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[Libri] "Pocofuturo" di Sergio Beducci, recensione di Ornella Nalon

Pocofuturo-Sergio-Beducci-recensione

Pocofuturo di Sergio Beducci, Antonio Tombolini Editore, 2015. Quattordici racconti eterogenei sulla vita, frammenti di esistenza, perlopiù giovanili, trascinati tra mille difficoltà, una realtà che illude e poi disincanta, che instilla valori effimeri, ideali fatti di carta.


Questo eroe dei nostri tempi.
Cesare si riempie la bocca di paroloni, concetti e frasi d'effetto. Katia ne è rimasta affascinata per un certo periodo, perlomeno finché non ha scoperto che quanto dice sono solo frasi imparate a memoria di cui nemmeno lui conosce il significato, che si fa di canne e che è pure un violento. Dunque, decide di lasciarlo e di guardare oltre. 
A Cesare non sta per niente bene essere mollato in questo modo ed escogita una vendetta: affogherà l'amato cane della sua ex ragazza. Trovarlo e portarlo con sé è stato semplice, un po' meno gli risulta trascinarlo al largo, fin dove sa bene che esiste una buca sul fondo e Platone, intrappolato nella rete che gli avvolgerà attorno al corpo, andrà a fondo come un sasso.
Se la ride pensando alla faccia che farà Katia quando verrà a saperlo, ma il sorriso si spegne quando il cane si divincola e non si lascia imprigionare, mentre i suoi stivali si riempiono d'acqua, lo appesantiscono e gli impacciano i movimenti. La rete, poi, finisce col cadergli addosso e il crampo alla gamba fa il resto.
Dalla riva, un ragazzo mezzo ubriaco vede degli spruzzi, movimenti convulsi, una mano uscire dall'acqua e ode dei latrati. Poi il cane approda a riva e il mare torna calmo. Nel suo stato alterato non tenta nemmeno di soccorrere la persona, ritenendo che oramai non ci sia più niente da fare. Alle forze dell'ordine e ai giornalisti racconterà ciò che crede sia accaduto e le sue personali considerazioni diventeranno la notizia del giorno che conclamerà un nuovo eroe.
Si piangerà un valoroso amante degli animali che ha sacrificato la sua vita per salvare quella di un cane.

Un Natale diverso. 
Questo Natale, Kathy vuole assistere alla messa di mezzanotte e ha chiesto ai suoi due amici di accompagnarla. Nel silenzio ovattato della chiesa, in cui la voce del prete suona come una melodiosa cantilena che bene si adatta al contesto, l'improvvisa risata di Boccia, anche se soffocata, diventa decisamente inopportuna.
La ragazza lo esorta a smettere, ma, al contrario, l'amico scoppia in una risata fragorosa e inarrestabile tant'è che Spadino lo prende per il braccio e lo conduce fuori. Alla loro giovane amica non resta che seguirli. È subito chiara l'origine dell'attacco di ilarità del loro compagno: qualche grammo di erba, fumata poco prima di uscire di casa.
Oramai, il progetto di Katia è sfumato e, dopo essersi scolati una bottiglia di vino che si passano a turno, ai tre non viene in mentre altro da fare che andare a decorare un muro con un bel graffito a carattere religioso, giusto per restare in tema.
Kathy osserva gli amici che maneggiano con destrezza le bombolette di vernice e la mente vaga al Natale dell'anno prima, trascorso con suo padre che ora non c'è più. Una lacrima gelata le bagna la guancia ma, a disegno ultimato, non può che scoppiare a ridere. Sulla parete che le si innalza di fronte ora è disegnato un Cristo Dj, con i dread e le cuffie, che abbraccia una ragazza somigliante a lei. Kathy ride, ma si sente anche onorata da questo omaggio e pensa che, in fondo, questo Natale non l'aveva programmato così, ma le sta davvero piacendo e che quei due ragazzi strampalati sono due veri amici a cui è molto affezionata.
Un miagolio attira l'attenzione dei tre ragazzi che dopo essersi guardati intorno, individuano un piccolo micio, tutto sporco e intirizzito dal freddo; lo prendono e gli costruiscono un giaciglio di fortuna con alcune maglie di lana estratte dai cassonetti. I tre ragazzi gli siedono acconto e guardano il cielo le cui stelle sono dei decori scintillanti per il loro speciale Natale. 

Se pur con qualche difficoltà, ho scelto queste due storie da riassumere a rappresentanza delle quattordici che sono raccolte nel bel libro “Pocofuturo” di Sergio Beducci.

Un'antologia di racconti che sono frammenti di esistenza, perlopiù giovanili, trascinati tra mille difficoltà di una realtà contemporanea che illude e poi disincanta, che instilla valori effimeri, ideali fatti di carta. Storie di persone che vivono di corsa, di codardi scambiati per eroi, di uomini maturi che non sanno crescere, di donne che fingono d'essere felici, di ragazzi in piena contestazione, gente che si sente intrappolata in ruoli già definiti, di giovani già messi alla prova dalla morte o dalla malattia. Di persone che si sono piegate alle difficoltà e di altre che hanno saputo alzarsi e contrastarle, arricchendo se stessi di una nuova forza.
Un insieme eterogeneo di storie, così come dissimili sono quelle della vita reale, viste con un occhio attento e disincantato, narrate con abilità descrittiva e coinvolgente. Ci sono scrittori che tendono a romanzare l'esistenza raccontata, che la edulcorano per renderla più accettabile, Sergio Beducci non lo fa. Egli la racconta così come la vede, come la vediamo tutti. Le sue parole possono mutarsi in uno stiletto che fende l'anima, altre volte una carezza che la consola e la guarisce.
Storie che diventano un pugno inferto nello stomaco, altre che danno adito alla speranza, che contengono un messaggio d'amore.
Pocofuturo è un libro che sa regalare emozioni.


Pocofuturo

Pocofuturo

Questo libro è composto da quattordici racconti, brevi e meno brevi. Ritratti di adolescenti messi di fronte alla malattia, alla sofferenza o semplicemente refrattari a uniformarsi alle regole che qualcuno ha deciso per loro. Vite di giovani e meno giovani presi tra solitudine e incapacità di immaginare per sé o per il mondo un futuro credibile o anche solo accettabile. Il titolo alla raccolta, Pocofuturo, è stato scelto perché in qualche modo il futuro si è contratto, ha perso di significato, è scivolato verso un futuro prossimo, un presente dilatato, atemporale. Pochi sogni, nessun ideale da realizzare: ognuno chiuso nel proprio angusto mondo, spesso intriso di rimpianto, di rancore. Le uniche figure che conservano umanità, capacità di emozionarsi, energia vitale, sembrano essere i giovani marginali, le ragazze in fuga, i bambini che anche di fronte alla morte sono capaci di reagire, affrontandola. Così, tra le pieghe di un’esistenza che sembra cristallizzata nell’inerzia e nell’apatia, può apparire d’improvviso una possibilità nuova, una speranza, persino l’amore. Un libro pieno di gatti con nomi strani, di cani che si chiamano Platone, ma anche di adolescenti che del filosofo e della sua allegoria della caverna, sono affascinati. Un racconto presenta un identico inizio per uno svolgimento e un finale completamente diverso, quasi fosse l’uno la cover o il remix dell’altro, come si usa tra i musicisti e i dj.

di Sergio Beducci | Antonio Tombolini Editore | Racconti
ASIN B01LWP5XF9 | ebook 1,99€ Acquista


Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, da 0111 Edizioni.

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