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In primo piano

[Scrittori] Intervista a Fabio Messina, a cura di Samantha Terrasi

[Scrittori] Intervista a Fabio Messina, a cura di Samantha Terrasi

Intervista-Fabio-Messina


Un caffè con il poeta Fabio Messina, presto in tutti gli store online con il suo nuovo libro A Sicilia c’arricria: poesia in dialetto con saggi e illustrazioni di Guglielmo Manenti.

Benvenuto Fabio Messina, siamo felicissimi di ospitarti. Si sente già il profumo della Sicilia. Ad aprile è uscito il tuo nuovo libro di poesia in dialetto, con saggi e illustrazioni di Guglielmo Manenti dal titolo A Sicilia c’arricria. Da dove nasce l’idea di riunire poesie e illustrazioni?
A Sicilia c’arricria è il secondo libro, dopo Scilia bedda matri del 2010, sempre edito da Edizioni Enjoy,  ad avere questa insolita “accoppiata”; l’idea del format è tutta mia e a quanto pare è vincente, viste le copie vendute del precedente libro. Il format in realtà consta anche dell’accoppiata con un saggio che tratta il tema della poesia stessa, oltre che della illustrazione e anche della traduzione dal dialetto siciliano alla lingua italiana. In pratica, il libro contiene 20 capitoli e ognuno di questi tratta temi legati alla Sicilia (luoghi, cibi, personaggi, arte, cultura,e cc.); ogni capitolo viene sviluppato in 4 pagine, partendo dalla poesia in dialetto, l’illustrazione, la traduzione in italiano e il saggio che descrive il tema della poesia. In questo modo il libro si estende ad essere non solo di poesie e diventa una vera e propria guida emozionale-sentimentale della Sicilia, per i siciliani e per i turisti.
Per ora è acquistabile solo nelle librerie di Palazzolo Acreide (Sr), ma in un paio di mesi sarà distribuito anche su Amazon da Enjoy Edizioni.

Fabio-MessinaLa tua Sicilia cosa ti ha dato? Se fossi nato in un’altra terra sarebbe stato così viscerale il tuo scrivere?
La mia Sicilia è la mia terra madre e in quanto tale sarebbe stata la stessa cosa se fossi nato in Corsica ad esempio, credo proprio che avrei scritto in dialetto Corso. Perché il legame con la “madre terra” è normalmente forte per tutti, immaginiamoci per un poeta che, come tutti gli artisti, sviluppa la sua opera creativa da “un vuoto affettivo”. Il mio legame con la terra madre sicula, che si esprime non solo con la poesia, ma anche con il mio “sicilianismo” (ovvero il mio battermi per la tutela ambientale e culturale della Sicilia), è quasi compensativo di ciò che mi manca da sempre, ovvero l’affettività genitoriale…

Cosa rappresenta la poesia per te?
La poesia è armonia che fluisce dall’anima del mondo (l’inconscio collettivo di Jung) e che attraverso l’anima del poeta ( l’inconscio individuale del Se), si fa parola scritta per poter poi ritornare “trasmutata” all’anima del mondo; quindi è una operazione alchemica che rende il poeta una sorta di sacerdote, di medium, di sciamano. Quindi la poesia è per me sacra, a prescindere da come viene scritta,s e è bella o brutta, se è strampalata o perfetta…

Una poesia che hai amato e che amerai per sempre.
L’Inno alla Carità di San Paolo è per me la poesia d’amore più bella e anche la spiegazione più elevata di cosa sia l’Amore. In generale i testi sacri e non solo quelli cristiani, sono pieni di poesia favolosa e questo a conferma che la poesia è “roba” sacra

Fabio è un autore ma anche un lettore, che libri hai sul comodino?
Stranamente i libri che leggo di più non sono libri di poesie o romanzi, ma saggi. La mia ecletticità mi fa spaziare dai libri sui culti antichi a quelli sulle tecniche energetiche, da quelli di economia sociale a quelli sui viaggi. La mia biblioteca personale è suddivisa comunque in due macro-categorie: libri sulla Sicilia (itinerari, foto, natura, tradizioni, ecc.) e libri sull’anima, lo spirito, la psiche, la medicina naturale, ecc.

Se volessi descrivere la tua terra, come lo faresti?
Sole, mare, terra e tanti casini…. La mia terra è bellissima, ma come le donne molto belle, molto difficile. La Sicilia è’ un’isola anarchica, contradditoria, confusionaria, ma molto molto ammaliante e stregante

Cosa ami della Sicilia e cosa non ami? Se c’è qualcosa naturalmente?
Amo la sua bellezza, la storia, le tradizioni, l’ospitalità, la voglia di godersi la vita; accetto poco invece il disordine, la sregolatezza, l’opportunismo in contraltare ai lati positivi

Il dialetto è un’identità pensi che nel nostro secolo sia salvaguardato o si dovrebbe fare di più?
Il dialetto, come le lingue, è sempre in trasformazione e bisogna accettare questo fenomeno naturale che c’è sempre stato nella storia di tutte le comunità del mondo. Per cui credo che scrivere in dialetto oggi è garantire che tra 2000 anni alcuni archeologi possano sapere come parlavamo e scrivevamo oggi. Non sono per questo un maniaco della salvaguardia, ma sono un amante del lasciar testimonianza alle future generazioni

a-Sicilia-arricria
I tuoi ultimi lavori.
Prima di questo libro ho pubblicato nel 2014 Musa d'amuri poesie d’amore in dialetto siciliano, mettendo in opera una raccolta “folle” ove ho raccolto le più belle poesie a mio giudizio, dedicate alle donne della mia vita; perché tanto che le legge che ne sa di me…
Nel 2011 ho pubblicato il mio primo lavoro in prosa Paulu di la vita patronu, romanzando la bellissima festa di San Paolo che si tiene ogni anno il 29 giugno nel paese in cui vivo, cioè Palazzolo Acreide, con la presenza di un percorso fotografico di Mauro Peluso e di miei versi, a scorrere nel libro in stile storyteller (cuntastorie)

Una stagione e un colore.
L’Estate perché è tempo di raccolto e di vita molto attiva all’aperto. L’azzurro perché è il colore del cielo terso e del mare 

Quando non scrivi cosa fai?
Vendo, usando la parola e la penna, stessi strumenti che uso da poeta. La poesia mi fa coltivare l’anima, il vendere mi fa coltivare l’aspetto materiale della vita, visto che da qui ci faccio i soldi per campare. Ma le due cose si fondono in un unicum, perché li faccio con lo stesso impegno e passione; molti miei clienti tra l’altro mi seguono nell’attività di poeta dialettale e siciliani sta. Miei altri hobby sono fare escursionismo naturalistico, viaggiare e praticare yoga e meditazione.

Lavori futuri cui vorresti coinvolgere tutti noi?
Un bel romanzo che riesca a sintetizzare il mio Essere e ciò per cui sono nato; ho già in cuore un progetto, molto molto anti-conformista, che unisce la mia originale visione spirituale del mondo con la mia sicilianità… ma è presto per parlarne. Ho a tal riguardo una grande ambizione, perché mi piacerebbe fare successo con tale romanzo e non solo per coltivare l’egocentrismo tipico di noi artisti, ma soprattutto per osare nuove visioni possibili del futuro condivisibili da tutti

Un sogno.
Il mio sogno è che i bambini di oggi possano evolvere quello che quelli della mia generazione facciamo fatica a realizzare: un mondo più semplice, meno fondato sui soldi, sui consumi e sul potere, più ecologico, libero e creativo.

A questa bella intervista vuoi aggiungere qualcosa?
Voglio aggiungere una cosa alla quale tengo tanto. Spesso chi legge un libro o ascolta una canzone o guarda un film, non sa che l’artista che ha creato ciò di cui sta fruendo è tale (cioè artista), perché il suo creare è compensativo o curativo di sue ferite emozionali profonde.

Si nasce artisti?
Dico sempre che non è che si nasce artisti così, per essere artisti bisogna avere problemi. Io nella mia vita ne ho avuto tanti, sono cresciuto con grosse difficoltà di relazione con la figura materna. Senza la poesia non so se ce l’avrei fatta. Per questo faccio grandi sacrifici e vivo bei momenti di scoraggiamento, quando tolgo tempo al lavoro o all’uscire con gli amici per dedicarmi alla mia passione. Poi, alla fine, il bilancio mi chiude almeno in pareggio…. E vado avanti!!!

Grazie Fabio Messina!
Grazie a voi.

Sicilia-Bedda-Matri

Sicilia Bedda Matri
Un viaggio in Sicilia e nella sicilianità attraverso poesie in dialetto, illustrazioni e saggi

Un libro nato con l'intento di far meditare la sicilianità a chi siciliano lo è per nascita e far "gustare" la sicilianità a chi in Sicilia ci viene solo per diletto e non ha approfondito tutti gli aspetti che caratterizzano l'essere siciliani. 
Con detti e saggi si affrontano spaccati di vita legati al passato e alla cultura. 
Ogni singolo saggio viene affrontato in tre diversi modi: prima nella lingua dialettale in siciliano, poi segue una traduzione in italiano e poi, forse la parte più bella, la spiegazione, la prosa, che apre le viscere al significato profondo delle parole che sono in superficie, ma che dicono molto di più di quello che a una prima vista appare.

di Fabio Messina (Autore) e Guglielmo Manenti (Illustratore) | Enjoy Edizioni
Saggio, Poesia, Viaggi
ASIN B00FIC04DI | ebook 5,20€


Samantha Terrasi
Vivo tra Torino e Roma, dove sono nata. Mia nonna avrebbe voluto che mi chiamassi Maria Concetta, ma per fortuna mio padre di ritorno da un viaggio negli States mi ha chiamato Samantha, rigorosamente con la h. Formazione scientifica, una laurea in biologia molecolare per poi scegliere di tramandare il mio sapere agli studenti. Sono una professoressa di matematica e scienze senza occhiali e quando non mi trovo tra equazioni e studenti, scrivo.
Parole nel vento, Aletti Editore, 2012.
Ti aspetto, Lupo Editore.
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"Penna", la tastiera vintage acquistabile in crowdfunding, di Lara Zavatteri

"Penna", la tastiera vintage acquistabile in crowdfunding, di Lara Zavatteri

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“Penna”: la keyboard bluetooth retro di Elretron che ricorda la macchina da scrivere, per i nostalgici del ticchettio, acquistabile su Kickstarter.

Una tastiera che ricorda in tutto le macchine da scrivere. Si chiama “Penna” ed è una tastiera che è al centro di un progetto di raccolta fondi sulla piattaforma Kickstarter promosso da Elretron che ha raccolto la bellezza di oltre 300 mila dollari. Pare che i primi esemplari di questo modello saranno in vendita da agosto.
Ma vediamo bene di che si tratta.
Prima del computer, prima dei tablet, prima degli iPad, prima degli smartphone, c'era lei: la macchina da scrivere. Ingombrante, rumorosa quando si batteva sui tasti, ma da sempre lo “strumento” di chi doveva pubblicare articoli, racconti, romanzi. La macchina da scrivere è stata l'icona della scrittura per moltissimo tempo, fino a quando, con le nuove tecnologie, si sono sviluppati altri dispositivi, sempre più leggeri, portatili, silenziosi, per scrivere ovunque. Eppure, il fascino della macchina da scrivere pare non sia mai tramontato. 
Come detto, sulla piattaforma Kickstarter sta prendendo piede il progetto per creare “Penna”, una tastiera vintage che ricorda la macchina da scrivere: ha dei tasti meccanici e a lato anche la levetta per digitare le parole più utilizzate. “Penna” è alimentata da batteria stilo e pare, anche solo a vederla, una mini macchina da scrivere.

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Ma come funziona?

Nella parte superiore non c'è un foglio, bensì uno spazio dove inserire tablet o iPad Windows e Android, (supporta anche il sistema operativo Ios di Apple) e ha una connessione bluetooth. Insomma, alla versione di un oggetto vintage si aggiunge la tecnologia dei nostri tempi, una sorta di connubio che non rinuncia all'eleganza del passato e alle comodità del presente. 
“Penna” sarà disponibile anche in una versione legno, oppure nei colori nero, bianco, verde oliva e rosa, colori classici che anche nelle tonalità riportano indietro nel tempo. 
Per avere la tastiera è necessario però sottoscrivere il crowdfunding su Kickstarter da un minimo di 99 ad un massimo di 299 dollari (quest'ultimo prezzo per la versione in legno). 
Un'idea originale che fa comprendere come il vintage continui ad essere di moda, con un po' di nostalgia per il ticchettio delle “vecchie” macchine da scrivere. 





Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
Guardando le stelle, Un cane di nome Giuliano, Risparmia Subito!Amici per sempreCuor di Corteccia, Sopravvissuti, Agata, Youcanprint.
Reset, Photocity.it.
La strada di casa, Edizioni del Faro.
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[Libri] "Il terrorismo spiegato ai nostri figli" di Tahar Ben Jelloun e "Morire il 25 aprile" di Federico Bertoni, recensione di Beatrice Rurini

[Libri] "Il terrorismo spiegato ai nostri figli" di Tahar Ben Jelloun e "Morire il 25 aprile" di Federico Bertoni, recensione di Beatrice Rurini

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[Mini Book Review]

Il terrorismo spiegato ai nostri figli, di Tahar Ben Jelloun, La nave di Teseo, 2017. Quasi vent’anni dopo Il razzismo spiegato a mia figlia, un libro illuminante sull’importanza delle parole, sulla responsabilità di educare, sul rapporto non negoziabile con la verità.

Senza retorica o senza giri di parole, questo scrittore e poeta apre un dialogo a due con sua figlia per tentare di spiegare le origini e l'evoluzione del terrorismo che invade il nostro secolo. Brevi domande che ognuno di noi vorrebbe porre, senza uscire dagli schemi e senza offendere. E Jelloun risponde in modo semplice ma non banalizzando e non semplificando.
Lasciare che la paura ci sovrasti è uno dei primi errori che si commette davanti a un fatto tragico come un attacco terroristico. Ma siamo umani e salvarsi la pelle è il primo degli obbiettivi cui tendiamo. Bisogna altresì difendersi dai cliché dell'islamista puro: la donna ha pari diritti e patrimonio culturale maschile e ciò va difeso. Lo stato di diritto non deve rinunciare ai suoi valori, la politica può aiutare, ma sarà l'uomo, con la cultura e l'educazione, che potrà porre fine (un giorno) al terrorismo e alla paura del diverso.
Un piccolo scritto, intenso, scorrevole, illuminante, che apre gli occhi sul mondo dei jiadisti.

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Gli attacchi terroristici che negli ultimi anni hanno portato la paura in Occidente (e non solo) ci obbligano a convivere con una violenza spesso difficile da comprendere. Le televisioni e i giornali ci inondano di immagini traumatiche, la morte è diventata una notizia quotidiana, distribuita alla cieca tra gente comune: allo stadio, nei teatri, al bar, in aeroporto. Un’intera generazione sta crescendo con il timore di non essere al sicuro, e con molte domande che non trovano risposta. Come aiutare i nostri figli a liberarsi dalla paura? Come spiegare loro le ragioni di quello che sta accadendo, tra religione, storia, interessi economici e politici? Quasi vent’anni dopo lo straordinario successo mondiale di Il razzismo spiegato a mia figlia, Tahar Ben Jelloun torna al cuore dell’attualità e, riflettendo sulla natura del terrorismo, ci regala un libro illuminante sull’importanza delle parole, sulla responsabilità di educare, sul rapporto non negoziabile con la verità.

di Tahar Ben Jelloun | La nave di Teseo | Saggio
ISBN 978-8893441162 | cartaceo 9,35€ | ebook 9,99€


Morire il 25 aprile, di Federico Bertoni, Frassinelli, 2017. Chiarendosi cosa chiedere al domani, si ottiene una risposta dal passato, perché chi non ha futuro, non ha memoria.

Il romanzo intreccia un passato tragico e un presente cupo, in un immaginario pubblico ed episodi privati. Partendo dalla morte del partigiano Giulio Romanini, sopraggiunta proprio il 25 aprile di un non meglio precisato anno del XXI Secolo, guida il lettore in un viaggio nelle vicende di un uomo creduto da sempre un eroe senza macchia, in un gioco di svelamenti e scoperte che, sciogliendo i nodi irrisolti dell’Italia di ieri, faranno luce su quella attuale, divisa ed incapace di progettare e migliorarsi. 
Scritto di getto, rende la lettura facile e veloce, non banale e non scontato, offre la storia a 360 gradi e spazia dalla Resistenza da esplorare, tra silenzi e non detti alla ricerca della verità, fino ai nostri giorni, senza sbavature e senza inciampo, per dare un senso a ciò che succede oggi e costruire il domani.

morire-il-25-aprile
«In che rapporto stanno il passato e l'avvenire? 
A prima vista, questo romanzo sembra rispondere che chi non ha memoria, non ha futuro. Il protagonista indaga su un episodio della Resistenza che coinvolge la sua famiglia e un amico appena defunto, molto più anziano di lui. 
Nel frattempo, mentre ricerca quell'antica verità, s'interroga sui tempi che gli si schiudono dinnanzi, i primi anni Zero del nuovo millennio. Lo smarrimento della memoria sembra andare di pari passo con l'incapacità di comprendere il da farsi. Mettere ordine nella vita di un altro, un padre putativo, sembra il requisito per orientarsi nella propria. In realtà, via via che procede, la vicenda rovescia l'assunto iniziale, ed è chiarendosi cosa chiedere al domani, che il protagonista ottiene una risposta dal passato. Trovando il modo di tenere insieme, in un gesto simbolico e grottesco, entrambe le dimensioni del tempo. » Wu Ming 2

di Federico Bertoni | Frassinelli | Narrativa, Romanzo storico
ISBN 978-8893420211 | ebook 9,99€ | cartaceo 16,15€

Beatrice-rurini

Beatrice Rurini
Del 1969, sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.
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