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Intervista a Emiliano Guiducci, voce e basso dei Kriya

Intervista a Emiliano Guiducci, voce e basso dei Kriya

Intervista a Emiliano Guiducci, voce e basso dei Kriya - People, Musica

People | A cura di Loriana Lucciarini. Emiliano Guiducci, voce e basso dei Kriya. Un cammino durato 5 anni, una tappa di arrivo: l'Ep Ordine ed autodisciplina del 2011, ancora oggi sui palchi di Roma con successo, in attesa del nuovo album.


I Kriya nascono a novembre del 2007 e sono il frutto di una selezione durata cinque anni. Un laboratorio artistico, un'open project che ha visto confrontarsi in sala prove e sul palco diversi musicisti della scena romana, dai più sconosciuti e talentuosi a molti già affermati, compresi turnisti e professionisti del settore. Un progetto nato dall'iniziativa di Emiliano Guiducci, poli strumentista e compositore che dopo anni di esperienze, sia in studio che sui palchi più importanti della capitale decide di mettersi in gioco in prima persona e di iniziare un percorso che lo porterà alla formazione di una sua band; dopo anni di sperimentazione, infatti, la formazione si cristallizza nell'attuale line-up con Emiliano (basso e voce solista) Fabio Pellegrini (chitarra e cori) e Daniele Zangara (batteria, percussioni e cori).
Il periodo che precede la nascita ufficiale della band vede la pubblicazione di un cd singolo (Sovraccarico) ed il raggiungimento di importanti traguardi come le semifinali nazionali di Rock targato Italia, nel frattempo radio e tv locali accendono microfoni e riflettori su un esperimento musicale che, giorno dopo giorno, assume un carattere sempre più deciso.
da www.kriyarock.com



Intervista a Emiliano Guiducci


Emiliano Guiducci
Ciao Emiliano Guiducci, grazie per essere qui! Benvenuto, assieme ai Kriya di cui sei il portavoce, nel salotto de Gli Scrittori della porta accanto. Partiamo subito con le domande, parlaci del tuo ultimo lavoro: quali tematiche affronti? In che modo è stato concepito l’album? Ti sei avvalso di qualche collaborazione particolare?
In Non innamorarti di lei descrivo il dolore e la delusione scaturiti per un amore mancato, Orizzonte degli eventi racconta la stessa storia a distanza di un anno, e descrive la fase del superamento e della comprensione. Emergono danzando e Come l’acqua come il fuoco raccontano il coronamento di una ricerca interiore durata più di un decennio e sfociata nella mia conversione al Buddismo. Esma è il brano a cui tengo di più, è il pezzo più cattivo che i Kriya abbiano mai composto, è dedicato ad Adolfo Pérez Esquivel, ed è basato sulle testimonianze dei sopravvissuti alla dittatura di Videla.
Poi c’è Lei non è pazza che è una storia a parte: è il brano che ho scritto per La Bilancia dei mondi divisi (Youcanprint), un romanzo che ho contribuito a scrivere insieme a Veronica C. Aguilar che, bontà sua, mi ha voluto nel progetto. Il pezzo è una descrizione della condizione psicologica della protagonista, dilaniata tra le visioni che lei vive come reali e quello che le viene detto dalla famiglia che la fa curare da uno psicologo.

Quale aspetto della vita comune ti permea nella composizione dei pezzi musicali?
Tutti, mi piace scrivere soprattutto di tematiche filosofiche ma quando una storia mi squarcia il ventre da dentro come Alien non mi tiro indietro ed esco fuori dalle mie consuetudini.

La parola scritta e la parola musicata. Il lavoro dello scrittore e quello del compositore non è poi così differente: lo scrittore tesse storie fatte di parole e inchiostro; il musicista tesse storie tenute insieme da note e emozioni. Ti senti vicino a qualche scrittore del passato o contemporaneo, per il modo di comunicare?
Assolutamente mi sento vicino a Nicolai Lilin, adoro la sua scrittura cruda, senza fronzoli, quasi brutale.

A quale genere letterario assoceresti la tua produzione musicale?
Con questa domanda potrei scriverci un trattato; limitandomi a parlare dei Kriya posso paragonarli ai romanzi di Edgar Allan Poe: abbiamo sempre usato la musica per esorcizzare le nostre rispettive oscurità fondamentali.



C’è un libro o un film tratto da un'opera letteraria che ti hanno ispirato un brano o parte di esso? Anche solo per l'atmosfera, l'ambientazione, la storia, le situazioni o i dialoghi tra i personaggi?
Alla regina - il brano di Ordine ed autodisciplina, il nostro precedente EP - è ispirata a una principessa guerriera mongola, di cui si parla nel Milione di Marco Polo.

C'è un protagonista letterario che ti ha colpito così tanto, da ispirarti in passato (se sì, cosa e in che modo?) o su cui baserai parte del tuo lavoro nel prossimo futuro?
C’è ne sono svariati ma io rilancio con un pittore: sono affascinato da Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio e, sicuramente, in futuro scriverò su di lui.



Una domanda personale: cosa c’è nella tua playlist? Quali libri sono sul tuo comodino? E quali serie tv o film sono caricate sul portatile?
Nella mia chiavetta trovi di tutto, dai Korn a Ivano Fossati passando per i Depeche Mode, i Cream e John Lee Hooker. Trovo che la ricchezza e la pluralità di stimoli nutra l’intelletto e sono contro ogni forma di omologazione culturale.
Libri: ora c’è Murakami, me lo hanno regalato e mi sta piacendo molto, ma c’è anche Un tappeto di boschi selvaggi di Nicolai Lilin, Confucio, L’arte della guerra di Sun Tzu, Così parlò Zaratustra di Nietzsche. Vale lo stesso discorso fatto per la musica: nessuna omologazione.
Serie tv? Game of Thrones, Vikigs, Davinci’s Deamons, Black Sails, Narchos.

Ringrazio Emiliano dei Kriya per l’intervista. Esprimo da parte di tutto il team de Gli scrittori della porta accanto il più grande in bocca al lupo per la pubblicazione del nuovo EP, vi seguiremo, ragazzi!




Loriana Lucciarini
Impiegata di professione, scrittrice per passione. Spazia tra poesia e narrativa. Molte pubblicazioni self e un romanzo “Il Cielo d'Inghilterra” con Arpeggio Libero. È l'ideatrice e curatrice delle due antologie solidali per Arpeggio Libero, la prima di favole per Emergency “Di favole e di gioia” nonché autrice con la fiaba “Si può volare senza ali” e la seconda di “4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate”, racconti contro il femminicidio per BeFree. È fondatrice e admin di “Magla-l'isola del libro”. Una felicità leggera leggera, Le Mezzelane, è il suo ultimo romanzo.
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L'arte di essere fragili, di Alessandro D'Avenia

L'arte di essere fragili, di Alessandro D'Avenia

L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita, di Alessandro D'Avenia

Libri | Recensione di Andrea Pistoia. L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita, di Alessandro D'Avenia, Mondadori. Un ponte fatto di lettere immaginarie inviate a Giacomo Leopardi, per interpretare i tumulti interiori, le speranze e le delusioni che ognuno affronta nella vita.

Faccio una premessa: non sono il tipo che legge questo genere di libri, in quanto non ho quella sensibilità che mi porta ad apprezzare le poesie e gli autori del passato né tantomeno le interpretazioni letterarie e le analisi di lessico, forma, contenuti, ecc ecc.
Ma a caval donato non si guarda in bocca. Se poi sono già stato reduce da un libro dell’autore (Bianca come il latte, rossa come il sangue, ampiamente apprezzato), allora la curiosità e la spinta a leggerlo si sono fatti sentire.


Che cosa si può dire di questo libro in cui l’autore s’immagina di scrivere delle lettere a Giacomo Leopardi utilizzando sapientemente le sue opere, poesie e scritti come ponte per interpretare i tumulti interiori, le speranze e le delusioni che ognuno affronta nella propria vita?
Una recensione su questo libro è veramente difficile, in quanto non è il solito romanzo di formazione a cui ci ha abituati Alessandro D’Avenia. È tutt'altro genere. Questo porta pregi e difetti non indifferenti, a seconda dell’approccio e aspettative che uno ha leggendolo.
Allora facciamo una lista di pro e contro e ai posteri l’ardua sentenza!

Pro

Mi sono piaciuti tutti gli aneddoti, toccanti e non, che Alessandro ha inserito, riguardanti la sua vita di adolescente e di adulto a contatto con studenti e non. L’aprirsi al lettore mostrando le emozioni più nascoste, l’uomo dietro lo scrittore, fa guadagnare punti all’opera.
Le lettere e le confidenze che i ragazzi hanno condiviso con l’autore (a volte svelando episodi e stati d’animo drammatici e commoventi) vengono rapportati sapientemente a passi e riflessioni di Leopardi. Questa è una buona soluzione per raggiungere anche chi è ostico verso la letteratura dei tempi andati e vuole evitare di leggere un mero libro di analisi di poesie e prose. Senza contare che è un mezzo per venire a conoscenza di quali siano i tumulti interiori dei giovani di oggi (che, in fondo, sono poi quelli che avevamo anche noi alla loro età).
Lo spiegare in chiave moderna certi capolavori di Giacomo Leopardi è un modo per farcelo conoscere sotto una luce nuova e per spingerci a riscoprire un poeta che la scuola ci ha inevitabilmente indotto a considerarlo solo mera materia da interrogazione.
Alessandro D’Avenia ci mostra un Giacomo fragile ma anche vivo, in balia delle sue sofferenze fisiche ma anche combattivo nel non darla vinta, rabbioso verso il suo destino beffardo ma anche incantato da tutto ciò che lo circondava. In pratica, ci mostra come, prima di essere il Sommo Poeta, era un comune essere umano.
Alessandro D’Avenia scrive bene. Non solo s’intuisce fin dalla prima pagina essere un laureato in lettere classiche ma anche un bravo scrittore. Usa un linguaggio forbito, ricercato, preciso, a tratti persino aulico, costruendo frasi di un elevato livello qualitativo. Tante frasi, concetti, riflessioni e paragrafi meritano più di una lettura, tanto sono profondi e riflessivi. D’Avenia parla di tutto, dalla vita all’amore, dalla fragilità al destino e tanto altro ancora. Usa Leopardi come scusa per esprimere le sue opinioni personali e lo fa con uno stile e un linguaggio che conquista e fa riflettere. Ci sono tante verità che colpiscono, tante conclusioni meritevoli di una più accurata e meditativa lettura.
La sua sensibilità verso la poesia del poeta delinea delle considerazioni che ai più passerebbero inosservati. Come una persona profondamente sensibile all’arte scorge l’eccelso in un quadro che il ‘comune mortale’ vedrebbe come una semplice mela su un tavolo, così D’Avenia resta incantato dall’eccelsa bravura del poeta. È tangibile il desiderio dell’autore di condividere e far comprendere al meglio quanta meraviglia ci sia nelle opere del Sommo, adoperandosi con impegno e passione.


Contro

Alcuni episodi di vita vissuta a contatto con gli studenti mi hanno lasciato un po’ perplesso, specialmente quando racconta di come intere classi sono pregne di desiderio di sapere, di voglia di imparare e di studiare… Dai, onestamente, ma quando mai? Sembra un po’ troppo ottimista, ingenuo ed eccessivo. Va bene dipingere l’adolescenza con colori sfavillanti, ma se si eccede diventa un po’ troppo surreale, se non addirittura comico.
A volte descrive Giacomo Leopardi in modo così aulico, pompa talmente tanto certi episodi della sua vita o commenta con tale entusiasmo certi passaggi nelle sue opere da indurmi a paragonarli a certi comizi dove i politici se ne escono con frasi d’effetto per attirare i consensi degli elettori. Non si capisce se tale eccesso narrativo e descrittivo sia legato al fatto che veramente l’autore adori il poeta o se è la capacità di Alessandro D'Avenia di voler elevare ogni cosa di quest’ultimo per il piacere di rendere epica ogni sua azione e modo d’essere.
Avendo sempre scritto libri per ragazzi, è prevedibile che anche questo sia stato rivolto a loro. In tal caso, però, ho trovato che abbia usato troppe volte un linguaggio eccessivamente ‘adulto’, troppo impegnato, fuori dalla loro (e a volte nostra) portata.
Per quanto sia un libro molto interessante (anche se impegnativo) è di certo una lettura non alla portata di tutti. Per chiarirci, non è certamente un libro da spiaggia, leggero o da serata rilassante. Per chi non sa a cosa va in contro, potrebbe trovarlo noioso od ostico per il tema trattato, lo stile e il modo in cui lo espone (non troverete barzellette, episodi divertenti o battutine al vetriolo: stiamo sempre parlando di un professore che ha scritto un romanzo dove, tra le altre cose, spiega e analizza vita e opere di Leopardi. Non ve lo dimenticate).
A tratti ricorda una tesi in lettere, un’ottima prova d’autore atta a dimostrare la capacità dell’autore di miscelare i concetti con un linguaggio ricercato e di estrapolare da una singola parola un intero universo d’interpretazioni. Questo, ovviamente, può entusiasmare o annoiare.


Conclusioni

Sono molto dibattuto sul dare un giudizio su questo libro.
Da una parte l’ho trovato pesante da leggere (ma per il semplice fatto che non sono uno che legge questo genere di libri incentrati sulla storia e opere di un autore del passato). Dall’altra ho apprezzato la capacità dell’autore di raccontare le proprie esperienze passate e quelle dei ragazzi per far comprendere meglio un concetto.
Frasi e paragrafi degne di nota ne ho trovati a iosa, al punto che la mia penna ha sottolineato decine di pagine (dimostrazione che tante parti sono meritevoli di una rilettura) anche se, di contro, non è uno di quei libri che leggerei da cima a fondo una seconda volta (lo ammetto, troppo impegnativo e non ‘sulle mie corde’).
Rema contro anche il fatto che il riportare certe poesie con tanto di analisi mi ha fatto sentire come uno studente durante l’ora di italiano (e ciò mi ha fatto venire l’orticaria!).
Di conseguenza, posso solo consigliare a tutti coloro che hanno una mezza idea di leggerlo di dargli prima una sbirciatina e soprattutto di essere coscienti a che cosa andranno incontro.
Infine, due domande mi sono posto leggendo il libro e vedendo quanti ragazzi hanno affollato auditorium e teatri per la sua presentazione:

  1. Avrebbe avuto lo stesso successo tra i giovani se Alessandro D’Avenia non avesse scritto dei (bei) libri precedenti riguardanti i giovani e i loro problemi adolescenziali?
  2. Se fosse stato un esordiente a proporlo a qualsivoglia casa editrice, qualcuna l’avrebbe mai pubblicato?

L'arte di essere fragili.
Come Leopardi può salvarti la vita

di Alessandro D'Avenia
Mondadori
Narrativa
ISBN 978-8804665793
Cartaceo 16,15€
Ebook 9,99€

Sinossi
"Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un’arte della gioia quotidiana?”
Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte.
Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D’Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l’incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi.
Andrea-Pistoia

Andrea Pistoia
Nasco in una solare giornata di luglio a Vigevano. A dodici anni scoppia l’amore per la letteratura. Affronto la scuola come un condannato a morte. In compenso la mia cultura extra-scolastica cresce esponenzialmente. Dopo due anni vissuti a Londra, torno in Italia come blogger, giornalista, recensore di fumetti e sceneggiatore di un fumetto online per una nota casa editrice. Chitarrista dei ‘Panama Road’, direttore editoriale di una fanzine online.
Ancora e mai più (nelle mutande), Youcanprint.
Di donne, di amori e di altre catastrofi, Youcanprint.
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L'ombra della fiamma, intervista a Maria Giuseppina Pennarola

L'ombra della fiamma, intervista a Maria Giuseppina Pennarola

L'ombra della fiamma, intervista a Maria Giuseppina Pennarola - Caffè letterario, Libri, Interviste, Scrittori

Scrittori | A cura di Silvia Pattarini. Un caffè (letterario) con Maria Giuseppina Pennarola, in tutte le librerie online con il suo romanzo L'ombra della fiamma, 0111 edizioni, 2017. 

Benvenuta Maria Giuseppina Pennarola, e grazie per avere scelto il nostro web magazine culturale. Per rompere il ghiaccio, visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un tè, una tisana, una bibita fresca o… cosa preferisci?
Grazie, il caffè mi mette sempre di buon umore, a un buon caffè non dico mai di no.

Ci racconti come hai trovato il nostro blog e perché hai deciso di affidare a noi la promozione del tuo libro?
La “dritta” mi è arrivata da altri scrittori esordienti: visitando il vostro blog ho trovato molto efficace lo stile di comunicazione. Così mi sono detta: perché non provarci?

Bene, ora che abbiamo rotto il ghiaccio raccontami qualcosa di te. Chi è Maria Giuseppina Pennarola nel quotidiano?
Vivo in simbiosi con il computer; la mia passione, che poi è anche il mio lavoro, è progettare e sviluppare software; è un lavoro molto creativo, a dispetto di quello che si può pensare. A essere sincera c’è un’altra cosa che mi piace ancora di più: i gatti; uno dei momenti più belli della giornata è quando ci mettiamo tutti e tre – io e i miei due gatti – a leggere sul letto

Per scrivere un libro è necessario avere una storia da raccontare: raccontaci qual è stata quell’alchimia, quella scintilla interiore che ti ha spinto a scrivere L’Ombra della fiamma.
L’idea è nata nell’estate 2016, quando per motivi di lavoro sono rimasta in città tutta l’estate. Il 2016 è stato l’anno dopo l’Expo, quando la crisi economica si è manifestata anche a Milano, che tra “installazioni” e orde di turisti di tutte le nazionalità, fino ad allora sembrava averla scampata. Invece, una volta chiuso il sipario, la magia è svanita, i tanti locali e localini spuntati come funghi nei mesi precedenti, hanno iniziato a chiudere uno dopo l’altro. Ad agosto, che è il mese della desolazione per eccellenza, sembrava fosse appena stata sganciata una bomba nucleare.

Ora facciamo un gioco. Trovi una macchina del tempo che ti trasporta nel passato. Hai l’occasione di incontrare un grande scrittore o una grande scrittrice: chi ti piacerebbe conoscere e perché?
Al di là del pessimismo cosmico delle sue poesie che tutti abbiamo studiato a scuola, Leopardi era un uomo, anzi per me un “eterno ragazzo”, di straordinaria intelligenza e sagacia. Se posso cambiare un po’ le regole del gioco, vorrei immaginare che sia lui a essere catapultato ai giorni nostri. Me lo vedo sui social - perché è ovvio che non avrebbe difficoltà ad apprendere l’uso del computer in poco tempo - a scrivere post ironici e taglienti. Credo che avrebbe un grande seguito e spopolerebbe tra le ragazze.


Vuoi raccontarci qualche curiosità su L'ombra della fiamma? A che genere appartiene a che target di pubblico si rivolge?
Più che un “giallo” è una storia di avventure, quelle che deve affrontare Riccardo durante il suo viaggio che, contro ogni previsione, si protrae per una settimana, tra mille peripezie e inconvenienti. Il filo conduttore è il mistero che si cela dietro le intenzioni delle persone che inseguono Riccardo, tormentato anche dal dubbio che sua moglie Francesca gli stia nascondendo qualcosa.

Come intendi impostare la promozione del tuo libro: ti rendi disponibile per presentazioni presso librerie, biblioteche e centri culturali , preferisci il web o, tutte le soluzioni possibili?
A priori non escludo nessuna possibilità.

Uno scrittore è prima di tutto un lettore: preferisci il classico libro di carta o meglio gli ebook?
Fino a qualche anno fa uno dei riti del sabato mio e di mio marito era il giro in libreria; tornavamo a casa sempre con almeno tre libri a testa, fino a quando non abbiamo riempito oltre il limite i nostri scaffali. Così ho iniziato ad acquistare ebook, che poi con il tablet si leggono molto meglio dei libri di carta anche se di notte non vuoi accendere la luce.

Hai ancora qualche sogno nel cassetto da realizzare?
Di sicuro più di uno, ma mi riterrei appagata se dopo aver letto il mio libro, il lettore consideri con più benevolenza le tanto, a torto, famigerate categorie di ingegneri e matematici.

Maria Giuseppina Pennarola ti ringrazio tantissimo per essere stata con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo libro, augurandoti che sia un vero successo! In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!



L'ombra della fiamma

Ferragosto di un anno imprecisato.
La sera in cui Riccardo torna a Milano dalla Polonia, dove lavora da anni, degli sconosciuti entrano in casa, mentre lui all'ultimo momento riesce a nascondersi. La moglie Francesca, che ha assistito a distanza alla scena grazie alle telecamere di sicurezza, intuisce che Riccardo è in pericolo e crede di sapere cosa vogliono gli intrusi, quindi suggerisce al marito di rifugiarsi a casa di suo padre, un giudice in pensione che ora vive sulla costiera amalfitana.
Nel suo viaggio verso sud, tra terre di nessuno, piccoli feudi ipertecnologici e mercatini abusivi, Riccardo scopre una realtà trasfigurata dalla crisi, cui le persone sono ormai assuefatte.
Braccato dai delinquenti che si erano introdotti in casa e tormentato dal sospetto che Francesca gli stia nascondendo qualcosa, quando tutto sembra volgere al meglio, Riccardo apprende una notizia che lo getta nella disperazione. Una disperazione che non tocca Francesca, che forse ha davvero mentito a tutti fino a quel momento.

di Maria G.Pennarola | 0111 edizioni | Giallo
ISBN 978-8893701471  | cartaceo 14,50€  |  ebook 3,99€
Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
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