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The greatest showman: la recensione

The greatest showman: la recensione

The greatest showman: la recensione - Film, Cinema

Cinema | Di Lara Zavatteri. The Greatest Showman, il musical dell'esordiente australiano Michael Gracey sulla magia del circo, con Hugh Jackman.

Siamo abituati a vederlo sfoderare gli artigli nella serie degli X-Men, ma in The Greatest Showman l'attore Hugh Jackman interpreta un personaggio molto lontano da Logan-Wolverine. In questo film, uscito a Natale, l'attore interpreta infatti P.T. Barnum, l'uomo che ha fatto conoscere la magia del circo, pellicola ispirata alla vera storia di Barnum.


P.T. Barnum è un ragazzino povero che frequenta, con il padre, la casa di una famiglia ricca e la figlia dei padroni, Charity (Michelle Williams). Come da copione l'amicizia tra i due non è ben vista e sarà ostacolata in ogni modo, ma diventati adulti i due si sposeranno e avranno due figlie.
Dopo una serie di controversie Barnum apre una sorta di museo delle cere, che però non piace a nessuno. Saranno proprio le figlie a suggerirgli di proporre nel circo persone strane, o per il loro aspetto o per ciò che sanno fare. 


The Greatest Showman - Film, Cinema


The Greatest Showman

REGIA Michael Gracey
PRODUZIONE Laurence Mark, Peter Chernin, Jenno Topping, James Mangold, Tonia Davis
DISTRIBUZIONE 20th Century Fox
SCENEGGIATURA Jenny Bicks, Bill Condon
FOTOGRAFIA Seamus McGarvey
MUSICHE John Debney, Benj Pasek, Justin Paul
ANNO 2017

CAST
Hugh Jackman, Zac Efron, Michelle Williams, Rebecca Ferguson, Zendaya, Keala Settle, Sam Humphrey, Austyn Johnson, Cameron Seely, Paul Sparks, Yahya Abdul-Mateen II, Eric Anderson, Shannon Holktzapffel, Gayle Rankin, Will Swenson, Fredric Lehne, Kathryn Meisle, Radu Spinghel




La donna barbuta, la cantante e il nano: tutti i personaggi strambi di The greatest showman.

Una delle prime persone strane che Barnum assume è la donna barbuta, ma anche un nano, dei trapezisti e altri personaggi strambi che però grazie al circo non si vergognano più della loro condizione, anzi ne vanno fieri. Ad un certo punto Barnum coinvolge nel circo anche il drammaturgo Philip Carlyle, ovvero l'attore Zac Efron, conosciuto dal pubblico proprio per le sue prime interpretazioni in musical (High School Musical). I due vengono da mondi molto diversi, ma alla fine finiranno per intendersi. 
Per dare lustro al circo, almeno all'inizio, Barnum assume la cantante Jenny Lind, interpretata da Rebecca Ferguson (la regina Elisabetta in The White Queen). Lei è una prima donna e tenta di sedurre Barnum, che però resta fedele alla moglie. Tuttavia la segue in un tour che per l'uomo sarà disastroso. Da un lato è lontano dalla famiglia e la sua reputazione ne risente, dall'altro pare aver dimenticato il suo circo originale. 


Alla fine arriva il tendone.

Tutto va in pezzi, il circo va a fuoco, l'impresario è senza un soldo.
Chi lo soccorre allora?
Proprio le persone “strane” del circo, che non intendono mollare e che, stavolta guidati da Carlyle (che in seguito subentrerà a Barnum) che nel frattempo ha trovato l'amore in una trapezista (l'attrice e cantante Zendaya), vogliono tornare a esibirsi. La nuova sede è un tendone, che poi, fino ai giorni nostri, caratterizzerà il circo. 
Da vedere per la storia, molto ben scritta, i costumi, per non perdersi Hugh Jackman che canta e per un finale che lascia spazio alla speranza per tutti.
Ve lo siete persi al cinema? Tra qualche mese arriverà in dvd.



Lara Zavatteri

Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
Guardando le stelle,Un cane di nome GiulianoRisparmia Subito!Amici per sempreCuor di Corteccia, Sopravvissuti, Youcanprint.
Reset, Photocity.it.
La strada di casa, Edizioni del Faro.
Agata. Come un funerale ti salva la vita, Youcanprint.
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Il sogno di Maria Köstlin, intervista a Federico Corberi

Il sogno di Maria Köstlin, intervista a Federico Corberi



Scrittori | A cura di Silvia Pattarini. Un caffè (letterario) con Federico Corberi, presto in tutte le librerie online con il suo romanzo d'esordio  Il sogno di Maria Köstlin, 0111 edizioni, in uscita il 31 gennaio 2018.

Benvenuto Federico Corberi, grazie per avere scelto il nostro web magazine culturale. 
Per rompere il ghiaccio, visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un tè, una tisana, una bibita fresca o… cosa preferisci?
Grazie a voi per le bibite ed il resto. Prenderò volentieri un caffè. O forse sarebbe meglio un tè, con zucchero grazie. Anzi facciamo senza, per gustarlo in purezza, per così dire. Scusate, il fatto è che il dilemma caffè/tè appare già nella citazione di apertura del mio romanzo e lo percorre interamente, rappresentando due modi diversi di interpretare la vita. Maria porta una lotta dentro sé: beve caffè. Huber cerca l'etereo in una tazza di tè. Sono due personaggi che si confrontano nel libro. Ho terminato il romanzo, ma quel dilemma rimane. Facciamo caffè, ma solo per stavolta.

Ci racconti come hai trovato il nostro blog e perché hai deciso di affidare a noi la promozione del tuo libro?
Brancolando nel buio. È la mia prima esperienza come scrittore e non ho la minima idea di cosa si-debba-fare/io-voglia-fare dopo la pubblicazione. Ho scritto unicamente per il piacere di farlo, per mettere su carta alcune idee che mi affollavano la testa e forse anche per una sfida a me stesso. Soprattutto cerco il confronto con i potenziali lettori. Per questo, cercando e gironzolando sul web, ho incontrato il vostro blog, mi ha interessato, e mi sono risolto.

Per scrivere un libro è necessario avere una storia da raccontare: raccontaci qual è stata quell’alchimia, quella scintilla interiore che ti ha spinto a scrivere Il sogno di Maria Köstlin.
Questo libro è nato dalla musica e si è sviluppato interamente all'interno di essa, intrecciandola inevitabilmente con il mio vissuto personale. All'epoca della gestazione del romanzo ero ossessionato (l'uso del tempo passato è però improprio...) dalla quarta sinfonia di Johannes Brahms. L'ascoltavo varie volte anche di seguito, in modo compulsivo, questo mi capita spesso con certi capolavori. Lei – la sinfonia – mi poneva molte domande e mi raccontava tante storie. Le ho buttate giù in un breve scritto, poi è cresciuto fino ad un romanzo. Quattro anni di lavoro, penna e cuffia stereo.

A che genere appartiene, ci presenti la trama a grandi linee?
La trama prende spunto da un fatto storico riguardante la vita di Johannes Brahms nel periodo della stesura della quarta sinfonia. Maria Köstlin è stata una sua amica. Ma la trama è solo uno spunto. La vera dimensione del romanzo, quella che ho provato a raccontare, è quella interiore, della protagonista, Maria. La quale, in quanto tale, segue le strade dell'inconscio, dell'onirico, confonde i piani temporali, procede per visioni simboliche.


Il personaggio che ritieni sia riuscito meglio è? Parlaci un po’ di lui/lei…
Non riesco a rispondere. Ma posso dire qual è quello che mi sono divertito di più a raccontare: Hans Haus, il cocchiere tuttofare di Maria. Perché mi sorprendeva continuamente. È un servitore, ma con nobiltà. È ingenuo, ma profondo. È anziano, ma irrisolto come un giovane. È a tratti caricaturale, in altri momenti vero. Capite perché dico che mi sono divertito? Potrei scrivere per sempre di lui, ci sarebbe sempre qualcosa da scoprire!

Interessante, ora torniamo al libro. Fornisci almeno tre motivi validi per invogliare un potenziale lettore a leggere Il sogno di Maria Köstlin.
Ho provato a mettere su carta un mondo interiore nel quale il lettore possa ritrovare sé stesso riconoscendosi. Questo è quello che amo in un libro quando ne sono lettore. Se ci fossi riuscito (se) gli altri due motivi non servirebbero. Se non ci fossi riuscito... vedrò di trovarli!

Come intendi impostare la promozione del tuo libro: ti rendi disponibile per presentazioni presso librerie, biblioteche e centri culturali , preferisci il web o, tutte le soluzioni possibili?
Col massimo possibile della disorganizzazione. Forse l'una, forse l'altra cosa, forse nessuna. Ogni strada è potenzialmente aperta. Come ho già detto precedentemente, mi interessa soprattutto la condivisione con i lettori e la partecipazione.

Hai ancora qualche sogno nel cassetto da realizzare?
Ho un cassetto piuttosto grande nel mio comodino, dentro c'è parecchio ed un po' di tutto. Preferisco dirvi di una cosa che, per le dimensioni, non c'entra. Portare, anche in seguito alla lettura di questo libro, almeno una persona in più al cospetto di un capolavoro dell'arte come la quarta sinfonia.

Federico Corberi, ti ringrazio tantissimo per essere stato con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo libro, augurandoti che sia un vero successo! In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!

Il sogno di Maria Köstlin

Il sogno di Maria Köstlin

Prendendo spunto da un fatto storico, vengono narrate le vicende occorse nell’estate del 1885 a Mürzzuschlag, località di villeggiatura dove Johannes Brahms era intento al completamento della Quarta Sinfonia trascorrendo le vacanze in compagnia dei coniugi Richard Fellinger e Maria Köstlin. Si racconta di un violento incendio scoppiato nelle immediate vicinanze della casa del compositore e di come Maria si sia recata nell’abitazione del maestro traendo in salvo la partitura.
I fatti sono ripercorsi nei ricordi della protagonista ormai anziana, nei quali la realtà si mescola al sogno e la passione effimera e bruciante divampata fra lei e il commissario incaricato delle indagini in quella lontana estate viene investita di significato.

di Federico Corberi | 0111 edizioni  | Romanzo Storico
cartaceo 8,93€ - Preordine sul sito della casa editrice


Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
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La regola dei pesci, di Giorgio Scianna

La regola dei pesci, di Giorgio Scianna

La regola dei pesci, di Giorgio Scianna - Recensione, Libri, Scrittori

Libri | Recensione di Beatrice Rurini. La regola dei pesci, di Giorgio Scianna, Einaudi, 2017. La ribellione può assumere molte forme, tante quante sono le speranze. Un romanzo di formazione che parla di disagio giovanile.

La trama potrebbe essere semplice, ma se così fosse avremmo già finito il libro.
Quattro ragazzi partono per le solite ferie estive, diciott'anni sono una liberazione ed un traguardo. Si va verso la Grecia.
Peccato che sotto ci sia un disegno diverso.
La meta è un'altra e di loro si perdono le tracce: non una connessione telefonica, non un passaggio sui social, ognuno deve fidarsi dell'altro, come fanno i pesci che si muovono in perfetta connessione... solo un appuntamento, il giorno di Natale... poi si vedrà.
Breve romanzo di formazione ma piuttosto ben scritto e scorrevole.
Il disagio giovanile visto dall'interno, un punto di vista nuovo dove i ragazzi diciottenni di oggi vengono adescati tramite i social per entrare a far parte di quei gruppi di azione mediorientali nei quali probabilmente trovano quella disciplina che al giorno d'oggi manca.
Un tempo c'erano "i tre giorni" e l'anno di leva obbligatoria, per qualcuno uno scoglio, ma per parecchi un salto di qualità. Ora la società mette al riparo preventivamente da guerre e rivoluzioni, facendo dei ragazzi delle spugne che assorbono e non sempre riescono a distinguere il limite del lecito.
In La regola dei pesciGiorgio Scianna fa sentire pienamente questo disagio ma non conclude quello che potrebbe essere un ottimo spunto per parecchi ragionamenti mirati. Risulta così un po' strascicato il finale che avrebbe potuto continuare ed evolvere.
Buona come proposta a genitori in divenire e a ragazzi delle superiori, sia come lettura (ottimi i dialoghi e coerente la terminologia) sia come tematica, in linea con le esigenze moderne.


La regola dei pesci

di Giorgio Scianna
Einaudi
Narrativa
ISBN 978-8806233464
ebook 8,99€
cartaceo 14,45€

Quando a settembre riapre la scuola, il liceo Tommaseo viene travolto da una scoperta che lascia tutti senza fiato: quattro ragazzi, gli unici maschi della quinta C, sono spariti. Erano in vacanza in Grecia, ma dal 22 luglio nessuno sa più niente di loro. E mentre un funzionario della Farnesina viene incaricato di assistere i genitori nel tentativo di capire cosa sia successo, uno dei quattro torna a casa, illeso ma chiuso in un mutismo inattaccabile. Fra di loro c'era un patto, e romperlo significherebbe tradire la fiducia degli altri. 
Dopo aver raccontato gli adolescenti in un romanzo che ha fatto il giro delle scuole di mezza Italia - Qualcosa c'inventeremo -, Giorgio Scianna sceglie di esplorare, senza mai giudicare, la complessa realtà di chi ha diciotto anni oggi. Perché è quella l'età in cui si prendono le misure di se stessi e del mondo, in cui la sete d'avventura si muove verso direzioni impensabili. La ribellione può assumere molte forme, tante quante sono le speranze.
La regola dei pesci possiede il dono rarissimo di parlare a tutte le generazioni, rimanendo in perfetto equilibrio fra la cronaca più recente e il romanzo di formazione. Con una voce sincera e tersa, l'autore immagina che cosa può accadere quando un grido d'aiuto rimane inascoltato. 
«I pesci riescono a muoversi tutti insieme senza scontrarsi e senza perdere nessuno. Basta fidarsi del movimento degli altri».



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Beatrice Rurini
Sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.
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