradisiache mentre la seconda offre possibilità di fare snorkeling
    • Chi invece predilige le passeggiate nel verde non si perda d'animo. La Repubblica Dominicana offre anche paesaggi che non hanno nulla da invidiare alle nostre colline. Al centro del paese, infatti, si trova una montagna, il Pico Duarte, che supera addirittura i 3000 metri e dove le temperature sono decisamente sempre più fresche e la vegetazione è rigogliosa. 
    • Per chi ama la natura in tutta la sua potenza non resta che consigliare il Salto Del Limon, le cascate che si trovano vicino a Samanà e che offrono spettacoli unici così come il famoso Parco de Los Haitis. Sempre nella zona di Samanà, invece, per chi ama gli animali, c'è da segnalare il passaggio delle balene (le megattere) nel periodo di febbraio.
    • Sulla strada che da La Romana porta a Santo Domingo invece una sosta obbligatoria è quella a La Cueva De Las Maravillas dove, scendendo sotto terra in alcune grotte suggestive, si ha la possibilità di osservare dei disegni risalenti all'epoca dei Tainos (gli indigeni che popolavano l'isola prima dell'arrivo di Colombo).
    • Già segnalata è l'aera di Barahona che con la splendida Bahia de las Aguilas (dove le tartarughe vengono a deporre le loro uova), il Lago Enriquillo e la Laguna di Oviedo (famosa per i fenicotteri rosa), è conosciuta per il turismo eco-sostenbile.

  4. Gli abitanti e l'arte di arrangiarsi.
    Sempre sorridente, il dominicano medio, dà enorme confidenza a chi visita il suo paese. Si offre spesso di aiutare e di portare in giro le persone. Certo, c'è da stare attenti. C'è chi lo fa con la speranza di ricevere qualcosa in cambio, chi lo fa con l'intenzione di fregare, chi lo fa con la speranza di cambiare in meglio il proprio destino, ma non facciamo di tutta l'erba un fascio. Di fatto, metà della mia famiglia è dominicana e posso asserire che molti dominicani sono buoni, sempre felici, amano godersi la vita giorno per giorno, attimo per attimo, e la vivono secondo le loro possibilità. L'arte di arrangiarsi deriva anche da questo, dal saper improvvisare per campare. Date a un dominicano una tenda per ripararsi dal sole, un posto dove sedersi lungo la strada, qualche attrezzo da meccanico e lui  inizierà immediatamente a lavorare, mettendo un cartello con su scritto "Meccanico per moto". 


Valentina Gerini
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Porto Santo: 10 motivi per visitarla coi bambini

Porto Santo: 10 motivi per visitarla coi bambini

Porto Santo, vista della baia

Mamme in viaggio Di Valentina Gerini. Dieci buoni motivi per visitare l'isola di Porto Santo: temperatura mite, panorami mozzafiato e relax. Un'isola tranquilla ed emozionante, anche per i bambini. 

L'isola di Porto Santo fa parte della regione autonoma di Madeira, in Portogallo, da cui dista soltanto 50 Km. La si raggiunge in un paio d'ore di traghetto dal porto di Madeira (il traghetto parte al mattino e rientra la sera), oppure in aereo sempre da Madeira in pochissimi munti con Aerovip. In estate e durante le festività ci sono voli diretti che la collegano con Lisbona. In Italia è un'esclusiva del tour operator I Viaggi Di Atlantide e ci sono voli diretti con la compagnia Neos da Milano Malpensa.
Tre ore e 20 minuti per arrivare in un piccolo paradiso! Si trova in pieno Oceano Atlantico ed è lunga soltanto 10 Km e larga 6. Un'isola di piccole dimensione, dunque, ma che racchiude davvero tante bellezze.

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10 buoni motivi per cui vale la pena visitare Porto Santo.

  1. Il clima. L'isola gode di temperature miti durante tutto l'arco dell'anno. Adesso, a dicembre, si registravano 18/20 gradi di giorno e 15/18 gradi di sera. Sempre ventilata, umidità pari a zero, è piacevole stare in spiaggia di giorno e uscire con un leggero maglione la sera. Non aspettatevi però un cielo limpido e completamente terso. L'isola è esposta a venti da ogni direzione dunque la bellezza di quest'isola è proprio il gioco di nubi di diverse forme e dimensioni che attraversano l'azzurro del cielo.
  2. Le spiagge. Di sabbia dorata e molto ampie, le spiagge di Porto Santo sono davvero meravigliose. La sabbia fine del colore dell'oro risplende al sole. La grandezza delle spiagge invoglia a fare lunghe passeggiate. La costa sud dell'isola è segnata da spiagge pubbliche mentre la parte nord da irte scogliere.
  3. I belvedere. Numerosi sull'isola sono i punti panoramici dai quali ammirare paesaggi mozzafiato. Vengono chiamati "miradouro" e si raggiungono facilmente con una jeep 4x4 in quanto le strade sono sterrate, quindi a volte fangose o poco adatte ad altri tipi di auto. Il più facile da raggiungere è il Miradouro de Portela dal quale si ha una splendida vista sul porto, sulla città di Villa Baleira, le spiagge e si possono vedere da vicino i mulini a vento.

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  1. Villa Baleira. La città più grande e importante dell'isola è Villa Baleira, un piccolo centro urbano dove sono presenti i principali servizi. Dimenticate grandi negozi, locali movimentati e vita notturna. Per trovare negozi importanti o catene conosciute bisogna andare a Madeira. A Porto Santo ci sono solo piccole botteghe locali. Qua si trovano la casa di Colombo, dove abitò per un periodo di tempo, e la Chiesa della Madonna della Pietà. L’architettura della Chiesa è molto semplice e caratteristica, adornata con le tipiche azulejos portoghesi: tipici ornamenti dell'architettura portoghese e spagnola che consistono in piastrelle di ceramica, non molto spessa, decorate e smaltate.
  2. Ponta da Calheta. Si tratta della punta estrema dell'isola, raggiungibile a piedi in una mezz'ora da Villa Baleira, sia via spiaggia che dalla strada, oppure in auto in pochissimi minuti. Arrivati alla punta si può parcheggiare e godere dello splendido panorama: l'isola di Madeira all'orizzonte, il mare che si increspa a seconda dei venti, la spiaggia e un isolotto roccioso. La magia di questo luogo si sprigiona all’imbrunire quando i raggi di sole baciano il mare e la sabbia dorata.
  3. La sicurezza. L'isola sembra essere rimasta indietro nel tempo e si è tranquilli a camminare, anche con bambini piccoli in strade deserte. Nessuno ti disturba, non si ha la sensazione di essere in pericolo. La criminalità, infatti, è quasi nulla. Camminare per Porto Santo è piacevole e sicuro. Inoltre, sono molto rispettosi del codice stradale. Di fatti, prima delle strisce pedonali, si trovano dei veri e propri Stop per i veicoli. Non si rischia mai di essere presi in pieno da un'auto quando si attraversa la strada. 

giardino-botanico-quintas-das-palmeiras-porto-santomulini-a-vento-porto-santoPorto Santo, Madeira, Portogallo.

  1. Quintas das Palmeiras. Nella zona interna dell’isola, proprio su una collina, si trova un piccolo giardino botanico che accoglie diverse specie di piante e fiori e un vasto numero di specie ornitologiche. Adatto per i bambini che, meravigliati, potranno osservare fiori colorati, grandi pesci nel laghetto ma anche emu, cigni, pavoni e un'infinità di pappagalli colorati. Il costo dell'entrata è di 3€, si raggiunge facilmente in auto o in taxi al costo di una decina di euro e c'è anche una piccola area gioco per i bimbi.
  2. I mulini. Come già accennato, l’isola è molto esposta al vento di tutti i quadranti. I mulini a Porto Santo sorsero principalmente per la macinatura dei cereali. Il primo fu costruito nel 1794 e tutt'oggi si possono vedere, senza vele ormai, in tutto il loro antico splendore.
  3. Trecking. L'isola è sicuramente un'oasi felice per i più avventurosi, interessante per le passeggiate e le scalate in altezza che i diversi monti offrono. Pico do Facho, alto 517 metri, è il più alto picco dell’isola. Gli amanti della scoperta possono esplorare la Serra de Fora e la Serra de Dentro, situate sul versante orientale di Pico do Facho, per trovare paesaggi unici, baie incantevoli e il mare agitato della zona nord. Pico dal Flores è invece situato sull’estremità occidentale dell’isola, ideale per ammirare lo splendido paesaggio dell’intera isola. Il sito dei Morenos, adiacente a questo Pico, è un grazioso angolo in cui realizzare pic-nic.
  4. Gli abitanti. La popolazione è composta da circa 5,400 persone. Capite bene che, a Porto Santo, è come essere in famiglia. Le persone lasciano le chiavi nella serratura della porta, nessuno ha paura, sono tutti gentili e rispettosi verso gli altri e verso i turisti. Hanno questa innata gentilezza, che trasuda in loro da ogni poro, da dare la sensazione di essere già stati a Porto Santo, anche se in realtà è la prima volta che la si visita.

Cosa ascoltare a Porto Santo?

Parliamo dunque di musica portoghese. Il Fado, genere musicale tipico di Lisbona, è sicuramente la musica portoghese per eccellenza. Ma parlando di canzoni più o meno moderne mi viene da citare Deolinda con "Um contra o outro".



Cosa leggere a Porto Santo?

Molti sono i romanzi che parlano di Portogallo in generale ma solo uno cita Porto Santo: Cuore atlantico di Marco Ferrari.

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Cuore atlantico

di Marco Ferrari
Mursia Editore
cartaceo 12,16€  Acquista

Dal cuore dell'Atlantico emerge un angelo di legno. E un giorno di bonaccia del 1858 e il comandante Luigi Perasso non sa ancora che il suo destino è già legato a quella misteriosa polena affondata quattro anni prima nel viaggio inaugurale della nave che la ospitava. E l'inizio di una storia d'amore e di morte, di avventure e di passioni, che si consuma in un mondo d'acqua, da Montevideo a Genova, da Porto Santo alla Corsica, per concludersi in un museo, dove lo sguardo grottesco della donna di legno guida ancora la sorte di chi lo incrocia.

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Valentina Gerini
Le sue più grandi passioni sono i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ha fatto la sua professione, diventando accompagnatrice turistica; della scrittura il suo hobby, scrivendo romanzi e collaborando con un mensile dedicato alle storie di paese e ai fatti che accadono nella zona della Valdera (Pi), Il Ponte di Sacco.
Volevo un marito nero, 0111Edizioni.
La notte delle stelle cadenti, Lettere Animate.
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Kos: 10 motivi per visitare l'isola

Kos: 10 motivi per visitare l'isola

Kos: 10 motivi per visitare l'isola

Viaggi Di Claudia e Valentina Gerini. Dieci buoni motivi per visitare l'isola di Kos: sole, cibo fresco e squisito, divertimento e relax tra storia e cultura.

L'isola di Kos fa parte dell'arcipelago del Dodecaneso, terza per grandezza e seconda per popolazione, oltre ad essere un'isola molto bella e ricca di attrazioni ha delle dimensioni perfette che permettono di girare facilmente anche in scooter. Alcune delle località principali, oltre a Kos Town, sono Tigaki, Marmari, Kardamena e Kefalos.
Se devo essere sincera, prima che mia sorella Valentina andasse a lavorare in Grecia come assistente turistica, io non avevo idea che quest'isola celasse così tante bellezze, che fosse divertente e rilassante al tempo stesso, e anche a misura di bambino. Sì, perché in vacanza a Kos ci sono stata con al seguito mio figlio di cinque anni. All'inizio non nascondo di essere stata titubante sulla scelta di questa vacanza. Se pensavo alla Grecia mi venivano in mente solo alte scogliere e mare cristallino. E le alte scogliere non sono certo adatte a un bambino piccolo! Invece Kos si è rivelata una scelta azzeccata, in quanto è anche ricca di spiagge lunghe e sabbiose. Quindi, se state pensando alle prossime vacanze estive, vi elenco dieci motivi per cui potreste scegliere l'isola di Kos.


10 buoni motivi per cui vale la pena visitare Kos.

  1. Il sole. Una delle caratteristiche più apprezzate di Kos è il sole. Da aprile a novembre le piogge sono estremamente rare e il sole splende alto nel cielo. Con il sole e il caldo si possono fare splendide gite su una tipica imbarcazione turca, il caicco. Io sono stata per 15 giorni ad inizio settembre e non ho mai visto una nuvola in cielo.
  2. Kos Town, la capitale, è veramente una città molto graziosa e ricca di attrattive. Molto bella la lunga passeggiata che costeggia anche il porto. La città vecchia mostra testimonianze che vanno dall'epoca greca, romana, bizantina e medioevale fino ad arrivare all'occupazione italiana e tedesca. Da visitare sicuramente la Fortezza dei Cavalieri di San Giovanni, Piazza del Platano, dove si trova appunto il platano di Ippocrate (un enorme albero dal tronco cavo sotto il quale, la leggenda dice, Ippocrate dava lezioni di medicina ai suoi studenti). Infine l'antica Agorà dove si possono ammirare le rovine risalenti al periodo ellenistico della città. Una meraviglia per chi ama la cultura greca classica.
  3. La Bar Street. È sicuramente una delle "attrazioni" preferite dai giovani a Kos Town. In realtà si trova anche nel piccolo paesino di Kardamena, ma nella città di Kos è sicuramente molto più grande e varia. Si tratta di un viale con tantissimi locali aperti fino a tarda notte dove la parola d'ordine è: divertimento!
  4. La città. Lungo Ifestou street si possono trovare una miriade di negozi aperti tutto il giorno che vendono souvenir turistici e prodotti tipici. Quadri, argenterie, abbigliamento oggettistica varia... Non si può passare da questa strada e uscirne a mani vuote.
    Sempre in città vale la pena visitare il Mercato Coperto: un mercato al chiuso dove si possono acquistare spezie, erbe aromatiche, miele di ogni forma e sapore, olio d'oliva e prodotti per la cura della pelle oltre ai classici generi alimentari. Entrando vi assalirà il forte odore di spezie che si respira nell'aria e avrete solo l'imbarazzo della scelta.
  5. Le spiagge. La principale spiaggia di Kos Town è quella che costeggia la via Averoff. È una spiaggia di sabbia ampia e lunga con alcuni beach-bar che offrono lettini e ombrelloni. Una location tra le più conosciute è il Mylos, situato tra Kos città e Lambi. Facilmente raggiungibile anche con lo scooter, è stato il nostro rifugio nei giorni in cui avevamo voglia di rilassarci un po'. Lettini e ombrelloni a pagamento e servizio bar/ristorante direttamente in spiaggia. Basta suonare un campanello attaccato al palo dell'ombrellone di legno e un'agile ragazza in bikini porta da bere e mangiare in men che non si dica!
    A 5 km dalla città, in località Psalidi, ci sono diverse spiagge molto belle di ciottoli e sabbia.
    Vicino al paese di pescatori Kefalos, invece, si trovano le spiagge più belle dell'isola. Sabbia chiara e vista mozzafiato sul piccolo isolotto, raggiungibile a nuoto, di fronte a Agios Stefanos Beach. L'isola è ricca di spiagge e callette e il divertimento sta anche nel girare in lungo in largo alla ricerca di un luogo in cui sostare.
  6. A circa 11 km dalla città si trovano le terme di Kos, una piscina naturale di acqua calda, con una temperatura superiore ai 42 gradi. Non è a pagamento e tutti possono usufruire dei suoi benefici. Unica nota negativa è la strada per arrivarci. Mi ricordo di un percorso molto ripido e tortuoso, da fare a piedi. Ma ne vale sicuramente la pena!
  7. Se avete voglia e tempo di spostarvi dalle località costiere, si trovano paesini, anche a quote elevate, da cui ammirare uno splendido panorama e che vi portano indietro nel tempo. Mi ricordo di un'escursione al paesino Zia. Per arrivarci abbiamo fatto un bel po' di strada salendo con la macchina per una tortuosa via di montagna per poi ritrovarci in un piccolo paese fatto di case bianche, porte e finestre blu. Veramente bello! Altro punto panoramico è Agios Teologos, dove si trova anche una taverna dalla cui terrazza si gode una vista mozzafiato sul mare.
  8. Il cibo. Credo che la cucina greca sia una delle più buone in assoluto. Non c'è stato un piatto che non mi sia piaciuto. Dal tzatziki al saganaki, dall'insalata greca al souvlaki (i popolari spiedini di carne), ho trovato tutto squisitissimo. Pesce fresco a volontà in qualsiasi ristorante si scelga di mangiare. La zona più rinomata per il pesce è Mastichari. Per non parlare poi dello yogurt greco, quello vero! In un ristorantino tipico di Kos Town ho mangiato lo yogurt con il miele più buono della mia vita.
  9. Il porto di Kos è anche un ottimo punto di partenza per visitare la Turchia, in particolare Bodrum (l'antica Alicarnasso) in quanto vicinissima alle sue coste. Giornalmente ci sono traghetti che partono al mattino da Kos per Bodrum e rientrano a metà pomeriggio. E se non sapete il greco o l'inglese e avete paura di non capire a che ora salpi la nave per il ritorno, non preoccupatevi: all'arrivo a Bodrum, un marinaio si posiziona sul molo con un orologio di legno che segna le 16:00. Non ci si può sbagliare!
  10. I greci sono veramente simpatici e cordiali, gentili e disponibili. Persone molto umane, per niente costruite e alla mano. "Una faccia, una razza", dicevano sempre i colleghi di lavoro greci a mia sorella, come a dire che pur essendo di due nazioni differenti italiani e greci si somigliano.

Cosa ascoltare a Kos?

Non è difficile dirvi che la musica che si sente in giro nei locali a Kos (senza contare la musica dance della Bar Street) è prettamente musica greca. Dunque posso affermare che ve ne andrete dall'isola con il motivo della danza di Zorbas (Zorbas' Dance di Mikis Theodorakis) che vi echeggia nella testa. 



Cosa leggere a Kos?

Tra i romanzi che parlano della Grecia, mi viene in mente Il colosso di Marussi di Henry Miller.
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Il colosso di Marussi

di Henry Miller
Feltrinelli
cartaceo 7,23€

Mentre la guerra si avvicina, Henry Miller si gode l'occasione di fare un viaggio in Grecia, la prima vera vacanza da vent'anni e forse l'ultima, almeno per un lungo tempo. Si imbarca da Marsiglia alla volta del Pireo per raggiungere l'amico Lawrence Durrell che si trova a Corfù. Inizia così un'avventura alla scoperta di un mondo stupefacente, mitico, unico, dove gli si rivelano bellezza e miseria di un paese che è ancora un sacro recinto, con ritmi, tempi, riti tutti suoi.


Claudia Gerini


Valentina Gerini
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