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Recensione: Il libro dell’apprendista samurai, di Yuzan Daidoji

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Libri Recensione di Andrea Pistoia. Il libro dell’apprendista samurai di Yuzan Daidoji, a cura di Tea Pecunia (Rizzoli). Un’interpretazione del bushido concepita per giovani samurai in tempo di pace, un saggio filosofico con un approccio pratico, capace di parlare a ciascuno di noi di lealtà, dignità, rettitudine e senso del dovere.

L’autore di questo saggio è Daidoji Yuzan, vissuto tra il 1639 e il 1730. È una delle persone più rappresentative del Bushido (che, ricordiamo, è “la via del Guerriero”) nel periodo Edo (che va da 1603 al 1868).
A causa della destituzione nel 1615 del Signore Matsudaira Tadateru dal proprio dominio feudale, i Samurai appartenenti al clan Daidoji a lui fedele vengono privati del loro status e ridotti a ronin, "Guerrieri senza Signore". Tuttavia, Yuzan riceve comunque un’istruzione di alto livello (ecco perché studia filosofia, Zen, Confucianesimo e scienze militari) fino a diventare consigliere del Signore feudale di Aizu.
Da allora passa la vita a insegnare e a scrivere diventando poeta e autore di varie opere (tra cui la più famosa è Budoshoshinshu) fino a morire nel 1730 a 91 anni.

Il libro dell’apprendista samurai di Yuzan Daidoji, a cura di Tea Pecunia.

Il saggio, come tutti quelli di cui Tea Pecunia è la curatrice, inizia con una lunga introduzione (circa quaranta pagine) in più parti, in cui la curatrice spiega inizialmente non solo l’opera di Yuzan ma soprattutto ciò che ruota intorno ai suoi concetti. Così scopriamo come quest’opera sia sostanzialmente un manuale di educazione morale, nonché un trattato per riaffermare il Bushido e i suoi principi (tra tutti la lealtà, la rettitudine e l’accettazione della morte). Successivamente, Tea Pecunia si sofferma su alcuni temi cari all’autore, quali: la condotta quotidiana del Samurai, la giusta etichetta, il bilanciare le abilità belliche con quelle artistiche e letterarie, la decadenza del Bushido, il disprezzo verso il lusso e l’onore di morire per il proprio Signore. Infine, spiega cos'è il Bushido (ovvero l’insieme di pratiche, codici di comportamento e valori etico-morali dei Samurai), la sua origine ed evoluzione, le radici culturali in cui nasce e l'importanza che ha avuto su di esso il Buddhismo, il Confucianesimo e lo Scinto (una religione incentrata sul culto di entità soprannaturali) nonché l'influenza dello Zen, il quale porta la meditazione nella vita dei Samurai.

Dopo l'interessante introduzione di Tea Pecunia, si entra nel cuore dell’opera di Yuzan Daidoji.

Questa consta di tre parti, divise in tanti brevi paragrafi di un paio di pagine ciascuno, in cui viene trattato un singolo argomento inerente alla vita del Samurai.
La prima parte approfondisce i doveri e gli obblighi morali del Guerriero, l’approccio alla morte (ma soprattutto quanto questa dia valore alla vita) e al sacrificio verso i propri genitori.
L'autore ridefinisce la figura del Samurai, divenuto ormai un funzionario amministrativo, militare e morale, che quindi deve risultare colto e istruito ma al tempo stesso pronto a combattere per la giustizia con rettitudine e coraggio. Ecco perché Yuzan Daidoji si sofferma sull'importanza dell'educazione e della cultura ma al tempo stesso sulla necessità di mantenere uno stato combattivo vigile e sempre presente, senza mai trascurare il valore di certe attività necessarie alla guerra, quali il tiro con l'arco, l'equitazione e le arti militari. Non da meno, il Samurai deve possedere la lealtà verso il proprio Signore, distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato in ogni occasione, essere un uomo retto e un Guerriero coraggioso non solo in battaglia ma anche nella vita di tutti i giorni. Non solo, ma al di fuori delle sue mansioni non deve dimenticare le norme di comportamento in ogni occasione con superiori e famiglia ma anche con il proprio cavallo.

La condotta quotidiana del Samurai, le mansioni specifiche e i servizi che è tenuto a offrire.

La seconda parte del saggio tratta la condotta quotidiana del Samurai, ovvero come gestire i rapporti con parenti, amici e completi sconosciuti. E ancora, la responsabilità verso ogni propria azione (anche solo nel dare un consiglio o esprimere un'opinione), la capacità di collaborare anche con chi non gli va a genio, la reputazione dentro e fuori il campo di battaglia e come comportarsi durante un viaggio diplomatico e non.
La terza parte si focalizza sulle mansioni specifiche e sui servizi che il Samurai è chiamato a prestare all’interno del feudo, tra cui il senso del dovere quando si tratta di combattere e lavorare, come aiutare il proprio Signore in tempo di ristrettezza economica e soprattutto l'obbligo di offrirgli la propria vita in caso di bisogno.

Che dire di Il libro dell’apprendista samurai?

Rispetto ai precedenti libri curati da Tea Pecunia, quest’opera spicca perché è stata scritta in un'epoca di pace, quindi l'autore si rivolge ai Samurai che non vedranno mai un campo di battaglia ma passeranno la vita ad adempiere a mansioni burocratiche o amministrative. Questo però non significa che Yuzan Daidoji si sia focalizzato solo su concetti politici e lavorativi. Anzi, il saggio è impregnato di concetti filosofici applicabili al quotidiano, quali il senso del dovere verso la comunità e la famiglia, la lealtà nelle relazioni interpersonali, il prendersi la responsabilità delle proprie azioni e l'autodisciplina necessaria per non cadere nella pigrizia o nel bisogno del lusso sfrenato.

Molti concetti espressi da Yuzan Daidoji sono attuali e utili per la crescita personale, per migliorare la propria vita e, perché no, la spiritualità.

Questo perché, rispetto ad altre opere sul Bushido e sui Samurai, Il libro dell’apprendista samurai è più pratico, attuale e adattabile ai giorni nostri, in quanto in fondo insegna come approcciarsi alla vita con autodisciplina, responsabilità e senso del dovere.
Spiccano anche delle indicazioni insolite e inaspettate rivolte ai giovani Samurai, quali la dimora che devono possedere, l’obbligo di lavarsi, essere in ordine in modo da risultare sempre puliti e la malaugurata possibilità di avere uno spirito malvagio che incomba su di loro.

Non da ultimo, il libro è godibile con tutta calma “a piccole dosi”, per assimilare meglio i concetti e gli aforismi in essi contenuti, essendo composto da brevi capitoli che vanno subito al sodo.

Merito anche del linguaggio diretto, pratico, pragmatico e scorrevole usato. Yuzan Daidoji, tra l’altro, non si perde in giri di parole, non tenta di abbellire il testo per renderlo più romanzato o sentimentale e non usa alcua metafora o concetto astratto, preferendo una prosa chiara e asciutta per affrontare ogni problema del Samurai in modo schietto e comprensibile al lettore.
In definitiva, è ovviamente consigliato a tutti coloro che sono affascinati dalla storia orientale e dalla cultura giapponese del passato, specialmente quella in cui vede i Samurai non solo guerrieri ma anche come uomini. Ciò rappresenta la sua forza perché offre la visione di come approcciarsi alla vita di tutti i giorni per affrontarla con un’etica e una morale ineccepibile.


Il libro dell’apprendista samurai

di Yuzan Daidoji
a cura di Tea Pecunia
Rizzoli
Saggio | Manuale
ISBN 9788817190978
SCARICA ESTRATTO
cartaceo 12,00€
ebook 6,99€

Quarta

Dopo secoli di guerre, il Giappone di epoca Edo conosce un periodo di ordine e stabilità sotto lo shogunato Tokugawa. Le lotte sanguinose tra signori feudali sono solo un ricordo e le nuove generazioni di samurai, ormai lontane dai campi di battaglia, sono ridotte perlopiù a ingranaggi nell’intricata macchina amministrativa del regno. Daidoji Yuzan – samurai, scrittore e pensatore fra i più influenti del suo tempo – propone un’interpretazione del bushido concepita per i giovani samurai in questo momento di grandi cambiamenti e incertezze: il Budoshoshinshu è un testo filosofico influente tanto quanto il classico Hagakure, caratterizzato però da un approccio più pratico e misurato. Un manuale di formazione etica e spirituale che conserva un richiamo potente ai valori fondanti della Via del guerriero: sobrietà, autodisciplina e assunzione responsabile del proprio ruolo nel mondo. Intrecciando confucianesimo, shintoismo, buddhismo zen e shingon, quest’opera è ancora oggi capace di parlare a ciascuno di noi di lealtà, dignità, rettitudine e senso del dovere.



Andrea Pistoia


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