In primo piano

[Libri]  La bottega dei sorrisi, di Fulvia Degl'Innocenti, illustrazioni di Francesca Assirelli, recensione di Liliana Sghettini

[Libri] La bottega dei sorrisi, di Fulvia Degl'Innocenti, illustrazioni di Francesca Assirelli, recensione di Liliana Sghettini

[Libri]  La bottega dei sorrisi, di Fulvia Degl'Innocenti, illustrazioni di Francesca Assirelli

[Narrativa per l'infanzia 3+] La bottega dei sorrisi, di Fulvia Degl'Innocenti, illustrazioni di Francesca Assirelli, Edizioni Paoline, 2017. Il segreto per essere felici è sorridere.

Cari bambini e cari genitori oggi voglio parlarvi di un libro che ho amato tanto: La bottega dei sorrisi, di Fulvia Degl'Innocenti.
È un libro per i bambini e per gli adulti perché svela il segreto della felicità.
Davverooooooo? Direte voi!
Proprio così, è un libro che parla d'amore e di semplicità, ingredienti indispensabili per il nostro vivere felice.
Non posso svelarvi troppi dettagli ma voglio dirvi che il protagonista è un bambino come tanti, potrebbe essere anche uno di voi.
Un bambino di nome Jacopo che sfortunatamente un giorno senza un'apparente ragione diventa triste.
Diventa talmente triste che la sua bocca è sempre posizionata all'ingiù, avete presente? Beh, mettetevi davanti allo specchio e fingete di essere tristi. Di più, di più. Ecco si, così tristissimi!
E cosa vi succede quando siete tristi? Accade che non avete voglia di fare niente: mangiare, giocare, correre...
Allora di sicuro la vostra mamma proverà a consolarvi.
E se non ci riesce? Allora ci proverà il vostro papà. E se neanche lui ci riesce? Allora provano i nonni. E se addirittura neppure loro vi strappano un piccolo sorriso, che cosa succede?
Allora ci vuole un'idea geniale: e la zia di Jacopo ce l'ha avuta!
Lo prende per mano e lo porta in un posto magnifico, che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: la bottega dei sorrisi!

La bottega dei sorrisi

La bottega dei sorrisi

di Fulvia Degl'Innocenti
illustrazioni di Francesca Assirelli
Edizioni Paoline
cartaceo 8,93€

Narrativa per ragazzi età consigliata 3+

In questo luogo stupefacente li accoglie un signore alquanto bizzarro ma tanto gentile che vende sorrisi per ogni occasione.
Ma come sorrisi per ogni occasione!?
Avete capito bene!
Perché non lo sapevate che se vi raccontano una barzelletta avete un tipo di sorriso e se invece mangiate il vostro piatto preferito ne avete un altro e se la mamma vi fa una carezza ne avete un altro ancora? Come, non lo sapevate?
Sorriso giusto per l'occasione giusta e nella bottega dei sorrisi ce n'è per tutti i gusti anche se il piccolo Jacopo all'inizio stenta a crederlo.
E poi succede che...ops, forse ho parlato troppo. Adesso basta perché dovete correre in libreria a comperare questo dolcissimo libro, simpaticamente illustrato da Francesca Assirelli, scritto da Fulvia Degl'Innocenti per Edizioni Paoline.
E come sempre, buona lettura!

Liliana-Sghettini

Liliana Sghettini
Dottore Commercialista. Appassionata lettrice, si avvicina alla scrittura con alcune pubblicazioni di racconti brevi e scritti epistolari.
Impegnata nella scuola come rappresentante dei genitori, si interessa di pedagogia, didattica e psicologia.
Scrive recensioni, racconti, poesie e favole in compagnia di sua figlia, fonte inesauribile di ispirazione oltre che compagna di lettura.
Emozioni in polvere, Echos Edizioni.
Uno strano destino a Miciopolis, Temperino Rosso Edizioni.
Read More >
Violenza sulle donne: a che punto siamo? Cosa si è fatto e gli eventi di sensibilizzazione dell'autunno, di Loriana Lucciarini

Violenza sulle donne: a che punto siamo? Cosa si è fatto e gli eventi di sensibilizzazione dell'autunno, di Loriana Lucciarini

Violenza sulle donne: a che punto siamo? - Credit: Eddy Lackmann

Violenza sulle donne: molto si è fatto per contrastare il crimine e dare sostegno alle vittime di abusi e stupri, sul territorio e a livello culturale. Ma molto c'è ancora da fare. 

La violenza sulle donne è diventato ormai uno degli argomenti più trattati da telegiornali e trasmissioni di approfondimento. L'escalation di aggressioni avvenuti in questi ultimi mesi ha portato molte donne a diventare vittime di violenze efferate, spesso dentro le mura di casa. Non sono mancati i casi di cronaca di stupri ad opera di sconosciuti, che tante polemiche hanno sollevato anche per come la notizia è stata trattata dai media. Su questo ha scritto un'attenta analisi la nostra Stefania Bergo (Gli scrittori della porta accanto - Stupri di Rimini, la violenza corre anche sul web), che vi invito a leggere.
Tante sono le iniziative che si sono susseguite in questo periodo che hanno visto coinvolte associazioni, rete dei centri antiviolenza, donne, femministe, istituzioni, gruppi di volontariato, donne cittadine libere e determinate a realizzare qualcosa per contrastare il fenomeno. Le cronache però ci riportano all'amara realtà: c'è ancora molto, davvero molto da fare
Per non farci prendere dallo scoramento, guardiamo intanto ciò che è stato fatto fin qui.

A livello di contrasto al crimine.

Sono state emanate da tempo nuove norme che consentono alla Polizia di ricevere ogni mattina i referti del pronto soccorso afferenti a possibili percosse, ciò per svolgere accertamenti in merito. Per prognosi superiori ai venti giorni, la polizia giudiziaria procede d'ufficio con un intervento.

A livello giuridico.

Sono state istituite nuove procedure veloci per lo stalking (Gli scrittori della porta accanto -Stalking e femminicidio, cosa dice la normativa).

A livello di operatività sul territorio.

Associazioni circoli e reti hanno creato Protocolli d'azione e intese a sostegno del lavoro dei Centri antiviolenza (Cav) e delle iniziative a contrasto della violenza di genere (come ad esempio nelle Marche, grazie anche al lavoro della Cgil, dove è stato firmato un protocollo d'intesa coinvolgendo il Forum delle donne). Un'azione utile e diretta sul territorio è l'attivazione e la definizione di Protocolli di interazione e supporto delle varie realtà preposte a contrasto del fenomeno.
Come, ad esempio, il Protocollo “Non aver paura” che, firmato il 10 giugno 2016 tra tutti i comuni della Provincia di Viterbo, costituisce una rete inter-istituzionale che prende in carico le vittime tramite un piano d'azione stabilito per sviluppare «azioni coordinate per la prevenzione ed il contrasto, la diffusione della cultura della non violenza attivando anche sistemi per il monitoraggio e l'analisi del fenomeno, nel pieno rispetto delle rispettive competenze istituzionali e della normativa vigente.»
“Non aver paura” predispone un'intensa e convincente azione culturale della collettività provinciale; crea una rete operativa tra istituzioni e associazioni in ambito provinciale a contrasto alla violenza, per garantire soccorso e sostegno alle vittime con azioni sinergiche basate su collaborazioni stabili per un'offerta articolata e coordinata in ambito locale; e si propone l'aggiornamento dell'Osservatorio provinciale sulle violenze con dati disponibili per ogni soggetto a contrasto della violenza.
Altro piano operativo è il “Codice Rosa” attivo in Toscana, inizialmente istituito dalla Usl di Grosseto e attivato poi in tutta la Regione. Identifica un percorso di accesso al pronto soccorso riservato a tutte le vittime di violenze: donne, uomini, adulti e minori che hanno subito maltrattamenti e abusi. Lo scopo principale del progetto è coordinare e mettere in rete le diverse istituzioni e competenze, per dare una risposta efficace già dall'arrivo della vittima al pronto soccorso grazie al gruppo operativo interforze istituito (Azienda USL, Procura della Repubblica, Forze dell'ordine) hanno il compito di contribuire al tempestivo riconoscimento e all'emersione dei casi di lesioni derivanti da maltrattamenti o da violenze commesse da terzi, garantendo contestualmente la rapida attivazione degli uffici delle Procure della Repubblica. L'iniziativa da intraprendere in tempi brevi è quella di stabilire criteri certi sulla base dei quali riconoscere il lavoro dei Cav, utili a definirne in modo ufficiale e certificato il lavoro. Questo per fare in modo che i finanziamenti arrivino davvero a strutture ufficialmente riconosciute e non a quelle fittizie che sono sorte negli ultimi anni solo allo scopo di ricevere i finanziamenti.

Donne

A livello sindacale.

Citiamo l'Accordo quadro sottoscritto dai sindacati Cgil, Cisl e Uil con Confindustria del 25 gennaio 2016, rispetto alle molestie sessuali nei luoghi di lavoro. Accordo utile a contrastare la violenza di genere, il mobbing e lo stalking sui luoghi di lavoro.

A livello educativo.

Associazioni di psicologi e formatori stanno sviluppando e applicando tecniche all'Educazione emotiva certi che educare alle differenze e al rispetto dell'altro (dell'altrui individualità e delle altrui scelte) possa portare a superare la frustrazione data dall'incapacità di gestire le relazioni emotive viste come elemento di potere. Nelle realtà, ove questi progetti sono stati messi in campo, si è vista la scomparsa di episodi di bullismo e di violenza in senso generale, nonché di genere. L'educazione emotiva è stata però negli ultimi anni collegata alla polemica legata al gender e ha trovato chiusura in ambiti scolastici, nelle direzioni di istituto, pur essendo una valida alternativa per una formazione di future generazioni capaci di gestire le emozioni (positive e negative) legate alle relazioni.
Nell'ambito dei movimenti civili, in questi ultimi anni i movimenti delle donne hanno ripreso vigore e si battono proprio su queste tematiche (vedi il movimento Se non ora quando o quello di Non una di meno che, a Roma, lo scorso novembre ha portato più di centomila persone in piazza e che nell'attuale sta coinvolgendo gruppi e associazioni per definire un piano femminista nazionale contro la violenza di genere (Internazionale - Come è andata la manifestazione delle donne a Roma).

A livello culturale.

Molte sono le iniziative messe in campo da singoli o da gruppi. Le prime tese a sensibilizzare sul tema, con seminari e workshop utili a mantenere alta l'attenzione sul problema e sollecitare interventi istituzionali. Le seconde sono iniziative tese a finanziare e supportare il lavoro dei centri antiviolenza. Fra i tanti citiamo i progetti editoriali solidali, le cui vendite sostengono in concreto il lavoro di realtà territoriali: “4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate”. “Eva non è sola”, “La pelle non dimentica”.
Una bella iniziativa nata ad Ardea, a pochi chilometri da Roma, ha visto protagonisti i giovani della Croce Rossa Italiana - Comitato Ardea Onlus, che hanno ideato e realizzato un video di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne diffuso poi anche in rete. Gli stessi hanno attivato uno stand informativo in varie piazze della città per dare informazioni, notizie, supporto e materiali divulgativi dell'iniziativa.
La violenza sulle donne è un crimine che nessuno dovrebbe commettere. I Giovani della Croce Rossa di Ardea, hanno deciso di dedicare un'intera giornata alla sensibilizzazione della popolazione contro la violenza sulle donne. Vi aspettiamo Sabato con l'esperienza di persone formate nel settore Sociale.



Si apre una nuova stagione di impegno e attività sociale su questo tema, tanto drammatico quanto stringente. 

Eppure, anche se l'interesse della società civile sembra spingere e a creare momenti di discussione e approfondimento, di solidarietà e azione, la stasi permane a livello istituzionale e politico. Ecco allora che nuove iniziative nascono.
Occorre sollecitare le istituzioni a prendere iniziative atte a contrastare l'aumento e la ferocia della violenza che colpisce noi donne, perché il problema tocca ognuna di noi e ognuna di noi ha il diritto e il dovere di fare qualcosa e contribuire alla realizzazione delle iniziative già in atto o proporne altre, per il prossimo futuro.
La cultura che nasce dal patriarcato e da una concezione sbagliata e distorta della donna “angelo del focolare” diventa la spinta all'incapacità di accettare che la donna abbia propria libertà di azione, di pensiero, di scelta. Questo ingenera la spirale di violenza perpetrata quasi sempre da ex compagni, partner, amici e parenti, vicini alla vittima, che fin troppo spesso porta ad un esito infausto e drammatico. I casi di cronaca di questa estate, dal Nord al Sud, sono l'esempio che la violenza sia trasversale e presente in ogni ambito familiare e culturale.

«Obiettivo donna. Quando la violenza è di genere»

Domenica 1° ottobre a Nepi (Viterbo). Il Polo Ewwa Viterbo organizza una giornata di approfondimento, incentrato sul tema della violenza di genere.
«Obiettivo donna. Quando la violenza è di genere» si articolerà nell’intera giornata con una prima parte di approfondimento aperta a tutti, classi, istituti, educatori, per provare a dare una risposta alla domanda “Perché la donna si trasforma da persona a obiettivo della violenza?”, con seminari e tavole rotonde. Parteciperanno esperti e tecnici, per dare un contributo sul tema. Dopo una pausa i lavori del pomeriggio riprenderanno dalle ore 14.30, questa volta incentrati sulla letteratura ed editoria, rivolti principalmente a lettori, scrittrici e addetti ai lavori, con presentazioni letterarie, approfondimenti tematici e un corso di scrittura creativa a cura di Andrea Franco, della Franco Servizi Editoriali, corso incentrato su “Come scrivere di violenza. La sensibilità narrativa”. Il corso è gratuito per le iscritte Ewwa ma può essere prenotato a un costo di 10 euro. Seguirà il focus su “Come realizzare progetti editoriali di antologie solidali a sostegno dei centri antiviolenza” con un incontro con i curatori editoriali di Arpeggio Libero, Elle Emme e Le Mezzelane.
Prenotazioni e iscrizioni sulla pagina facebook @EwwaPoloViterbo.

«Obiettivo donna. Quando la violenza è di genere» - Locandina

«Non una di meno»

E, in questo autunno caldo, riparte anche la mobilitazione: il movimento delle donne «Non una di meno» sta programmando nuovi appuntamenti e giornate di discussione.

«Mai più deboli»

Sabato 25 novembre ricorre la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. 
Iniziative e manifestazioni saranno organizzate in tutte le piazze d'Italia. Nel web vi segnalo questa forma di protesta , creata dalla pagina Mister Om: un'ora di completo silenzio sul web, che andrà in simultanea mondiale, perché, come recita l'organizzatore: 
Per essere a milioni, serve una persona sola: tu. Non restare indifferente! Parlane sempre e taci un'ora soltanto: l’urlo più forte contro la violenza sulle Donne.
Partecipare è facile: niente post, niente foto, niente video, niente commenti e niente like. In Italia dalle 13:00 alle 14:00. 
Maggiori info, consultare la pagina Facebook dell'evento.



«Mille voci contro la violenza»

Domenica 26 novembre, presso il Politeatro di Milano, ci sarà un evento corale di cui vi abbiamo già parlato (Gli scrittori della porta accanto - Mille voci contro la violenza: da un'idea di Emma Fenu, un evento corale per alzare la voce contro la violenza di genere) e cui partecipiamo come promotori.
L’evento è a ingresso gratuito e vedrà la partecipazione di tanti artisti e intellettuali, ognuno di loro salirà sul palco e porterà la sua voce, che si unirà alle altre, per levare un coro forte e potente per dire “Basta!” alla violenza sulle donne. I promotori, convinti che la letteratura, l’arte e la musica siano in grado di cambiare il mondo, vogliono trasformare parole, note, forme e colori in un messaggio che si fa interprete della volontà di raggiungere e coinvolgere tutti nella condanna della violenza contro le donne.
Inizialmente ideato dalla scrittrice Emma Fenu, l’evento ha trovato come promotori convinti i blog culturali e letterari Parole ad hoc,  Cultura al Femminile, Donne che emigrano all’esteroMedicamenta-lingua di donna e altre scrittureGli scrittori della porta accanto,   Scintille d’anima, oltre a varie associazioni, tra le quali Women in White di Como, Ewwa di Matera,  Se non ora quando? di Torino, il centro antiviolenza Linearosa SpazioDonna di Salerno.
Le organizzatrici, per far fronte ai costi di realizzazione dell'evento (legati alla struttura ospitante, gli ospiti che interverranno non percepiranno invece alcun compenso) hanno aperto una raccolta fondi online. Non mancate di dare loro il giusto sostegno.

«Mille voci contro la violenza» - Locandina evento

Cambiare l'approccio culturale e sociale è la soluzione.

La portata del fenomeno è tale che occorre davvero pretendere azioni, norme, interventi urgenti e determinanti perché ascoltare l'ennesima notizia di cronaca, che coinvolge un'altra donna come noi, in episodi di abusi, percosse, aggressioni o efferati delitti non è più ammissibile.


Loriana Lucciarini
Impiegata di professione, scrittrice per passione. Spazia tra poesia e narrativa. Molte pubblicazioni self e un romanzo “Il Cielo d'Inghilterra” con Arpeggio Libero. È l'ideatrice e curatrice delle due antologie solidali per Arpeggio Libero, la prima di favole per Emergency “Di favole e di gioia” nonché autrice con la fiaba “Si può volare senza ali” e la seconda di “4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate”, racconti contro il femminicidio per BeFree. È fondatrice e admin di “Magla-l'isola del libro”
Read More >

In primo piano

[Libri] Livia, di Francesca Petroni, recensione di Davide Dotto

[Libri] Livia, di Francesca Petroni, recensione di Davide Dotto

Livia, di Francesca Petroni - Copertina

Livia, di Francesca Petroni, Le Mezzelane, 2017. Un viaggio attraverso gli occhi di quella che sarà la donna più potente dell’Impero, fra le tradizioni di una Repubblica che cede il passo all'avanzata di Cesare e dei suoi legionari vittoriosi.

In queste pagine pubblico e privato si confondono e, anzi, si amalgamano in una granitica totalità. Livia Drusilla Claudia e Gaio Giulio Cesare Ottaviano sono uniti da un vincolo infrangibile, un tutt’uno con la sorte di Roma, ormai proiettata verso l’Impero. Come tale legame sia sorto, maturato, è descritto nel romanzo di Francesca Petroni.
C’è più di un punto in comune tra i due: la spregiudicatezza nel gestire un destino di cui, da veri iniziati, troveranno presto la chiave. Artefici della Storia, avvolgeranno le reciproche promesse, e le loro vite, nelle spire della ragion di stato. Non molto altro si nasconde dietro il voto (a ogni costo) che si sono fatti, quasi avessero sottoscritto un patto mefistofelico.
Livia rinuncia agli affetti familiari, a dimostrazione di cosa possa nascondersi in un amore che su tutto vinca, prossimo a tingersi di tinte assai fosche.
Qualcuno ha così riassunto il quadro:
Il padre di Livia, propugnatore di ideali libertari, si sarebbe doppiamente suicidato se avesse potuto presagire che la figlia, in seguito alla sue seconde nozze, sarebbe divenuta moglie, ed egli suocero, di quello tra i triumviri vincitori a Filippi che, coniando lo slogan della Res Publica restituta, ne sarebbe stato il definitivo e assoluto affossatore. Né avrebbe mai potuto immaginare – cosa per lui inimmaginabile – che il suo nipotino, nato proprio in quell’anno, figlio di primo letto di Livia, sarebbe divenuto il secondo autocrate di uno stato già avviato a un trapasso istituzionale verso una monarchia di stampo dinastico, che sarà l’Impero - Lorenzo Braccesi

Siamo lontani dalla consueta storia d’amore col classico happy ending

Essa si fa assoluta, terribile, vince su ciascun fronte possibile. Unica e irripetibile, si fa beffe di tutti i Macbeth, i Montecchi e i Capuleti del mondo.
L’autrice racconta personaggi di cui ci sono note le vicende successive. In esse non pesano le incertezze di Macbeth, né la recrudescenza delle sue vendette. Livia e Ottaviano posseggono energie in esubero per realizzare i propri progetti. La causa prima è l’esistenza stessa di Roma. Grazie alla Città Eterna, Livia e Ottaviano escono dai rispettivi involucri, cessano di essere individui (votati alla tragedia).
A ben ricordare, Shakespeare diffidava dei legami affettivi. In Romeo e Giulietta, lungi dal prendere il destino nelle loro mani, mette in bocca parole terribili:
Oh Romeo Romeo perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre, rifiuta il tuo nome, o se non vuoi, giura che mi ami e non sarò più una Capuleti. Solo il tuo nome è mio nemico: tu sei tu. Che vuol dire "Montecchi"? Non è una mano, né un piede, né un braccio, né un viso, nulla di ciò che forma un corpo. Prendi un altro nome. Che cos'è un nome? Quella che chiamiamo "rosa" anche con un altro nome avrebbe il suo profumo.Rinuncia al tuo nome, Romeo, e per quel nome che non è parte di te, prendi me stessa.
Un invito, insomma, a bere un calice tanto amaro quanto iniziatico. Lo stesso che costringe Livia (figlia e moglie di due proscritti: Marco Druso Claudiano e Tiberio Claudio Nerone) a fughe rocambolesche per evitare la furia di Ottaviano e la spada dei suoi soldati, il quale sta consolidando il suo potere costi quel che costi. Un Macbeth fuori misura, incontrollabile ed estraneo ai tormenti della penna di Shakespeare (mancano le scoperte e le invenzioni di quest'ultimo, le quali in età classica, non c'è bisogno di dirlo, sarebbero state premature e a dir poco anacronistiche). 
In Shakespeare, precisa per esempio Harold Bloom (Shakespeare, l’invenzione dell’uomo), l’amore non è mai un mezzo di salvezza, ma l’origine stessa di una tragedia fatta di morti che sembrano non servire a niente, perché prive di significato.

È inappropriato leggere il romanzo ignorando il ritratto che la storia ci ha fornito di due personaggi così importanti. 

E poi c’è Roma, si diceva, il Potere, allacciati indissolubilmente a essi più delle norme morali o dei precetti religiosi. Vi è qualcosa che va oltre, in grado di fare intorno terra bruciata e che giustifica l’attributo di divino in capo a chi si cinge della carica imperiale.
Livia e Ottaviano, tra le pagine di questo racconto, appaiono giovanissimi, immersi in una Roma stravolta dalla guerra civile. Nulla è certo: incerta la sorte di Livia dopo la congiura delle idi di marzo del 44 a.C. Solida quella di Ottaviano, inaspettatamente adottato nel testamento di Cesare. Livia, dal canto suo, comprende che 
la Repubblica è finita e che non c'è niente e nessuno che potrà mai riportarla indietro. Adesso c'è solo da scegliere dalla parte di chi stare.
Sulla loro strada - si ricordi - vi era una coppia che, giocando le carte giuste, avrebbe potuto dar filo da torcere, disegnano in modo diverso la cultura e la lingua (non latina ma greco-orientale) del Mediterraneo: Marco Antonio e Cleopatra, sconfitti nella battaglia navale di Azio da Augusto e dall'ingegno di Marco Vipsanio Agrippa. Ma già questa è un'altra storia.


Livia - copertina

Livia

Livia e Gaio Ottavio, il futuro Augusto. Due fazioni, due famiglie rivali nella Roma più bella e sanguinosa della storia. Un viaggio attraverso gli occhi di quella che sarà la donna più potente dell’Impero, fra le tradizioni di una Repubblica che sta cedendo il passo di fronte all’avanzata dei carri scintillanti di Cesare e dei suoi legionari vittoriosi. 
Livia è solo una bambina quando Giulio Cesare oltrepassa il Rubicone, ma sente nella voce di suo padre quando questo sia devastante per lo Stato a cui lui ha dedicato la sua vita. Lei è troppo giovane per capire le ripercussioni che questo avrà sulla politica ma, da quando ha incontrato il giovane Gaio Ottavio e si è persa nei suoi occhi di cristallo, si è fatta strada in lei la consapevolezza che la sua vita legata a doppio filo con le sorti di Roma, perché il giovane Ottavio le ha promesso che la sposerà, dovesse mettere Roma in ginocchio ai suoi piedi. Ma la strada è aspra e dolorosa e la speranza è a un passo dal perdersi in una fine che, in realtà, è un nuovo inizio. Una nuova alba per Roma e per quelli che ormai non sono più due adolescenti, ma un giovane uomo e una donna che la renderanno grande come non è mai stata e come, forse, non sarà mai più.

di Francesca Petroni | Le Mezzelane | Romanzo storico
ISBN 9788899964344 | ebook € 5,99 | cartaceo 13,52€

Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.
Read More >

Servizio creazione booktrailer


Servizi editoriali
CREAZIONE BOOKTRAILER
Realizzazione professionale di booktrailer
utilizzando immagini, animazioni, musica e video royalty free o personali, forniti dall'utente
per una durata massima di 2 minuti
(guarda la lista dei booktrailer già realizzati)



Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni

"ChiaroScuro", silloge poetica de Gli scrittori della porta accanto

Collana Gli scrittori della porta accanto per StreetLib A dicembre 2016, il gruppo si affaccia all'editoria indipendente, appoggiandos...