Gli scrittori della porta accanto
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Recensione: La portalettere, di Francesca Giannone

Recensione: La portalettere, di Francesca Giannone

Recensione: La portalettere, di Francesca Giannone

Libri Recensione di Davide Dotto. La portalettere di Francesca Giannone (Casa Editrice Nord). Un romanzo strutturato (e pronto) per una fiction, l’incontro tra il Nord e il Sud, una scrittura raffinata, decisa e libera, una donna che conduce a piccoli passi la sua rivoluzione.

La portalettere di Francesca Giannoni è la storia di Anna, bisnonna dell'autrice. La sua è una vicenda reale e finora sconosciuta, tra le mille chiuse in un cassetto che chiedono di essere ricordate. È anche quella dell'incontro tra il Nord e Sud Italia, quello degli anni Trenta, un paese che si è lasciato alle spalle una guerra mondiale, ma anche l'esperienza risorgimentale.
Senza dubbio all'epoca si era di un’altra pasta, chi più chi meno affrontava il destino senza avere il tempo di esserne sopraffatto.
Molti i libri che accompagnano Anna e chi le cammina a fianco: Flaubert (Madame Bovary, L’educazione sentimentale), le sorelle Brontë (Jane Eyre, Cime tempestose) e Jane Austen (Orgoglio e pregiudizio). Conosce Dostoevskij, non l’ha letto, ma tra le mani ha avuto Anime morte di Gogol.

Tra alti e bassi, equilibri che si infrangono e si ricompongono, Anna – donna del nord – porta nel Salento un contributo e una tempra che ben si innestano in quell'altrove.

Come la comune tenacia necessaria per affrontare una quotidianità non scontata, e un modo diverso di esprimere e vivere le emozioni.
Le mani di Anna, così lisce e curate, si muovevano sciolte e sicure; erano le mani sapienti di chi aveva praticato il rito del pesto fin da piccina. Non l’aveva mai vista così di buonumore. Pensò che il pesto avrebbe dovuto farlo ogni santo giorno, se riusciva a farla sorridere in quel modo. Francesca Giannone, La portalettere

Anna vince un concorso bandito dalle Regie Poste e diventa la prima portalettere del paese, Lizzanello.

Conduce a piccoli passi la sua rivoluzione: anticipa tempi sin troppo nuovi; indossa i pantaloni, non è credente, non va a messa e non si cura di "alimentare chiacchiere". Accetta, insomma, di germogliare in un terreno non sempre ospitale. Prende in carico i destini delle donne sostenendone con forza i diritti, quando ancora nessuno ci pensa, o ne parla.
Per questi e altri motivi sarà sempre “la forestiera”, occupando però, via via il tassello di un tutto più grande, con una consistenza particolare e un colore più vivace. Anna diventa un faro per chi spera e osserva il suo impegno, segnando la strada oltre quella suggerita dalla rassegnazione, e al di là dei consigli e le resistenze di chi le sta vicino.

La portalettere di Francesca Giannone è un romanzo strutturato (e pronto) per una fiction.

L’incontro tra il Nord e il Sud di quel mondo è funzione tra reciproche tensioni e vicendevoli scambi. E in questo la scrittura è raffinata, decisa e libera, come gli spiriti che aleggiano tra un dopoguerra e l'altro, il 1946-1948, il diritto di voto esteso alle donne, l’inizio dell’Italia Repubblicana, il matrimonio della regina Elisabetta con il principe Filippo, gli anni Cinquanta.


La portalettere

di Francesca Giannone
Casa Editrice Nord
Narrativa | Romanzo storico
ISBN 978-8842934844
Cartaceo 18,05€
Ebook 9,99€

Sinossi 

Salento, giugno 1934. A Lizzanello, un paesino di poche migliaia di anime, una corriera si ferma nella piazza principale. Ne scende una coppia: lui, Carlo, è un figlio del Sud, ed è felice di essere tornato a casa; lei, Anna, sua moglie, è bella come una statua greca, ma triste e preoccupata: quale vita la attende in quella terra sconosciuta? Persino a trent’anni da quel giorno, Anna rimarrà per tutti «la forestiera», quella venuta dal Nord, quella diversa, che non va in chiesa, che dice sempre quello che pensa. E Anna, fiera e spigolosa, non si piegherà mai alle leggi non scritte che imprigionano le donne del Sud. Ci riuscirà anche grazie all’amore che la lega al marito, un amore la cui forza sarà dolorosamente chiara al fratello maggiore di Carlo, Antonio, che si è innamorato di Anna nell’istante in cui l’ha vista. Poi, nel 1935, Anna fa qualcosa di davvero rivoluzionario: si presenta a un concorso delle Poste, lo vince e diventa la prima portalettere di Lizzanello. La notizia fa storcere il naso alle donne e suscita risatine di scherno negli uomini. «Non durerà», maligna qualcuno. E invece, per oltre vent’anni, Anna diventerà il filo invisibile che unisce gli abitanti del paese. Prima a piedi e poi in bicicletta, consegnerà le lettere dei ragazzi al fronte, le cartoline degli emigranti, le missive degli amanti segreti. Senza volerlo – ma soprattutto senza che il paese lo voglia – la portalettere cambierà molte cose, a Lizzanello. Quella di Anna è la storia di una donna che ha voluto vivere la propria vita senza condizionamenti, ma è anche la storia della famiglia Greco e di Lizzanello, dagli anni ’30 fino agli anni ’50, passando per una guerra mondiale e per le istanze femministe. Ed è la storia di due fratelli inseparabili, destinati ad amare la stessa donna.


Davide Dotto
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recensione: La felicità è una pagina bianca, di Elisabeth Egan

recensione: La felicità è una pagina bianca, di Elisabeth Egan

La felicità è una pagina bianca, di Elisabeth Egan, Casa Editrice Nord, 2016. Delicato e ironico, le difficoltà di una mamma costretta a dividersi tra famiglia e lavoro. Ma a volte, per ritrovare la felicità, basta girare pagina…

I libri sono sempre stati degli amici per Alice Pearse fin da quando era una bambina. Avventurarsi tra le pagine di un libro era un bel gioco che poteva fare anche con suo padre, con il quale giocava alla “signora dei libri”, ovvero, fingendo di essere un'ipotetica venditrice di testi che rivendeva al padre (i libri, infatti, li aveva comprati lui in libreria). 
La felicità è una pagina bianca ci porta nella realtà odierna di Alice, fatta del suo lavoro come redattrice par-time alla rivista “You”, con tre figli tra gli 11 e i 5 anni, un marito avvocato. Tutto cambia quando all'improvviso Alice riceve una chiamata dal marito che, dopo aver perso l'agognata promozione, ha scagliato il computer dall'altra parte dell'ufficio e contemporaneamente ha perso anche il lavoro. 
Da quel momento, la vita di Alice muta radicalmente. Il marito decide di mettersi in proprio, anche se le cose sembrano stentare molto a decollare, soprattutto perché l'uomo passa le giornate a tracannare birra e prepararsi cocktail, mentre al contrario Alice trova il posto che ha sempre desiderato, in una start up, Scroll, che sta reinventando le sale di lettura mettendo al centro il lettore e i libri “veri” contrapporsi agli ebook, evitando rumori molesti, e con idee una più brillante dell'altra per far tornare “in auge” la lettura. 
Mentre Margot, Oliver e Georgie, i tre figli di Alice, vengono accuditi da una tata, Susanna, la migliore amica di Alice e proprietaria di una piccola libreria, la avverte che Scroll è il demonio ed inizia a boicottarla proprio per il suo lavoro, convinta che sotto i lustrini la start up nasconda intenti malefici per eliminare le librerie.
In tutta questa baraonda, il padre di Alice si ammala nuovamente di cancro, un male che aveva sconfitto anni prima, e alla sua morte Alice si rende conto di molte cose. In primis, Scroll ha cambiato tendenza sul serio. Se inizialmente pareva un'innovazione con le sue sale da lettura, ora i libri cartacei non interessano quasi più e il mercato cerca di espandersi anche nel settore dei videogiochi. A questo punto Alice ha l'idea di riproporre la “signora dei libri” a Scroll, per cercare di non snaturare l'idea di partenza di questa realtà, mentre al contempo continua ad essere preoccupata per il marito e i suoi impegni che non le consentono né di stare con i figli né di avere uno spazio per sé. 
La felicità è una pagina bianca, di Elisabeth Egan, è un libro divertente e attuale, che racconta le vicende di Alice, giovane donna divisa tra lavoro e famiglia, ma anche tra due concetti differenti di concepire la lettura e di intendere i libri. Ce la farà a riconvertire Scroll e rimettere insieme la sua vita? Non vi resta che scoprirlo tra le righe di un libro che appassiona e di cui non si vede l'ora di scoprire il finale.

La felicità è una pagina bianca, di Elisabeth Egan, recensione - Gli scrittori della porta accanto

La felicità è una pagina bianca

Quando qualcosa non va, Alice Pearse si rifugia nella lettura. È sempre stato così; fin dalla più tenera infanzia, per Alice i libri sono isole felici dove potersi rilassare, mondi in cui perdersi, tesori da amare. E, adesso che si è ritrovata di colpo con un marito disoccupato, tre bambini da mantenere e un mutuo da pagare, i libri sono diventati letteralmente la sua ancora di salvezza: è infatti grazie alla sua fama di book blogger che le viene offerto un impiego da Scroll, una promettente start up che sta per inaugurare una catena di «sale di lettura», ovvero raffinati caffè dove sprofondare in comode poltrone, consultare uno sterminato catalogo di e-book e leggere. Nonostante le feroci proteste della sua migliore amica, proprietaria della libreria del quartiere, Alice accetta, tuttavia non le ci vuole molto per rendersi conto che gestire la famiglia con un lavoro a tempo pieno è molto più difficile di quanto non si aspettasse e che, dietro l’apparenza meravigliosa, Scroll nasconde un incubo. Eppure Alice non si scoraggia: in fondo, a volte, per trovare la felicità basta girare pagina.

Intelligente e attuale, divertente e profondo, questo romanzo racconta con delicata ironia le difficoltà di una donna costretta a dividersi tra famiglia e carriera, sentendosi troppo spesso inadeguata. Almeno fino al momento in cui capisce che non bisogna fare tutto, ma concentrarsi solo su ciò che amiamo davvero. E credere – sempre e comunque – nei libri.

di Elisabeth Egan | Casa Editrice Nord | Narrativa
ISBN 978-8842927679 | cartaceo 14,11€ |
ebook 8,99€

Lara Zavatteri

Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
Guardando le stelle,Un cane di nome Giuliano, Risparmia Subito!, Amici per sempre, Cuor di Corteccia, Sopravvissuti, Youcanprint.
Reset, Photocity.it.
La strada di casa, Edizioni del Faro.
Agata. Come un funerale ti salva la vita, Youcanprint.
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Recensione: I nostri giovedì al parco, di Hilary Boyd

Recensione: I nostri giovedì al parco, di Hilary Boyd

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I nostri giovedì al parco di Hilary Boyd, Nord Editrice, 2014. Amore romantico e passione tra ultrasessantenni in un gran-lit di successo che, come i protagonisti, ha avuto un'altra occasione, raggiungendo la popolarità con la seconda edizione.

Fino a quando è lecito concedersi una seconda occasione? A che punto della vita bisogna, quasi per forza, dire a se stessi di essere diventati vecchi?
“I nostri giovedì al parco” di Hilary Boyd (editore Nord) vede protagonista una donna sessantenne che si pone queste domande, rifiutandosi di credere che la sua vita sia ormai sul viale del tramonto.
La protagonista è Jeanie, da un decennio in un matrimonio che ormai non funziona più, proprietaria di un negozio, con una figlia trentenne che le ricorda quanto ormai lei sia vecchia salvo poi affidarle ogni giovedì la figlioletta,  amica di una coetanea che, diversamente da lei, prende la vita con molta più decisione e senza farsi influenzare dagli egoismi altrui.
Jeanie ogni giovedì porta al parco - da qui il titolo - la nipotina, una sorta di evasione da un mondo che ormai sente che non le appartiene più. Proprio al parco, conosce Ray, anche lui un nonno con un nipotino che accompagna regolarmente al parco, e nasce subito un'amicizia. 

I due, perfetti sconosciuti, quasi subito iniziano a raccontarsi le loro vite. 

Se Jeanie è intrappolata in un matrimonio fasullo, con una figlia che tende sempre a prendere le parti del padre e un genero odioso, Ray ha due storie difficili alle spalle e sta cercando di riallacciare i rapporti con la figlia, che per questo gli affida il nipote Dylan per qualche ora di giochi al parco.
Inutile dire che per Jeanie il giovedì diventa il momento intorno a cui ruota tutta la settimana, così, mentre il marito medita di trasferirsi in campagna e tutta la famiglia preme perché Jeanie acconsenta, chiuda il negozio e accetti la sua vecchiaia (o quella che loro ritengono tale), la donna s'innamora, ricambiata, di Ray.
La vita di Jeanie, così, si trova ad essere divisa in due. Da un lato non sa essere abbastanza decisa e si rintana, scontenta, in campagna, soprattutto dopo aver saputo l'orribile segreto che il marito si è tenuto dentro per anni, causa della loro crisi coniugale, dall'altra sente che non può dire addio a Ray. 
Jeanie vuole essere autonoma, indipendente, libera di pensare con la sua testa, libera da chi, per ragioni puramente egoistiche la vorrebbe definire ormai un'anziana (a sessant'anni?), libera, soprattutto, di decidere della sua vita. Nel suo caos, l'unico punto fermo è la nipotina, proprio lei che involontariamente ha contribuito a far conoscere Ray e Jeanie.
Cosa deciderà Jeanie, continuerà con la sua vita monotona e stabilita da altri o troverà il coraggio per seguire finalmente il proprio cuore?

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I nostri giovedì al parco

Da dieci anni, Jeanie vive in una prigione di silenzio. Da quando, in una fredda sera di autunno, suo marito è rientrato a casa e ha iniziato a comportarsi come se lei non esistesse. Ancora oggi, lui non la guarda, non le parla, dorme in un'altra stanza. A poco a poco, Jeanie ha imparato ad andare avanti senza di lui, concentrandosi sul suo negozio di alimenti biologici e godendosi i giovedì al parco insieme con la nipotina. Ed è proprio in uno di quei pomeriggi che conosce Ray, anche lui lì per far giocare il nipote. Ray è galante, spiritoso, gentile. Per la prima volta dopo tanto tempo, Jeanie si sente di nuovo apprezzata e, giovedì dopo giovedì, si accorge di provare uno slancio che credeva di avere ormai perduto. Eppure la felicità ha un prezzo. Ben presto infatti, Jeanie si rende conto che, per abbandonarsi a un nuovo amore, deve liberarsi di ciò che la lega al passato, mettendo così a rischio tutto ciò che ha costruito. Come il rapporto con la figlia, che non capisce cosa stia succedendo alla madre, o la stima delle amiche, che le suggeriscono di non dare peso a un sentimento effimero. Ma, soprattutto, Jeanie deve ricominciare a comunicare col marito, e l'unico modo per farlo è scoprire cosa sia successo in quella notte di dieci anni prima...

di Hilary Boyd | Nord | Romance, Gran-lit
ISBN 978-8842923138 | cartaceo 13,94€ | ebook 9,9€ Acquista

Lara-Zavatteri

Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
Guardando le stelle,Un cane di nome Giuliano, Risparmia Subito!, Amici per sempre, Cuor di Corteccia, Sopravvissuti, Youcanprint.
Reset, Photocity.it.
La strada di casa, Edizioni del Faro.
Agata. Come un funerale ti salva la vita, Youcanprint.

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